Nuovo racconto inedito – “Scherzi dell’Anima” – 14° Capitolo

Buongiorno a tutte e buon inizio settimana.

Ed eccoci di nuovo qui, con un nuovo capitolo del racconto di Irina – “Scherzi dell’Anima”-, con le battute quasi conclusive di questa storia.

Secondo voi, questi benedetti pezzi dell’anima avranno trovato la loro strada?

Non vi resta che scoprirlo nelle righe che seguono, quindi, non mi rimane che augurarvi buona giornata e, al solito, un immancabile….

Buona Lettura

 

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-PLAYLIST-

capitolo 1: More than a feeling (Boston)

capitolo 2: Truly (Lionel Richie)

capitolo 3: Ironic (Alanis Morrisette)

capitolo 4: When I was your man (Bruno Mars)

capitolo 5: Careless Whisper (George Michael)

capitolo 6: I want to know what love is (Foreigner)

capitolo 7: A moment like this (Kelly Clarkson)

capitolo 8: Fall to pieces (Avril Lavigne)

capitolo 9: Unfaithful (Rihanna)

capitolo 10: Impossible (James Arthur)

capitolo 11: Bring me to life (Evanescence)

capitolo 12: Total eclipse of the heart (Bonnie Tyler)

capitolo 13: She (Elvis Costello)

capitolo 14: I’ve got you under my skin (Frank Sinatra)

capitolo 15: I can’t fight this feeling anymore (REO Speedwagon)

 

-PERSONAGGI-

scherzi-personaggi

Erika Moore, 32 anni, giornalista impiegata al L.A. Chronicle

Simon Clark, 35 anni, architetto, studio Clark & Robinson

Jenna Turner, migliore amica di Erika, 31 anni, operatrice olistica presso il New Harmony Center

Luke Evans, amico e ex ragazzo di Erika, 43 anni, medico al White Memorial Medical Center

 

anima

 

-SCHERZI DELL’ANIMA-

-14° CAPITOLO-

21 settembre 2013 ore 11:00 PM, Eleanor King Center – Neurological Institute,  Los Angeles CA

 

-Erika-

 

Sono sconvolta da tutto quello che è successo questa sera.

Le parole di Simon mi sono sembrate un vero e proprio ricatto e questa cosa mi fa infuriare, ma allo stesso tempo non posso fare a meno di essere dispiaciuta per lui.

So che non voleva prendere le redini dell’azienda di famiglia e ora sta facendo proprio questo, sta scegliendo una vita che non ha mai voluto. Perché?

“Per me, lo sta facendo per me. Merda!”

Non appena Luke ha lasciato il nostro tavolo, Simon si avvicina e, sorridendo, mi invita a ballare. Guardo Jenna, ma lei ha lo sguardo concentrato su di lui, le sopracciglia aggrottate in una smorfia di preoccupazione. Non posso darle torto, Simon è il ritratto dell’infelicità.

“Per me?”

Quest’idea è intollerabile.

Accetto il suo invito e mi lascio trascinare sulla pista da ballo, mentre  Marvin Francis intona I’ve got you under my skin.

 

Mio malgrado, non appena sono vicina a lui la sua malia mi avvolge. Il contatto delle sue mani sui miei fianchi, calde attraverso il sottile strato di seta dell’abito, mi provoca il consueto languore. Mi stringe con fare possessivo e non posso che abbandonarmi tra le sue braccia.

<<Non vedo l’ora di stare solo con te>> mormora al mio orecchio, provocandomi un brivido di eccitazione lungo tutto il corpo.

Stringo i denti.

So cosa devo fare, il difficile è farlo, con questo desiderio di lui che mi annebbia la mente.

<<Simon, perché hai accettato di diventare Presidente?>> chiedo, cercando con tutte le mie forze di ignorare la sua mano che si è spostata alla base della mia schiena.

<<Era l’unico modo per averti>> confessa lui, dopo un attimo di silenzio. <<Dovevo togliere di mezzo il bel dottore>> è poco più che un sussurro tra i miei capelli, ma posso sentire la ferocia nella sua voce.

<<Ma lui ha commesso alcuni errori e non sarei mai riuscito a convincere mio padre ad assumerlo, se non offrendogli in cambio quello che desidera di più.>>

<<Ma io non voglio che tu rovini la tua vita per me!>> protesto a voce troppo alta, alcune coppie che ballano vicino a noi ci guardano scandalizzate.  Lui mi stringe più forte, i nostri corpi aderiscono l’uno all’altro e sento le sue labbra roventi sul collo.

