Racconto Inedito: “Stella Gemella” capitolo 1

 

 

 

 

Il nuovo racconto erotico e inedito a puntate scritto in esclusiva da Jey per 50 Sfumature Italia.

La pubblicazione di ogni capitolo avverrà di lunedì.

Buona lettura!

 

 

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CAPITOLO 1

 

<<Arrivo!!!>>.

Questa mattina non penso proprio di farcela. Se Marta non mi raggiunge entro cinque minuti giuro la uccido.

Sa benissimo che oltre a riempire il bancone per la giornata devo finire di preparare il rinfresco per domani sera e, sa ancora meglio, che l’orario di apertura è alle otto, non alle dieci come è solita presentarsi.

Mi pulisco nel grembiule le mani dalla crema pasticcera che stavo usando per farcire le brioches e ne sistemo alcune sul vassoio.

<<Ma non c’è nessuno qua dentro?>>.

Maledizione! Sono le otto e dieci di un sabato mattina, chi cavolo può avere così fretta?

<< Sto arrivando>> urlo cercando di aprire con un fianco la porta che separa il laboratorio di pasticceria dalla sala caffetteria senza far cadere i vassoi di cornetti e krapfen che ho appena preparato.

Poggio tutto sulle mensole e con un sorriso forzato stampato in volto alzo lo sguardo in direzione del bancone.

<< Prego >> dico rivolgendomi alla ragazza ferma davanti a me.

<< Due caffè e due cornetti alla crema. Me li porti al tavolino e abbastanza velocemente, grazie>> mi intima con fare altezzoso senza degnarmi di uno sguardo intenta invece ad osservare fuori dalla vetrata una macchina che sta parcheggiando dall’altro lato della piccola strada.

Che stronza…

Senza rispondere mi volto verso la macchina del caffè ed inizio a preparare l’ordine. Poggio tutto sul vassoio e mi dirigo verso il tavolino vicino all’ingresso dove vedo si è seduta. Sistemo le tazzine e i piattini con le brioches davanti a lei mentre la osservo intenta a scrivere qualcosa al cellulare. Solo quando il campanello della porta suona, alza lo sguardo e il viso le si illumina di un dolce sorriso.

<< Sono qui Roby, ho già ordinato>>.

Mi giro anch’io verso la porta, più per educazione a non voltare le spalle ai clienti che per curiosità, e resto immobile a fissare il volto dell’uomo piazzato praticamente a pochi centimetri dal mio.

Sento le guance avvampare e velocemente abbasso lo sguardo a terra. Lui come se nulla fosse mi passa accanto e si siede proprio di fronte alla giovane donna.

<< Scusa se ti ho fatto aspettare, ma non trovavo la colonnina per l’emissione del biglietto del parcheggio. Cosa hai ordinato di buono? >>. La sua voce calma e gentile è proprio l’opposto di quella della ragazza.

Ritorno verso il bancone ed inizio a sistemare tazzine e piattini nella lavastoviglie. Non resisto alla tentazione e di tanto in tanto alzo lo sguardo in direzione dei due. Lei è ancora intenta a guardare il telefono mentre lui le parla animatamente sempre col sorriso stampato sulle labbra.

Mi chiedo come si possa restare così indifferenti di fronte ad un uomo del genere.

Se fossi al suo posto non staccherei gli occhi un attimo per paura che scompaia e lei invece se ne sta lì tranquilla senza nemmeno ascoltarlo. Come è ingiusta la vita…

Finisco di riordinare il lavello assorta nei miei pensieri e quasi mi viene un infarto quando girandomi mi trovo il volto del ragazzo sorridente a fissarmi.

<< Quanto ti devo?>> mi chiede gentilmente.

<< Sono quattro euro, grazie>> rispondo balbettando mentre stringo l’asciugamano per distrarmi dal nervosismo.

<< Ecco a te>>. Poggia i soldi vicino alla cassa e mi sorride.

<< Volevo farti anche i complimenti per le brioches, sono deliziose. Mi avevano detto che era la pasticceria migliore dalla zona e sinceramente devo ammettere che è così. Ci vedremo sicuramente spesso>> mi lusinga strizzandomi l’occhio.

Il mio cuore perde un battito. Ma da dove è uscito quest’uomo? Se è un sogno vi prego non svegliatemi!

Il campanello della porta suona vivacemente.

<<Lù, ciao sono arrivata>>. La voce della mia dolce cuginetta in una frazione di secondo mi riporta alla realtà.

