Racconto Inedito: “Stella Gemella” capitolo 10

 

 

Il nuovo racconto erotico e inedito a puntate scritto in esclusiva da Jey per 50 Sfumature Italia.

La pubblicazione di ogni capitolo avverrà di lunedì.

Buona lettura!

 

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10° CAPITOLO

<< Ciao Simo, come stai?>>. Afferro l’unico sgabello vuoto e mi piazzo al bancone proprio in mezzo a due ragazzi che sembrano appena usciti da un film western. Jeans stretti, stivali, camicia a quadrettoni, cappello. Spero sia la nuova moda perché così potrei finalmente rispolverare gli stivaletti texani e le gonnelline country che non sono mai riuscita a buttare.

<< Ma ciao Lù, che ci fai in giro a quest’ora?>>.

Capisco la sua sorpresa e a dire la verità sono stranita io stessa dal mio comportamento. Da quando mi sono trasferita penso di non essere mai rincasata dopo le otto se non per questioni lavorative.

Ma stasera non è una sera qualunque. Sono appena stata buttata fuori di casa da un ragazzo che più ci penso e più mi convinco abbia dei seri problemi esistenziali, o almeno di comportamento.

Per non parlare degli avvenimenti degli ultimi giorni. Se tutto ciò non merita una dose di alcool non trovo altra cosa che possa esserne buon motivo.

<< Ho bisogno di bere qualcosa di forte>>, dico con aria veramente sofferente.

Dallo sguardo compassionevole di Simona capisco che la mia faccia deve essere proprio uno schifo.

Avvicino una ciotolina di salatini e mentre aspetto il mio drink inizio a smangiucchiare noccioline e patatine come in preda ad una crisi bulimica.

<< Ecco a te. Forte ma dolce. Ne hai bisogno stasera>>. Alzo lo sguardo e afferro il bicchiere di caipiroska che Simona mi sta passando.

<< Grazie>> dico assaporandone subito una bella sorsata.

Mi appoggio con i gomiti al bancone come una vera frequentatrice di bar e cerco di rilassare un attimo la mia mente.

<< Ti devo chiedere un piacere Simo>>.

<< Dimmi pure tesoro>>. La voce dolce di Simona riesce a calmare i miei momentanei sensi di colpa.

È una ragazza talmente carina e gentile. Una delle prime persone entrate in pasticceria il giorno dell’inaugurazione. Aveva portato una bottiglia di vino per brindare e da quel momento siamo diventate buone amiche. Diciamo che con Marta formiamo il trio delle commercianti pazze.

So benissimo che accetterà la mia proposta pur di farmi un piacere anche se questo le porterà discussioni con mia cugina, ma non posso fare altrimenti. Domani parlerò con Marta e le spiegherò con calma tutto ciò che è successo così capirà.

<< Volevo chiederti se potevi gestire tu con Marta le serate organizzate al parco>>, dico tutto d’un fiato.

Alzo lo sguardo dal bicchiere quando mi accorgo che non mi giunge risposta. Continua imperterrita ad asciugare le stoviglie.

<< Naturalmente prenderai la tua parte di guadagno>>, continuo come se non fosse scontato questo dettaglio.

<< Perché non vuoi andarci?>> mi chiede con aria interrogativa poggiando l’asciugamano sul bancone.

Non so cosa dire. Come posso spiegarle che non voglio andare per non vedere Roberto?

<< Purtroppo ho un altro impegno>>, mento spudoratamente.

<< Un impegno più importante della gestione di una serata di catering?>> continua sempre più dubbiosa.

Mi lascio andare contro lo schienale dello sgabello e tracanno tutto d’un fiato il liquido ghiacciato rimasto nel bicchiere.

<< Simo, ti prego>>, inizio con aria di supplica, << non chiedermi altro. Fidati! Non rinuncerei mai ad un lavoro del genere se non fosse per un buon motivo>>.

Devo proprio essere messa male vista la faccia penosa che mi rivolge.

<< E va bene!>> esclama sbuffando. << Solo per domenica però, perché altrimenti farei troppa fatica con la birreria>>.

Mi alzo di scatto dallo sgabello e con uno slancio mi catapulto quasi al di là del bancone per abbracciarla.

<< Grazie Simo, sei un’amica>>.

