Nuovo racconto inedito – “Risveglia la mia Anima” – 4° Capitolo

Settimana dopo settimana stiamo imparando a conoscere Olivia e Matt, i nuovi protagonisti del racconto inedito “Risveglia la Mia Anima” di Lisa.

In questo quarto appuntamento scopriremo qualche dettaglio in più del travagliato passato di Matt, e scommetto, che anche in questo racconto non mancheranno i personaggi che sapranno farsi odiare, tirando fuori quel nostro lato perfido che urla vendetta.

Auguro a tutte voi Buona Giornata e soprattutto….

Buona lettura 

 

4° CAPITOLO

 

Era una sera tranquilla. Matt era reperibile in Ospedale, ma il suo cerca persone non aveva ancora suonato. Meglio così, aveva avuto due turni di notte estenuanti e aveva voglia di trascorrere un po’ di tempo in pace a casa sua. Sperava anche di poter parlare un po’ con Katrine, ma fino a quel momento lei aveva fatto di tutto per mantenere le distanze. Prima si era fermata in cucina a sistemare qualcosa. Poi si era messa a frugare nei cassetti della camera. Matt sentiva che c’era qualcosa che non andava. Non si era mai fermata a sistemare la cucina dopo cena, ci pensava la donna delle pulizie la mattina dopo. Da che erano sposati lei non aveva mai alzato un piatto da tavola. A fatica sapeva scaldare quello che la signora le lasciava pronto dopo aver ripulito casa.

 Dopo un attimo, lei si era avvicinata e si era mollemente sdraiata sul divano. Guardavano da un po’ uno stupido programma in tv. Lei aveva lo sguardo perso nel vuoto; lui la guardava con la coda dell’occhio cercando di trovare le parole giuste per iniziare a parlare. Dopo averla scoperta con il dentista, i loro rapporti si erano parecchio raffreddati.

 << Ho abortito >>

 Le sue parole lo colpirono come un fulmine. La testa gli ronzava e gli ci vollero alcuni secondi per reagire.

 << Cosa? >> urlò << Quando? E perché?? >> disse urlando sempre di più.

 << Non urlare, ho mal di testa. Oggi. Perché non volevo il bambino.>>

 << Non volevi il bambino? Non volevi il bambino?? >> scattò in piedi, la sua voce era sempre più acuta e lei si era tappata le orecchie con le mani per non sentirlo. << Che significa che non volevi il bambino? E…io…non sapevo niente. Non mi hai detto niente. Come puoi non avermi detto che eri incinta? Non mi hai detto nulla, ti rendi conto? >>

 << Non era tuo Matt. E ti ho chiesto di non urlare. >>

 La guardò per un attimo con lo sguardo vitreo. 

<< Cazzo. Cazzo. Cazzo. Sei una stronza, una schifosa stronza. Di chi era? Il dentista?>>

 << Lascia perdere Matt, non è importante.>>

 << Non è importante? Non è importante? >> urlava di nuovo. << Sei una puttana! Che idiota, che stupido idiota che sono >> mentre urlava contro di lei, aveva preso a camminare nervosamente avanti e indietro per il salotto.

 Lo aveva arredato lei, con il suo gusto per i soprammobili antichi aveva speso un’enormità nei negozi sparsi per tutta la provincia. Matt prese uno dei suoi dannatissimi gatti di ceramica e lo scagliò contro il muro. Solo allora lei sembrò riprendersi un attimo e per la prima volta lo guardò negli occhi.

 Adesso sembrava arrabbiata anche lei, di più era furiosa! La discussione che ne seguì era stata estenuante per entrambi. Volarono un altro paio di gatti oltre che insulti vari. Alla fine, Matt se n’era andato e si era rifugiato nella vecchia baita che i suoi genitori avevano comprato quando lui era piccolo.

