Nuovo racconto inedito – “Stanza 508” – 1° Capitolo

I racconti inediti tornano ad occupare la giornata del lunedì, come fu in origine, per allietare il vostro inizio settimana con nuove storie erotiche e coinvolgenti.

Se vi dico la parola “Ascensore”, dove corre la vostra mente?

Invitabile, la nostra memoria ricorda immediatamente quel primo bacio tra Ana e il nostro Mr Grey, e mai, come da allora, l’ascensore è finito puntualmente nelle fantasie erotiche delle donne di mezzo mondo.

Ed è proprio da questo ormai lussurioso luogo che parte il nuovo racconto che vado a proporvi, il primo capitolo di una storia inedita scritta da Helena Evelyn che, a partire da questa settimana, entra ufficialmente a far parte della schiera delle nostre autrici.

Un rovente bacio, una promessa di incandescente passione sono l’inizio di “Stanza 508”che, vi ricordo, rinnoverà il suo appuntamento a cadenza settimanale ogni lunedì, per accompagnare con un tocco di seduzione il giorno più odiato e temuto della settimana.

Con la speranza di ritrovarvi sempre più numerose per seguire con noi gli sviluppi di questo nuovo racconto, auguro a tutte voi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

 

 

 

 

Camera 508

 Prima parte: l’ascensore

 

Avevo lo sguardo basso, fisso sul computer mentre stavo inserendo degli acconti di qualche camera, quando davanti a me, si fermò un uomo. Per un attimo ebbi un brivido che mi fece leggermente tremare, alzai gli occhi e il respiro mi si spezzò in un istante.

Era alto, indossava un completo nero, compresa la camicia, con una cravatta rosso fuoco. Dai suoi lineamenti si capiva che non superava i trent’anni, forse nemmeno ci arrivava.

Deglutii a fatica, dal suo sguardo immobile su di me, capivo che era una persona molto importante, ma non ricordavo dove l’avevo visto.

Mi salutò con un tono deciso e calmo. Non riuscivo a muovere nessuno dei miei arti, sicuramente sarei apparsa ai suoi occhi come una ragazzina, una delle tante che non riuscivano a dire nulla davanti a lui.

«S-Salve, in cosa posso esserle utile?», risposi cerando di mascherare il mio imbarazzo crescente. Vidi spuntare un sorriso sul suo volto, lo sguardo dapprima duro, adesso, sembrava essersi ammorbidito.

«Dovresti venire con me nella sala conferenze, così ti dico cosa serve per domani.», continuava a fissarmi e più lo faceva e più sprofondavo nella vergogna.

Un suono ci avvertiva che l’ascensore era arrivato al nostro piano. Con un cenno della mano mi intimò di entrare prima di lui.

La sala conferenza si trovava al quinto piano e per raggiungerla usammo l’ascensore dedicato al personale. Il silenzio come la tensione si potevano tagliare con un coltello. Odiavo gli ascensori, gli spazi così chiusi mi facevano sentire oppressa e questo peso iniziai a sentirlo subito dopo essere entrata.

Mi appoggiai con la schiena alla parete, cercando di calmare il cuore che ormai stava scalpitando. Lui mi dava le spalle ed era un gran sollievo non incrociare quello sguardo. Mi sfuggì un lamento, stavo per avere una crisi e, in quel momento, lo vidi girarsi verso di me.

Mi guardò per un secondo interminabile e poi il buio. Le gambe erano cedute, facendomi crollare per terra che però non toccai mai. Udii nitidamente uno scossone e l’ascensore bloccarsi di colpo. “Perfetto, ci mancava l’ascensore bloccato!”, pensai. Non mi ero accorta che mi stava sorreggendo, fino a quando non iniziai a percepire il calore del suo corpo pericolosamente vicino al mio.

Il più classico dei cliché stava succedendo. Volevo ridere, ma il suo sguardo incollato al mio mi impediva anche solo di prendere fiato. In un lampo di lucidità, ricordai dove l’ avevo visto. Ero sorpresa, sorpresa dal fatto di non essermi accorta di un personaggio del genere.

