Nuovo racconto inedito – “Passione Fondente” – 2° Capitolo

Buona domenica a tutte, pronte ad immergervi in qualcosa di dolce e gustoso, con una nuova ghiottoneria tutta cioccolatosa?

Se la vostra risposta è si, ci abbiamo già pensato noi, con il secondo capitolo del racconto inedito “Passione Fondente“, la nuova storia di Pherenike che, dalla scorsa settimana, ci tiene compagnia la domenica.

Avete mai provato le ciliegie pucciate nel cioccolato? Se non le avete ancora sperimentate, correte a leggere quali sublimi sensazioni vi siete perse!

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

 

PASSIONE FONDENTE

 

 

– PASSIONE FONDENTE – 

-Inaspettato-

 

Non avevo mai provato tanto imbarazzo, anche perché nessuno era a conoscenza di ciò che facevo dopo le lezioni.

«Dimmi Filippo» gli domandai, pulendomi le mani su un panno che avevo lì vicino.

«Ho… ho dimenticato gli appunti sul banco.» da come rispose sembrava più imbarazzato di me.

«Vai a prenderli allora, solitamente non dispendio consigli ai nuovi arrivati, soprattutto a metà corso.» dissi severa, sottolineando il fatto che fosse nel torto.

«Lo so, non è una gran cosa iniziare quando tutti sono un po’ più avanti, ma io sono abbastanza tenace, non mi arrendo facilmente.» affermò convinto.

«Lo vedremo.» controbattei io, mentre distrattamente giravo il cioccolato fondente.

«Quindi, che cosa stai facendo?» mi chiese curioso.

A quel punto avrei dovuto cacciarlo in malo modo per avermi distratto dal mio momento, ma non ci riuscii, inspiegabilmente, volevo coinvolgerlo, e questo non era un bene.

«Nulla di che, ogni tanto, quando ne ho bisogno, mi fermo qui e mi diverto a pasticciare.» gli sorrisi.

«Che cosa stai pasticciando esattamente?» mi chiese lui appoggiandosi al banco di fianco a me.

«Oggi mi sono tenuta sul semplice, hai mai assaggiato le ciliegie nel cioccolato?» gli domandai curiosa.

«Sinceramente non ho mai capito l’accostamento cioccolato-frutta, ma in fondo non è mai troppo tardi per imparare.» rispose spavaldo.

«Sono scioccata, e potrei anche ritenermi offesa dalla mancanza di fiducia che hai nella tua insegnante, il cioccolato, quello fondente soprattutto, è uno degli alimenti più eccitanti che tu potrai mai degustare nella tua vita, non hai idea di quello che ti perdi.» affermai.

Mi resi conto che esprimere così apertamente i miei pensieri non fu una buona cosa, improvvisamente mi sentii eccitata, il cuore voleva balzarmi fuori dal petto, stentavo a riconoscermi, non era normale per me provare una simile sensazione con uno che conoscevo appena, eppure già sentivo una familiare scossa salirmi su per la schiena.

«L’insegnante sei tu, spiegamelo.» la sua provocazione mi fece ribollire il sangue nelle vene, sapevo che stavo per innescare qualcosa di pericoloso, ma non riuscii a fermarmi.

«Non è come imparare ad andare in bicicletta, se hai passione lo capisci, altrimenti ti conviene lasciar perdere.» provai a dissuaderlo ma era irremovibile nella sua testardaggine.

«Bene allora. Devi partire dal presupposto che il cioccolato, in molte tribù antiche, ma ancora oggi, era ritenuto un potente afrodisiaco, so per certo di un paio di queste che, la notte prima delle nozze, immergevano la sposa in una vasca, o qualcosa di simile, piena di cioccolato fuso per far sì che il suo corpo, nel momento in cui avrebbe fatto sesso con il marito, potesse liberare le sue potenzialità. E questa è storia.» dissi, chiudendo così la breve spiegazione storica sui poteri afrodisiaci del cioccolato.

«La parte pratica invece è molto differente, vediamo, chiudi gli occhi.» gli dissi titubante.

Lui non se lo fece ripetere, e non potevo pensare in che razza di pasticcio mi stavo cacciando. Afferrai una ciliegia, la immersi nel cioccolato e la tirai fuori per il picciolo.

