Racconto Inedito: “Stella Gemella” capitolo 3

 

 

Il nuovo racconto erotico e inedito a puntate scritto in esclusiva da Jey per 50 Sfumature Italia.

La pubblicazione di ogni capitolo avverrà di lunedì.

Buona lettura!

 

fxizljtr

 

 

 

CAPITOLO 3

 

È una mattinata splendida.

Il sole sta già facendo capolino tra le cime di queste fantastiche montagne. Oggi ho deciso di godermi tutta la tranquillità del momento e di andare al lavoro a piedi. Non che poi mi costi così tanta fatica visto che il negozio dista poche centinaia di metri dalla nostra villetta.

Esco di casa facendo attenzione a non fare troppo rumore. Questa notte Marta è tornata a casa molto tardi e in dolce compagnia. Diciamo che dolce non è esattamente la parola giusta, focosa compagnia forse è il termine più appropriato considerando tutto il baccano che hanno dovuto sopportare le mie povere orecchie.

Purtroppo questo è uno degli svantaggi di dividere la casa con qualcuno.

Non che mi lamenti più di tanto visto invece tutti i benefici che ho avuto venendo ad abitare qui, però delle volte rimpiango i ritmi frenetici di Torino, sempre così oberata di colori, profumi e rumori.

Non rimpiango invece nulla della mia vecchia vita, anzi trasferirsi in questo paesino è stata l’unica decisione che abbia mai preso di cui sono tuttora convinta. E poi, sinceramente, non potevo restare ancora in quel posto…

Buttarmi anima e corpo sulla pasticceria mi ha permesso di tirare fuori gli artigli e ritrovare almeno in parte un po’ di forza dentro di me, forza che avevo perso completamente dopo tutto quello che ho passato con Salvatore. E ammetto che Marta con la sua allegria e sicurezza mi ha sicuramente aiutato.

Respiro a pieni polmoni e cerco di scacciare tutti i pensieri tetri che riaffiorano non appena la mia mente torna a vagare in quel periodo.

Fortunatamente sono già arrivata davanti al negozio e so che non appena aprirò la porta tutto scomparirà e ci sarà solo il mio lavoro, la mia passione.

Entro e spalanco tutte le finestre per far entrare il sole e l’aria pungente della mattina. Energia pura…

Mi infilo il grembiule appoggiato sul bancone, accendo la macchina del caffè e vado in laboratorio a preparare le brioches per allestire la vetrina.

<<Siete già aperte?>>.

Cavolo, ho lasciato la porta aperta…

Inforno una teglia di cornetti e mi affaccio sulla soglia della sala bar.

La visione di quest’uomo di prima mattina non fa bene al mio cuore che inizia a battere in modo incontrollato.

<< Ciao Lucrezia, ho visto la porta aperta e sono entrato. Si può far colazione?>>.

Lo guardo senza ascoltare cosa mi stia dicendo. La mia mente è troppo indaffarata a cercare di capire come può una persona essere così bella e affascinante anche la mattina presto appena sveglia.

Resto immobile come una stupida a metà porta senza rispondere.

Roberto continua <<Passo dopo se è un problema>>. Dal suo sguardo interrogativo capisco che forse è meglio che dica qualcosa o farò la parte della pazza.

<< Non ti preoccupare, se aspetti qualche minuto sono pronti anche i cornetti>>, rispondo ritirandomi subito in laboratorio.

Maledizione, altro che maleducazione, ho rasentato la stronzaggine totale.

Mi pulisco nervosamente le mani nel grembiule e controllo i croissant ormai pronti nel forno.

Non capisco cosa mi stia succedendo ma se non ritorno un po’ in me le cose non si metteranno bene.

Sforno e sistemo i cornetti sul vassoio prendendo un enorme respiro, “Lù, calma e sangue freddo. Adesso vai di là e prepari la colazione al cliente. Un normale cliente, come ne entrano tanti tutti i giorni”.

Ma chi voglio convincere? Almeno con me stessa posso essere sincera. Quest’uomo mi piace, e anche tanto, però, visto che sono pienamente consapevole che, per prima cosa è una persona occupata e secondariamente dovrò lavorare con lui parecchie volte, so benissimo che per evitare situazioni spiacevoli, mi conviene mettere da parte tutte le mie sensazione e tornare a riempire la mia mente solo di dolci.

