Rassegna racconti inediti – Waiting for…Christmas in Love – Aspettando il Natale presenta in anteprima un estratto inedito del nuovo romanzo di Alice Vezzani

Inauguriamo la nostra rassegna dedicata al Natale con un ospite d’eccezione, Alice Vezzani, già presente in passato sul nostro sito con numerosi suoi romanzi.

Alice, per questa nostra nuova avventura, ci ha gentilmente regalato un estratto in anteprima esclusiva del suo nuovo romanzo, ancora in fase di lavorazione.

La sua nuova fatica, al momento, ha il titolo di “Quando hai Preso il mio Cuore”, ancora provvisorio perchè  non è del tutto convinta. A me piace, e a voi? Che ne pensate?

Vi avviso, lei è un amante degli amori tormentati – come potrete scoprire dalla nostra chiacchierata fatta tempo fa che trovate QUI – e ama tenere le sue lettrici sulle spine, e anche questa volta non è da meno!

Però, per sua stessa ammissione, non può esserci che il lieto fine per le sue coppie, quindi, tranquille!

Se non avete ancora letto i precedenti romanzi di Alice, vi consiglio di rimediare, e QUI trovate tutte le info che vi servono.

Conoscendo il vostro debole per le colonne sonore che accompagnano le vostre letture, ho selezionato per voi una speciale playlist a tema, per regalarvi quella giusta atmosfera.

Ora, non mi resta che augurarvi, come al solito, buona lettura e darvi appuntamento a domani con il secondo racconto ospite.

 

Alice Vezzani-Estratto Inedito

Quando hai preso il mio cuore

 di Alice Vezzani

 

Questo breve estratto è il punto di svolta di un romanzo che uscirà prossimamente, l’autrice si riserva il diritto di cambiare titolo, nomi dei personaggi ecc…, secondo le necessità della storia.

Tutti i diritti riservati.

 

We wish you a merry Christmas

We wish you a merry Christmas

We wish you a merry Christmas

And a happy New Year.”

Corsi verso la mia scrivania e risposi al telefono al volo, per fortuna quel giorno avevo messo dei tacchi bassi e lo sprint fu più efficace, dal magazzino all’ufficio ci avevo messo solo trenta secondi.

–Rev Model Agency, buongiorno! – cercai di nascondere il fiatone a causa della corsa che avevo appena fatto, ma con scarso successo.

–Ciao Kate, tutto bene? Da dove vieni così di corsa? – la voce calda e sensuale di David mi avvolse come cioccolata calda. Non lo sentivo da diversi giorni e mi mancava da morire.

–Ciao! Ero in magazzino e… adesso va tutto bene, – ero così felice di sentirlo che il cuore prese a battere ancora più forte.

–Ho provato a chiamarti sul cellulare, ma non rispondevi, – oltre alla sua voce, in sottofondo si sentivano dei rumori e una voce metallica che annunciava la partenza di un volo.

–Ero nel backstage, sei in aeroporto? Stai tornando? – mi rimproverai perché la mia voce era troppo speranzosa. Mi ero ripromessa nei due giorni di silenzio che sarei dovuta sembrare più disinteressata e meno ansiosa, ma sembrava che fosse tutto inutile.

–Sono appena atterrato all’Heathrow, sarò libero per le sette. Sei libera? – era una delle cose che mi piaceva più di lui, non mi dava mai per scontata.

–Sì, sono libera, ti aspetto a casa mia allora, – decisi che appena uscita dall’ufficio, sarei corsa a fare un po’ di spesa, sapevo che quando tornava da un viaggio, amava mangiare qualcosa cucinato da me e io ero felice di farlo per lui.

–Devi tornare al lavoro? – mi chiese, ero sicura che stesse camminando, probabilmente verso l’uscita dell’aeroporto. Me lo immaginavo mentre con passo veloce e senza guardare in faccia nessuno attraversava gli affollati corridoi, aveva più possibilità di uscire senza essere fermato se era occupato in una conversazione telefonica e io ero talmente felice di sentire la sua voce, che mi andava bene fare anche da tappabuchi in queste occasioni.

–Per un po’ se la possono cavare senza di me… – in sala di posa avevamo finito, il fotografo stava riguardando le inquadrature per vedere se era tutto a posto o se c’era bisogno di qualche altro scatto.

–Avete qualche cliente nuovo? – chiese incuriosito.

–Sì, due gemelli, stanno davvero andando alla grande. Penso che saranno scelti per le sfilate di questa primavera, Didi ne è entusiasta, stiamo preparando il book.

–E sono belli? – questa volta la sua voce era priva di inflessioni, tanto che mi chiesi se gli interessasse davvero.

–Ovvio che sono belli… ma mai quanto te, – la risposta mi uscì prima che riuscissi a fermarla, era la pura verità ma il suo ego si sarebbe gonfiato ulteriormente. Mi rimproverai ancora una volta, ma ero così felice che fosse tornato e che mi avesse chiamato. Anch’io non lo davo mai per scontato, soprattutto dopo aver letto del suo ultimo flirt a Los Angeles.

–Mi stai facendo arrossire… – sorrise e io mi immaginai quanto doveva essere bello in quel momento.

–Sarai abituato ai complimenti, – cercai di minimizzare.

–Sì, ma detti da te hanno tutto un altro sapore… sono arrivato al taxi, ci vediamo tra un’ora, – concluse velocemente.

–Okay, a dopo, – riattaccai e corsi in sala di posa per avvisare che dovevo uscire. Per fortuna il fotografo era soddisfatto e i modelli si stavano preparando per andare via.

