Nuovo racconto inedito – “Stanza 508” – 16° Capitolo

Buongiorno a tutte e buon inizio settimana.

Siamo ormai arrivate alle battute finali di “Stanza 508“, ma il mistero continua, chi sceglierà Amanda?

Andrew o Lucas? Lucas o Andrew? Difficile, vero?

Soprattutto perchè Andrew non ha nessuna intenzione di mollare la presa, è disposto a tutto per riaverla. O almeno, così dice lui. Vedremo se alla fine riuscirà nell’impresa.

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

room508

-Stanza 508-

-Sedicesimo capitolo-

-Da dove tutto è iniziato-

«Non riesco a pentirmene.», sussurrò Lucas stringendo la mia mano.

Non potevamo negarlo, c’era qualcosa tra me e lui, qualcosa che ci aveva avvicinati sin dall’inizio.

Sapevo che non mi avrebbe mai illusa, sapevo che potevo fidarmi di lui, del suo sguardo, delle sue parole. Sembrava essere la scelta giusta ed Andrew sembrava essere un ricordo lontano ormai 200 km da me.

Eppure, per quanto avere Lucas con me potesse farmi bene, una piccola e oscura ombra era sempre presente sulla mia spalla.

Sentivo la presenza di Andrew nonostante lui non fosse presente. Sentivo i suoi occhi su di me, sebbene sapessi che adesso non li avrebbe mai più rivolti verso di me. Sapevo che, ormai, Leonie aveva vinto il suo ambito premio e nessuno, compresa me, glielo avrebbe più portato via.

Era un addio dal sapore dolce amaro, un addio alle emozioni e sensazioni vissute con lui. Era intenso, ma un’abile manovratore di anime. Era bello, dannatamente bello. Era pericoloso, ma allo stesso tempo sotto mille ombre, Andrew era fragile, sorretto solo da una maschera, un facciata costruita negli anni.

Qualcosa dentro di me urlava di tornare, di prenderlo e portarlo via con me, di distruggere i suoi demoni, ma la ragione aveva la meglio sul cuore.

Dovevo allontanarmi da lui, questa volta definitivamente.
Convincere Lucas a tornare a New York, non fu semplice.

Volevo stare sola, dovevo prendermi del tempo per decidere cosa volevo davvero, anche se non rinnegavo quello che era successo tra noi.

«Devi tornare a casa, Lucas.», dissi alzando gli occhi verso di lui.

Era in piedi in mezzo alla stanza spoglia, vedevo il suo sguardo vagare ovunque, ovunque, tranne che su i miei occhi.

Non lo stavo cacciando, non avrei mai potuto, ma la mia mente chiedeva un pausa da ogni avvenimento, da ogni segreto e mistero che mi ero portata con me durante il viaggio.

«Potrai venirmi a trovare, ma adesso ho bisogno di stare da sola.», continuai senza distogliere lo sguardo da lui.

Dopo qualche secondo, alzò gli occhi e ondeggiò piano verso di me. Aveva un sorriso malinconico che gli illuminava il volto, non voleva lasciarmi, ma ne aveva capito il motivo.

«Amanda, prometti che mi chiamerai? Che tu ne abbia bisogno o no.», disse sfiorandomi la guancia col dorso della mano.

Annuii.

L’avrei fatto, l’avrei chiamato.

Sentii le sue labbra sulle mie, morbide e calde, sentii le sue labbra cercare le mie.

Un bacio che diceva “arrivederci”, un bacio pieno di speranze. Mi lasciai andare al calore del suo abbraccio. Ci trovai conforto, affetto come la prima volta. Lucas sembrava un piccolo fascio di luce in mezzo a tutto questo buio, eppure, le ombre erano sempre in agguato pronte ad afferrarmi.

Immagine1

Un mese dopo…
Era ormai passato un mese da quando ero ritornata a Spring Lake.

Un mese fatto di telefonate lunghe ore, di serate fredde davanti al camino, di abbracci lunghi una notte e di baci carichi di passione.

Un mese dove Lucas era presente, dove illuminava ogni angolo della mia giornata. Non sapevo dove fosse Andrew, come avesse reagito alla mia partenza e soprattutto se mi avesse mai cercata.

«Oggi sono stato al Reynolds&Blake Hotel. Erano giorni che Andrew non si vedeva. E poi, l’ho visto. E’ stato come un pugno allo stomaco.», disse Lucas dall’altra parte del telefono.

A quanto pare Andrew era fuggito, forse insieme a Leonie e adesso era ritornato, ma dalla sua voce percepivo che qualcosa era cambiata.

