Nuovo racconto inedito – “Risveglia la mia Anima” – Epilogo

Vi avevo promesso che non appena la mia casellina di posta avesse lampeggiato per l’arrivo del nuovo capitolo, avrei immediatamente pubblicato.

Quindi, eccoci qua, oggi doppio appuntamento con i nostri racconti.

Questa volta siamo davvero arrivati alla fine di questa storia, “Risveglia la mia Anima“, regalo della nostra Lisa che ci ha accompagnato negli ultimi tre mesi e poco più.

Non voglio anticiparvi niente di questo epilogo, vorrei invece spendere due parole per ringraziare ancora una volta Lisa, per il tempo che ci ha dedicato e per la sua disponibilità.

Vorrei inoltre aggiungere, prima di lasciarvi godere in pace quest’ultimo appuntamento con il nostro bel dottorino, di tornare a trovarci comunque il prossimo mercoledì, perchè avremo il primo capitolo di un’altra storia nuovo di zecca pronto ad aspettarvi, con un protagonista maschile bastardo come pochi.

Ora, non mi resta che augurarvi buona serata, ma soprattutto….

Buona Lettura

 

-EPILOGO –

Matt

All’inizio è stato complicato, niente è venuto in automatico. Avevo paura di tutto.

Una mattina mentre camminavo nel bosco, il nostro bosco, mi sono imposto di fare un elenco delle cose e delle situazioni che mi facevano più incasinare i pensieri. Ho analizzato i miei problemi, li ho spezzettati e sminuzzati…si, lo so, nevrotico come al solito! Non ho risolto proprio un bel niente. Almeno però mi sono reso conto che sopra ogni cosa avevo paura di essere felice. Avevo paura di lasciarmi andare e sentire nuovamente tutto: le farfalle nello stomaco, il desiderio, l’amore, la gioia, la tristezza, la delusione, il panico.

Non riuscivo a sentirmi libero e leggero come avrei voluto. Ero attento a ogni sua mossa, ogni sbadiglio, ogni grinza di espressione. Sentivo di amarla, ma era come se vivessi dentro una gigantesca bolla di sapone. La paura mi inchiodava alle vecchie abitudini. Mi trovavo spesso a camminare in quel bosco a perdifiato, pieno di pensieri, di dubbi che mi infestavano la testa come nuvoloni neri.

Poi è cambiato qualcosa.

Lei ha cambiato qualcosa. Senza bisogno di alzare la voce, semplicemente, come solo Oliva può fare.

Con la sua presenza quotidiana, i suoi sorrisi, i suoi modi gentili, ma decisi. Mi ha spinto a lasciare a terra la mia zavorra e iniziare a godermi sul serio la nostra storia.

Una mattina mi sono svegliato, con lei accanto e ho iniziato a sorridere. Sorridevo e sorridevo, senza riuscire a smettere. Mi sentivo un idiota, ma non riuscivo proprio a smettere. Quando si è svegliata e mi ha visto, ha sorriso anche lei e mi ha baciato leggera come una piuma, forte come una montagna.

Da allora non ho più smesso. Soprattutto quando la guardo, mentre dorme, cucina o corregge i compiti dei suoi alunni. Quando è nella nostra vasca, tra le lenzuola del nostro letto o la inseguo tra i pini del nostro bosco. O quando penso a lei. Sorrido. Non faccio altro.

Ho smesso di preoccuparmi per tutto quello che non posso controllare.

Ho smesso di sentirmi in colpa per quello che non c’è più e per gli errori del passato.

Ho smesso di farmi domande cui non posso dare una risposta.

Ho iniziato a vivere ogni momento intensamente.

Ho iniziato a godermi la felicità.

Mi accorgo che mi sta guardando. Sento il suo sguardo puntato su di me, anche ora che tengo gli occhi chiusi e mi faccio scaldare il viso dal sole. E’ seduta su una sdraio attorno al tavolo del giardino, insieme a Sylvia, Laura e alla piccola Eva.

Eravamo d’accordo che ci avremmo provato, fino in fondo, ma che lo avremmo fatto con calma. Invece, dopo qualche mese trascorso  a vederci un po’da me e un po’da lei, non ce l’abbiamo fatta.

Sorrido al pensiero di quella sera. Olivia era bellissima, non che non lo sia sempre, ma quella sera era veramente uno splendore. Aveva il viso abbronzato dal sole, poco trucco e un vestitino leggero che le copriva appena le gambe.

Abbiamo cenato e poi ci siamo bevuti del vino nella vasca in terrazza, davanti al panorama frastagliato delle montagne al buio. Veramente ci siamo goduti anche altro…Mi viene una voglia se ci ripenso!

La tenevo stretta a me cingendola con le gambe e accarezzandole la pancia e i seni. Ha una pelle stupenda, morbida, liscia, delicata. Ogni volta che chiudo gli occhi sento la sua pelle sotto le mie dita. Immagino di toccarla.

<<Stai con me.>> le ho sussurrato. Non avevo un piano preciso, ho parlato d’impulso. Non mi sono mai sentito così tranquillo e sicuro in vita mia.

<<Sono con te.>> mi ha risposto lei e si è girata a guardarmi per capire cosa avessi in mente.

