Al lettore particolarmente sensibile o di animo suscettibile, se ne sconsiglia la lettura.

AVVERTENZE: Astenersi donne gravide, persone sensibili, di buongusto, cardiopatici e minorenni. Il tutto si tinge di rosso, qui.

Dopo il successo della recensione comica – ma non troppo – che potete leggere QUI la prima parte nella nostra sezione ‘I micro post’ gli articoli più brevi, irriverenti e comici sulla trilogia, ecco un’altra parte sempre di ‘buddhaforcarme’ – nick name dell’autore – che non risparmia nulla all’autrice e alla trilogia.

Maghi, Babbani, fedifraghi stewartiani e amici di città laggiù, buonasera. Siamo qui riuniti, stasera, per continuare il nostro tortuoso e difficile viaggio nel mondo di 50 Sfumature. Avete con voi i paraorecchi, l’orsetto di peluche per stare più tranquilli e il vostro elfo del catino? Bene. Il mio Igor si è ammalato, povero. Troppo lavoro, nell’ultimo periodo, sapete com’è.

Dov’eravamo rimasti?

Ah, sì: la nostra Ana si è appena lavata i denti con lo spazzolino di Siffre- cioè, Grey, in un gesto che l’autrice reputa inequivocabilmente erotico (io giuro che non guarderò mai più gli spazzolini altrui con lo stesso occhio), e i due si avviano, ovviamente non prima che Grey abbia prenotato il suo elicottero Charlie Tango per un secondo appuntamento la sera stessa (“Sborone!”, urla qualche invidioso dalla platea) e che abbia cominciato con la infinita manfrina del mangia-mangia-mangia-poistaimale-mangia-nonhaifinito.

Christian Grey è mia nonna.

I due entrano in ascensore. Musica, maestro!

*zanzanzanzanzanzanzan*

Lo Squalo? Ma… qualcosa di più adatto ad una storia – uhm – romantica come questa?

*parte L’Esorcista*

Bene così. Dicevamo: galeotto fu l’ascensore, signori miei, perché è qui che il nostro Horny Boy Grey manda a Narnia tutte le manfrine del non-sono-l’uomo-giusto e passa al magari-non-l’uomo-ma-il-pene-sì, la guarda con i suoi “occhi color ardesia” (Che cazzo di colore è l’ardesia?, vi starete chiedendo. È grigio, un semplice e banale grigio) e… LA SBATTE AL MURO DELL’ASCENSORE.

«Oh, al diavolo le scartoffie» grugnisce [100 pagine di ‘mormora’ messi ad canis cazzum e ora mi spari un ‘grugnisce’? Sì che è un maiale, ma ‘nsomma]. Si avventa su di me, sbattendomi contro la parete dell’ascensore. Prima di rendermene conto, mi ha preso entrambe le mani in una delle sue e le tiene strette in una morsa sopra la mia testa, e intanto mi inchioda alla parete con i fianchi. “Oh, mio Dio.” Con l’altra mano mi afferra la coda e la tira, alzandomi il viso, e le sue labbra sono sulle mie. Non fa male [Perché dovrebbe, per tutti i cappellini della Regina Elisabetta? È un bacio, non una rissa]. Gemo nella suabocca, lasciando un varco alla sua lingua. Lui ne approfitta, esplorandomi la bocca con fare esperto [cioè con tanto di kit d’esplorazione?]. Non sono mai stata baciata così. La mia lingua accarezza esitante la sua e si unisce a lei in una lenta danza erotica fatta di contatti e sensazioni, sussulti e stoccate [EFFIE, IL CATINO!]. Sposta la mano per afferrarmi il mento e immobilizzarmi. Sono indifesa, le mani incastrate, il viso bloccato e i suoi fianchi che mi imprigionano. Sento la sua erezione contro il ventre [AY CARAMBA!]. Oddio… mi vuole. Christian Grey, il dio greco, mi vuole, e io voglio lui, qui… adesso, in ascensore.

«Tu. Sei. Così. Dolce» [io vi ricordo che si è lavata i denti con lo spazzolino di lui] mormora, scandendo ogni parola. L’ascensore si ferma, le porte si aprono e lui si staccada me in un batter d’occhio, lasciandomi sospesa.

