Nuovo racconto inedito – “Risveglia la mia Anima” – 13° Capitolo

Buongiorno a tutte, da oggi si ritorna a regime: ricomincia la scuola per i nostri piccoli, si torna in ufficio, si inizia la dieta!

Insomma, vecchi e nuovi proposti, come ogni anno, che poi sistematicamente non manteniamo, ma fa niente, tanto siamo splendide uguali, non è vero???

Va bè, intanto, prima di tornare alla normale routine quotidiana, consoliamoci con il un nuovo capitolo, il tredicesimo, del racconto inedito della nostra Lisa.

Quello che vi attende di seguito è il nuovo appuntamento con “Risveglia la mia Anima“, e godetevi ogni singola riga, perchè ancora un paio di settimane e sarà ora dei saluti, anche con Matt, il nostro bel dottorino, che in questa puntata è riuscito finalmente nell’intento di mettere la parola fine sul capitolo più doloroso  della sua vita.

Ma basta, ho già svelato troppo, correte a leggere e vi aspetto numerose, con le vostre impressioni, nei commenti.

Ed ora, non mi resta che augurarvi anche Buona Giornata e soprattutto….

Buona lettura 

 

 

– 13° CAPITOLO –

Si svegliò verso le 11 solo perché non aveva chiuso le tende e il sole gli scaldava la faccia. Sembrava che i nuvoloni della sera prima se ne fossero andati. Fece una doccia veloce e si diresse verso l’ospedale. Erano oramai le 12 quando riuscì a raggiungere la camera di Sylvia. Prima di entrare sentì delle risate provenire dall’interno. Entrando trovò Laura seduta sul letto di Sylvia che era sveglia e sorridente.

Lo guardarono entrambe e poi Sylvia disse  <<Tò, chi si vede. Il fratellone! Ben svegliato a proposito. Ti sei fatto aspettare.>>

<<Scusa >> disse lui strofinandosi gli occhi << è stata una lunga notte. Vedo però che voi due avete fatto pace>>. Matt vide lo scambio di sguardi tra le due ragazze e la mano di Laura che accarezzava il braccio di Sylvia.

<<Ci siamo chiarite. Dopo quello che è successo non aveva senso tenere il muso.>> gli disse Sylvia <<Vieni qui fratellone.>>

Si abbracciarono e lui approfittò per tenerla stretta tra le sue braccia per un po’. Aveva bisogno di sentire il suo calore familiare.

<< Vedi di non rifarlo più. Mi hai fatto spaventare. E poi c’era qualcuno che non si sopportava più tanto era nervosa.>> disse facendo un cenno con la testa verso Laura.

<< Chi, io? >> disse lei << ma figurati, ero tranquillissima! >>

<< Si, certo, ci crediamo sicuramente.>> la prese in giro Sylvia di rimando. Era ancora dolorante per via della botta, si muoveva come al rallentatore e ogni tanto faceva delle smorfie di dolore, ma sembrava stesse decisamente meglio.

Laura aveva gli occhi lucidi e questo la diceva lunga sul suo stato emotivo.

<< E piantala di piangere. Ora è tutto finito.>> la rimbeccò Sylvia.

<< Ok, ok, la pianto, datemi un minuto.>>

<< Come? Con il caratterino che ti ritrovi! Sentissi come mi ha strapazzato in questi giorni. “Matt dove diavolo sei?”, “quando vieni?”, “fai questo”, “fai quello”…>> disse lui cercando di imitare la voce di Laura.

Risero tutti e tre insieme, le tracce di tensione oramai scomparse dai volti di Matt e di Laura.

<< Bene, mi fa piacere che vi siate divertiti in mia assenza! >> li rimproverò Sylvia.

<< Ma quale divertimento?  La tua donna è un tiranno! >> disse lui.

<<Mettiti un po’ nei miei panni. Sono bassetta, gracile e lesbica. Se non compenso con il carattere rischio di essere asfaltata! >> disse lei con i pugni piantati sui fianchi e un finto sguardo arrabbiato sul volto << Adesso però non ho tempo di discutere con voi due. Devo andare a lavorare altrimenti mi licenziano.>> Diede un bacio a Sylvia e si dileguò in un attimo.

Rimasti soli, Matt e Sylvia si guardarono per un po’ negli occhi. Sylvia aveva un viso rilassato e roseo, lo guardava con un sorriso dolce sulle labbra.

