Racconto Inedito: “Stella Gemella” capitolo 11

 

Il nuovo racconto erotico e inedito a puntate scritto in esclusiva da Jey per 50 Sfumature Italia.

La pubblicazione di ogni capitolo avverrà di lunedì.

Buona lettura!

 

 

fxizljtr

CAPITOLO 11

 

Sono esattamente due ore che sono incollata davanti alla tv a guardare questo film, ma maledizione non sono ancora riuscita a capirci nulla.

I miei pensieri continuano a saltare dalla proposta di Salvatore alla serata al parco.

Ho provato più volte a telefonare sia a Marta che a Simona ma nessuna delle due risponde. Sono sicura che lo stanno facendo apposta. Mi vogliono punire per non essere lì con loro.

Se non fosse perché potrei incontrare Roberto, giuro che mi sarei già vestita e precipitata a controllare ciò che sta succedendo.

Vado in cucina e prendo dal freezer la vaschetta di gelato alla fragola e cioccolato che saggiamente sono passata a comperare prima di tornare a casa. Avevo previsto una lunga serata di pensieri.

Mentre torno al mio posticino sul divano riguardo il foglio appoggiato sul tavolo.

Se non sapessi quanto tenga alla sua pasticceria direi che è uno scherzo, ma non giocherebbe mai sul suo gioiellino.

Si può dire tutto di Salvatore ma nulla che riguardi il lavoro. È un ottimo pasticcere, anche se negli ultimi tempi ha lasciato un po’ da parte il lavoro pratico in laboratorio, ma soprattutto un brillante imprenditore.

È riuscito a creare dal nulla alcuni dei locali più rinomati di Torino e a diventare una delle persone più influenti della città in pochi anni. E il solo pensiero che abbia deciso di condividere con me parte del suo successo mi rende orgogliosa oltre che elettrizzata.

Però, malauguratamente, non riesco dimenticare il male che mi ha fatto ma soprattutto so benissimo che non riuscirò mai a perdonarlo del tutto. Come potrei fidarmi ancora ciecamente di una persona che mi ha mentito per così tanto tempo?

Le cose dette a parole sono sempre belle, si possono avere ottimi propositi ma poi la vita reale è tutt’altra. Ed io questo lo so bene….

Mi ributto sul divano ed inizio ad affogare i miei dubbi con grosse cucchiaiate di gelato.

Il suono del campanello però non mi permette di continuare il mio assalto calorico antistress.

Ma chi diavolo può essere a quest’ora?

Svogliatamente raggiungo il citofono e non appena premo il pulsante della videocamera mi viene un colpo quando mi ritrovo due occhi verdi puntati addosso.

<< Chi è?>> chiedo con voce traballante.

Che stupida che sono, ho visto chi ha suonato, potevo far senza chiedere chi fosse.

<< Lucrezia sono Roberto posso entrare?>>.

Cosa ci fa a casa mia? Non dovrebbe essere al parco? È successo qualcosa…. Lo sapevo che non dovevo lasciare sola Marta….

Con fatica premo il pulsante per aprire il portoncino.

Nella mia testa iniziano ad ammassarci una serie confusa di immagini. Qualcosa al rinfresco è andato storto, qualcuno è stato male o nella peggiore delle ipotesi può essere capitato qualcosa a Marta o Simona.

Sono in preda ad una agitazione tale da far fatica ad aprire la porta quanto sento Roberto bussare e chiamare il mio nome.

<< Ti prego dimmi cosa è successo>>, chiedo con voce rotta non appena ci troviamo l’una di fronte all’altro.

La sua espressione seria e il viso tirato non fanno che aggiungere enfasi all’ansia che attanaglia il mio stomaco.

<< È successo qualcosa a Marta?>> chiedo impaurita. << L’ho chiamata più volte al telefono ma non mi risponde>>, concludo rientrando e sedendomi sul bracciolo del divano.

Roberto mi segue, si siede vicino a me ma oltre a sospiri non emette suono.

<< Vuoi dirmi qualcosa?>> lo supplico con un pugno alla spalla.

<< Marta sta bene. E al parco è tutto apposto. La serata è magnifica>>.

In un baleno il peso che mi comprimeva il petto è sparito. Sospiro forte cercando di ricacciare indietro le lacrime che si stavano facendo strada nei miei occhi.

<< E allora perché sei qui?>> chiedo di getto alzandomi e piazzandomi di fronte a lui.

