Nuovo racconto inedito – “Stanza 508” – 13° Capitolo

Inizia una nuova settimana e non dimenticate, insieme al caffè, di completare la carica mattutina con uno dei nostri racconti inediti e super bollente.

Dalla scorsa puntata ho notato un sacco di facce soddisfatte. Donne di poca fede, vi avevo detto che la pazienza è una dote da non sottovalutare.

L’ingresso di Lucas ha piacevolmente colpito molte di voi e vediamo se l’appuntamento ha sortito l’effetto sperato o qualche terzo incomodo ci ha messo lo zampino!

Voi che dite? Lucas o Andrew: chi avrà la meglio?

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

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-Stanza 508-

-Tredicesima parte-

-La fine, o forse no-

L’impetuosità di Lucas mi aveva travolta togliendomi il respiro.

I miei muscoli si erano come bloccati e, sebbene lui non era più vicino a me, non rispondevano.

Era bello, affascinante e la sua dolcezza ti colpiva il cuore.

Era impossibile da negare.

Mi chiedevo come potesse essere il figlio di una donna così meschina.

Sembravano provenire da due mondi completamente diversi.

Eppure, per quanto cercassi di sforzarmi nel trovare una risposta, Lucas era sangue del suo sangue e in un attimo, mi apparve anche lui come un sensuale felino.

I suoi occhi verdi che luccicavano nei miei e le sue mani che mi afferravano come se fossi una gazzella tra le grinfie di una tigre.
«Ehi, c’è qualcuno?», disse improvvisamente sventolandomi la mano davanti agli occhi.

Scossi la testa e notai che la cena era pronta sul tavolo.

Non appena iniziai a mangiare, capii quanta fame avevo e quanto bene potesse cucinare lui.
Alzai lo sguardo e lo vidi sorridere compiaciuto da dietro il bicchiere. Mi venne spontaneo ricambiarlo sinceramente e fui colpita dalla naturalezza di tutto ciò.

«Finalmente ti vedo sorridere spontaneamente. Ma dimmi un po’…Cosa diavolo ci fa una ragazza così in una città così grande?», domandò senza staccare gli occhi dai miei.

Raccontare di me, mi costava uno sforzo notevole. Non amavo rivelare particolari della mia vita e condividerli con lui sarebbe stato pericoloso.

«Lavoro, semplicemente.», risposi seria.

Presi il bicchiere e in un sorso bevvi tutto il vino. Sentivo gli occhi di Lucas scrutarmi in cerca di qualche risposta che però stavo celando.

«Sai, non me la bevo questa risposta. E’ palese che stai mentendo. Qualunque segreto tu nasconda, Amanda, finirò per scoprirlo. Ma, preferisco che ti riveli tu, sinceramente.», era serio e finii per abbassare gli occhi sul piatto ormai vuoto.

Mi alzai, portandolo in cucina, come per fuggire dal suo interrogatorio.

Sentii i suoi passi dietro di me e subito dopo le sue braccia cingermi.

Mi stava abbracciando.

Per un secondo tremai, se ne accorse e mi strinse di più.

Quasi come se volesse calmarmi, come se avesse percepito il mio disagio.

«Per me non è facile parlarne. Scusami.», dissi interrompendo il suo abbraccio.

Mi dispiaceva staccarmi da lui, ma dentro di me sentivo che stava invadendo i posti sbagliati ed era meglio mettere una distanza tra di noi.

«L’avevo intuito, non c’è bisogno di chiedermi scusa. Vorrei poterti conoscere e non scopare come fa Mr. Oscurità.», si appoggiò accanto a me sul bancone della cucina e con la mano mi sfiorò la guancia in una timida carezza.

Sorrisi.

«Mr. Oscurità, come ti è venuta fuori?», dissi ridendo.

Si passò una mano tra i capelli per l’imbarazzo, i miei occhi l’osservavano.

Lucas appariva un ragazzino adesso.

