Nuovo racconto inedito – “Risveglia la mia Anima” – 5° Capitolo

Il buongiorno prevede un nuovo capitolo, il quinto, del racconto inedito “Risveglia la mia Anima” di Lisa.

Abbiamo lasciato i nostri protagonisti intenti ad annusarsi e conoscersi, con la puntata che troverete di seguito saranno invece, piuttosto impegnati ad….. assaggiarsi!

Un capitolo dedicato alle confessioni e passioni, quello che ci attende questo mercoledì, per riscaldare questa uggiosa giornata.

Non mi resta che augurarvi  Buona Giornata e soprattutto….

Buona lettura 

 

5° CAPITOLO

“Ciao. Volevo dirti che sono arrivata a casa sana e salva. Grazie ancora. Olivia!”

 

“Ciao. Mi fa piacere. Domani vengo a cambiarti la medicazione. Dammi indirizzo e ora.”

 

“Sei sempre così autoritario?”

 

“Con le mie pazienti, si! :)”

 

“Ok, allora vieni alle 19.15, 907 Julie Lane, ma ti fermi a cena. Devo sdebitarmi”. Olivia aveva scritto l’ultima parte di getto, senza pensare e ora era in febbrile attesa della sua risposta.

 

“D’accordo, signora maestra. Ma il dolce lo porto io”. Olivia espirò; non si era resa conto che stava trattenendo il fiato.

 

*****

 

Matt continuava a guardare il messaggio come un cretino. Non era abituato a ricevere inviti a cena da una donna. Negli ultimi mesi non aveva nemmeno incrociato lo sguardo di una donna, perché la moglie del macellaio non si poteva del tutto considerare tale. Si sentiva teso, lo stomaco sotto sopra e la testa leggera, come quando ci si ubriaca.

<<Cazzo, il dolce! Le ho detto che porto il dolce!>>

Passò freneticamente in rassegna le opzioni possibili. Uno: comprare il dolce. Due: fare il dolce. Tre…non c’era un tre. Ok, che dolce poteva fare? Soprattutto, che dolce sapeva fare. ‘Va beh, ok, il dolce si compra’ decise alla fine. E poi uscì per una camminata nel bosco. Non poteva stare in casa a pensare a lei fino a impazzire!

 

******

 

Olivia rilesse il messaggio un paio di volte.

<< Cavolo, viene a cena…ha detto di si.  >> mormorò.

<< Porca miseria devo cucinare! >>

“Accidenti a me” pensò”perché non l’ho inviato fuori a cena? Oh mio dio! L’ho invitato a casa! Cosa penserà che l’ho invitato a casa?! Ma no, niente, dai…mi ha vista mentre mi masturbavo…figuriamoci se pensa male che l’ho inviato a cena a casa. E se poi…?”

Fece velocemente un numero di telefono.

<< Centro estetico, buongiorno. Cosa posso fare per lei? >>

<< Ciao, sono Olivia. Vorrei che una ragazza venisse a casa mia per un trattamento completo oggi pomeriggio. è possibile?  >>

<< Ciao Olivia. Certo, vedo subito chi è disponibile e ti mando un sms con i dettagli >>

<< Perfetto, grazie. Ciao >>.

 

*****

 

Aveva scelto una mise semplice che la rispecchiava in pieno: tubino nero, mezza manica, gonna al ginocchio. Trucco leggero e scarpe basse. Fare la vamp non era proprio nel suo stile. Aveva provato alcuni completi prima di decidere, ma poi aveva scelto qualcosa che la facesse sentire in pace con se stessa. Era già abbastanza agitata per altro.

Elysa l’aveva aiutata a fare la spesa e a sistemare casa, ma con la cena si era arrangiata. Anche per quella era andata sul semplice: bruschette con il pomodoro e pasta con un sughetto di melanzane. Non avrebbe potuto cucinare più di così con una mano e mezza. Poi aveva preso vino, tanto, tanto vino, nel caso fosse necessario affogare il ricordo della serata.

