Racconto Inedito: “Affare Fatto” di Stefy – Ultimo capitolo

 

 

Oggi l’ultimo capitolo di questo racconto che ci ha allietato il mercoledì per diverse settimane. Un enorme GRAZIE a Stefy per averlo scritto e pubblicato con noi in esclusiva.

 

 

 

13° CAPITOLO – ULTIMO

 

Complimenti Dottoressa Bonomi, è stata una discussione perfetta.

Afferro la mano del Rettore e stringo forte. Ce l’ho fatta, finalmente ce l’ho fatta!

Stringo tra le mani la pergamena e la medaglia raffigurante il simbolo dell’Università. Dopo tanti sacrifici ora posso rilassarmi.

Indirizzo lo sguardo tra le seggiole perfettamente allineate nell’Aula Magna e trovo gli occhi lucidi di mia madre, di Elena e di Andrea a fissarmi.

Sono orgogliosi di me e quello che sento in questo momento è la gioia più grande che potessi provare.

Li raggiungo e mia madre mi stritola in un lungo e soffocante abbraccio. Il suo volto stanco e provato illuminato di felicità è tutto ciò che basta per farmi dimenticare quello che ho passato in questi anni.

Ho sempre faticato e lavorato all’infinito pur di mantenermi gli studi e non dover pesare su nessuno.

Ho sempre finto che andasse tutto bene pur di non caricarla di altre preoccupazioni.

Ho sempre cercato di essere la figlia e la studentessa perfetta.

Mentre stringo la tesi tra le braccia e guardo la mia famiglia capisco che ci sono riuscita. Adesso posso iniziare la mia nuova vita.

Saluto alcuni studenti del mio corso che non finiscono di complimentarsi per la splendida esposizione della mia tesi e mi avvio verso l’uscita dell’aula.

Mi mancherà questo posto.

L’odore dei libri, l’odore dei solventi nei laboratori di chimica, i pianti dei ragazzi che non hanno passato un esame e le grida di gioia di chi invece ce lha fatta.

E mi mancheranno i ricordi che mi legano a lui… a Marco…

Sono passati oramai tre mesi da quel maledetto giorno. Tre mesi e solo alcuni messaggi in cui mi chiedeva come andasse la preparazione della tesi. Mai una domanda per chiedermi come stavo, mai una scusa per il modo in cui mi aveva abbandonato.

Scendo di corsa le scale e corro da Maria. Voglio ringraziarla di tutto quello che ha fatto per me anche se non la perdonerò mai per aver rovinato la mia unica possibilità di avere un vero appuntamento con un magnifico ragazzo.

<< Ciao Maria>> urlo entrando di corsa nell’ufficio e abbracciandola di getto.

<< Sara è stato grandioso. Ti sei meritato il 110 in pieno tesoro>>. Il suo viso sorridente non mente, capisco che è veramente felice per me. <<Adesso però corri in giardino, il fotografo vi starà già aspettando>>, mi sollecita picchiettandomi sulla schiena e accompagnandomi verso la porta.

Ha ragione, devo raggiungere gli altri per le fotografie. Scendo nuovamente di corsa le scale e raggiungo il giardino sul retro dello stabile.

Intravedo mia madre parlare con un’altra signora mentre Andrea ed Elena se ne stanno seduti comodamente sulla panchina di marmo sotto l’enorme tiglio che sovrasta l’entrata dei laboratori. Quei due non me la raccontano giusta. Sono sicura che la mia camera resterà vuota e tutte le cose di mio fratello si sposteranno direttamente dal divano nella stanza della mia coinquilina.

Raggiungo il gruppetto di ragazzi che si sta già posizionando per la foto e mi sistemo di lato cercando di non mettermi troppo in mostra.

Non ho mai adorato farmi fotografare, ma almeno una foto ricordo di questa indimenticabile giornata devo averla.