<<Intendo per sempre. Vieni a vivere qui.>>

Ho visto le sue pupille dilatarsi per la sorpresa e la bocca aprirsi come per dire qualcosa. Ho sentito un brivido freddo, lungo la schiena. E’ stato un attimo, ma mi ha come gelato. La mia sicurezza ha vacillato per un momento.

<<Matt! Dovevamo prenderla con calma. Venire a vivere qui non è prenderla con calma.>>

<<E’ un no? Voglio dire, aspetta a dire no. Prima ascoltami.>> ho preso fiato. Non avevo preparato un discorso, non avevo nemmeno programmato quel momento. <<Ho pensato tanto alle cose che mi hai detto quando sono tornato qui a Tahoe. Sono tornato da te e ti ho vomitato addosso tutte le mie paure. Invece di…dirti che volevo stare con te, ho fatto dei discorsi deliranti…>>

<<Matt, non è il caso di ripensare a questo adesso. Ne abbiamo parlato altre volte, non hai detto nulla che io in qualche modo non avessi intuito. Lo sai che i super eroi non mi sono mai piaciuti. Hai solo detto quello che provavi in quel momento.>>

<<Si, è vero, ma…>> sentivo le idee confondersi sempre di più, fino a che non mi è venuto in mente quel discorso che le faceva sua madre <<Ti ricordi quando mi hai raccontato di tua madre? Ti diceva che sei come un fioretto.>> ricordo che annuì cercando di capire dove volessi andare a parare.

<<Ho intenzione di tenerti vicino a me, per sempre. Non ho voglia di riportarti a casa la sera o di sapere che non tornerai da me subito dopo il lavoro. Voglio che tu abbia il tuo spazio qui, con me. Sistemeremo le stanze al piano terra per creare il tuo studio. Così avrai il tuo spazio per lavorare quando ne avrai bisogno. Potrai lasciare tutto sottosopra, come piace a te. Potrai chiudermi fuori se ne avrai bisogno. Potremmo sistemare un angolo con un tavolino per il tea dove potrai tenere la tua teiera di ghisa.>>

Avevo preso fiato e coraggio, non mi sarei fermato fino a che non avesse detto si <<Possiamo sistemare anche le stanze al piano di sopra, se vuoi.>>

<<Matt>>

<<E la cucina ovviamente. Vorrei tenere il pendolo della sala, è un ricordo di mia madre. Ci teneva tanto. Però del resto…>> mi mette un dito sulla bocca per farmi tacere.

Vado avanti lo stesso <<Ti amo Olivia, non ho mai amato così. Non pensavo di poterne essere capace. Sono follemente innamorato di te, voglio stare con te. Non sono mai stato così sicuro in vita mia. Te lo chiedo di nuovo: vieni a vivere con me, qui.>>

Ricordo che mi ha scrutato per qualche istante e poi semplicemente ha detto <<Si>>

<<Si?>>

<<Si>>

 

Mentre ripenso a quella sera, sento sempre meno caldo sul viso. Il sole sta calando dietro alle montagne. Fa ancora abbastanza caldo per rimanere fuori in giardino, mi piace stare sotto il portico a godermi la vista. Davanti a me ci sono le donne più importanti della mia vita. Tutta la mia famiglia.

Sylvia e Laura sono venute qualche giorno in vacanza da noi e ovviamente si sono portate la piccola Eva. Non fa altro che correre come una disperata da un lato all’altro del giardino. Dovrebbe essere stravolta, invece so che tra un attimo verrà da me e cercherà di convincermi a rincorrerla ancora per un po’. Non so come facciano Sylvia e Laura a starle dietro tutto il giorno!

Nel pomeriggio ha trovato un piccolo nido di uccellini caduto dall’albero. E’ stato strabiliante vedere i suoi occhioni scuri spalancarsi per la sorpresa. Lo abbiamo rimesso a posto, sul ramo dell’albero in giardino.

Mi sono arrampicato sulla scala e ho cercato di incastrarlo tra due rametti in modo che non cadesse più. Quando sono sceso, mi sono guadagnato un abbraccio al collo e un bacio appiccicoso dalla mia piccola peste.

Eva a tre anni è una intelligente e vispa nuvola rosa. Capelli castani e occhi marroni spalancati sul mondo. Mi ha letteralmente rubato il cuore.

Quando è nata, ha contribuito a cambiare il mio mondo e a raddrizzarlo. Mi sono sentito come se il mio asse interno si fosse finalmente sistemato. E’ un peccato che tra poco dovranno tornare tutte e tre a San Francisco. Mi mancherà da impazzire.

Alzo lo sguardo e vedo che sta venendo verso di me, con il suo passo sciolto ed elegante. Ha il sole alle spalle che le illumina i capelli chiari. Olivia è bellissima. Non mi stancherei mai di guardarla. Se non ci fosse nessuno, me la caricherei sulle spalle e la porterei in camera. Per fare l’amore. Non mi basta mai.

<<Ehi, dottore. Che fai qui tutto solo?>>

La prendo per i fianchi, la attiro a me e la stringo. Respiro il suo profumo, sento la sua pelle morbida sotto le mie dita e il suo sospiro quando le accarezzo il collo con le labbra.

Non è mai stato così con Katrine. In realtà, ho smesso da tempo di pensare a lei e di fare confronti, ma ogni tanto mi ricapita. Mi sento fottutamente fortunato, ogni giorno che passa sempre di più.

