Racconto Inedito: “Affare Fatto” di Stefy – 12° capitolo

 

Un nuovo racconto inedito in esclusiva di una nuova autrice che volentieri ospitiamo. Si tratta di Stefy e questo il suo racconto ambientato in Italia tutto da scoprire.

I capitoli saranno pubblicati a cadenza settimanale il mercoledì. Salvo imprevisti dell’ultima ora.

 

 

 

 

12° CAPITOLO

 

Esco dal taxi ed entro nella hall dell’hotel. Oramai so come muovermi.

Trovo la ragazza della prima sera alla reception. Come mi vede sfoggia un magnifico sorriso e mi fa cenno di salire. Probabilmente si ricorda di me. Prendo l’ascensore che mi porta dritta davanti alla stanza 143.

Non ho avuto tempo di pensare a questo incontro e sinceramente è solo una cosa positiva. Sono molto più tranquilla rispetto alle altre volte. Non ho più nulla da perdere, niente risentimenti, niente pensieri. Anzi, pensandoci bene l’incontro con quest’uomo può solo farmi bene. Sesso selvaggio per dimenticare l’amore.

Il viso di Marco ricompare davanti ai miei occhi…

Si, lo ammetto a me stessa, con Marco ho fatto l’amore. Mi è servito un po’ per capirlo ma alla fine ho dato un nome al sentimento che ho provato in quei momenti. Sembra buffo ma devo ricredermi sui colpi di fulmine.

Scaccio velocemente il pensiero dalla mia mente, ho preso la mia decisione e non posso tornare indietro. Busso e attendo.

<< Avanti>> mi risponde con voce bassa e roca. Apro lentamente la porta ed entro.

Le luci sono spente e la sua figura seduta sulla poltrona, come la prima volta.

<< Ciao Sara>>.

Non rispondo e attendo ferma che mi dica cosa fare.

<< Avvicinati>>. Faccio quello che mi chiede.

<< Avevo voglia di vederti sai? Moltissima voglia>>.

Un fremito mi percorre la schiena e arriva dritto nel mio ventre.

<< Girati adesso>>. Faccio come mi dice, tanto so quello che vuole fare. Sento la poltrona scricchiolare ad alcuni passi.

Sento il suo calore vicino al mio corpo. Un profumo famigliare avvolge i miei sensi. Un profumo di buono, di uomo che mi entra nel sangue come una scarica elettrica.

Come la prima sera qualcosa di morbido avvolge i miei occhi. Le sue labbra morbide sul mio collo.

<< Mi hai fatto impazzire ma finalmente posso stingerti di nuovo>>.

La mia mente è già offuscata dalla bramosia del piacere.

Sono rapita dal calore dei suoi baci, dai brividi che le sue dita stanno provocando sulla mia schiena. Lentamente mi porta le mani sui fianchi, mi fa voltare e delicatamente mi spinge avanti di alcuni passi. Si stacca da me…

Sento il rumore di un accendino e dalla benda vedo oltrepassare una flebile luce.

Il calore del suo corpo in un attimo è nuovamente accanto al mio. La sua mano stringe dolcemente la mia. Avanziamo di alcuni passi e sento il rumore di una seggiola.

<< Adesso siediti>>. Abbasso leggermente il busto e con la mano tasto per trovare lo schienale della sedia. Faccio come mi viene ordinato.

Non capisco cosa voglia fare. Migliaia di pensieri mi affollano la mente. Ricordo le parole della prima sera riguardo all’uso che solitamente fa dei foulard, vuole legarmi? Sono paralizzata dall’emozione.

La sua mano scivola nuovamente lungo la mia schiena, sul mio collo. Mi poggia un bacio dolce sulla testa.

<< Sei felice di essere qui Sara?>>. Il suo alito caldo sta accarezzando il mio collo.

Non ho bisogno di pensarci molto per rispondere, <<Si>>.

Non si stacca dalle mie spalle, sento le sue labbra piegarsi in un sorriso. Continua, << Perché ti piace Sara?>>.

Trattengo il respiro. Non so cosa rispondere, non me lo sono mai chiesta.

Perché mi piace? Forse perché quest’uomo riesce a farmi provare sensazioni che non ho mai voluto provare? Forse perché so che alla fine della serata uscirò da questa stanza e non dovrò preoccuparmi di altro se non del piacere che ho provato con lui? Perché mi fa sentire viva e potente nelle sue mani? Non so esattamente perché mi piace ma so che mi fa stare bene.