Emanava sicurezza, decisione e soprattutto un potere così assurdamente forte per un uomo così giovane. Ed era bello, sensuale per passare inosservato. Mi soffermai ad osservare i suoi lineamenti.

Aveva gli occhi di un marrone così oscuro, talmente tanto oscuro che potevi paragonarlo ad un abisso che, se non fai attenzione, può farti prigioniero. Le sue labbra, piene, sembravano fatte per essere baciate, morse, leccate. I suoi tratti erano tutt’altro che dolci e delicati. Sembrava che fossero stati creati da uno scultore che voleva far capire quanto la sofferenza, il dolore potessero modellare una persona.

Volevo accarezzare quel viso, volevo provare a plasmarlo con le mie dita. La mia mano si mosse tremando, per poi scorrere lentamente sulla sua guancia. Sfiorai col pollice la sua bocca, mentre i suoi occhi erano ancora incollati ai miei.

Fece pochi passi e finii con la schiena sulla parete dell’ascensore. Era praticamente sopra di me con tutto il suo corpo. Percepivo una strana elettricità che aleggiava nell’aria. Era una carica tanto forte, se solo mi fossi mossa avrei preso la scossa. Fu lui, però, a muoversi.

Sentii le sue dita sganciarmi due bottoni della camicia e successivamente quelli della giacca. La sua mano disegnò il contorno dei miei fianchi con trasporto. Cercai di muovermi, la mia mano dal suo petto, scese per finire poco sopra i suoi pantaloni. Lo sentii mugolare, prendermi la mano e farla nuovamente salire su per il suo corpo. La portò sul suo viso, mi prese un dito e se lo passò sulle labbra per poi leccarlo.

La guidò ancora mentre si toglieva la giacca rimanendo con la camicia nera. Sentivo la sua eccitazione che da sotto i pantaloni cresceva. Sciolse il nodo della cravatta, la buttò in terra e sganciandosi alcuni bottoni della camicia, fece scivolare la mia mano sulla sua pelle. Era calda, quasi scottava al contatto con le mie dita. Lo sentii tremare e in un attimo mi prese in braccio.

Le mie gambe erano strette intorno alla sua vita, mi baciava con una voracità mai vista prima, mi mordeva il collo. Sentivo la sua mano toccarmi, accarezzarmi. Affondai le dita nei suoi capelli castani, inspirando profondamente. Il suo profumo mi aveva ormai invaso i polmoni.

Presi il suo viso tra le mie mani e lo baciai ancora una volta. «Stiamo commettendo un errore…», sussurrai mentre cercava di sbottonarmi del tutto la camicia.

Alzò la testa, finendo per incrociare il mio sguardo. Il suo respiro era affannoso, cercava di calmarsi, di frenare quel desiderio che aveva invaso entrambi in uno spazio così piccolo.

«Camera 508.», la sua voce era ancora carica di passione, come lo erano i suoi occhi.

«Ho voglia di te. Della tua bocca, della tua lingua che immagino in ogni parte del mio corpo. Le tue mani che affondano nella mia pelle, che la graffiano. Voglio il tuo odore addosso, la tua saliva. Il tuo piacere.».

I suoi occhi erano accesi di una passione che ardeva più forte di quella che avevo visto prima. Sentivo il desiderio crescere nuovamente in lui, le sue parole erano come delle piccole scosse.

Mi prese il viso tra le mani. «Camera 508.», disse di nuovo. E mi baciò con forza per un attimo che sembrò durare ore.

 

 

FINE 1° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO

 

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Helena Evelyn. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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24 commenti

  1. Renèe

    Ciao Helena Evelyn! Parto facendoti un mega in bocca al lupo!
    Mi è piaciuto molto questo assaggio… a rileggerci la settimana prossima!
    🙂

  2. Samy

    Bello, intrigante e pieno di mistero… Mi piace un sacco, brava! Buon inizio ed attendo con trepidazione lunedì prossimo!

