Racconto Inedito: “Stella Gemella” capitolo 16

 

Il nuovo racconto erotico e inedito a puntate scritto in esclusiva da Jey per 50 Sfumature Italia.

La pubblicazione di ogni capitolo avverrà di lunedì.

Buona lettura!

 

 

fxizljtr

 

Jey vi aspetta la settimana prossima per il gran finale del suo racconto!

 

16° CAPITOLO

<<Lucrezia ma sei già qui? Mi ha detto Marta che saresti stata a Torino per qualche giorno>>.

Simona è affacciata sulla porta d’ingresso della pasticceria sorridente come suo solito.

<<Sono tornata ancora ieri mattina. Mi mancavate troppo>>, esclamo con un’alzata di spalle.

La guardo corrermi incontro e lanciarsi sul bancone per fortuna sgombro da oggetti.

Mi stritola in un caldo abbraccio.

<<Sapevo che saresti tornata. Spero sia tutto apposto>>.

Anch’io sono felice di rivederla. E sono felice di essere ritornata nel mio mondo.

<<Diciamo che ho capito tante cose>> ammetto sorridendo.

<<Quindi niente più Salvatore>>, mi chiede alzando il sopracciglio e corrucciando la bocca.

Scoppio a ridere per la sua buffa espressione e sospiro sempre più sollevata.

<<Diciamo che ho dato un bel taglio. Non netto ma abbastanza deciso>>.

Capisco dalla sua faccia che la mia risposta non è stata molto convincente. Le faccio segno con la mano di sedersi sullo sgabello del bancone intanto che le preparo il caffè.

Ieri pomeriggio ho scioccato Marta con la mia idea e adesso so che anche Simona resterà senza parole.

Ho avuto ben due ore di treno per riflettere sulle parole di Alison e penso di aver preso la decisione giusta.

In effetti la mia idea originale non era esattamente quella di adesso, ma Marta che di queste cose se ne intende più di me, ha aggiunto del suo ed ora sono perfino esaltata della situazione.

Mi siedo al bancone vicino a Simona e beviamo tranquillamente il caffè gustando qualche biscotto.

Le racconto quanto successo a Torino e come immaginavo anche lei resta senza parole dopo aver sentito tutti i fatti.

<<Che stronzo però…. Per fortuna avevi già preso la tua decisone altrimenti ti avremmo raccolto con il cucchiaino questa volta>>, sospira giocherellando con il bordo della tazzina.

<<Invece cosa ne pensi della nostra idea?>> chiedo annuendo curiosa di avere anche il suo parere. D’altronde oltre ad essere un’amica fidata è anche una delle ragazze con più spirito imprenditoriale che conosca, quindi chi più di lei potrebbe darmi un parere incondizionato?

<<Penso che Salvatore ci rimarrà come un fesso, ma non credo sia così stupido da rifiutare>>.

<<Questo non lo so>>, rispondo onestamente.

Conosco troppo bene Salvatore per poter dire che accetterà questa cosa senza batter ciglio. Fino a qualche tempo fa mi sarei aspettata una battaglia convulsa e senza pietà ma oggi non so come potrebbe comportarsi. Ho visto una parte di lui che non conoscevo, forse l’unica crepa di debolezza nella sua dura corazza. Ma sono sicura che lotterà fino alla fine pur di cadere in piedi. Anche solo per orgoglio, per poter dire di aver detto l’ultima parola.

<<Comunque domani vado con Marta dal consulente e vediamo come sistemare la cosa>>.

<<E invece con Roberto, cosa vuoi fare?>>.

Sgrano gli occhi e osservo la faccia birichina di Simona fissa sul mio viso.

Sento avvampare le guance e il cuore inizia a battermi forte nel petto. Al solo pensiero di dover parlare con lui mi assale la tachicardia. So che dovrò decidermi prima o poi, ma non riesco a stabilire in che modo farlo e soprattutto che cosa dire.

<<Vorrei correre da lui ma ho paura della sua reazione. Cosa faccio se resta fermo sulla sua idea e mi manda via?>>.

Ecco, ho ammesso la mia più grande paura, il rifiuto. Non riuscirei mai ad accettare il fatto di essere cacciata un’altra volta. Non riuscire a sopportare la sua indifferenza. Ho già provato sulla mia pelle la sua freddezza e non sopporterei di vedere ancora il buio e la distanza nei suoi occhi.

<<Sono convinta che non lo farà>>, mi rassicura Simona poggiandomi una mano sulla spalla. <<Parlagli col cuore, raccontagli i tuoi pensieri, i tuoi dubbi, le tue insicurezze e sono sicura che capirà. Fargli vedere chi è davvero la vera Lucrezia e se davvero è la persona che mi hai raccontato sono certa che saprà riprenderti per mano>>.