<<Guardavo le mie donne>> le sussurro <<Mmm>> inizio a baciarle il collo, salgo verso il suo orecchio e le lecco il lobo. Sento che mugola di piacere.

<<Ehi, voi due!! Piantatela, ci sono occhi innocenti che vi guardano.>> grida Laura dal giardino indicando Eva, che ci sta guardando con un sorrisino furbo stampato in faccia.

<<Lo zio e la zia Livi si amano.>> la sento sussurrare. Sylvia e Laura scoppiano a ridere.

<<Come se quelle due non si baciassero mai.>> mormoro io ancora appoggiato al collo di Olivia.

La sento sorridere.

<<Stai bene?>> mi chiede lei.

<<Benissimo. Mi spiace che debbano tornare a casa. Eva mi mancherà.>> la sto ancora abbracciando, mi piace sentirla così vicina a me. Alza il viso dalla mia spalla e mi guarda sorridente.

<<Mancherà anche a me. E’ una bimba splendida. Da che hai rimesso a posto il nido, sei diventato il suo mito. Da quel momento, i miei origami sono diventati carta straccia!>> sospira.

Ridacchio e mi strofino ancora sul suo collo. Non è una vera e propria competizione quella tra me e lei, ma da quando Eva è comparsa nelle nostre vite abbiamo fatto di tutto per farle capire quanto la amiamo.

<<Dovrai pensarne un’altra per riconquistarla! E’ praticamente impossibile battermi.>> inizio ad accarezzarle il braccio.

<<Mmm, non ne sarei così sicuro fossi in te. Ho già in mente un’idea che ti brucerà completamente.>>

<<Bah, dubito fortemente.>>

<<Scommetti?>>

La guardo con interesse, non capisco cosa abbia in mente. Ha uno sguardo furbo e sicuro di sé. Cosa avràarchitettato? Le ragazze torneranno a San Francisco domani mattina, non vedo come possa battere il mio nido.

Mi fa l’occhiolino, mi bacia sulla guancia e se ne va in casa. Fa la misteriosa…

Indossa un paio di short, una maglietta e un paio di infradito. Mi godo per un attimo la visione del suo bellissimo sedere mentre passa attraverso la porta finestra e scompare dietro al divano.

Me la immagino appoggiata al bancone della cucina, con quelle gambe lunghe e affusolate agganciate alla mia vita. La mia bocca appoggiata sul suo seno…Oh mio dio…Non credo che aspetterò questa sera per averla.

<<Oliviaaa>> dico ad alta voce, voglio che mia sorella e Laura sentano, in modo che tengano Eva in giardino.

<<Devo farti vedere una cosa di sopra, vieni con me?>> sento Laura ridere, ma non ci faccio caso.

Entro in casa e mi trasformo in un cavernicolo: me la carico sulla spalla e la porto di sopra, nel nostro letto. La voglio far gridare fino a impazzire.

 

 

Olivia

Sono esausta. Sto fissando un punto sul soffitto mentre sono distesa tra le lenzuola aggrovigliate del nostro letto. Matt questa volta non è stato affatto dolce. E a me è piaciuto da impazzire.

Mi piace tutto quello che mi fa. Ci sono dei giorni che non riesco a fare altro che pensare a lui, a quando tornerò a casa dal lavoro, cosa avrà in mente, come mi prenderà, quanto mi farà gridare.

Sono perdutamente innamorata di quest’uomo. Mi fa letteralmente girare la testa.

Ora però sono un po’preoccupata.

Temo che quello che ho in mente per riconquistare il primo posto con Eva lo farà impazzire. Non so come reagirà e ho paura che si chiuda di nuovo in se stesso. Non credo di voler tornare indietro al “vecchio”Matt.

C’è stata una fase, un momento della nostra vita insieme, in cui si sentiva messo in discussione da tutto. Non è stato facile superarlo per lui, ma ce l’ha fatta e di questo sono molto orgogliosa.

Adesso vorrei che rimanesse sempre così: il dolce e ruvido Matt che mi insegue su per la montagna, quasi ogni mercoledì, mi ama e mi fa eccitare da morire.

Sono talmente immersa nei miei pensieri che non lo sento nemmeno uscire dal bagno. Si sdraia di nuovo vicino a me e mi bacia sulla tempia.

<<Ehi piccola. Sembri tesa. Che hai? E’ tutta la mattina che ti vedo strana.>>

Gli sorrido <<Nulla. Stavo pensando che tra poco dovrò ricominciare a lavorare e non potrò averti nudo tutto il giorno.>> mi fa il suo sorriso sornione, quello che mi fa impazzire.

<<Potrei sempre venire a trovarti al lavoro.>>

<<Si, certo, così licenziano me e arrestano te.>> mi abbraccia, appoggia la testa sulla mia pancia e mi da un bacio vicino all’ombelico. Per un attimo mi irrigidisco. Non può sapere, non può aver capito.

<<Dimmi cos’hai>> è un ordine.

<<Niente>> mi da un piccolo morso sul fianco e mi strappa un urletto.

Si gira e inizia a toccare un punto sul lato destro del mio fianco. Sa che basta un dito per farmi stramazzare a terra dalle risate.

