Racconto Inedito: “Affare Fatto” di Stefy – 9° capitolo

 

Un nuovo racconto inedito in esclusiva di una nuova autrice che volentieri ospitiamo. Si tratta di Stefy e questo il suo racconto ambientato in Italia tutto da scoprire.

I capitoli saranno pubblicati a cadenza settimanale il mercoledì. Salvo imprevisti dell’ultima ora.

 

 

 

CAPITOLO

Mi sveglio attraversata da un brivido alla schiena. Una mano morbida si sta facendo strada tra le mie cosce. Apro leggermente le gambe e sorrido.

<< Buongiorno meraviglia>>, la voce di Marco accarezza il mio collo. Stiracchiandomi, mi giro verso di lui.

Dio… quanto è bello!

I capelli scuri leggermente arruffati e il velo di barba sul volto lo rendono ancora maledettamente più rude, più maschio.

<< Buongiorno strafigo>>, sorrido.

In un attimo il suo corpo è sopra il mio. Mi alza velocemente le braccia sopra la testa e mi stringe i polsi nella sua mano. Non oppongo resistenza, non mi interessa.

<< Ti piace stare a letto con uno strafigo vero?>>. Sento già la rude passione nel suo tono di voce. Fisso quelle meravigliose perle scure che non lasciano per un attimo il mio volto.

<< Mi piace stare a letto con te>> sussurro sulle sue labbra.

Desidero ardentemente sentire nuovamente le sua morbida bocca sulla mia, la sua voluttuosa lingua nella mia.

Capisce al volo ciò che voglio e infatti un attimo dopo mi ha già imprigionato in un umido e strabiliante bacio.

Alzo le gambe e le incrocio sulla sua schiena. Sento la sua prepotente erezione spingere sul mio ventre.

Mentre con una mano continua a tenermi i polsi, con l’altra si porta verso il mio sesso e inizia a torturarlo. Si sposta dalla mia bocca e raggiunge affamato il capezzolo. Lo stringe tra i denti e lo tira finche non sente uscire dalla mia bocca un rantolo di piacere. Solo allora si muove sull’altro per proporgli lo stesso trattamento.

Intanto la mano tra le mie cosce continua imperterrita a lavorare sul mio centro di massimo piacere. Sono in paradiso…

<< Ti voglio dentro >> piagnucolo alzando il viso e cercando di avvicinarmi al suo.

<< Quello che desideri meraviglia>>.

Chiudo gli occhi intanto che lui si allunga per prendere il preservativo dalla scatola sul tavolino vicino al letto.

Ho fatto più sesso in questi ultimi giorni che in tutta la mia vita. Pensavo di aver toccato il massimo in albergo con quell’uomo sconosciuto invece questa notte Marco mi ha portato su vette altissime. Sensazioni completamente diverse tra loro. Con quell’uomo è sempre stato sesso crudo, animale, senza contatti intimi. Con Marco invece c’è stata dolcezza, passione…

<< A cosa stai pensando?>>.

Apro gli occhi e lo fisso. Passo una mano tra i suoi capelli e lo tiro a me, lo bacio.

Non attende risposta, capisce all’istante che non è il momento giusto per chiedere.

Affonda dentro di me e lentamente come una cosa sola ci regaliamo il piacere assoluto.

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Esco dalla doccia e lo vedo in tutto il suo splendore disteso sul mio letto. Si è riaddormentato e ha l’aria di un maledetto diavolo tentatore.

Apro leggermente la porta della camera ed esco in punta di piedi. Ieri sera quando siamo rientrati di Andrea non c’era la minima traccia. Il tavolo era stato sparecchiato e la teglia di lasagne era appoggiata sul fornello. Non ho sentito rumori neanche stamattina, probabilmente non ha passato la notte in casa.

Perfetto! Iniziamo proprio nel migliore dei modi la convivenza. Si deve essere fatto una magnifica idea di me…

Vado in cucina ed inizio a preparare il caffè.

<<Quanti cucchiaini di zucchero vuoi?>> urlo con voce fin troppo sveglia e squillante visto la nottata folle passata.

Seduta al bancone sono intenta a vuotare il caffè nelle tazzine. Ho preparato la colazione mentre Marco sta facendo la doccia.

Nessun uomo era mai entrato nel mio appartamento, nel mio letto. E a nessun uomo avevo mai preparato la colazione dopo una notte di sesso supremo.

Sorrido estasiata vedendo quel magnifico corpo uscire dalla mia stanza coperto solo da un asciugamano e venirmi incontro.