La abbraccio e prendo un bel respiro. Simona ha ragione. Se voglio ripartire devo superare le mie paure. Roberto non è Salvatore. Purtroppo come me sa cosa significhi stare male e la sofferenza nel bene o nel male forgia il carattere e ti permette di superare e smussare lati troppo spigolosi del proprio comportamento.

<<Appena avrò sistemato le cose a Torino prometto di parlargli. Mi ha detto che vuole una persona decisa e senza problemi quindi quando tornerò da lui dovrò essere la nuova Lucrezia, senza niente altro per la testa>>.

————————————……………………………………………………………………..————————————————–

<<Allora, ha preparato tutto come accordato?>>.

Ho lasciato a Marta tutta la gestione della cosa e ho cercato di chiederle il meno possibile su leggi, contratti, debiti e crediti.

Mauro, il nostro commercialista, ci ha assicurato che il Morani è uno dei migliori consulenti per quanto riguarda le cessioni aziendali quindi sono abbastanza tranquilla di ciò che abbiamo concordando di proporre.

<<Visto quanto abbiamo accertato della situazione finanziaria della Conte del Sud direi che il Sig. D’Annito non ha altra scelta che accettare la nostra proposta, non deve preoccuparsi Sig.na Lucrezia>>.

<< Preferirei che però parlassimo dei dettagli direttamente con Salvatore e non con i suoi commercialisti>>, esorto rinvigorendomi sulla sedia e ritornando nella conversazione.

Dallo sguardo stupito del consulente capisco che non è molto d’accordo su quanto sto chiedendo.

<<È un fatto personale>>, cerco di spiegare senza entrare nei dettagli. << Salvatore pensa che io accetti la proposta che mi ha fatto perché non sa che sono venuta a sapere del complotto che ha orchestrato. Voglio essere davanti a lui quando capirà tutto, voglio vedere la sua faccia>>, concludo con un gesto di stizza.

Noto lo sguardo soddisfatto di mia cugina seduta davanti a me e non riesco a trattenere un sorriso.

È arrivato il momento di togliersi qualche sassolino dalla scarpa e una volta ogni tanto la scarpa è la mia.

<<Come vuole>>, mi risponde a sua volta con un sorriso sghembo il Morani. <<Oramai siamo tutti curiosi>>.

Restiamo ancora qualche minuto seduti attorno al grande tavolo della sala riunioni prima che il suono dell’interfono non ci avverti che sono arrivati tutti gli altri.

Dopo pochi istanti sento la porta aprirsi e come primo entra Salvatore seguito da quel bell’imbusto di Giorgio, suo grande amico nonché commercialista.

Con la solita faccia tosta vedo il mio ex avanzare nella mia direzione e abbassarsi verso il mio viso.

<<Ciao Lulù, sono felice di vederti>>.

Mi sposto di colpo quasi cadendo dalla sedia. Non voglio che mi si avvicini, né ora né mai più.

Stupito dalla mia reazione si allontana e raggiunge il suo amico dall’altra parte del tavolo.

Dopo alcuni minuti per le presentazioni di rito, faccio segno al nostro consulente di iniziare il discorso come concordato. Prima inizieremo e prima finiremo con questa angoscia.

<<Abbiamo valutato assieme alla Sig.na Lucrezia la sua proposta di cessione della metà delle quote della pasticceria ma riteniamo che la cosa non ci possa interessare>>.

Senza farmi accorgere tengo sotto controllo l’espressione del viso di Salvatore e noto subito il rossore invadere le sue gote alle parole del Morani.

<<Non capisco>> interviene l’altro commercialista. <<Pensavamo che la proposta fosse di vostro interesse visto che ci avete fatto venire fino a qui>>.

<<Abbiamo controllato per bene lo stato debitorio del locale e non riteniamo che l’ingresso della Sig.na possa essere conveniente per lei. Come ben saprà la situazione è veramente catastrofica, i debiti accumulati sono molti e questo vorrebbe dire un esborso troppo alto per la mia assistita>>.

<<Ma come diavolo avete fatto a sapere queste cose?>>.

Osservo Salvatore furente dalla rabbia alzarsi e sbattere i pugni sul grande tavolo di legno. Cosa pensava, che fossi così fessa?