Se non c’è nulla di preoccupante perché non si trova al suo posto? È il direttore del parco, non può lasciare tutto e andarsene.

<<Perché non sei venuta?>> mi chiede in risposta alzandosi proprio di fronte a me.

<< Mi sembrava di avertelo già detto che sarebbe venuta Simona>>, dico aggrottando gli occhi.

<< Non pensavo lo facessi davvero>>. Quasi non riconosco il suo tono di voce deluso.

Lo guardo stupita. Non posso credere che abbia lasciato la serata per venire a cercarmi e rimproverarmi.

<< E invece l’ho fatto>>, dico con un’alzata di spalle. << Non mi andava di venire e allora l’ho chiesto a Simona>>.

<< E perché non ti andava di venire?>>.

Adesso, però, con quest’aria arrogante mi sta facendo alterare.

<< Se proprio vuoi saperlo non avevo voglia di vedere te>>, ribatto tappandomi immediatamente la bocca.

Dallo suo sguardo stupefatto capisco che si aspettava tutto tranne questa risposta. E sinceramente io non mi aspettavo di dare voce così schiettamente ai miei pensieri.

Lo guardo sedersi nuovamente sul divano e iniziare a sfregarsi il viso.

<< Non siamo riusciti a stabilire un buon feeling>>, ammetto sedendomi accanto a lui. << Penso sia meglio cercare di. ..>>>.

La testa inizia a vorticarmi e il cuore a sbattere nel petto cercando di uscire.

Le sue morbide labbra si sono impossessate avidamente della mia bocca impedendomi di finire la frase.

Mi lascio andare contro lo schienale schiacciata dal suo corpo che in un attimo mi è addosso. Non riesco nemmeno a respirare tanta è la violenza con cui cerca la mia lingua.

Lascio che le sue mani si intrufolino sotto la mia maglia ed inizino ad accarezzarmi la schiena. Come intuisce che non indosso il reggiseno le sue dita si spostano subito sui seni iniziando a giocherellare con i capezzoli.

Non oppongo la minima resistenza, anzi, lasciarmi andare tra le sue braccia in questo momento mi sembra la cosa più giusta e naturale al mondo. Lentamente inizio a sbottonare la camicia, gliela sfilo dai jeans. Con riluttanza allontana le mani dai miei seni per toglierla. Le mie dita sono subito sul suo petto. Continuo a baciarlo, non ho bisogno di guardarlo. Ho ancora impresso nella testa il suo torace forte e muscoloso dal giorno in cui si è spogliato nel suo ufficio.

Con audacia inizio a sfiorargli il ventre finché arrivo alla patta dei pantaloni. Solo in questo momento lo sento sospirare e appoggiare le sue mani sulle mie per fermarmi.

Non posso crederci che mi stia allontanando di nuovo, non in questo momento.

Mi scosto leggermente dal suo viso, ho bisogno di guardarlo. Ho bisogno di vedere il colore dei suoi occhi per capire le sue emozioni.

Le sue iridi sono lucenti e vogliose, nessuna ombra oscura le vela.

<< Non ti preoccupare, questa sera non ti lascerò andar via>>, mi sussurra sorridendo.

Le sue dita sopra le mie mi incitano invece a continuare ciò che avevo iniziato. Non appena tutti i bottoni sono slacciati, si alza proprio davanti a me e si fila i jeans rimanendo in boxer davanti ai miei occhi.

Cerco di assumere uno sguardo sensuale ma solo un sorriso da ebete mi si stampa sul volto di fronte alla visione del suo fisico ambrato e muscoloso.

Resto sdraiata sul divano aspettando che mi raggiunga di nuovo ma lo vedo titubante sul da farsi.

Allungo le braccia per indurlo ad avvicinarsi e lo vedo chiudere gli occhi e prendere un forte respiro.

La mia buona forza di volontà sta svanendo così come tutta l’eccitazione che avevo in corpo fino a prima che si spogliasse. Inizio veramente a pensare che questo uomo abbia dei problemi sessuali o cose del genere.

Punto un gomito sul cuscino per alzarmi ma la sua voce mi ferma.

<< So che mi sto comportando come un perfetto idiota>>, inizia avvicinandosi al bordo del divano, <<ma per stasera accettami così come sono senza farmi domande e ti prego aiutami>>.

Non capisco bene cosa intenda ma non faccio neppure in tempo a pensarci troppo visto che me lo ritrovo addosso con la stessa foga di prima.

