Nuovo racconto inedito – “Risveglia la mia Anima” – 14° Capitolo

Buongiorno a tutte, e siamo a meno uno!

Quello che vi attende di seguito è l’ultimo capitolo di “Risveglia la mia Anima“, ma l’appuntamento con il racconto della nostra Lisa è comunque rinnovato per la prossima settimana con l’Epilogo e i saluti finali con il bel dottorino e la sua bella Olivia.

Ma a proposito di Olivia, che le sarà accaduto?

Perchè ancora non risponde al telefono? Che avrà combinato sta benedetta ragazza?

In realtà, io lo so già, ma sapete, mi piace stuzzicarvi!

Se volete scoprirlo anche voi, che aspettate?! Correte a leggere!

Ed ora, non mi resta che augurarvi anche Buona Giornata e soprattutto….

Buona lettura 

 

 

– 14° CAPITOLO –

Da che sua sorella era “tornata  tra i vivi”, come diceva Laura, si era sentito sempre più in bilico. Aveva voglia di rivedere Olivia, ma aveva anche paura di essere travolto dal desiderio di lei.

A voler essere onesti, non c’era nulla che lo trattenesse ancora a San Francisco, ma non era riuscito ancora a infilare le sue poche cose nella borsa e tornare a Tahoe.

Sylvia stava bene e si stava riprendendo.

Di sicuro entro pochi giorni l’avrebbero mandata a casa.

La gravidanza di Laura procedeva bene. Katrine gli aveva fatto recapitare un paio di scatoloni con dentro la sua roba. Non li aveva nemmeno aperti. Non voleva tenere nulla della sua vita passata. Aveva recuperato l’orologio da taschino di suo padre e aveva gettato via il resto.

L’avvocato lo aveva informato che aveva ricevuto comunicazione dal legale di Katrine di richiedere una valutazione della casa per metterla in vendita. Nemmeno lei quindi desiderava rimanere legata al passato.

Bene, meglio così. Non lo aveva più cercato, come le aveva chiesto di fare, né si era più presentata in ospedale. Sperava sinceramente che non lo cercasse mai più.

Aveva parlato con Sylvia e Laura, quella mattina, e loro lo avevano quasi convinto a tornare a South Lake Tahoe, da Olivia.

Avevano insistito per una mezz’ora buona, martellandolo un minuto dopo l’altro, tormentandolo, demolendo una dopo l’altra tutte le sue resistenze. Erano in perfetto accordo, completamente coordinate nelle argomentazioni che avanzavano, sembravano inattaccabili e tutte le sue scuse per non tornare nella baita erano state soffiate lontano. Quelle due insieme erano una vera macchina da guerra!

Avevano anche promesso di andarlo a trovare non appena Sylvia fosse stata dimessa dall’ospedale. Laura avrebbe preso un periodo di aspettativa dal lavoro e Sylvia si sarebbe ripresa dall’incidente. Matt aveva intuito che lo facevano per assicurarsi che non si facesse tornare la tentazione di fare l’eremita, ma fece finta di niente.

Sembrava che per lui non ci fosse nient’altro da fare a parte tornare a Tahoe.

Olivia gli mancava ogni giorno di più.

Si erano sentiti per tutto il periodo in cui lui si era fermato a San Francisco, ma era qualche giorno che non rispondeva ai messaggi e alle telefonate. Il non sentirla lo mandava completamente nel panico.

<<Diavolo!>>

Gli era rimasto in mano il cassetto del mobiletto del bagno ed erano caduti per terra trucchi, spazzole, assorbenti, cotone e tutta un’altra serie di cose da donne.

In quel momento era solo in casa di Laura e Sylvia. Era stato loro ospite durante quelle settimane. Aveva dovuto dormire sul divano e condividere il piccolo appartamento con Laura, ma almeno si erano fatti compagnia a vicenda.

In quel momento, però, con un tampax in mano sentì di avere voglia di riprendersi i suoi spazi, di avere qualcosa di suo attorno, di…tornare a casa.

La baita dei suoi genitori era stata il rifugio perfetto.

Lontano da tutti e colma di ricordi di vecchi tempi felici. Con Olivia aveva riempito la baita di nuovi ricordi felici, nonostante il poco tempo trascorso insieme.

In baita si erano amati, avevano dormito insieme nel suo letto, si erano coccolati nella vasca, avevano fatto colazione insieme.