 

Era riuscito a vivere in apnea per tutti quei mesi, quasi come se non fosse successo nulla. A parte alcuni momenti in cui si era sentito davvero perso, per la maggior parte del tempo era riuscito a negare tutto il dolore persino a se stesso. Il ricordo di quella notte, però, lo stava perseguitando da un po’. Da che aveva incontrato Oliva, per essere esatti.

Era mercoledì però. E aveva un appuntamento.

Aveva pensato a lungo prima di avventurarsi per il sentiero che porta al bosco dei pini. Erano passati una decina di giorni dalla sera che aveva bevuto una birra con Olivia. Il mercoledì precedente aveva piovuto molto e lui non si era mosso da casa. Quel mattino però splendeva il sole. Matt si era svegliato presto, aveva fatto un’abbondante colazione e aveva deciso di camminare senza una meta precisa in mente. Una volta in cammino, però, rivide il sorriso malizioso di Olivia e ricordò il suo invito a raggiungerla al bosco dei pini.

Era combattuto, non sapeva che fare. Al bivio stette per un po’ a pensare quale dei due sentieri prendere. Una parte di sé lo metteva in guardia, gli diceva di proseguire dritto, di non farsi coinvolgere.

Un’altra parte però lottava perché imboccasse il sentiero sulla sinistra, meno battuto, più esposto, ma forse più ricco di opportunità. Era chiaro che non si trattava solo di scegliere la direzione da prendere, ma in un certo modo Matt stava mettendo in discussione la solitudine che lo aveva avvolto fino a quel momento.

Quando aveva chiuso con Kristine, aveva razionalmente deciso di chiudersi in un bozzo protettivo. Negare tutto e far finta di niente per sopravvivere. Era convinto che se non avesse fatto quella scelta sarebbe stato travolto da tutto quello che gli stava capitando. Aveva deciso che non sarebbe più stato vulnerabile, che non si sarebbe fidato più. Era talmente sopraffatto dal dolore che non riusciva a pensare al futuro. Voleva solo superare il presente; giorno dopo giorno. Ora doveva decidere se mantenere la rotta stabilita o deviare dal percorso che aveva scelto mesi prima.

Dopo aver fatto un profondo respiro, decise per il sentiero a sinistra.

Mentre saliva sul sentiero, gli venne in mente che magari Olivia aveva cambiato i suoi programmi e che stava facendo un viaggio a vuoto. Quindi si rese conto quanto in realtà desiderasse rivederla.

Camminava da un po’, non riusciva più a capire quale fosse il punto preciso in cui l’aveva incontrata la volta scorsa. La vegetazione stava crescendo rapidamente grazie alle piogge e al sole, quindi era difficile orientarsi. Poi finalmente la vide, poco distante da lui seduta in un piccolo slargo sotto due pini secolari. Sentì dei lamenti…ma erano diversi da quelli dell’altra volta. Accidenti, chiedeva aiuto! Corse verso di lei, preoccupato.

<< Olivia! Che succede? >> le urlò mentre si avvicinava.

Lei si girò e Matt vide il suo volto teso per il dolore. Quando lei lo vide la sua espressione si distese dal sollievo.

<< oh Matt! Per fortuna che mi hai trovata. Ci speravo a dire il vero!>>

<< Che cosa ti sei fatta? >>

<< Matt, ho bisogno di un dottore. Mi sono fatta male…Ahi che male! Mi devi accompagnare da un dottore. Ho bisogno di aiuto. Ahi ohi>> era sotto shock, respirava in modo affannoso e parlava velocemente. Teneva una mano sul braccio e gli occhi lucidi. Cercò di alzarsi in piedi, ma Matt intervenne pronto.

<< Non ti muovere da dove sei. Ti serve un dottore e l’hai trovato. Ora siediti e cerca di rilassarti. Ho tutto quello che serve con me. Dimmi cosa è successo.>>

Mentre parlava mantenne lo sguardo su di lei, come per tranquillizzarla, si tolse lo zaino dalle spalle e iniziò a frugare in cerca del suo kit di pronto soccorso.