<<No, no, no, ti prego, non voglio, ti prego.>> lui implacabile continua a farmi il solletico, senza pietà si mette sopra di me, mi prende i polsi e li mette sopra la testa. Imprigionata.

<<Dai…Matt. Lasciami andare, ti prego.>> gli faccio gli occhi dolci, sperando di intenerirlo.

<<Non se ne parla neanche.>> mi blocca con il suo peso, io cerco di divincolarmi, ma non riesco a spostarlo nemmeno di un centimetro.

<<Sta ferma. Ferma!>>

<<Mi sembra che ti piaccia però se mi muovo.>> Ha ancora ai fianchi l’asciugamano con cui è uscito dalla doccia. Più mi muovo, più la sua reazione diventa evidente.

<<Ferma donna!>> Mi costringe a guardarlo negli occhi <<Dimmi cos’hai. Ora. Hai promesso che mi avresti detto sempre quello provi.>>

<<Matt>> cerco di divincolarmi ancora una volta. Comincio a sentirmi scomoda.

Mi guarda dritto negli occhi, mi scruta, mi studia.

<<Hai promesso. Parla.>> addolcisce il tono di voce e lascia un po’andare la stretta sui miei polsi.

<<D’accordo, ma lasciami andare.>> ho il fiato corto <<Per favore.>>

Si sposta lentamente da me, non prima di depositare un lieve bacio sulla mia guancia. Ok, devo trovare le parole, è il momento.

Mi trascino in fondo al letto, afferro una maglietta e me la infilo. Poi mi giro e incrocio lo sguardo di Matt. è teso e preoccupato.

<<Dio Olivia, mi stai facendo preoccupare veramente. Ti prego parlami. Non ce la faccio a vederti così.>>

Sospiro <<Ok, d’accordo>> mi appoggio ai cuscini, gli prendo una mano tra le mie e la stringo.

<<Cazzo.>> mormora <<Fai in fretta, così mi uccidi.>>

<<Matt, ho un ritardo.>> gli stringo ancora di più la mano e lo sto a guardare cercando di capire cosa gli passa per la testa.

<<Un ritardo?>> il tono è incredulo.

<<Un ritardo. Sei un dottore, sai cosa vuol dire un ritardo.>> lo prendo in giro, spero di stemperare l’aria pesante che ci circonda, ma lui rimane immobile, non dice nulla per una buona manciata di secondi.

Poi apre la bocca e la richiude subito.

<<Cazzo>> mormora di nuovo. Mi guarda, ma non muove un muscolo. <<Cazzo, Olivia. Un ritardo. Voglio dire…un bambino.>>

<<Già>> lo sussurro, non sono sicura che mi abbia sentito veramente <<Un bambino. Che ne pensi?>>

<<Lo sai? Voglio dire hai fatto un test?>>

<<No. Volevo te vicino. Sembri sconvolto.>> sento le braccia e le mani pesanti, come se un macigno mi schiacciasse le spalle.

Cosa farò se non lo vorrà? Che faremo?

<<No…si…cioè, si, scusa. Sono un po’sconvolto, ma io ti amo. Ti amo. Ti amo. Cazzo, Olivia.>> mi prende il viso tra le mani e sorride sincero.

<<Io. Ti. Amo. Da impazzire. Un bambino, per la miseria. Pensavo mi volessi lasciare o ti fossi trovata un altro o fossi malata o …>> non finisce la frase, mi spinge di nuovo sul materasso, mi bacia le guance, le palpebre, la bocca.

<<Andiamo.>>

<<Dove?>>

<<Come dove? In bagno, a fare il test. Hai comprato il test, no?>>

<<Certo che li ho comprati.>> borbotto <<Quattro o cinque…>>

<<Dove? Dove li hai messi?>>

Si dirige in bagno a passo svelto, non mi aspetta nemmeno. E’ entrato in modalità “sono tanto felice che sembro in fase maniacale”.

Mi viene ancora da ridere se ripenso a quando Elysa lo ha conosciuto la prima volta e se n’è uscita con questa frase. In effetti gli calza a pennello, quando ha in mente qualcosa è un vulcano di idee, non sta fermo un attimo, quasi non si controlla.

Questo mi fa capire però che è davvero felice. Tiro un sospiro di sollievo. Da come si era messa, pensavo di uscirne in lacrime.

<<Nel secondo cassetto. In fondo>> gli dico. Lo sento armeggiare con il cassetto. Non trova mai niente, ci metterà qualche minuto per arrivare ai test di gravidanza.

<<Dio, Olivia. Quattro o cinque? Saranno almeno venti! Quanti bambini hai intenzione di farmi fare?>>

Esce dal bagno con le mani piene di scatolette.

<<Si da il caso che fossi un po’nervosa. E dalla tua faccia di prima, mi sembra che avessi ragione d’esserlo!>> gli dico stizzita.

Sbuffa, molla tutto a terra e viene verso di me.

<<Scusami. Non me lo aspettavo>> mi prende tra le braccia e mi stringe.

Modalità Matt affettuoso. Quanto mi piace!

<<Ero solo sorpreso. Sconvolto non è corretto. Sorpreso si. Ti prego di credermi. Con te vorrei fare centinaia di bambini. E quando saranno un po’cresciuti, costruiremo una dependance per farli stare tutti insieme, così io e te ne potremo fare un altro po’.>>

Mi fa ridere. Mi rilasso tra le sue braccia, distendo i muscoli che fino a un attimo fa erano rigidi e in tensione. Lo stringo e mi godo il suo calore e il suo profumo.

