Racconto Inedito: “Stella Gemella” capitolo 2

 

 

 

Il nuovo racconto erotico e inedito a puntate scritto in esclusiva da Jey per 50 Sfumature Italia.

La pubblicazione di ogni capitolo avverrà di lunedì.

Buona lettura!

 

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CAPITOLO 2

 

Chiudo il portoncino di casa e sento strombazzare il clacson della macchina di Marta. Mi dirigo verso il vialetto all’uscita del garage dove mi sta aspettando impazientemente visto il continuo strimpellare.

Mi ci vogliono circa cinque minuti per raggiungere la portiera. Non ricordavo così difficile camminare con le scarpe con il tacco, ma soprattutto non lo ricordavo così doloroso. Avrò percorso si e no venti metri e sono già pentita della mia decisione di femminilità ritrovata. Per fortuna ho pensato bene di infilare un paio di infradito nella borsa così nel caso diventassi davvero insofferente potrei ritornare al mio status di normalità.

Appena salita in macchina, le lamentele di Marta non si fanno attendere, << Cavolo Lù, per fortuna avevi fretta ed eri agitata, altrimenti chissà quanto ci avresti messo>>.

Non rispondo, sono troppo intenta a guardarmi nello specchietto del parasole. Devo proprio ammettere che Angela è riuscita a compiere un miracolo. Non sembro nemmeno la stessa persona di stamattina. È bastato un tocco di colore, un taglio nuovo ai capelli e un filo di trucco per far cambiare completamente la mia immagine.

<< Non mi hai ancora detto se sei soddisfatta del tuo cambiamento. Sembri davvero una donna stasera>>, continua ridacchiando mia cugina.

<< Io sono una donna vera anche quando sono in tuta e scarpe da ginnastica>> ribatto infastidita del suo continuo puntare il dito contro la mia femminilità. << Non mi serve essere agghindata a festa per dimostrare quello che sono>>.

<< E allora perché questa sera hai voluto farti bella?>> mi domanda curiosa Marta.

Non capisco perché continui ad essere così puntigliosa sulla questione. Se vuole farmi dire che una donna deve dimostrare la propria indole femminile in tutti i modi come fa lei, allora mi dispiace ma non ci riuscirà mai.

<< Mi sono sistemata un po’ solo per farti contenta. Così nel caso andasse storto qualcosa non potresti rinfacciarmi di averti fatto fare brutta figura>>. Mai e poi mai ammetterò che mi sono fatta pena stamattina allo specchio.

<< Ottima idea! Comunque sei veramente splendida questa sera, dovremmo organizzare più spesso questi eventi se ti fanno così bene>>, conclude mentre aziona il motore e ci dirigiamo verso il parco.

Parcheggiamo vicino all’ingresso secondario e velocemente scendo dalla macchina avviandomi verso il cancello d’entrata.

Ci siamo! L’agitazione si fa sempre più dirompente e i crampi allo stomaco mi avvertono che sono al limite della tensione. Faccio un bel respiro e mi dirigo verso il tendone del buffet.

Oggi pomeriggio quando sono passata a controllare i preparativi non mi sembrava tutto così impostato e formale.

I camerieri in completo bianco si muovono velocemente tra i tavoli perfettamente addobbati con magnifici fiori di campo colorati. Guardo il semplice vestito che ho indossato e i sandali bianchi che ho ai piedi e ringrazio mentalmente mia cugina di aver insistito perché mi presentassi elegantemente.

Devo ammettere che è stata bravissima ad organizzare la serata. Sicuramente faremo un figurone.

Raggiungo la zona dove è stata allestita la piccola cucina e mi metto a controllare che il cibo sia impiattato in modo impeccabile e che tutto ciò che ho preparato sia presentato perfettamente durante il servizio.

Amo il mio lavoro, e certe volte sono quasi maniacale nella cura di quello che preparo. Cucinare per qualcuno significa nutrirlo e nutrire è il primo atto di amore di una madre verso il proprio figlio. Ho sempre pensato che il cibo rappresenti l’amore totale.

