Nuovo racconto inedito – “Passione Fondente” – 6° Capitolo

Buongiorno a tutte e benvenute di nuovo alla nostra domenica tutta cioccolatosa!

Io vi avverto, questo racconto sta avendo degli effetti devastanti su di me, quindi occhio.

Ieri sera, mentre preparavo il capitolo per oggi, non solo ho bruciato la cena – avevo la testa altrove, poi capirete-, ma mi sono venute anche strane voglie, e niente, in pochi minuti mi son fatta fuori mezza tavoletta di cioccolato con nocciole.

Pherenike, il mio giro vita, naturalmente, ringrazia!

Anche la puntata di oggi è dedicata alla scoperta sei sensi e…non odiateci, ma finisce come sempre sul più bello!

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

 

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– PASSIONE FONDENTE – 

-SESTO CAPITOLO – 

-Le Chocolat-

Erano le sei di sera, Filippo era andato via da un pezzo, ed io non mi ero mai sentita così sola. Mi sdraiai sul divano con in mano dei cracker, non avevo voglia di cenare, e ripensai a quante bugie avevano stravolto la mia vita, e al pensiero che Filippo mi stesse nascondendo qualcosa mi sentii rivoltare lo stomaco.

Mi aveva detto che ci saremmo rivisti il giorno dopo, e pure qualcosa nei suoi occhi m’insinuò un dubbio nella mente. Decisi di mandargli un messaggio, col mio telefono poco moderno, e pensare che lo avevo comprato per impedire di essere rintracciata, non era servito poi a molto.

 

“Per domani ho una sorpresa in serbo per te, per che ora sarai qui? 😉 ”

 

Sorprendendomi rispose quasi subito.

 

“Mi sono appena liberato, posso stare lì per le 11”

 

Il messaggio era breve e conciso, e questo un po’ mi deluse, risposi altrettanto brevemente.

 

“A domani allora”

 

Non rispose più. Dopo quindici minuti buoni, passati a osservare il soffitto, decisi di prenotare il mio solito appuntamento al salone Le Chocolat, ma per due. Sicuramente per Filippo sarà un’insolita giornata.

 

«Benissimo Gabrielle, allora ci vediamo domani alle due» dissi.

«Certo mon cher, a domani» rispose, e riattaccai.

 

Andai in cucina e decisi di prepararmi una bella tazza di cioccolata fondente, proprio quello che ci voleva.

La mia cucina moderna laccata viola, il mio colore preferito, in quel momento mi sembrava fredda più del ghiaccio, probabilmente rispecchiava in pieno il mio umore. Mi sedetti a tavola, tazza fumante alla mano, con mille pensieri per la mente e chiedendomi perché fosse capitato proprio a me.

La menzogna, la perdita, e il dolore facevano parte della mia vita, avrei dato non so cosa per eliminare tutto ciò, come sarei stata in una vita libera da Matteo? Non lo avrei mai saputo, la sua ombra troneggiava su di me, pronta a scattare al mio primo sbaglio. Gustai la mia cioccolata quando ormai era fredda, ma ugualmente buona, guardai la sveglia sulla parete sorpresa che fossero già le otto.

Mi diressi in bagno per mettermi il pigiama, poi m’infilai nelle coperte e accesi la tv, trovai un vecchio film che adoravo, Dirty dancing, mi faceva impazzire il loro modo di ballare, era scioccamente sensuale. Mentre guardavo il protagonista, innamorarsi perdutamente della dolce Baby, il telefono squillò, avvicinai la mano al comodino e lo presi, pensai fosse mia madre, invece con mia sorpresa era Filippo. Risposi.

«Ciao» risposi euforica

«Ciao … allora, non vuoi dirmi di cosa si tratta?» mi chiese curioso.

«Non penso proprio, che sorpresa sarebbe altrimenti?» risposi eccitata, come una bambina che custodisce un grande segreto.

«Hai ragione, ma le attese non sono il mio forte» ammise.

«Dovrai aspettare domani, posso solo dirti che sarà una gustosa sorpresa» risi soddisfatta.

«Ok, ora sono ancora più curioso, ma non credo che ricaverò nient’altro da te» ribatté.

«Esattamente, allora buonanotte» dissi. Lui non rispose subito, fece qualche respiro e poi parlò.

«Buonanotte Lorena» e chiuse la telefonata.