Ma scendendo con lo sguardo, però, vedevo un uomo assurdamente bello.

Mi morsi il labbro guardandolo e lui si girò smettendo di ridere.

«Basta vederlo. Andrew veste esclusivamente di nero, anzi, è lui stesso il colore nero. E non mi meraviglio se le donne gli cadono ai piedi. Ma, non mi fido di lui. E’ meschino, come mia madre. E’ bene non averci a che fare con loro due.», disse.

La mia mente mi riportò a quella notte nel suo appartamento.

Andrew era così vulnerabile e umano.

Ero riuscita a scorgere qualcosa che non fosse oscurità e ne ero rimasta accecata.

E poi, ripiombare nella sua maschera di freddezza.

Il mio cuore sussurrava che potevo aiutarlo a cambiare, a scoprire i suoi demoni, ma la mia mente negava ogni possibilità di una riuscita positiva. Miss Leonie marcava stretto il suo territorio ed Andrew era rimasto immobile senza aiutarmi.

Era chiaro, un uomo così non avrebbe portato niente di buono. Eppure, continuava ad insinuarsi in me la speranza di portarlo su una strada fuori dalla perversione.

«Mia madre e Andrew hanno un rapporto particolare, non mi meraviglierei se fossero finiti a letto insieme. Sembra strano, ma è lei a domare lui. E lui è come un cagnolino tra le sue mani.», continuò Lucas fissando il pavimento.
Tutto iniziò a prendere forma.

I contorni di questa storia perversa si stavano delineando. Miss Leonie ed Andrew avevano una sorta di relazione impossibile da troncare.

Io ero solo una stupida pedina sulla sua scacchiera, che muoveva solo quando ne aveva voglia.

Le sue emozioni, seppur apparentemente vere, potevano solo essere un’altra delle sue tante maschere ed io ero stata stregata da quell’incantesimo.

«Inizio ad averne abbastanza di questa storia. Non posso lasciare quel lavoro per la paura di incontrare Andrew.», dissi abbassando lo sguardo.

Lucas alzò gli occhi, mi osservò per un attimo per poi dire «Credo che abbia capito che tu non voglia più vederlo. Basterà ignorarlo, ignorare i suoi inviti e cercare di non cadere nelle sue trappole. Potrei parlargli, ma lo intuirebbe come una sfida e, sinceramente, tu non devi essere vista come un premio. Sei una ragazza, anche bella se me lo permetti, e dovresti essere trattata con rispetto. Soprattutto da lui.». Sospirai, ma il vortice dei miei pensieri, fu interrotto dal campanello che suonava senza sosta.
Lo vidi, lì davanti alla porta, senza il suo completo nero, senza la sua maschera fatta di oscurità che fissava i miei occhi.

Gli chiesi perchè fosse venuto e in un sussurrò lui rispose solo “perdonami”. Sembrava essere stato travolto da una valanga emotiva di una portata incredibile. Lui, Andrew, l’uomo dalle mille sfaccettature adesso era stato colpito e affondato da una situazione che non poteva più controllare.

Ma quando Lucas si affacciò da dietro le mie spalle, vidi nei suoi occhi una rabbia che accendeva il suo fuoco interiore.

In un attimo entrò in casa precipitandosi verso Lucas.

Lo afferrò per la camicia con forza, ringhiando e facendomi tremare.

«Devi lasciarla stare. Lei è mia.», disse con rabbia guardando Lucas dritto negli occhi.

Afferrai il braccio di Andrew prima che l’odio gli facesse tirare un pugno.

Si girò di scatto verso di me, scossi la testa.

Avevo il cuore che batteva a mille al secondo, ma ero l’unica che poteva fare qualcosa per evitare uno scontro tra di loro.

«Lascialo stare. Abbiamo cenato insieme. Non fare inutili scenate.», la mia voce era calma e fredda.

Speravo di colpirlo e di raffreddare quella rabbia che stava ribollendo in lui.