<< Lo prendo amaro grazie. Non sono un tipo dolce>> , mi sussurra all’orecchio approfittandone per baciarmi il collo.

<< Ci avrei scommesso fighetto>> lo prendo in giro, allontanandolo scherzosamente.

<< Da strafigo a fighetto. Abbiamo già abbassato il livello, devo recuperare alla svelta>> mi risponde sorridendo mentre in un sorso vuota la tazzina.

Si riavvicina e gli faccio spazio tra le mie gambe. Mi poggia la mano sotto il mento e mi alza il viso. Vuole i miei occhi, lo so…

<< Sara, tu lo sai che tra qualche settimana dovrò ripartire per il South Carolina vero?>>. Il suo tono ora è serio. La sua espressione esprime visibilmente la preoccupazione che lo attanaglia in questo momento.

Merda! Non ci avevo pensato. Dovrà ritornare in America con il professor Magri. Raccolgo un po’ di razionalità nella mia testa e conto fino a dieci prima di rispondergli.

<< Si, lo so, è il tuo lavoro>>. Abbasso gli occhi.

<< Guardami!>> Il suo è un ordine non una richiesta. << Se questa cosa ti crea problemi, giuro che mi farò da parte e non ti disturberò mai più>>.

Fisso quel magnifico viso, quei magnifici occhi e capisco subito ciò che voglio. So benissimo che questa storia mi distruggerà come ho capito dal primo momento quanto era forte l’attrazione nei suoi confronti.

Tengo i miei occhi nei suoi e sorrido. << Perché non usciamo a cena questa sera? Un appuntamento vero>>. Le sue dita hanno un fremito sulle mie braccia. Anche lui sta sorridendo adesso.

<< Ma non lavori ?>> mi chiede sfiorandomi dolcemente i capelli.

<< Mi sono licenziata. Ero stufa di quel lavoro, voglio concentrarmi solo sullo studio. Ed ora su di te visto che ti avrò per poco>>.

Vedo una scintilla nei suoi occhi. Una scintilla di felicità.

<< Ottima decisione. Giuro che non te ne pentirai>>, e così dicendo affonda sul mio viso e imprigiona la mia bocca in un dolcissimo bacio.

Mi lascio andare tra le sue braccia. Voglio godermi ogni minuto che passerò con quest’uomo. Anche se so benissimo che alla fine non sarò tanto forte da lasciarlo andare e la mia vita si frantumerà nell’istante stesso che prenderà l’aereo che lo porterà via da qui, via da me.

<< A proposito, ma dov’è il tuo coinquilino? Speravo di incontrarlo e scusarmi per ieri sera>>, continua mentre in un attimo con naturalezza si toglie l’asciugamano ed inizia a rivestirsi.

<< Non lo so, non è rientrato stanotte>>, rispondo con un’alzata di spalle.

<< Peccato, sarà per la prossima volta. Devo andare adesso meraviglia, ho un appuntamento di lavoro. Ci sentiamo più tardi, ok?>>, mi sussurra dolcemente all’orecchio.

Lo guardo e sorrido. << Ci sentiamo dopo, non ci sono problemi>>.

<< Se mi accompagni alla macchina ti do gli appunti corretti>> mi dice finendo di allacciarsi la cintura.

<< Il professore te li ha già restituiti?>> domando sorpresa mentre mi alzo dallo sgabello e poggio le tazzine nel lavello.

Si avvicina e mi prende tra le braccia. Mi stringe forte e mi stampa un bacio sulla fronte.

<< Non mi sembra abbia fatto molte correzioni. Probabilmente erano già perfetti così com’erano. D’altronde una ragazza perfetta non poteva sbagliare>>.

<< Ti ricordo che pochi giorni fa mi hai dato della “ragazzina irrispettosa”, come ho fatto a farti cambiare idea così velocemente? >>. Lo guardo e gli restituisco il bacio sulla fronte.

<< Prima o poi te lo dirò meraviglia>>. Questa volta mi stampa un dolce e profondo bacio sulle labbra.

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Esco di corsa da casa sbattendo forte la porta. Sono in ritardissimo. Se perdo questo passaggio della metro non riuscirò a sbrigare tutte le cose che mi sono promessa di fare oggi.

Ho fissato l’appuntamento dall’estetista e dal parrucchiere, voglio farmi bellissima per stasera.

Ufficialmente è il nostro primo appuntamento visto che quello di ieri sera non era stato concordato… tra le parti. Marco dovrà restare a bocca aperta.

