Nuovo racconto inedito – “Stanza 508” – 12° Capitolo

Inizia un’altra settimana, un altro lunedì che parte all’insegna dell’erotismo con una nuova puntata del racconto “Stanza 508” della nostra Helena.

Godetevi questo capitolo, perchè finalmente alcuni misteri verranno svelati e ad attendervi anche una nuova affascinante new entry.

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

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-Stanza 508-

Dodicesima parte

Lucas Etienne Mureau White

 

Miss Leonie aveva inferto al mio ego un colpo doloroso.

Avevo corso più veloce che potevo per fuggire dagli sguardi taglienti di quella donna, ma la mia fuga fu interrotta bruscamente.
I pensieri mi affollavano la mente, offuscavano la ragione e le mie gambe si muovevano spinte da una rabbia interiore mai provata. Volevo trovare un posto dove rifugiarmi, dove poter piangere tutte le mie lacrime senza essere vista da nessuno.

Scesi le scale per arrivare al garage sotterraneo, ero senza fiato quando dal nulla una figura bloccò la mia strada facendomi cadere in terra.

Il cuore mi scoppiava nel petto, la scena appena vissuta la rivivevo ogni secondo nella mia mente. Sentivo il sangue correre nelle vene, il mio corpo tremava. Alzai gli occhi ed incontrai quelli dello sconosciuto davanti a me.

Verdi, caldi.

Ti facevano pensare ad enormi distese di erba, dove il sole riscalda la tua pelle ed il vento la increspa di brividi leggeri.

Erano limpidi, lucenti, abbaglianti.

Il mio sguardo scese per le linee del suo viso.

Lineamenti dolci, che esprimevano calma e tranquillità.

Quelle labbra rosa, piene che stavano scoprendo i suoi denti bianchi mentre si mordeva il labbro.

«Dovrebbero succedere ogni giorno incontri del genere.», la sua voce era morbida, la sentivo accarezzarmi l’udito.

Avrei potuto ascoltarla per ore ed ore senza mai stancarmi.

Mi porse la mano per alzami, l’afferrai e mi tirò su con un gesto di un eleganza assurda. Non mi ero accorta che nella caduta la gonna si era alzata, facendo trasparire dallo spacco laterale un lembo di pizzo nero. Mi aggiustai imbarazzata, sentendomi avvampare per la vergogna.

«Mi scusi, non volevo venirle addosso.», sussurrai a fatica cercando di non incrociare il suo sguardo.

«Non darmi del lei, ho solo vent’otto anni. Mi fai sentire vecchio così.», lo sentii ridere.

Rimasi per un attimo incantata da quel sorriso, sentendomi invadere da pensieri senza senso.

«Hai un espressione stravolta, sicura di stare bene?», sentii la sua mano poggiarsi sulla mia spalla.

Sussultai sentendo il suo calore, finendo per dondolare leggermente. Avevo gli occhi bassi, fissavo l’asfalto. Una ciocca di capelli era scivolata sui miei occhi, ma sentii le sue dita spostarla in una carezza. Ero bloccata, non riuscivo quasi più a parlare.

Quel gesto così gentile mi aveva scossa, molto più della caduta.

«Credo che tu abbia bisogno di un po’ d’aria e di qualcosa di caldo.», con un gesto lo vidi togliersi la giacca e mettermela sulle spalle. Mi offrì il suo braccio per potermi sorreggere, ma lo rifiutai timidamente.
Evitammo tutta la folla dell’hotel e raggiungemmo le salette private del bar.

Sospirai rumorosamente quando affondai nel divanetto rosso. Lo sentii sedersi vicino a me.

La presenza del suo corpo mi stava piano piano calmando.

Eppure, un frammento mi colpì e crollai esausta. Iniziai a piangere e tremare.

Mi sentivo colpire ovunque, affondare nel mio stesso mare. Volevo scappare da quelle persone, da quell’oscurità che avevano che mi divorava senza sosta.

E poi, un calore improvviso inondò il mio corpo scosso. Mi stava abbracciando. Avevo la testa sul suo petto, la sua mano che mi sfiorava lenta i capelli.

Inspirai.

«Ma…Tu profumi di dolce appena sfornato.», dissi tra le lacrime.

La sua risata rimbombò nel suo petto, sentii il suo viso affondare nei miei capelli ed odorarli.

«E tu di…Buono.», lo sentii sussurrare.

Una morsa allo stomaco mi fece sciogliere quell’abbraccio che sapeva di troppe cose buone.

«Dovrei tornare al lavoro adesso.», mi tolsi la sua giacca.

Nel prenderla le sue dita sfiorarono le mie ed entrambi ci guardammo. Avevamo percepito una strana elettricità.

«Per quando hai bisogno. Non esitare a chiamarmi.», mi mise tra le mani il suo biglietto da visita. Lucas Etienne​ Mureau White​, lessi e trattenni il respiro leggendo il suo primo cognome.