Dal brusio che sento provenire dalla zona del rinfresco immagino sia già arrivata parecchia gente. Mi affaccio dalla tenda e infatti noto che la zona ristoro è completamente affollata e molte altre persone si stanno intrattenendo nella parte esterna del patio.

È una serata molto calda, Marta ha avuto un’ottima idea a preparare l’area dedicata ai dolci all’esterno, nel giardino davanti allo stabile che ospiterà la sede del parco.

Guardo l’orologio, sono le nove, che la serata abbia inizio.

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<< Grande Lu, è stato tutto perfetto. Per non parlare dei bignè alla crema, paradisiaci!>>.

Dal tono di voce e dall’euforia di mia cugina capisco che il rinfresco è andato bene ed il cibo era ottimo. Non sono ancora riuscita a muovermi dalla cucina troppo impegnata a controllare tutti i piatti in uscita ma mi fido ciecamente del suo giudizio visto la sua aria sognate.

Un attimo ed è già sparita in sala senza nemmeno aspettare la mia risposta.

<< Meno male>>, sbuffo a bassa voce prendendo un bicchiere di vino dal vassoio di un cameriere. << Adesso però mi riposo un attimo anche io>>.

Esco dal tendone per prendere una boccata d’aria fresca, mi infilo gl’infradito che avevo saggiamente messo in borsa e mi dirigo verso la pineta cercando di allontanarmi un po’ dal rumore che mi ha circondato nelle ultime ore.

L’aria si è fatta più frizzante e la calura giornaliera ha lasciato spazio ad una fresca brezza montana.

Raggiungo una panchina posta sulla riva di un piccolo laghetto nascosto tra gli alti alberi e mi siedo. Chiudo gli occhi e mi rilasso. Non sento più nessun rumore e l’unica luce che mi raggiunge è quella della luna e delle stelle. Mi raggomitolo sulla seduta e resto immobile ad ascoltare il silenzio.

Lo scricchiolio delle foglie a terra mi fa però sobbalzare. Penso subito ad un animale ma come apro gli occhi vedo una figura maschile sedersi sulla panchina quasi di fronte alla mia. Probabilmente anche qualcun altro invitato ha sentito il bisogno di un attimo di pace. Non mi muovo cercando di rendermi invisibile non volendo distogliere l’uomo dal suo piccolo momento di tranquillità.

Richiudo gli occhi con la speranza di rilassarmi nuovamente ma oramai il fatto di non essere più sola non me lo permette.

Resto accoccolata sulla seduta in legno e inconsapevolmente mi metto ad osservare la figura di fronte a me.

Dalla sua posizione si deduce la sua tranquillità. Ha il busto appoggiato allo schienale della panchina e la testa posata lascivamente sul bordo. Con la mano sinistra si strofina la gamba mollemente allungata in avanti mentre nella destra, poggiata sull’addome, tiene stretto qualcosa. Un secondo e anche l’altra mano la raggiunge.

Lo guardo rapita mentre si porta il dito alla bocca e lentamente lo succhia. Poi, la mano, si sposta ancora verso il basso, e la scena si ripete.

La situazione mi mette a disagio, so benissimo che non è bello spiare le persone e odierei se qualcuno rubasse la mia intimità, ma è più forte di me, non riesco a distogliere lo sguardo da quella figura. La sua naturalezza e la sua calma mi incantano e mi eccitano allo stesso tempo. Credo sia la scena più eccitante che abbia mai visto nella mia vita e il mio corpo se ne accorge subito perché non mi sono mai sentita tanto elettrizzata come ora. Non ho idea di chi possa essere, ma in questo momento non so cosa darei per poter stare accanto a quell’uomo.

Mi raddrizzo sulla panchina e butto giù in un sorso il bicchiere di vino fresco che avevo appoggiato a terra cercando di calmare il calore che mi sta seccando la gola.

Mi alzo velocemente e mi avvio verso il tendone del rinfresco. Cosa mi sta succedendo in questi giorni? Sembra che una tempesta ormonale mi abbia colpito in pieno petto.

<< Lucrezia ma dov’eri finita?>>. La voce di Marta mi raggiunge appena varco il cancelletto del giardino.