 

Mi ritrovai a sperare che quelle poche ore che ci separavano passassero più in fretta possibile. Guardai la fine del film senza vederlo realmente, fantasticando su quello che sarebbe successo il giorno dopo, in parte lo sapevo, visto che lo avevo programmato io, ma non avevo idea delle sue reazioni.

Non mi sentivo così coinvolta da molto tempo, e pure, nemmeno quando stavo con Matteo, ero così ansiosa di vederlo, questo viaggio mi stava portando verso qualcosa che cercavo deliberatamente di evitare da molto tempo, ma forse ci ero sempre riuscita perché ancora non avevo incontrato Filippo.

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La mattina mi svegliai presto, per il nervosismo ma anche perché mi ero addormentata prima del solito.

Feci colazione con velocità inaudita tanto ero nervosa.

Nessuno era mai venuto con me da Gabrielle, nemmeno per amicizia, cosa che in teoria avrei potuto fare con parecchie persone.

Mi feci una lunga doccia, ma comunque troppo lenta visto che alle nove ero più che pronta. Dato che non avevo idea di cosa fare, decisi di iniziare il menù per la serata di gala.

 

Dessert

-Fontana di cioccolato con frutta assortita;

 

La fontana non poteva assolutamente mancare, e il pensiero della fontana portò il mio cervello lontano dal lavoro. Immaginai una cascata di cioccolata fondente che mi scorreva sul corpo, io tra le braccia di Filippo, che mi leccava avidamente per scoprire la mia pelle da quei rivoli di cioccolato, immediatamente mi sentii avvampare e l’eccitazione crebbe dentro di me. Scossi la testa per uscire da quei pensieri caldi ed eccitanti. Probabilmente quel giorno non avrei ricavato molto dalla mia testa, allora decisi che avrei pensato al menù quando avessi avuto la mente più lucida.

Il tempo scorreva lento, mandandomi in confusione, non potevo fare le pulizie perché altrimenti avrei sudato e avrei dovuto fare una seconda doccia in meno di due ore.

Optai per la correzione delle verifiche, e fu una scelta giusta, dato che mi distrassero abbastanza per il tempo che mi separava da Filippo. Mancavano quindici minuti alle undici, misi a posto i test, con la consapevolezza che avrei dovuto ricontrollarli, e mi sedetti sul divano, cercando di rilassarmi.

Alla fine mi ritrovai sdraiata, abbracciata a un cuscino. Mi sentivo così stupida, non ero una ragazzina e pure mi stavo comportando proprio come se avessi quindici anni, o anche meno.

Il trillare del campanello mi spaventò. Mi sedetti e calmai il respiro, ne feci uno profondo e andai alla porta.

Quando la aprii un abbagliante sorriso mi si parava davanti.

Filippo era dannatamente sexy, indossava un paio di pantaloni neri, abbastanza attillati, che mettevano in mostra due gambe stupendamente sode, polacchine grigie che riprendevano la maglia con lo scollo a V grigio scuro, un cardigan nero e un giacchetto più pesante sotto il braccio, quel semi total black mi aveva sorpresa.

Io avevo scelto un mini abito color sabbia con dei fuseaux neri, e i miei cari camperos marroni, volevo sentirmi comoda, bastava l’ansia a mettermi a disagio.

«Buongiorno, entra» dissi eccitata.

«Buongiorno prof. Che si fa oggi?» mi chiese lui guardingo.

«Oggi ti mostrerò qualcosa di speciale, spero che ne rimarrai soddisfatto, ma dovrai aspettare ancora qualche ora» dissi dirigendomi in cucina.

«Hai avuto altre notizie?» domandò preoccupato.

«No, ma non credo che ne avrò più da loro, almeno finché non verranno, mia madre è stata molto chiara a riguardo» risposi prendendo una bottiglia d’acqua, sorridendo all’alzata di ciglia di Filippo «Te l’ho detto non sono una cioccolista». Risposi andando verso il salotto.

«Cioccolista?» chiese lui stupito.

«Hai capito bene, cioccolista. Molte persone non sanno che il cioccolato crea una vera e propria dipendenza, come l’alcol o il tabacco, e questa si chiama cioccolismo» risposi, soddisfatta per averlo colpito.

«Questa proprio non me la sarei mai aspettata» disse ridendo.

«Ci sono molte cose che non sai a riguardo, ma io cosa ci sto a fare allora?» affermai, arrossendo un po’ pensando a quello che ci aspettava nel pomeriggio.