<<Sei tu la mia vita…>>

Mi sento avvolta in una ragnatela che mi stringe sempre di più, quest’uomo mi fa letteralmente impazzire.

Giro la testa in cerca delle sue labbra e nel movimento scorgo Jenna ai margini della pista da ballo.

L’espressione disperata dei suoi occhi è come una doccia fredda che mi riporta immediatamente alla realtà. Non ho più dubbi sui suoi sentimenti per Simon, in un attimo i vent’anni in cui siamo state amiche inseparabili mi scorrono davanti.

“Non puoi fare questo a Jenna!”

Questo mi dà la forza di combattere questa sensazione che provo quando sto vicino a Simon e che, ora lo so, avvelena me e lui.

<<Simon, ascoltami>> gli dico prendendo il suo viso tra le mani e costringendolo a guardarmi negli occhi.

Non so come fare questa cosa, posso solo dire quello che provo, <<Tu sei una persona straordinaria, ma quello che stiamo facendo è sbagliato>> le sue mani afferrano i miei omeri.

<<Che cosa significa?>> ringhia, ricordandomi un animale spaventato.

<<Qualunque cosa sia questa cosa che ci lega, sta facendo soffrire troppe persone. Tu sei una di queste e io non voglio che sia così>>

<<Non crederai a quella sciocchezza dell’anima frantumata?>> mi stringe ancora più forte, mi sta facendo male, aggrappandosi in questo modo a me.

<<Non so a cosa credere, Simon, ma una cosa è certa. Voglio che tu sia libero. Libero di essere te stesso, di costruire la vita felice che meriti, di vivere l’amore in modo naturale e graduale..>>

I suoi occhi si riempiono di lacrime e sento dentro di me la stessa commozione, ma tengo duro.

<<Io non so se ho un pezzo della tua anima, ma se così fosse te lo restituisco con tutto il cuore. Sei una persona speciale e tengo molto a te, ma non mi appartieni, così come non mi appartiene questo>>, mi slaccio il pendente dal collo e lo metto nel taschino della sua giacca.

Poso un bacio sulla sua guancia e Simon mi abbraccia forte, mi stringe a sé con disperazione. Restiamo così, fermi al centro della pista, abbracciati, mentre la band suona le ultime note della canzone.

All’improvviso, sento una indescrivibile sensazione, quasi un movimento all’interno di me, una sorta di formicolio all’altezza del plesso solare, seguito da una strana sensazione di sollievo. Anche la stretta di Simon si allenta, il suo respiro diventa più regolare. Dopo qualche attimo ci guardiamo, stupefatti. Non possiamo fare a meno di scoppiare a ridere.

<<Come stai?>> mi chiede, massaggiandomi gli omeri dove le sue mani hanno lasciato dei segni rossi.

<<Mai stata meglio>> sorrido, in effetti non mi sentivo così leggera da… quanto? Dieci anni? <<Tu?>>

<<Come se mi fossi svegliato da un incubo>> dice in tono incredulo, per poi affrettarsi ad aggiungere, <<Scusa, non intendevo, io…>>

<<Nessun problema>>, sorrido ancora <<Capisco cosa vuoi dire.>>

Ci guardiamo e ci allontaniamo di un passo, improvvisamente in imbarazzo.

<<Beh, allora… grazie del ballo>> dice, strizzandomi l’occhio <<Ci vediamo in giro, ok?>>

<<Dicevo sul serio, comunque, sulla questione della Presidenza della società. Non sei obbligato ad accettare.>>

<<Ti prometto che ci penserò>>, si china verso di me sussurrando <<Ora scusami, ma non vedo l’ora di invitare Jenna a ballare.>>

Mi allontano da lui, con un senso di gratitudine e serenità che stento a riconoscere. Il mondo mi sembra più vivido e colorato di prima.

Osservo Simon, mentre si avvicina ad una felicissima Jenna, rossa in viso quasi quanto il suo abito, la prende per mano e la porta con sé al centro della pista.

Non mi ero sbagliata, è un uomo estremamente affascinante, ma non suscita in me nessuna particolare emozione.

Scorgo un movimento delle labbra di Jenna, che sillabano “Grazie” al mio indirizzo.

Le faccio un cenno di approvazione, con la mano con il pollice in su, poi mi fiondo fuori a cercare Luke.

 

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21 settembre 2013 ore 11:30 PM, giardino dell’Eleanor King Center – Neurological Institute,  Los Angeles CA

 

Luke è così assorto nei suoi pensieri che non mi sente arrivare ed ho modo di osservarlo per un attimo prima di palesarmi.

