Nuovo racconto inedito – “Stanza 508” – 2° Capitolo

E chi ha bisogno del caffè del mattino, quando a darci la giusta carica basta leggere il nuovo capitolo del nostro racconto del lunedì?!

Un buongiorno infuocato e all’insegna della passione è quello che vi attende nella puntata che segue, la seconda del racconto inedito “Camera 508” di Helena che ha esordito la scorsa settimana.

Ancora niente nomi, un alone di mistero aleggia sui nostri protagonisti, e la situazione, ancora una volta è piuttosto rovente, sperando di scaldare, in qualche modo, queste giornate uggiose, e aihmè sempre troppo piene di disastri e pioggia.

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

 

stanza 508-l'ufficio.jpg

 

Camera 508

 

Seconda parte:

L’Ufficio

 

I suoi baci bruciavano come il fuoco, li sentivo ancora sulle labbra. Riuscivo a percepire i suoi denti che mi affondavano lentamente nella carne. Sentivo ancora il calore delle sue mani che mi scivolavano su tutto il corpo.

L’episodio dell’ascensore era successo ormai da giorni e da giorni intasava la mia mente.

Inconsciamente, con lo sguardo lo cercavo. Cercavo di vedere tra le persone quel completo nero, ma niente.

“Camera 508”, pensai. Una parte di me sarebbe voluta salire per vedere quella stanza, per vedere se davvero lui era li e soprattutto se mi stava aspettando.

Ero combattuta e allo stesso tempo elettrizzata e intimorita. Avevo capito chi era e cosa faceva nell’hotel.

Sarebbe stata un’idea alquanto malsana quella di mettersi in gioco e rischiare con una persona del genere. Incarnava il potere, l’oscurità.

E più ci pensavo e più volevo infilarmici in quell’oscurità e anche nelle sue lenzuola.

«Ti vuole nell’ufficio.», sentii dire alle mie spalle.

Nell’ufficio? Avevo per caso fatto qualcosa di sbagliato?
Camminavo lentamente, per raggiungere la porta nera davanti a me. Bussai due volte ed entrai.

«Ho aspettato per giorni di trovarti nella camera 508…», disse una voce bassa che calda mi fece sussultare per un attimo.

Era di spalle davanti ad una grande vetrata.

Avanzai titubante chiudendomi alle spalle la porta, con la paura che qualcuno potesse scoprire quello che era successo. Avevo il cuore in gola, cercavo di apparire sicura di me, ma qualcosa di lui mi faceva sentire così fragile e piccola.

Non sopportavo questa sensazione, cercai di scacciarla e con mio sollievo riuscii ad ottenere un atteggiamento più deciso.

«Non avevo interesse nel venirci, sinceramente.», neanche il tempo di finire la frase che lo vidi girarsi di scatto.

Era serio, vidi la sua mascella contrarsi. Dai suoi occhi spuntò una scintilla, come se le mie parole l’avessero sfidato. Girò intorno alla scrivania e si piazzò davanti a me con le braccia incrociate. Mi sovrastava e man mano che si avvicinava a me avvertivo un senso di pericolo crescente.

Occhi negli occhi.

Adesso non trasparivano alcuna emozione, sembrava averle celate di proposito.

Voleva spaventarmi?

Mi voleva avere in pugno?

La mia testa arrancava in quel vortice di domande, fino a quando lui non fu talmente tanto vicino da riuscire a sentire il suo respiro sul mio viso.

«Non ho intenzione di cadere di nuovo nella tentazione, sappilo. Ero vulnerabile e la situazione è sfuggita dal mio controllo.», il tono delle mie parole era duro, secco.

Lui, invece, era immobile, con gli occhi fissi nei miei. Il suo silenzio era angosciante, sembrava volermi sfidare, mettere alla prova i miei nervi cercando di mettermi sottopressione. Mosse un altro passo e adesso era a pochi centimetri dal mio corpo.

Il mio olfatto riconobbe subito il suo profumo. Una fragranza che si nota subito, che resta sulla pelle, ma che non viene a noia.

Sospirai e alzandomi in punta di piedi dissi: «Io non ho paura.».

Mi girai incamminandomi verso la porta a pochi passi da me.

In un attimo mi prese per un polso e mi tirò verso di se. Scontrai contro il suo corpo che sembrava essere diventato di pietra. La sua presa era salda e non aveva intenzione di allentarla.