Matt arrivò alle 19 in punto. Si era messo un paio di jeans e una camicia sportiva fuori dai pantaloni. Anche lui aveva optato per la comodità, pensò velocemente Olivia. Si salutarono e Matt la ringraziò dell’invito, poi la fece sedere sul divano per controllare la medicazione.

<< Il taglio si sta rimarginando e non ci sono segni di gonfiore. Direi che va tutto bene. Fra qualche giorno potrò toglierti i punti. Non sono di quelli biodegradabili, purtroppo. Non avevo con me tutto l’occorrente che normalmente uso in ospedale, ma non ti preoccupare, non rimarranno segni sul tuo braccio…>>

Alzò lo sguardo incrociando quello divertito di Olivia. Accidenti, quando diventava nervoso, tendeva a dare sempre più particolari del necessario.

<< Va bene >> disse Olivia sorridendo << ti ringrazio ancora per la medicazione e…per essermi venuto a cercare…ero in panico nel bosco. Non è la prima volta che mi capita di cadere, ma non mi sono mai fatta così tanto male. Avevo il timore che non mi sentisse nessuno. Ero spaventata.>>

<< Per fortuna allora che passavo di là.>> sorridendole.

<< Già, per fortuna…>> disse Olivia, ricordando il motivo per cui lui la stava cercando.

Rimasero per un po’ sul divano a parlare di quello che piaceva fare a entrambi. Matt scoprì che Olivia amava trascorrere le serate in tranquillità a leggere, ma non disdegnava neppure una buona birra al pub. Olivia invece venne a sapere che lui amava la musica. Matt le raccontò anche la storia dell’acquisto della baita in cui ora viveva. Era una vicenda romantica che coinvolgeva i genitori di Matt, allora molto giovani, che avevano trasformato quella baita nel loro nido d’amore. Entrambi, per ragioni diverse, tralasciarono di parlare del motivo per cui Matt viveva in quella baita da alcuni mesi.

In compenso i loro sguardi si incontrarono varie volte. Matt la trovava molto affascinante. Il trucco le faceva risaltare la pelle delicata del viso. Sorrideva spesso, pronunciava la “g”in modo così elegante e sofisticato, ma senza rendersene realmente conto. Non aveva i capelli legati, almeno non quella sera o le altre volte che lui l’aveva incontrata, ma li portava spesso dietro all’orecchio destro. A Matt, più volte, venne l’impulso di allungare la mano e di sistemarle la ciocca di capelli dietro all’orecchio. Gli piaceva il tono deciso con cui lei difendeva le sue convinzioni, l’orgoglio con cui raccontava del suo lavoro e la passione che leggeva nei suoi occhi quando parlava del suo paese.

Matt aiutò Olivia a portare tutto in tavola, dato che lei faceva ancora fatica con il braccio. Quando fu tutto pronto, si accomodarono.

<< Ma guarda un po’! Ti invito a cena per ringraziarti e poi ti faccio apparecchiare. Che disastro! >> disse Olivia sorridendo a Matt.

<< A dire il vero non riesco a capire come tu abbia fatto a cucinare tutto questo! >> le sorrise Matt di rimando.

<< Elysa mi ha aiutata con la spesa, la mia amica, l’hai conosciuta.>>

<< Certo, mi ricordo. Comunque avrei potuto cucinare io.>>

<< Si, certo! Ti invito a cena e ti faccio anche cucinare.>>

Mentre mangiavano, parlarono delle loro vite, si scambiarono battute sarcastiche, si raccontarono particolari buffi della loro adolescenza. Non ci fu un solo reale momento di imbarazzo. Era come se si conoscessero da sempre. Ridevano spesso e mentre lo facevano si guardavano. Alla seconda bottiglia di vino, i freni inibitori si erano sciolti un bel po’ e Olivia affrontò l’argomento che le stava più a cuore.

<< Matt, posso chiederti come mai sei venuto a vivere qui? >>

Matt fece un profondo sospiro guardando il bicchiere di vino che aveva in mano, poi alzò lo sguardo e disse << non ne ho mai parlato a nessuno in questi termini, nemmeno a mia sorella che mi chiama una volta a settimana per sentire se sono ancora vivo.>>

Olivia capì che Matt aveva bisogno di tempo, quindi lo lasciò libero di trovare le parole. Dopo poco lui continuò, sempre guardando il bicchiere di vino che aveva in mano.