Il mio umore finalmente è riuscito a recuperare un po’ di enfasi. I due ragazzi vestiti da cowboy mi stanno osservando con aria stranita e divertita.

<< Si è fatto tardi, meglio che vada>>, dico osservando il grande orologio di legno appeso al perlinato che ricopre tutto il locale.

Afferro la borsa e mi dirigo verso l’uscita.

La voce di Simona mi raggiunge appena prima che riesca ad aprire la porta. << Spero che Marta sia d’accordo però. Non ho voglia di sentire una delle sue lagne>>.

<< Non ti preoccupare, le parlerò io>>, rispondo con tono forse un po’ troppo alto visto che l’intero locale si gira nella mia direzione.

Avvampo in viso per la vergogna e frettolosamente mi allontano.

L’aria fresca della sera mi sferza il corpo. Sono uscita di casa indossando solo il mio bel vestitino convinta di passare una serata focosa ed invece mi ritrovo in strada intirizzita dal freddo.

Mi avvio lungo il piccolo vicolo ciottolato sfregandomi le braccia in cerca di un attimo di calore.

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<< Ma dove eri finita? Perché non rispondi al telefono>>. Dagli occhi fuori dalle orbite di Marta capisco di aver reso questa serata spiacevole anche per lei.

Mi lancio sopra il dondolo sotto il portico e scalcio via i sandali.

<< Lascia perdere è stata una serata da dimenticare>>.

La testa mi sta scoppiando. Deve essere per colpa del caipiroska.

<< Mi hai fatto preoccupare>>.

Sento la seduta del dondolo abbassarsi vicino a me e la mano calda di mia cugina posarsi sulla mia spalla.

<< Sono passata da Simona a bere qualcosa e ho fatto un po’ tardi>>, grugnisco respirando profondamente cercando di allontanare il mal di testa che sta tartassando le mie povere membra.

<< Da Simona a bere? E da quando tu vai in birreria?>> mi chiede con voce talmente scioccata da risultare perfino stridula.

<< Da stasera>>, confabulo piano.

Scoppio a ridere osservando la faccia sempre più stranita di Marta. Nonostante il martello pneumatico che non accenna a diminuire i colpi alle mie tempie la mia mente non riesce ad allontanare le immagini di Salvatore che mi chiede perdono e poi mi scopa nel bagno della pasticceria e le immagini di Roberto che invece prima mi invita a casa sua e cerca in continuazione il contatto con il mio corpo e un attimo dopo mi manda via come se fossi un peso.

<< Domenica viene Simona al parco con te. Io resto a casa>> sputo fuori tutto d’un fiato cercando di liberarmi del peso di questa decisione una volta per tutte.

L’insolita tranquillità di Marta ad una frase del genere mi mette in allerta. Conoscendola bene sarebbe stato più nel suo carattere un’esclamazione del tipo “ma sei scema?” ed invece niente…silenzio totale…

Mi volto ad osservarla ma il suo sguardo è assente, pensieroso.

<< Hai sentito quello che ho detto?>> le chiedo avvicinandomi leggermente al suo viso.

<< Stai pensando di tornare a Torino?>>.

Intuisco dal tono serio della voce che è arrabbiata con me. Arrabbiata o delusa, la differenza è talmente sottile in questo momento che non riesco a coglierla.

Non trovo subito le parole per ribattere o rispondere qualcosa.

In questo istante non so nemmeno io cosa voglio. Subito dopo l’incontro di domenica ho pensato che la proposta di Salvatore fosse una vera e propria idiozia, ma poi il pensiero si è fatto strada nella mia testa. Non posso negarlo.

Lo odio per tutto quello che mi ha fatto ma allo stesso tempo è stata l’unica persona in grado di farmi stare bene. Magari in un modo poco usuale ma alla fine ero felice accanto a lui. Mi ha ferito, ha distrutto tutti i miei progetti ma adesso rivederlo, sentire la sua voce supplicarmi, sentire le sue mani, la sua bocca, il suo corpo su di me mi ha fatto capire quanto tutto ciò mi sia mancato.

Sono una stupida, lo so, ma non riesco a non pensare come possa cambiare nuovamente la mia vita se dovessi ritornare con lui a Torino e ricominciare da dove ci eravamo lasciati.

<< Non centra nulla Salvatore>> ammetto onestamente.