Siede su una panchina del giardino, il viso tra le mani, i gomiti poggiati sulle ginocchia.

Ha i capelli spettinati, il papillon giace spiegazzato ai suoi piedi.

Mi si stringe il cuore a vederlo così, mi avvicino piano e metto una mano sulla sua spalla. Sussulta, come se l’avessero colpito, e si volta di scatto a guardarmi. Il suo viso si illumina, mi guarda come se fossi la sua salvezza.

<<Luke, devo parlarti…>> non faccio nemmeno in tempo a terminare la frase, che si alza e mi prende tra le sue braccia.

<<Baciami, ti prego>> il suo tono è così accorato da preoccuparmi, ma non me lo faccio ripetere due volte tanto è l’amore che provo per lui in questo momento.

Le nostre labbra si uniscono, gli passo le braccia intorno al collo aggrappandomi a lui, rifugiandomi nelle sue braccia che mi stringono. Sento nuovamente la meravigliosa sensazione di essere tornata a casa. Ci baciamo a lungo, senza fretta, dolcemente, nel tentativo di placare la sete che abbiamo l’una dell’altro.

Quando siamo senza fiato, poggio la testa sul suo petto, beandomi del suo profumo e del suo calore.

<<Non accetterò>> mi dice, accarezzandomi i capelli <<Non mi importa niente del posto di primario se posso stare con te.>>

Queste parole fanno scattare qualcosa dentro di me, una sorta di allarme, una sgradevole sensazione.

<<Devi accettare, Luke. Hai desiderato un lavoro come questo per tutta la vita. Vedrai che Simon non farà problemi>> lo rassicuro.

<<Non posso correre il rischio>> dice categorico, stringendomi più forte a sé <<Sei tu l’unica cosa che conta nella mia vita.>>

Le sue parole sono così simili a quelle che Simon ha pronunciato poco tempo fa, che mi sento morire.

Anche Luke è pronto a rinunciare alla vita dei suoi sogni per me?

Non posso tollerarlo.

La consapevolezza che ho il potere di restituirgli la libertà, come ho fatto con Simon, invece di farmi sentire sollevata, mi spezza il cuore.

Ho visto quello che succede e so che dopo Luke sarà più felice, ma al pensiero di rinunciare a lui mi viene voglia di urlare.

Non riesco ad immaginare la mia vita senza il suo amore, non riesco ad immaginare di non amarlo più, di non sentire più quest’emozione quando lui è vicino a me.

Lo stringo a me più forte che posso, baciando le sue labbra come ho fatto mille volte, consapevole che il nostro amore sta per finire.

Lo sento sorridere sotto i miei baci.

La sua mano sale a prendermi la nuca e la sua lingua si fa strada tra le mie labbra.

I miei sensi reagiscono immediatamente, ricambio il bacio con ardore, sentendo una fitta di desiderio nel basso ventre. La sua mano scende sulla mia schiena, accarezzandomi le natiche.

Sorrido e, ammiccando, sposto le mie mani sui suoi glutei muscolosi, attirando il suo bacino contro il mio. I nostri corpi aderiscono perfettamente, la voglia di lui cresce sempre di più.

<<Fai l’amore con me, Luke>> gli sussurro all’orecchio.

“Per l’ultima volta” penso.

<<Ai tuoi ordini>> risponde sorridendo, poi mi prende per mano e mi conduce all’interno dell’ospedale.

Attraversiamo in silenzio le varie ali dell’edificio. Non c’è nessuno, sono tutti alla festa.

Raggiungiamo l’appartamento del primario, Luke chiude alle nostre spalle la porta della camera da letto.

<<Spero che al nuovo primario non dispiaccia se usiamo la sua camera>> mormora.

Nonostante cerchi di scherzare, sento della tristezza nella sua voce. La mia determinazione nel lasciarlo libero aumenta.

“Ma non ora, non ora…”.

<<Spogliati, voglio guardarti>> gli dico, mentre lo aiuto a liberarsi della giacca, della fascia di seta e della camicia, passando poi le mani sui suoi pettorali scolpiti.

Calcia via le scarpe e sfila in fretta le calze, mentre gli slaccio i pantaloni con tutta l’urgenza della mia passione.

Lo bacio, intrecciando la lingua alla sua e assaporando il suo respiro, sorridendo lo aiuto a sfilarsi i pantaloni e i boxer. Contemplo il suo splendido corpo nudo, cercando di imprimere ogni dettaglio nella memoria, preparandomi a dirgli addio.