«Conosci una certa Vivienne Leonie Mureau?», chiesi pregando che si trattasse di un caso.

«E’ mia madre.», rispose.

Scossi la testa incredula.

Ero stata colpita da sua madre e scontrata con lui che era suo figlio.

«Non posso, mi dispiace.», ed uscii lasciando cadere a terra il bigliettino.
Uscii velocemente dal bar, tornando nella hall. E li vidi. Stavano ancora parlando, ma l’odio e la rabbia sembravano essersi dissolti in mia assenza. Non incrociai nessuno dei loro occhi pur sapendo di averli addosso.

Lucas arrivò subito dopo di me, andando diretto da sua madre. Non riuscivo a sentire la loro conversazione, ma vedevo gli occhi di Lucas cercare qualcosa. Finalmente Leonie se ne andò, facendomi tirare un sospiro di sollievo.
Le ore trascorsero e forse, era un bene concentrarmi sul lavoro.

L’ultimo meeting era per le 17 e mi trovavo al quinto piano per ultimare i preparativi.

Ero sola nella sala, ma una presenza improvvisa mi allarmò.

Vidi due occhi neri, guardarmi, ma mi girai nuovamente tornando a fare il mio lavoro.

La sua mano mi afferrò il polso, sentii male e mi sfuggì un lamento.

«Lasciami stare. Non voglio più avere a che fare con te ed il tuo mondo perverso.», sibilai con rabbia.

«Perdonami, ti prego. Perdonami.», sussurrò debolmente.

Scossi la testa più volte, ma lui si era avvicinato a me.

Sentivo il suo respiro sul mio viso, la sua mano mi sfiorò la guancia.

Le mie terminazioni nervose accesero quella piccola fiamma in me.

Gli dissi di smettere, ma lui continuava ad accarezzarmi.

Lentamente, guardandomi negli occhi, facendomi annegare nei suoi.

«No! Lasciami stare!», la mia voce riecheggiò nella sala.

Le sue braccia mi cinsero i fianchi e in un attimo sentii le sue labbra premere sulle mie. Cercavo di spingerlo via, ma era troppo forte. Sentii dei passi, qualcuno stava entrando, avrebbe potuto vederci e così fu.

Mi staccai da lui e lo colpii.

Uno schiaffo dato con tutta la forza che avevo in corpo.

«Io credo che la signorina non voglia più vederti, Andrew.», riconobbi quella voce. Lucas era non poco lontano da noi, aveva visto tutto ed ora intimava ad Andrew di lasciarmi stare.

Lo sguardo che si scambiarono mi fece raggelare.

«Non sono affari tuoi, Lucas.», disse con odio.

«Mi sono visto crollare questa ragazza tra le braccia. Credo che tu abbia esagerato. Smettila di prendere in giro le persone.», si avvicinarono entrambi, guardandosi con aria di sfida, ma fu Andrew ad andarsene.

La rabbia che lo divorava però, la sentivo, quasi come se fosse la mia.
Il sorriso di Lucas mi accecò, facendomi sorridere di rimando.

«Una ragazza così non dovrebbe stare con un tipo come lui. Quell’uomo è capace di squarciarti l’anima.», lo sentii dire.

Le sue parole erano vere.

Mi aveva squarciato l’anima molte volte ed ora più che mai.

Gli dissi che non stavamo insieme, che avevo chiuso con lui e che volevo lasciarmi alle spalle ogni cosa.

I suoi occhi brillavano alla luce artificiale, ma erano così belli che più volte mi incantai a guardarlo.

Il meeting delle 17 era il suo. Rimase ad aiutarmi per tutto il tempo, quando poco prima che iniziasse mi disse: «Non voglio essere maleducato e nemmeno approfittarmene, ma io vorrei vederti al di fuori di questo posto. Magari stasera per cena.»

Rimasi non so quanto tempo in silenzio a pensare e ripensare alla risposta, ma alla fine decisi di invitarlo a cena nel mio appartamento. Volevo ringraziarlo per la gentilezza con cui mi aveva trattata. Sentendomi accettare, il suo viso si illuminò di felicità. Sorrisi insieme a lui, sentendo il cuore scalpitare per la bellezza che emanava quella luce che possedeva.
Andrew Alexander Blake era il nipote di Paul Reynolds Blake magnate dell’industria alberghiera della città. Era suo zio, che era diventato il suo tutore quando lui aveva 12 anni dopo che i suoi morirono in un incidente.

A trent’anni, Andrew, possedeva un numero indefinito di attività, compresi hotel di lusso e locali.

Digitai su Google più volte il suo nome e le informazioni erano troppe per poter essere lette in una sola volta.

Era giovane, bello e le donne lo amavano per i suoi soldi e per il potere che incarnava alla perfezione.

