Nuovo racconto inedito – “Stanza 508” – 9° Capitolo

Buongiorno a tutte, eccoci di nuovo qui ad affrontare insieme un altro lunedì, come sempre bello bollente, grazie al nuovo capitolo del racconto inedito di Helena.

Nono appuntamento con “Stanza 508” e i suoi due misteriosi protagonisti che, settimana dopo settimana, ci rendono partecipi dei loro infuocati Tête à tête.

Lo so, lo so che siete sempre più curiose di scoprire nuovi dettagli, ma….sapete come si dice, la pazienza è la virtù dei forti!

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

Stanza 508

Nona parte

Senza Pietà

 

Ero decisa a dimenticare, a chiudere in un cassettino della mia memoria tutta quella storia.

Vedere quella donna mi aveva lasciato senza fiato e mi aveva fatto capire che ogni incontro, anche il più intimo ed intenso, era fine ad una cosa sola.

Non potevo biasimarlo, sebbene non me ne avesse mai parlato, il suo scopo era ormai raggiunto, restava solo una cosa da fare.

Dovevo mettere la parola “fine” ai nostri incontri.

Il coinvolgimento era troppo ed ora mi stava sfuggendo dalle mani.

Ero attratta da lui, era innegabile.

Fisicamente, mentalmente in un modo così intricato quanto dannatamente perverso. Era la sua figura, il suo lato oscuro che sembrava catturarmi e spingermi verso il baratro.

Era una spirale fatta di carne ed ossa, sesso e passione, baci e morsi, piacere e dolore.
Bussai due volte e inspirando entrai decisa a chiudere ogni possibile porta che lui aveva aperto fino ad ora.

Incrociai il suo sguardo, ed ogni volta era come se fosse la prima.

Mentre davo le spalle alla porta, accarezzai con gli occhi la sua figura seduta alla scrivania. Le sue labbra, che avevo morso, il suo collo che avevo baciato, il suo petto che avevo graffiato e le sue mani che mi avevano legata, toccata nei posti più intimi del mio essere.

Il suo completo nero fasciava il suo corpo alla perfezione.

Così giovane e così potente, sicuro.

Intimoriva chiunque avesse davanti, suscitava rispetto e ammirazione.

Mi osservava nel silenzio più totale e più lo faceva e più mi sentivo decisa a riversargli tutto addosso.

«Cercherò di essere gentile, ma voglio sbrigarmela velocemente. E’ meglio che questi incontri non ci siano più. Hai raggiunto il tuo obiettivo, mio caro, passa oltre.», dissi cercando di essere più fredda e decisa possibile.

Il suo sguardo immobile su di me pesava come se mi avessero gettato addosso una pietra.

La sua mano accarezzò il suo viso e in quell’istante la voglia di sfiorarglielo con le mie dita mi invase.

Lo vidi alzarsi in piedi e venirmi vicino, tanto vicino.

«Tu non vuoi che finisca. Non vuoi che io smetta di accarezzarti, baciarti…Scoparti.», sussurrò toccandomi con un pollice il labbro inferiore.

Sentii la rabbia montarmi dentro, gli tirai uno schiaffo con tutta la forza che avevo in corpo.

Mi afferrò il polso, il suo corpo mi spinse contro la porta emettendo un suono sordo. Sentii il rigonfiamento dei suoi pantaloni, diventare sempre più duro, mentre mi era addosso.

Nei suoi occhi spuntò una strana luce.

Mi portò con forza la mano sul suo membro, eccitato da quello schiaffo, dalla mia rabbia nei suoi confronti.

Stava perdendo il controllo che aveva sempre mantenuto, stava buttando giù un muro, anzi ero stata io ad abbatterlo.

Lo sentii avventarsi sulle mie labbra, con forza, con un desiderio malsano che aveva dentro.

Ero immobilizzata sotto il suo assalto.

Mi ritornò alla mente il bacio della donna bionda e sentii l’impulso di allontanarlo da me.

Le sue mani esploravano il mio corpo che ormai conosceva, lo accarezzavano sopra la stoffa dei vestiti. Stava cedendo, ma le sue mani erano attente ad ogni scossa che mi procuravano, ascoltava i movimenti e la voglia che ne traspariva da essi.

Non si fermava e più continuava e più volevo che continuasse questa estenuante rincorsa.
Ero carne alla mercè di un uomo dagli istinti animali.

Uomo che ama solo nelle lenzuola nere come i suoi occhi.

Uomo che in un insieme di dolore e desiderio possedeva ogni pezzo di me riversandone il suo piacere.

Eppure, l’immagine delle labbra di quella donna appariva nitida e costante nella mia mente.

Dovevo dimenticare, ma il nostro cervello ci da solo l’illusione di poterlo fare.

Basta un ricordo, un suono, una parola o un immagine, che tutto ritorna come una valanga di scene che ti piombano addosso, investendoti con le loro emozioni.

In un gemito riuscii a dirgli di allontanarsi da me.

Lo sentii bloccarsi, irrigidirsi ed infine indietreggiare di un passo.

Quegli occhi mi osservavano impauriti, scossi.

Non sapevo cosa gli stesse accadendo, ma non era la prima volta che l’uomo che credevo sicuro e controllato, era fragile come un bambino.