«Amanda, prova a cercarlo tu stessa su internet. A parole non riuscirei a descriverti quello che ho visto nei suoi occhi.», continuò.

Digitai il suo nome su Google e non fui stupita dalla quantità di siti di giornali di gossip uscirono.

Andrew, aveva smesso di essere presente agli eventi mondani per diverso tempo, troppo per un uomo così noto.

Aprii un articolo che risaliva alla sera precedente.

Al Reynolds&Blake Hotel c’era una festa, una delle tante che venivano organizzate per dare sfoggio della ricchezza che lui possedeva.

E lo vidi.

Smoking nero, al suo fianco Leonie in un abito verde acqua, ma lui era diverso.

Il suo viso di marmo era adesso ricoperto da una barba piuttosto lunga, i capelli ormai gli arrivavano al collo e i suoi occhi erano velati da qualcosa che non riuscivo a scorgere.

Andrew era lì, in tutto il suo splendore, immobile in quella foto, ma dentro di lui qualcosa si era rotto, forse per sempre.

Sentii le lacrime pungermi gli occhi e il senso di colpa invadermi facendomi sentire la causa del suo cambiamento.

Staccai la chiamata, dicendo a Lucas che dovevo prepararmi per andare al lavoro, ma in realtà, quando entrai nella doccia, scoppiai. Piansi tutte le lacrime che avevo in corpo, piansi per Andrew.
Quando entrai nel locale c’era la solita clientela serale, ma una figura catturò subito il mio sguardo.

Quel cappotto nero e l’uomo seduto al bancone del bar, mi colpirono come una morsa al petto.

Andrew era a pochi metri da me.

Iniziai il mio turno, sperando di non dare nell’occhio, ma inevitabilmente mi notò subito.

Quello sguardo gelido che riversava nel bicchiere colpì me nell’anima, ma una piccola fiamma accese quelle perle oscure che mi osservavano.

Mi mancava il fiato, Andrew non staccava i suoi occhi da me.

Uscii dal retro il più velocemente possibile. Avevo il cuore in gola e la sensazione di essere seguita. Mi ritrovai Andrew appoggiato al muro dell’edificio accanto che continuava a guardarmi in silenzio.
«Andrew…Cosa ci fai qui?», dissi con voce rotta.

Lui mi guardava in silenzio, osservava ogni piccola reazione che potessi avere davanti a lui.

«Io sono Andrew Alexander Blake. I miei genitori sono morti ed ho vissuto con i miei zii, ma questo credo che tu lo sappia. Non posso parlare con nessuno di me, perché potrebbero usare i miei punti deboli per colpirmi, per colpire quello che la mia famiglia ha costruito.

Leonie è stata l’unica donna a conoscermi dentro e a vedere le mie ombre, ma allo stesso modo le ha plasmate e deviate per farmi legare a lei. Non la amo, non l’ho mai amata, o meglio, pensavo che potesse essere amore invece era ossessione, sesso, perversione.

La camera 508 era la nostra stanza, la stanza dei nostri incontri. E tu ne hai fatto parte.

Da tutto questo ha avuto vita il nostro piccolo segreto il Room 508, che racchiude questo mondo perverso dove persone come noi amano nascondersi.

Quello che hai visto, la mia corazza è solo una maschera, una protezione.

Sono dovuto crescere velocemente per essere l’erede perfetto che tutti volevano.

E una notte arrivo qui, a Spring Lake, dopo un viaggio di lavoro e vedo te.

Ti ho osservata per giorni sebbene tu non mi avessi mai notato. Ogni tuo movimento era sotto i miei occhi.

Già dalla seconda volta sapevo chi eri.

Non c’è voluto tanto per scoprirlo, eppure, sentirlo raccontare da te valeva quei 200 km che facevo ogni sera per poterti anche solo osservare da lontano.

Ma quando i tuoi occhi si sono posati su di me ogni cosa ha iniziato a vacillare.

Il mio mondo, le mie certezze, tu hai acceso il fuoco. Hai sciolto quel ghiaccio che ricopriva il mio cuore. La tua voce, il tuo corpo tra le mie braccia valeva ogni singolo chilometro che avevo fatto quelle notti. Sapevo che non mi avresti mai seguito, allora ho architettato tutto.

Volevo saperti felice, anche solo contenta. E ti ho portata a New York vicino a me. Eri così spaventata nell’ascensore, così piccola e fragile. Volevo proteggerti, ma quel mondo, il mio mondo, ha avuto la meglio.

Ti ha colpita tanto forte da romperti in mille pezzi e farti scappare via da me.

Adesso sono qui.

Ho mollato ogni cosa che ho per venire qui e darti la verità che mi hai sempre chiesto.

