Racconto Inedito: “Stella Gemella” capitolo 17

 

 

Il nuovo racconto erotico e inedito a puntate scritto in esclusiva da Jey per 50 Sfumature Italia è giunto al suo capitolo conclusivo.

Ringraziamo di cuore l’autrice per la serietà dimostrata in questo percorso ricordandole che lo staff di 50 Sfumature Italia è lieto di ospitarla nuovamente su queste pagine in futuro.

Augurandole tanta fortuna per il suo percorso, le diciamo per ora un “arrivederci”!

 

 

 

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17° CAPITOLO

Resto per qualche attimo nascosta dietro ad un alto albero ad ammirare il magnifico uomo che se ne sta seduto mollemente sulla panchina ai bordi del laghetto.

Mi sembra di aver già vissuto questa scena ed infatti come un flash la mia mente ritorna alla fatidica serata dell’inaugurazione.

La posizione è la stessa di quella dell’uomo che avevo guardato di nascosto e che aveva turbato il mio cuore.

Non avevo mai pensato potesse essere lui, ma adesso, ragionandoci, non poteva essere nessun altro. Chi, se non Roberto, sarebbe potuto scappare a rifugiarsi nel silenzio della natura? Anche in questo purtroppo siamo uguali. Preferiamo isolarci in noi stessi piuttosto che far pesare i nostri problemi su altri.

Avrei tanta voglia di corrergli incontro e saltargli al collo ma so che probabilmente non sarebbe la cosa migliore.

Certo, però, non posso nemmeno restare qui tutta la sera ad osservarlo senza far nulla.

Cercando di non far troppo rumore mi avvicino alla panchina di fronte a lui sul lato opposto del piccolo specchio d’acqua. La stessa su cui ero seduta la volta precedente.

Stavolta è Roberto che sentendo dei rumori apre gli occhi.

Restiamo immobili, seduti uno di fronte all’altra ad osservarci per un tempo indefinito. Tutto sembra essersi fermato attorno a noi. Solo i battiti frenetici del mio cuore mi convincono che il tempo continua a scorrere imperterrito.

So benissimo che non sarà lui stavolta a fare il primo passo. Se voglio cercare di sistemare le cose devo riuscire a vincere i miei timori e dimostrare il mio carattere.

Mi alzo e con passo lento mi avvicino a lui che continua a fissarmi mentre lo raggiungo.

Si sposta un po’ sulla panchina per permettermi di sedermi accanto. Un gesto semplice ma che mi fa capire che le barriere tra noi non sono poi così alte.

<<Ciao>> sussurro piano.

<<Come hai fatto a sapere che ero qui?>> mi chiede mantenendo anch’esso un tono di voce basso e calmo.

<<Me l’ha detto Daniela>>, rispondo candidamente. So che comunque andrà non si arrabbierà mai con lei.

<<Strano te l’abbia detto. Non le sei molto simpatica>>.

Sorrido alla sua affermazione. Non ci voleva un genio a capire che la simpatia tra due persone è un’altra cosa.

<<Sono riuscita a convincerla>> ribatto con un’alzata di spalle.

Mi accorgo dei suoi occhi puntati sul mio viso e mi giro fino a scontrarmi con le sue iridi scure.

<<Perché sei venuta a cercarmi?>>.

Non riesco a staccare gli occhi dai suoi. Il cuore mi batte a mille e lo stomaco sta iniziando a ribellarsi alla tensione che lo sta invadendo.

<<Perché ho capito tante cose negli ultimi giorni e una di quelle è che ho bisogno di te>>.

Le parole mi escono di getto senza pensarci. Resto immobile attendendo una sua minima reazione.

Lo sento sospirare forte mentre si stringe il viso tra le mani.

<<Cazzo Lucrezia, perché stai facendo questo?>>.

Mi avvicino e gli allontano le mani dal viso prendendole tra le mie. Voglio che mi guardi, voglio che legga nei miei occhi la sincerità delle mie parole.

<<Sappiamo benissimo che le cose tra noi non sono iniziate bene e purtroppo sono finite ancora peggio. Ma sappiamo anche benissimo che tutto ciò non è successo per colpa nostra ma a causa di tutti i fantasmi che purtroppo ci inseguono. Ho lavorato tanto sul mio passato dalla mattina in cui sei uscito dalla mia stanza e ho capito che la mia vita non è il passato ma il futuro. Certo non potrò cambiare certe cose, ma posso iniziare a sognarne altre>>.