<< Credo di poter dire che sono scappato. Senza dubbio: sono proprio scappato.>> la guardò mentre pronunciava quelle parole che fino ad ora aveva nascosto perfino a se stesso.

<< Da cosa? >> disse Olivia, la voce ridotta a un sussurro.

<< Dal dolore, che viene quando una persona che credi di amare scopri essere completamente diversa da quello che pensavi.>>

<< Oh. Scusa Matt, io non avrei dovuto…>>

<< Ma no, non ti preoccupare. Sono mesi che scappo e non è cambiato niente. Il dolore è sempre lì in agguato. Basta ascoltare una canzone, leggere qualche riga di un romanzo o vedere il gesto di qualcuno che tutto torna alla mente. Quello che sto facendo, che ho fatto in questi mesi, è da vigliacchi. Sono solo stato capace di scappare, e basta.>>

<< Matt, a volte abbiamo bisogno di prendere le distanze da un dolore grande per poterlo gestire. Forse è questo quello di cui avevi bisogno. In fondo, evitare il problema non è sempre sbagliato. Lo è se diventa un modo di vivere. Se ti è venuto spontaneo fare così, forse era quello di cui avevi bisogno. Ti serviva tempo. Sei troppo severo con te stesso.>> Era così bella e sicura mentre pronunciava quelle parole.

Matt fece una smorfia << lo fai sembrare quasi sensato…>>

Si sedettero sul divano, bevendo caffè. Olivia cercò di dirigere la conversazione verso argomenti più facili. Aveva saputo abbastanza per essere la prima volta che parlavano sul serio. Lei raccontò delle sue storie passate, di come non aveva mai trovato un uomo che le facesse provare quel mix equilibrato di protezione e indipendenza di cui sentiva di avere bisogno.

<< In fondo penso che sia un bisogno che ciascuno di noi ha dentro di sé: sentirsi amato e accolto nei momenti bui, difficili. E’ un desiderio che ho anche io, ma d’altro canto non posso vivere con qualcuno che non mi lascia lo spazio di cui ho bisogno.>>

<< Mi sembra sensato >> disse Matt di rimando.

Fece un sorriso radioso << sai, mi è appena venuta in mente una cosa che mi diceva mia madre. E’ da tanto tempo che non ci pensavo. Da giovane lei tirava di scherma. >>

E vedendo l’espressione di Matt aggiunse << si, lei ha sempre avuto passioni piuttosto singolari. Beh, mia mamma diceva che il fioretto è come un colombo. Bisogna impugnarlo bene perché se lo stringi poco, alla prima stoccata, ti vola via, se invece lo stringi troppo forte rischi di soffocarlo. Mi diceva che per me vale la stessa regola. Era tanto che non mi tornava in mente.>>

<< Che cosa incredibile! >>

<<Mia madre era una donna incredibile! >> rispose Olivia con la voce rotta dall’emozione del ricordo.

<< Anche tu lo sei .>

Senza rendersene conto mentre parlavano si erano avvicinati. Matt aveva la mano destra sullo schienale del divano e con la sinistra sfiorava la gamba di Olivia. Lei teneva la testa inclinata sullo schienale a pochi centimetri dal braccio di Matt. Nei momenti di silenzio, potevano sentire il battito dei loro cuori. Matt la guardò dritta negli occhi.

<< Messa in questa posizione mi ricordi tanto la prima volta che ti ho vista.>>

<< Oh, vuoi dire nel bosco.>>

<< Già>> lo sguardo scivolò sulle sue labbra << mi sei sembrata così…selvaggia, sensuale e…passionale.>>

Olivia era rimasta senza fiato per quelle parole.

<< Mi piace guardarti quando pensi. Ti concentri su quello che stai pensando e tutto il resto attorno a te scompare. Mi piacerebbe sapere cosa pensi ora.>>

<< Sono…sono sconvolta da quello che mi hai detto.>>

<<Sconvolta… turbata?>> chiese lui in un sospiro.