<<Ora tu>> mi dice, sfilando il fermaglio che mi tiene su i capelli e facendoli ricadere sulle mie spalle.

Lo prendo per mano e  lo faccio sedere sul bordo del letto, allontanandomi poi di qualche passo.

Mi volto, dandogli le spalle, poi comincio ad abbassare una spallina del vestito. Lo guardo da dietro la spalla, i suoi occhi sono su di me, splendenti d’amore, mentre si gode la scena.

Con un gesto malizioso faccio scivolare a terra il vestito, il suo sospiro eccitato mi gratifica mentre resto davanti a lui in perizoma e tacchi alti.

<<Sei bellissima, amore mio>> la sua voce calda è vibrante di desiderio.

Mi volto lentamente e mi avvicino a lui, inginocchiandomi.

“Se questa deve essere l’ultima volta, allora che sia speciale.”

Prendo tra le mani il suo membro eretto e pulsante, chino la testa ed inizio ad accarezzarne la punta con la lingua, senza staccare gli occhi dai suoi.

<<Oh mio Dio, Erika…>> ansima.

Sorrido e lo accolgo in bocca come piace a lui.

Il suo corpo non ha segreti per me, so come farlo godere e  i suoi gemiti me lo confermano.

La mia eccitazione sale sempre di più ad ogni respiro. Lo sento tremare, so che sta per raggiungere il culmine, ma la sua mano allontana la mia bocca vogliosa.

<<Fermati piccola, ora tocca a me>> mi dice, con voce rauca.

Mi perdo nei suoi occhi lucidi di desiderio, mentre con dolce insistenza mi fa stendere sul letto.

Calcio via le scarpe mentre lui mi sfila il perizoma.

Ci abbracciamo, godendo della sensazione dei nostri corpi nudi vicini.

“Per l’ultima volta” non posso fare a meno di pensare.

Mi guarda per un lungo attimo, soffermandosi su ogni centimetro del mio corpo e mi sento incendiare sotto il suo sguardo. Posso leggere nei suoi occhi azzurri lo stesso fuoco che mi brucia dentro e che arroventa il mio ventre. Respiro a sorsate, il cuore mi batte all’impazzata.

Si china su di me, prende un piede tra le mani e lo bacia, risalendo poi sulla caviglia, sul polpaccio, nell’incavo del ginocchio, sulle cosce.

Ad ogni centimetro il mio desiderio cresce, apro le gambe per invitarlo a salire di più, offrendomi a lui completamente. La sua lingua mi accarezza l’inguine facendomi ansimare di piacere.

Muovo il bacino per indurlo a baciarmi lì, dove la mia voglia sta esplodendo.

Lo sento sorridere, <<Ricordo la strada>> mi dice, in tono divertito <<Se non sbaglio è qui>> sussurra poi, dandomi un piccolo morso sulla pancia, poco sotto l’ombelico.

Gioca con me, mordendomi più volte in tutti i punti che conosce e dove sa che soffro il solletico.

Cerco di divincolarmi ridendo, ma lui mi tiene ferma, continuando a giocare e dicendo <<Forse è qui. No, forse qui>>.

Sto ridendo a crepapelle, ho le lacrime agli occhi e il respiro corto, quando all’improvviso la sua lingua si impossessa del mio clitoride e le mie risate si trasformano. Ansimo di piacere, artiglio il copriletto con le unghie, mentre ondate di puro godimento riempiono il mio corpo.

<<Ecco dov’era…>> sorride lui, malizioso, per poi affondare la lingua dentro di me e succhiare il mio miele. Non riesco a trattenere i gemiti, il piacere è troppo intenso e la sua bocca esperta mi fa impazzire.

<<Prendimi Luke, ti voglio. Non posso più aspettare…>>

Si sposta su di me e la sua bocca è sulla mia; lecco le sue labbra, assaporando le tracce del mio piacere mischiate al suo sapore.

<<Non ho con me una protezione…>> dice in tono di scusa, guardandomi dritto negli occhi.

Leggo sul suo viso il mio stesso desiderio e una domanda inespressa. Non mi importa, anzi ne sono felice.

Lui è il mio Luke e questa è la nostra ultima volta insieme, voglio sentirlo dentro di me.  Lo spingo dolcemente, rotoliamo sul letto finché io sono sopra di lui. Mi chino a baciarlo, lasciando che i miei capelli gli accarezzino il petto.