Pochi momenti, ma estremamente intensi che ora gli mancavano come può mancare un arto amputato.

Gli venne voglia di tornarci e di sistemarla perché fosse accogliente e un po’ più moderna. Gli venne voglia di abbracciare Olivia, di stringerla forte e di baciarla. Di portarla in casa e di fare l’amore con lei, fino a lasciarla senza fiato.

Raccattò la sua roba, la infilò nel borsone con cui era arrivato e scese di corsa le scale. Doveva andare in ospedale, salutare Sylvia e tornare finalmente a casa.

 

*****

 

Era seduto sulle scale davanti alla porta di ingresso della casa di Olivia.

La casa era vuota, le luci spente.

Era arrivato un paio di ore prima e si era fiondato immediatamente da lei.

Aveva suonato e bussato per un po’ e poi aveva girato dietro casa scavalcando la recinzione per dare un’occhiata sul retro.

Poteva essersi sentita male oppure lo stava solo ignorando, ma a quel punto era stufo di avere paura e doveva sapere. Aveva guardato attraverso i vetri delle finestre e si era reso conto che non c’era anima viva.

Era tornato verso l’ingresso principale più che altro per evitare di beccarsi una denuncia dai vicini.

Aveva aspettato.

E aspettato.

Aveva provato a chiamarla, ma il cellulare era sempre spento.

Aveva passato al vaglio tutte le possibili spiegazioni.

Non lo voleva più, si era trovata un altro, aveva traslocato.

Poteva essersi fatta male o essere rimasta vittima di un incidente, ma in quel caso lo avrebbe saputo oramai. Poteva essersi rimessa con Luke ed essere in viaggio con lui da qualche parte. Poteva essere andata ovunque con chiunque per non incontrarlo mai più…

In realtà, non c’era nessuna spiegazione che reggesse alla logica e alla razionalità, il che lo fece diventare piuttosto nervoso e agitato, ma la sua mente cominciava a fare i soliti spiacevoli voli acrobatici.

Quando vide il sole calare completamente dietro le montagne, decise di tornare a casa, ma prima lasciò un biglietto sulla porta di casa di Olivia: “sono tornato. chiamami per favore.”

Al diavolo se lo voleva vedere o meno, a quel punto voleva solo essere certo che stesse bene. Poi mandò un messaggio a sua sorella.

 

“Sono a tahoe. Lei non c’è. Speriamo bene…”

 “Abbi fede fratellone!”

 

Fu la risposta immediata di Sylvia. Almeno era certo che il telefono funzionava.

Una volta a casa, accese il fuoco nel camino.

La baita si trovava in un punto abbastanza riparato dal sole e la sera faceva ancora freschino. Si era portato qualcosa da mangiare da San Francisco perché sapeva di non avere nulla di commestibile in casa, a parte il vino bianco.

Aveva occupato le prime due ore guardando documentari e stupidi programmi alla tv.

Aveva disfatto la borsa, sistemato le cose che si era portato, mangiato, lavato i piatti, riordinato la camera.

Diventava un po’ ossessivo quando era agitato e quella sera era decisamente in ansia.

Aveva provato a chiamarla ancora un paio di volte, ma di nuovo senza risposta.

A quel punto l’ansia si era trasformata in terrore.

Cercò di rimanere calmo, ma non era facile in quello stato.

Non aveva il numero di telefono di Elysa, l’amica di Olivia. Nè sapeva di preciso dove abitasse.

Non poteva andare dalla polizia, non avrebbe proprio saputo cosa dire e lo avrebbero preso per matto. Forse poteva telefonare in ospedale per sapere se ci fosse una Olivia Banks ricoverata. Dopo un attimo, decise di provare. Si spacciò per il fratello di Olivia, ma dall’ospedale dissero di non avere nessuno ricoverato con quel nome. Almeno poteva escludere un incidente mortale.

Rimaneva ora la fuga d’amore con un altro.

Ottime prospettive davvero!

Dopo un altro paio di ore passate a vagare per casa, il vino lo aiutò a rilassarsi e finalmente si addormentò sul divano.

Era nel pieno di un sogno confuso, quando sentì un rumore simile a un martello che picchia insistente sul legno. Cercò di non farci caso, ma il martello non smetteva, il rumore continuava e continuava.