<<Allora, sorellina…da dove cominciamo? >> fece una pausa  e poi aggiunse <<forse dalle congratulazioni! Cosa aspettavi a dirmelo?>>

<< Matt, non te la prendere. Hai fatto l’eremita per mesi. Eri uno straccio ogni volta che ti parlavo al telefono. Avrei voluto tanto dirti che avevamo deciso di avere un bambino, ma avevo paura di farti stare ancora più male. Prima dell’incidente, Laura ha fatto un’ecografia di controllo. Sembrava tutto in ordine quindi avevo pensato di chiamarti e dirtelo, ma un deficiente mi è passato sopra con la macchina!>>

Matt si sentì di nuovo in colpa.

<< Hai ragione…non sono stato molto disponibile in questi mesi. Sono molto felice per voi, veramente tanto. Sarete due bravi genitori, non ho dubbi. >>

Sylvia rise << Speriamo. Devo dire che prima dell’incidente ero emozionata, ma anche terrorizzata. Adesso sono più tranquilla. Sai come si dice in questi caso no? Quando ti succedono cose del genere le priorità nella vita cambiano. Avere un figlio adesso non mi sembra più una cosa così paurosa. Ce la faremo.>>

Matt la abbracciò tanto stretta che la sentì gemere. Si scostò velocemente…si era dimenticato che era ancora dolorante e debole.

<<Scusa!>>

<<Sto bene, Matt. Un po’dolorante, ma resisto!>> fece una pausa e cambiò di poco la sua posizione << E tu, cosa mi racconti fratellone? >> disse lei con una smorfia.

<< Oddio…da dove comincio? >> si passò le mani tra i capelli << Facciamo così: se mi dici cosa ti ha già raccontato quella lingua lunga della tua donna, io ti racconto il resto.>>

<< Oh, vediamo, mi ha detto dell’incontro di ieri sera con Katrine e poi di una donna misteriosa. Direi che con i fatti ci siamo. Adesso voglio sentire la parte più importante: come stai tu?>>

Matt fece un profondo respiro.

Aveva sperato e temuto quella domanda da parte di sua sorella.

Avevano un bel rapporto, non le aveva mai mentito. Nemmeno durante l’adolescenza, quando di solito le cose si complicano un po’, non si erano mai messi l’uno contro l’altra. Si erano sempre spalleggiati e confortati nei momenti bui. Matt era stato il primo a cui Sylvia aveva detto di essere gay e Sylvia era stata la prima cui Matt aveva raccontato il casino di Katrine.

<< Sono…confuso. Ho mille pensieri che mi passano per la testa. Ieri sera con Katrine volevo cercare di chiarire alcune cose e poi volevo soprattutto farle capire che non posso piùstare con lei.>> sospirò prima di continuare <<Voglio il divorzio. Ci ho pensato tanto…Non ci sono spazi di manovra per noi. Non ci sono possibilità di sistemare le cose. Mi ha fatto troppo male. Anche io ho le mie colpe, ma lei…non credo si possa definire il suo comportamento.>> la guardò e proseguì <<è vero, ho conosciuto un’altra donna, ma questo non c’entra niente. Qualunque cosa succederà nella mia vita, io ho capito che con Katrine non posso più stare. Non c’è nulla che possa essere recuperato o aggiustato…>>>

<< Pensavi di chiarire e invece lei ti ha sbattuto in faccia l’ennesima verità…Katrine è veramente incredibile! Chissà quale sarà la prossima cosa che tirerà fuori, se di verità si può parlare poi…comunque ora avrai un gran casino in testa.>>

<< Non so che dire, Sylvia. Non so se devo crederle oppure no. In ogni caso, poco importa ora. La cosa importante è che la notizia che il bambino era mio mi ha mandato talmente in confusione che sono andato via senza nemmeno accennarle al divorzio. Che idiota! Al pensiero di rivederla mi si rivolta lo stomaco.>>

<<Penso che abbia bisogno di aiuto, molto aiuto. Non mi va di giudicarla, ma penso che abbia un gran casino in testa. >> Sylvia era diplomatica come sempre.

Non avrebbe mai speso una parola cattiva per nessuno tanto meno per Katrine.