<<No, non sono turbata. Mi aspettavo una reazione diversa da parte tua, tutto qui.>> sussurrò lei.

Matt si avvicinò ancora di più a lei. Con la mano le accarezzò la guancia guardandole la bocca. Con il pollice disegnava piccoli cerchi sulla sua pelle. Poi scese a sfiorarle le labbra. Olivia si abbandonò a quel tocco così delicato e sensuale. La mano di Matt le faceva venire i brividi lungo la schiena. Gli appoggiò una mano sulla camicia all’altezza del cuore e lo sentì battere forte per l’emozione. Matt si avvicinò ancora un po’ e sentì il fiato caldo di Olivia solleticargli le labbra. Schiuse la bocca e si avvicinò per baciarla…quando furono interrotti dal suono del campanello.

Olivia si chiese per un istante se lo avesse sentito davvero, poi il campanello suonò un’altra volta.

<<Scusa…Matt…vado…ad aprire. Non ti muovere, caccio via chiunque sia.>>

Allontanarsi era l’ultima cosa che voleva fare. Di malavoglia riprese la compostezza di sempre, si avviò verso la porta e si ritrovò davanti Luke con uno sguardo accigliato.

<< Diavolo Oliva, ho saputo che sei caduta e ti sei ferita nel bosco. Come stai ora? Perché non ti sei fatta visitare da un dottore? Sali in macchina dai, ti ci porto io in ospeda…>>

La frase rimase a metà quando Luke alzando gli occhi vide Matt che lo osservava. Olivia alzò gli occhi al cielo, quello era un tipico comportamento da Luke.

<< Luke, non è successo niente. E poi mi sono fatta visitare dal dottore, anzi come vedi è qui. Ti presento Matt. Matt lui è Luke.>>

Olivia cercò Matt con lo sguardo mentre li presentava. Matt si era alzato e stava avanzando verso Luke per stringergli la mano, quindi disse << Già, e ora che ti ho visitata posso togliere il disturbo.>>

<< No Matt, aspetta…>> mentre Olivia cercava di trattenere Matt.

Luke vide la tavola ancora apparecchiata.

<<Devo aver interrotto qualcosa più di una visita medica >> la sua voce era diventata ruvida e rabbiosa << Incredibile, ci siamo lasciati l’altro ieri e oggi la dai via a un altro.>>

<< Ehi, vedi di darti una calmata! >> disse Matt, altrettanto arrabbiato per il modo in cui si stava rivolgendo a Olivia.

<< Luke! >> gridò Olivia << come ti…>>

Non riuscì a finire la frase perché Luke si avventò su Matt come un forsennato cercando di colpirlo. Matt riuscì a scansare il primo colpo, ma prese il secondo in pieno volto. Olivia si precipitò su Luke, gli diede un sonoro ceffone sul viso e gridò

<<Luke! Vattene immediatamente da casa mia! E non farti vedere mai più!>>.

Lui la guardò con un disprezzo che lei non gli aveva mai visto sul volto, girò le spalle e uscì senza più dire una parola.

In un attimo Olivia era a terra vicino a Matt.

<<Oh mio dio, Matt, ti sei fatto male? >> lo zigomo di Matt stava diventando viola e lui si lamentava. Gli stava venendo un gran mal di testa.

<< Vado a prendere del ghiaccio, non ti muovere di lì.>>

Dopo un istante Olivia fu di ritorno con un sacchetto di ghiaccio per lui. Lo fece distendere sul divano e lo aiutò a trovare una posizione meno dolorosa possibile per i cubetti di ghiaccio.

<<Ti prego, non fare quella faccia preoccupata. E’ solo un livido, domani mattina avrò un gran mal di testa, ma con un po’ di ghiaccio e un analgesico passa tutto.>> disse Matt.

<<Sembra che ora i ruoli si siano invertiti, dottore >>, rispose lei un po’ più sollevata.