«Sembra una richiesta strana, ma apri la bocca.» mi accorsi a stento della sua esitazione, schiuse quasi immediatamente le labbra, carnose, proprio come quelle ciliegie.

Infilai la ciliegia nella sua bocca e lui la chiuse, possibile che non si rendesse conto di quanto fosse eccitante quella situazione?

«Ora, assapora la carnosità della ciliegia unita alla cremosità del cioccolato, è una sensazione quasi unica, non è facile trovare qualcos’altro di simile, nulla se non il sesso stesso è potente come quest’unione.» accidenti a me, un bagno nell’acqua gelata mi aspettava a casa, altroché.

Vidi la sua espressione tramutare, all’inizio curiosa, poi man mano che parlavo, percepii la sua tensione, il suo rendersi conto della situazione, e un lieve rossore affiorò sui suoi zigomi squadrati.

Trattenendo il respiro più che poteva mandò giù quel piccolo peccato di gola e solo a guardare il suo pomo d’Adamo salire e poi scendere la mia eccitazione aumentò, conoscendo la sensazione che si provava nel sentire la propria gola invasa dal cioccolato. Si schiarì la gola e aprì gli occhi.

«Decisamente dovrei rivedere la mia definizione di cioccolato, o tu sei una brava insegnate, o il cioccolato è veramente quello che dici.» disse malizioso.

«Ovviamente ci sono tanti altri modi per conoscere e comprendere la potenza che ha, ma questo metodo era a portata di mano e più semplice.» affermai, cercando di essere più disinvolta possibile.

Ero accaldata, così accaldata che una goccia di sudore mi scivolò dalla nuca fin sopra il sedere, e fu come essere investiti da una doccia di ormoni. I capezzoli iniziarono a gonfiarsi e il ventre a contorcersi. Una sensazione troppo familiare e così difficile da gestire.

«Quali sono questi altri modi?» mi chiese curioso con gli occhi fissi nei miei.

«Ce ne sono diversi, a casa ho un libro dedicato interamente a essi, se me lo ricorderai, te lo porterò, adesso si è fatto tardi però, devo andare via di qui.» dissi, pronunciando l’ultima frase quasi solo per me stessa,dopo aver spento il fornello e spostato sul banco la cioccolata fusa, ma l’imprevisto era dietro l’angolo.

Io Lorena Ferrara, grande atleta in molte discipline, e con un senso dell’equilibrio che poteva far invidia a chiunque, caddi, ma non a terra, no, sarebbe stato troppo facile così, senza capire perché e come ci fossi riuscita, inciampai nei miei stessi piedi, e caddi addosso a Filippo.

Tutta l’eccitazione, che avevo quasi represso, divampò come fuoco nelle mie vene e fui lieta, anche se non dovevo, che anche Filippo fosse fisicamente eccitato in quel momento.

Lui mi stava tenendo per le spalle, le mie mani appoggiate sul banco quasi ad abbracciarlo, le mie gambe a cavallo sulle sue, e la sua rigida erezione, premuta contro il mio ventre.

I nostri respiri si fecero affannosi, praticamente nulla separava i nostri volti, provai a riprendere il controllo di me stessa, maledicendomi per essermi trattenuta lì quella sera.

«Scusami, i miei piedi mi sono stati d’intralcio.» provai a sorridere, ma così vicina al suo viso potevo ottenere soltanto un unico effetto.

Afferrò le mie spalle con più forza, mi spinse verso di lui e mi baciò, e in quel momento per me fu impossibile non abbandonarmi a lui, non quando aveva un così forte sapore di cioccolato, maledetto cioccolato, sarà la mia rovina.

Con avidità esplorai la sua bocca, accarezzai la sua lingua, in estasi.

Mi aggrappai ai suoi capelli con tanto vigore da strappargli un lamento.

La donna che avevo disperatamente cercato di reprimere dentro di me balzo fuori come una molla e non potei fare nulla per fermarla, non finché lui mi baciava in quel modo.

Le sue labbra si spostarono sul mio collo, che lui iniziò a baciare famelico, io mandai indietro la testa per lasciarlo più libero nei movimenti, e spalancai gli occhi in un gemito sommesso, respirando a fatica per l’eccitazione.

Mi sollevò prendendomi per le cosce e mi poggiò sul tavolo, dove si trovava il recipiente con la cioccolata e urtandolo si fece cadere della cioccolata su una mano.