Continuo ad osservare i suoi occhi con il timore di vedere ombre oscure farsi strada. Ed invece nulla…soltanto tristezza….

Sono certa che dopo stasera non avrò altre possibilità per riconquistare questo uomo. Devo giocare tutte le mie carte in questo momento, devo assolutamente convincerlo che ricominciare da capo sarebbe possibile.

<<Sono andata a Torino da Salvatore ed ho capito subito che oramai la mia vita era da un’altra parte ma soprattutto che la mia testa voleva altro. Non ti nascondo che durante il mio breve soggiorno sono successe un sacco di cose ma ti assicuro che l’unica certezza nella mia mente era la voglia di ritornare qui in paese e da te>>.

Non abbandono il suo viso e mi accorgo che ad ogni mia parola i suoi lineamenti si fanno più rilassati.

Abbassa lo sguardo ed inizia a fissare il terreno sotto ai piedi. Non mi guarda in faccia e questo non mi piace ma non posso biasimare la sua diffidenza.

<<Ho saputo che hai rilevato veramente le quote della pasticceria di Torino>>. La sua voce è un misto tra cattiveria e rassegnazione.

<<Mi sono sentita in dovere di farlo>>, confermo senza il minimo tentennamento.

Sono orgogliosa di quanto ho fatto, è stata una delle decisioni più sensate che abbia mai preso. <<Non potevo lasciare che il negozio andasse a rotoli. Ho lavorato tanto per farlo crescere e non mi sarei mai perdonata di vederlo fallire. E poi…non potevo abbandonare tutte le persone che hanno lavorato per anni con me>>.

Finalmente Roberto si decide ad alzare gli occhi e guardarmi. La sua espressione è sempre tirata e dubbiosa. Riesco ad intravedere il tormento del suo animo.

<<Non potevi abbandonare il tuo ex?>>, mi chiede con un sogghigno malinconico.

<<Lui fa solo parte delle persone che ci lavorano>>, rispondo determinata. <<Ho messo in chiaro le cose con Salvatore e ti assicuro che il nostro rapporto adesso non è nulla di più che professionale. Capisco che non è facile da credere dopo quello che hai visto ma ti prego di avere fiducia. Avevo bisogno di capire cosa provavo per lui e finalmente nella mia testa si è chiarito tutto. Anche grazie a te…>>.

Non può non rendersi conto di quanto sia agitata. Non riesco a smettere di tremare nonostante la stretta delle mie mani nelle sue.

Abbiamo bisogno entrambi di un attimo di silenzio per cercare di ristabilire un filo di unione tra di noi.

Le sue dita piano piano iniziano a massaggiare le mie. Lo lascio fare e a mia volta inizio a sfregare i suoi palmi.

<<Non riuscirei mai ad accettare il fatto che tu lo incontrassi di nuovo, non dopo quelle che è successo>>, ammette con sguardo serio.

<<Non dovrai accettare nulla perché non succederà mai più nulla>>. Il mio tono di voce non concede repliche. Sono sicura con tutta me stessa di quello che sto dicendo.

<<Ho veramente tanta paura di soffrire di nuovo Lucrezia>>.

Mi si gela il cuore alle sue parole. Vedere un uomo così bello e forte tormentarsi tanto l’anima non fa altro che far crescere in me sempre più la consapevolezza di che spirito puro viva in lui.

Mi accascio ai suoi piedi e mi inginocchio tra le sue gambe. Afferro il suo viso tra le mani.

<<Anche io ho tanta paura. E per questo che voglio che tu mi protegga. So che sei la persona giusta per farlo>>.

Senza pensarci altro, mi avvicino e poso le mie labbra sulle sue.

Il contatto morbido e umido con la sua bocca ha un effetto devastante sulla mia testa e sul mio cuore.

Le lacrime iniziano a scorrermi lungo il viso e inumidiscono le nostre labbra unite.

Il bacio dapprima debole e titubante si fa sempre più intenso e caldo fino a raggiungere una forte tensione quando Roberto prendendomi per le braccia mi fa alzare e sedere sulle sue gambe.

Restiamo avvinghiati sulla panchina stretti in un affannoso abbraccio che toglie il respiro ad entrambi.

È questa la passione che adoro. Un’unione intima, carnale ma allo stesso tempo tenera e complice.

Sento i suoi gemiti nella mia bocca, la tensione del suo corpo sotto il mio. Capisco dalla sua stretta che ci sono buone speranze che tra noi tutto possa ricominciare nel migliore dei modi.