Ho visto anche un magnifico completino intimo in un negozietto del centro, pizzo nero e tulle. Ricorda quello che mi ha regalato il mio facoltoso cliente poche sere fa. Chissà se anche Marco apprezzerà il genere…

Si, sono sicura che lo apprezzerà!

Andrea non è rientrato nemmeno stamattina. Non ho neanche il suo numero per chiamarlo. Però le sue cose sono ancora nel mio appartamento quindi prima o poi dovrà tornare, almeno per riprenderle.

Adesso però devo togliermi tutti gli strani e sconci pensieri dalla testa e correre in Università. Avevo lasciato a Gioia, la ragazza che si occupa della biblioteca, dei libri da fotocopiare e le avevo promesso che sarei passata dopo pranzo a prendere il tutto.

Appena in tempo! Salgo sulla metro e trovo un posticino per sedermi. Prendo il cellulare dalla borsa e controllo lo schermo. Neanche Marco si è più fatto sentire da stamattina. Decido di scrivergli un messaggio.

Eilah! Tutto bene? Allora confermato per la cena di questa sera? Fammi sapere per che ora passi… Bacio”

Rileggo e invio.

Forse avrei dovuto essere un po’ più tenera.

No! Non mi sembra il tipo da messaggini amorevoli e stucchevoli, vediamo lui cosa mi risponde prima.

Il tempo di rimettere il telefono in borsa che le porte si aprono. Scendo e mi incammino per il parco verso l’entrata principale dell’università.

Appena passo il ponticello che collega il parco con il parcheggio noto subito la macchina di Marco parcheggiata nello stesso punto dell’altra volta. Probabilmente sarà in ufficio a sbrigare qualche faccenda oppure in laboratorio per qualche ricerca. Controllo il telefono ma vedo che non ha ancora risposto. Pazienza, probabilmente lo avrà lasciato da qualche parte penso mentre entro nell’androne principale.

Percorro le scale che portano alla biblioteca e trovo Gioia intenta a sistemare un pacco enorme di fotocopie.

<< Ciao Gioia, vedo che sei impegnatissima oggi>>, le dico avvicinandomi e buttando un occhio ai fogli stampati davanti a lei.

<< Ciao Sara, scusami un attimo ma devo finire questo lavoro urgente e poi sono da te. Il corso inizia tra mezz’ora e non ho ancora finito di preparare le cartellette>>.

Prendo un foglio, sembra la copertina di una dispensa o qualcosa del genere. Leggo i grossi caratteri stampati in grassetto:

Corso di approfondimento sulle biotecnologie molecolari applicate all’agroalimentare” .

Durata 4 ore.

Relatore: Prof. Magri”

Cavolo, ma allora il professore è in Università… finalmente potrò incontrarlo…

Sembra assurdo ma sto preparando la tesi con una persona che non ho mai visto e con cui non ho mai parlato. Strano che Marco non me l’abbia detto. Anche se sinceramente non abbiamo avuto molto tempo per parlare, ricordo sorridendo.

<< Dov’è che si terrà il corso?>>, chiedo a Gioia già incamminandomi verso il corridoio.

<< In Aula Magna>> mi risponde distrattamente continuando a posizionare fogli nelle cartellette.

<< Grazie! Passo dopo allora>>. Sto già praticamente scendendo di corsa le scale che portano all’Aula.

Devo trovare un modo per legarla a me, non posso più permettermi di perderla”

 

 

FINE 9° CAPITOLO

Opera di fantasia di Stefy. Vietato prelevare il racconto o parte di esso.

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4 commenti

  1. maria

    io ho un’idea che non se ne va, io penso che Marco sia il professore e forse anche il tipo misterioso. Ok forse che sia tutti e tre è un pò troppo 😀 però da quando ho finito di leggere questo capitolo mi immagino lei che va in aula magna e si rtirova Marco alias il suo relatore!

  2. Maya

    Pure io penso questo…. Ma mannaggia oggi è cortisssssssimo il capitolo

  3. Martina

    Non puoi lasciarci cosi’. Capitolo stupendo 🙂

  4. stefy

    Buongiorno a tutte! Innanzitutto volevo ringraziarvi per i commenti che mi fanno sempre piecere, poi oggi,visto che non l’ho ancora fatto, voglio ringraziare di cuore Kami per avermi concesso un posticino mel suo sito, angolino veramente importante perche mi permette di realizzare un sogno….e sognare vuol dire vivere <3<3<3 Besos!!!!