Anche se so che Lucas è presente nei tuoi giorni, anche se so che lui riesce a farti stare bene, io sono qui.

Potrei chiederti perdono, Amanda, potrei prometterti ogni cosa, ma non sarebbe abbastanza. Ma una cosa, una soltanto voglio che tu sappia…», disse dopo essersi avvicinato a me.

La mia mente era in subbuglio, ogni cosa che Andrew aveva detto mi aveva scossa facendomi tremare.

Il mio cuore galoppava talmente veloce che iniziai a respirare dalla bocca.

Andrew, aveva riversato un mare di parole e sentimenti, travolgendomi e facendomi sbattere a degli scogli immaginari più e più volte.

Mi prese il viso tra le mani, costringendomi a guardare l’oscurità nei suoi occhi, ma quello che vidi mi accecò.

«Ti lascerò vivere la tua vita, ma sappi che io farò di tutto per averti, questa volta senza inganni.», disse in un sussurro.

Ero immobile, ogni muscolo non riusciva a rispondere.

Le mani di Andrew sorreggevano il mio viso, ma bastò un fremito che sentii le sue labbra sulle mie.

Ogni singolo bacio che mi aveva dato era una piccola scintilla di desiderio, desiderio di avermi, ma adesso quell’unico bacio racchiudeva qualcosa di molto più grande, qualcosa che anche io cercavo di non vedere.

Mi ricordò la sua immensa fragilità che aveva mostrato nella sua camera, mi ricordò una dolcezza che lui si ostinava a nascondere e infine mi fece vedere che, in realtà, Andrew era capace di amare davvero.

E amava me.

Sfiorò il mio corpo da sopra i vestiti, ma il suo tocco sapeva incendiare la mia pelle. Le sue labbra raggiunsero agognanti il mio collo che riempì di baci e riempì me di brividi.

Era il suo modo di dirmi cosa provava, di trasmettermi le sue emozioni, i suoi sentimenti.

Questa volta non voleva sesso, questa volta voleva amore.

Mi tirò a se, cingendomi i fianchi con un braccio. Sentii che quel bacio aveva avuto effetto su di lui.

Mi sussurrò all’orecchio che ero io, ero io la causa del suo desiderio.

Le sue mani continuavano a lasciarmi brividi, ma io ero immobile sotto l’assalto delle sue carezze.

Ma più mi sfiorava e più tremavo.

Più mi baciava e più sapeva che ne volevo ancora.

Mi morse le labbra e poi scese nuovamente sul mio collo facendomi soffocare un gemito.

Andrew sapeva i miei punti deboli, sapeva come scuotere il mio corpo.

La sua mano scese accarezzandomi il seno, il ventre per poi finire appena sopra le mie gambe.

Non disse nulla e continuò la sua discesa.

Arrivò tra le mie gambe, sfiorandomi, lì, dove mi aveva sentita bagnata, eccitata per lui.

Gli afferrai il polso bloccandolo e scuotendo la testa gli dissi di fermarsi.

Riuscì a prendermi la mano e guardandomi fisso negli occhi, la posò sul suo petto. Sentii il suo cuore battere forte, la fece risalire.

Mi fece sfiorare il la sua guancia, lentamente come se avesse aspettato questo momento da troppo tempo.

E poi sussurrò: «E’ una promessa Amanda, farò di tutto.»

E se ne andò, lasciandomi ancora una volta con una tempesta dentro di me.

 

FINE 16° PARTE

 

ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO

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Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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5 commenti

  1. Mihaela

    Wooow… Bellissimo capitolo( anche se mi è sembrato un pò corto, non so)… Non me l’aspettavo proprio. Finalmente si è aperto con lei… Ma mi chiedo se lei non volesse tornare da lui(anche a New York), cosa farà lui? Rinuncerebbe e basta? Speriamo di no, perchè anche in questo caso è venuto da lei… Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo… Baci!!! 😉 🙂

  2. Rosy ♥

    Oddio oddio oddio!!!
    Chi sceglierà Amanda???
    Certo che questo cambiamento in Andrew mi ricorda tanto un altro uomo tormentato…
    Credo di aver capito che il prossimo capitolo sia l’ultimo vero???
    A lunedì Helena 😉

  3. Helena Evelyn

    Ebbene sì, lunedì sarà l’ultimo capitolo. Amanda sceglierà e non mancheranno i colpi di scena. Vi terrà col fiato sospeso fino alla fine 😀

    • Stella

      Ciao Sandra,
      I racconti che pubblichiamo possono essere letti in esclusiva solo sul nostro sito, non sono reperibili in formato PDF o epub