<<Sei contento? Avevo paura.>>

<<Ti amo Olivia, da impazzire. Non dubitarne mai. Voglio dei bambini, solo non ne abbiamo mai parlato in modo esplicito.>>

<<Hai ragione. Ho avuto paura, pensavo non fossi pronto o…>>

<<Shhh. Basta. Abbracciami e zitta.>>

<<Ti amo>> glielo sussurro nell’orecchio e lui mi stringe ancora di più.

Dopo qualche attimo, sento che sta letteralmente friggendo tra le mie braccia.

<<Vuoi che lo faccia?>>

Mi guarda, con gli occhi che sorridono più della sua bocca.

<<Si, ti prego>>

<<Ok, aspetta qui. Quando ti do il via, guarda l’orologio. Io faccio pipì, tu sei l’addetto ai minuti.>>

<<I minuti, bene. Posso farcela.>>

Vado di corsa in bagno, mentre lo sento armeggiare con la sveglia che ho sul comodino.

<<More, quanti minuti?>> dice con un tono di voce più alto.

<<Dice dai tre ai cinque. Quattro andrà bene.>>

<<Quattro>> lo sento mormorare. Quando è in modalità controllo il mondo, è agitato.

Esco dal bagno e mi vado a sedere sul letto. Aspettiamo. Il suo sguardo non si scolla un attimo dalla lancetta dei secondi.

Alza la testa, mi guarda e sussurra <<Quattro.>>

<<Quattro>> sospiro <<Andiamo?>>

Ci guardiamo un attimo e poi iniziamo a correre in bagno. Sono più vicina io, quindi riesco a precederlo di un passo. Mentre sto per prendere in mano il test, lui mi aggancia alla vita e mi tira a sé.

<<Eh, no. Non da sola, mai da sola. Con me.>>

Lo giro.

Due righe.

<<Cazzo>> mi scappa detto.

<<Si, quello e anche le tue strepitose tette.>> mi gira e mi abbraccia <<Avremo un bambino. Sarà stupendo piccola.>>

Sento gli occhi inumidirsi, cerco di trattenermi, ma non riesco a farne a meno. Mi scendono calde sul viso, liberatorie anche.

Avevo paura che la prendesse male, invece è qui vicino a me che mi stringe e mi dice che mi ama. E vorrebbe costruire una dependance. Oh, Matt! Costruiamone due, già che ci siamo!!

Alla fine ne sono uscita comunque in lacrime, almeno non sono quelle che temevo.

Mentre mi asciuga il viso, alzo lo sguardo e vedo che anche lui ha gli occhi lucidi.

<<Piangi?>>

Mi fa cenno di si con la testa.

Si schiarisce la voce e sussurra <<Stamattina, quando mi sono svegliato, sono rimasto fermo a guardarti dormire. Mi piace guardarti mentre dormi. Osservare le curve del tuo corpo, del tuo viso. Mi mette in pace con me stesso guardarti mentre dormi, mi rilassa.>> fa una pausa <<Stamattina, mentre ti guardavo, non pensavo di poter essere più felice di così. Mi sbagliavo. Ti amo da impazzire, tesoro.>>

<<Ti amo anche io Matt, sono felice.>> lo stringo forte. E’ mio!

Sentiamo bussare piano alla porta della camera da letto. Ci guardiamo un istante, entrambi sappiamo di chi è quel bussare lieve. Non abbiamo chiuso a chiave, ci siamo dimenticati questa volta. Per fortuna Eva non è ancora capace di girare la maniglia della porta. Sono maniglie vecchie e piuttosto pesanti che spesso si inceppano.

<<Arriviamo!!>> gridiamo tutti e due in coro mentre sorridiamo come due scemi.

Scattiamo sull’attenti. Io corro verso il letto per recuperare il reggiseno e i pantaloni. Matt corre verso l’armadio e si veste in fretta e furia con le prime cose che gli capitano a tiro.

Dopo un secondo, con il fiatone, siamo di fronte a una piccola nuvola rosa, accigliata, che ci guarda con i pugni ben piantati sui fianchi. Ha preso il piglio deciso di Laura questa bimba.

<<Voi dueee>> trascina un po’ le lettere quando è arrabbiata <<Avete finito di fare gli innammmorati?>>

<<Abbiamo finito, tesoro.>> le faccio l’occhiolino mentre Matt la prende in braccio e le stampa un bacio sulla guancia. Poi le fa il solletico con la bocca sul collo e lei ride come una matta.

Mentre li guardo insieme mi rendo conto che con lei Matt è sempre stato perfettamente a suo agio. Anche quando doveva cambiarle il pannolino sporco. Che sciocca che sono stata a preoccuparmi.

Mentre scendiamo le scale mi viene in mente la scommessa. Mio caro Matt, sei fregato!!

<<Eva, tesoro, ascolta la zia.>>

Matt mi guarda con un’espressione dubbiosa in viso. Prendo la piccola dalle sue braccia e mi siedo con lei sulle scale. Dall’espressione che ha ora sul viso, mi rendo conto che ha capito cosa voglio fare.

