Nuovo racconto inedito – “Risveglia la mia Anima” – 2° Capitolo

La nostra nuova autrice, Lisa, è riuscita a stuzzicare la vostra curiosità con il suo racconto inedito “Risveglia la mia Anima” presentato la scorsa settimana?

Io sono pronta a scommettere di si.

Vi avevo avvisate che vi aspettava un primo incontro decisamente insolito, per usare le parole di una di voi, intrigante aggiungerei io. So che siete impazienti di saperne di più su i nostri nuovi protagonisti, quindi bando agli indugi, vi lascio subito in compagnia del secondo capitolo e vi auguro…

Buona Lettura 

 

Lei

Si era rimessa in piedi velocemente e si era rivestita guardandosi freneticamente attorno. Aveva visto quell’uomo correre lontano da lei, ma aveva ancora paura di vederlo ricomparire dal nulla. Si era presa una tale paura quando lo aveva visto, gli occhi fissi su di lei e la barba lunga. Che idiota era stata a masturbarsi nel bosco. Era convinta di essere l’unica a conoscere quel posto, ma evidentemente non era così. Decise di tornare velocemente verso casa, di avventure per quel giorno ne aveva avute abbastanza.

Mentre scendeva dal sentiero, con il fiato corto, ripensò a quel tizio. Non lo conosceva, ed era strano perché in quel periodo non c’erano turisti in giro e pensava di conoscere tutti gli abitanti della valle, almeno di vista. Più ci pensava e più le tornavano in mente gli occhi dello sconosciuto: chiari, penetranti, fissi su di lei. La guardava come se la…desiderasse. Non si era mai sentita osservare in quel modo, con quella intensità.

Aveva frequentato alcuni uomini in passato, ma con nessuno era durata più di qualche mese. Dopo la scintilla iniziale si rivelavano sempre dei fuochi fatui. Ora usciva con un ragazzo che abitava poco più a valle rispetto a lei. Si erano conosciuti per caso al supermercato e lui le aveva chiesto di uscire. Si frequentavano da un po’, era un bravo ragazzo, serio, ma…sembrava mancare sempre qualcosa. Quando facevano l’amore, ad esempio, lei non si sentiva mai troppo coinvolta. A volte per non offenderlo fingeva l’orgasmo. Sapeva che non era giusto da parte sua e aveva anche provato a spiegargli cosa le sarebbe piaciuto fare insieme…ma lui aveva fatto finta di non capire, forse spaventato dalle sue richieste.

Ora ripensava agli occhi dello sconosciuto e di nuovo le veniva un brivido nel basso ventre…“incredibile”-pensò- “sono messa proprio male se mi faccio prendere così dal primo sconosciuto che incontro nei boschi. Senza contare che non mi importa nulla che mi abbia vista mentre mi masturbavo! Ma che razza di testa!!”. Più rivedeva lo sguardo dell’uomo più le veniva voglia di vederlo di nuovo, di…spogliarsi mentre lui la guardava da lontano. Immaginava di aprire un bottone dietro l’altro lentamente, gli occhi fissi negli occhi di lui. Si vedeva sfilare le spalline del reggiseno mentre teneva le coppe con una mano, aprire il gancetto dietro e poi d’improvviso lasciar cadere il reggiseno a terra. Vedeva gli occhi di quell’uomo guardarle il seno come se volesse morderglielo…

<<Oh, cavolo. Ora basta! Piantala!>>

<<Con chi stai litigando?>> sentì una voce alla sua destra. Senza rendersene conto aveva raggiunto i margini del paese e di fianco a lei c’era Luke, il ragazzo con cui stava uscendo. Le si avvicinò, la cinse con un braccio e le diede un bacio sulla guancia. Lei non oppose resistenza, ma sentì un leggero moto di fastidio.

<<Che succede dolcezza?>> le chiese lui.

<<Niente, scusami. Stavo solo pensando ad alta voce>> disse lei, cercando di ricomporsi.