In effetti anche se ho pensato alla sua richiesta, la mia dipartita dalla serata al parco non è per nulla legata a ciò. Anzi è collegata a tutt’altro uomo che ammetto in qualche momento è pure riuscito a farmi dimenticare Salva se non fosse per il suo modo strano di comportarsi nei miei confronti.

Ma purtroppo dopo stasera Roberto è un capitolo chiuso.

<< E allora perché mi fai questo?>> continua sempre più desolata in cerca di una spiegazione al mio comportamento.

<< Non ho voglia di vedere Roberto. Non riesco ad andare d’accordo con lui>>, concludo semplicemente.

In un lampo gli occhi di Marta sono puntati sul mio viso.

<< Roberto?>> mi chiede stupita. << Avevo capito che c’era qualcosa di strano tra voi, ma mai avrei pensato che arrivassi a tanto pur di non vederlo. Rinunciare ad organizzare una serata solo per evitare una persona che non ti è simpatica mi sembra troppo. Sicura non ci sia altro?>>.

Resto un attimo a pensare cosa è meglio fare. Raccontarle tutto ciò che è successo oppure continuare sulla linea della divergenza caratteriale?

Forse sarà meglio essere sincera e vuotare il sacco. Prendo un bel respiro e mi lancio nel racconto dettagliato di tutto quanto è successo dopo l’incontro della serata inaugurale.

<< Oh, signore! È peggio di una telenovela>>, sbotta Marta alzando gli occhi al cielo dopo aver sentito il resoconto delle ultime due settimane.

<< Molto peggio di una telenovela. Almeno lì, si sa, c’è sempre un lieto fine>>, sospiro cercando di non abbattermi ulteriormente.

Raccontare ad alta voce ciò che è successo mi ha reso tutto ancora più confuso. Per non parlare delle intrusioni filosofiche di mia cugina che non hanno fatto altro che rendere la storia ancora più strampalata.

<< Comunque per me sono strani tutti e due>>, continua agitando la testa con fare ammonitore. << Su Salvatore sai fin troppo bene come la penso, e dopo domenica sono ancora più convinta che sia solo uno stronzo arrivista arrogante. Ma per Roberto proprio non riesco a dare una spiegazione. Mi sembra un ragazzo talmente limpido e tranquillo. Si, un po’ lunatico e puntiglioso, ma così nevrotico come lo dipingi tu non mi è mai sembrato>>, conclude sempre più stupita.

<< Non so cosa dirti>>, le rispondo sbuffando con un’alzata di spalle. << So solo che in qualche modo devo cercare di stare lontana da entrambi. Devo far passare un po’ di tempo per scrollarmi via tutto>>, termino convinta.

<< Non so come farai ad evitarli ma mi auguro per te di riuscirci se pensi sia la cosa migliore. Comunque per domenica non ti preoccupare, con Simona vicino sono sicura che andrà tutto bene>>.

Sono alquanto stupita dalla maturità della reazione e della risposta di Marta. Solitamente per lei i problemi degli altri sono sempre cosucce da poco mentre invece mi è restata accanto tutta la serata ascoltandomi attentamente e cercando di consolarmi senza aggravare ulteriormente il peso della situazione.

<< Grazie di tutto cuginetta>>. Non mi lascio mai andare a simili atteggiamenti sdolcinati ma stasera sento davvero il bisogno di ringraziarla per tutto ciò che ha fatto per me.

L’abbraccio forte che mi arriva improvviso mi fa stringere lo stomaco.

<< Ti voglio un mondo di bene>> mi urla all’orecchio entusiasta perforandomi un timpano.

Non riesco a mantenere l’equilibrio e per colpa del suo irruento slancio d’affetto il dondolo inizia ad oscillare facendoci piombare a terra come due sacchi di patate.

Dopo un attimo di sorpresa scoppiamo a ridere come due stupide restando abbracciate sul pavimento del portico come due ragazzine.

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<<Ma dove sono le barchette di prosciutto?>>. Le urla di Marta mi arrivano dall’esterno del negozio.

<< Sono già al parco>>, rispondo urlando ancora più forte in modo che mi possa sentire nonostante il rumore della strada.

<< Io vado con i panini farciti. Ci vediamo prima di pranzo per caricare tutto il resto>>.

Sembriamo due pazze….