Aprì un occhio a fessura. Si sentiva confuso e ancora addormentato. Si massaggiò le tempie e si strofinò gli occhi. Il sogno sembrava non finire, sentiva ancora il martello.

Dopo un istante si svegliò di soprassalto e si rese conto che qualcuno bussava con insistenza alla porta. Si strofinò la faccia, ancora mezzo assonnato e andò ad aprire. Una sferzata di aria fresca lo colpì in pieno volto e gli fece spalancare gli occhi, mentre Olivia gli si buttava tra le braccia facendogli perdere l’equilibrio.

<<Olivia!>> le disse cingendola <<Sei viva!!>>

La strinse forte tra le braccia e respirò il suo odore così familiare.

<<Certo che sono viva! Ho letto il tuo messaggio e sono corsa qui. Non pensavo di vederti così presto. Perché non mi hai avvisato che saresti tornato? Non sarei andata a quella stupida gita.>>

<<Che gita?>> disse lui inspirando forte il profumo dei suoi capelli. Aveva ancora la mente annebbiata dal sonno e dell’alcol. Se era un sogno non voleva svegliarsi.

<<La gita con la classe. Doveva andare una collega, ma all’ultimo momento si è ammalata ed è rimasta a casa. I bambini ci tenevano troppo per rinunciare e io non me la sono sentita di tirarmi indietro.>> lo guardò un attimo studiando la sua espressione <<è successo tutto così in fretta…non sono riuscita ad avvisarti.>>

<<Non fa niente, non ti preoccupare.>> mentre parlavano si erano spostati nel salotto e si erano distesi sul divano godendosi il caldo del camino.

Ora riusciva a connettere meglio. La guardò per cercare di capire se andava tutto bene, se era felice di rivederlo.

<<Sei arrabbiato?>>

<<Arrabbiato? Certo che no! Ero…preoccupato, terrorizzato, in ansia…ma arrabbiato no. Ci siamo sentiti spesso quando ero a San Francisco e non capivo cosa stesse succedendo.>>

<<Scusa, ma era una gita nei boschi. Erano vietati telefonini e altri apparecchi elettronici. Solo noi e la natura, per 4 giorni.>> si stiracchiò la schiena e nel farlo si strusciò contro Matt che emise un leggero mugolio.

<<Talmente natura che adesso vorrei tanto farmi una doccia lunghissima. Quando siamo partiti ho provato a chiamarti, ma non mi hai risposto. Come una sciocca non ti ho mandato un sms e poi quando mi sono trovata nel bosco con il telefono confiscato dalla preside…beh, mi sono sentita un’idiota per non aver riprovato a chiamarti.>>

<<Non ti preoccupare. Mi sei mancata>> le sussurrò lui strofinando il naso sul suo orecchio.

<<Anche tu.>>

<<Andiamo a farci quella doccia e poi andiamo a dormire.>>

<<A dormire?>> disse con tono ironico.

<<Andiamo a letto.>> rispose lui sorridendole. Le tese la mano e salirono insieme per le scale tenendosi stretti.

 

*****

 

Olivia era distesa sopra Matt, la testa appoggiata sulla mano, lo guardava negli occhi. Lui le appoggiò una mano sulla guancia e la accarezzò con il pollice. Era mattina inoltrata, il sole entrava dalla finestra e nessuno dei due aveva alcuna voglia di muoversi. Avevano fatto l’amore prima di addormentarsi e poi appena svegli. Non avevano parlato molto, si erano amati senza tregua.

<<Come stai?>> gli chiese Olivia in un sussurro.

<<Adesso bene.>> Matt la strinse forte <<Ti devo delle spiegazioni, Olivia. E’ venuto il momento.>>

<<D’accordo. Sono qui.>>

<<Lo so, è il motivo per cui sono tornato di corsa. Sylvia sta bene. Ho deciso di tornare perché si sta riprendendo e di sicuro tra qualche giorno la rimanderanno a casa. Anche Laura sta bene…a proposito, Laura è incinta. E’quasi di due mesi oramai. Divento zio, Olivia.>> lo disse con un tale orgoglio che Olivia si sentì mancare il respiro.