Mi domandavo perché un uomo come lui avesse baciato le labbra di una ragazza di montagna, vissuta in una umile casetta sulle sponde di un lago.

Erano due mondi completamente opposti ed io non ero il tipo di donna che lui era solito avere al suo fianco.

Sarei stata una delle tante scappatelle nascoste ai media, mentre quelle con le modelle spiattellate sulle prime pagine dei giornali della città.

Mi rassegnai e chiudendo il portatile mi promisi di non entrare mai più in quel mondo così abbagliante e falso.​​

Avevo chiuso.

Non volevo più vedere i suoi occhi neri scrutarmi l’anima, le sue mani toccare la mia pelle e farla rabbrividire.

Non sarei stata più tra le sue braccia, non avrei più accarezzato la sua pelle di marmo, ne baciato le sue labbra.

Eppure, pensavo a lui.

Non riuscivo a togliermi dalla testa il suo volto che mi implora di perdonarlo.

Quel bacio forzato.

Era capace di squartarmi l’anima, il cuore.

La mia mente finì per ricordare il suo corpo nudo, accanto al mio, avvinghiato al mio. Sentivo ancora le sue carezze, la sua bocca farmi cose indecenti. E la voglia cresceva. Cresceva immaginandolo, immaginando la sua lingua tra le mie gambe.

Il respiro si stava facendo pesante, la mia mano mi accarezzò il ventre lentamente. Mi morsi il labbro, pensando alle sue dita. Quelle dita dentro di me, che mi sfioravano, che mi facevano ansimare. Scese ancora più giù, tra le mie cosce. Una scossa fece fremere il mio corpo. Trattenni un gemito soffocandolo. Il mio corpo implorava il suo, di essere soddisfatto. L’altra mano stringeva il mio seno, la mia schiena si inarcava ad ogni carezza.

E più continuavo e più desideravo lui, desideravo sentirlo dentro un’altra volta.

Ero bagnata, vogliosa.

La mia mano era ormai sotto l’intimo che mi stuzzicava.

Onde di piacere mi invadevano sempre più forti, facendomi ansimare. Improvvisamente il campanello suonò, mi alzai di scatto frastornata dalla moltitudine di sensazione e pensieri.

Inspirai ed aprii.
Lucas era davanti a me, sorridendo e lasciandomi senza fiato.

Aveva con se delle buste dal contenuto ignoto. Mi aveva detto che ci avrebbe pensato lui alla cena e con mia sorpresa, alla fine mi confessò che era uno chef e che lavorava nel ristorante di suo padre.
Aprì una bottiglia di vino rosso che versò in due calici.

«Agli incontri scontri.», disse accostando il bicchiere al mio.

Avevo insistito fino allo stremo nel chiedergli se potevo aiutarlo, ma ogni volta declinava il mio aiuto.

Appoggiata al bancone della cucina l’osservavo. Aveva in mano un coltello ed il modo in cui lo usava, lo faceva sembrare un gesto facilissimo.

Portava un paio di jeans e una camicia bianca. Davanti ai fornelli e al loro calore, mi chiese se poteva sbottonarla un altro po’.

Annuii, rapita dalle sue dita che nel frattempo iniziarono a scoprirlo. Sembrava che il sole l’avesse baciato con delicatezza. Quel colore chiaro, ma assurdamente caldo, risaltava sotto il bianco della camicia.

Mi morsi il labbro pensando a cos’altro potesse nascondersi sotto la stoffa.

Si girò verso di me, cogliendomi sul fatto.

«Chiudi gli occhi e assaggia.», disse venendomi vicino con un cucchiaio.

Le mie papille gustative furono invase dal dolce, sorprese.

Riaprii gli occhi e sentii il suo pollice sfiorarmi l’angolo della bocca.

Se lo leccò, guardandomi fisso negli occhi.

«Credo di aver interrotto qualcosa poco fa.», disse a bassa voce.

Il cuore saltò un battito pensando a cosa stavo facendo poco prima.

Lucas si avvicinò ancora di più. Sentii il suo corpo pericolosamente vicino al mio. Un altro passo e lo avvertii attaccato a me.

Mi spinse contro il bordo del mobile.

Non aveva staccato gli occhi dai miei causandomi un brivido dopo l’altro.

Le sue mani mi presero per i fianchi, avvicinando ancora di più il mio bacino al suo. In un attimo mi prese in braccio, sollevandomi e facendomi sedere sul piano della cucina.

L’odore di vaniglia aveva riempito la stanza mandando il mio cervello fuori fase.

Il verde dei suoi occhi sembrava ardere di desiderio.

Schiusi le labbra per prendere fiato, quando la sua mano mi sfiorò la coscia.

Risalì per i fianchi, sfiorò il profilo del mio seno, il collo ed infine il mio viso. Lo avvicinò al mio. Un solo millimetro in più e le sue labbra erano sulle mie.