<<Non è corretto!! Non puoi!>>

<<AH! Perché non posso? Tu ti sei arrampicato su un albero.>> mentre parlo agito il dito davanti alla sua faccia  <<Non ti ho mai visto arrampicarti su un albero prima di oggi. Certo che posso.>>

Mi rivolgo a Eva che ci sta guardando con aria interrogativa.

<<Eva, tesoro, ti devo dire una cosa importante. Ma è un segreto, tra me e te. D’accordo?>>.

Lei annuisce seria.

<<Nella pancia della zia c’è un bimbo.>> vedo i suoi occhioni marroni spalancarsi per la sorpresa.

<<Adesso è piccolo, come un fagiolino, ma presto crescerà e quando sarà abbastanza grande verrà fuori. All’inizio sarà piccolo come eri tu quando sei nata. Ti ricordi? Nelle foto che guardiamo sempre insieme.>> mi fa un cenno con la testa.

Poi mi getta le braccia al collo e mi stringe forte.

Mi viene di nuovo da piangere, ma mi trattengo questa volta.

<<Zia?>>

<<Dimmi.>>

<<Sarà il mio fratellino?>>

<<Sarà il tuo cuginetto.>>

<<Cuginetto. Un cuginetto è bellissimo, vero zio?>> alza lo sguardo su di lui.

<<Certo che sarà bellissimo tesoro>> gli risponde.

<<Più bello bellissimo dell’uccellino. L’uccellino è andato via quando lo zio ha messo il nido sull’albero. Il cuginetto rimane, vero?>>

<<Si amore, il cuginetto rimane.>>

<<Ok, grazie zia. Ti vooooioooo beneeeeee.>>

Mi bacia e si mette a correre come una matta giù per le scale gridando <<Mammmaaaaaaaaaaa lo sai che la zia ha un fagiolooooooo.>>

Alla faccia del segreto!

Mi giro a guardare il mio stupendo uomo con un sorriso enorme sulla faccia.

<<AH!>>

<<Ah?>>

<<AH! Sai come si dice a tennis?>>

<<No, come?>> mi guarda corrucciato.

<<Point. Set. Game. AH!>>

Me ne vado via velocemente sculettando per bene, in modo che mi veda gongolare. Dopo qualche passo, lo sento che mi insegue. Cerco di aumentare la velocità, ma mi raggiunge in un attimo. Mi abbraccia da dietro e mi stringe. Sento il suo corpo aderire perfettamente al mio e il suo fiato caldo vicino al mio orecchio. E’ così dal primo giorno, non abbiamo dovuto abituarci l’una all’altro.

<<Non fare troppo la furba, bella signora. Domani è mercoledì!>>

<<Si, perché?>> so perfettamente cosa vuole dire, ma faccio finta di non capire.

<<Non fare la furba con me, sai benissimo cosa voglio dire.>>

Il mercoledì.

Il nostro mercoledì. Nel bosco dei pini, ovviamente, dove andiamo a rincorrerci, a giocare, a fare l’amore. A parte il periodo in cui lui è stato a San Francisco, non abbiamo smesso di andare nel bosco dove ci siamo incontrati la prima volta.

E soprattutto non abbiamo smesso andarci per liberare gli istinti, goderci la natura e…beh io a dire il vero ci vado per godermi il corpo meraviglioso del mio amante.

Nel bosco Matt si trasforma, diventa un predatore. Mi ha fatto cose che…che non pensavo proprio di desiderare. Cose che mi trovo a sognare per tutta la settimana successiva.

Ha persino ottenuto di poter gestire un pezzetto di quel bosco. Ci va spesso a tagliare la legna e a tenere pulito il sottobosco.

Ha costruito una piccola baita in legno, con una stanza minuscola e un camino. Ci andiamo d’inverno, quando nevica e fuori si gela. Accendiamo il camino e giochiamo là dentro, al caldo.

So cosa vuole dire, immagino cosa mi aspetta domani.

Mi tiene ancora stretta a sé. Quando mi circonda così, non ho speranze di scappare.

<<Ti sculaccerò per avermi sfidato oggi. Ti farò diventare rosso quel tuo meraviglioso sedere. E poi ti scoperò.>> spinge il bacino contro il mio per farmi sentire quanto gli piace giocare con me.

Chiudo gli occhi e mi spingo contro di lui per restituirgli il favore, ma lui si sposta in un attimo e mi lascia andare. Devo ritrovare l’equilibrio velocemente per evitare di cadere a terra. Ho le gambe che mi tremano. Mi farà sempre questo effetto quest’uomo?

Mi strizza l’occhio e mi da una pacca sul sedere.

<<Ehi!>>

<<Andiamo di corsa da quelle due. Vorranno sapere tutto.>> e si incammina verso il giardino.

Rimango per un attimo a guardarlo mentre si allontana da me.

Mi tornano in mente le parole di mia madre. “Mai troppo stretta, mai troppo lontana”.

E penso che quest’uomo mi tiene in pugno, come io tengo in pugno lui.

E domani è mercoledì.

Il nostro mercoledì.