Come ‘zzo si fa a rimanere sospesi? In aria? È una degli X-Man? È il potere dell’erezione fantasma di Mr. Grey che la tiene su? Che è? Perché o intendeva ‘col respiro sospeso’ o non ha senso.

Quisquiglie, ascoltatori. Siamo in 50 Shades of Grey, no? Le leggi della fisica e del buonsenso qui non contano. Lui la riaccompagna a casa, Anastasia nota che lui sa dove abita e che è ‘una cosa da niente per un abile stalker, intercettatore di telefoni e proprietario di elicottero’, ma ovviamente non pensa nemmeno a farsi qualche domanda sulla sanità mentale dell’amico suo, e la giovine coppia può finalmente rincontrare Kate ed Elliot – il fratello di Christian, che la giornalista in erba ha incontrato quando Ana si è ubriacata. I fratelli lasciano le dolze pulzelle, e Kate non si lascia sfuggire l’occasione per dimostrare il suo talento da reporter.

«Allora, l’hai fatto?» chiede la mia amica, mentre guardiamo i due uomini salire in auto. [ma gli stracazzi tuo—?]

[…]

«Christian stasera mi porta a Seattle.»

«A Seattle?»

«Sì.»

«Allora forse lo farete?» [Kate, lei è vergine, magari ha bisogno di tempo per…]

«Lo spero.» [Come non detto.]

«Quindi ti piace?» [No, è che Grey non trova il Monopoli, sai…]

«Sì.»

«Ti piace tanto da…?» [Ma ci sei o ci fai?]

«Sì.»

Mi guarda incredula. «Per la miseria. Ana Steele, finalmente innamorata di un uomo, ed è Christian Grey… bello, sexy, miliardario.»

Che dialogo denso di pathos. Sento l’ansia crescere, sempre che non sia il riflesso del vomito. Vorrei puntare l’attenzione sull’aggettivo ‘innamorata’ lì: i due si conoscono da una settimana scarsa e si incontrati quattro volte, l’ultima delle quali è finita con lei che gli vomitava sulle scarpe per poi lavarsi i denti col suo spazzolino e baciarlo.

Non so chi dovrebbe scappare via da chi.

I due si rincontrano la sera (passo sulla vestizione di Ana), raggiungono l’aeroporto e via con Charlie Tango, con Grey che fa commenti su quanto siano belle le cinture di sicurezza e Ana, mica inquietata dai gusti dell’amico, ancora nel mondo fatato degli ormoni ballerini. Arrivano all’edificio del ragazzo e poi nel suo appartamento, dove le offre da bere e le porge un accordo di riservatezza.

«Cosa significa questo accordo?»

«Significa che non puoi rivelare niente di noi due. Niente, a nessuno.»

Lo guardo incredula. Oh, no. Deve esserci qualcosa di davvero terribile, e a questo punto sono ansiosa di sapere. «Va bene. Firmo.»

Mi allunga una penna. «Non lo leggi neanche?»

«No.»

“Imbecille” è la parola che mi sorge spontanea alla fine della lettura.

«Questo significa che stanotte farai l’amore con me, Christian?»

“Oh, signore. L’ho detto davvero?” Lui rimane di stucco per un attimo, ma si riprende infretta.

«No, Anastasia. Primo: io non faccio l’amore; io fotto… senza pietà. [Datemi… datemi solo un… PFUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH] Secondo: ci sono molte altrescartoffie da firmare. Terzo: non sai cosa ti aspetta [Io sì… meglio che avvicini il catino]. Sei ancora in tempo per dartela a gambe. Vieni, voglio mostrarti la mia stanza dei giochi.»

Rimango a bocca aperta. “Fotte senza pietà!” Oddio, suona così… allettante [O stai male o hai bisogno di un dizionario: non è allettante, è INQUIETANTE, TU SEI VERGINE E LUI TI STA DICENDO CHE VUOLE TRAPANARTI COME FA UN CARPENTIERE CON UN MURO]. Ma perché andiamo nella stanza dei giochi? Sono confusa.

«Vuoi giocare con la Xbox?» chiedo.