<< Olivia, non puoi andare in giro parlando ad alta voce. La gente crederà che la maestra sia pazza! >>

Il suo modo didascalico di dare indicazioni, la infastidiva sempre. Come quando le diceva di non guidare stando troppo sulla destra della carreggiata perché è il punto della strada in cui si trovano con maggiori probabilità vetri di fanali rotti in grado di bucare le gomme dell’auto. Sapeva che quello che le diceva era vero e logico e chiaro, ma quel tono da “so tutto io”proprio non lo sopportava. E poi, a dirla tutta, quel pezzo di strada pieno di buche che porta a casa sua proprio non si puòfare se non tieni la destra. In fondo, meglio una ruota bucata che un semiasse – parola che le aveva insegnato lui – rotto. Ovviamente non aveva mai avuto il coraggio di dirglielo, perchélui si sarebbe inventato qualche altra riflessione matura, ponderata, sensata, razionale…. uff che palle.

<< Si, lo so, grazie, ma non c’è nessuno ad ascoltare in realtà>>

<< Nessuno tranne me >>

<< Si, e tu sai già che io sono pazza, giusto? >> lo disse con il sorriso, ma era già stufa di quella inutile discussione. Lui allora la cinse ancora di più tra le braccia e cercò di baciarla; lei si irrigidì, ma lui non sembrò notare la cosa.

La baciò sulla bocca e con un sorriso le disse:  << Allora, hai pensato a quello che ti ho detto ieri? >>

Ecco la domanda che temeva più di tutto. La sera prima lui le aveva chiesto di andare a vivere insieme. Le aveva detto che non aveva senso pagare due affitti e doppie bollette, per non parlare dei soldi per la benzina per andare da una casa all’altra. Oramai si frequentavano da qualche mese, lei non era piùuna ragazzina e lui nemmeno.

Lei era rimasta a dir poco sconvolta dal tono di quella proposta. Si sarebbe aspettata una dichiarazione d’amore e invece si era trovata di fronte a un bilancio. “Fra qualche anno, per fare un figlio mi dirà che almeno da vecchi risparmieremo sul ricovero”aveva pensato, mentre lo fissava scioccata. Lui aveva visto la sua titubanza e le aveva detto di prendersi del tempo per pensarci, di stare tranquilla e di non sentirsi sotto pressione.

Poi le aveva preso la mano, l’aveva messa sopra la patta dei suoi pantaloni e le aveva detto << Senti amore come sono eccitato per te, per la nostra nuova vita insieme.>>

Lei era rimasta là, di fronte a lui, come un fantoccio, con gli occhi sbarrati mentre lui strofinava la sua mano sul pene prima attraverso la stoffa e poi sulla pelle nuda. Mentre si spogliava, le diceva che era bella, che la sua mano gli piaceva molto, che era una porcellina a toccarlo in quel modo. Poi iniziòa baciarla sul collo e le disse di spogliarsi. Lei non riusciva a muoversi.

<< Vuoi che ti spoglio io, dolcezza? Ecco, togliamo la maglietta, fammi vedere il seno >> mentre parlava le sfilava la maglia dalla testa e le toccava il seno.

<< Mmm, quanto mi piacciono le tue tette. Sono così…morbide e…grosse…mmmm >>.

La distese sul divano e si mise sopra di lei. Un attimo dopo la stava penetrando mentre le diceva quanto lei lo facesse arrapare. Dopo un istante era venuto mormorando il suo nome.

Tornò con la mente a lui e a quello che le stava chiedendo.

<< Si, ma…Luke, mi hai colto un po’ alla sprovvista. Devo pensarci bene…>>

<< Alla sprovvista?! Dolcezza!! Che dici? Lo sai che ti amo e andare a vivere insieme è la cosa più sensata da fare! >> la strinse ancora di piùtra le sue braccia e disse

<< Te l’ho detto fin dal primo giorno che ci siamo conosciuti in quel supermercato che noi siamo fatti per stare insieme >>.

Lei ricordò la conversazione di quella giornata e si pentì di non aver ascoltato i campanelli d’allarme che già suonavano all’impazzata nella sua testa.

<< D’accordo Luke, ci penserò. Promesso. Ora devo andare però. Tra poco devo essere a scuola per le ultime ore della mattina. >>

<< Ok, allora ci pensi! Mi raccomando, pensa bene! >> e strizzandole un occhio si allontanò non prima di averle schioccato un sonoro bacio sulla guancia.

Lei tirò un sospiro di sollievo e si diresse di corsa verso la scuola elementare dove di lì a poco avrebbe concluso la sua mattinata con un branco di bambini inferociti.