Certo se non fosse stata per la soffiata di Alison che mi ha raccontato per filo e per segno il degrado economico del locale nell’ultimo anno non avrei mai fatto tante ricerche e probabilmente avrei rifiutato l’offerta di Salvatore non appena mi fossi allontanata da Torino. Ma il solo pensiero che abbia voluto prendersi gioco nuovamente di me mi ha fatto infuriare. Dovevo trovare un modo per fargliela pagare e quale cosa migliore di portargli via il suo giochetto più prezioso?

<<Se vuoi possiamo parlarne un attimo in privato>>, gli chiedo alzandomi a mia volta dalla comoda poltroncina e piazzandomi davanti a lui con fare tranquillo.

Un sorriso stupido mi si stampa sul volto non appena vedo la sua espressione confusa e nervosa.

La situazione si è ribaltata, adesso tesoro sei tu che hai bisogno di me…

<<Ok, usciamo>>.

Lo seguo fuori dalla stanza sotto lo sguardo sornione di Marta che vedo farmi l’occhiolino.

Mi siedo sul divanetto vicino al distributore del caffè appena fuori la sala riunioni e continuo a fissarlo mentre come un leone ferito si agita avanti e indietro dal corridoio.

So benissimo cosa gli sta passando per la testa in questo momento. Sta preparando il suo bel discorsetto per uscirne pulito anche stavolta. Cercherà in tutti i modi di farmi sentire in colpa sperando che io ceda di nuovo. Ma questa volta sono pronta…

<<Cosa vuoi fare Lulù?>>.

Alzo gli occhi e il suo viso paonazzo è proprio di fronte al mio.

<<Sto cercando di aiutarti>>, dico semplicemente.

<<Io non voglio il tuo aiuto, io voglio te>>. La sua voce è tornata terribilmente calma. So cosa sta facendo.

Allontano bruscamente la sua mano che cerca di accarezzarmi il viso.

<<Tu vuoi me per salvarti il culo>>, rispondo cercando di mantenere la sua stessa aria di tranquillità. <<Sei venuto a cercarmi perché sai benissimo che sono l’unica persona che può aiutarti a riportare la pasticceria ai bagliori di prima>>.

Restiamo per un attimo a fissarci.

<<Ho dovuto pagare tutte le spese del divorzio e il mantenimento della mia ex moglie mi costa una fortuna. Ho iniziato ad accumulare debiti senza accorgermene. I ragazzi hanno iniziato ad andarsene quando ho saltato alcuni mesi di stipendio. Sono riuscito a rimpiazzarne qualcuno ma purtroppo non con gente all’altezza. Solo Alison è restata. È stata lei a dirtelo vero?>>.

Non pensavo avrebbe ammesso tutto con tanta velocità e senza troppe pressioni. Adesso capisco cosa volesse dire in macchina quando sono andata a Torino.

<<Potevi parlarmi dei tuoi problemi con il locale senza cercare di abbindolarmi di nuovo. Lo sai che in qualche modo ti avrei aiutato. E avrei apprezzato molto di più la tua sincerità>>.

<<Io tengo davvero a te Lucrezia. Non sono ritornato solo per il negozio, devi credermi>>.

Rifletto un attimo sulle sue parole.

<<Mi spiace ma non ti credo>>, ammetto con onestà. << Comunque adesso non siamo qui per parlare di noi, quello è un capitolo chiuso. Devi pensare se accettare la mia proposta>>.

<<E allora dimmi quale sarebbe la tua proposta>>.

Lo guardo sedersi sulla poltroncina su cui prima c’ero io e attendere una mia risposta.

<<Voglio la maggioranza delle quote. Ci penserò io a pagare i debiti. Tu resterai come socio lavoratore di minoranza e non avrai lo stipendio finché non mi avrai restituito tutti i soldi>>.

Salvatore continua a guardarmi con aria stupita per poi scoppiare in una grossa risata.

<<Stai scherzando vero?>>.

Resto impassibile in piedi di fronte a lui con le mani incrociate al petto. In realtà sto tremando come una foglia e il sudore mi sta colando lungo la schiena. Spero solo non se ne accorga.

<<Ti sembra che stia scherzando?>> chiedo aggrottando gli occhi.

<<E dove pensi di prendere i soldi per rilevare tutte le quote?>>.

Cerco di tagliare corto questa parte del discorso. Non voglio che sappia la mia situazione finanziaria. Non gli ho mai detto nulla quando vivevamo assieme figurarsi se adesso vado a raccontargli dei miei conto correnti o dei soldi che ho ereditato dai miei genitori alla loro morte.

<<Non ti devi preoccupare di questo. Devi solo pensare se accettare>>.

<<E io cosa dovrei fare? Restare a fare il bamboccio al locale?>>, mi chiede alzandosi e avvicinandosi al mio viso.