Il fotografo richiama la nostra attenzione e ci chiede di sorridere. Alzo gli occhi verso la sua direzione e il cuore mi cade a terra.

Mi sta guardando… fisso davanti a me…

Due perle scure che come bossoli colpiscono il mio petto.

Resto ferma immobile nella mia posizione con gli occhi puntati nei suoi mentre tutti gli altri se ne vanno sorridenti.

Non può farmi questo, non oggi.

Seguo i suoi passi. Si sta avvicinando.

Dio, è bello come sempre. Ho sognato i suoi occhi tutte le notti, ho ridisegnato il suo volto e il suo corpo nella mia testa ogni singolo giorno da quando se n’è andato.

<< Ciao Sara>>.

I miei occhi si riempiono di lacrime. << Che ci fai qui?>> chiedo singhiozzando senza nemmeno salutarlo.

<< Se non sbaglio sono stato il tuo professore. Volevo vedere se chi mi aveva sostituito aveva fatto un buon lavoro>>. La sua voce come sempre maledettamente calma.

<< E’ andato tutto bene, tutto perfetto>> rispondo con orgoglio. Non ci stiamo riferendo solo alla tesi e lo sappiamo entrambi.

<< Sei stata magnifica davanti ai professori, ti sei meritata tutto Sara>>.

La sua mano sfiora il mio viso ed io lo lascio fare.

<< Grazie, adesso devo andare>> rispondo abbassando lo sguardo e cercando di spostarmi da lui.

Non me lo permette, mi afferra per i fianchi e mi sposta in avanti, vicino al suo corpo. Il suo viso ad un soffio dal mio, la sua bocca sfiora la mia.

<< Sapevi benissimo che sarei dovuto partire>>.

Mi manca l’aria, sono attratta come una calamita verso di lui. Devo allontanarmi altrimenti scoppierò.

Non posso guardarlo. Giro leggermente il viso di lato e poggio le mani sul suo torace cercando di mettere una minima distanza tra i nostri corpi.

<< Lo sapevo ma questo non vuol dire che l’avrei accettato>> rispondo a bassa voce rivolgendo il mio sguardo a terra.

Un sospiro profondo solleva il suo petto fino quasi a farlo sbattere contro il mio. La sua presa ora e più forte e non riesco a respingerlo.

Sono stretta al suo corpo. Il posto dove avrei voluto trovarmi in tutto questo tempo.

<<Dovevo partire Sara. Lo dovevo fare per me e anche per te. Avevi bisogno di restare tranquilla e concentrarti sugli studi, sarei stato solo un problema e lo sai benissimo. E poi avevo bisogno anch’io di starti lontano. Sono successe così tante cose, ho provato così tante emozioni in pochi giorni che avevo bisogno di pensare e non lo avrei fatto lucidamente vicino a te>> mi sussurra dolcemente all’orecchio.

Ha ragione, so che ha ragione. Ha sempre avuto ragione, ma questo non vuol dire che sia facile da sopportare.

<< Perché sei tornato Marco?>> dico alzando gli occhi e fissando il suo meraviglioso viso.

<< Perché non potevo lasciare la mia meraviglia da sola in un giorno così importante>> mi risponde dolcemente sfiorando la mia fronte con le labbra.

Mi abbandono al suo abbraccio, alla sua tenerezza.

<< Mi sei mancato fighetto>>, dico sorridendo poggiando il viso sulla sua spalla.

<< Anche tu piccola>> sussurra sul mio collo non mollando mai la presa sulla mia vita.

Mi lascio cullare in questa posizione finche non apro gli occhi e capisco che siamo nel centro del giardino dell’Università in mezzo a decine di studenti e professori.

Avvampo in viso e mi stacco dal porto sicuro che è il suo corpo.

Mi guarda con un’espressione curiosa, sicuramente ha già capito cosa passa per la mia testa.

<< Ho un regalo per te meraviglia>>. Sorride mentre cerca qualcosa nella tasca della giacca e toglie una piccola busta rossa.