 

 

 

 

Lui

Dopo un lungo bagno caldo nella vasca sulla sua terrazza, Matt si era disteso sulla chaise long del salotto. Guardava fuori dalla finestra la strada sterrata che scendeva ripida verso il paese. I suoi pensieri erano persi nel ricordo di quella donna, i suoi occhi, i suoi seni…mio dio! Sentì il pene indurirsi di nuovo…Non era possibile. Dopo il casino con Katrine aveva perso completamente interesse per il sesso e per le donne. Ogni tanto il suo pene reagiva in modo quasi automatico ad alcune immagini in televisione, ma lui non ci faceva caso. Ora lo sentiva tendersi nella stoffa morbida della tuta che si era messo dopo il bagno. Aveva i capelli ancora umidi, folti e scompigliati cadevano sulla fronte. La barba era lunga, erano mesi che non la tagliava. Allungò una mano e si accarezzò, pensando a lei. Avrebbe voluto leccarle i capezzoli, prima piano con movimenti circolari, poi sempre più forte fino a morderli per farla gridare di piacere. L’aveva vista torcerli con le sue mani, aveva capito che le piaceva sentire un po’ di dolore mentre godeva. Prese in mano il pene e iniziò a massaggiarlo dall’alto verso il basso. Immaginava la mano di lei che lo toccava…Mosse la mano su e giù sempre più velocemente fino a che iniziò ad ansimare. La vedeva piegarsi su di lui e leccargli la punta prima di prenderglielo in bocca…dopo un attimo venne ansimando.

Aveva bisogno di una doccia. E di mangiare.

Aveva trascorso nove mesi in quella casa, tra quelle montagne. Aveva camminato su e giùper i sentieri, con il sole, la pioggia, la neve e poi ancora il sole. Aveva visto le strade riempirsi di gente, svuotarsi con l’arrivo dell’autunno e di nuovo riempirsi con l’arrivo dell’inverno. Si era tenuto sempre in disparte come un’ombra furtiva. All’inizio, comprava quello che gli serviva la mattina presto quando non c’era molta gente in giro. Poi, con il tempo, aveva raggiunto un accordo con il negoziante del paese: ogni settimana gli mandava una cesta di roba da mangiare e lui gli lasciava una busta con i soldi sul pianerottolo davanti alla porta. Non aveva fatto amicizia con nessuno, aveva scambiato poche parole quando proprio non poteva farne a meno e non aveva sentito il bisogno di gente attorno a sé. Fino a quel momento.

Si era rifugiato lassù per una ragione precisa. Sua moglie Katrine. Erano sposati da due anni. Lei lavorava come impiegata in uno studio dentistico, amava il mare e le serate in discoteca; lui era un medico con la passione per la natura e le serate tranquille. Si erano conosciuti, innamorati e sposati. Dopo due anni di matrimonio, lui era andato a trovarla in studio, una sera che lei doveva uscire tardi, e l’aveva trovata sdraiata sul lettino del dentista, con la lingua del suo capo sul clitoride. Aveva fatto una scenata, aveva minacciato di lasciarla ed era andato via sbattendo la porta. Lei era stata per qualche tempo da un’amica poi erano tornati insieme. Matt non lo sapeva, ma il peggio doveva ancora venire.

Dopo quella sera, erano arrivati tempi ancora più bui. Una notte aveva raggiunto la baita, si era sistemato e ci era rimasto. Fortuna che i suoi genitori avevano lasciato a lui e a sua sorella un po’ di soldi. Non sarebbero bastati per sempre, ma almeno per un po’ non doveva preoccuparsi. Quando era arrivato lassùsi era sentito svuotato, freddo e abbandonato come quella vecchia casa. Di sua moglie non aveva saputo più nulla dal momento in cui aveva chiuso il borsone e le aveva sbattuto la porta di casa in faccia.

Lassù, si era chiuso in se stesso: aveva buttato via la sua vecchia tessera telefonica e ne aveva comprata una nuova. Lo aveva fatto solo perché sapeva che sua sorella si sarebbe preoccupata troppo se fosse sparito del tutto. Da lei si era fatto mandare un po’ della sua roba, ma aveva respinto tutti i suoi tentativi di andarlo a trovare. Aveva fatto crescere la barba e i capelli. Voleva stare solo. Non voleva avere nessuno attorno.