<<Mi ha detto che sta andando da uno psicologo, che si sente meglio, ma che ci vorrà del tempo. Io le auguro di sistemare le cose e di essere felice. Nonostante tutto, non riesco a essere troppo in collera con lei.>>

<<Questo ti fa onore Matt. Non sono tante le persone in grado di sopportare tutto quello che lei ti ha riversato addosso.>>

<<Già…>>

<<E questa donna del mistero?>>

<<Olivia. Ci siamo conosciuti per caso…in un momento in cui nemmeno mi sfiorava l’idea di un’altra donna. Pensa che la prima volta che ci siamo visti avevo la barba lunga fino a qui.>> fece un gesto con la mano per farle capire meglio.

<< Oh mio dio, Matt! Come uno di quei filosofi greci che si studiano al College! Avrei voluto vederti. >>

<< Solo a te poteva venire in mente un paragone simile. >> le rispose ridendo, poi continuò << Ho una paura fottuta. Non so se sono più in grado di buttarmi in una nuova storia. Quando ho conosciuto Katrine ero ingenuo. In un certo modo, sapevo che le persone possono tradire e immaginavo di poter soffrire se mi fosse capitato. Adesso però è diverso, conosco la sofferenza, l’ho sentita sulla mia pelle, non solo immaginata. Se mi dovesse capitare di nuovo non so se riuscirei a reggere. >>

<< Com’è con lei? >>

Matt sospirò ripensando alla telefonata di quella mattina <<è…semplice, naturale…come se ci conoscessimo da sempre. Sono a mio agio, mi diverto, mi sento rilassato…però appena mi allontano mi vengono mille pensieri. Come posso essere sicuro che non mentirà anche lei? Come faccio a non farmi incastrare di nuovo in una storia assurda? Ho paura Sylvia. Te l’ho detto, se dovesse capitarmi di nuovo non so se lo sopporterei. >> scosse il capo come per sottolineare le parole che aveva appena pronunciato.

<<Mmm>> Sylvia ci pensò un attimo su <<Da un lato ti capisco Matt. Posso solo immaginare cosa significhi perdere completamente la fiducia della persona che ami. Se mi capitasse con Laura…sarei a pezzi…>> sospirò e poi aggiunse << però se ci pensi, Matt, la certezza di poterti fidare non ce l’avrai mai. Quando ti affidi a un’altra persona ti rendi vulnerabile. E’ sempre una scommessa. Bisogna scegliere bene a chi affidarsi, ma il rischio c’è sempre.>> fece una pausa <<Non mi guardare così! Lo diceva un mio professore all’università.>>

<<A medicina studiavo altre cose.>> disse Matt con tono sarcastico.

<<Poi, Matt, detto tra noi, che Katrine fosse un po’ zoccola lo sapevamo tutti…tranne te. >>

Matt sgranò gli occhi per lo stupore. La sua diplomatica sorella che si lasciava andare a considerazioni così taglienti!

<< Come lo sapevate tutti? Tutti chi?? >>

<< Lo sapevamo tutti. Io e Laura lo abbiamo capito subito. Ha sempre avuto delle priorità che non avevano nulla a che vedere con la famiglia o la vita di coppia. >>

<< Cazzo, Sylvia…mi stai dicendo che l’unico imbecille a non capirlo sono stato io? >>

<< Che vuoi che ti dica…eri innamorato. Noi non potevamo certo dirti che ci sembrava una poco di buono. L’avessimo beccata con qualcuno allora…>>

<< Beh, allora facciamo così: io vi presento Olivia. Voi la sezionate per un paio di giorni e poi mi fate sapere. Così questa volta mi risparmio la fatica.>> disse lui con un tono scocciato.

<< Non te la prendere dai…nessuno di noi poteva immaginare come sarebbe andata a finire. >> le rispose lei sorridendo.

Matt sospirò e cercò di rilassarsi. Sapeva che non era certo colpa di Sylvia o di Laura se le cose con sua moglie erano andate a rotoli.

<< Quando esco di qui la chiamo. Le dico che le arriveranno le carte dal mio avvocato. Non la voglio più vedere né sentire. >> fece una pausa << Mi dispiace che se la sia presa anche con voi. Avreste dovuto chiamarmi accidenti!>>

<< Già non è stato un periodo facile per noi, ma eravamo entrambe d’accordo di non volerti mettere in mezzo per evitarti altre sofferenze. Ti avrei parlato anche di questo…se quella lingua lunga non mi avesse preceduta! >> disse con un sorriso sulla labbra.