<<Già, avrò bisogno di molte cure. E poi non ho ghiaccio a casa mia, credo che avrò bisogno di prendere in prestito il tuo >> il tono di Matt era allusivo. Le sorrideva e la guardava con una tale intensità che lei sentì un brivido nella schiena.

<<Ah, si? Allora credo che dovrò andare a metterne dell’altro in freezer…>> e così dicendo fece per alzarsi, ma lui la prese per il polso e la tirò verso di sé.

<<Dove pensi di andare? Dobbiamo finire quello che abbiamo iniziato.>> Lei cadde su di lui e si trovò con il viso a pochi centimetri dal suo.

<<Chi era? >> lo sguardo indagatore di Matt stava frugando nel suo in cerca di un segnale qualsiasi che lo facesse desistere da quello che aveva in mente. Olivia era rapita da quello sguardo, si rendeva conto che la stava studiando per decidere se restare o andare. Così disse semplicemente la verità <<Uscivamo insieme. Ci siamo frequentati per un po’, ma…non ha funzionato>> disse con un’alzata di spalle.

<<Per te forse non ha funzionato! Lui non era molto felice quando mi ha visto.>> L’alito caldo di Matt le solleticava le labbra.

Il suo sguardo la teneva inchiodata e lei sentì di dover dire tutto <<Mi ha chiesto di andare a vivere con lui. Io ho preso tempo, ma la nostra relazione significava per lui più di quello che significava per me. Quindi l’ho lasciato.>>

<<Quando? >>

Il respiro di Olivia era corto e non riusciva a distogliere lo sguardo dalle sue labbra. Aveva voglia di baciarlo, ma sperava lo facesse lui.

<< Olivia. Quando? >>, il tono deciso di lui la convinse a parlare.

<<Dopo che ci siamo scontrati per strada. Ho capito che volevo di più>>.

Sul viso di Matt lentamente si allargò un sorriso sornione, sensuale, che le fece venire i brividi. Matt allungò una mano per prenderle le gambe che erano rimaste a terra e la fece sdraiare completamente su di lui, poi le guardò la bocca desiderando baciarla con tutto se stesso. Con un movimento rapido la fece girare sulla schiena e la mise sotto di lui. Olivia ansimava stupita e lo fissava con gli occhi sbarrati.

<<Conosco qualche trucchetto interessante…>> disse lui vedendo la sua espressione.

Si avvicinò alla sua guancia e la baciò. Era un bacio leggero, ma intimo. Poi continuò a esplorarla avvicinandosi sempre di più alla sua bocca. Le diede un ultimo bacio leggero all’angolo della bocca. Appoggiò la fronte alla sua e le sussurrò <<Ho voglia di baciarti >> aspettando un suo cenno di assenso.

Lei aveva il respiro corto. Aveva voglia che la baciasse, che la toccasse…

<<E allora fallo.>> gli disse.

Matt sorrise, inclinò la testa e appoggiò le labbra sulle sue. Le loro bocche si incontrarono e si studiarono per un attimo, poi Matt infilò la sua lingua a cercare quella di Olivia. Teneva le braccia appoggiate ai lati della sua testa, le mani a tenerle il viso. Lei aveva allargato le gambe quel tanto che la gonna le permetteva di fare. Si staccarono un attimo tenendo le fronti appoggiate l’una all’altra. Ansimavano entrambi.

Matt avvicinò la bocca al suo orecchio e le mormorò<<Ho così tanta voglia di te…non riesco a pensare a nient’altro da quando ti ho vista nel bosco mentre venivi>> le baciò il lobo dell’orecchio e continuò << avrei voluto prenderti allora, sull’erba. è un secolo che non mi sento così.>>

<< Io non credo di essermi mai sentita così prima d’ora >> disse lei.

Le parole di Matt erano inebrianti. La eccitava il fatto che lui la volesse, che la trovasse desiderabile in un momento in cui lei non aveva minimamente pensato di esserlo per un’altra persona. La eccitava il fatto che la volesse ora…i pensieri di Olivia si erano fatti confusi da che Matt si era messo a baciarle il collo e a tirarle giù la cerniera dell’abito.