Almeno fino a quel giorno. D’improvviso, le tornarono in mente quei capelli biondi, quel viso, quel seno…aveva percepito il desiderio, la passione, la sensualità di quella donna. Pensava di essere impazzito, ma desiderava rivederla. Toccarla. Baciarla.

 

 

 

Lei e Lui

Erano passati alcuni giorni “dall’incontro”nel bosco. Olivia continuava a pensare a quel tizio e Luke non smetteva di chiederle se aveva preso una decisione. “Accidenti!!” pensò mentre passeggiava in paese, “accidenti a lui e al suo pensa pure con calma dolcezza!”. Doveva affrontare la situazione, oramai non poteva più tirarsi indietro.

Cercò di concentrarsi su di sé: cosa si aspettava da una relazione? Cosa si aspettava di trovare in un uomo? Una sola parola le venne in mente: passione. Voleva essere toccata, desiderata, adorata. Aveva 29 anni, non era una ragazzina e certamente non era una sciocca. L’esempio dei suoi genitori le aveva insegnato che dopo il fuoco viene la fiammella e per tenerla accesa ci vuole impegno e dedizione. La passione però…a quella non avrebbe rinunciato.

In tutto questo non riusciva a collocare bene Luke. Dove accidenti era il fuoco con lui? Si frequentavano da un po’ oramai e, in quel momento, per la prima volta, si rese conto con estrema lucidità che le mancava la cosa più importante! Come aveva fatto a non rendersene conto fino ad ora? Avevano impegnato il loro tempo ad ascoltare musica, vedere film, fare passeggiate o sciare. Erano anche andati in vacanza al mare insieme.

Il problema era che lui era sempre così…lucido, concreto, razionale, senza contraddizioni…All’inizio lei si era sentita al sicuro. Era il tipo di uomo incapace di tradire o semplicemente di guardare un’altra se era impegnato. Era bello sentirsi l’unica donna sulla faccia della terra.

Poi piano piano aveva cominciato a sentirsi in trappola. Non c’era spazio per contrattare, per cambiare idea, per modificare il piano stabilito, per le decisioni dell’ultimo momento.  Tutto doveva essere pianificato, perfino il sesso settimanale: il martedì e il giovedì. Cavolo, a pensarci bene quella era veramente una stronzata.

Era come se si fosse chiusa dentro un guscio protettivo che all’inizio la faceva sentire al sicuro e poi, piano piano, era diventato troppo stretto e soffocante. Per di piùle erano venute quelle voglie…con il bel tempo, quando c’era il sole e il lavoro glielo permetteva, vagava per il bosco in cerca di un angolo tranquillo illuminato dal sole.

Quella dell’altro giorno non era stata affatto la prima volta. Si sedeva su una coperta e dava sfogo alle sue fantasie…immaginava due mani grandi e forti che le afferravano le spalle e, mentre una la teneva ferma, l’altra faceva scorrere un dito dal collo fino all’incavo dei seni, lentamente…vedeva le dita stringere e ruotare il capezzolo, sempre più forte. Faceva lei stessa quello che stava immaginando a occhi chiusi fino a gridare di piacere. Poi si toccava, massaggiava con un dito il clitoride, ne infilava due dentro…fino a che non godeva.

Non riusciva mai a vedere il viso della persona. Sentiva che con questo le mancava qualcosa di importante, ma non c’era niente da fare…almeno fino a due giorni prima, quando le era capitato di incrociare quello sguardo favoloso.

Al momento l’uomo le aveva fatto paura, con la barba lunga e scura. Per un attimo, Olivia aveva temuto che si avvicinasse, poi peròlui era corso via scusandosi e a lei erano rimaste sulla pelle le sensazioni di quello sguardo: stupore e desiderio. In quei due giorni aveva cullato il desiderio di tornare nel bosco sperando di incontrarlo di nuovo, ma la paura di trovarsi di fronte un estraneo poco raccomandabile l’aveva frenata. Quel giorno però il timore aveva lasciato il posto a un desiderio sfrenato di farsi vedere…

<< Ooohh >> disse picchiando il sedere a terra.

<< Ahi >> disse l’altra voce. Aveva camminato con la testa bassa, fissando il marciapiede, come suo solito, ed era finita contro qualcuno.

<< Scusi, non l’avevo vista >> disse Olivia.