Faccio finta di nulla e mi dirigo verso il tavolo per prendere un altro bicchiere di vino. Tracanno d’un fiato un ulteriore calice di bianco frizzante.

Mi volto e mi ritrovo la bellezza statuaria di mia cugina proprio piazzata davanti agli occhi.

<< Ma che ti succede? Perché sei così strana?>> mi chiede fissandomi attentamente.

<< Nulla>> rispondo con noncuranza cercando di sottrarmi dal suo sguardo. << Sono solo un po’ stanca, stavo giusto pensando di tornare a casa visto che oramai il rinfresco è finito>>.

Incrocia le braccia, il suo sguardo indagatore non abbandona il mio viso. << Stai scherzando? Sta per iniziare la presentazione del nuovo centro e io sarò sul palco proprio accanto all’Assessore Regionale, ma ci pensi?>>.

Ecco perché era così agitata e mi cercava con tanta enfasi. Non era preoccupata per me, ma per lei.

Nessuno può perdersi la sua esibizione, vuole mettersi in mostra davanti agli occhi di tutti e nella sua testa io non posso mancare. Deve dimostrarmi cosa sa fare e com’è brava nel suo lavoro.

È proprio in questi casi che mi sorgono milioni di dubbi su come siamo riuscite a vincere l’appalto per il servizio al parco. Spero davvero che non sia caduta così in basso.

La voce maschile al microfono che giunge dal palco poco distante attira la mia attenzione.

Il tempo di voltarmi e vedo Marta salire elegantemente le scalette e posizionarsi accanto all’uomo che sta parlando, che dal fare altezzoso penso sia l’Assessore.

<< Buona sera. Innanzitutto vorrei ringraziare tutti Voi per aver partecipato a questa magnifica serata. L’apertura del nuovo Centro Ricerca è un evento molto importante per il nostro piccolo paese ma anche per l’intera provincia. L’obiettivo è quello di far diventare il nostro parco, oltre un luogo di formazione e informazione scientifica, anche un punto di partenza per lo sviluppo turistico di questi magnifici posti. È proprio per questo che ho l’onore di presentarvi la persona che si occuperà di tutta la gestione, il professore Roberto Toderi che oltre ad essere un rinomato veterinario, ha svolto importanti studi sul settore montano anche all’estero>>.

Un’ovazione si solleva dalle persone radunate sotto il palco. Seguo gli sguardi degli invitati e vedo un ragazzo salire gli scalini e raggiungere l’Assessore.

Non potrei mai dimenticarmi di quel viso….

Mi poggio al tavolo e afferro un altro bicchiere di vino. Sono imbambolata ad osservarlo. Quanto mi piacerebbe affondare le mani tra i suoi capelli, sembrano così morbidi, quanto mi piacerebbe poggiare le mani sulle sue spalle, sembrano così forti, quanto mi piacerebbe poggiare le mie labbra sulle sue, sono così invitanti….

Non riesco neppure a seguire il suo discorso di presentazione, la voce bassa e calma mi culla in una dolce sensazione di benessere. Solo quando sento pronunciare il nome della pasticceria mi sforzo di ascoltare ciò che sta dicendo.

<< Oltre a tutti Voi, devo ringraziare anche “La dimora del dolce” per il magnifico rinfresco di questa sera. Dopo aver assaggiato tutte queste prelibatezze non posso che essere entusiasta di lavorare con loro e spero davvero che di occasioni ce ne siano molte. Se sono riuscite a conquistare il mio difficile palato sono sicuro che riusciranno a conquistare chiunque>>.

Dio mio! Non avevo pensato al fatto che se lui è il nuovo direttore del centro dovremo lavorare fianco a fianco in parecchi eventi. Sono eccitata e allo stesso tempo impaurita della cosa. Se una persona che neppure conosco riesce a darmi certe sensazioni non voglio nemmeno immaginare come potrei comportarmi a lavorarci vicino.

<< Lù, Lù, ma hai visto?>>. Ecco la mia dolce cuginetta in arrivo.

<< Sei stata magnifica Marta>> rispondo inghiottendo l’ennesimo bicchiere.