 

Stavo mettendo l’acqua sul fuoco quando sentii la porta di casa aprirsi.

–David?

–Eccomi! Aspettavi qualcun altro? – mi chiese entrando in soggiorno.

Lanciai lo strofinaccio sul tavolo e gli corsi incontro saltandogli al collo, e stringendolo forte, avevo bisogno di sapere che anche lui era contento di vedermi. Infatti aveva lasciato cadere la valigia e mi aveva sollevato da terra. Quando mi staccai un po’, mi rimise giù e lo guardai attentamente negli occhi, erano ancora più azzurri quella sera e mi guardavano sorridenti, amai ogni piccola ruga che si formava sul suo bel viso. I capelli neri erano un po’ più corti dall’ultima volta che l’avevo visto e sembra stanco, forse era colpa del jet lag. Gli accarezzai la guancia con la mano e la barba di due giorni mi solleticò il palmo, gli passai le mani nei capelli e appoggiai le labbra alle sue. Erano sempre calde e morbide, come ci si aspetta da un modello. Il bacio diventò ancora più intimo e anche le sue carezze sul mio corpo. Avevo così voglia di lui che avrei fatto l’amore in piedi sulla soglia di casa.

–Hai il fuoco acceso? – mi chiese tra un bacio e l’altro sbirciando in direzione della cucina.

–Solo l’acqua, posso spegnerla, – lo guardai attraverso gli occhi socchiusi, ero felice di vedere che anche i suoi erano carichi di desiderio e bisogno.

–Fallo, ti aspetto in camera, – disse con voce roca e piena di promesse.

Mi lasciò andare e poi si diresse deciso verso il corridoio scoccandomi un ultimo sguardo malandrino. In cucina spensi il fornello, quando sentii il rumore dell’acqua della doccia decisi che gli avrei dato qualche minuto. Accesi il fuoco del sugo e preparai la tavola.

Sapevo che quando lo avessi raggiunto sarebbe stato nudo e pronto per farsi apprezzare. Era un gioco perverso il nostro, sapeva che mi piaceva ispezionarlo mentre era sdraiato senza vestiti, mentre gli chiedevo come era andato il viaggio e la sua erezione prendeva lentamente forma. Avevo bisogno di riprendere possesso del suo corpo, dopo che molte donne e uomini lo avevano guardato e desiderato, probabilmente anche avuto, non solo sulle passerelle, ma durante i servizi fotografici o sul backstage di qualche pubblicità. Da quando erano iniziate le riprese per Blue Sky avevo bisogno di svariati minuti prima di sentirmi pienamente soddisfatta. Era come se aspettassi che si purificasse tra le mie lenzuola. Questa settimana a New York aveva avuto molti incontri per promuovere il film e sulle riviste di gossip c’erano decine di foto di lui e Sharon Devil, la co-protagonista. Alcuni articoli avevano insinuato che tra loro fosse l’inizio di una storia. Sharon aveva appena lasciato il suo ultimo compagno, non dubitavo che fosse in cerca di un altro uomo, e David era sicuramente il migliore sulla piazza. Inoltre una loro relazione avrebbe fatto pubblicità al film.

Sospirai e presi il coraggio per andare da lui, ero ancora vestita con l’abito che avevo messo per andare al lavoro. Non avevo neanche fatto in tempo a cambiarmi, ma era meglio così, perché avevo bisogno di fingermi professionale ancora per un po’.

Come ogni volta restai senza fiato, dopo la doccia, senza asciugarsi aveva tirato indietro il copriletto e ora era disteso tra le lenzuola, completamente nudo con una ginocchio piegato e un braccio che gli copriva gli occhi. Presi la macchina fotografica dal cassetto del comodino e gli scattai qualche foto, lui sentì il click ma non si mosse. Era abituato che la sua privacy venisse violata.

–Finiranno sul mio book? – chiese accennando un sorriso stanco.

–Se mi fai arrabbiare sì, – gli sorrisi a mia volta, anche se lui non poteva vedermi.

–Ti piace fotografarmi nudo, vero?

–È il mio hobby preferito, lo sai, – posai la macchina fotografica e mi appoggiai alla parete poco lontano da lui.

–E se lo facessi io con te? – chiese ad un tratto.

–Io odio trovarmi dall’altra parte dell’obbiettivo.

Spostò il braccio dagli occhi e mi guardò nel profondo cercando sul mio viso le parole che non avevo pronunciato.

–Se te lo chiedessi? Lo faresti? – insistette.

–Non lo so, lo vuoi? – sarebbe stato imbarazzante, ma se lui lo voleva avrei accettato, ma poi avrei cancellato le foto, sapevamo entrambi che non poteva permettersi di portarsi foto mie sul cellulare. –Non sarebbe comunque una gran foto.

–A me piacerebbe avere qualcosa che mi faccia pensare a te quando sono via.

–Hai delle mie foto, – mai insieme e io ero sempre con qualcun altro.

–Sì, ma quelle non stuzzicano abbastanza la mia fantasia, – si stava rilassando e mi regalò uno di quei sorrisi che spaccano l’obbiettivo.

–Come se avessi bisogno di essere stuzzicato, – abbassai lo sguardo, il suo pene si sentì chiamato in causa e cominciò a svegliarsi.

–Tu cosa ne sai? Non ci sei quando sono via.

–Qualche tua amante me lo potrebbe confermare… – non era una domanda e non misi nessuna inclinazione nella voce, ma distolsi lo sguardo.

Lui mi guardò cauto, non gli piacevano le scenate di gelosia, ne ero consapevole, cercavo sempre di tenere tutti i dubbi per me, di non fargli capire che in realtà soffrivo come un cane e mi sentivo insicura quando lui era lontano, quando non mi chiamava per più di due giorni e si faceva fotografare mentre flirta con un’attrice bellissima e famosa quanto lui.