<< Scusi lei, avevo la testa per aria >> disse lo sconosciuto mentre la aiutava a rimettersi in piedi. Olivia sentì la stretta forte e decisa dell’uomo e mentre si rimetteva in piedi lo osservò per la prima volta. Non aveva mai visto quel tizio eppure una strana sensazione la prese alla bocca dello stomaco.

<< Mi dispiace, l’ho fatta cadere per terra, si è fatta male? >> si scusò lui.

<< No, no, niente di rotto. Il mio solito modo di camminare…non guardo mai dove vado…ma noi ci siamo già visti? Ho come la sensazione di conoscerla.>> Olivia si rese conto che si era come incantata a guardare l’uomo negli occhi e distolse lo sguardo per non sembrare maleducata.

<< Ehm…forse…no, non credo che ci siamo mai visti. Io sono Matt.>>

<< Piacere, Olivia >> e si strinsero la mano per la seconda volta.

Questa volta, entrambi indugiarono un po’ di più mano nella mano.

<< Scusami ancora per averti urtata. Ora…ehm…devo…>> disse lui imbarazzato.

<< Oh, si, certo. Certo. Scusami tu >>. Si lasciarono le mani e si salutarono prima di andare ognuno nella propria direzione.

“Accidenti che male al sedere! Ma chi è quel tizio, pensavo di conoscere tutti qui in valle…eppure mi sembra di averlo già visto…” pensò fra sé e sé Olivia continuando a camminare, fino a che si bloccò quando un pensiero la fece sussultare “e se fosse…?”

Appena girato l’angolo, Matt tirò un sospiro di sollievo. Con tutte le persone che passavano per la strada, proprio lei doveva incontrare quella mattina? Si era deciso a tagliare la barba, era talmente lunga che oramai non si riconosceva più allo specchio. Non voleva ammettere che l’incontro con la donna del bosco, così la chiamava oramai, avesse pesato sulla decisione.

Aveva provato in casa, con le forbici prima e il rasoio dopo, ma era diventata talmente ruvida che gli era toccato andare dal barbiere. Una volta ripulito, però, si sentiva completamente esposto. Per mesi la barba lo aveva schermato dal mondo esterno; più cresceva, più era un modo per dire “lasciatemi in pace”! Quindi uscito dal barbiere si era messo a camminare a passo spedito verso la sua jeep quando, girato l’angolo, aveva urtato contro qualcosa di…morbido.

Quando aveva guardato a terra, si era reso conto che era lei dai capelli biondi che le coprivano il viso. Aveva avvertito il bisogno impellente di fuggire, girarsi e correre fino a che il paese non fosse sparito dall’orizzonte, ma non poteva lasciarla per terra, quindi suo malgrado le chiese scusa e le offrì una mano per rimettersi in piedi.

La mano di lei, calda e morbida, scompariva completamente dentro la sua mentre la stringeva. Sperò che lei non lo riconoscesse senza barba, pregò che non lo riconoscesse…Non sapeva che dire, quindi si scusò balbettando e…lei sorrise! Un sorriso luminoso, sbarazzino, sincero. Era così bella. Aveva dei lineamenti delicati, poco trucco e un’aria da furbetta.

Si presentò di proposito per poterle stringere ancora una volta la mano e subito dopo si sentì un idiota per averle detto il suo vero nome. Dopo un’istante interminabile, le loro mani si sciolsero e si salutarono. Girato l’angolo tirò un sonoro sospiro di sollievo. Gli era andata bene, in fondo senza barba era irriconoscibile e lei non era stata in grado di capire chi fosse.

Stava ancora pensando a lei mentre si avvicinava alla sua jeep. A un tratto, con la coda dell’occhio vide un movimento alla sua destra e quando alzò lo sguardo verso la macchina…la vide, le braccia conserte, l’espressione severa, le guance arrossate e la bocca leggermente aperta. Stava aspettando lui. Dopo qualche secondo di esitazione, si fece avanti. Non poteva proprio evitarla.

<< Ciao >> disse Matt.

<< Ciao >> disse Olivia << Tu sei lui. Voglio dire…l’uomo che ho incontrato nel bosco. Sei tu. >>

Tirò un sospiro e poi le rispose << Si, sono io…scusami, non volevo…ehm, disturbarti >>

Lei si rilassò un po’ e sciolse le braccia lungo i fianchi. La luce calda della mattina le illuminava il volto. Matt pensò che era veramente molto bella con quell’espressione un po’ accigliata e le guance rosse per l’imbarazzo. Anche lui non si sentiva proprio a suo agio comunque.