Non resto altro tempo a pensare, afferro il vassoio con le brioches ancora fumanti e con un calcio apro la porta a battente che separa la mia tranquillità dalla stanza dove c’è lui.

<< Cosa preferisci? Croissant o krapfen?>> dico facendo attenzione a mantenere lo sguardo indirizzato verso la vetrina dei dolci.

<< Qualsiasi cosa purché contenga quella fantastica crema pasticcera che ho assaggiato anche ieri sera>>.

Fantastica crema? Oddio, è il complimento più bello che potessero farmi. Ho lavorato giorni e giorni sulla ricetta fino ad ottenere il gusto perfetto, che mi rappresentasse. Sentire da Roberto definirla fantastica non può che mandarmi in estasi.

Prendo un krapfen e lo poggio sul piattino. << Ecco a te, buona colazione>>, dico a bassa voce mentre con coraggio alzo lo sguardo verso i suoi occhi.

Fortunatamente non mi sta guardando e non si accorge del rossore sul mio viso. Il suo sguardo è invece rivolto a quel magnifico e dorato dolcetto ancora fumante poggiato proprio davanti a lui.

Lo osservo mentre delicatamente lo prende dal piattino, lo spezza e se lo porta alla bocca. Affonda la lingua al centro proprio nel cuore morbido della crema e lentamente la assapora.

Mentre lo guardo la mia fantasia corre a mille. Immagino la sua lingua dentro di me, che assapora il mio sesso, così, delicatamente come sta facendo ora e con lo stesso sguardo sognante e appagato.

Non riesco a distogliere gli occhi dalla sua bocca mentre piano piano dopo aver finito la crema assapora la morbida e fragrante pasta.

Quest’uomo riesce con un solo gesto a risvegliare in me qualcosa che oramai credevo spento ma che probabilmente era solo assopito.

Con un gesto spontaneo avvicino la mano e tolgo un po’ di zucchero a velo che gli era restato sul labbro. Non mi rendo conto di ciò che sto facendo, sono completamente rapita dal momento.

Roberto non si sposta, mi lascia fare. I suoi occhi seguono il movimento della mia mano e poi si puntano sul mio viso.

<<Grazie>>, mi sussurra.

<< Di cosa?>> rispondo non lasciando mai le sue iridi lucenti.

<< Di tutto. Questo paese inizia proprio a piacermi>>, continua lui. << È meglio che vada ora, ci vediamo>>.

Non rispondo, lo seguo solo con lo sguardo uscire dal locale.

 

———————————————————-…………………………………………————————————————–

 

Ho l’umore sotto i piedi.

Sapevo benissimo che non dovevo illudermi, non sono una ragazzina.

Avrei potuto immaginare fin dall’inizio come sarebbe andata a finire. Ed ora non mi resta che restare qui con i miei pensieri e i miei rimorsi.

È una settimana che come un’adolescente aspetto impaziente il momento di aprire il negozio nella speranza che Roberto si presenti e ancora oggi sono qui che penso alla frase che mi ha detto:” Meglio che vada, ci vediamo”.

Che stupida, potevo ben immaginare che era stato solo un modo per filarsela da una situazione strana che si era creata quella mattina. Un modo carino per scappare via senza risultare maleducato.

Getto la spugna nel lavello e mi lascio cadere sullo sgabello. Fisso tutti i bignè alla crema sistemati sul bancone davanti a me e la rabbia mi assale. Non riesco più a trattenermi ed esplodo in un pianto nevrotico. So benissimo che frignare non serve a nulla, ma è così bello ogni tanto lasciarsi andare, piangere fino allo sfinimento, fino a sentirsi totalmente svuotati.

<<Lù, ma che succede? Non stai bene?>>. La voce di Marta mi raggiunge dalla porta.

Non mi interessa nulla, continuo con la mia crisi isterica senza darle attenzione.

<< Perché stai piangendo? Mi fai spaventare, così>>, insiste.

Mi alzo dallo sgabello e vado verso il lavandino. Mi sciacquo il viso cercando di sciacquare via anche i pensieri e la tristezza che mi attanaglia.

<< Non ti preoccupare. Ho avuto solo un momento di nervosismo. Sarà il ciclo>>.