Gli sorrise <<E’ bellissimo, Matt. Sono molto felice per te!>>

<<Grazie. E’ stata una notizia inaspettata. Prima che partissi non volevano un figlio e poi…le cose cambiano. Sono felice per loro.>> aspettò di incrociare il suo sguardo prima di proseguire <<Ho parlato con Katrine. Speravo di chiarire la situazione con lei prima di ufficializzare la separazione, ma non è stato possibile. Lei è…>>

Espirò con forza e continuò <<Le ho fatto mandare i documenti del divorzio da un avvocato. Le ho detto di scegliere se tenersi la casa o venderla. A me non interessa. Le ho chiesto di non chiamarmi più, di non cercarmi per nessuna ragione. E’ finita Olivia, non c’è più niente che ci leghi.>>

Olivia lo fissò per un attimo, si avvicinò e gli diede un bacio nell’angolo della bocca. Poi lo abbracciò stretto.

<<Mi dispiace, mi sembra di capire che non sia stato facile, ma sono contenta che sia finita. Speravo di sentirtelo dire.>>

<<Non sarei tornato da te, te lo avevo promesso.>>

<<Non ero del tutto sicura che saresti tornato. Ci ho pensato spesso. Ci sono stati giorni in cui ci credevo, altri in cui ero certa che non saresti tornato.>>

<<Non credo di aver mai davvero pensato di voler rimettere in piedi il nostro rapporto.>>

<<No, forse no, ma temevo che noi fossimo ancora troppo deboli per reggere il confronto con il passato.>>

<<Ho avuto tempo per pensare. Devo dire che mi è servito tornare a San Francisco e fare i conti con quello che avevo là. E poi Laura e Sylvia mi hanno aiutato a rimettere le cose nella giusta prospettiva.>>

Rimasero in silenzio per un po’ascoltando il ritmo del loro respiro. Il silenzio di Matt era eloquente. Era chiaro che fosse successo qualcosa di spiacevole con Katrine, nonostante oramai Olivia non aveva più timori che lei potesse rientrare nella vita di Matt.

<<Cosa è successo con Katrine, Matt?>>

Lui sospirò con forza e chiuse gli occhi per un attimo.

<<Senti, non fa niente, non mi interessa. Non c’è bisogno che ne parli se non ne hai voglia. Per me è lo stesso.>>

<<No, no…voglio parlartene invece. Ti ho detto che lei era rimasta incinta e che mi aveva detto che il bambino non era mio. Beh, ha mentito. Almeno così sembra dall’ultima versione che ha tirato fuori. Quando ci siamo incontrati mi ha detto che dopo l’aborto ha fatto delle analisi. Il bambino era mio, Olivia.>>

<<Oh mio dio Matt. E’ terribile!>>

Olivia si era tirata a sedere e ora lo guardava negli occhi. Vedeva tutta la stanchezza, la delusione e la tristezza nel suo sguardo e si sentì male per lui. Per un attimo pensò a Matt con un bambino di un’altra tra le braccia, ma scacciò subito l’immagine dalla mente.

<<Si, è terribile. Lei è…non ci sono parole per definirla. Anche se mia sorella dice che non dovrei pensarci, io non ce la faccio. Ho pensato tanto a questa cosa, da che ho saputo. Non riesco a fare a meno di pensare a un bambino o a una bambina…>> aveva la voce rotta per l’emozione.

<<Oh, Matt, mi dispiace.>>

<<Non fraintendermi, Olivia, non credo che le cose tra me e Katrine sarebbero andate diversamente con un bambino. Anzi, da questo punto di vista, il suo aborto ha evitato che facessimo ancora più danni…però il fatto di non aver potuto scegliere, di non aver saputo nulla per mesi…non so come spiegarti come mi sento.>>

Olivia lo abbracciò stretto e sentì il suo cuore battere furiosamente. Matt la avvolse, respirò il suo profumo e si fece calmare dal calore del suo abbraccio.

<<Sei tornato però.>>

<<Si.>>

<<Nonostante tutto.>>

<<Nonostante tutto.>>

<<Perché sei tornato Matt?>>

<<Per te.>>

<<Cosa significa questo?>> strofinò il viso sulla sua barba ispida.

<<Volevo rivederti, stringerti, baciarti, fare l’amore con te…volevo tornare per raccontarti tutto e guardarti e tenerti come ti tengo ora.>>

<<Come stai?>>

Matt si liberò dal suo abbraccio, le prese una mano e la guardò per un attimo.

<<Sono terrorizzato e…emozionato!>> fece una pausa per guardarla.