Non aveva aspettato un cenno di assenso di lei questa volta, non ce n’era bisogno. Vedeva che era eccitata e sentiva il calore della sua pelle attraverso i vestiti. Infilò le dita nella spallina del vestito e tirò verso il basso fino a che non le intrappolò il braccio. Aveva scoperto il reggiseno, di pizzo nero, che lo stava facendo impazzire. Prese tra le mani il suo seno morbido. Si ricordò di quello che aveva visto nel bosco. Infilò una mano sotto il reggiseno e sfiorò il capezzolo con il pollice. Aveva voglia di succhiarlo fino a sentirla gridare.

Olivia teneva la mano destra sulla schiena di Matt. Poteva sentire i suoi muscoli tonici. Matt era alto una ventina di centimetri più di lei e aveva spalle e braccia muscolose. Lei gli accarezzò la schiena e infilò una mano sotto la camicia. Il contatto con la pelle nuda piacque molto a Olivia, ma ancora di più a Matt che emise un lamento sordo.

Continuando a baciarla, Matt infilò la sua mano destra dietro alla sua schiena e con un movimento rapido si tirò su a sedere portando con sé Olivia.

<< Fammi vedere dove, Olivia. Guidami .>>

Lei non capì subito la sua richiesta, era troppo presa a recuperare fiato. Lo guardava con gli occhi spalancati sperando che le desse un suggerimento.

<<Dov’è la camera da letto, Olivia? >>

<<Oh, si…il corridoio, in fondo.>>

Mentre si trascinavano verso la camera da letto, Matt la teneva stretta e la baciava. Sbatterono contro qualcosa che cadde per terra, ma non ci fecero molto caso. Arrivati in camera, lei accese una lampada da tavolo sul comodino. Voleva che ci fosse luce, ma non troppa.

<<Sei una donna bellissima. I tuoi occhi…quando mi guardi così…sei incantevole…>>

Le parole di Matt la lusingavano. Le sembrava incredibile suscitare questo tipo di attenzioni in un uomo. Nessuno l’aveva mai guardata come stava facendo lui ora. Era come se scoprisse solo ora quel lato sensuale di sé attraverso il modo in cui la vedeva lui.

<< Non sono io, è come mi guardi tu. Sei tu che mi vedi così.>>

<< Perché tu sei così! >>. Era incredibile per Matt realizzare che lei non si sentiva così sensuale come la vedeva lui. <<Dimmi cosa ti piacerebbe Olivia.>>

Lei arrossì e si immobilizzò davanti a lui << cosa…? io…>>

Lui non mollò il colpo << pensaci…dimmi cosa vuoi >>, il suo sguardo era intenso e serio.

Anche il fatto che chiedesse cosa voleva lei era una novità, una piacevole e imbarazzante novità. Lei rimase a fissarlo per un momento e poi disse << Guardami mentre mi spoglio.>>

<< Con molto piacere.>> si distese sul letto e si appoggiò alla spalliera in attesa. Olivia d’un tratto aveva perso il coraggio iniziale, si sentiva il viso rosso dalla vergogna e non sapeva bene da dove cominciare.

<< Spogliati per me, Olivia >>, il modo in cui la guardava…la faceva sentire desiderata come non le era mai successo.

Iniziò a muoversi verso Matt. Si fermò, appoggiò una mano al mobile di fianco a lei, piegò la gamba destra all’indietro e con un gesto misurato si tolse la scarpa. Poi fece lo stesso con l’altra. Si avvicinò ancora di più al letto, mise le mani sui fianchi e si alzò la gonna fino a che Matt non vide le autoreggenti che lei portava.

<<Oh Gesù Olivia!>> a quella vista, Matt sospirò e il suo cuore prese a danzare vorticosamente.

Olivia appoggiò il piede destro sopra il letto e iniziò a srotolare lentamente la calza. Matt si era avvicinato a lei e stava seguendo con lo sguardo il movimento delle sue mani. Olivia fece un cenno a Matt e disse <<Con questa dovrai aiutarmi tu.>>

Matt si avvicinò a lei e la aiutò a togliere la calza. Aveva appoggiato una mano sulla coscia di Olivia e seguiva il movimento della sua mano verso il basso, sfiorando la pelle sensibile che via via rimaneva scoperta.