–Non ho nessuna amante. E lo sai, – sembrava un po’ irritato.

Come facevo a saperlo se da quando ci stavamo frequentando non gli avevo mai chiesto nulla sulle sue relazioni e lui non mi aveva mai confermato nulla? L’avevo sempre preso quando i suoi impegni lo permettevano, gli erano stati attribuite molte avventure in quei mesi, ma le poche ore che passavamo insieme non le potevo sprecare a litigare o a tenere il broncio, avevo accettato questa perenne incertezza così com’era molto tempo prima. Restai in silenzio perché non sapevo cosa dire.

–Kate, lo sai vero? – dopo avermi osservato a lungo si accigliò e si mise seduto.

Restai di nuovo in silenzio. Rispondere una bugia mi avrebbe fatto soffrire di più. Lui si alzò e venne verso di me, d’istinto mi allontanai, non ero ancora pronta a toccarlo. Gli girai le spalle e andai verso il bagno. David mi prese per le spalle e mi fece voltare verso di lui.

–Kate? Rispondimi, lo sai che non vado con nessun’altra, vero? – abbassò il viso vicino al mio, scrutandomi preoccupato.

–Mi vuoi far credere che non vai con un’altra donna da quando sei partito per New York quindici giorni fa?

–Ti sto dicendo Kate, che non faccio sesso con nessuna a parte te da quando ci frequentiamo, cioè dal Natale scorso.

Restai un po’ perplessa mentre lui studiò la mia espressione incerta e un po’ incredula.

–Kate? Vuoi dire che pensavi che… ma perché non me lo hai chiesto?

–Non volevo sapere la risposta.

–Credevi di essere una delle tante?

–Non proprio una delle tante, ma un diversivo per quando tornavi a Londra.

–Oh mio Dio Kate, no! Non sei un diversivo, non ti avrei mai usata così, – chiuse gli occhi e ispirò forte, poi quando li riaprì due pozze azzurre e sincere mi fecero annegare. – Kate, io provo qualcosa di più per te, pensavo che tu lo avessi capito. Non mi piace esprimere apertamente i miei sentimenti perché non è nel mio carattere, lo sai che sono un tipo riservato. Ma pensavo che tu  sapessi cosa provo.

–È difficile conoscerti quando in tutto l’anno abbiamo passato insieme quarantasei notti in tutto. E i giorni insieme sono stati anche meno, – avevo contato anche le ore, ma mi sarei resa ridicola se glielo avessi detto.

–Lo so, le riprese mi hanno tenuto lontano da Londra e gli impegni erano sempre troppi, ma ogni volta che potevo tornavo da te, – mi costrinse ad alzare la testa e a guardarlo di nuovo in faccia. Gli misi le mani sul torace. La sua pelle era così calda che mi formicolavano le dita.

–Grazie per essere tornato.

–Grazie? Io devo ringraziare te per essere rimasta ad aspettarmi. Perché lo hai fatto, vero? – adesso era lui l’uomo insicuro, sorrisi perché pensavo che la sua bellezza fosse sufficiente per dargli la certezza che non sarei mai stata con nessun altro.

–Non ho mai voluto un altro.

–Kate, per un attimo mi hai fatto paura. Pensavo che il nostro gioco ti avesse fatto capire quanto sia grande l’ascendente che hai su di me. Essere nudo mentre mi osservi vestita mi fa sentire tuo, impotente sotto di te. Questi momenti non servono solo a te. Sei tu che decidi quando prendermi, quando fare l’amore, sei tu che mi accetti. E io mi sento lusingato ogni volta che lo fai. Tu, solo tu mi fai sentire così.

–David… e Sharon… – e tutte le altre? Avrei voluto chiedergli.

–Sono tutte bugie, sono tutte invenzioni per promuovere questo film o gli sponsor. Ma io sono sempre stato solo tuo, – mi prese la mano e la appoggiò sul suo cuore. – Questo batte solo per te. Anche se sei lontana e non ti telefono il mio pensiero è sempre per te. Quando le giornate sono difficili e dure pensare a te mi rasserena, sperare che sei qui ad aspettarmi mi fa venire voglia di tornare più in fretta. Kate, se non volessi stare con te volerei da un impegno all’altro direttamente, senza tornare qui. Sei la mia casa Kate, non Londra, non il mio appartamento, ma tu.

Senza volerlo calde lacrime mi scesero dagli occhi e mi buttai tra le sue braccia scossa dai singhiozzi.

–Kate, non fare così, pensavo che avessi capito che sono innamorato di te.

Scossi la testa e per un po’ non fui capace di replicare, quando riuscii a guardarlo in faccia gli dissi:

–Hai preso il mio cuore quando hai lasciato a me il tuo….

Mi sollevò senza sforzo e mi adagiò piano sul letto sdraiandosi sopra di me.

–Sono tuo Kate, che ne fossi più o meno consapevole e tu sei mia, ho bisogno di fare l’amore con te, di godere con te e in te. Kate… – le sue parole mi riempirono la testa e il cuore di emozioni nuove e incredibili.

Le sue labbra sigillarono le mie e il suo profumo mi rapì i sensi, la sua lingua percorse sensuale le mie labbra prima di invadermi la bocca cercando la mia e cominciando una danza sensuale mentre con gesti sicuri e veloci mi abbassava la cerniera, mi sfilò l’abito e con le mani accarezzò delicatamente la pienezza dei seni.