Guardo verso l’ingresso e la vedo entrare in tutto il suo magnifico splendore carica di borse e di pacchi griffati.

<< Ma buongiorno Marta, pensavo ti avessero rapito>> sbotto nervosamente.

Si avvicina al bancone e poggia tutte le borse su uno sgabello con l’aria affaticata di chi ha appena dovuto scalare l’Everest. La sua risatina isterica che tanto mi manda su tutte le furie dura però un attimo, il tempo di girarsi e vedere il magnifico ragazzo al suo fianco. In una frazione di secondo ecco spuntare la gatta morta che esiste in lei.

<< Buongiorno>>, gli sussurra con voce suadente.

Non voglio restare ad osservare la sua ennesima conquista. Possibile che non riesca a resistere a nessun uomo e, soprattutto, che nessun uomo riesca a resistere a lei?

<< Buongiorno>>, risponde lui invece tranquillamente, anzi quasi divertito.

<< Roberto, sbrigati, andiamo>>. Ecco l’altra voce stridula che stamattina mi innervosisce.

La ragazza è vicino alla porta sempre attenta al suo cellulare. Sembra non preoccuparsi di nulla intorno a lei.

<< Arrivederci, ci vediamo prossimamente>>. Sono le ultime parole che mi rivolge questo magnifico esemplare d’ uomo prima di voltarsi e uscire dal locale.

Lo seguo con lo sguardo finché lo vedo salire sulla macchina e allontanarsi sulla strada che porta in paese.

<< Lù, ma stai bene?>>.

Mi volto e gli occhi di Marta sono fissi sul mio viso. Scoppia un una grande risata.

<< Guarda che è solo un uomo. Dicasi essere vivente di sesso maschile della specie Uomo Sapiens. Sembra che tu non ne abbia mai visto uno>> continua prendendomi in giro.

<< Lo so benissimo cosa è un uomo, scema. Solo che non l’ho mai visto in zona e non mi sembrano le persone che possano venire in un posto del genere in vacanza>> rispondo cercando di giustificare il mio comportamento.

<< Va beh! Comunque stamattina sono arrivata un po’ in ritardo perché sono passata al negozio a ritirare il vestito per domani sera. Poi ricordati che oggi pomeriggio alle sei devo andare dalla parrucchiera quindi dovrai chiudere tu, è un problema?>> mi dice con noncuranza.

<< Non stai dicendo sul serio vero?>>. Sono spazientita da questa situazione.

Non posso mandare avanti un negozio da sola e soprattutto non ho intenzione di lavorare anche al suo posto mentre lei se ne va tranquillamente in giro a farsi bella.

<< Devo ancora finire di preparare il rinfresco per domani e lo sai che non posso tralasciare nulla visto l’importanza dell’evento >>.

Possibile che non riesca a capirlo? Siamo riuscite a vincere, anche grazie alle sue conoscenze, il bando per l’organizzazione delle serate che si terranno alla nuova sede del Parco Alpino e domani ci sarà la serata inaugurale. Basta poco per perdere credibilità in una piccola comunità come la nostra, quindi non intendo tralasciare nessun dettaglio. Sarà l’occasione per lanciare il nostro nuovo servizio catering e considerando che sarà presente praticamente tutto il paese, oltre alla gente più importante della provincia, non ho intenzione di fare una figuraccia per colpa sua.

<< Oggi dovrò stare tutto il giorno in laboratorio quindi ti occuperai tu del bar e domani mattina verrai ad aprire così io potrò finire le ultime cose>> continuo spazientita.

Dallo sbuffare di Marta capisco il suo disaccordo, ma stavolta non mi lascerò abbindolare.

<< Va bene, ci penserò io. Però in cambio voglio una cosa>>.

<< Sentiamo, cos’altro posso fare per sua maestà?>>. Sono proprio curiosa di sentire cosa voglia chiedermi dopo che le faccio da cameriera ogni santo giorno.

<< Simpatica! Voglio solo che per domani sera tu ti faccia bella e presentabile. Non sarebbe carino mostrarsi con il grembiule e i capelli tutti impiastricciati davanti a tante persone. Dobbiamo dare un’immagine vincente al negozio e quindi dobbiamo essere le prime a essere impeccabili>>.

Non ci posso credere. Io cerco di ampliare l’attività e far entrare qualche soldo in più e lei pensa a rendermi più presentabile. Mi metto a ridere…

<< Non credo di avere tempo per queste cavolate. E poi sei tu quella che si occupa di marketing e rappresentanza, quindi è abbastanza la tua di presenza impeccabile>>.