Riprendiamo ad accarezzarci con la stessa intensità che poco fa ci ha uniti e il nel mio corpo si riaccende subito il fuoco della passione.

Mi ritrovo nuda a terra distesa sul tappeto senza essermi accorta che Roberto mi abbia spogliato. Il suo meraviglioso corpo troneggia a cavalcioni sopra il mio, la luce nei suoi occhi che sprigiona lussuria in ogni punto del mio corpo dove poggia lo sguardo.

Lentamente inizia a sfiorarmi il collo scendendo piano sui seni e sempre più in basso verso il mio ventre esposto alla sua bramosia.

In questo istante sul suo volto non passa la minima espressione di dubbio o debolezza ma solo passione allo stato puro.

Inizia a giocherellare con il ciuffetto di peli pubici sfiorando come casualmente il clitoride. Ad ogni tocco una scarica di piacere percorre tutto il mio ventre e si irradia in ogni punto del mio corpo. Il respiro mi si spezza e involontariamente stringo gli occhi cercando di trattenere il più possibile la sensazione di piacere che mi sta procurando.

So che si sta divertendo a giocare con me e questo mi eccita ancora di più. Non c’è fretta o rabbia nel suo modo di toccarmi o cercarmi ma solo voglia di scoperta.

Facendo finta di nulla avvicino anche io la mano al suo membro ed inizio a sfiorare la sua pelle morbida e liscia.

Apro gli occhi e lo guardo mentre estasiato osserva il mio palmo che delicatamente lo accarezza.

Mi sollevo leggermente su un gomito ed anche i miei occhi si posano nello stesso punto. La sua mano tra le mie gambe e la mia tra le sue intente a donarci un lento e delicato piacere.

Osserviamo i nostri corpi fremere come due ragazzini. Non mi ero sbagliata in tutti questi giorni. Sapevo che anche lui sentiva la stessa elettricità che provavo io quando eravamo vicini anche se non voleva ammetterlo.

Non fa nulla, l’importante è che adesso sia qui con me. Anche se non so cosa succederà domani.

Lentamente alzo il bacino e avvolgo le gambe attorno alla sua vita.

Non mi basta toccarlo, ho bisogno di più. In questo momento, ho solo bisogno di sentirlo dentro di me.

Sarò egoista ma è così. Ho bisogno di capire cosa fare della mia vita, e avere un’altra possibilità di scelta potrebbe farmi ragionare diversamente. Non esiste solo Salvatore nel mio destino allora…

I suoi occhi sono puntati nei miei, il respiro corto carico di attesa.

Avvicino lentamente il membro turgido nella mia mano alle mie calde e umide pieghe. Sento la punta poggiare contro la fessura oramai più che pronta ad accoglierlo.

Il suo volto è impassibile, solo il labbro tirato di lato mi fa capire quanto si stia trattenendo.

Inizio a muovermi sotto di lui e piano piano sento la mia carne espandersi per riceverlo. Continuo a fissarlo. Ho immaginato fino dal primo istante in cui l’ho visto questo momento. È esattamente come me l’ero sognato. I suoi lineamenti duri per la tensione, la bocca morbida socchiusa, il respiro breve sulla mia pelle, gli occhi stretti per godersi l’attimo.

Non riesco a smettere inebetita di fissare il magnifico uomo che ho di fronte.

Socchiudo anche io gli occhi e mi godo il momento che stiamo vivendo. Li riapro solo quando sento il suo corpo irrigidirsi. Siamo immobili, io impalata sotto di lui con un bisogno immenso di sentirlo e lui che invece è come paralizzato. Una morsa inizia a stringermi lo stomaco non appena vedo i suoi meravigliosi occhi verdi farsi scuri come la notte. È immobile sopra di me, il viso scostato a fissare il vuoto.

Non capisco cosa sia successo. In questo momento però non gli permetterò di rovinare tutto. Devo prendere in mano la situazione e riportarlo da me. Forse per aiuto si intendeva questo. Distoglierlo da ciò che lo turba.

Mi avvicino con la bocca al suo collo e delicatamente inizio a leccare la pelle tesa vicino al pomo d’Adamo.

Un brivido lo riscuote.

Si volta di scatto e finalmente i suoi occhi sono ritornati vividi e lucenti.

Mi afferra il volto tra le mani e come carico di una furia latente inizia a baciarmi con una tale foga da non permettermi quasi di respirare.