–Non sai quanto ti voglio Kate, – strusciò la sua marmorea e bruciante erezione contro le mie cosce e la sua bocca calda mi baciò il collo scendendo fino ai seni. Le sue mani si muovevano sopra di me liberandomi dai vestiti sempre più frenetiche e urgenti. Quando mi sfilò le mutandine e scoprì che ero già bagnata e turgida emise un gemito di piacere. Mi allargò le gambe e si sistemò in mezzo. Mentre continuava a leccarmi e succhiarmi i capezzoli la sua erezione si insinuò in me lentamente, facendomi sentire ogni centimetro e facendomi soffrire per il bisogno che avevo di lui.

–Ti prego, prendimi…

–Calma tesoro, abbi pazienza, voglio entrare con calma e poi scoparti forte, – rise quando mi lasciai sfuggire un esagerato piagnucolio di frustrazione.

Cercai di andargli incontro ma le sue cosce d’acciaio bloccarono le mie e lui si ritrasse di nuovo.

–Noooo – ero eccitata e sapeva benissimo che effetto mi faceva averlo sopra e lui stava godendo della mia insoddisfazione.

–Ti ho lasciato guardare, adesso tocca a me riprendere il controllo, – le sue parole mi fecero eccitare ancora di più mentre con la barba mi irritava i capezzoli e la sua lingua leniva poi il dolore.

–Ti prego…

–Devi essere paziente e non muoverti se no ricomincio da capo, – mi penetrò con la punta restando poi fermo a godersi i miei sguardi disperati. –I tuoi occhi luccicano di desiderio, sei bellissima.

Dovevo ammettere che aveva un autocontrollo impressionante, o forse non era abbastanza eccitato, ma quando vidi goccioline di sudore che gli imperlavano la fronte, capii che stava soffrendo almeno quanto me. Il sesso era un gioco da fare in due, troppe volte me ne dimenticavo. Gli accarezzai la schiena provando soddisfazione a sentire i muscoli tesi e la pelle bagnata, le spalle rigide e gli avambracci gonfi per lo sforzo di mantenere la posizione. Scesi sul torace e accarezzai i capezzoli duri e perfetti, era davvero stupendo ovunque, nessuna parte di lui era meno della perfezione. Ci giocai un po’ tirandoli leggermente mentre lui continuava a torturare i miei. Quando li strinsi di più tra le dita emise un gemito di piacere entrando dentro di me di un altro centimetro.

Lo costrinsi a staccarsi dai miei seni e mi avvicinai ai suoi capezzoli leccandoli e torturandoli con la lingua e i denti. La sua pelle aveva un profumo stupendo di uomo e di sudore, un sapore agrodolce e i suoi pettorali erano scolpiti e perfettamente disegnati, gli accarezzai i glutei duri mentre lui iniziò a tremare sopra di me.

Con un movimento fluido mi penetrò ancora un altro centimetro, poi spinse fino in fondo. Sentii la sacca pesante sbattere contro i miei glutei ed entrambi urlammo di piacere. Si fermò lasciandomi godere di essere piena di lui, era così appagante e totale che ogni volta era come se fossimo fusi insieme. Mi aggrappai a lui quando cominciò a muoversi, riusciva a stimolare ogni punto più sensibile e quando cominciò a spingere più a fondo lo sentivo come se mi arrivasse fino al cuore.

Strinse con la mano un seno e leccò il capezzolo attraverso le sue dita, era così erotico e la sua stretta così deliziosamente dolorosa che sentii l’orgasmo montare.

–Più veloce, per favore, – gettai indietro la testa e mi inarcai contro di lui per prendere più che potevo. Lo strinsi sempre più forte intanto che mi avvicinavo all’apice del piacere, tremai e gridai il suo nome quando finalmente liberai ogni parte di me in un’esplosione di calore e amore. David restò immobile per un attimo mentre finivo di assaporare i postumi dell’orgasmo e poi cominciò a muoversi furiosamente penetrandomi con foga fino a quando con un grido quasi doloroso si svuotò dentro di me, mi sentivo la donna più completa del mondo.

–Kate, mi farai morire un giorno… – disse rotolando e sdraiandosi accanto a me.

–Speriamo il più tardi possibile, allora… – gli dissi abbracciandolo e posandogli la mano sul bicipite. Amavo il suo corpo tanto quanto amavo la sua mente e riuscivo a godermelo soprattutto dopo aver fatto l’amore, quando le mie carezze erano solo coccole e di solito lui si addormentava con le mie mani che lo esploravano. Mi ero chiesta più volte se gli facesse piacere o se era un’ennesima invasione della sua persona, ma non si era mai lamentato. Usava il suo corpo per lavorare e forse si era abituato anche a quello. Passai i polpastrelli su ogni tratto di pelle fino a quando non sentii il suo respiro farsi regolare. Che gli piacesse o no riuscivo sempre a farlo addormentare.

Quando mi decisi ad alzarmi guardai l’orologio, erano le nove. Mi infilai la vestaglia e andai in cucina a preparare la cena, quando fu tutto pronto tornai in camera.

Era ancora nella stessa posizione in cui l’avevo lasciato, le ciglia lunghe e nere, i capelli spettinati e ancora umidi, le labbra piene, era bello da morirne ed era mio, in quel momento scacciai tutte le mie insicurezze e decisi di essere solo felice.

–David? Sveglia amore, è pronto in tavola, – gli diedi un bacio leggero sulle labbra arrossate dai troppi baci. Lui aprì gli occhi all’improvviso e mi prese per la vita facendomi atterrare sul letto sopra di lui.

–Ehi, è già mattina?