Sento le sue mani intrufolarsi tra il pizzo del mio reggiseno e iniziare a titillare i miei capezzoli oramai ritti come chiodi.

<< E’ per questo che ti piace?>>.

La mia mente si svuota da ogni singolo pensiero. Sto iniziando a perdere la ragione. << Si>> sospiro.

<< Perfetto! Ti piace giocare con me vero?>>.

<< Si>> mugugno senza ragionare mentre sento le sue mani sollevare i miei seni e spostarli al di sopra del reggiseno e della canotta che indosso.

<< Io ho capito quello che vuoi giusto?>>. Le sue mani sono adesso sulle mie cosce. Sento l’orlo della minigonna sollevarsi fino ad arrivare all’inguine. Alzo il bacino per fargli capire di scoprire di più. Voglio che mi tocchi proprio dove la carne mi pulsa febbrilmente.

<< Sei una meraviglia piccola>> e così dicendo arriva proprio nel punto in cui speravo. Sento la sua lingua calda e umida sulla stoffa delle mie mutandine. I denti che pizzicano delicatamente il mio clitoride.

Non riesco a trattenermi, inarco la schiena ed emetto un gemito. Allungo le mani e mi aggrappo ai suoi capelli. Cerco di trattenerlo ma lui mi afferra i polsi e sposta le mani. Un senso di frustrazione si impadronisce del mio corpo mentre sento la sua bocca allontanarsi da me.

<<Vuoi che continui?>> sospira piano.

<< Ti prego>> rispondo di getto. Non ho mai desiderato tanto una cosa nella mia vita.

<< Quindi non sei la brava ragazza che vuoi sembrare vero?>>.

Merda! Si che lo sono. Ma non voglio esserlo con lui…

<< No, non lo sono>> rantolo cercando di respirare profondamente per calmare la mia inquietudine.

<< Per fortuna l’hai ammesso>> ringhia strappandomi via lo slip e fiondando la sua lingua contro il mio sesso. Dentro al mio sesso…

Non riesco a trattenermi. Porto le mani tra le cosce e inizio a massaggiare il mio nocciolo di nervi pulsanti mentre lui affonda la sua voluttuosa lingua tra le mie pieghe. Non ce la faccio più, ho bisogno di godere.

<< Ti prego fammi venire>> lo supplico.

<< Togliti la benda, voglio che mi guardi mentre godi>>. Non capisco subito le sue parole.

<< Togliti quella maledetta benda e guardami>> ringhia contro il mio sesso.

Le mani mi tremano, faccio uno sforzo enorme a sollevare le braccia. Tutta la mia forza è concentrata nel mio ventre e nel mio sesso. Slaccio velocemente il nodo dietro la nuca e lascio cadere sul petto il foulard.

Abbasso gli occhi e fisso il suo volto.

<< Guardami e godi meraviglia>>.

Alle sue parole esplodo in un orgasmo infernale. Si, questo è l’inferno… ma io sono in paradiso…

Le lacrime iniziano a punzecchiarmi gli occhi. Non ci posso credere, questo non me lo doveva fare.

Mi alzo dalla sedia e abbasso furiosamente la gonna. Mi sento troppo scoperta, troppo vulnerabile.

Ha messo a nudo la mia mente non solo il mio corpo. Non l’ho mai permesso a nessuno, l’ho sempre negato anche a me stessa. Non doveva farmi questo.

Mi passo la mano sugli occhi e abbasso lo sguardo. Non voglio che capisca la mia difficoltà.

<< C’è qualcosa d’altro che devo sapere di te?>> dico con un filo di voce mentre mi sistemo la canotta.

Marco è davanti a me e non parla.

Alzo lo sguardo e lo fisso. Sono tremendamente offesa per quello che mi ha fatto e sono anche tremendamente incazzata.

<< Rispondi cazzo>> gli sbraito contro mentre le lacrime iniziano a correre lungo le mie guance.

<< Ed io? Devo sapere qualcosa d’altro di te?>> mi risponde con il suo modo tranquillo che anche ora mi sta mandando su tutte le furie.

<< Cosa cazzo vuoi dire>> ringhio cercando di asciugarmi le lacrime con il palmo delle mani.

<< Continui a dirmi che sono uno stronzo perché non sono stato sincero con te ma non mi sembra che tu lo sia stata con me>>. Il suo tono adesso è più serio, i suoi occhi sono fissi nei miei.

<< Cosa ti dovevo dire? Che andavo a letto con un uomo per soldi?>>.