«Cazzo!» esclamò lui. Stava per prendere uno straccio per pulirsi la mano, ma lo bloccai immediatamente.

«Non si spreca così del buon cioccolato.» gli dissi ammonendolo.

Stava per allontanarsi, ma non glielo permisi, lo attirai a me con forza, e ne avevo, presi la sua mano e molto lentamente avvicinai il suo indice alla bocca, quello ricoperto da più cioccolato, e lo presi in bocca socchiudendo gli occhi.

Lui li sgranò, ma quando iniziai a leccargli il dito, con straziante lentezza per entrambi, dischiuse la bocca eccitato.

Mi sdraiai sul tavolo con ancora il suo dito tra le labbra, agganciai le mie gambe alla sua vita in modo che la sua rigidità mi premesse il più possibile, stuzzicando il mio sesso già molto accaldato.

Andai avanti a succhiare per alcuni minuti, quando infine il sapore fu scomparso dal suo dito, lo afferrai per la cinghia e mi tirai su, con lo sguardo eccitato mi stava fissando incredulo.

Lo baciai sulle labbra e lui restituì il bacio.

«Mi dispiace, ma quando si tratta di cioccolato e uomini, un duo irresistibile per me, non riesco proprio a trattenermi.» dissi realmente dispiaciuta per l’accaduto.

«Dispiace a me che tu lo sia, io non lo sono per niente.» affermò un po’ offeso.

«E’ quello che temevo, non dovremmo avere un rapporto che sia più di quello tra insegnante-alunno.» affermai mimando le virgolette sulla parola alunno.

«Forse dovevi pensarci prima di questo.» ribatté lui aspramente indicandosi i pantaloni, o meglio quello che contenevano.

«Ti ho già detto che mi dispiace, ma non dare tutta la colpa a me, tu avresti potuto benissimo rifiutarmi, ma non lo hai fatto.» lo fulminai con lo sguardo, ma sembrò non scalfirlo per niente.

«Dopo tutto il tuo parlare di sesso al cioccolato, pensavo che mi fossi venuta addosso di proposito.» ammise lui un po’ imbarazzato.

«Cazzo, mi hai presa per una ragazzina? Se voglio una cosa, la prendo senza sotterfugi, che razza di… non ho parole, prenditi quei maledetti appunti e sparisci.» la rabbia che avevo era incontrollabile, ma forse era meglio così, forse la rabbia era meglio del sesso, così non sarei potuta cadere di nuovo nella trappola creata da me stessa.

Lui si allontanò, prese gli appunti dal suo tavolo e si diresse verso la porta.

«Ci vediamo domani.» dissi io secca, per fargli capire che quello che era accaduto non avrebbe impedito la continuazione del suo corso. Lui in risposta andò via, senza degnarmi di una parola.

 

Con calma sistemai quel caos, rimandando più che potevo il mio ritorno a casa, sapevo che una volta lì mi sarei fiondata nel cassetto in cui tenevo le sigarette per le emergenze, e quella lo era senza dubbio.

Avevo smesso di fumare grazie a Roberto, mi disse che chi aveva una passione non poteva sprecare il suo tempo a fumare. A quel punto comprai il mio ultimo pacchetto e giurai che lo avrei toccato solo quando ne avrei avuto veramente bisogno. Era la prima volta che ricorrevo a quel giuramento, niente o nessuno prima di allora mi aveva fatto tanto perdere le staffe come Filippo.

Purtroppo mi ci volle molto meno tempo del previsto. Quando uscii da scuola, la brezza della primavera mi solleticò il viso, e un po’ mi rinfresco le idee, camminai lenta per le vie di Roma, ripensando alla serata, a quanto mi fossi persa in lui, a quanto peggio potevano andare le cose.

Gli ho veramente succhiato il dito? Non potevo crederci, sapevo di essere abbastanza eccitata, ma non pensavo fino a quel punto.

Ancor prima del previsto arrivai a casa. Una volta dentro cercai il mio ultimo pacchetto, lo trovai e lo aprii con tanta forza che temei di romperlo. Non appena feci il primo tiro, all’istante mi rilassai e mi buttai sul divano, guardavo la sigaretta, giurando a me stessa che veramente avevo raggiunto il limite, ma in fondo sapevo che forse avrei potuto resistere, ero più seccata dall’idea di non aver fatto sesso, che dalla lite con Filippo.