Devo ancora finire di preparare le mousse e le crostatine e sono già le dieci. Per fortuna stamattina ho deciso di chiudere il negozio altrimenti non so come avrei fatto.

Marta sembra un’indemoniata nonostante tutte le mie rassicurazioni e quelle di Simona. Non avermi al suo fianco la rende insicura, sa che dovrà prendere più decisioni del solito e questo la manda fuori di testa.

Continuo a guardare l’orologio sperando che almeno Salvatore per oggi mi lasci in pace. Auspico vivamente che abbia cambiato idea anche se ne dubito fortemente considerando ciò che c’è stato tra noi.

Come se mi stesse leggendo nel pensiero, non faccio in tempo a muovermi che sento la sua voce chiamare dalla porta del negozio chiusa dalla serranda.

<< Lulù, ci sei?>>.

Adesso cosa faccio? Non posso certo lasciarlo lì fuori a sbraitare tutta la mattina. Maledizione…

Prima di entrare in negozio resto ferma un attimo a scrutarlo sulla porta appena socchiusa del laboratorio.

Perché deve essere così dannatamente bello? Ha fatto apposta ad indossare la camicia azzurra. Lo sa benissimo che è la mia preferita. L’abbiamo comprata assieme per la serata che abbiamo organizzato al teatro… stronzo…

Come un bradipo mi sposto dietro il bancone cercando di prendere più tempo possibile prima di incontrarlo.

Non appena mi vede non posso non notare il luccichio che avvampa nei suoi occhi e il sorriso che si stampa in viso.

<< Come mai c’è chiuso?>> mi chiede incuriosito.

<< Abbiamo un servizio catering stasera quindi ho preferito chiudere per organizzarmi meglio>> rispondo con una punta di orgoglio per il mio successo nel lavoro. << Comunque ciao>>, dico mentre faccio salire la serranda.

Senza aspettare la completa apertura Salvatore sgattaiola agilmente sotto l’inferriata e mi si catapulta tra le braccia.

<< Ciao nanerottola>>, mi sussurra posandomi un delicato ma sensuale bacio sul collo.

Il mio corpo non perde tempo e subito si elettrizza per il contatto. Smettila, stupida….

<< Pensavo, anzi speravo, non venissi>>, dico allontanandomi da lui e raggiungendo uno sgabello al bancone.

<< Sai che faccio sempre ciò che dico>>, mi risponde sogghignando avvicinandosi e piazzandosi tra le mie gambe.

Cerco di non guardarlo ma delicatamente mi posa una mano sotto il mento portando il mio viso all’altezza del suo.

<< Mi hai pensato questa settimana?>> mi chiede iniziando a giocherellare con il mio labbro inferiore.

<< Purtroppo si>>, confermo arrossendo.

<< Sono felice>>. La sua bocca è sempre più vicina alla mia. Chiudo gli occhi sperando che il fatto di non vederlo mi porti un po’ di buonsenso ma purtroppo non è così. Non appena le sue labbra sfiorano le mie, tutto il mio corpo si rilassa e diventa arrendevole.

Mi attira a sé e delicatamente inizia a mordermi le labbra cercando di farsi spazio nella mia bocca.

Quando nota la mia piccola resistenza si scosta leggermente a guardarmi.

<< Ti ho portato una cosa>>, mi sussurra dolcemente sorridendo.

Lo osservo mentre cerca qualcosa nella tasca dei pantaloni e ne estrae un foglio di carta.

<< Cos’è >> chiedo stranita.

<< Non voglio perdere altro tempo Lulù. Ho detto che ti rivoglio con me e questo mi sembra possa essere il primo passo per farti capire veramente le mie intenzioni>>.

Afferro il foglio che mi sta porgendo e strabuzzo gli occhi quando noto l’intestazione dello studio di consulenza.

Mi manca l’aria, questo proprio non me lo aspettavo.

<< Voglio cederti metà delle quote della pasticceria in modo che tu capisca che parlo seriamente quando dico “nostro”. Voglio dividere la mia vita con te>>.

