Racconto Inedito: “Affare Fatto” di Stefy – 4° capitolo

 

 

Un nuovo racconto inedito in esclusiva di una nuova autrice che volentieri ospitiamo. Si tratta di Stefy e questo il suo racconto ambientato in Italia tutto da scoprire.

I capitoli saranno pubblicati a cadenza settimanale il mercoledì. Salvo imprevisti dell’ultima ora.

 

UWbAtNmc

 

 

4° CAPITOLO

Esco dal locale e il taxi è già posteggiato pronto per portarmi all’albergo. Salgo e mi lascio andare sul sedile usurato. Mi guardo nello specchietto retrovisore. Sono truccata pesantemente, ho gli occhi contornati da molto eye-liner e le ciglia cariche di mascara. La bocca perfettamente disegnata splende lucida nel suo rosso vermiglio in tinta con le scarpe e la borsa. Ho lasciato i capelli sciolti in modo da nascondere un po’ il collo e le spalle, coperte solo da un esile filo di strass del mio tubino nero preferito.

Anche il tassista mi sta guardando, probabilmente anche lui ha già capito cosa devo fare…in un hotel….

Appena arriviamo scendo, pago velocemente ed entro nella hall.

Una ragazza alla reception mi accoglie con un sorriso. Mi avvicino e sottovoce dico solo <<Stanza 143>>.

Controlla un faldone sopra il bancone e sempre con il sorriso stampato sulle labbra mi avvisa di salire pure attraverso l’ascensore fino al 4° piano.

Faccio come mi dice e in pochi secondi il campanello segnala che sono arrivata. Esco e proprio davanti mi ritrovo la stanza 143.

Mi tremano le gambe. Sento le lacrime salire verso gli occhi ma cerco di resistere.

Tolgo un fazzolettino di carta dalla borsa e mi asciugo. Mi guardo nello specchietto della pochette. Non devo pensarci altro tempo altrimenti so che scapperò via da qui. Chiudo gli occhi e busso.

<<Entra>>, risponde subito una voce maschile.

Apro la porta e faccio un passo all’interno. C’è buio. Le luci sono tutte spente.

Richiudo la porta alle mie spalle e avanzo ancora di qualche passo. La mia vista si adatta velocemente all’oscurità della stanza. Intravedo una figura seduta su una poltrona posta proprio davanti alla finestra. Le tende sono socchiuse dietro di lui quindi vedo solo un’ombra . Ha in mano una sigaretta e sta fumando tranquillamente.

<<Come ti chiami?>>, la voce è bassa. Espira e una nuvoletta di fumo circonda l’ombra del suo viso.

<<Sara>>.

<<Mi piace il nome Sara>> risponde lui. <<Avvicinati un po’ >>.

Faccio qualche piccolo passo in avanti. Vengo rischiarata leggermente dalla luce dei lampioni che entra flebile alle sue spalle.

<<Fermati>>. La voce adesso è imperiosa, quasi cattiva.

Lo sento emettere un verso roco dalla gola e vedo la sua testa reclinarsi indietro sulla poltrona.

Resto immobile! Le mie gambe sono come gelatina.

Ho davvero paura di non reggere questa situazione. Forse non sono quello che si aspettava. Forse mi ha visto meglio e pensa che il prezzo pattuito sia troppo per una come me.

Il tempo sembra essersi fermato.

La sua mano si sposta verso il tavolino posto accanto, lentamente lo vedo raddrizzarsi sulla poltrona, un’ultima boccata di fumo e spegne la sigaretta.

<< Non ti ho mai visto. Jonny non mi aveva detto che avrebbe mandato una ragazza nuova. Dovrò parlare seriamente con quel pezzo di merda>>.

Cazzo, lo sapevo!

Pensavo davvero di poter competere con le solite modelle dal fisico perfetto che normalmente circolano nel locale? Ecco perché Jonathan era così preoccupato, sapeva che avrebbe fatto una figuraccia.

Mi sento offesa per la cosa, ma anche tremendamente sollevata. Se non gli vado bene mi manderà via e potrò dimenticarmi di questa orribile serata, per sempre…

<<Se non le piaccio me ne vado subito. Sono sicura che Jonny troverà una ragazza migliore e più adatta a lei>> rispondo con un filo di speranza nella voce.

Il suo respiro ora è più pesante. Lo sento sbuffare.

Avvicina le mani al viso e lentamente si strofina il mento. Sembra indeciso su cosa fare.

Sono ancora immobile nel punto in cui mi ha detto di restare ferma. Non posso aspettare che mi dica di andarmene. Già mi sento stupida per aver pensato anche un solo secondo di poter fare una cosa del genere, ma essere rifiutata da un uomo… questo proprio no…

Mi volto verso la porta e faccio un passo, afferro la maniglia.

<<Non ho detto di muoverti>>. La sua voce è dura. Mi fermo all’istante.