Anche se voglio far la dura e se pensando a tutto quello che mi ha fatto passare l’unica cosa che si meriterebbe è una bella portata in faccia, non riesco ad essere così arrogante.

<<Continuerai ad amministrare tu la produzione e la gestione del negozio, io mi occuperò di tutta la parte finanziaria. Tutti i conti dovranno passare dalle mie mani e non potrai toccare un soldo senza la mia autorizzazione>>.

Penso sia una condizione più che ragionevole. Avrei potuto anche allontanarlo dal locale ma non ne sarei mai stata capace. In fondo quest’uomo è stato una parte della mia vita. So quello che vale professionalmente e non posso lasciarlo solo. Anche se lui al mio posto sono sicura l’avrebbe fatto.

<<Quindi tornerai a Torino?>>, mi chiede con aria affranta.

<<No, non tornerò a Torino. La mia casa adesso è in paese accanto alle persone a cui voglio bene. Ho un’attività tutta mia e una vita da rifarmi. Verrò da te una volta al mese per i conti del locale e basta>>.

Non ho la minima intenzione di ritornare alla mia vecchia e frenetica vita.

<<Perché lo fai Lulù?>>.

Resto un attimo imbambolata davanti alla sua domanda. Perché lo faccio?

Esattamente non lo so neppure io. Solo perché voglio fargliela pagare e dimostrargli che forse tra i due quella che vale di più sono io? Perché voglio farlo sentire in debito con me? O solo semplicemente perché voglio aiutarlo?

Forse un insieme di tutte le cose…

<< Perché non voglio distruggere tutto il lavoro che ho fatto in quel locale>>.

Gli occhi lucidi di Salvatore mi sorprendono e mi emozionano allo stesso tempo. Non posso credere di vedere quest’uomo sempre così forte e sicuro di sé piegarsi di fronte ad una nuova possibilità.

<<Se è così allora accetto la tua proposta e ti ringrazio di tutto>>.

Mi commuovo ancora di più di fronte alla sua arrendevolezza.

Senza pensare a nulla mi avvicino e lo stringo in un forte abbraccio. Salvatore con un po’ di titubanza ricambia il gesto d’affetto e lo sento sospirare mentre appoggia il viso alla mia spalla.

<<Quindi adesso siamo soci>>, sussurro continuando nella stretta.

<<Però sei tu il capo>>, mi risponde con un sorriso mentre dolcemente mi accarezza il viso.

<<Non ti preoccupare. Sono una capa fin troppo buona>>, sospiro sollevando gli occhi al cielo con aria melodrammatica cercando di sdrammatizzare il momento.

<<Lo so. Tu sei buona dentro e devi essere orgogliosa di questo>>.

Rientriamo sorridenti nella sala riunioni sotto gli occhi straniti di tutti i presenti.

Faccio l’occhiolino a Marta che mi sta guardando con una faccia da ebete ed annuncio al Morani che abbiamo trovato l’accordo.

L’espressione incredula di Giorgio e lo sguardo contrariato che rivolge a Salvatore non mi piace per nulla ma non importa. Sicuramente cercherà di trovare qualche cavillo per creare problemi, lo conosco troppo bene, ma adesso l’importante è che Salvatore abbia capito che è stata la decisione migliore per tutti.

——————————————-………………………………………………………………….——————————————————

Corro verso la macchina mentre controllo l’ora sul cellulare.

Sono quasi le sette, se mi sbrigo riuscirò ad arrivare al parco prima della chiusura.

Adesso che tutto è apposto e ho una visione più lucida e positiva del mio futuro non mi resta che una situazione da sistemare…Roberto….

Per fortuna la strada principale a quest’ora di cena è praticamente deserta, così anche se l’agitazione sta iniziando a impossessarsi del mio corpo riesco a guidare sciolta senza innervosirmi ulteriormente.

Arrivo nel parcheggio e lascio la macchina proprio di fronte all’entrata principale.

E adesso cosa faccio? Non riesco a muovere un solo muscolo del corpo. Sembro paralizzata dall’ansia di dover incontrare e parlare con l’uomo che ha sconquassato l’ultimo periodo della mia vita.

Nemmeno oggi pomeriggio quando ho firmato davanti al notaio l’acquisizione del negozio per migliaia di euro ero così impaurita.

Stringo gli occhi, prendo un bel respiro e cercando di rallentare i battiti del mio cuore apro la portiera e metto un piede fuori dalla macchina.

Brava Lucrezia…un passo alla volta e vedrai che ce la farai anche stavolta….