Sì, poi ti offre le patatine, discutete dell’ultima partita di calcio e vi fate un paio di birrette.

Ed eccola, la stanza:

Sulla parete di fronte alla porta campeggia una grossa croce di legno aforma di X. È di mogano lucido, con cinghie suiquattro bracci. Sopra di essa c’è un’ampia griglia d’acciaio appesa al soffitto – quasi due metri e mezzo per lato – da cui pendono corde, catene e manette di ogni genere. Vicino alla porta due lunghe pertiche lucide e intagliate, simili alle aste di una ringhiera ma più lunghe, sono attaccate alla parete come bastoni per le tende. Da esse pende un impressionante assortimento di fruste, frustini e attrezzi leggeri e soffici dall’aspetto curioso.

Accanto alla porta c’è anche un solido cassettone dimogano, con i cassetti bassi e piatti come se dovesserocontenere esemplari in qualche vetusto museo. Michiedo di sfuggita che cosa contengano in realtà.Voglio davvero saperlo? [Si scopre nell’altro volume che sono degli adorabili oggettini per l’allenamento anale. Sì, avete letto bene] […] Nell’angolo opposto c’è un robusto tavolo di un paio di metri di lunghezza, dilegno verniciato e con le gambe intagliate, sotto ilquale ci sono due sgabelli in tinta .Ma quello che domina la stanza è un letto. È piùgrande di un matrimoniale, un modello a baldacchino con ornate colonnine rococò e la parte superiorepiatta. Sembra risalire alla fine del Diciannovesimosecolo. Sotto il drappo vedo scintillare altre catene emanette. Non ci sono lenzuola… solo un materasso coperto di pelle rossa e cuscini di raso rossoammucchiati su un lato. A qualche metro di distanza c’è un ampio divan o […] Alzo gli occhi e guardo il soffitto. Ci sono moschettoni appesi dappertutto. Mi chiedo vagamente a cosa servano [Ad appenderci i prosciutti, ovvio]. […] Quando mi giro lui mi sta osservando con attenzione, come immaginavo, e la sua espressione è del tutto indecifrabile. Mi segue, mentre faccio qualche passonella stanza. Uno degli attrezzi leggeri e soffici miincuriosisce. Lo tocco, esitante. È di pelle scamosciata e assomiglia a un gatto a nove code, ma più fitto, e con minuscole perline di plastica alle estremità.

«Si chiama flagellatore.» [Piero Angela docet.]

La voce di Christian è dolce e pacata.“Un flagellatore… mmh.” […] La paura… sì…questa sembra essere il sentimento preponderante. Adesso la riconosco. Ma, strano a dirsi, non è paura di lui [Anche io ho paura, sì, ma della tua imbecillità]… Non penso che mi farebbe male, almeno, non senza il mio consenso [GUFATA!].

[…]

«Sei tu a fare questo agli altri o sono gli altri a farlo a te?»

«Lo faccio alledonne che lo desiderano.»

Non capisco. «Se hai già delle volontarie, cosa ci faccio io qui?»

«Perché vorrei farlo con te, lo vorrei tanto.»

«Ah» sussulto. “Perché?” [Come, perché? Che straminchia di domanda è?]

Il dialogo continua con lei che chiede delucidazioni invece di scappare via – com’è giusto che fosse -, lui che le dice di non essere un sadico, ma solo un Dom,  che trae piacere dalla sottomissione che gli sta (possibilmente inginocchiata) davanti e che non le farà male.

Non li sentite, gli sbuffi lì in fondo?

Christian, per renderle la cosa più chiara, le fa vedere una bozza del contratto con gli obblighi della sottomessa: fare tutto ciò che il Dom le ordina senza rifletterci (se tanto mi dà tanto, Ana non riflette di suo e il problema non si pone), dormire almeno sette ore a notte, fare attività fisica quattro volte a settimana, niente spuntini tra i pasti, niente alcool, accettare soldi dal Dom per vestiti e accessori (Igor, smettila di sussurrare ‘puttana’, su). Al che una ragazza normale gli avrebbe fatto il gesto dell’ombrello, avrebbe esclamato un sonoro “Cor cazzo!” e avrebbe levato le tende. Ma Ana no, lei rimane. È il potere dell’ormon- ehm, dell’amore che la convince a provarci.