<< Allora ti do io una bella notizia, così magari ti tiri su un po’ il morale>>.

Mi immagino che bella notizia possa mai esserci. L’unica cosa che potrebbe rendermi felice in questo momento sarebbe scoprire di una vincita milionaria che mi permetta di lasciare tutto e trasferirmi in un atollo incontaminato a sorseggiare cocktail sulla riva del mare servita da una schiera di adoni in costume. Questa sì che sarebbe vita….

<< Sentiamo la bella notizia allora>>, rispondo con un’aria talmente felice da far stare male.

<< Ieri sera ero al pub da Simona per un aperitivo e sai chi ho incontrato? Roberto! Ci siamo fermati a parlare e abbiamo buttato giù qualche idea di eventi da organizzare al parco. Ha intenzione di programmare almeno quattro serate da dedicare alla riscoperta della naturalità dei sensi, non ti sembra un’idea fantastica? Sono convinta che riusciremo a creare qualcosa di fantastico insieme>>, conclude con aria sognante.

Una morsa mi stringe lo stomaco. E questa sarebbe la bella notizia?

Preferirei dare fallimento immediato piuttosto che pensare di organizzare delle serate al parco. Non ci posso credere. Perché il destino è così cattivo nei miei confronti?

<< Ma Lu, non sei contenta?>> mi chiede Marta con aria interrogativa. << Volevi tanto lavorare con il catering ma non mi sembri così entusiasta>>.

<< Certo che sono felice>>, mento spudoratamente, << è solo che sono un po’ stanca in questo periodo. Comunque ne parleremo più avanti quando sarà il momento>>.

La posizione in cui si mette Marta non prospetta nulla di buono. Mani sui fianchi e spalle erette la fanno somigliare ad un sergente dell’esercito.

<< Veramente la prima serata sarà domenica prossima>>.

Strabuzzo gli occhi terrorizzata.

<< Hai più di due settimane per organizzare il tutto, non penso ci siano problemi, giusto?>>.

Non so cosa rispondere, mi ha colto di sorpresa. Certo che sono in grado di organizzare il catering in due settimane ma non sono sicura in questo tempo di riuscire a mettere da parte tutte le emozioni contrastanti che ho provato in questi giorni e, cosa ancora più incerta, non so se sarò in grado di lavorare vicino a Roberto.

<< Lu? Mi rispondi? Sei troppo strana oggi>>.

<< Insomma Marta, certo che ce la faccio ad organizzare tutto in dieci giorni. È il mio lavoro cavolo, non c’è neppure bisogno che ti risponda>> ribatto seccata.

<< Ok, allora chiamo subito Roby e gli confermo la data, così almeno iniziamo a pianificare l’evento. Io a differenza tua dovrò correre perché dieci giorni sono pochissimi per organizzare tutto>>.

Seguo con lo sguardo Marta correre fuori dal laboratorio col telefono in mano.

Chiamo? Quindi Marta ha anche il suo numero di cellulare.

E poi, Roby? Siamo già passati ai diminutivi?

Lancio l’asciugamano che stavo usando ad asciugare il lavello contro il muro.

Maledizione!

 

————————————————————-…………………………………..————————————————-

 

Spengo le luci e abbasso la saracinesca. Finalmente questa giornata orribile può considerarsi conclusa.

Mai come oggi ho desiderato tanto tornare a casa e buttarmi a letto sperando che Morfeo mi raggiunga velocemente e mi porti in posti più piacevoli e lontani da pensieri stressanti.

<< Ciao Lucrezia>>.

Non può essere….

Resto immobile con la faccia rivolta alla griglia che protegge la vetrata. Il cuore inizia a battermi velocemente nel petto. In questo istante vorrei poter avere il dono dell’invisibilità e scomparire al mondo intero.

<< Per fortuna sei ancora qui, avevo paura che te ne fossi già andata a casa>>.

La sua voce calma è come miele sul mio corpo. I muscoli si rilassano e la mia mente è annebbiata dall’emozione. Prendo coraggio e mi giro verso la persona che sta mettendo in discussione il mio essere.

I capelli scuri illuminati dalla luce della luna sembrano invasi da milioni di pagliuzze argentate. Meravigliosi occhi verdi rapiscono il mio sguardo.