Inspirò profondamente e in un attimo l’oscurità nascose ogni piccolo barlume di umanità in lui.

Gli occhi che sapevano di notte, che avevano la luce della luna intrappolata dentro, risplendevano pericolosi davanti ai miei. ​

Lui non ama, ma bacia con la passione più travolgente.

Lui non ama, ma ti fotte con il corpo e con la mente, senza pietà.

Avevo di fronte un uomo, con un animale nel profondo che mi guardava, mi scrutava dentro.​

Vittima e carnefice, preda e predatore.​

Mangiava la mia carne, leccava le sue ferite.

“Lui non ama​, ma ti fotte senza pietà.”, pensai ad alta voce.

E mi sentì, mi sentì pronunciare quelle parole.

«Io fotto senza pietà…», lo sentii dire.

Il suo tono era duro e aspro, sentivo l’odio che provava verso se stesso.

Mi colpì nel profondo, ma la rabbia accecava ogni possibile sentimento per lui.

«Non mi userai più per le tue scopate. Usa pure la bella bionda, toccala pure, perché sarà solo la sua pelle che sentirai d’ora in poi. Scordati di me.», dissi alzando gli occhi verso di lui.

Le sue labbra si mossero emettendo un flebile suono, ma le parole erano chiare: io fotto senza pietà.

L’avevo colpito, avevo colpito la sua corazza fatta di marmo bianco come la sua pelle. Sentivo le lacrime pungere i miei occhi per uscire, non volevo piangere davanti a lui, ma quando i suoi occhi si posarono sui miei una lacrima scese.

In un lampo, sentii il suo corpo sorreggere il mio e le sue labbra baciarmi il viso.

La sua bocca catturò la mia sofferenza, la mia rabbia.
Sentii la pelle fredda del divano aderire sulla mia seguita dalla sua calda e invitante. La sua mano risalì sulla mia coscia fasciata dalle autoreggenti.

Mi spingeva contro il suo bacino, contro il suo membro nuovamente duro e desideroso della mia carne umida e calda.

La sua lingua si intrecciava alla mia lentamente, gliela succhiai per poi mordere le sue labbra.

Gemette piano, mentre la sua mano si era insinuata tra le mie gambe.

Sentii il suo dito scorrere, ero bagnata per lui.

Si alzò tirandomi su con se, per poi stendersi con me sopra.

«Fottimi, fottimi senza pietà.», sussurrò mentre le sue mani mi accarezzavano il seno.

 

 

FINE 9° PARTE

 

ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO

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Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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9 commenti

  1. Alessia

    oddio o.o ha ceduto?! però non mi stupisce molto…mi sembra di leggere cinquanta sfumature a dire la verità. ..lui che si abbandona a lei e lei che non vuole più vederlo ma cede cmq…mi auguro che più in là cambierà qualcosa…continuerò a leggerlo perché hai anche la capacità di lasciare i lettori in sospeso, e di questo ti faccio i miei complimenti 🙂 alla prossima

  2. Lele

    Sono ancora più curiosa di leggere il prossimo capitolo. Chissà cosa cela il suo cuore??? 🙂

  3. Rosy ♥

    Ahi ahi ahi!!!
    Anche questo misterioso Lui ha i suoi punti deboli…
    Avrei però preferito che Lei riuscisse a dirgli di no per una volta, ma pare impossibile…
    Questo mistero s’infittisce sempre piu…

  4. Helena Evelyn

    Grazie mille a tutte! Dovrete pazientare ancora una settimana. Dal prossimo capitolo, vedrete che in realtà non ha ceduto. Anzi…Ci saranno molti colpi di scena 🙂

  5. Arianna

    Hmmhmh due paroline in più ma sinceramente non ci siamo ancora… E poi scusami ma ti fotto senza pietà era di 50 sfumature, è una frase sentita e risentita

  6. Ari

    Se fosse stato un libro questi nove capitoli li avrei saltati perche non si legge altro che sesso e il primo capitolo va bene ma dopo BASTAAAAA

  7. Helena Evelyn

    Sinceramente, non so che dire. Al momento sto scrivendo la quindicesima parte cercando di far tesoro di ogni consiglio ed opinione che mi avete dato nel corso delle settimane. Ancora una volta vi chiedo di darmi fiducia. Non faccio la scrittrice di lavoro ne ho mai pubblicato libri, mi piace scrivere e ho proposto il racconto sperando che potesse interessare. Queste parti sono state scritte prima e modificarle incasinerebbe il resto. Ci sto mettendo tutto l’impegno possibile in questa storia.

  8. Arianna

    Ma certo io continuo sempre a leggerla perché comunque la storia e molto bella e tu scrivi molto bene… Le piccole critiche che ti facciamo ti serviranno solo a migliorare

  9. Romina

    Speravo che non cedesse ….ci speravo proprio, vi era arrivata davvero vicina ed in lui si era aperta anche una piccola breccia come se lo avesse colpito (e non parlo solo a livello fisico con il ceffone) ma emotivo……ed invece alla fine ha di nuovo ripreso in mano lui le redini anche se…..in effetti mi pare che dia lui che gli chiede di fotterlo……mhhhhh chissà forse da carnefice vuole passare a vittima? Vedremo