<< Come sarebbe a dire…? Sei un medico? >>

<< Allunga una mano e tira fuori il mio portafogli. E’ nella tasca dei miei pantaloni. >> le strizzò l’occhio << ehi, non approfittare per allungare le mani, eh! >> le disse sorridendo.

Voleva che si tranquillizzasse un po’ prima di intervenire. Matt si avvicinò a lei in modo che Olivia potesse prendere agevolmente il portafogli.

<< oh questa poi…>> mormorò lei guardando il tesserino dell’ospedale. Il braccio le faceva molto male, ma si sentì più tranquilla e si rilassò un po’.

<< Ora devi stare tranquilla. Non solo sono un dottore, sono anche il migliore. >> le fece di nuovo l’occhiolino e lei alzò gli occhi al cielo.

<< Un dottore egocentrico mi doveva capitare >> mormorò, guardandolo di traverso.

<< Ehi, guarda che ti sento >> le disse sorridendo << allora, mi dici che ti è successo? Non ti ha morso una vipera vero? >>

<< No Matt, tranquillo. Non sono un dottore, ma so cos’è un morso di vipera.>> disse con un tono di sufficienza. Teneva ancora la mano sul braccio, ma si era visibilmente rilassata.

<< D’accordo signora maestra, allora racconta. Che ti è successo? >> voleva che lei si distraesse quel tanto che gli serviva per disinfettare e ripulire la ferita.

<< Sono scivolata come una stupida e ho sbattuto il braccio da qualche parte. Poi mentre mi stavo rialzando ho strusciato contro qualcosa…>> guardò verso il punto in cui era caduta, ma non riuscì a trovare quello che cercava <<ho sentito un dolore incredibile e poi…guarda!>>

Olivia lasciò andare il braccio e Matt vide un taglio di circa tre centimetri profondo un paio. Le tremava la mano e perdeva sangue. Doveva darle un paio di punti.

<< Ok, non ti preoccupare. Adesso ti disinfetto e poi ti ricucio. >>

<< CHE COSA? >>

<< Olivia, la ferita è profonda e andrebbero dati due punti. Ho l’occorrente con me, ma se preferisci che lo faccia un dottore vero in ospedale, non ci sono problemi. Bendiamo per bene e ti ci porto io. >> aveva calcato la parola vero per prenderla un po’ in giro, ma ci teneva che fosse lei a decidere cosa preferiva fare. La guardò quindi in attesa di una sua decisione.

Lei ci pensò un attimo e poi disse << d’accordo, cuci. L’ospedale è a un’ora da qui e non mi è mai piaciuto andare al pronto soccorso >>

<< D’accordo. Io però non ho con me un anestetico, quindi probabilmente sentirai pizzicare un po’. Se non riesci a sopportarlo mi fermo, ok? >>

<< Ok, vai.>>

<< Bene, tu guarda dall’altra parte >>. Matt iniziò a ricucire e come appoggio l’ago sulla pelle lei strillò.

<< Aaaaaahhhhhhhh >>

<< Ehi! Che succede?>> la guardò preoccupato.

Olivia trattenne a stento il sorriso per qualche secondo e poi scoppiò a ridere di gusto.

<< Ah è così? Stai attenta, maestra Olivia, che ti lascio qui nel bosco ad aspettare il soccorso alpino! >> disse Matt con lo sguardo torvo.

<< No, no, no, ti prego…dai, non te la prendere. Volevo solo prenderti un po’ in giro. Hai un’aria così seria! >> disse lei, ridendo ancora.

<< Tu non capisci, questa è alta chirurgia. Quando avrò finito, non rimarrà nessun segno su questo braccio perfetto! >> così dicendo, Matt accarezzò il polso di Olivia.

D’un tratto divennero seri e lo sguardo di entrambi cadde sulla mano di Matt. Olivia percepì il calore della sua mano e la dolcezza del suo tocco. Non le sembrò un atto invadente, era come se si conoscessero da tempo.

<< Scusa, non volevo…>> Matt tolse la mano di colpo e ricominciò a cucire << Proseguo, ok? >> << e questa volta niente urla >> disse alzando lo sguardo su di lei.