 

 

 RISVEGLIA LA MIA ANIMA

(Awake My Soul)

 

 Quanto è mutevole il mio cuore

e quanto storditi sono i miei occhi

Lotto per  trovare una qualche verità nelle tue bugie

Ed ora il mio cuore si imbatte nelle cose che non so

Questa debolezza che sento dovrò mostrarla alla fine

 Dammi una mano e li conquisteremo tutti

Ma prestami il tuo cuore e ti farò innamorare

Prestami i tuoi occhi, posso mutare quel che vedi

Ma devi mantenere la tua anima completamente libera

In questi corpi vivremo, in questi corpi moriremo

Dove investi il tuo amore, dove investi la tua vita

In questi corpi vivremo, in questi corpi moriremo

Dove investi il tuo amore, dove investi la tua vita

Risveglia la mia anima,

risveglia la mia anima

Risveglia la mia anima

Sei stato creato per incontrare il tuo creatore

Risveglia la mia anima,

risveglia la mia anima

Risveglia la mia anima

Sei stato creato per incontrare il tuo creatore

Sei stato creato per incontrare il tuo creatore

the end

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Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Lisa. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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25 commenti

  1. Loredana

    Cara Lisa, l’attesa e’ stata ben ripagata…..grazie… un racconto bellissimo si legge tanto amore e felicità cose che nella realtà non tutti possono provare. Spero di leggere presto un altro tuo racconto….Arrivederci.

    • Lisa

      Dovete scusarmi, ma è stata una corsa assurda riuscire a finire in tempo o, sarebbe meglio dire, non troppo in ritardo 🙂
      Grazie a te per avermi tenuto compagnia per tutte queste settimane. Sono contenta che ti sia piaciuto. Arrivederci… speriamo a presto 🙂

  2. Alessia

    Il racconto è stato davvero bello e con lui anche la fine…però me la sono immaginata diversa, con loro due che si sposano e poi hanno un figlio. con la canzone invece mi hai stupita non sapevo che esistesse davvero una canzone con il titolo del racconto:) però avrei aggiunto qualcosina in piu per la fine di loro due. ma va bene così ogni tanto ci voglio quelle conclusioni che non ti spiegano il tutto, ma tocca a noi lettori lavorare con la fantasia. grazie per avermi fatto sognare ancora una volta, tu con tutte le altre scrittrici 🙂

    • Lisa

      Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto!
      Conoscevo la canzone prima ancora che mi venisse il desiderio di scrivere una storia. Trovo che i Mumford & Sons siano bravissimi. Riescono a condensare in poche righe migliaia di significati.
      Finito il racconto avevo bisogno di un titolo e ho scoperto, mio malgrado, che non sono per niente brava con i titoli (Stella ne sa qualcosa!). Ho per caso riascoltato la canzone e ho pensato che, in fondo, quello che succede a Matt è proprio questo. Quindi Risveglia la mia anima è diventato il titolo.
      Per quanto riguarda la fine… ho pensato a talmente tanti scenari (qualcuno anche poco felice) che alla fine ho preferito lasciare un più ampio respiro. Non so te, ma io quando ci ripenso, li immagino in molti modi diversi 🙂

  3. Samy

    Brava Lisa, il tuo racconto è stato splendido!!! Aspettavo il mercoledì. (!!!) con trepidazione, e questo epilogo…ce l’hai fatto desiderare tanto, e per giunta pubblicato insieme al mio!!! Mi hai emozionato, davvero. Spero tanto di leggere ancora qualcosa ti tuo in futuro, e presto. Un grande abbraccio e tanti in bocca al lupo per tutto. Ciao.
    Samy

    • Lisa

      Samy, io continuerò a leggerti, fortuna mia!
      Sono contenta davvero che ti sia piaciuto. Mi fa piacere 🙂
      Spero di riuscire a mettere su foglio alcune idee che ho e spero di dargli un senso perché al momento sono piuttosto confuse :))
      A rileggerci presto.

      ps: sempre forza Alex!!!

  4. Lorenza

    Bellissimo finale per un bellissima storia.
    E mi sono fatta pure due risate per la simpatia del nostro Matt!
    Spero in un arrivederci.

    • Lisa

      Grazie!! Spero anche io di ritornare presto qui con qualche racconto.
      E direi lo stesso di te! 😉

  5. Rosy ♥

    Non poteva esserci finale migliore Lisa <3
    Adoro questo Matt così allegro e spensierato, quasi un ragazzino 😀
    Lui e Olivia sono bellissimi insieme e con il piccolo in arrivo saranno una famiglia fantastica <3
    Stupenda Eva, la nipotina, una vera forza della natura 😀
    Lisa mi mancherà tanto la tua storia, mo mancheranno Matt e Olivia e oso dire che, quasi quasi, mi mancherà pure quella stronza di Katrine 😀 ahahahahah 😀
    Grazie per aver condiviso con noi la tua storia e per averci fatto emozionare con i tuoi personaggi!!! Sarebbe bello poter leggere in un futuro non troppo lontano qualcos'altro di tuo <3 scrivi molto bene!!!
    Un grande abbraccio Lisa <3 è stato bello conoscerti <3

    Cara Stella,
    Quanta curiosità che mi hai messo addosso con la novità su questo bastardo che conosceremo il prossimo mercoledì 😀 sei una fonte inesauribile <3