<< Già, non sa proprio tenere un segreto eh! >> sorrisero entrambi e a Sylvia venne uno sbadiglio. Matt si alzò in piedi e le disse che doveva riposare per riprendere le forze e farsi dimettere presto. Prima di uscire le chiese se c’era qualcosa che voleva che le portasse.

Già mezza addormentata gli disse <<Oh si…andresti alla Bi-Rite Creamery? Mi piacerebbe tanto mangiare una fetta della loro torta di fichi e lamponi…altrimenti una con nocciole e sale…Mi è venuta una voglia incredibile.>>

Matt sorrise a quel pensiero <<Per fortuna che è Laura quella incinta! Ok, te la porto tra qualche ora.>>

La salutò con un bacio sulla fronte e si diresse verso la pasticceria contento di poter coccolare un po’ sua sorella.

 

*****

 

Era passato in pasticceria e aveva comprato due torte. Ce n’era per sfamare un reggimento di donne incinte! Era fermo nella sua macchina da mezz’ora oramai, intento a fissare il Bay Bridge sullo sfondo. Teneva il telefono in mano, ogni tanto lo guardava e poi lo rimetteva giù. Doveva chiamarla, ma non aveva voglia di sentire la sua voce né nient’altro che lei avesse da dirgli. Alla fine si fece coraggio e fece il numero.

<< Pronto? >> sentì Katrine dall’altra parte del telefono.

<< Sono io. Ho bisogno che mi ascolti per due minuti. Senza dire nulla. Solo ascoltare. >>

<< Ok>> le sentì dire un po’ titubante.

<< Voglio il divorzio. Oggi stesso ti arriveranno i documenti dal mio avvocato. Sono dell’idea che possiamo vendere tutto e dividere a metà, senza bisogno di parlarne ulteriormente. Se però preferisci tenerti qualcosa, per me non ci sono problemi. Basta che lo fai sapere al mio avvocato. Io non voglio nulla. >> attese un istante e poi aggiunse <<Tieni la macchina, a me non serve. Oppure vendila se preferisci. Non ha importanza, quello che deciderai andrà bene anche per me.>> sentì un verso simile a un singhiozzo, ma non ci fece caso e continuò<< Farò venire qualcuno a prendere la mia roba, se l’hai tenuta. Se ti va bene potrebbero venire domani due persone con qualche scatolone. Dovrebbero cavarsela nel giro di qualche ora. >>

Sentì che Katrine si schiariva la voce << Non è necessario. Li faccio io gli scatoloni. >>

<< D’accordo, allora li mando a ritirare. Possono venire domani mattina o un altro giorno se preferisci. >>

<< Domani mattina andrà bene.>>

<< Bene. In ogni caso non ti disturbare troppo: non c’è niente che mi interessi veramente a parte l’orologio di mio padre. Se cambi idea e vuoi che pensino a tutto loro, basta che li chiami e glielo fai sapere. Sono già informati e pagati. Ti mando un sms con il loro numero. >>

<< Va bene. Matt io…>>

Non la lasciò finire. Non voleva sentire nulla di quello che aveva da dire, era ora di mettere fine una volta per tutte al loro matrimonio.

<<Non parlare, non dire nulla. Non ho intenzione di stare a sentire nulla. Devi solo ascoltare: c’è un’ultima cosa. Non voglio mai più rivederti né avere niente a che fare con te. Tutto quello che ci riguarda, d’ora in avanti, passerà dai nostri avvocati. E non voglio mai più vederti vicino a mia sorella o a Laura, mai più. Se ti avvicinerai a loro anche per sbaglio, anche solo per un istante, ti prometto che ti farò pagare caro tutto quello che hai fatto loro nei mesi scorsi. E’ tutto chiaro?>>

<< Si.>> un sussurro.

<< Bene, allora ti saluto Katrine. >> chiuse la comunicazione e le mandò un sms con i dettagli della società di trasloco che aveva contattato.

Come le aveva detto, l’unica cosa che rivoleva davvero indietro era l’orologio da taschino di suo padre. Ci teneva davvero perché era un ricordo di famiglia. Sconvolto com’era, non aveva pensato di prenderlo con sé quando se ne era andato da casa. Del resto non gli importava nulla. Sentiva che erano cose che appartenevano a un’altra vita, a un’altro Matt. Si sentiva completamente svuotato.