Il cuore aveva ripreso a scalpitare a diecimila al secondo, con l’altra mano mi alzò per il mento il viso.

Cercavo di reggere il suo sguardo, ma sembrava scrutarmi dentro, nel profondo, negli abissi del mio essere. Lo sentivo incenerirmi letteralmente. Adesso andavo a fuoco, era come se dalle sue mani uscisse un calore intenso, troppo intenso per una persona sola. Stringevo i denti e i pugni talmente forte da sentir male.

Non si muoveva, non parlava. Il silenzio era assordante in quel momento e desideravo con tutte le mie forze che finisse.

«Baciami.», la sua voce era bassa quasi quanto un sussurro, ma la convinzione, la decisione con cui aveva pronunciato quella unica parola mi fece rabbrividire.

Adesso ero io ad essere immobile, a non voler muovere nessuna parte del mio corpo.

Sapevo che anche il solo tocco, anche il più leggero avrebbe dato vita ad una situazione che sarebbe esplosa in pochi secondi.

Non volevo assecondare la sua voglia, quel suo desiderio. Resistevo, come resisteva il mio sguardo nel suo.

Scattò improvvisamente, la sua bocca era sulla mia, frenetica, ardente di desiderio.

Mi lasciò andare il polso, ma le sue mani presero il mio viso tenendolo fermo verso il suo. Cercava di farmi cedere, cercava di prendersi quel bacio con tutta la forza che aveva.

Dovevo ribaltare la situazione, dovevo fargli vedere che non sarebbe riuscito ad ottenere niente da me in questo modo. Iniziai a farlo indietreggiare verso la scrivania poco distante da dove eravamo noi.

Nel frattempo le sue labbra si muovevano sulle mie cercando di farle reagire. Le mordeva, le succhiava, ma non rispondevo alla sua voglia.

Aspettavo il momento in cui si sarebbe distratto e arrivò, quasi come se l’avessi chiamato. Lo spinsi e finii sopra di lui sulla scrivania. Riuscii a staccargli le mani dal mio viso e a immobilizzarle tenendolo per i polsi con tutta la forza che avevo.

«Se pensi che cederò, sappi che ti sbagli.», sussurrai a pochi centimetri dal suo viso.

Sentivo il suo respiro farsi affannoso sotto di me, avrebbe potuto capovolgere la situazione in un lampo.

Sentii la sua gamba intrecciarsi alla mia e farla scivolare facendomi sdraiare completamente sopra di lui. Era eccitato e più cercavo di alzarmi e più lo diventava.

La distanza tra i nostri visi, tra le nostre labbra era minima. Sorrise, mi aveva lasciato condurre quel gioco pericoloso sapendo che sarebbe andato a suo vantaggio.

Si liberò dalla mia presa e, affondando le mani nei miei capelli, mi baciò con forza. Le sue labbra avevano catturato le mie, si muovevano entrambe, si cercavano.

Le sue mani scivolarono giù per la schiena, lentamente. Erano finite sul mio sedere e spingevano verso il suo bacino. Risalivano lasciando brividi ad ogni loro passaggio. Mi stringeva a se in modo possessivo e allo stesso modo mi baciava.

Feci appello al mio piccolo barlume di lucidità e riuscii a sciogliermi da quelle braccia. Erano diventate come delle corde. Più ti muovevi e più ti stringevano.

Ero in piedi davanti a lui cercando di respirare in modo regolare. Mi fissava sorridendo e passandosi un pollice sul labbro inferiore.

Rise, sapeva di aver raggiunto il suo scopo. Mi venne di nuovo vicino facendomi finire su di un mobile basso di legno scuro.

Strinsi il bordo talmente forte da sentir male alle dita. I suoi occhi erano di nuovo quell’oscurità che ti cattura e lui, adesso, era un diavolo, un demone che sorridendo voleva farmi diventare una sua “vittima”.

Con lo stesso gesto di pochi minuti prima, mi alzò il viso in modo che non staccassi gli occhi dai suoi.

«Alla fine, sarai tu a voler entrare in quella stanza. Finirai per desiderarlo e desiderare me con la stessa forza con cui mi respingi.», tremai, sperando che non l’avesse notato.