Strabuzzo gli occhi e un sorrisetto stupido si stampa sulle mie labbra. Un regalo, che bello…

Prendo la busta e strappo la carta. La frenesia dell’apertura dei regali mi assale e non riesco a stare calma. Fin da bambina con i doni di Natale ho avuto questo vizio, appallottolo la busta e resto con il cartoncino tra le mani tra lo stupito e lo scioccato.

<< Un biglietto aereo?>> sussurro rigirandolo tra le mani.

<< Un biglietto aereo per l’America >> precisa Marco.

Non capisco bene che regalo sia e cosa significhi. Lo guardo e di rimando guardo il biglietto tra le mie mani. Scoppia a ridere e delicatamente poggia la mano sotto il mio mento.

Vuole i miei occhi, conosco bene questo gesto.

Alzo il viso e punto le mie iridi nelle sue. Un lampo percorre il suo sguardo, un lampo di passione, di amore. Lo riconosco, so che si tratta di quello, è lo stesso bagliore che c’è nei miei occhi quando penso a lui.

<< Ho bisogno di un’assistente personale e finalmente penso di averla trovata. Sempre che lei accetti.>> Il cuore sta scoppiando nel mio petto. Non posso credere ad una proposta del genere. E’ impazzito!

Non so che espressione sia dipinta sul mio volto ma vedo i suoi occhi rabbuiarsi.

Sono talmente frastornata che non so cosa fare. Vorrei tanto scoppiare a ridere dalla felicità e allo stesso tempo a piangere dalla tensione che sento sciogliersi all’interno del mio petto.

Decido che è meglio mettersi a ridere, ho pianto tanto e adesso ho solo bisogno di essere felice.

Inarco le labbra in un sorriso e mi avvicino al suo volto, << Adoro fare l’assistente>> sussurro posando le mie labbra sulle sue.

Un bacio famelico riempie la mia bocca. Dio quanto mi è mancato…

Marco sembra insaziabile, non lascia un minuto le mie labbra e la sua lingua entra sempre più vigorosa alla ricerca della mia. E’ affamato, affamato di me.

Lo stringo forte ma cerco di allontanarmi un po’ da lui. Siamo nel cortile dell’Università e dagli sguardi che vedo arrivare nella nostra direzione capisco che stiamo dando un bello spettacolo.

<< Marco ti prego, ci stanno guardando tutti>> gli ricordo scostando un po’ la testa di lato e passandomi la mano tra i capelli cercando di ridarmi un’aria di contegno.

Le sue braccia non mollano la presa dalla mia vita, capisco che non ha intenzione di staccarsi da me.

<< Guardami Sara>> mi ordina baciandomi delicatamente il capo. Faccio come vuole.

<< Dottoressa Bonomi, le ricordo che oramai lei non è più una studentessa ma ha appena accettato di diventare la mia assistente personale, quindi me ne frego di quello che pensano gli altri e per una buona volta sarei felice che se ne fregasse anche lei>> mi sussurra sulle labbra appena prima di sprofondare di nuovo all’interno della mia bocca.

Me ne frego di tutto e lo bacio.

 

Nulla potrà mai dividere due anime che si sono unite”

 

Opera di fantasia di Stefy. Vietato prelevare il racconto o parte di esso.

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3 commenti

  1. Maria

    Molto bello anche il finale!bravissima!spero che scriverai ancora!

  2. stefy

    Buongiorno a tutte, volevo ringraziare nuovamente Kami e tutto lo staff del sito per aver pubblicato il mio racconto….volevo ringraziare tutte le ragazze che hanno scritto sempre dei meravigliosi commenti e anche chi ha solo letto con piacere il racconto…spero di ritrovarvi tutte presto….besos!!!!!! 😉

    • Kami

      Grazie a te per la professionalità dimostrata, dote rara ultimamente. Aspettiamo tutte con ansia un tuo nuovo racconto!