Sento la poltrona scricchiolare. Alcuni passi. Una mano calda passa sulla mia schiena.

<<Non ho mai neanche detto di non volerti. Dovrò solo cambiare un po’ le regole del gioco con te, ma questo non vuol dire che non mi piaccia l’idea>>.

Il suo alito caldo soffia sul mio collo. Piego leggermente il viso per avvicinarmi a lui. Lo faccio senza pensarci. Non mi dà fastidio la vicinanza di quest’uomo come invece pensavo. Una scarica di elettricità pervade tutto il mio essere. Devo ammettere che è una sensazione inebriante sentirsi desiderata da un uomo. Desiderata tanto da pagare.

Si stacca da me. Il mio corpo se ne accorge subito e si rilassa leggermente. Non mi volto, resto immobile dove sono.

Sento una cerniera aprirsi, forse di una borsa. Il suo corpo nuovamente vicino al mio.

Il silenzio assoluto pervade la stanza.

La sua mano passa lentamente sulla mia testa come in una carezza, mi liscia i capelli e poi li unisce sollevandoli. Me li raccoglie in alto e cerca di fissarli come in uno chignon. Qualcosa di morbido e vellutato mi passa sulle spalle e poi lungo la schiena.

Immediatamente il mio corpo reagisce, un fremito mi spezza il respiro.

Non posso credere che questa situazione mi stia eccitando. Sento i capezzoli indurirsi e sfregare leggermente contro il reggiseno di pizzo.

<<Solitamente la uso per altre cose, ma questa sera andrà benissimo per questo>>.

Pronuncia queste parole al mio orecchio e un attimo dopo la sua lingua sta lappando il mio lobo per scendere poi lentamente sul collo. Mi viene quasi da piangere tanto il mio corpo è carico di tensione. Ed eccitato allo stesso tempo.

Delicatamente i miei occhi vengono coperti con qualcosa di morbido, probabilmente un foulard. Allaccia lentamente le estremità dietro alla mia nuca e come prima mi passa la mano sulla schiena .

<<Perfetto, adesso possiamo iniziare la serata>>.

————————————————………………………………………………….———————————————–

Il vestito è a terra sotto i miei piedi. Le sue mani stanno lentamente abbassando le spalline del reggiseno.

Il mio corpo è paralizzato. Paralizzato dalla situazione e dall’eccitazione. I capezzoli sono ritti e turgidi e il mio sesso completamente fradicio. Mi vergogno quasi. Basterebbe che toccasse la stoffa del mio perizoma per capire come questa situazione mi piaccia. Non riesco a capire come il mio corpo possa farmi una cosa del genere.

Le sue labbra sono di nuovo sul mio collo. La sua lingua umida traccia lentamente una scia sulle mie spalle e giù fino al mio seno.

I miei capezzoli ora nella sua bocca, i denti graffiano leggermente la pelle tesa e dolorante.

Gemo lasciando ricadere la testa all’indietro.

<<Brava, rilassati. Vedrai che ti piacerà la serata>>.

Il mio corpo tremando risponde al posto della mia voce.

Sento le sue mani posarsi delicatamente sui fianchi. Vorrei tanto poterlo toccare e muovermi ma le parole di Jonny risuonano nella mia mente, Fai solo quello che vuole lui…

Mi ha detto anche un’altra cosa però, forse più importante, “Fatti dare i soldi subito.

Drizzo la schiena, sposto leggermente il viso in modo da spostare il collo dalla sua bocca vorace. Appoggio le mani sulle sue e lo fermo.

<<Voglio i soldi prima!>>

Le sue dita ora stringono la mia carme. Il calore del suo alito si allontana dal mio viso. Lo sento irrigidirsi contro il mio corpo. Forse non dovevo essere così diretta.

<<I soldi sono già nella tua borsa. Adesso zitta>>.

Non mi piace il tono brusco con cui si è rivolto. Non posso neanche sapere se sia la verità visto che sono bendata e non posso controllare. Jonny però mi ha detto che è un buon cliente, una persona seria, quindi perché non credergli? Devo fidarmi…

<<Ok>> rispondo solo. Non riesco a dire altro, la sua mano in un attimo è dentro alle mie mutandine. Il suo dito dentro alla mia calda e scivolosa fessura.

<<Cazzo quanto sei bagnata. Non ci è voluto molto, piccola!>>.

Dalla mia bocca esce solo un rantolo di piacere.

Lentamente inizia a muovere il dito e con il pollice schiaccia leggermente il mio punto più sensibile. Scosse di piacere mi salgono dal ventre fino allo stomaco e poi alla testa. Non posso lasciarmi andare così. Non posso raggiungere l’orgasmo dopo un solo secondo che un uomo sconosciuto mi sta toccando.