La sua voce era calda, così dannatamente calda. Bollente come il fuoco che fa sciogliere la candela sotto di lui.

 

FINE 2° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO

TROVATE QUI IL PRIMO CAPITOLO

 

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Helena Evelyn. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate o un tuo racconto inedito leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

17 commenti

  1. Papera

    Wow che caldo stamattina!
    Bel capitolo intenso anche se un po’ breve!
    Sono curiosa di scoprire questa stanza 508 e di capire bene il rapporto tra questi due personaggi!

  2. GiusiG

    ooooooooooooooooooooohhhhhhhhhhhhhhhh lui. mi. piace!!!! Cazzuta la signorina eh??? aspetto il prox capitolo! un consiglio se non vuoi trovarti legata anche tu, ti conviene scrivere capitoli un tantino più lunghi… grazie 😀

  3. Helena Evelyn

    @Papera Il mistero della camera 508 sarà, forse, svelato più avanti 😉
    @GiusiG Ahahahah piano piano saranno più lunghi e ci saranno molte sorprese!

  4. Ida

    Bello, caldo, intenso e misterioso.Chissà quali sorprese ci riserverà la camera 508.
    Al prossimo capitolo.

  5. Renèe

    Uhm… il lunedì mattina è un pò più piacevole adesso!!!
    Caffè bollente (…e non solo quello), pc e una storia decisamente accattivante! Mi piace!!!!!!!!! Alla settimana prossima! 😉

  6. candy85

    Concordo con giusy g capitoli piu lunghi please!!! La storia diventa interessante….

  7. Helena Evelyn

    Grazie a tutte!
    La storia prenderà forma lentamente. Per il momento lascio molto spazio al mistero, vedrete nei capitoli seguenti 😀

  8. Rosy ♥

    Uomo misterioso ci vengo io con te nella stanza 508 🙂 ahahah 🙂
    Mi piace sempre di più 🙂
    Continua così Helena <3

  9. Helena Evelyn

    Grazie Rosy! Ahahahah quella camera è invitante quanto pericolosa. Esattamente come lui 😛

  10. Romina

    Oddio questi due sono incredibili per quanto ancora devo mettere a fuoco quello che sta succedendo, anzi quello forse è l’unica cosa che ho messo a fuoco…..diciamo più che altro che devo capire chi sono e che cosa vogliono esattamente ….. Mi sembra x ora che lei sia tanto la preda ambita da questo famelico lui che la brama e cerca in tutti i modi di attirarla in questa fantomatica stanza 508 …..chissà che caspita ci starà in questa stanza (oddio se la assale e la prende in ascensore ed in ufficio in questo modo non oso pensare cosa gli fa se entra nella stanza)!!!!! Beh direi che la curiosità sale di capitolo in capitolo e che ovviamente la storia è decisamente interessante come il carattere di lei che tende a non arrendersi tanto facilmente! Al prossimo lunedì allora! Grazie!

  11. La Ale

    porca vacca! e chi sei uomo tenebroso?? un demone forse??
    Anche se mi scotterò in sta camera io ci entro anche a occhi chiusi!!!
    Helena sempre più brava!
    e vanno bene anche se sono corti i capitoli, la cosa importante è il succo e qui mi pare di capire che tutte stiamo già bramando all’uomo oscuro!
    ottimi questi lunedì!

  12. Helena Evelyn

    Grazie Romina e LaAle!
    Purtroppo non posso sbilanciarmi nel rispondere. Posso solo dire che il mistero continuerà a stravolgere anche nei prossimi capitoli! Sono previsti molti colpi di scena 😀

  13. Samy

    Bravissima Helena, riesci con poche parole a trasmettere le emozioni della tua protagonista. È coinvolgente, affascinante e veramente bollente!!! Brava! Continua così. 😉

  14. rosyg

    Dannatamente pericoloso e accattivante questo bel tenebroso mi piace assai!!!!!!lei bella forza di volontà ma credo che cederà alla stanza 508 io lo farei ahahahah Helena brava mi sa che ne vedremo delle belle a lunedì!!!!!!!!

  15. eli

    Sbaglio o non conosciamo nemmeno il” nome ” di questo Maschio. . Comunque brava..

  16. Helena Evelyn

    Grazie Rosyg ed Eli!
    Il nome sarà ancora per un po’ un mistero, proprio come la camera 508 😉