Poi Olivia si girò dando le spalle a Matt.

<< Aiutami anche con la cerniera.>>

Matt emise un gemito, si avvicinò ancora di più a lei e iniziò a far scivolare la cerniera del vestito verso il basso. Mentre lo faceva le sfiorava la pelle nuda con un dito. Olivia mormorò qualcosa di incomprensibile, poi si girò verso Matt e fece cadere l’abito a terra. Adesso Matt era seduto sul bordo del letto e lei era vicina a lui. Allargò le gambe invitandola ad avvicinarsi e lei non si fece pregare. Mentre le sue gambe la cingevano, Matt la guardava muoversi e pensava che non aveva mai visto una creatura dotata di tanta grazia e semplicità.

Olivia era in reggiseno e slip. Era arrivata da sola fino a quel punto, le piaceva che Matt fosse rimasto a guardarla, ma ora desiderava sentire le sue mani su di sé.

<<Toccami Matt, ti prego.>>

Lui non se lo fece ripetere. Aveva una evidente erezione e non avrebbe resistito ancora molto. Iniziò con una carezza leggera. Partì dai polpacci e salì piano piano arrivando fino a fianchi. Mentre lo faceva la guardava, voleva capire che effetto avesse su di lei. Olivia chiuse gli occhi e si morse il labbro inferiore, poi gemette di piacere. Matt infilò due dita nell’elastico degli slip e li sfilò lentamente verso il basso. A Olivia uscì un altro gemito. Era così esposta al suo sguardo ora, così vulnerabile.

<<Sei bellissima. Starei a guardarti per ore, ma adesso ti vorrei sdraiata.>> così dicendo, si alzò, la prese in braccio e la mise sul letto.

<< Ora tocca a me. >>

Matt tolse i vestiti più velocemente di quanto non avesse fatto lei. Era al culmine, aveva voglia di sentire la sua pelle sotto le sue mani, di farla godere e di gridare insieme a lei. Si stese vicino a Olivia e la baciò. Mentre le loro lingue si intrecciavano, la mano di Matt slacciò il reggiseno e iniziò ad accarezzarle un capezzolo. La stretta delle sue dita si faceva sempre più decisa, fino a che Olivia non gridò.

<< Voglio farti godere, piccola. Voglio sentirti gridare.>>

Iniziò quindi a baciarla sul collo, poi scese ancora e prese in bocca un capezzolo. Lo leccò più volte, fece girare la sua lingua attorno all’areola, poi lo morse. Fu così inaspettato che Olivia gridò di nuovo. In quell’istante dolore e piacere erano perfettamente in equilibrio.

Matt si avventò sull’altro capezzolo mentre la sua mano scendeva cercando il punto sensibile di Olivia, in mezzo alle gambe. Olivia gemeva e si contorceva. Matt sentì quanto era bagnata e quanto lo desiderasse. Entrò dentro di lei con un dito e lo fece girare. In risposta lei inarcò la schiena. Iniziò a massaggiarle il clitoride mentre continuava a leccare i suoi capezzoli. I gemiti di Olivia riempivano oramai la stanza. Lei cercava di muoversi, ma Matt la teneva ferma con il suo peso. A un certo punto Matt si scostò dal suo seno e scese con la bocca verso il basso.

<< Oh mio dio Matt…oh mio dio…>>

Olivia ora faceva oscillare la testa a destra e a sinistra, proprio come quando l’aveva vista nel bosco. Questo gli fece capire che era vicina. Matt la leccò in mezzo alle gambe…una volta, due, tre e poi infilò due dita dentro di lei…Olivia venne urlando e inarcando la schiena. Lui continuò a leccare fino a che lei non chiese pietà. Allora lui si mise sopra di lei e la baciò per farle sentire il suo sapore.