Non ce la faccio. Questa situazione mi sta destabilizzando.

<< Veramente non hai mai nemmeno voluto dirmi dove lavoravi, hai sempre evitato il discorso>> mi risponde avvicinandosi e cercando il contatto con il mio corpo.

Mi allontano bruscamente. << Mi vergognavo, va bene? Sei contento?>> ammetto più a me stessa che a lui.

<< E perché ti vergognavi?>> mi risponde piegando leggermente il viso a fissarmi.

<< Perché lavoravo in un Night cazzo!>> sbotto alzando gli occhi al cielo. << Chiunque l’avesse saputo avrebbe pensato male di me, le voci avrebbero iniziato a circolare e la mia vita sarebbe stata rovinata. Lo capisci questo?>>.

<< Ma non l’hai detto neanche a me, e io non sono chiunque>>. La sua voce è ritornata quella calma di sempre.

Guardo fisso quelle due perle scure che mi scavano l’anima. Mi lascio andare e mi risiedo sulla sedia. Sento il calore del suo corpo vicino al mio.

Mi posa delicatamente la mano sulla testa ed inizia ad accarezzarmi. Lo lascio fare, in fondo mi piace questo contatto.

<< Non saresti mai uscito con una ragazza che si è fatta pagare da un uomo per fare sesso>> rispondo in un sussurro.

<< Eppure l’ho fatto>> risponde mentre mi alza leggermente il mento verso l’alto. Vuole i miei occhi…nei suoi…

<< Non ti fa schifo?>> .

La sua bocca si piega di lato in un flebile sorriso. I suoi occhi si illuminano di luce.

<< Ti ricordo che quell’uomo ero io>> mi risponde inginocchiandosi davanti a me.

<< Quindi tu hai sempre saputo tutto di me>> dico sfiorandogli il labbro con le dita.

<< Dal primo giorno che ti ho visto in Università e dalla prima sera che sei entrata qui in questa stanza. Avrei spaccato la testa a Jonathan quando ti ho visto oltrepassare quella porta, ma poi quando ti ho toccato ho capito che era destino. Il giorno dopo gli ho telefonato e mi sono fatto raccontare tutto. Avevo capito da subito che era la tua prima volta, volevo sapere il perché e quando mi ha detto che avevi bisogno di soldi ho capito dove puntare. L’ho pagato molto bene perché ti mandasse solo da me, anche se sapevo che non saresti andata con nessun altro>>.

Lo guardo esterrefatta. Ho bisogno di capire di più, ho bisogno di sapere di più.

<< Perché mi hai pagato per venire con te? Perché pagavi Jonathan per mandarti le ragazze?>> Guardo il suo viso e vedo che è rilassato. Mi prende le mani tra le sue.

<< Come ti ho già detto mi pesa molto il fatto di essere conosciuto in giro. Frequentare il Night durante le mie visite a Milano mi è sembrata la cosa più semplice per divertirmi senza ritrovarmi problemi in camera il giorno dopo. In fondo è lo stesso motivo per cui anche tu hai fatto questa cosa, provare delle emozioni vere, lasciarsi andare senza la maschera che indossiamo ogni giorno>>.

Continuo a fissarlo e nella mia mente una miriade di pensieri prendono vita. In effetti è la stessa cosa che volevo provare io in questa stanza, lasciarmi andare senza dover rendere conto a nessuno, solo a me stessa. Non avrei mai immaginato però che l’uomo vicino a me fosse Marco.

<< Perché non me l’hai detto che eri tu?>> riprendo mentre incrocio i suoi occhi sempre puntati sul mio viso.

<< Perché volevo vederti libera, adoro vedere la vera Sara. Sei sempre così perfetta e razionale, mentre in questa stanza ti trasformi e lasci libero spazio alle tue voglie, ai tuoi desideri>> mi dice sorridendo.

Possibile che questo ragazzo abbia capito tutto di me?

<< Tu sapevi tutto di me e io non sapevo nulla di te>> continuo non lasciando mai i suoi occhi.

Un meraviglioso sorriso si apre sul suo viso. << Sapevi già fin troppo. Sapevi come mettermi in ginocchio e ci sei riuscita. Ti ricordi quando mi hai chiesto quando sei passata da ragazzina a fantastica donna?>>.

Sorrido anche io, mi ricordo quella domanda a casa mia la mattina in cui gli ho preparato la colazione.

<< Quando?>> gli domando curiosa.