<< Non sono una pazza infoiata >> disse lei di corsa.

<< Non lo penso affatto >> alle sue parole lei tirò un breve sospiro di sollievo.

<< Io non sono un guardone pervertito >> continuò Matt.

<< Non lo penso >> fece una breve pausa <<Ok, in realtà l’ho pensato…>>

Matt rise di gusto e anche sul viso di Oliva si affacciò un lieve sorriso.

<< Ti sei tagliato la barba. E’ per quello che non ti ho riconosciuto subito, prima, quando ci siamo urtati >> disse Olivia guardando Matt dritto negli occhi. Non era il tipo di donna da distogliere lo sguardo nemmeno se si sentiva in imbarazzo. A Matt piaceva il modo in cui lei guardava le persone, era decisa, ma non arrogante.

<< Si, oramai era troppo lunga…>> fece un gesto con la mano per accompagnare la frase, poi continuò<< scusami ancora per prima. Ero preso dai miei pensieri e non ho fatto caso a dove stavo andando >>. La conversazione poteva anche apparire normale se qualcuno passando per caso l’avesse ascoltata.

<< Stai meglio senza >>

<< Ah. Grazie >>.

<< Non sei di qui, non ti ho mai visto in paese…ma conosci abbastanza questo posto da passeggiare nel bosco dei pini. Non è un posto dove i turisti di solito vanno a passeggiare. E’ troppo scosceso. >>.

Non erano vere e proprie domande quelle di Olivia, piuttosto faceva delle affermazioni e cercava in Matt una qualche conferma alle sue ipotesi. Matt decise che in fondo qualche spiegazione poteva anche darla.

<<Sono di San Francisco. Mi sono trasferito qui da qualche mese, nella baita dei miei genitori. E’ una di quelle sul lato est della montagna. Non sono venuto spesso in paese in questi mesi, non mi piace la confusione e non…non avevo voglia di socializzare >>

Olivia lo studiò per un attimo con attenzione, il suo sguardo era fisso sugli occhi di Matt. Non lo lasciò nemmeno per un secondo. Strizzò leggermente gli occhi e poi, come se avesse finalmente preso una decisione, si avvicinò a lui e gli tese la mano.

<< Mi chiamo Olivia >>

Matt fu preso un po’ alla sprovvista, ma poi finalmente reagì << ehm…me lo hai già detto…cioè, ciao, io sono Matt >> che idiota, doveva proprio puntualizzare?

La sensazione della mano di Olivia nella sua gli piacque: la stretta era decisa, la mano era calda e scompariva quasi completamente nella sua.

<< Ciao Matt. Ora scusami, devo andare >> e senza aspettare una risposta si allontanò da lui.

<< Oh, si, certo, scusami tu…ciao >> disse lui alzando la voce per farsi sentire. Perché poi continuava a scusarsi?

Stava già mettendo in moto quando lei si girò e a voce alta gli chiese:

<< A cosa pensavi prima, quando mi sei venuto addosso? >>

Matt si immobilizzò con la mano sulle chiavi inserite nell’accensione. Quella domanda lo aveva colto completamente impreparato. Per un istante pensò che doveva dire qualsiasi cosa, ma non la verità. Poi però, con lo sguardo di Olivia fisso nel suo, gli uscì detto tutto quello che non voleva dire:

<< A te. Stavo pensando a te >> e la guardò a sua volta.

Lei allora fece una cosa che lui non si aspettava proprio. Lo fissò un istante e poi gli sorrise. Un sorriso sincero, limpido e caldo; gli diede le spalle, come per andarsene, poi disse:

<< Il mercoledì…ci vado il mercoledì mattina nel bosco dei pini >> e si allontanò senza più voltarsi indietro.

Matt rimase a guardarla mentre se ne andava, incerto su quello che avrebbe dovuto fare. Sentiva il cuore battere all’impazzata e pensò bene di fare due bei respiri prima di mettere in moto la jeep e tornare a casa.