<<Niente può mettersi tra noi stanotte> gli dico all’orecchio.

Lo sento fremere sotto di me.

Afferro il suo membro con la mano, per guidarlo dentro di me.

Affonda nella mia carne e i sospiri di Luke si mescolano ai miei.

Inizio a muovermi su di lui, portando le sue mani sui miei fianchi, in modo che possa guidarmi nel ritmo che lo fa godere di più. Ci perdiamo entrambi in un ritmo lento e profondo che poi si fa più rapido e selvaggio. Inarco la schiena all’indietro, mentre il piacere monta in me, riempiendomi in ogni parte del corpo.

<<Oh sì, piccola, così…>> geme, gli occhi chiusi e il viso stravolto dall’eccitazione. Dimentico dove siamo, dimentico chi sono. L’unica cosa che conta sono i nostri corpi uniti dalla passione. L’orgasmo ci fa esplodere contemporaneamente, travolgendoci come un’onda.

Le mie urla si confondono con le sue.

Rotolo di lato e mi accoccolo sul suo petto. Le sue braccia mi circondano con fare protettivo, le sue labbra si posano tra i miei capelli. Restiamo così, per qualche minuto, godendo della nostra stanchezza, del nostro appagamento e della magia che c’è tra noi.

<<Cosa volevi dirmi?>> mi chiede poi. <<Sei venuta a cercarmi in giardino dicendo che volevi parlarmi, no?>>

“È il momento, Erika”.

Raccolgo il coraggio a due mani.

“Sii forte, lo stai facendo per lui”.

<<Luke, io… io ti amo>> comincio, sapendo che poi non avrò altra occasione di dirglielo.

<<Ti ho sempre amato, ero già innamorata di te quando ero una bambina e l’amore per me era un gioco, e ti ho amato sempre di più quando sono diventata donna. Dire che ti amo è riduttivo, non esiste un termine per descrivere quello che provo per te>> sento che mi stringe forte e trattiene il fiato, commosso dalle mie parole.

Mi sale un groppo in gola, ma mi sforzo di continuare <<Proprio per questo non posso accettare che tu rinunci al tuo sogno per me. Voglio che tu sia felice, hai lavorato tanto e ti meriti di raggiungere questo traguardo>> alzo la testa dal suo petto per guardarlo, i suoi occhi sono colmi di paura.

<<Dove vuoi andare a parare?>> mi chiede, diretto e sincero <<Io non voglio perderti>> gli poso un dito sulle labbra.

<<Ssshhh. Lasciami parlare>> gli chiedo, pregando che la mia determinazione sia sufficiente perché ogni parola che dico mi fa morire dentro un po’ di più.

<<Non mi perderai. Io resterò con te in ogni modo possibile. Non posso concepire la mia esistenza senza di te… ma voglio che tu sia libero da ogni condizionamento. Non voglio saperti incatenato a me, per qualche strano scherzo dell’anima.>>

Lui prende la mia mano, spostandola dalle sue labbra, depone un dolce bacio sulle mie dita.

<<Ti ho detto che non credo a una parola di quella assurda teoria di Jenna.>>

<<Beh, nemmeno io ci credevo, ma purtroppo ha ragione>> scuote la testa, gli prendo il viso tra le mani <<Luke, non voglio che la tua anima sia spezzata, voglio che tu sia completo, che tu abbia una vita piena e appagante, con o senza di me.>>

<<Ti prego, non farlo Erika>> mormora, una lacrima gli scivola giù sulla sua guancia.

La raccolgo con le labbra, ma anche io sto piangendo ed è il suo turno di asciugare le mie lacrime con piccoli baci delicati.

“Ha ragione lui, non farlo!”

Tutto dentro di me combatte quello che sto per dire, ma il mio sentimento è più forte.

<<Ti  restituisco la tua anima, Luke. Amore mio, vita mia… te la restituisco con tutto il mio amore>> singhiozzo.

Lui mi accarezza il viso, ci scambiamo un dolcissimo bacio d’addio tra le lacrime, mie e sue, che si mescolano. Sento nuovamente quella stranissima sensazione. Di nuovo il formicolio e poi un sollievo indescrivibile. È finita.

 

FINE 14° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A LUNEDI’ PROSSIMO

TROVATE QUI I CAPITOLI PRECEDENTI

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Irina. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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21 commenti

  1. ROSY C.

    IRIIIIINAAAAAAA……..bellissimo capitolo, non lo nego ma non mi dire ke pure con Luke è finita !!!!!!!! Il mio cuore sanguina…..non è giusto….no no no e no!!!!!!!!!! Ti prego rimetti insieme quei 2, sono perfetti l’uno x l’altro…… non vedo l’ora ke sia lunedi prossimo x leggere come finisce….. me lo fai sto regalo??? Li lasci insieme?????