Tutto potevo aspettarmi ma non questo. Mai avrei pensato che una persona orgogliosa e soprattutto arrogante come lui scendesse ad un simile compromesso. Certo, ragionando, non lo sta facendo per nulla. Mi rivuole e deve giocare tutte le sue carte pur di vincere. Questo fatto però può passare in secondo piano davanti al gesto che ha compiuto. Cedermi metà del negozio…. Io co-proprietaria della più famosa pasticceria di Torino…. Dividere tutta la mia vita con lui…. Non posso crederci…

Poggio il foglio sul bancone e mi prendo il viso tra le mani.

<< Non posso lasciare tutto questo. Non posso lasciare Marta. Questo negozio è come un figlio per noi>>, esclamo con la voce rotta dall’esasperazione.

<< Non ti ho chiesto di lasciare tutto. Ti ho chiesto di tornare a Torino e dividere la vita con me, questo non vuol dire che non potrai avere anche questo posto. Tua cugina potrà tranquillamente continuare da sola con l’aiuto di un pasticcere e tu potrai tornare quando vorrai a controllare le cose>>. La sua voce calma e sicura rende tutto talmente semplice e fattibile da rendermi ancora più esasperata.

Mi alzo allontanandomi da lui in modo da poter ragionare un po’ più lucidamente.

Mi verso un bicchiere d’acqua e lo ingollo cercando di riattivare la salivazione oramai azzerata.

<< Non si può riaggiustare un rapporto con il sesso o con i regali>>, affermo in un lampo di lucidità.

Alzo gli occhi e lo sguardo di Salvatore non è più sicuro come un attimo prima.

<< Sai che adoro la tua pasticceria. Anche se non vuoi ammetterlo è anche grazie al mio lavoro che è diventata famosa e rinomata. Però tornare a lavorare assieme non vorrebbe dire ritornare a stare bene assieme. Come fai ad essere così sicuro che le cose potranno sistemarsi del tutto tra noi. È un anno che non ci vediamo o sentiamo. Sono cambiate tante cose>>, sbotto cercando di fargli capire le mie preoccupazioni.

Tutte le mie parole sembrano però volare al vento. Sento le sue mani forti afferrarmi il viso e le sue labbra reclamare avidamente le mie.

<< Tu ed io siamo una squadra vincente in tutto. Nel lavoro, nella vita, nel sesso>>. La voce si è fatta più roca. Sentire rimarcare la parola sesso con la sua voce calda a filo delle mie labbra mi manda in estasi.

<< Ci devo pensare>>, dico chiudendo gli occhi e prendendo un grosso respiro.

<< Non farmi attendere troppo però>>, mi sussurra piano.

<< Devo finire di preparare il rinfresco per stasera>>. La mia voce è solo un lamento sulla sua bocca.

<< Sul foglio c’è anche il mio numero. Chiamami quando vuoi e per tutto quello che vuoi>>.

Mi si spacca il cuore sentendo le sue parole. Perché ha dovuto rovinare tutto un anno fa?

Resto appoggiata al bancone mentre lo guardo dirigersi verso la porta. Non serve dire altro, adesso la decisione è solo mia. Questa volta ha lasciato tutto nelle mie mani.

 

 

 

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FINE CAPITOLO 10

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5 commenti

  1. Carrie

    Allora la storia e’ carina pero’ sinceramente scusa se te lo dico ma che noia son 4/5 capitoli che gira e rigira dici sempre le stesse cose, sembra quasi un racconto x adolescenti che altro cioe’ arrivati al 10 capitolo e nemmeno un bacio tra lei e lui(roberto) e falla decollare un po sta benedetta storia

    • Angy

      Sono d’accordo con te. La storia è molto carina ma sembra faccia un po’ fatica a decollare; alcuni capitoli, tipo quest’ultimo, sembrano un po’ piatti, altri invece sembra che stia lì lì per succedere qualcosa ma ogni volta non accade nulla.

  2. Jey

    Ciao a tutte…
    ringrazio Susanna per il complimento e allo stesso tempo mi scuso con Carrie. Il racconto è stato scritto tutto assieme quindi purtroppo pubblicandolo a puntate è diverso rispetto che poterlo leggere tutto di seguito, comunque nei prossimi capitoli ci saranno delle sorprese….e magari sarai accontentata…. dico magari… 😉

  3. Frances

    Volevo farti i miei complimenti, la tua storia mi sta prendendo…aspetto molto volentieri il lunedi per poter leggerlo. Però Salvatore proprio non mi va giu…speriamo lei prenda la decisione giusta 😉