<<In queste settimane ho ripensato spesso al mio rapporto con Katrine. Lei mi ha accusato di non averla mai considerata abbastanza importante. Mi ha detto che la usavo, che mi servivo di lei solo per mostrarla alle feste.>>

Fece una pausa per riordinare i pensieri <<E sai che c’è? Credo che in fondo abbia ragione. Non le ho mai rivolto l’attenzione che avrei dovuto. Non so perché, ma me ne rendo conto solo ora.>> rimase in attesa.

<<E perché sei terrorizzato?>>

<<Perché non vorrei ripetere gli stessi errori di nuovo, perché ho paura di lasciarmi andare davvero, perché non sono più sicuro di quello che penso e che sento, perché non mi fido più di me stesso. E poi sono terrorizzato perché non so cosa aspettarmi da te, dove ci porterà questa storia, se avrà un futuro o…>> si fermò temendo di aver parlato troppo. <<Scusa Olivia, forse ho parlato troppo. Non volevo offenderti.>>

<<Non mi hai offesa.>> rimase a pensare per un attimo e poi aggiunse <<Matt, forse non è il momento giusto per dirti certe cose, forse dovremmo semplicemente essere amici, prendercela comoda e vedere come procede. Però penso che quello che abbiamo vissuto insieme non sia una cosa da amici. Io sento di provare qualcosa per te e non mi va di far finta di niente o di negare quello che sento.>>

Prese un respiro e continuò <<Io non ho certezze da venderti. Non so se saremo ancora qui fra due, cinque, o dieci anni. Non so se staremo insieme tutta la vita o se ci lasceremo. Non posso prometterti che sarà sempre tutto rose e fiori. Non lo faccio perché anche io ho i tuoi stessi dubbi.>>

Si tirò su e si mise a sedere <<Non lo so come sarà Matt, nessuno dei due lo può sapere. Quello che so è che lo voglio scoprire. Ho voglia di provarci. Quello che ti posso promettere e che ci sarò dentro completamente. Ti prometto che ce la metterò tutta. Che non mi tirerò indietro alla prima difficoltà. Che ti parlerò e ti dirò cosa mi succede. Ti farò capire come mi sento.>>

Fece una pausa <<Ti dirò chiaramente se mi farai sentire una bambola gonfiabile.>>

Gli strizzò l’occhio e Matt sorrise.

<<Non ti prometto che sarà perfetto, ma ti assicuro che sarà vero. Sarà come noi vorremo che sia. Dipende da noi, Matt. Da me e da te.>>

Matt chiuse gli occhi e rimase in silenzio.

Stava assorbendo l’enormità del significato racchiuso in quelle poche semplici parole. Olivia aveva la capacità di prendere in mano la situazione, di ribaltare completamente le sue paure e di rendere tutto più chiaro.

Sembrava tutto semplice quando stava con lei.

Gli sembrò che uscire dal groviglio dei suoi pensieri, almeno per un attimo, fosse il regalo migliore che potesse farsi.

<<Olivia…io…>> chiuse gli occhi e respirò profondamente <<Quando andavo al mare con i miei, avevo una paura fottuta di buttarmi dove non toccavo…>> lei lo guardò interrogativa.

Matt sembrava perso nei suoi pensieri e non fece caso alla sua espressione <<Ho sempre avuto bisogno di circondarmi di cose e persone prevedibili, ma con te…io…sto decisamente uscendo dai miei schemi!>>

<<Lo prendo come un complimento.>> disse lei sorridendo.

Matt la guardò negli occhi mentre le accarezzava il viso con il pollice. Sentiva che c’era qualcosa, oltre la paura, il terrore e i timori, qualcosa di forte che gli scaldava il cuore e lo faceva sentire vivo come non gli era mai successo prima.

<<Credo di essermi innamorato di te, Olivia, perdutamente innamorato di te. Ti amo Olivia. Stai con me. Vuoi?>>

Non fece in tempo a finire la frase che Olivia gli si era buttata tra le braccia. Rideva e piangeva nello stesso momento. Lo teneva stretto e gli dava dei piccoli baci sulla bocca.

<<Oh, Matt…certo che voglio stare con te. Ti amo anche io!>>

Matt sospirò e la prese tra le braccia con la ferma intenzione di non lasciarla mai più.

