“Voglio Tutto di Te”: in Esclusiva il secondo estratto della trilogia

Tutto per voi, in anteprima,  il secondo estratto del nuovo romanzo “Voglio Tutto di Te“, ovvero la “Fifth Avenue Trilogy“, gentilmente concesso in esclusiva dalla Harlequin Mondadori.

L’estratto di questa settima è tratto da “Scandalizzami“, secondo capitolo della trilogia, scritto da Caitlin Crews, che vede protagonista Hunter Grant, famoso giocatore di football dalla dubbia reputazione e una passione sfrenata per le gonne, meglio se contornate da un bel paio di lunghe gambe.

Vi ricordo che l’intera trilogia sarà disponibile il prossimo 10 febbraio, in un unico volume che racchiude al suo interno tutti e tre i capitoli: Vendicami, Scandalizzami e Spogliami. Troverete il romanzo in tutte le librerie e gli store online, come sempre nella doppia versione: cartacea e digitale.

Nel frattempo, guardate un pò cosa è già arrivato tra le mie mani…..

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…E presto una copia del romanzo potrebbe arrivare anche tra le vostre, grazie ad un fantastico giveaway, ma per tutti i dettagli dovrete ancora attendere qualche giorno, quindi non perdete prossimamente i nostri aggiornamenti.

 

 

 

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– VOGLIO TUTTO DI TE –

– SECONDO ESTRATTO DA “SCANDALIZZAMI”

di Caitlin Crews

«Non scherzavo quando le ho detto che preferisco avere io il comando» aggiunse con intenzione. «Lei può essere un uomo attraente, ma non voglio né lei né nessun altro, a meno che non strisci.»

    Tutto divenne immobile. Penosamente immobile.

    Lo sguardo intelligente di Hunter parve infuocarsi e lei sentì una costrizione nel petto come se qualcosa di duro e forte le stringesse la gabbia toracica.

    Passarono alcuni minuti senza che lui facesse niente di quello che si aspettava. Non brontolò, non discusse, non le scaricò addosso una valanga d’in­sul­ti.

    Si limitò a osservarla e a studiarla, facendole capire con il suo silenzio che l’a­ve­va sottovalutato a suo rischio e pe­ricolo.

    Zoe cominciava a chiedersi come avesse fatto a con­vin­cere il mondo di essere un semplice giocatore di football quando lui sorrise, spezzando la ten­sio­ne.

    «Va bene» disse.

    La sorpresa fu tale che lei rischiò di mettersi a bal­bet­ta­re. Non se lo sarebbe mai perdonato. Inspirando, cercò di controllarsi. Ma che cosa le stava succedendo? Stava per piangere come una bambina?

    «Non capisco che cosa significhi» disse quando riuscì a parlare.

    «Significa che va bene.»

    Ma lo sguardo famelico di lui non l’ab­ban­do­na­va un i­stante e lei s’in­ner­vo­sì ancora di più. A quel punto tutti gli uomini che avevano cercato di sedurla, si erano ab­ban­do­nati a esplosioni di rabbia, dimostrandole ancora una vol­ta che il loro obiettivo era stato sottometterla, se appena ci fossero riusciti.

    Non lei. Mai lei.

    Non riusciva a capire Hunter e questo la innervosiva, risvegliando quei punti nascosti che lei credeva di aver chiuso a chiave per sempre.

    «Va bene?» ripeté. «Mi sta dicendo che lei, Hunter Talbot Grant III, il John McEnroe del football, la maggiore celebrità dei nostri tempi, accarezza in segreto delle fan­ta­sie di sottomissione? Lei, il bastardo maschio alfa per ec­cellenza?»

    Lui le rivolse un sorriso da predatore, troppo caldo e troppo affamato e se Zoe non avesse avuto i piedi piantati per terra, avrebbe creduto che il suo ufficio le roteasse in­torno.

    «Certo, signorina Brook» confermò lui con quel sorriso un po’ beffardo. «Mi piace vincere. Questo mi rende sot­to­messo?»

    Zoe non aveva mai visto un essere umano meno disposto a sottomettersi in tutta la sua vita. Era impossibile che quel­l’uo­mo che aveva dato spettacolo di se stesso, di­mo­strandosi incapace di fare quello che gli veniva detto, an­che se era suo dovere ubbidire al suo allenatore, fosse ca­pace di fingere una resa.

    Secondo lui era tutto un gioco, ma ciò non significava che avrebbe vinto.

    «Ottimo» commentò nel­l’in­ten­to di smascherare il suo bluff, perché era quello che importava. «Che cosa aspetta? La porta del­l’uf­fi­cio è chiusa. I suoi segreti sono al sicuro con me.»

    Hunter la fissò, attento e concentrato. Chiedeva senza dire una parola. Non aveva bisogno di parlare. Emanava comando e un controllo ferreo da ogni poro della pelle, da­gli occhi, dalla mascella contratta. Anche il modo in cui le stava davanti, irresistibilmente bello e sempre troppo vi­ci­no, risvegliava quei punti teneri e intimi che lei credeva che Jason Treffen avesse ucciso per sempre.

    Hunter Grant la faceva sentire diversa, illanguidita e questo era imperdonabile.

    Schioccò le dita e indicò il pavimento.

    «Faccia il bravo ragazzo, Hunter. Strisci.»

    Lui non si mosse. Si limitò ad abbassare la testa quasi regalmente e la fissò con aria di sfida.

    «Chieda e otterrà» disse in un tono che era lontanissimo dal­l’es­se­re sottomesso.

    Perché lui era sottomesso come un lupo alfa.

    Poi spalancò le braccia in una parodia di resa, una ca­pi­tolazione derisa dalla curva sarcastica delle sue labbra e cadde in ginocchio, là, in mezzo al­l’uf­fi­cio.

 

 

Estratto pubblicato in Esclusiva per gentile concessione della Casa Editrice Harlequin Mondadori.                © Riproduzione riservata.Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

 

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