«Bene, bene, vedo che hai conosciuto la signora timidezza» scherzò lui, accarezzandomi una guancia ancora più rovente dopo quel contatto.

«Non sei affatto spiritoso» dissi dandogli una gomitata «comunque, ieri quando te ne sei andato, mi è venuto in mente che oltre nome e cognome non so altro di te» affermai seria.

«Se è per questo, è anche quello che io so di te, però non ho segreti, chiedi e ti risponderò» disse, anche se non mi sembrò essere molto sincero.

«Quanti anni hai?» chiesi curiosa.

«Ho trentadue anni, ma come vedi, me li porto abbastanza bene» disse ridendo spavaldo.

«Hei, stai attento che la vanità è pericolosa» risi «comunque non posso negarlo, non ti avrei dato più di ventinove anni, quindi sono sei anni più giovane di te, vecchietto» risi ancora, facendogli la linguaccia.

Chiacchierammo per un’ora, parlando di noi per conoscerci un po’ di più, e fui sorpresa di scoprire che anche lui era molto sportivo, anche se io era da un pezzo che non mi dedicavo più all’esercizio fisico.

«Quindi cosa fai per vivere?» gli chiesi curiosa, ma lui immediatamente cambiò espressione.

«Diciamo che per il momento ho qualche soldo da parte e non lavoro, comunque avrei intenzione di aprire un’attività» rispose con uno strano sguardo negli occhi.

«Se può interessarti Amelia sta cercando un socio, ha anche lei intenzione di aprire qualcosa appena finisce il corso»

«Perché non con te? Potremmo diventare soci, almeno con la tua esperienza sono sicuro che riuscirei  nell’impresa» mi chiese non rendendosi conto che era una cosa impossibile.

«Mi piacerebbe molto, ma conosci la mia situazione, non mi sono mai potuta permettere nulla di stabile, almeno non così tanto» risposi secca e per evitare che continuasse decisi di preparare il pranzo.

«Che ne dici di un risotto alla milanese?» chiesi, sperando che gli piacesse.

«Quello che vuoi, sono poche le cose che non mangio. Quindi è un no?» mi chiese di nuovo. È un osso duro.

«No Filippo, non è proprio il momento per me» conclusi.

Andai in cucina e iniziai a preparare il risotto.

Filippo mi seguì e per un po’ stette ad osservarmi, per me non era un disturbo, era il mio ambiente e non avevo problemi a mostrare quello che sapevo fare.

«Ti piace molto cucinare, non solo nel settore dolci» affermò.

«Mi piace in generale sì, e i dolci sono la mia specialità, sono stati la mia salvezza, insieme a Roberto» ammisi.

«Lo vedo, i tuoi occhi brillano quando t’immergi in cucina, questo Roberto deve essere molto importante per te» disse lui guardingo.

«Non è affatto come pensi, lui mi ha accolto quando non sapevo dove andare, mi ha insegnato quello che sapeva e mi ha di fatto procurato un lavoro, se non ci fosse stato lui probabilmente sarei tornata sui miei passi e avrei sposato Matteo» dissi con un po’ di disprezzo nell’ultima frase.

«Devo dire che sono contento che tu abbia incontrato Roberto. Credo proprio che dovrò ringraziarlo non appena lo vedrò» rispose guardandomi malizioso.

Sorprendendomi mi si avvicinò proprio quando stavo versando il primo mestolo di brodo sul riso, il vapore si alzò, ma fu per altro che mi sentii avvampare ovunque. Filippo mi abbracciò da dietro mi afferrò i capelli sulla nuca e mi costrinse ad appoggiarmi a lui, mi scostò la testa di lato e iniziò a baciarmi il collo.

«Ti conviene fermarti se non vuoi restare senza pranzo» affermai eccitata.

«Improvvisamente mi è passato l’appetito» disse, mordendomi il collo mente versavo altro brodo.

Quando ebbi finito, poggiai il mestolo sul top della cucina, e mi avventai su di lui.

Mi tirò su per le cosce ed io mi allacciai con le gambe alla sua vita, mi mise sul tavolo e iniziò a baciarmi con tale forza che pensai di sciogliermi tra le sue braccia. Purtroppo ricordai che a breve saremmo dovuti uscire, quindi riuscii pian piano a calmarci entrambi, cambiando l’intensità dei nostri baci da focosi a dolci e parlai.