<<Promettimi che parlerai con me di ogni dubbio o problema e non mi nasconderai nulla>>, mi chiede all’orecchio mentre con la lingua inizia a stuzzicarmi il collo.

<<E tu promettimi di aiutarmi tutte le volte che sarò incerta o ti chiederò un attimo del tuo tempo>>, replico affondando le dita nella sua schiena mentre sento il suo sesso spingere verso il mio ventre.

<<Ti prometto che avrai da me tutto il tempo che vorrai>>.

Le sue parole e le emozioni che sto provando in questo momento tra le sue braccia mi stanno letteralmente squarciando il petto dalla gioia. Ci meritiamo entrambi di vivere sereni e felici e forse insieme ce la faremo.

Con una lentezza struggente le sue mani iniziano a slacciare la mia camicia e fameliche si aggrappano alla pelle accaldata della mia schiena.

Il reggiseno cade a terra così come la sua maglia che mi impediva di godere dello spettacolo del petto dell’uomo sotto di me.

Il contatto intimo tra la nostra pelle non fa che aumentare il desiderio dipinto sui nostri volti. Chiudo gli occhi e mi concentro ad ascoltare il suo respiro affannoso sul mio collo mentre le sue mani accarezzano ogni centimetro dei miei seni.

Mollemente mi appoggio a lui e lascio che con tutta la dolcezza che gli appartiene mi culli tra le braccia e allo stesso tempo mi inebri con la sua passione.

<<Questo posto deve essere magico>>, sussurro sul suo collo.

<<Cosa te lo fa pensare?>>. La sua voce calda mi sembra ancora più sensuale in questo momento.

<<La sera dell’inaugurazione anche io ero seduta qui. Non pensavo fossi tu l’uomo su questa panchina, l’ho capito solo stasera quando ti ho rivisto nella stessa posizione>>.

Mi allontano leggermente dalla sua spalla. Restiamo fissi a guardarci mentre le nostre mani non riescono a smettere di accarezzare i nostri corpi.

<<Ah, sì, mi ricordo bene. Avevo bisogno di un attimo di silenzio e mi sono rifugiato qui a godermi un po’ di dolcezza>>, mi risponde con affanno.

<<A far cosa?>> chiedo incuriosita.

Scoppia a ridere mentre afferrandomi sotto il sedere con un balzo si alza dalla panchina e come se fossi una piuma mi solleva in aria.

Avvinghio le gambe dietro la sua schiena e passo le braccia attorno al suo collo.

<<Mi sembrava uno spreco mangiare i tuoi fantastici bignè in un solo boccone così ho fatto la scorta in un piattino e sono venuto qui a gustarmeli in tranquillità>>.

Mi metto a ridere anche io mentre mi tornano alla mente le immagini dell’uomo che si succhiava eroticamente il dito.

<<Perché ridi?>>, mi chiede incurvando il sopracciglio con la faccia delusa.

<<Perché in quel momento mi sembrava tutto così erotico nel buio della notte. Ho fantasticato per giorni su cosa potessi star facendo e adesso vengo a sapere che stavi mangiando dei bignè alla crema>>.

Delicatamente mi posa sulla panchina e si posiziona proprio sopra di me. Inarco la schiena cercando di non poggiarmi direttamente sulla fredda pietra e questo mi porta a premere i seni nudi contro il suo torace. Sento anche premere la sua erezione sul mio ventre e non resistendo abbasso la mano e inizio a sfiorargli la patta dei pantaloni.

Sgrana gli occhi senza però smettere di osservarmi.

<<E sentiamo…cosa hai fantasticato?>>, mi chiede piegando le labbra di lato in uno sghembo sogghigno.

Arriccio gli occhi ed inizio a leccarmi le labbra con fare malizioso.

È questo che mi piace dello stare con quest’uomo. La mancanza di pensieri, di disagio. È sempre tutto così naturale, nel bene e nel male. Sia che litighiamo, sia che ridiamo, lo facciamo sempre in modo spontaneo, senza troppi pensieri.

<< Beh, diciamo che ho pensato sarebbe stato magnifico se la mano fosse stata su di me>>, inizio con un sospiro, << anzi meglio se su una parte di me>>, ammetto con aria maliziosa.

Subito sento le sue dita intrufolarsi in mezzo ai nostri corpi e posizionarsi sul mio sesso.

<<Qui va bene?>> mi chiede iniziando a mordicchiarmi il collo.