Le fa vedere anche i ‘limiti assoluti’, ovvero una serie di atti da non fare, e scopre così che lei è vergine, signori e signori, e s’infuria e s’incazza perché non ci può credere, che le ha fatto vedere quelle zozzonerie quando lei a stento sa come sono fatti i genitali maschili. Era l’unico a non averlo capito, tra l’altro. Ma vabbuò.

Ma lui è Mr. NonMiLascioAbbattere (ma battere sì) Grey, e trova una soluzione allo scomodo problema dell’imene impolverato della ragazza: SCOPARSELA! “Dobbiamo sistemare questa faccenda”, dice il romanticone. Non era ovvio? Non era scontato? Non ve l’aspettavate tutti?

Cosa farà lei, allora?

  1. Andrà via scappando a gambe levate e finirà in psicanalisi?
  2. Rinsavisce e gli molla un calcio sui coglioni?
  3. Saltella di gioia e gli salta al cavallo dei pantaloni?

E sebbene avessi sperato nella 2, la risposta corretta è la tre. Perdonatemi un appello personale e accorato:

ANA, CRISTO SANTISSIMO, È LA TUA PRIMA VOLTA, LO CONOSCI DA UNA SETTIMANA E HA UN MUSEO DELLE TORTURE IN CASA, LUI FOTTE DURO, VA’ VIA!

E così, finalmente, copulano per la prima volta a centocinquanta pagine dall’inizio di quello che dovrebbe essere un libro erotico.

Gentile pubblico, munitevi di coraggio. Il catino è con voi? La copertina preferita? L’elfo fedele?

«Hai idea di quanto ti desidero, Ana Steele?» sussurra.

Mi manca il respiro e non riesco a staccare gli occhi da lui. Mi sfiora piano la guancia, scendendo fino al mento.

«Immagini quello che sto per farti?» aggiunge, accarezzandomi.

I muscoli della parte più profonda e oscura di me fremono, provocandomi una sensazione deliziosa.

Aridaje con la parte più oscura e profonda di lei, direttamente da Robinson Crusoe. ‘Oscura’, e va bene, facciamo pure che dipende dallo stato della tua depilazione, ma ‘profonda’? Di solito è sui dieci centimetri, volendo proprio essere larghi (letteralmente), lei che c’ha? Il Grand Canyon? La terra di Mezzo? La borsetta di Hermione Granger?

Gli ansimo in bocca. Stento a contenere il sentimento tumultuoso [Ora lo chiamano così?] che mi travolge… o sono ormoni?

Sei bagnata come Londra. Sono ormoni.

Le sue mani scivolano lente sul mio sedere fino alle cosce, portandosi dietro i jeans. Non riesco a distogliere lo sguardo. Si ferma per passarsi la lingua sulle labbra,senza mai interrompere il contatto visivo. Si china inavanti e mi sfiora con il naso la sommità tra le cosce. Lo sento. . [VAGINA, SI CHIAMA VAGINA]

«Hai un odore così buono» mormora chiudendo gli occhi, con uno sguardo di puro piacere, e quasi mi vengono le convulsioni.

Giuro che non me lo sto inventando. C’è scritto così. Come fanno a venirle le convulsioni? Ma puoi inserire le convulsioni in un momento che dovrebbe essere erotico?

Luimi solleva il tallone e passa il pollice sul collo delpiede. È quasi doloroso, ma il movimento mi si riverbera nell’inguine. [Ma esiste, questa frase?] Senza togliermi gli occhi di dosso, passa la lingua sul collo del piede, poi i denti.

“Dio mio.” Gemo… Come posso sentirlo lì?

MA DOVE VUOI SENTIRLO, SOTTO LE ASCELLE?

Le sue labbra si chiudono sull’altro capezzolo, e quando comincia a succhiarlo mi vengonoquasi le convulsioni.

Vai che se continua così ci ritroviamo in una puntata di E.R.