–No, sono le nove di sera, è pronta la cena se vuoi… – risi nel vedere i suoi occhi ancora pieni di desiderio.

–Certo che voglio.

Mi baciò ancora intensamente, poi finalmente mi lasciò andare. Mise la vestaglia che gli avevo preparato e dopo essere stato in bagno mi raggiunse in cucina. Cenammo mentre lui mangiava il cibo con la bocca e me con gli occhi.

–Kate, non sai quanto mi sei mancata. Ogni volta è sempre più difficile starti lontano.

–È un male allora non avere alternative, io però l’ho accettato da tempo.

–Vieni a New York con me a Natale, io devo partecipare alla festa di un importante editore e tu potrai venire con me.

Me lo aveva proposto, ma sapeva che non ci sarei andata. Sarebbe stato controproducente per il film presentarsi con un’altra donna quando tutti pensavano che stesse con Sharon. Se lui doveva andare a quella festa, io sarei rimasta a Londra e avrei passato il Natale con la mia famiglia.

–Non voglio venire a New York… – gli dissi baciandogli la guancia mentre mi alzavo.

–Perché? – chiese guardandomi truce, – voglio passare il Natale con te è il nostro primo Natale insieme e non staremo insieme neanche a capodanno, avanti, non farti pregare, potrei anche passare a modi più infidi e ricattarti, – si alzò avvicinandosi, mi mise le mani sulla vita e cominciò a farmi il solletico.

Lo odiavo quando faceva così e lui lo sapeva, ma non potei fare a meno di ridere e lui non smise fino a quando non gli dissi sì.

–Tregua, tregua…. – riuscii a dire.

Lui smise, –Se non verrai con me allora mi aspetterai nella suite, starò alla festa il tempo necessario poi ti raggiungerò e festeggeremo insieme.

–Ok, ma se ti permetti di lasciarmi in Hotel ad aspettarti per tutto il giorno me la paghi. Potrei essere io poi a ricattarti, – lo sapeva che stavo scherzando sul ricatto, ma doveva capire che ero seria sul resto. Non volevo aspettarlo come una donna innamorata che soffriva mentre lui si stava divertendo, almeno non il giorno di Natale.

–Promesso, massimo due ore e poi possiamo festeggiare a letto o alla Spa dell’Hotel, cosa ne dici? Posso vedere se possiamo riservare la sauna e la piscina solo per noi, vedrai, sarà bellissimo.

–A me basta solo stare con te, – gli dissi baciandolo sul collo. Il suo profumo mi faceva impazzire, era il profumo del sesso e lo adoravo su di lui.

–Sei romantica oggi, – mi prese un po’ in giro, ma mi baciò e mi portò in braccio fino alla camera, dove cademmo sul letto e io ero sotto di lui, pronta.

 

*****

 

Natale, New York.

David era uscito verso mezzogiorno, sapevo che non sarebbe tornato prima di due o tre ore, quindi avevo acceso il computer e avevo lavorato un po’. Quando riguardai l’orologio erano ormai le cinque, e il telefono era rimasto muto per tutto il pomeriggio. Non avevo intenzione di chiamarlo, sapevo come andavano queste feste, probabilmente aveva incontrato qualche persona importante e non sarebbe riuscito a liberarsi. Sapevo come sarebbe andata, anche se una piccola parte di me ci credeva davvero. Era passato un anno da quando avevamo cominciato a frequentarci, un anno fatto di rinunce, di appuntamenti saltati e di ritardi senza preavviso. In questo anno ci eravamo presi quando i suoi impegni lo permettevano. Non sapevo se credergli quando mi aveva detto che mi era stato sempre fedele, io l’avevo fatto e non me ne ero pentita.

Fin da subito sapevo che sarebbe stato un rapporto difficile, era un uomo troppo bello e troppo intelligente perché potessi sperare di legarlo a me per tutta la vita. Un giorno mi avrebbe detto che non poteva più stare con me e io ne avrei sofferto da morire, ma sarebbe rimasto un ricordo felice della mia vita: lui. David e io non avevamo mai litigato, a parte una volta. Ero fiera di lui, era entrato nel mondo del cinema e lo aveva fatto a testa alta vicino a grandi attori. Il film sarebbe stato un successo, ne ero sicura, ma questo lo avrebbe portato inevitabilmente più lontano da me. Ne ero consapevole e sapevo che stare insieme con il crescere della sua fama, sarebbe stato impossibile, la mia vita era a Londra, la sua era per il mondo o a Los Angeles.

La fame cominciò a farsi sentire, così decisi di vestirmi e uscire a fare un giro. Anche la sera di Natale le strade di New York erano piene di coppie o di amici che passeggiavano e i locali erano pieni. Entrai nel ristorante italiano dove avevo pranzato il giorno in cui ero arrivata. Quando varcai la soglia mi investì un’atmosfera calda e invitante, c’era un profumo di squisitezze culinarie caserecce e la musica natalizia mi fece subito dimenticare i brutti pensieri.

–Buongiorno, non ho prenotato, – chiesi al giovane cameriere che mi venne incontro, – ma mi chiedevo se ci fosse un tavolo libero.

Lui mi guardò sorridendo, – mi dispiace ma siamo chiusi, stiamo festeggiando con la famiglia, – mi indicò la sala e vidi cinque bambini che stavano correndo avanti e indietro, donne anziane che stavano sparecchiando e coppie che ballavano, era proprio una festa. Una morsa di gelosia mi serrò lo stomaco, chissà mia madre cosa starà facendo con Sally e Mark.

–Sei sola? – mi chiese il ragazzo che probabilmente aveva la mia età.