    • Lisa

      Cara Rosy, grazie mille.
      Anche a me è piaciuto tanto il Matt leggero e spensierato. La quantità di strada, reale e mentale, che ha dovuto fare per trovare se stesso, la sua anima ;), è tanta, ma alla fine ce l’ha fatta.
      Katrine in fondo ha avuto il ruolo importante di fargli incanalare la rabbia. Da solo, poi, ha deciso di usare quella rabbia per qualcosa di costruttivo per sé e per Olivia.
      Spero anche io di tornare con qualcosa di interessante in futuro.
      Un abbraccio grande 🙂

  6. Claudia

    Lisa finalmente ho avuto il tempo di leggerlo e ti dirò che mi sono sinceramente commossa,poi con la musica di sottofondo….
    Cosa mi è piaciuto? Tutto.
    Mi piace il modo chiaro e limpido con cui esprimono i loro sentimenti i tuoi meravigliosi protagonisti,ho amato questo epilogo dolce,romantico e super divertente,hai catturato la mia attenzione con un introduzione scoppiettante.
    Bellissimo racconto che mi ha conquistato.
    Olivia e Matt e la loro futura famiglia,il loro mercoledì nel bosco ….
    Complimenti con tutto il cuore,spero di leggere presto qualche altra cosa scritta da te.
    Brava Lisa,bravissima.

    P.s anche a me ha incuriosito molto Stella con la sua affermazione 😉

    • Lisa

      Chiaro e limpido… mi piace! Sono contenta che tu abbia percepito questo. Ci hanno lavorato su, Matt in modo particolare. Come ho scritto all’inizio dell’epilogo: niente è venuto in automatico. A questa cosa ci credo tanto. Ci sono delle cose che ci capitano per caso, ma le cose belle, se rimangono, è perché ci impegniamo a fare in modo che non se ne vadano.
      Un abbraccio 🙂

  7. Luana

    Bellissimo! Grazie Lisa x aver condiviso con noi questa storia! i tuoi personaggi mi sono piaciuti davvero tanto!!!

    • Lisa

      Grazie a te!
      Come ho detto a Stella, ho scritto questo racconto in un momento difficile per me, in cui molte cose stavano cambiando, mio malgrado. Scrivere mi ha tenuto compagnia e mi ha aiutata a mettere in parole alcune emozioni che mi agitavano.

      Non ho scritto con l’idea che qualcuno potesse leggere, poi alla fine sono capitata qui. Sapere che altri lo stavano leggendo è stato strano e bellissimo allo stesso tempo. Per questo grazie! 🙂

  8. candy85

    Bellissimo…mi mancheranno questi 2 personaggi.complimenti ancora Lisa spero che ritornerai con un altra bella storia come questa

    • Lisa

      Grazie Candy. Dita incrociate per il futuro. Adesso devo liberare la mente da Matt e Olivia per concentrarmi su altro.
      Intanto mi sembra di capire che mercoledì prossimo inizierà un’altra storia, quindi ci leggeremo sicuramente 🙂

  9. Rosy ♥

    Volevo fare giusto una domanda a Stella e a tutte le autrici…
    Dato che da qui non si possono salvare le storie ed è un vero peccato, si può fare qualcosa per averle in PDF???
    Sarebbe bello poterle rileggere in futuro…
    Vi ringrazio in anticipo <3

    • Stella

      Ciao Rosy,
      rispondo alla tua domanda.
      Il fatto che non si possano salvare i contenuti dei racconti è voluto, è fatto con l’intenzione di proteggere il copyright dei racconti che pubblichiamo e tutelare le nostre autrici.
      Ci tengo anche a sottolineare il fatto che tutti i racconti pubblicati sul sito ci sono concessi in esclusiva, pertanto leggibili solo qui, e non possono essere divulgati su altre piattaforme o blog.
      Il pdf non l’abbiamo mai preso in considerazione, perchè in realtà questi racconti a cadenza settimanale sono nati con l’idea di intrattenervi e distrarvi nell’attesa del film. Questa è sempre stata la nostra motivazione iniziale e abbiamo tutta l’intenzione di mantenere questa formula anche per il futuro.

      • Rosy ♥

        Ma certo Stella, capisco benissimo la protezione delle autrici e del loro lavoro e sono assolutamente d’accordo…
        Pensavo solo che sarebbe bello se fosse possibile poter rileggere un giorno queste meraviglie…
        Vorrà dire che ci “avventureremo” nell’archivio ricolmo del sito 😉
        Grazie comunque per la spiegazione <3

  10. Ida

    Cara Lisa, solo adesso sono riuscita a leggere il capitolo. È stato bello leggere questo racconto dalla prima all’ultima riga, che dal primo giorno mi ha appassionato e intrigato. Spero di leggere presto altre tue cose. Sei molto brava!!! Baci

  11. Lisa

    Grazie Stella per la risposta.
    Ida, grazie a te per aver letto fin dall’inizio. È stato un piacere e un onore per me.
    Speriamo di ritrovarci in futuro. 🙂

  12. Romina

    Grazie Lisa per avervi regalato una storia bellissima! Complimenti a te per averla realizzata …..dolcissima, tenera, di rinascita, d’amore, speranza e di sogni! Brava davvero!

  13. rosig

    In ritardo ma lo letto! Lisa complimenti in racconto bellissima mi mancheranno Matt &Olivia e il loro bosco!!! ! grazie mille x questa bellissima storia d’amore ti abbraccio e spero di leggerti presto <3