All’improvviso, si alza a sedere e mi strappa gli slip,gettandoli a terra. Si toglie i boxer, liberando la sua erezione. “Accidenti…” [Ti pareva che non era superdotato] Allunga la mano sul comodino e prende una bustina, poi si insinua tra le mie gambe, divaricandole sempre di più. Si inginocchia e si infila il preservativo sul suo notevole membro. “Oh, no…Riuscirà a…? Come?”

Vorrei potervi far vedere la mia faccia in questo momento. Giuro. Il ‘notevole membro’ non lo incontravo da quando bazzicavo su manga.it, e di solito le autrici avevano quattordici anni e l’esperienza sessuale di Remus Lupin, e oensavo fosse il peggio, ma la domanda che segue la descrizione del Walter di Christian mi ha fatta cadere dalla sedia.

Come, Anastasia? Seriously? Vuoi un disegnino? Qual è il tuo problema, esattamente? Ci entra, eh. Non ha un bazooka, non è che finisce con budella di fuori ed arti amputati.

«Alza le ginocchia» ordina, e io mi affretto a obbedire. «Sto per fotterti, Miss Steele» sussurra, e posiziona la punta del pene all’ingresso della vagina. «Senza pietà» mormora, e si avventa dentro di me.

Io… io non…

Igor, Effie!

*ritorna in scena dopo un paio di minuti, ancora pallida e visibilmente scossa. Il povero Igor cade a terra, stremato*

«Aah!» grido. Sento un dolore mai provato, mentrelui lacera la mia verginità. Si immobilizza,guardandomi con occhi luccicanti di trionfo.

… Trionfo? Ma pensa d’aver vinto l’oro alle olimpiadi?

«Sei così stretta. Stai bene?»

La mia reazione: http://media.tumblr.com/tumblr_m5cs71oI5g1qbj4cr.gif.

Ma che…? Ma cosa…? Ma si può?

Sei così stretta?

S’aspettava una pista d’atterraggio aerea? I suoi standard sono Paris Hilton e Raffaella Fico?

EFFIE!

*l’elfa accorre e Carmelita vomita l’anima di nuovo*

Vi risparmio la telecronaca dell’amplesso. Giuro, lo faccio per voi – e, ehm, per Igor. Non vi dirò che lui ‘scivola lentamente dentro e fuori’, che ‘lui accelera, spinge, guadagnando velocità’ (siamo al Gran Prix di Monaco), che lei ‘sente qualcosa montare dentro di sé’… Non lo sentite il pathos? Non siete bagnati come la Pellegrini durante una gara?

Non immaginavo che fosse così… Non immaginavo che fosse così bello. I miei pensieri si sfaldano… C’è solo una sensazione… solo lui… solo io… Oh, ti prego… Mi tendo fino al limite.

Cioè così? http://www.circusfans.net/popgallery/spettacoli/Eloize_Cirque%20(NOMADE)%20-%20Milano%202005/005%20Contorsionista.JPG.

Sono stremata. Ma ora c’è la parte, quella parte. Perché lei, non contenta, vuole il bis. Ed ecco che succede.

Chiudo gli occhi, cerco di controllare il respiro e diassimilare le sensazioni confuse e caotiche che le suedita liberano dentro di me, il fuoco che mi incendia [ma magari, Anastasia, magari…]. Gemo di nuovo.

[…]

«Apri la bocca» mi ordina, e mi infila il pollice tra lelabbra. Io sbarro gli occhi, esterrefatta.«Assaggia il tuo sapore» mi mormora nell’orecchio.

«Succhia, piccola.» Il suo pollice mi preme sullalingua, e la mia bocca si chiude su di lui, succhiandoforsennata. Assaggio il gusto salato sul suo dito, e ildebole sapore metallico del sangue. È una cosaperversa, ma erotica da morire.

Io… no… quello è il suo sangue… lui l’ha appena…

IIIIIIIIGOOOOOOOOOOOOORRRRRRRR!

*il pubblico è invitato ad abbandonare la sala. Arrivederci e alla prossima puntata*

L’autrice

1 commento

  1. Morgana

    Io adoro il libro, ma tu m’hai fatto morire dal ridere!!!!!
    ahahhahahahahaha non ce la facccio più!!!
    MITICA!!!! xD