  3. Helena Evelyn

    Grazie mille Renèe e Samy! Ne vedremo delle belle 😛

  4. Papera

    Ma benvenuta Helena Evelyn.
    Il lunedì mattina si è fatto più caldo!
    Chi sarà mai questo misterioso uomo della Camera 508?!?!?
    Un perfetto inizio che ha saputo incuriosirmi e catturarmi.
    Alla prossima settimana

  5. Helena Evelyn

    Grazie Papera! La camera 508 è un mistero come l’uomo vestito di nero 😉

  6. Rosy ♥

    Ma benvenuta Helena Evelyn 🙂
    Innanzitutto, complimenti <3 già con questo primo capitolo mi hai conquistata 😉
    Questo mistero è davvero molto eccitante!!!
    Non vedo l'ora che arrivi il prossimo lunedì <3
    E poi complimenti per l'immagine iniziale del capitolo: adoro quella pubblicità di Dior e amo Robert Pattinson <3
    Un bacio :-*

  7. Helena Evelyn

    Grazie Rosy! Sono contenta che ti sia piaciuto 😀

  8. Lorenza

    Caspita che inizio scoppiettante! Wow! Qui se ne prevedono delle belle!

  9. La Ale

    e che camera 508 sia! Amen!
    Altro che errore, errore! Se Dio ti manda un angelo così non ci si tira indietro, ogni lasciata è persa!
    Cara Helena Evelyn (dobbiamo trovarTi un soprannome HeV è carino no??) ben arrivata tra noi…noi pazze di docce pini e ascensori!!!!
    Il lunedì sarà senzaltro meno traumatico grazie!

  10. Helena Evelyn

    Grazie Lorenza e La Ale!
    Il nostro uomo dell’ascensore è un bell’angelo oscuro, vedrete, vedrete! 😛

  11. Alessia

    benvenutaaaaaaaaaaaa Helena!!!!! 🙂 be che dire…un primo capitolo davvero bollente 😀 se il primo è cosi non oso immaginare gli altri 😀 mi ha intrigato molto lui…chissà che pezzo grosso è!!! e sarà sicuramente un gran figaccione!!! XDXD complimenti!!! alla prissima 🙂

  12. Helena Evelyn

    Grazie mille Alessia!
    In quanto a fuoco, lui non si risparmierà 😀

    • Alessia

      ecco!! XD non vedo l’ora!! spero solo che risparmierà tutte noi!!! ahahahahahhahahaha XD

  13. Romina

    Benvenuta Helena Evelyn e complimenti già questo primo capitolo promette un racconto alquanto bollente direi! Ottime premesse si è scatenata la passione sfrenata tra questa coppia !!!!!! Molto, molto interessante hai davvero catturato la mia fantasia, sarà un piacere leggerti! Alla prox settimana

  14. Minù

    Come inizio direi niente male 😉
    Ben venuta 🙂 🙂
    Spero solo che i prossimi saranno piu lunghi …altrimenti farai concorrenza alla nostra cara Crudelia 😀

  15. Ines

    Benvenuta Helena!
    Il tuo racconto promette benissimo! Un inizio breve ma intenso e passionale , hai tutta la mia attenzione, sono impaziente di scoprire cosa accadrà lunedì, ma di sicuro sarà un inizio di settimana entusiasmante!

  16. Helena Evelyn

    Grazie Candy85, Minù e Ines!
    Il fiato sospeso non mancherà di certo! E’ uno degli ingredienti base 😀

  17. eli

    Ciao Helena .. Mi piace questo inizio da… diciamo così “da sogno” a lunedì. .

  18. Ida

    Mi piace molto questo inizio. Molto interessante e misterioso. Brava Helena Evelyn. Ti seguirò con molto interesse. Ciao, alla prossima settimana.

  19. rosyg

    Decisamente saranno dei bei lunedì! Ciao Helena come inizio niente male questo bel tenebroso si farà desiderare nn vedo l’ora di leggerti complimenti a lunedì !! PS un po più lungo please