«Io non sono di nessuno, Andrew. E’ bene che questa storia finisca qua. Per entrambi.», continuai senza togliere gli occhi dai suoi.

Lasciò andare Lucas che scambiando uno sguardo con me, capì di dover andare. Questo era il momento, il momento della resa dei conti. Della fine di questa assurda situazione.
Andai a sedermi accanto a lui sul divano, cercando di mantenere la calma che ero riuscita ad avere fino a quel momento.

«Quello schiaffo è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E’ una situazione assurda, Andrew. Noi due non ci conosciamo nemmeno. Qui non si tratta più di passione. Miss Leonie non è il tipo di persona con cui voglio avere a che fare e tu fai parte del suo mondo. Non posso più andare avanti.»

Mi ascoltava in silenzio fissando il pavimento come se fosse ipnotizzato.

La mia mente fu invasa dalle immagini ancora vivide dei nostri incontri.

Eravamo stati travolti dal desiderio, dalla passione e da un’attrazione che ci aveva soffocati.

Non c’erano parole, ma solo gemiti strozzati.

Nessuno dei due conosceva l’altro, ma c’eravamo toccati nell’intimo, in quei posti segreti. Rapiti da un piacere senza fine. Incatenati da legami inesistenti che adesso erano stati recisi.

«Sono anni che frequento Leonie. E’ stata lei a plasmare la mia perversione e a darne una forma reale. E’ stata lei a domare me, prima che io domassi lei come tu hai visto. Mi ha segnato nell’anima e non potevo fare a meno di lei. Quelle sensazioni le provavo solo con lei e poi ti ho vista. Sembravi fragile, ma dentro sei tu ad essere una leonessa, non lei. L’eccitazione che provai dentro l’ascensore mi annebbiava la vista. Volevo averti, dovevo. Ho incontrato più volte Leonie per parlarle di te, di quello che stava succedendo. Si è sentita strappare dalle mani una cosa sua. Quando ti ha colpita, sono rimasto paralizzato. Ogni certezza in me era crollata, come se avessi ricevuto io quel colpo. Allora ho preso una decisione: lasciarti andare. Perchè i tuoi occhi pieni di disprezzo verso di me, sono stati più forti di qualunque altro dolore. Ma non riesco, non riesco a ignorarti. Leonie ha cercato di convincermi di aver fatto la scelta giusta, ma non ne ero convinto. Ti vidi con Lucas e pensai che lui potesse darti quello che io non posso farti avere. Eri calma, tranquilla. Eri te stessa con lui. Ho pensato che, a questo punto, qualunque cosa potessi fare era inutile. Dovevo chiederti perdono, solo questo per poter tornare alla mia vita con l’illusione di poter cancellare tutto questo.», disse con il viso rigato dalle lacrime.

Sotto mille strati di tenebre Andrew era umano, provava sentimenti e poteva piangere.

Sotto mille strati di tenebre Andrew aveva una piccola luce che avrebbe potuto guidarlo fuori da questo buio che si era costruito.

Gli sfiorai il viso costellato di lacrime e i suoi occhi incrociarono i miei.

«Non possiamo andare avanti così. Non possiamo. Mi dispiace, Andrew.»

Vidi la speranza nei suoi occhi spegnersi.

Mi spezzava il cuore vederlo così, ma avevamo finito per farci del male.

Lo sentii sussurrare il mio nome, prendere il mio viso tra le sue mani.

Sentii le sue labbra sulle mie, il suo respiro sulla mia pelle.

Ogni bacio era un implorazione.

Mi ripeteva con la voce spezzata di perdonarlo.

Baci struggenti, pieni di dolore.

“Ho bisogno di te”, sussurrava.

E più rispondevo di no e più le sue labbra mi cercavano.

Ma la sua oscurità riaffiorava.

Ritornava l’uomo dal desiderio carnale che voleva possedermi.

Le sue mani scivolavano dal mio viso al mio collo.

Mi sfiorò i seni e poi i fianchi.