<< Nello stesso istante in cui sei entrata nell’ufficio in Università e ti sei messa a ridere di me. In quel momento sei entrata nei miei occhi e nella mia testa. Poi quella sera, quando ti ho visto entrare in questa stanza hai toccato la mia anima, ma quando siamo stati nel tuo letto e abbiamo fatto l’amore, meraviglia, li hai proprio toccato il mio cuore>>.

La sua bocca lentamente è sulla mia. Un bacio famelico mi ruba il fiato.

In questo momento ho bisogno di quest’uomo più dell’aria che respiro. Mi lascio andare e sprofondo nel suo caldo abbraccio.

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Accoccolati nel grande letto dell’hotel, mi crogiolo tra le braccia del meraviglioso ragazzo che ho di fianco.

<< Avevo veramente paura di non riuscire ad averti un’ultima volta sai?>> La voce roca e sensuale post orgasmo mi fa correre un brivido lungo la schiena.

<< Quando parti?>> chiedo sperando di non avere mai risposta.

<< Domani pomeriggio ho il volo>> sussurra accarezzandomi i capelli.

Lentamente mi giro. Ho bisogno dei suoi occhi, ho bisogno di lui. Ho cercato in tutti i modi di evitare questa cosa eppure alla fine non ci sono riuscita, anzi, mi ritrovo nel bel mezzo delle mie paure. So che non potrò cambiare le cose, lui domani partirà e io mi ritroverò da sola a leccare le mie ferite, ma per adesso è ancora qua con me ed ho bisogno di sentirlo mio.

Sposto le lenzuola e mi metto a cavalcioni sopra il suo corpo perfetto.

Dio quanto è bello, ho bisogno di stamparmi il suo viso, il suo corpo nella mente per quando dovrò vivere solo di ricordi.

<< Cosa vuoi fare meraviglia?>> mi dice con un sogghigno di chi ha capito benissimo cosa sta per succedere.

Non rispondo, non ce n’è bisogno. Inizio ad accarezzargli il petto, sento i suoi peli morbidi solleticarmi le mani.

Mi abbasso e stringo delicatamente un capezzolo tra i denti. Inspiro il suo profumo. Come ho fatto a non riconoscerlo? Sa di uomo, sa di sesso, sa di Marco…

Con la lingua traccio una scia sul suo torace e poi giù sul suo ventre.

Sento i muscoli contrarsi. Alzo gli occhi e lo guardo, per la prima volta lui non lo sta facendo. Il viso segnato dal piacere, le labbra serrate tra i denti. Mi abbasso nuovamente fino ad arrivare al suo membro.

La mia bocca famelica subito se ne appropria. Un verso roco esce dalla sua gola.

<< Cazzo Sara! Mi fai morire…>> .

E’ quello che voglio…

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Stringo il cuscino vicino al mio e apro leggermente gli occhi.

La luce del mattino sta rischiarando la splendida stanza dove ho passato la notte più bella della mia vita.

Sorrido rilassata mentre mi godo il torpore che ancora avvolge il mio corpo pienamente soddisfatto dalle cure di Marco.

Spalanco le palpebre. Merda! Dove cazzo è Marco?

Con un balzo sposto le coperte e mi alzo dal letto. Mi volto nella stanza ma non lo vedo.

Corro in bagno a controllare ma in cuor mio so benissimo che non lo troverò ne lì ne in qualunque altro posto lo cerchi in questa stanza.

Prendo la borsa e cerco il cellulare. Nessun messaggio e nessuna chiamata. Sono in preda al panico totale.

Vedo un foglio appoggiato sulla consolle all’ingresso. Mi tremano le mani, non può essere andato via così.

Ciao meraviglia, non avrei sopportato di vedere i tuoi magnifici occhi ancora pieni di lacrime. Preferisco ricordarmeli vogliosi come ieri sera. Hai ragione, sono uno stronzo…

Lascio cadere a terra il foglio. Come ha potuto?

E’ lei che ha imprigionato il mio essere nel suo amore”

 

 

FINE 12° CAPITOLO

Opera di fantasia di Stefy. Vietato prelevare il racconto o parte di esso.

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2 commenti

  1. Maria

    Ma è finito così?spero che continui?marco non.puo lasciarla!!!!

  2. stefy

    Buongiorno a tutte ragazze…siamo oramai arrivate alla fine, il prox sarà l’ultimo capitolo….spero di essere riuscita a farvi provare le stesse emozioni che ho provato io mentre lo scrive