<< Ok, promesso >> rispose lei sorridendo.

Dopo un attimo Matt aveva terminato e aveva riposto le sue cose nello zaino.

<< Ho finito, Olivia. Possiamo scendere a valle. Hai qualcosa con te?>> le chiese

<< Si, ho uno zaino…Eccolo, mi è caduto là.>> indicando con il dito.

Matt recuperò lo zaino di Olivia, lo infilò dentro il suo e l’aiutò ad alzarsi in piedi. La prese per mano e la condusse piano piano sul sentiero, verso il paese.

<< Fermiamoci un attimo a casa mia a riprendere fiato. E’ sulla strada. Poi ti accompagno alla tua macchina, ma non credo che dovresti guidare >>

Lei, come al solito, ci pensò un attimo e poi rispose << Va bene, fermiamoci da te un attimo. Poi chiamo una mia amica e mi faccio venire a prendere >>.

Matt odiava le persone che non sono in grado di tollerare i momenti di silenzio e li riempiono con parole vuote. Si rese conto che Olivia non parlava mai d’impulso, rifletteva sempre sulle cose e le pause l’aiutavano a pensare.

<< Ottima idea…Anche perché cominci a essere veramente pesante!>> disse lui sbuffando.

Olivia si fermò un attimo e lo squadrò in modo deciso, poi appoggiò male il piede con cui stava camminando e perse l’equilibrio.

<<Ma sei mi stai solo tenendo la… oooohhhh >>

<< Ehi!! Olivia!! >>.

Matt l’aveva afferrata un attimo prima che cadesse e ora era tra le sue braccia, il viso vicinissimo al suo. Sentiva il suo fiato caldo e il suo profumo…delizioso. Si guardarono negli occhi e rimasero in quella posizione per qualche istante, fino a che Olivia non si raddrizzò e Matt la fece ritornare in equilibrio.

<< Scusa, ho perso l’equilibrio. Sembra che oggi io sia una vera imbranata! >> disse lei in un sussurro, le guance arrossate dall’imbarazzo.

<< Non ti preoccupare, è tutto a posto >> rispose Matt << andiamo dai, manca poco >>.

Alla curva successiva, infatti, erano arrivati alla baita. Matt fece accomodare Olivia sul divano e diede a Olivia del ghiaccio da mettere sul braccio. Poi le andò a prendere qualcosa da bere, mentre lei chiamava Elysa.

<< Matt! La mia amica arriva, ma ha bisogno di qualche minuto perché sta finendo il suo turno di lavoro. Le ho spiegato come fare per arrivare qui >> disse lei a voce alta per farsi sentire. << Mi dispiace darti fastidio, magari avevi impegni >>.

<<Non ci pensare, non ho nessun impegno >> disse lui uscendo dalla cucina .<<Piuttosto, come va il braccio? Fammi controllare che non esca sangue dopo lo sforzo che hai fatto per scendere.>>

Matt controllò velocemente la fasciatura, ma era tutto pulito e in ordine.

<< Molto bene, mi sembra che i punti tengano.>> disse soddisfatto.

<< Grazie. >> sussurrò lei << Se non ci fossi stato tu, sarei ancora lassù a cercare di raggiungere il cellulare nel mio zaino! >>

<< Non c’è problema. E poi, ricordi? Mi hai invitato tu a raggiungerti, non potevo mancare>> le loro voci erano ridotte a un sussurro.

I loro sguardi erano fissi l’uno negli occhi dell’altra, senza imbarazzo.

<< Hai ragione! >> disse lei sorridendo << Ti ho invitato io. Volevo che venissi. >>

<< Non avrei potuto mancare questo mercoledì. Quando ti ho vista, due settimane fa, eri…bellissima! Una dea. Non credo di aver visto niente di più bello in vita mia >>.