 

FINE 14° CAPITOLO

 

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ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Lisa. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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18 commenti

  1. Samy

    Wow… Che bello Lisa!!!! Mi hai scaldato il cuore in questa mattina grigia. Mi dispiace solo che il prossimo capitolo sarà l’epilogo finale, ma mi auguro di leggerti di nuovo, in futuro. 😉 un abbraccio e grazie.

  2. Rosy ♥

    Oh finalmente 😀
    Che bello finalmente insieme!!!
    Bravissima Lisa <3 ci hai fatto prendere un colpo a tutte con quella gita nei boschi 😀 ahahahahah 😀
    Non vedo l'ora di leggere l'epilogo anche se vorrà dire che la storia sarà conclusa…
    Matt e Olivia mi mancheranno tanto!!!
    Chissà forse hai altre sorprese in serbo per noi 😉
    Un bacione <3

  3. Lele

    Che meraviglia, mi sono commossa!!! Complimenti Lisa peccato che sia quasi finita, mi mancheranno Matt e Olivia.

  4. Claudia

    Lisa buongiorno!
    Sono così curiosa di leggere l’epilogo di questa bella storia,che mi ha conquistato con il suo inizio scoppiettante e di certo unico 😉
    Coinvolgente ed emozionante,mi congratulo con te!
    Aspetto con trepidazione mercoledì prossimo. Un abbraccio

  5. Lorenza

    Meno male che era solo fuori per una gita la nostra olivia! Aspettando l’epilogo ti rinnovo i miei complimenti.
    Brava

  6. Ida

    Peccato che finisca questa bella storia. Me la sono veramente gustata e goduta dal primo capitolo! Brava Lisa. Spero di leggere ancora tuoi racconti. Non vedo l’ora di leggere gli ultimi pensieri di Matt e Olivia. Vorrei tanto che loro facessero il bambino che quella S… di Katrine ha abortito. Bacio

  7. Alessia

    Mi è scappata una lacrimuccia alla fine :_) davvero bello..non vedo l’ora di leggere l’epilogo

  8. rosig

    Finalmente insieme! !!!!Bravissima Lisa un racconto dolce e con tanto amore che dal primo capitolo ho letto con entusiasmo !!! adesso aspetto l’epilogo e poi spero di leggerti ancora a mercoledì

  9. Lisa

    Grazie, come sempre, per il vostro affetto e sostegno!
    è stata una bellissima avventura, impegnativa, ma bellissima.
    Ci rileggiamo di nuovo la settimana prossima e poi spero anche in futuro… qualche idea c’è, quello che manca è il tempo 🙂 ma ce la metterò tutta

  10. Romina

    Bellissi capitolo! Bellissimo loro, finalmente si sono detti che si amano ed hanno aperto le loro anime ……finalmente due persone vere che non hanno paura di affrontare ma vita insieme! Sono felice x Matt che merita di essere amato anche se gli errori li ha fatti anche lui nel suo matrimonio e sono felice x Olivia che finalmente ha trovato l’uomo giusto per lei! È’ davvero una bellissima storia e mi spiace solo che siamo arrivati alla fine anche se una bellissima fine …….. Complimenti!

  11. Rosy ♥

    Ma oggi non doveva esserci l’epilogo???
    Quando lo pubblicate???

  12. glo

    concordo con Rosy e Minù….mi sto collegando continuamente da questa mattina per leggere l’epilogo ma rimango a bocca asciutta ogni volta. non ci fate patire ancora.

  13. Stella

    Buonasera a tutte ragazze,
    vi chiedo scusa, in realtà era mia intenzione avvisarvi prima, ma poi per problemi di connessione non sono riuscita.
    L’epilogo di “Risveglia la mia Anima” verrà pubblicato con qualche giorno di ritardo.
    Ci spiace, ma Lisa ha avuto alcuni impegni e non è riuscita a rivedere il capitolo, come era sua intenzione fare.
    Non appena mi verrà inviato sarà mia premura pubblicarlo immediatamente. Vi chiedo di nuovo scusa.

    • Rosy ♥

      Non fa nulla aspettare Stella, l’importante è che sia tutto ok…
      Lisa è sempre stata così puntuale…
      Aspetteremo con impazienza 😉
      Un bacio <3

  14. Loredana

    Va bene aspetteremo con ansia, ci avete abituato troppo bene…