Fermi uno dinnanzi all’altra restiamo a fissarci in silenzio. Come se il pronunciare anche una sola parola potesse far sparire all’istante il momento magico che si è appena creato tra noi.

Fortunatamente è lui a riprendere in mano la situazione. Fosse per me avrei potuto restare così per ore, forse giorni, immersa nei suoi occhi…

Non abbasso neanche per un secondo lo sguardo mentre mi si avvicina. La sua mano sfiora la mia spalla in una delicata carezza.

<< Volevo solo lasciarti le locandine che abbiamo stampato per la serata>> mi sussurra.

Non so come, la mia voce si sblocca e riesco ad articolare una frase. << Ti ringrazio>>.

Afferro i fogli che mi sta tendendo e senza attendere mi sposto da lui.

Anche Roberto non dice altro e in attimo lo vedo allontanarsi lungo la stretta stradina che attraversa il paese.

Non posso lasciare che se ne vada così. Non di nuovo…

<< Non sei più passato a far colazione>> dico ad alta voce sperando che mi senta.

<< Non ho avuto tempo>> risponde lui senza nemmeno fermarsi. << Buonanotte>>.

Non posso credere che mi abbia liquidato di nuovo in questo modo. Non posso aver sentito solo io la chimica che si è creata pochi attimi fa. Sono sicura che anche lui ha provato qualcosa. Non posso essermi immaginata tutto.

Guardo i fogli che ho tra le mani. Avrei solo voglia di spaccarli in tanti piccolissimi coriandoli e lanciarglieli contro.

Un senso di enorme frustrazione si impadronisce di me.

Devo riuscire a superare velocemente questa cosa altrimenti impazzirò. Pensavo di essere riuscita a farmi una buona corazza dopo la fine del rapporto con Salvatore, ma probabilmente mi sbagliavo, oppure ho solo sopravvalutato me stessa.

Non posso ripetere gli stessi sbagli. Già una volta mi sono lasciata spezzare da un uomo che si è preso gioco di me.

Eppure Roberto non mi sembra quel genere di persona. Oppure sono io talmente disperata da travisare dei comportamenti invece del tutto innocenti.

Mi incammino verso casa sperando veramente per oggi di non dover affrontare altre emozioni perché non ne sarei in grado.

Appena varco il cancelletto mi lascio cadere mollemente sulla sedia a dondolo sotto il portico, come se non avessi più nemmeno le forze per entrare in casa.

Scalcio via le scarpe da ginnastica e inizio a cullarmi dolcemente. In un attimo il mio Dio del sonno viene a rapirmi e mi conduce nelle sue dolci vallate.

 

 

 

 

 

177301__moon-stars-sky_p

 

 

 

FINE CAPITOLO 3

© Riproduzione riservata. Vietata la duplicazione di questi contenuti o parte di essi.

Racconto esclusivo per 50 Sfumature Italia.

Se vuoi inviarci il tuo racconto o la tua Fan Fiction in esclusiva leggi il regolamento cliccando QUI.

 

 

 

4 commenti

  1. Gennj

    Ansiosa di leggere il capitolo 4.
    Sto ancora aspettando il seguito della serie “Lasciati amare”.
    E’ da ottobre 2015 che non viene più pubblicato nulla.
    E’ una bella storia e vorrei tanto leggere il finale … 🙁

    • Kami

      Purtroppo per quella storia venne un ladro di notte, perché di giorno moriva di vergogna, e ce la rubò. Mi spiace molto…

    • Susanna

      Cara Gennj se vuoi leggere la serie ”Lasciati amare” devi andare sul sito della scrittrice samy p.(scritto così),entrata nel sito, a destra della scritta HOME c’è scritto LIFE SECRETS, cliccaci sopra e ti troverai 3 racconti (tra cui Lasciati amare)che sono:FIDATI DI ME #1 life secrets series,LASCIATI AMARE #2 life secrets series e TI TROVERò #3 life secrets series (i protagonisti appaiono in tutti e tre i racconti.
      Spero di esserti stata utile.

  2. Jey

    Grande Kami, mi fai morire…
    la scrittura deve essere emozione, piacere, non tutto deve essere sempre legato al businezzzz!!!! 😉