–Sì, grazie comunque e buon Natale, – mi girai per andarmene abbattuta, mi sarebbe piaciuto prendere parte a una vera festa. Mi arrestai sulla soglia quando lui mi chiamò indietro.

–Sai una cosa, non mi sembri una che mangia molto, quindi penso che qualche avanzo per te potremmo trovarlo, – mi disse sorridendo. Un uomo corpulento sopraggiunse in quel momento e gli diede uno scappellotto sulla testa.

–Si tratta così una ragazza carina? Se non tratti le donne con i dovuti modi non troverai mai una brava fidanzata! – tuonò l’uomo. –Signorina, mi dispiace, ma mio figlio ha imparato tutto da me a parte la galanteria. Venga, stiamo servendo cappelletti in brodo, una specialità italiana, sono sicura che apprezzerà.

–Non vorrei disturbare… – provai a dirgli, non ero più sicura di voler restare perché sapevo che mi sarebbe piaciuto troppo.

–Disturbare? Ha visto quei scatenati dei miei nipoti? Loro disturbano, lei non lo farebbe mai. Non è di queste parti vero?

–No, sono di Londra.

–L’ho capito dall’accento, venga sono ancora più felice di ospitare qualcuno del vecchio continente. Signori, salutate tutti la nostra ospite, lei è…

–Kate – gli dissi.

–Kate starà con noi a festeggiare il Natale, a quanto pare si trova a chilometri da casa, facciamole sentire tutto il calore del nostro Natale italiano!

Un coro di urla e di benvenuto si alzò e i bambini cominciarono a ballarmi intorno.

–Via, via, lasciatela respirare, – una donna anziana si fece avanti e mi prese sotto braccio confidenzialmente. – Vieni tesoro, siediti qui, sei arrivata giusto per i cappelletti, ma ora ti portiamo anche dell’antipasto, importato illegalmente nella mia valigia. Tony vai a prendere il culatello e non essere avaro, la ragazza qui ha bisogno di mangiare, non vedi come è magra?

Le donne sedute vicino a me scoppiarono a ridere.

–Nonna è magra perché è in forma, non credo che voglia ingrassare!

–Zitte voi siete anoressiche e oggi non avete mangiato! Ai miei tempi tutto questo ben di Dio non esisteva, cucinavamo i gatti!

I bambini vicino a noi corsero via terrorizzati e le donne scoppiarono ancora a ridere. Intanto mi trovai davanti un piatto di affettato davvero delizioso, sottaceti, pane fatto in casa e un buon vino, naturalmente italiano.

Mi trovai coinvolta in una conversazione sulle conserve, di cui non sapevo assolutamente nulla ma che nonna Pina era sicura di riuscire a spiegarmi in poco tempo. Un po’ intontita dal vino e dalla compagnia mi alzai per andare in bagno, ne approfittai per controllare il telefono, c’erano sette chiamate di David e altrettanti messaggi.

Aprii l’ultimo.

“Mi dispiace, Kate, ti prego chiamami, sono preoccupatissimo” era di venti minuti fa. Feci il suo numero e rispose subito.

–Pronto Kate? Dove sei amore? Stai bene? – era decisamente agitato, ma sentire la sua voce mi fece un certo effetto.

–Tutto bene, grazie, mi dispiace di averti fatto preoccupare… – risposi con un sussurro. Erano le nove e nonostante le sue promesse non avevamo passato il nostro primo Natale insieme.

–Anche a me dispiace, – tirò un sospiro, poi mi chiese – dove sei?

–Al ristorante italiano a pochi passi dall’hotel.

–Ok, non ti muovere, arrivo subito.

Prima che potessi spiegargli perché era meglio che fossi io a raggiungerlo riattaccò. Mi guardai allo specchio e mi lavai le mani e sistemai il trucco. Stavo uscendo quando una bambina di circa sei anni mi bloccò la strada.

–Devo fare pipì! – mi disse guardandomi con occhi speranzosi.

–Vuoi.. che ti aiuti?

–Sìììì! – rispose entusiasta.

Le abbassai le calze e la gonna poi si sedette da sola sulla tazza senza staccare gli occhi dai miei. Quella situazione così famigliare mi piaceva, ripensai alla mia bambina. Avrebbe avuto dodici anni se non fosse morta, non avrei avuto un compagno, ma lei sarebbe stata la mia famiglia. Respirai ed espirai perché guardando quella bambina fiduciosa capii quello che volevo dalla vita. Volevo tutto questo: un Natale con tanti bambini che facevano confusione, amici e parenti che brindavano e si divertivano. Volevo e pretendevo amore e felicità e da dove viene se non dalla famiglia? Decisi che meritavo di più di un Natale passato in un’anonima stanza d’hotel, non davo la colpa a David, lui doveva pensare alla sua carriera in questo momento era la cosa più importante per lui, ma io non potevo aspettarlo per quanto amore potessi provare per lui.

Per avere tutto questo devo rinunciare a lui, non avrebbe mai potuto essere quell’uomo, lo sapevo fin dall’inizio. Io e la bambina ci stavamo lavando le mani quando nella sala del ristorante scese un silenzio surreale. Capii subito che doveva essere arrivato. Dopotutto lui faceva questo effetto alle persone, la sua sola presenza azzittiva la platea. Era troppo bello per non essere notato.

Quando mi affacciai in sala, vidi i proprietari che lo avevano fatto accomodare al tavolo sulla sedia vicino alla mia, ma quando mi vide avanzare verso di lui si alzò subito. Si scusò con loro e si avvicinò posandomi le mani sulle spalle restando a distanza di sicurezza.