La confessione di lui lasciò Olivia senza parole. Non era abituata a quel genere di complimenti. E non era abituata ad essere guardata…come se fosse la creatura più desiderabile della terra. Olivia stava per ribattere quando furono interrotti dal bussare insistente di Elysa.

Matt accompagnò Olivia fino all’auto dell’amica. Prima di chiudere la portiera e lasciarle andare diede a Olivia un biglietto.

<< E’ il mio numero di cellulare. >> disse << Lo tengo acceso giorno e notte. Se la ferita ti fa male o perdi sangue o i punti non tengono…chiamami.>>

<< Grazie Matt. Lo terrò per la prossima volta che mi ferisco in un bosco! >> disse lei con una punta di sarcasmo.

<<Ok, allora se ti fai male di nuovo o se ti capita qualcosa, chiamami.>> le sorrise di rimando e le guardò andare via.

<< OOOOkei amica, >> disse Elysa non appena chiusero le portiere <<racconta un po’ sta storia!!>>

<< Che storia scusa? >>

<< Che storia? La storia che ti sei trovata un dottore attraente da paura, con un fisico da urlo, che ti da il suo numero di telefono!! >>

Il tono di voce di Elysa era andato in crescendo parola dopo parola e alla fine stava praticamente urlando.

<< Ma piantala và! Mi ha solo aiutata. Mi sono fatta male e lui…>>

Elysa non la lasciò finire << Si, si, si >> disse, accompagnando le parole con un gesto della mano <<Che devi usare il numero di telefono che ti ha dato, almeno lo hai capito, si? >>

Si guardarono e risero mentre viaggiavano verso casa di Olivia.

 

FINE 4° CAPITOLO

 

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ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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8 commenti

  1. Claudia

    Lisaaaaaaaa questo capitolo é cortissimissimo! 🙁
    Elysa é proprio simpatica…”che devi usare il numero di tel che ti ha dato,almeno lo hai capito?”
    Penso che Olivia l’abbia capito 🙂 ,é stata così schietta sin dall’inizio non penso faccia finta di nulla ora che ha ottenuto l’interesse di Matt!
    Insomma questi due finalmente iniziano a conoscersi un pó di più e Matt sembra “risvegliarsi”pian piano dal periodo di depressione; voglio conoscere il carattere di questo bel dottore che a quanto pare sa essere anche ironico.
    Complimenti Lisa a mercoledì prox!

  2. Samy

    …però! Sembra che la nostra Olivia davanti a questo nuovo Matt che inizia a sbottonarsi… Tentenni un po’, eh? Bene, bene… Credo che ne vedremo delle belle! Brava, Lisa… Mi piace. 😉

  3. Minù

    Ciao Lisa, ho letto tutti i capitoli in silenzio…valutavo la tua storia 😉 oggi mi hai sorpresa ,mi aspettavo un incontro diverso ,e mi sono trovata a leggere un bdl capitolo frizzante .
    mi è piaciuto molto !!!
    Il tuo racconto inizia a intrigarmi sul serio,molto brava 🙂

  4. Rosy ♥

    Uffi 🙁 dobbiamo aspettare ancora una settimana 🙁
    Voglio un altro capitolo!!!
    Brava Lisa <3

  5. Papera

    E brava la nostra Lisa… ci aspettavamo tutte un incontro bollente e invece i nostri due personaggi si sono solo avvicinati un po’ di più e il bel dottore si è fatto avanti senza poter essere frainteso.
    Complimenti e al prossimo capitolo

  6. veronika

    continua a piacermi. Ma tra quanto i capitoli diventeranno più lunghi? brava Lisa.

  7. rosyg

    Ciao Lisa , ho letto il tuo racconto è mi piace molto soprattutto Matt e Olivia la trovo una tosta ! Solo troppo brevi… complimenti e a mercoledì

  8. Romina

    Mi ero persa questo capitolo imperdonabile direi! È’ proprio molto bella questa storia! Matt ha davvero sofferto molto ed ha incontrato una donna davvero orribile: la moglie! Spero che piano piano possa riaprirsi e ricredere nell’amore!