Doveva ancora capire chi fosse il nuovo Matt, ma di sicuro sapeva di non essere più la stessa persona che aveva sposato Katrine. Doveva decidere che direzione dare alla sua vita. Doveva capire dove vivere e cosa fare della sua vita lavorativa. In quel momento sentì chiaramente che anche il suo vecchio lavoro all’ospedale non gli interessava più come prima. Dieci ore di lavoro al giorno, guardie notturne e nei weekend, una carriera spianata verso posizioni di prestigio in un ospedale molto rinomato. I colleghi che lo trattavano con riguardo e i capi che lo consideravano capace e degno di stima. Le cene di gala e i fine settimana trascorsi sulla barca di qualche chirurgo importante…niente di tutto quello che aveva fatto gli sembrava realmente degno di essere ricordato. Non aveva più voglia di perdere tempo dietro a quelle cose.

Sentì, infine, che quella città non era più casa sua. Certo, c’erano Sylvia, Laura e, fra poco, anche il piccolo in arrivo, ma se pensava a un luogo in cui si era sentito al sicuro e felice, sebbene solo per poco, quel posto era Tahoe. Con Olivia.

Abbassò lo sguardo per un attimo e vide una chiamata persa di Olivia. Aveva voglia di sentire la sua voce, così provò a fare il numero, ma era staccato. E non rispose nemmeno alle due chiamate che le fece nella mezz’ora successiva.

 

FINE 13° CAPITOLO

 

TROVATE QUI I CAPITOLI PRECEDENTI

ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Lisa. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate o un tuo racconto inedito leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

 

 

9 commenti

  1. Rosy ♥

    Oleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee 😀
    Finalmente la vipera è stata annientata 😉
    Brava Lisa <3
    Buon rientro a tutte 😀

  2. Claudia

    Eccoci qui,si avvicina il lieto fine a quanto pare,da una parte sono contenta dall’altra mi spiace,sarebbe bello continuare a leggere l’evolversi della storia tra Matt e Olivia.
    Lisa ti farò nuovamente i miei complimenti anche nelle prossime settimane.
    Un abbraccio 😉

  3. Lele

    Wooooooow bellissimo come sempre complimenti Lisa, ora che Matt ha finalmente chiuso il capitolo con Katrine mi chiedo come mai Olivia abbia il telefono staccato le sarà successo qualcosa oppure Matt avrà una bella sorpresa??? Chissà? Ad ogni modo non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!!!
    Grande Lisa. 😉

  4. Samy

    Bravissima Lisa!!! Bello il tuo racconto, sempre di più… 🙂 sono felice di vedere che Matt ha le idee più chiare, ora, e sta andando nella direzione giusta, cioè verso quello che vuole veramente. Non vedo l’ora sia mercoledì per vederli nuovamente insieme… 😉 un abbraccio!

  5. candy85

    Finalmente si è liberato della sua stronza.ma non so perché prevedo guai in vista!!! Spero di no!!!

  6. Romina

    Beh mi piace assai questo Matt determinato e che prende decisioni belle concise e Enza ripensamenti! Ha trattato la ex come doveva essere trattata, forse troppo duramente ma per quello che gli hacfatto fuori che è il minimo diciamo che lui è davvero stato un po cieco a non accorgersi di nulla, come giustamente gli ha fatto notare in maniera molto simpatica la sorella (a proposito e’ davvero uno spasso) però lei decisamente si è comprtata davvero male! Ora Matt e’ ad un bivio e mi pare che abbia scelto o stia scegliendo ia strada da percorrere, certo ha paura a fidarsi di nuovo ma del resto credo due normale dopo quello che ha passato ma con la perdona giusta io credo che piano piano imparerà a fidarsi di nuovi! Non vedo l’ora che si ritrovi con Olivia……

  7. Alessia

    Perché il numero di Olivia è staccato e perché non risponde? ??? mah…chissà cos’altro succederà. ..non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo 😀

  8. Lorenza

    Uffa, uffa e uffa! È finito sul più bello…
    e ora mi tocca aspettare!
    Vai beh almeno ci siamo liberati dell’arpia!
    Brava.

  9. Ida

    Il telefono staccato di Olivia mi fa pensare qualcosa di poco piacevole. Vedremo cosa succederà la prossima settimana. Mi piace tanto tanto questo racconto e i suoi personaggi. Brava Lisa!!!