Poi la guardò <<Ti prego Olivia, dimmi che hai un preservativo…potrei morire se dicessi di no.>> la guardò con gli occhi pieni di desiderio.

Gli sorrise <<Allunga la mano e apri il cassetto del comodino.>>  disse lei con la voce ancora impastata e gli occhi chiusi. Matt si allontanò e dopo un istante era entrato dentro di lei. Voleva sentirlo fino in fondo, quindi agganciò le gambe attorno alla sua vita mentre lui si muoveva sempre più freneticamente. La baciò e divenne una furia, si muoveva su di lei spingendola contro la spalliera del letto ad ogni affondo.

<<Non ce la faccio Olivia, non ce la faccio.>>

Olivia avvicinò la bocca al suo orecchio e gli sussurrò  << Vieni per me, ti prego.>>

Matt venne con un gemito sordo poi si accasciò su un lato e la tirò vicino a sé, baciandole la testa. Dopo un istante dormivano entrambi, abbracciati.

 

 

FINE 5° CAPITOLO

 

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ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Lisa. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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11 commenti

  1. Maria

    Ah però!!! hai capito il dottore??? che dire….capitolo molto bollente!!!!!
    Ora sono curiosa di leggere come prosegue….promette molto bene!!!!!
    Bravissima Lisa!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Claudia

    Lisa,la parte iniziale del capitolo l’ho trovata così divertente 🙂
    Mi é piaciuto tantissimo.
    ” mi guardava mentre mi masturbavo figurati se pensa male…” 🙂
    Complimenti
    P.s povero Luke però ci credo che era arrabbiato,capita!! O_O”

  3. Rosy ♥

    Wow 🙂
    Ma che bel buongiorno 🙂
    Complimenti Lisa <3
    Hai descritto tutto con eleganza, senza cadere nel volgare 😉
    Bravissima <3

  4. La Ale

    avevamo intuito che il mercoledì era “dei pini”!!!!!!!!!!!!! evvai
    certo che il tempo fuori non aiuta, avresti voglia solo di stare…a letto con Matt 😉
    Grande Lisa ottimo capitolo

  5. Samy

    Finalmente!!!!! Bel capitolo, brava Lisa! Entrambi i personaggi hanno rispecchiato quello che mi aspettavo… 😉 ed ora???? Sono curiosa, non vedo l’ora sia mercoledì… 😉

  6. Papera

    wow cioè…. WOOOOW!
    Dopo essermi gettata una secchiata di acqua ghiacciata in testa posso commentare!
    Questo caro Dottore mi piace… evvai con il mercoledì dei pini come di La Ale.
    Sono già andata a prendere il rotolo dei numerini perchè credo che le fan del caro Matt non saranno poche.
    Mi è piaciuto l’inizio in cui si sono contattati e si sono preparati per la cena e mi è piaciuta anche la naturalezza con cui sono successi i fatti.
    Sei stata brava a descrivere ogni movimento senza essere volgare e facendomi sentire ogni emozione

  7. Lisa

    Il fatto che vi piaccia, mi emoziona davvero!! 🙂
    è bello leggervi ogni settimana.
    Sulla storia che dire… non è finita qui! Ma non anticipo nulla.
    Anche qui tempo da lupi purtroppo. Non sarebbe niente male trascorrere la giornata a letto con il mio Matt. Niente pini né piscina calda, ahimè, ma con un po’ di fantasia in fondo non servono 😉

  8. Ida

    Molto bello e hot questo capitolo. Matt e Olivia promettono scintille. Vedremo cosa succederà al prossimo capitolo. Bravissima Lisa.

  9. candy85

    Brava brava brava!!!! Questi ti due mi piacciono proprio …

  10. Romina

    Beh direi che la parola passione l’hanno coniata per loro! Si sono trovati e sono perfetti insieme! Sono un mix esplosivo! I giochi si stanno facendo decisamente molto interessanti! Bellissimo e focoso capitolo!

  11. rosyg

    Wauuuuuuuuuuu capitolo bollente!!!! quanto mi piace dottorino tanto carino .Mi piace sempre di più questo racconto brava Lisa a mercoledì