<< Non parlavo di me, scema. Ma hai visto chi è il direttore del centro? Avevi ragione a dire che non l’avevi mai visto e che sicuramente non era un turista. Cavolo, è fighissimo>>.

Non avevo certo bisogno del suo parere per notare il suo fascino. E non avevo bisogno di lei per capire chi fosse.

È da ieri mattina che ho fisso davanti agli occhi il volto di quest’uomo.

<< Sta venendo verso di noi, fai finta di niente>> continua facendo svolazzare i lunghi capelli con la mano.

Il mio cuore perde un battito quando i miei occhi incrociano i suoi.

<< Buonasera signore. Volevo farvi personalmente i complimenti per il rinfresco, avete davvero rapito il mio palato>>.

Come immaginavo Marta non perde tempo. << La ringrazio per i complimenti. Comunque io sono Marta e lei è mia cugina Lucrezia. È lei che ha creato tutto ciò che ha assaggiato, io invece mi occupo della promozione e della pubblicità del negozio>> conclude piazzandosi davanti con un enorme sorriso.

Faccio finta di nulla, basta già lei a monopolizzare il discorso. Lui gentilmente le tende la mano a presentarsi.

<< Piacere Roberto>>. Subito dopo la allunga nella mia direzione.

Resto un attimo in imbarazzo. Se stringo la mano si accorgerà di quanto è sudata, ma non posso fare altrimenti, risulterei troppo maleducata.

<< Piacere mio, sono Lucrezia>>, dico a bassa voce.

Restiamo per alcuni secondi con le mani strette. Quando mi accorgo che non ha intenzione di mollare la presa alzo gli occhi e lo guardo. Mi sta fissando intensamente.

<< Ma tu sei la ragazza che ci ha servito ieri mattina>>, mi dice non abbassando mai lo sguardo. <<Sei completamente diversa questa sera>>.

Sento le mie guance prendere fuoco….

Tento di allontanare bruscamente la mano dalla sua. Roberto deve accorgersi del mio disagio perché la lascia all’istante pur continuando a fissarmi in modo sfrontato.

<< Si, sono io la pasticcera. Questa sera sono solo in versione non lavorativa>>.

Mi volto verso il tavolo e prendo un altro bicchiere di vino. Cerco di concludere in questo modo un discorso che a mio avviso sta diventando troppo imbarazzate ma se continuo così tornerò di certo a casa ubriaca questa sera.

Per fortuna ci pensa Marta a cambiare argomento. << Sono sicura che organizzeremo tante belle cose qui al parco. Sono un vulcano di idee quando si tratta di progettare eventi>>.

Colgo al balzo l’occasione e facendo finta di nulla mi allontano dai due.

Meglio cercare tutte le mie cose e tornare a casa. È stata una serata fin troppo impegnativa per la mia povera testa.

Mentre furtivamente mi avvicino ai tendoni della cucina la mia attenzione viene però attirata dalle risate di alcune persone sedute ad un tavolino. È la donna tra loro ad animare la conversazione. Fasciata da un magnifico abito color corallo fa sfoggio di tutta la sua naturale bellezza.

Riconosco all’istante anche lei. Come potrei dimenticarmi di una spettacolare stronza arrogante del genere?

Avverto sulla pelle il senso di irritazione che mi provoca la sua vicinanza. Ammetto che centinaia di altre persone probabilmente non si sono rivolte gentilmente nei miei confronti, ma poche persone mi infastidiscono solo con la loro presenza, e lei è una di quelle.

La guardo gesticolare animatamente e intrattenere con aria seducente i suoi spettatori affascinati e alquanto rapiti dal suo comportamento.

Mi sembra di vedere la copia di mia cugina. Stesso sguardo fiero, stesso atteggiamento impettito ma allo stesso tempo sexy nel muovere il corpo. Stessa capacità di attirare e tenere l’attenzione.

Se solo riuscissi ad avere solo un pochino dello stesso fascino sicuramente mi sentirei molto più disinvolta.

Ed invece preferisco sempre chiudermi in me stessa e sfilarmi dalle situazioni, come ho fatto anche poco fa…

 

 

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FINE CAPITOLO 2

 

 

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