E invece sì che posso… è un attimo e il mio corpo inizia a tremare sotto le sue mani… i miei muscoli che stringono attorno al suo dito.

Cerco di mantenere l’equilibrio anche se sento le gambe senza forza. Lui se ne accorge perché toglie la mano dagli slip e mi spinge delicatamente all’indietro. Sento il bordo del letto contro le gambe. Mi lascio andare e cado sopra. Il suo corpo è subito sopra il mio, la sua bocca di nuovo sul mio collo.

<<Magnifico. Adesso voglio assaggiare il tuo sapore. E’ da quando ti ho vista che non penso ad altro>>.

La sua bocca è più veloce del mio cervello. In un attimo la sua lingua è dentro di me.

Non resisto, devo toccarlo, devo muovermi, devo parlare. Allungo le mani e le appoggio sulla sua testa. Non si ferma… quindi questo posso farlo…

Alzo leggermente il bacino per andargli incontro e inizio a muovermi leggermente. Non mi ferma… questo posso farlo…

La sua lingua è sempre più diretta, sa esattamente cosa fare e come fare. Non penso che resisterò molto ancora. Mugugno un po’…

Mi alzo leggermente con il bacino e appoggio i gomiti sul letto. Vorrei guardarlo…

<<Toglimi la benda >> sussurro implorante.

La sua bocca si ferma di colpo. Non sento più il suo contatto sul mio corpo.

<<Non ti ho detto di parlare. Decido io cosa fare>>. Sembra davvero arrabbiato.

Mi lascio scivolare sul letto sbuffando. <<Scusa, ho capito. Devo stare ferma e zitta. Sei tu che paghi quindi sei tu che decidi>> .

Merda! La mai solita linguaccia. Perché ci penso sempre dopo…

Il letto si muove , deve essersi alzato.

Cerco di cogliere qualche rumore per capire cosa stia facendo ma niente. Sento solo il suo respiro pesante e veloce. Probabilmente è fermo davanti a me.

<<Sai una cosa, hai ragione. Sono io che pago quindi sono io che decido. Ho pagato per il mio piacere quindi adesso tocca a me>>.

Il letto si riabbassa rumorosamente.

Violentemente vengo afferrata e strattonata in avanti per i capelli. Cazzo, che male!

Appoggio le mani sul materasso e mi inginocchio in modo da assecondare la sua forza. Appoggia qualcosa alle mie labbra. Non le apro. Con forza cerca di entrare nella mia bocca.

<<Apri subito la bocca e assaggia il tuo sapore>> ringhia a bassa voce.

Faccio come mi dice. Succhio lentamente il dito che poco prima mi ha fatto raggiungere il piacere.

<<E’ buono?>>.

Non rispondo. Non voglio parlare prima che si arrabbi di nuovo.

<<Te lo dico io che è buono. Molto buono>>.

Toglie il dito dalla mia bocca e ancora tenendomi per i capelli mi alza il viso.

<<Adesso assaggerai il mio di sapore piccola>>.

E’ un attimo e mi ritrovo una punta morbida e umida sulle labbra. E’ quello che devo fare. E’ quello che voglio fare…

Apro la bocca ed inizio a leccargli l’asta per tutta la lunghezza. Poi piano fino alla punta. Con i denti lo morsico leggermente. Lo sento grugnire.

Appoggio le mani sul suo ventre e poi sul membro per aiutare la mia bocca. E’ al limite, lo sento dalla tensione dei suoi muscoli, del suo corpo.

Dopo pochi colpi di lingua infatti, fiotti caldi e densi mi riempiono la gola, non riesco ad ingoiare tutto. Mi abbasso e ne sputo un po’ sul letto. Poi lecco ancora ed ancora finche il suo membro si calma e gli spasmi si fanno più lenti.

La sua mano è ancora ferma sulla mia nuca. Tiene ancora stretti i miei capelli. Di nuovo mi alza leggermente il viso. La sua lingua vicino alle mie labbra. Sta leccando il suo liquido restato attorno alla mia bocca.

<< Ha un sapore perfetto assieme al tuo vero?>>.

Le sue parole mi fanno eccitare tremendamente. Potrei pagare io quest’uomo per venire a letto con me. Sorrido ai miei pensieri sconci.

<<Non c’è niente da ridere piccola. Ho solo iniziato con te>>.

Tutto potevo aspettarmi ma non questo, non lei….”

 

 

 

 

FINE 4° CAPITOLO

Opera di fantasia di Stefy. Vietato prelevare il racconto o parte di esso.

Inviaci il tuo racconto inedito o la tua Fan Fiction sul tuo romanzo passionale/erotico preferito previa lettura del regolamento che trovi >> QUI.

1 commento

  1. Chilly

    Ti dirò, ero titubante all’inizio ma oggi sono sempre più appassionata e convinta. Brava, mi piace e sono curiosa di leggere il seguito