Mi tirò a se deciso ad avermi, per un ultima volta.

Riuscii a staccarmi da lui e ad alzarmi.

«Andrew, no…», lo vidi alzarsi e venirmi davanti.

Indietreggiai finendo con le spalle contro al muro.

Non parlava più adesso.

E si inginocchiò.

Gli accarezzai i capelli rapita dalla posizione in cui si trovava.

Glieli tirai e tutto quello che riuscii a dirgli fu “baciami”.

Le sue mani risalirono dalle mie cosce regalandomi brividi su tutto il corpo.

Qualcosa in me non riusciva a resistergli.

Andrew era nuovamente in piedi e in un attimo mi prese in braccio.

Sorrisi nel ricordare quando lo fece nell’ascensore.

Avevo ancora le dita intrecciate ai suoi capelli, ma la sua mano mi serrò i polsi con forza tirandomeli in alto. L’altra mano iniziò ad accarezzarmi la schiena, i fianchi.

Si fermò su un seno che strinse facendomi mordere il labbro.

E poi lo sentii avventarsi sulla mia bocca.

Lo sentivo fremere eccitato, ma allo stesso tempo combattuto.

Le nostre lingue si cercavano, si intrecciavano.

Ci baciavamo soffocando deboli gemiti che promettevano all’altro che questa era la fine.

O forse no.

 

FINE 13° PARTE

 

ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO

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Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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8 commenti

  1. lila!

    Pubblicalo tutto mia cara..è uno strazio così Ahahahahah! Bellissimo come sempre 🙂

  2. Ida

    Bella storia! Sempre più intrigante. Leonie difenderà il rapporto con Andrew e lui non rinuncera facilmente alle attenzioni della sua dominatrice. Amanda sarà combattuta nella scelta tra l’amore normale e la perversione di Andrew. Luca sarà nel mezzo di un triangolo tra Amanda, Andrew e la madre. Ne vedremo delle belle tra questi quattro. Brava Helena. Alla prossima

  3. Rosy ♥

    Credo proprio che non sarà la fine…
    Andrew si prenderà Amanda, che lei lo voglia o meno…
    Brava Helena 😀

  4. Romina

    È’ un rapporto poco sano, c’è molta attrazione tra di loro, forse anche amore ma hanno alle spalle entrambi situazioni oscure, lui ora abbiamo ben capito cosa o per meglio dire chi (grazie a Lucas abbiamo capito chi sia la madre……altro che sottomessa) e lei anche ha degli scheletri dentro l’armadio sicuramente diversi da quelli di Andrew ma comunque ha qualcosa da nascondere e Lucas l’ha capito! Lei nonostante capisca che non può uscire nulla di buono dal loro rapporto, ma anche lui è consapevole di farle del male non riescono a fare a meno l’uno dell’altro! Peccato perché Lucas mi piace molto ma del resto al cuor non si comanda ……vedremo gli sviluppi!

  5. Alessia

    aaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!! che nerviiiiii!!! mi sto mangiando il cervello!!!! voglio sapere come va avantiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!! uffaaaa!!! 🙁

  6. Loredana

    Ma non puoi lasciarci sempre sul più bello!!!!….Lunedì e lontanissimo….
    Devo dire che all’inizio dei capitoli non ci avevo capito nulla ma ora mi piace molto….e va bene aspettiamo Lunedì….

  7. Danielle

    Ma sono l’unica a cui non piace Lucas ?
    Non so ma lo trovo troppo finto, troppo perfetto forse nasconde più cose di Andrew.
    Comunque questa ff mi piace, brava Helena

  8. Helena Evelyn

    Ancora una volta, grazie mille a tutte per i vostri commenti 🙂
    Lucas è molto diverso da Leonie ed Andrew, ma vedrete che saprà tirar fuori una bella forza per prendersi Amanda.
    Però, lei ha un segreto che la avvicina ancora di più ad Andrew…Ma questo lo scoprirete lunedi :p