    • Irina

      Rosy mi dispiace, ma non posso risponderti. Dovrai aspettare un’altra settimana. Coraggio, manca ancora un capitolo 🙂

  2. maria

    ok dillo che lo fai apposta perché io sono qui che mi asciugo le lacrime…di nuovo!!!! Rosy ha ragione, non puoi separare Luke ed Erika! ti pregoooooooooooo

    • Irina

      Maria, lo so che tu sei dispiaciuta, ma io non posso che essere contenta di essere riuscita a trasmetterti quest’emozione. Ti abbraccio, a lunedì!

  3. Lele

    Wow mi sono commossa e confesso che qualche lacrimuccia è scappata. Bravissima Irina.

  4. rosig

    Nooooooooooooo nn può finire così! ! ! ! ! ! !
    IRINA DACCI UN LIETO FINE. …………
    BRAVISSIMA A LUNEDÌ nn vedo l’ora

    • Irina

      Coraggio rosig, non tutto è perduto, c’è ancora un capitolo e può succedere di tutto! A lunedì!

  5. antonella

    Che bello Luke!!!…ha scelto lei….la ama!!!….mi mancherà è il principe azzurro!!!!!! Irina spero in un finale spettacolare……anche per Simon 😉 😉 🙂

    • Irina

      Chissà Antonella… Di una cosa sono sicura, c’è sempre bisogno di principi azzurri!
      Un abbraccio

  6. Samy

    Eccomi qui, Irina…ci sono anch’io…sempre in tremendo ritardo….
    che dire….bellissimo capitolo, bravissima….confesso che mi mancherai molto e spero che tu abbia in serbo altre cose per noi.
    🙂
    Io….sono ottimista!
    Aspetto lunedì prossimo per vedere che ci combinerai di…bello.
    Un bacione.
    A presto.

  7. Irina

    Grazie Samy! Tranquilla, non mi muovo, devo scoprire come va a finire tra Nick e Michelle!

    Sui prossimi progetti non dico niente, niente spoiler!
    Un abbraccio

  8. Elena

    e l’ultimo capitolo??? sono in trepidante attesa!!!!!

  9. Beth

    Ma daiiiii, siamo alla fine! Non potete lasciarci senza l’ultimo capitolo!!!!!!

      • Andy

        Chiedo scusa, non so perché ho visualizzato il messaggio di Kami solo dopo aver inviato il mio

        • Kami

          Arriveranno nuovi racconti e nuove fan fiction sicuramente con un occhio particolare alla serietà di chi le scrive. Continua a seguirci 😉

  10. Andy

    Mi sembra quantomeno una mancanza di serietà e di considerazione nei confronti delle lettrici averci lasciate così in sospeso senza conoscerne il motivo. Penso che ci meritiamo almeno di sapere quando leggeremo i capitoli finali di questa ff e dell’altra, se mai li leggeremo (a questo punto temo pure questo). Io non sono il tipo che fa polemiche, ma ritengo che dovreste dirci almeno perché i capitoli non sono stati più pubblicati.

  11. gloria

    cara Kami,
    dai tuoi commenti deduco che la responsabilità della mancata pubblicazione dell’ultimo capitolo non dipende dai voi ma dalla scrittrice?
    Allora consentitemi di dire due parole:
    cara Irina, le grandi scrittrici sono coloro che scrivono per passione e amore. Le lettrici fanno grandi le scrittrici. In molte ti abbiamo seguito e abbiamo apprezzato questo tuo racconto, chi più e chi meno, e le ragazze del sito ti hanno appoggiato concedendoti la possibilità di pubblicare il tuo racconto. Seguo il sito da anni e mai qualcuno aveva lasciato a metà un racconto….se non ricordo male, anche chi aveva avuto gravi problemi di salute, aveva poi ripreso con il proprio racconto.
    non conosco le motivazioni della tua scelta di non trasmettere l’ultimo capitolo.
    ma conosco le mie ragioni: la tua bella storia è stata offuscata da quanto è successo e dal fatto di aver lasciato tutti in sospeso.
    Di quel che hai scritto?…ora non rimane niente.
    magari leggitelo tu l’ultimo capitolo e poi commentatelo da sola. certo è che dubito che qualcuno ti seguirà ancora.