«Vorrei farti finire ciò che avevi iniziato, solo con un aiutino in più.», sussurrò.

Il suo respiro era caldo, il suo corpo premuto contro il mio mi invitava a perdermi con lui.

Sentii la sua voglia, la sua erezione prendere consistenza sempre di più.

Mi sentivo accaldata, scottare, man mano che i secondi scorrevano.

Il suo pollice mi accarezzò le labbra che subito dopo leccai e morsi.

Lo sentii mugolare e farsi ancora più vicino.

«E’ da quando ti ho vista per terra che ho voglia di baciare quelle labbra.», confessò con un fil di voce.

Il mio respiro era pesante, l’eccitazione alle stelle.

La ragione mi diceva di non muovere nessun muscolo, l’istinto voleva baciarlo.

E poi, si staccò da me, facendomi tornare con i piedi per terra, ma con la testa che girava in un vortice di desiderio e passione.

«Non è ancora il momento per il dessert, dovrai pazientare ancora un po’.», disse ridendo e tornando vicino ai fornelli.

 

FINE 12° PARTE

 

ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO

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Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Helena Evelyn. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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11 commenti

  1. lila!

    Finalmente un nomeeeee!! Mmm secondo me cn andrew nn finisce qui..nn vedo l’ora 🙂 e complimenti!

  2. Rosy ♥

    AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH finalmenteeeeeeeeeeeee 😀
    Andrew e Lucas 😀
    Il diavolo e l’acqua santa 😀
    Mi piacciono entrambi!!!
    Chissà chi la spunterà alla fine <3
    Brava Helena!

  3. Romina

    Iniziano a prendere forma i personaggi così che si possano capire anche i ruoli! Ora compare anche questo nuovo personaggio, Lucas ……inutile dire che mi piace moltissimo ….ma credo che ad Andrew piaccia molto meno! Invece alma ns. ancora ignota protagonista piace ma suppongo che ….ahimè sua ancora sotto l’effetto di Andrew nonostante ne sia spaventata e voglia scappare lontano ma comunque ha provato x lui da subito una forte attrazione è nonostante l’abbia condotta in un mondo a lei sconosciuto e di cui apparentemente è forse non vuole farne parte ne è comunque attratta, io tifo per Lucas…..vedremo! Per ora un po’ di sana rivalità ci sta decisamente che poi non farà altro che far incaponire di più Andrew nel volerla ancora più incessantemente! Si decisamente la storia si da molto interessante!

  4. Minù

    Ah però 😀 hai capito la nostra signorina. …questo Lucas sembra un dono , da dove salta fuori ?!?! 🙂
    Non se ne trovano tanti in giro così. ..chissà cosa ci riserverai per i futuri capitoli 😉

  5. Lele

    Cavolo, cavolo, cavolo, è bellissimo questo capitolo. Il nuovo personaggio Lucas è meraviglioso finalmente si sa anche come si chiama occhi neri (Andrew), lei è in piena confusione. Wow che meraviglia.

  6. Alessia

    aaaaaaa finalmente abbiamo partorito qualcosaaaaaaa! !!! XD appena ho letto il nome dell’uomo misterioso ho urlato a squarciagola “FINALMENTEEEEEEEE” e mia madre ha detto “sei impazzita?” XD ahaahhaha cmq appare ciò questo nuovo Lucas mi piace davvero tanto..è sexy da morire mi ha fatto avvampare tantissimo ;D e poi sapere che è figlio di quella demente poi…altro stupore…chissà cosa succederà 🙂 arriva presto lunedi iii iii i! !!!!!

  7. L'amica

    Fammi capire: questa incontra uno e ci sta. Non vorrebbe, ma quando lo rivede ci sta di nuovo. Poi ancora, ancora e ancora. Poi incontra un altro, lo invita a casa e quasi ci sta di nuovo. Ammazza, c’ha un disturbo di qualche tipo sta ragazza!

  8. Helena Evelyn

    Grazie mille a tutte per i vostri commenti!
    Con Andrew non è finita qui, ma siamo vicine a scoprire un segretto che sia lui che lei condividono!

    L’amica, è una storia di fantasia, i personaggi fanno cose ben diverse dalla realtà. E’ proprio questo il bello 🙂

  9. ida

    I personaggi prendono forma e gli intrecci si stanno evidenziando, riservandoci molte sorprese. Se la storia con Lucas prenderà forma, non so come la nostra amica potrà confrontarsi con la mamma di un suo eventuale amico o fidanzato.Chissà cosa accomuna Leonie ed Andrew. Misteri che, a poco a poco, si sveleranno. Mi piace molto questo racconto, soprattutto ora che sta diventando intrigante. Brava Helena. Aspetto con molto piacere il prossimo capitolo.