–Kate, scusami, mi hanno trattenuto e… – ogni volta che lo rivedo mi si ferma il fiato per quanto sia attraente, anche con la cravatta allentata e la camicia stropicciata.

–Non mi devi nessuna spiegazione, lo so com’è il tuo lavoro, sono io che organizzo le tue feste. Non è successo niente.

–Non è vero, è successo tutto, era il nostro anniversario e io non c’ero – i suoi occhi mi scrutarono attenti ad ogni mia reazione.

–Lo sappiamo tutti e due com’è essere famoso, non è colpa tua, – nonostante le parole rassicuranti capì che qualcosa che non andava. Vorrei abbracciarlo per fargli sparire dal viso l’espressione cupa e turbata, ma sarebbe egoistico e ipocrita da parte mia. Lui non vorrebbe che lo facessi in un luogo pubblico. In quel momento mi sembrò una privazione crudele a cui mi ero sempre adattata, ma che ora mi andava stretta.

–Lasciamo perdere, David, davvero, non è importante.

La sua espressione si fece più scura, – noi non siamo importanti? È questo che vuoi dire? – c’era dolore nella sua voce, mi dispiaceva ma io non potevo più continuare a fingere.

–Ne parliamo dopo, okay? – gli accarezzai il braccio per rassicurarlo, poi lasciai cadere la mano imbarazzata, visto che ci stavano fissando tutti a parte i bambini che avevano ripreso a giocare.

David si guardò intorno.

–Sembra una bella festa. Grazie per averci fatto partecipare. – Disse ai nostri ospiti, loro risposero che il piacere era tutto loro.

Restammo per un’altra mezz’ora, David mi aveva guardato per tutto il tempo taciturno, aveva capito che c’era qualcosa che non andava. Decisi che era arrivato il momento di andare. Presi il cappotto e la borsa, salutammo tutti e ringraziammo. David mi guardò senza dire niente, non riusciva a distogliere lo sguardo da me in cerca di certezze che non potevo più dargli. Non fece neanche un sorriso di circostanza, sembrava completamente svuotato.

In strada camminai, come sempre, qualche passo davanti a lui, per evitare che la gente ci credesse insieme, ma dopo qualche metro mi raggiunse e mi prese la mano. Mi spinse contro un muro e prima che potessi dire qualcosa mi baciò. Fu un bacio disperato. Premette forte le labbra sulle mie e mi strinse il viso con le mani.

Qualche passante sembrò riconoscerlo perché rallentò, forse qualcuno scattò una foto, io cercai di non piangere ma ormai era tardi, le lacrime mi rigarono il viso senza che me ne accorgessi. Quando si staccò lo abbracciai e nascosi il viso sul suo cappotto. Era freddo perché la neve aveva cominciato a cadere di nuovo ricoprendoci. Lui mi strinse forte, non c’era bisogno di dire niente e restammo così fino a quando non riuscii ad alzare la testa. Lo presi per mano e tornammo in hotel.

In camera preparai la valigia e telefonai per anticipare la data del volo alle undici della mattina successiva. David era seduto sul letto con ancora il cappotto addosso e mi guardava senza parlare.

–Kate, sono stato uno stronzo, mi dispiace.

–Non è per quello, so come vanno certe cose, ma stare a quella festa mi ha fatto capire molte cose. Voglio una famiglia, voglio adottare dei figli e… non posso farlo con te e non posso aspettarti. Per quanto ti ami non posso abbandonare i miei sogni, forse sono egoista, ma anche io ho delle esigenze. Tu hai il tuo lavoro, che metti prima di ogni altra cosa, io voglio altro.

Lo sapevamo entrambi, lui si alzò e mi prese il viso tra le mani. L’ultimo bacio d’addio si trasformò in passione ma si raffreddò velocemente.

–Grazie per avermi regalato quest’anno insieme, non riuscirò ad amare nessun’altra come ho amato te e voglio che tu lo sappia.

–Neanche io. Tu avrai sempre un posto speciale nel mio cuore.

–Cosa posso dire Kate, per farti rimanere? – era l’ultima speranza ma entrambi sapevamo che non c’era niente che lui potesse darmi.

–Purtroppo nulla, mi dispiace, – eravamo consapevoli di quello che era successo quel pomeriggio. Poteva accadere tra un mese o tra due anni, ma era successo oggi.

–E se ti chiedessi di aspettarmi? Tra un anno, due al massimo sarò un attore richiesto e non dovrò farmi in quattro per farmi spazio per diventare famoso.

–Non illudermi, sappiamo entrambi che se vorrai avere il successo che meriti ci vorranno più di due anni e per mantenerlo ti dovrai impegnare tutta la vita.

Quella notte facemmo l’amore, semplice, erotico, il sesso dell’addio e quando sull’aereo piansi tutte le mie lacrime sapevo che entrambi avevamo portato via un pezzo di cuore dell’altro. Mai più saremmo stati gli stessi.

 

ARRIVEDERCI A DOMANI

 

Questo estratto inedito pubblicato è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia per la rassegna racconti inediti “Waiting for…Christmas in Love- Aspettando il Natale”

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Alice Vezzani. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

34 commenti

  1. Valentina

    Che racconti meraviglioso!
    Vero che poi lo leggeremo tutto? Adoro le storie con gli amori tormentati e mi sono commossa a leggere questo estratto.
    Complimenti Alice, storia bella e scritta molto bene.

    • Stella

      Valentina, il romanzo di Alice – da cui è stato preso questo estratto – uscirà con l’arrivo del nuovo anno, data ancora da definire. Come dicevo nell’articolo, il romanzo è ancora in lavorazione. Poi Alice non mancherà, quando sarà il momento, di passarci tutte le info, quindi, continua a seguirci 😉

      • Alice

        Grazie Stella, senza il tuo lavoro tutto questo non sarebbe possibile!