«Giuro che farei di tutto pur di continuare a baciarti, ma il pranzo potrebbe bruciare e alle due abbiamo un appuntamento con una mia amica» dissi, pensando che a bruciare in quel momento non era il pranzo.

«Mmm … e quest’amica è carina?» mi chiese sorridendo.

«Non provare a fare il cascamorto con lei. Le mie amiche non si toccano» affermai, sperando che non notasse il mio tono geloso. Accidenti ero gelosa di lui? Lorena tirati fuori prima di andare troppo oltre.

«Va bene, amiche off limit, però non puoi mica lasciarmi così» disse, premendo la sua erezione contro il mio fondo schiena.

«Mi dispiace per te, ma dovrai aspettare, e parecchio anche» risi beffarda.

«Accidenti, vuoi dirmi dove hai intenzione di portarmi?» chiese fingendo rabbia.

«Non credo proprio, sii paziente e sarai adeguatamente ricompensato» dissi baciandolo dolcemente.

Mi lasciò in pace per il resto della preparazione. Pranzammo in silenzio ricordandoci qualche domanda ogni tanto. Quando feci partire la lavastoviglie era l’una e mezza, quindi ora di andare.

«Sei pronto?» gli chiesi entusiasta.

«Pronto per andare non so dove, e scoprire non so cosa? Andiamo» affermò aprendo la porta.

Ci dirigemmo in strada e stupendomi mi prese per mano, io la strinsi volentieri e lo guidai. Mi chiese come si sarebbe sviluppato il galà ed io gli fornii più informazioni che potevo. Un quarto d’ora dopo ci trovammo davanti il salone di bellezza.

«Eccoci arrivati» esclamai fermandomi davanti all’entrata.

«Scherzi vero? Io non metto piede lì dentro» rispose facendo il muso e incrociando le braccia al petto. Mi fece sorridere.

«Fidati, non è quello che sembra, giuro che quando avremo finito mi chiederai di tornarci» dissi, avvicinandomi a lui. Lo accarezzai e gli diedi un leggero bacio sulle labbra.

«Io non ne sono convinto, ma se tu invece sei così sicura di te» affermò dandomi di nuovo la mano.

Entrammo e subito un incredibile profumo di cioccolato ci pervase, io lo sapevo, ma Filippo no e il suo volto stupito fu una grande soddisfazione.

Davanti l’ingresso c’era una piccola reception per accogliere i clienti, e dietro di essa, una stupenda donna dai capelli scuri come la notte e gli occhi blu come il cielo, che non appena mi vide mi accolse con un sorriso dalle labbra color ciliegia.

Le pareti del negozio erano di un rosso intenso per creare un’atmosfera romantica, cosa che non mi sarei mai aspettata da un colore del genere, le luci artificiali erano ben poche, una all’entrata e una verso le varie stanze del salone, il resto era tutto un bagliore di candele, rigorosamente profumate al cioccolato.

Mi avvicinai a Gabrielle, e l’agitazione continuava ad aumentare.

«O mon Dieu, Lorena hai un aspetto fantastico. Chi è il bel fusto che hai accanto?» mi chiese lei con lussuria negli occhi.

«Buongiorno a te cara. Lui è il motivo per cui oggi ho prenotato un trattamento per due. Filippo lei è Gabrielle l’amica di cui ti parlavo» dissi, presentandoli.

«Molto lieto signorina» disse lui gentilmente.

«Ti prego, chiamami Gabrielle. Spero che la stanza sia di tuo gradimento Lorena. Ti ho riservato la migliore» disse facendomi un sorriso più che eloquente e porgendomi la chiave.

«Ti ringrazio tesoro, a buon rendere» risposi, strattonando Filippo per dirigermi verso la stanza destinata a noi.

«Una chiave per un salone di bellezza?» mi chiese Filippo curioso.

«Come ho già detto, fidati e non te ne pentirai» risposi salendo le scale.

Solitamente mi sarei fermata al piano terra, dove si trovavano le stanze per i trattamenti singoli, oggi invece il primo piano mi aspettava per un invitante servizio doppio.

Salite le scale lessi il nome che c’era sulla chiave, non numeri, “Passione Fondente” nulla di più appropriato.

Mi avviai tremante oltrepassando ogni stanza, cercando la nostra, con Filippo che leggeva il nome di quelle che passavamo.

«Latte e cioccolato, Bruno caramello, Bianco e Fragola … ma dove mi hai portato?» disse lui sghignazzando.

Superate nove stanze alla fine arrivò la nostra, mi fermai di colpo e Filippo quasi mi venne addosso.