Alzo le gambe e le allaccio attorno alla sua schiena.

Ad ogni affondo un verso roco fuoriesce dalla sua gola. Questa volta sono io a chiudere gli occhi e ad abbandonarmi completamente. Non ha intenzione di trattenersi, lo capisco dall’impeto con cui si muove. Allo stesso tempo però non tralascia il mio piacere. La sua bocca è stretta attorno al mio capezzolo e la sua mano continua incessantemente a stimolare il mio nocciolo turgido.

Nessuno si era mai assicurato di portarmi così in alto. Con Salvatore è sempre stato un fantastico sesso ma non posso dire che si sia mai preoccupato molto della mia felicità. Se succedeva bene altrimenti sarebbe stato uguale. Ma non ha senso in questo istante fare paragoni. La mia testa e il mio corpo hanno capito che è qualcosa di diverso. Non c’è nulla di solamente fisico, stiamo cercando di incontrarci attraverso il nostro corpo visto che con le parole non ci siamo ancora riusciti.

Un formicolio sempre più intenso sta iniziando a sconquassare il mio essere. Un’energia faticosa da sopportare, quasi dolorosa. Non riesco più a distinguere il tocco delle sue mani da quello della sua bocca o dai colpi all’interno del mio sesso. È come se il mio corpo fosse totalmente imprigionato dal suo e stia cercando un modo per ribellarsi. Una ribellione di piacere però…

<< Lù, ti prego, voglio vederti venire, non ce la faccio più>>. Sento a malapena le sue parole. Il mio fisico come comandato a distanza dalla sua voce non se lo fa ripetere e cede alle sue richieste.

Sto cercando di attingere ogni spinta per prolungare questo momento di oblio e Roberto l’ha capito.

Le sue mani continuano smaniose l’assalto al mio clitoride nonostante il mio bacino si muova in maniera confusa verso di lui.

Non appena stremata cerco di calmarmi e riprendere il suo ritmo, apro gli occhi e resto incantata nel vedere il suo viso e il suo corpo sopra di me. Mi sta guardando soddisfatto, un sorriso da cattivo ragazzo stampato sul volto.

I movimenti del suo bacino si fanno sempre più veloci, si fa forza appoggiando i palmi a lati del mio viso. Nonostante sia stremata mi adeguo alla sua danza. Sento il suo pene tendersi sempre più all’interno della mia carne, i suoi muscoli irrigidirsi dallo spasmo. In questo istante mi sento viva, potente.

Alzo leggermente il bacino portando le mani sotto il sedere, lo guardo mentre stringe forte gli occhi al mio movimento.

Un gemito profondo mi fa capire che anche lui è giunto al culmine ed infatti un ultimo affondo e un caldo formicolio mi invadono il ventre.

Restiamo per qualche attimo in questa posizione finché non sento il corpo di Roberto appoggiarsi completamente al mio. La sua testa appoggiata al mio seno.

Come se fosse la cosa più naturale al mondo inizio ad accarezzargli i capelli. Sono davvero morbidi come pensavo.

E la sensazione della sua pelle sulla mia è meravigliosa.

<< Grazie>>, mi sussurra sollevandosi leggermente verso il mio viso.

<< Per cosa?>> chiedo continuando ad accarezzarlo dolcemente.

<< Per quello che hai fatto stasera>>, mi risponde sfiorandomi le labbra con il pollice.

<< Hai fatto tutto tu>>, continuo afferrandogli il dito delicatamente tra i denti ed iniziando a giocherellarci con la lingua.

<< Hai saputo riportarmi verso di te al momento giusto>> ammette avvicinandosi e posandomi un bacio sulle labbra.

Anche stavolta fatico a capire cosa voglia dire, ma forse ho indovinato su ciò che intendeva per aiuto.

Se non vuole confidarsi con me per ciò che lo turba non posso costringerlo. Anche se la faccenda non mi piace non posso fare altrimenti se non accettare e cercare di superare i momenti difficili.

<< È stato un piacere>>, ribatto afferrandogli il viso e tirandolo verso di me. << Andiamo in camera mia>>.

 

 

 

177301__moon-stars-sky_p

 

 

 

 

FINE CAPITOLO 11

© Riproduzione riservata. Vietata la duplicazione di questi contenuti o parte di essi.

Racconto esclusivo per 50 Sfumature Italia.

Se vuoi inviarci il tuo racconto o la tua Fan Fiction in esclusiva leggi il regolamento cliccando QUI.