<<Va benissimo>>, ansimo socchiudendo gli occhi.

Alzo il bacino cercando di aumentare il contatto con la sua mano. Poi con audacia sposto la mia dal suo membro e afferrandogli il polso lo sprono ad aumentare il contatto con il mio ventre.

<<E poi, cosa hai immaginato?>>, continua mentre lascio che mi sbottoni i jeans ed inizi a giocare con le mie mutandine.

Non rispondo subito troppo impegnata ad assaporare ogni movimento dei polpastrelli sul mio pube.

Il solletico dello sfregamento del pizzo sul clitoride mi sta facendo letteralmente impazzire.

Apro gli occhi e le meravigliose iridi verdi di Roberto splendono vivide sopra il mio viso.

<<Ho immaginato le dita dell’uomo che iniziavano a scoparmi…>>. Cerco di deglutire ma ho la salivazione completamente azzerata.

Assecondo i movimenti di Roberto e alzo il bacino mentre mi sfila i pantaloni e gli slip. Divarico leggermente le gambe quando sento la sua mano correre sulle mie cosce e in un attimo è dentro di me.

Inizio a muovermi lentamente mentre le sue dita si plasmano nel mio sesso.

Nella mia mente scorrono le immagini che da quel giorno centinaia di volte sono passate nella mia testa. Solo che stavolta ogni fotogramma è accompagnato da una situazione reale che ne amplifica a dismisura le emozioni.

<<E poi, dopo averti scopata con le dita cosa succedeva Lucrezia?>>.

Sentire Roberto parlarmi in questo modo non fa altro che eccitarmi ancora di più.

Chiudo forte gli occhi mentre il mio bacino sempre più avido si muove più velocemente in cerca di un po’ di sollievo.

La tensione che sento contrarre i muscoli del mio sesso sta diventando quasi dolorosa. Mentre Roberto continua a penetrarmi con le dita inizio a massaggiare il clitoride sempre più turgido e gonfio.

<<Cazzo, Lucrezia, mi stai facendo impazzire>>.

Apro gli occhi e mi impossesso della sua bocca mentre il formicolio nel mio ventre si sta trasformando in un’onda violenta di piacere.

<<Ti prego non smettere>>, lo supplico disperatamente.

<<Voglio che vieni solo quando ti sarò dentro>>, mi intima rallentando il movimento delle dita.

Sono talmente vicino al limite che mi basterebbe solo un’altra piccola carezza per esplodere. Prendo un bel respiro e a mia volta allontano la mano dal mio sesso.

<<Brava, principessa>>.

Sgrano gli occhi e fisso il volto di Roberto. Gli occhi verdi lucenti incastonati come due smeraldi in un viso d’angelo. I capelli illuminati dalla luna sembrano avvolti da un’aurea argentata.

<<Come mi hai chiamato?>> chiedo piano con gli occhi già umidi.

<<Principessa>>, mi ripete in un sussurro a fior di labbra. <<Perché sei la principessa che salva il cavaliere dal maleficio a cui è stato condannato>>.

Come una stupida mi metto a ridere mentre copiose lacrime stanno oramai ricoprendo le mie guance.

Dallo sguardo stupito di Roberto capisco che la mai reazione gli appare alquanto strana.

<<Lo sai che ho un debole per le principesse e le loro storie>>, ammetto mentre mi avvicino a cercare la sua bocca.

Non abbiamo bisogno di dire altro. La passione del nostro bacio in questo momento dice tutto.

Apro gli occhi e fisso per un attimo il cielo, un tripudio di punti luminosi rischiarano la volta celeste.

Sono certa che stavolta è la volta buona…finalmente ho trovato la mia stella…la mia stella gemella…

 

 

 

 

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FINE

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4 commenti

  1. paola

    Brava Jey !!!
    Ti ringrazio per avermi fatto passare dei piacevoli momenti .
    Mi mancherà l ‘appuntamento del lunedì con il tuo racconto ma spero di poter leggere una tua nuova storia.

  2. tarantello lucilla

    complimenti estato bellissimo emozionante brava continua a farci sognare con i tuoi racconti .

  3. Frances

    Grazie mille per aver condiviso il tuo racconto. Mi mancherà moltissimo l’appuntamento del lunedì.

  4. Jey

    Grazie mille a voi ragazze!
    E’ stato un piacere stare con voi….sono sicura che ci risentiremo presto 😉
    Quindi…alla prossimaaaa!!!!!
    Bacioni a tutte