Strinsi ancora di più la sua mano, infilai la chiave e aprii la porta.

Immediatamente i miei sensi si allertarono, chiusi gli occhi e respirai quell’intenso odore di cioccolato fondente.

Aprii gli occhi e mi voltai verso Filippo, che rimase di sasso. Lo tirai dentro e chiusi la porta a chiave.

«Ti prego non stare così in silenzio, di qualcosa» lo implorai.

«Non so cosa dire, è una cosa che non mi sarei mai aspettato» rispose sincero.

Devo dire che aveva ragione, pur conoscendo il posto ero rimasta sorpresa anche io. Le pareti della stanza erano tutte dorate, con i particolari in marrone, cioccolato appunto, a destra una porta che andava verso la doccia, il pavimento della stanza era un raffinato mosaico che rappresentava qualche leggenda riguardante il cioccolato, ma la cosa che probabilmente aveva stupito Filippo si trovava al centro della stanza. Una grande vasca, di quelle a livello del pavimento, completamente e golosamente riempita di cioccolato fuso.

«Entriamo?» chiesi guardinga a Filippo.

Lui mi attirò a se e mi baciò con tale passione che mi abbandonai completamente a quel momento, poi si fermò e disse sulle mie labbra.

«Non vedo l’ora di leccare via tutto il cioccolato che ti resterà sulla pelle»

A quel punto mi sgretolai completamente tra le sue braccia.

 

 

FINE 6° CAPITOLO

 

 TROVATE QUI IL PRIMO CAPITOLO

ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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11 commenti

  1. Alessia

    bellissimo! !!! che voglia di cioccolato mi fai venire mamma mia! !! e poi devo farti i miei migliori complimenti. ..sai descrivere così bene i profumi del cioccolato che sembra che io li senta…davvero!!! 😀 non so come fai ma è cosi:) complimenti !!!

  2. Claudia

    Nell’ultima parte del capitolo sembra di entrare in una atmosfera onirica,magica,quasi da Alice nel paese delle meraviglie,con tutte quelle porte ei nomi…
    Molto bello Pherenike 😉 ti auguro buona domenica.

  3. Pherenike

    Ragazze non potete capire la gioia che mi da sapere che vi piace quello che scrivo! E posso dirvi che domenica prossima ne vedremo delle belle….

  4. Loredana

    Cioccolato, cioccolato fondente dove sei…..mamma mia Pherenike wow!!!

  5. Rosy ♥

    No no no!!!
    Perché finisce così???
    Pherenike anche tu ti stai rivelando una vera sadica 🙂

    Che voglia di cioccolato 🙂
    Non vedo l’ora di scoprire cosa combineranno Lorena e Filippo in quella vasca cioccolatosa <3

  6. Ida

    Lorena ne sa una più del diavolo! Molto hot e stuzzicante questo posto dove è approdata con Filippo . Bello e intrigante sempre di più questa storia e questo capitolo. Il mistero “Filippo” continua. Anche Lorena è un po’ misteriosa col suo passato. Brava Pherenike. Vedremo cosa succederà nella vasca del cioccolato. Filippo farà un’abbuffata, leccando tutto il cioccolato sul corpo di Lorena.

  7. Loredana

    Ida toccherà portare Filippo ad un centro disintossicante da cioccolato…. ahahah

  8. Samy

    Wow Pherenike che meraviglia!!! 😉 complimenti, mi piace come scrivi e riesci a comunicarmi le emozioni che prova Lorena… BRAVA!!! Io però sono ancora più in ansia per il segreto che può nascondere Filippo… Aiuto… A domenica prossima!!! 🙂 Bravissima, continua così!

  9. Romina

    Questa storia e’ decisamente ‘golosa’ con tutto questo cioccolato ogni vi,fa mi viene una voglia……di ciocco,sto

  10. Pherenike

    Ah ragazze mie, io cioccolato è una potente arma, soprattutto se usato in maniera esperta, e la nostra Lorena ne conosce ogni più piccolo segreto.Per quanto riguarda Filippo, tenete duro, manca poco e saprete tutto di lui.

  11. Maria

    L’ho sempre detto io che il cioccolato è una cosa fantastica!!! Ora sono stra curiosaaaaaaaaaaaaaa!!!! E’ finito proprio sul più bello….mmmmmm…..che tortura!!!!!!
    Comunque, complimenti Pherenike sei molto brava!!!