  2. Lorenza

    Woow! A quando la storia completa? mi raccomando facci sapere!

  3. Claudia

    Oh mamma leggendo questo breve racconto mi sono immaginata subito David Gandy 😉
    Occhi azzurri,moro,bellissimo,qualche ruga di espressione,famoso…ih ih ih ….
    Certo che tristezza come si conclude,sigh!! 🙁
    Anch’io aspetto notizie su questo racconto.
    Complimenti all’autrice

  4. Samy

    Alice… Come sempre mi tocchi il cuore. Inutile dire che non vedo l’ora di leggere questo libro e che non vedo l’ora di leggere la conclusione della storia di Sara&Jacob che mi sta tenendo ancora con il fiato sospeso !!! <3 Complimenti, diventi sempre più brava. Un abbraccio.

  5. Papera

    Sarà anche solo un estratto ma mi ha già rubato il cuore!
    Non sono riuscita a staccarmi un secondo dalla lettura.
    Il testo è chiaro e scorrevole e le emozioni espresse molto bene.
    Al 2015 con il racconto completo allora!

  6. Renèe

    Semplicemente bellissimo, mi ha letteralmente conquistata!!!! Ho già letto i tuoi lavori, ma questo assaggio è stato fantastico!
    Spero di trovarlo presto! Grazie Alice!

  7. Alice

    Ciao a tutte, grazie per le vostre bellissime parole, ho letto i vostri commenti e sono strafelice che vi sia piaciuto, è stata una cosa nata nel giro di una settimana e ho fatto una corsa pazzesca per riuscire a finire in tempo!
    Brava Claudia, hai indovinato, è stato Gandy a ispirarmi questo romanzo, non ho potuto fare a meno di notare che in molte foto ha uno sguardo quasi triste e poi mi sembra un uomo molto solo nonostante la sua fama, così da cosa è nata cosa e ho voluto fargli incontrare l’amore…. Sarà una storia combattuta, ma assolutamente con lieto fine!
    Un bacio a tutte e ancora grazie di <3!
    *****BUON NATALE!!!!!!!!!!!!!*****
    Alice

    • Claudia

      Sei stata brava te a descriverlo Alice 😉 perché da quelle poche righe il mio primo pensiero è stato lui forse perché condivido quello che pensi di quest’uomo.
      Buone feste e buon lavoro

  8. Romina

    Finisce malissimo e mi ha lasciato con il magone ma ho bisogno di leggere questa storia che sono sicura saprà regalarci mille emozioni! Grazie per averci regalato questo stralcio seppure con un non lieto finale ma pieno di amore perché purtroppo a volte anche se c’è l’amore si devono fare delle scelte e le scelte per ora hanno diviso questa coppia! Spero che presto avremo notizie sulla pubblicazione di questo romanzo che non vedo l”ora di leggere! Grazie!

  9. Loredana

    Mamma mia, ci sarà il continuo vero? Alice sei bravissima complimenti ho i brividi….Grazie

  10. Alice

    Assolutamente il seguito è d’obbligo e anche il lieto fine!
    Vi lascio una chicca
    *
    *
    *
    *
    Lei è incinta ma quando lo cerca per dirglielo scopre che è troppo tardi…<3 <3 <3

    • Renèe

      Alice così vuoi farmi morireeeeee!!! Attenderò con ansia l’evolversi di questa storia…grazie grazie per la chicca e buone feste!!!!!! ^_^

    • Papera

      Oddio così mi farai morire di curiosità!
      Sto pensando di venire a cercarti per rubarti il racconto e leggerlo subito!

      • Alice

        Oddio!!! Sarebbe difficile perché è ancora tutto nella mia testa!!!

  11. Luana

    Belloooo!!! Mi è piaciuto un sacco! Ho provato tantissime emozioni leggendo questo racconto! Non avevo mai letto nulla di tua prima ma di certo ora avrai un fan in più!! Grazie tante x questo estratto e aspetto con ansia il seguito!! Buone feste!!

    • Alice

      Grazie Luana, sul mio blog se vuoi trovi un racconto gratuito!
      Buona lettura!
      Alice

  12. manuela

    Come sempre Alice non manca mai di emozionarmi…… Quindi aspetto con ansia questo tuo nuovo lavoro e “Adesso Abbracciami”. Saranno i miei regali di natale posticipati. Auguro un sereno Natale a te Alice e a tutto il blog che è fantastico.❤❤❤❤❤❤❤❤

  13. manuela

    Scusate ho sbagliato il titolo del libro di Alice che attendo con ansia: è il seguito di “Prima Abbracciami” ed è “Adesso Baciami”. Sorry

  14. Alice

    Grazie Manuela,
    tantissimi auguri anche a te!!!!
    Un bacio
    Alice

  15. Minù

    Ciao Alice , non avevo mai letto niente di tuo…ma ora penso proprio du recuperare 😉
    Mi é piaciuto davvero tanto questo estratto , aspetterò con ansia il tuo libro 🙂 .Bravissima 🙂

    • Stella

      Buongiorno Minu,
      Vai a leggere tutte le sinossi dei romanzi che Alice ha in progetto, e scegli quale vorresti leggere per il nuovo anno.

    • Minù

      Ciao Stella, sono arrivata qui da quel articolo con la curiosita di vedere di cosa parlavano le mie “colleghe” utenti 😉 e devo dire che opto volentieri per il continuo di questo racconto 🙂 🙂