Chiudo lo sportello alle mie spalle e subito mi pento di aver lasciato del tutto l’abitacolo sicuro della mia piccola utilitaria.

Guardo il grande cancello d’entrata e mantenendo gli occhi socchiusi per la concentrazione mi dirigo come una furia verso la porta d’ingresso. Prima la raggiungo e meno possibilità di ripensamento posso avere.

Afferro il maniglione dorato e spingo con tutta la forza in corpo finché non sento sbattere il battente contro il muro.

<< Ma che cavolo…>>.

Mi volto verso il bancone della reception e vedo la faccia di Daniela che mi sta guardando con gli occhi fuori dalle orbite.

Cerco di riprendere la maniglia che ho lanciato con troppa foga e imbarazzatissima richiudo la porta alle mie spalle.

<<Scusami, mi è scappata>>, Cerco di difendere l’indifendibile ma a questo punto non fa nulla.

<<Sto cercando Roberto è in ufficio?>>.

Continuo a guardare la ragazza che non distoglie lo sguardo per un solo attimo dal mio corpo.

<< Non c’è, perché lo vuoi?>>, mi chiede con tono rabbioso.

<< Ho bisogno di parlargli. Sai dove posso trovarlo?>>.

Se non fosse per il suo viso d’angelo avrei quasi paura della sua vicinanza. I suoi occhi non esprimono nulla di buono, e il modo in cui mi parla è un chiaro segnale che la mia presenza non è gradita.

<<Non penso ti voglia vedere>>, esclama mentre lentamente si sposta dal bancone e mi si avvicina.

<<Ti prego, è davvero importante>>. Spero che il mio fare sottomesso e il tono gentile possano un po’ attenuare la sua scontrosità ma ne dubito.

<<Senti Lucrezia…posso darti del tu vero?>>

Annuisco ma non replico.

<<Io voglio un bene dell’anima a Roberto, e non permetterò che qualcuno gli faccia di nuovo del male. Ha già sofferto fin troppo a causa di quella stronza di mia madre…>>.

Non mi sembra il caso di ribattere a quanto appena sentito. Resto immobile e ascolto il suo sfogo in silenzio.

<<Ho visto com’è triste negli ultimi giorni e anche se non mi ha raccontato tutto so benissimo che la colpa del suo cattivo umore centra qualcosa con te>>.

Guardo il suo indice puntato contro il mio petto.

<<Hai ragione è colpa mia>> ammetto indietreggiando un po’ per cercare di mantenere una certa distanza tra noi. <<Ma adesso ho bisogno di parlargli, ho bisogno di spiegargli delle cose. Ti prego dimmi dove posso trovarlo>>.

Afferro la sua mano e la stringo tra la mia. Devo farle capire che l’ultima cosa che voglio è veder soffrire Roberto.

<<Ti prometto che farò di tutto per renderlo felice, ti assicuro che ne abbiamo un gran bisogno entrambi>>, le dico sorridendo.

Vedo il combattimento interiore nei suoi occhi e proprio per questo non mollo la sua mano, anzi, stringo ancora più forte per farle capire quanto ci tenga.

<<È nella pineta vicino al laghetto>>, rivela con gli occhi bassi.

<<Grazie Daniela>>. La abbraccio velocemente e come un razzo mi precipito fuori dalla sede.

 

Jey vi aspetta la settimana prossima per il gran finale del suo racconto!

 

 

177301__moon-stars-sky_p

 

 

FINE CAPITOLO 16

© Riproduzione riservata. Vietata la duplicazione di questi contenuti o parte di essi.

Racconto esclusivo per 50 Sfumature Italia.

Se vuoi inviarci il tuo racconto o la tua Fan Fiction in esclusiva leggi il regolamento cliccando QUI.

 

 

2 commenti

  1. Jey

    Ciao a tutte “sfumaturine” ;)!!!
    Visto che siamo oramai alle battute finali, volevo ringraziare di cuore Kamy per avermi dato la possibilità di vedere un mio racconto pubblicato sul sito di 50 Sfumature, non sempre si trovano persone disposte a concederti uno spazio così, solo per passione… Un enorme grazie di cuore e un abbraccio immenso anche a tutte le ragazze che hanno seguito la storia e hanno vissuto le stesse emozioni che ho provato io nello scriverla. Con i vostri commenti siete riuscite a rassicurarmi ogni volta che rileggendo avevo paura di annoiarvi o deludervi…
    Spero veramente di poter trascorrere di nuovo del tempo in vostra compagnia…grazie di cuore!!! <3

    • Kami

      Grazie a te Jey! Sei una persona di spessore e sarai sempre la benvenuta qui da noi!
      BACI