Dal suo sguardo ammonitore capisco che non la pensa allo stesso modo. << Fallo almeno per te stessa Lucrezia, sei una donna, dovresti tirar fuori ogni tanto la tua femminilità e non essere sempre così trascurata>>.

Faccio finta di non sentire il suo commento e mi dirigo verso il laboratorio, l’unico posto dove mi sento a mio agio e dove posso essere me stessa.

Mi sveglio con la testa che scoppia. Ho passato l’intera nottata a ripassare minuziosamente tutti i dettagli del rinfresco per essere sicura di non incorrere in problemi questa sera durante il ricevimento.

E ho pensato ripetutamente anche alle parole di Marta. Davvero sono così poco femminile?

È vero che soprattutto negli ultimi tempi non mi sono preoccupata molto del mio aspetto fisico ma addirittura darmi della sciatta mi sembra un po’ troppo. Calcolando poi che in un paesino sperduto di montagna l’avvenenza femminile è l’ultimo dei problemi della gente, ho preferito gettarmi a capofitto nel lavoro piuttosto che preoccuparmi di piacere agli altri.

Sinceramente ho passato tempi in cui pensavo solo a quello, piacere alle persone e soprattutto ad una in particolare, ma ora quel tempo è passato, le priorità sono altre.

Forse però Marta non ha tutti i torti. A trentacinque anni compiuti se non intendo passare il resto della vita in solitudine avrei proprio bisogno di riprende la mia vita in mano e dargli un senso affettivo oltre che lavorativo. Ho sempre rinfacciato a mia cugina il suo continuo bisogno di compagnia, soprattutto da parte maschile, ma forse dentro di me l’ho sempre un po’ invidiata.

Sguscio fuori dal letto e vado direttamente in bagno per una bella doccia. Mi sfilo il pigiamone giallo felpato dei Minions e resto in mutande davanti allo specchio. Per la prima volta dopo tanti tempo guardo la mia immagine riflessa. Quello che vedo non è sicuramente ciò che vorrei. Una zazzera di capelli scuri informi incorniciano un viso paffutello. Braccia e gambe poco toniche fanno da appendici ad un corpo poco curato che porta i segni delle continue abbuffate serali davanti alla televisione. Per non parlare della cura dei peli superflui, mi ci vorrebbe un decespugliatore.

Più mi guardo e più inorridisco. Questa Lucrezia faccio fatica a riconoscerla.

Apro velocemente la porta della cabina doccia e mi infilo sotto il getto dell’acqua sperando una volta uscita di avere un’altra visione di me stessa.

Mi asciugo velocemente e corro in camera evitando di guardare nuovamente la mia immagine. Indosso la mia comoda tuta grigia e le scarpe da ginnastica e mi fiondo fuori di casa verso il negozio cercando di scacciare il senso di malessere che mi ha invaso.

<< Ciao Lu, ma sei già arrivata?>>. La voce di Marta mi accoglie non appena apro la porta della pasticceria.

Non mi sembra vero trovarla al lavoro prima di me. Devo segnare la data sul calendario e giocarla la lotto.

<< Ciao, tutto bene qui?>>, le rispondo mentre mi infilo dietro al bancone e indosso il grembiule.

<< Tutto bene, non ti preoccupare. Ho già chiamato l’agenzia che mi ha confermato la presenza di tutto il personale per stasera e anche il fiorista per gli addobbi>>.

<< Perfetto, io vado a finire la piramide di bignè, se ti serve qualcosa chiamami>>.

Spingo la porta per entrare in laboratorio ma mi fermo un attimo e continuo, <<Riusciresti a chiamare Angela e chiederle se per piacere oggi riuscirebbe a sistemarmi i capelli e farmi la ceretta? Dille che visto che è domenica pagherò di più, non ci sono problemi>>.

Gli urletti di mia cugina non si fanno attendere.
<< La chiamo subito prima che cambi idea. Mi sembra un miracolo>>.

 

 

FINE CAPITOLO 1

 

 

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5 commenti

  1. Jey

    Ciao a tutte ragazze!!!
    sono felicissima e agitatissima… spero tanto vi piaccia il mio racconto. E sarò felicissima di leggere tutte le vostre impressioni a riguardo 😉
    Bacioni Jey

  2. Silvia

    Non vedo l’ora di leggere anche il resto !! Scritto molto bene e la curiosità di sapere cosa succederà nei prossimi capitoli è parecchia !!
    Complimenti !!