 

 

FINE 2° CAPITOLO

 

TROVATE QUI IL PRIMO CAPITOLO

ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Lisa. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate o un tuo racconto inedito leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

 

20 commenti

  1. Samy

    Bellissimo Lisa!!! Complimenti… Hai alimentato ancora di più la mia curiosità… A mercoledì prossimo! BRAVA. 😉

  2. Lorenza

    Mi ero persa il primo capitolo ma ho rimediato in fretta.
    Complimenti perché la tua storia è molto intrigante e ben scritta.
    Sono moooolto curiosa di sapere come si evolverammo le cose!
    A mercoledì prossimo.

  3. Papera

    Mi piace!
    I due personaggi mi hanno colpito: una ragazza che sa quello che vuole e un uomo che deve riprendere in mano la sua vita.
    Sei riuscita ad attirare l’attenzione e la curiosità.
    Al prossimo capitolo e chissà anche al loro incontro nel bosco dei pini.

  4. Maria

    Ah però!!!!
    Molto bello questo capitolo e la mia curiosità aumenta sempre di più….leggerlo da entrambi i punti di vista mi piace!!!
    La cosa si fa interessante……..Matt andrà nel bosco mercoledì????
    e Olivia lascerà il suo ragazzo o andrà a viverci insieme????
    Devo dire che non mi sta proprio così simpatico…cioè, anche quello deve programmare???!!!!!!! ah signore!!!!!
    Bravissima Lisa!!!!

  5. GiusiG

    ok Lisa, questo capitolo mi è piaciuto e comincia a intrigarmi… sono molto curiosa! mercoledì? chissà perchè hai scelto questo giorno 😉 !!!
    complimenti xxx

  6. Claudia

    Lei è molto audace,direi quasi sfacciata,ha fatto capire subito a quest’uomo sconosciuto il suo interesse.
    Dirgli il giorno in cui va nel bosco è un chiaro invito a rivedersi se non di più,altrimenti gli avrebbe chiesto un classico appuntamento per un caffè…
    La storia è curiosa aspetteró il prossimo capitolo per farmi un idea più chiara.

  7. La Ale

    Complimenti Lisa hai catturato la mia attenzione, in verità l’avevi catturata anche la volta scorsa, un po’ alla volta ci conoscerai e scoprirai che io sono la meno “classica” delle altre! Tutto ciò che è diverso a me piace!
    BRAVA!
    Quindi passiamo volentieri dal mercoledì delle docce al mercoledì dei pini 🙂
    e x ultimo io vado d’accordo coi Matt! Ne ho ho uno in casa!!!

    • Lorenza

      La Ale… ma il tuo Mark è sempre qui che ti aspetta… doccia compresa.
      il mercoledì dei pini???? mi piace!!!!

  8. GLO'

    CAVOLI! posso dire che questo racconto è davvero fantastico?!…e posso dire che è scritto divinamente?! ….e posso dire che per la prima volta mi piace la protagonista femminile dei racconti?!… e posso dire che ho adorato il primo capitolo e che con questo secondo sono stramazzata al suolo?!
    Lisa sei davvero formidabile!
    ti aspetto ogni mercoledì…

  9. Lisa

    grazie, grazie e grazie! sono contenta che vi piaccia 🙂 certo, di strada ne abbiamo tanta da fare… incontri, scontri, riflessioni, scelte… spero di avervi compagne fino alla fine 😉

  10. Romina

    Mi piace molto questa storia piacere di averla letta e piacere di averti conosciuta Lisa qui e da ora inizierà questo appuntamento settimanale che ci accompagnerà per tutta la durata della tua storia che mi sembra decisamente promettere molto bene, bei personaggi ….sicuramente da scoprire e con una bella e complessa personalità! Grazie e complimenti!

  11. rosyg

    Wauuuuuuuuuuu che incontro incandescente!!!!!! Anche se il il primo capitolo era breve ti sei rifatta con questo .E una storia molto intrigante e mi piacciono i due personaggi Lisa molto sicura di sé e Matt con il bisogno di ricominciare a vivere , come inizio nn c’è male complimenti brava Lisa a mercoledì!!!!!!!

  12. Ida

    Bellissimo e intrigante questo racconto Questa storia mi sta appassionando già dai primi capitoli. Bravissima, Lisa. Mi piace come scrivi. Non vedo l’ora di leggere il prossimo. Vedremo se si incontreranno il mercoledì e se succederà qualcosa tra loro. Ciao, a presto.

  13. Paola

    Bellissimo!! Sei veramente brava! Attendiamo il prox capitolo!!