Quando suonò il telefonino, nel silenzio della casa, per poco non caddi dal divano, non ebbi bisogno di vedere chi era, lo sapevo già, non appena finì di squillare mi apprestai ad ascoltare il messaggio che aveva lasciato in segreteria mia madre, l’unico modo per poter sentire la sua voce senza dover dare spiegazioni.

 

“ Ciao piccola mia, come ogni sera ti sto chiamando e come ogni sera l’unica risposta che ricevo è il silenzio… sono cinque anni che non ti fai più sentire, non sappiamo più cosa pensare. Tutti ti rivogliono qui, tutti si chiedono che fine tu abbia fatto, e come credi che possa sentirmi io nel dover rispondere “non lo so”? Avanti Lorena non potrai nasconderti per sempre, so che hai sofferto, so che ti sei sentita… tradita, da tutti, ma ti abbiamo chiesto scusa più volte. Non potrai tenerci lontani per sempre, e ci pensi a Matteo? Ha sofferto quando te ne sei andata all’improvviso. Non so più che dirti per farti tornare da noi. Non so nemmeno se stai bene… buonanotte piccola mia”.

 

 

 

FINE 2° CAPITOLO

 

 TROVATE QUI IL PRIMO CAPITOLO

ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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15 commenti

  1. Lele

    Complimenti Pherenike, mamma mia che dopo lezione e chissà che segreto nasconde??? Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!!!! 😉

  2. Minù

    Cara pherenike , Complimenti! !
    Con questo capitolo hai conquistato la mia piena attenzione , l’incontro con Filippo è o a dir poco BOLLENTE 🙂 🙂
    E la telefonata , ci apre uno spiraglio sulka vita di questa donna forte che tanto sicura alla fine non è. ..
    Brava , bel lavoro !!
    eh dimenticavo, Benvenuta 🙂 😉

  3. Minù

    P.s. Per Stella… Complimenti Amica non sbagli un colpo 😉 😉 😉 😉

    • Stella

      Ma grazie!!! Sono felice di aver incontrato ancora una volta i vostri gusti, anche se siamo solo all’inizio, spero di mantenere le vostre aspettative. Quel che è certo, è che vi aspettano altri momenti “focosi”, insoliti segreti di famiglia e……..
      E basta!!! Il resto dovrete scoprirlo da sole 😉

      • Minù

        😉 certo che anche tu sei perfida a solleticare cosi la nostra curiosità 🙂 🙂

  4. Samy

    Bellissimo Pherenike, mi piace!!!
    Siamo solo al secondo capitolo e già si bolle… 😉
    Si cominciano anche ad intravedere delle situazioni irrisolte ed anche un uomo misterioso… chissà chi è questo Matteo.
    Per ora mi affascina anche il bel Filippo, troppo bravo per partecipare ad un corso… credo che anche lui svelerà qualcosa del suo passato, o no?
    Brava, a domenica prossima!

  5. Alessia

    mmmmmm interessante questo capitolo, soprattutto la parte del sesso non finito bene…e poi la cosa che mi ha incuriosito è stato il messaggio della.mamma. chissà perché è scappata dai suoi per così tanto tempo. cmq bellissimo!!! vai alla grande!!!! 😀

  6. Rosy ♥

    Siamo solo al secondo capitolo e già sono drogata di questa storia e di tutto il cioccolato 🙂
    Chissà cosa è successo a Lorena in passato!!!
    Brava Pherenike e benvenuta 🙂

  7. Claudia

    Di Filippo non sò che dire é ancora troppo presto per poter farmi un idea se mi piace o meno.
    Lorena noto che é un tipetto” focoso”… Starò a vedere come si svolgeranno i prossimi capitoli. 🙂
    Buona domenica!

  8. L'amica

    Bah, sospendo il giudizio per il momento. Questa che si butta tra le braccia del primo venuto dopo un discorso su sesso e cioccolata… Bah…

  9. Pherenike

    Sbaglio o c’è un lettore tra le lettrici? Lele è maschio o femmina? Pura curiosità. Per quanto riguarda i vostri commenti sono entusiasta anche se quello di L’AMICA è un pò ambiguo, non ho capito se è negativo o se deve rifletterci, però nel complesso sono soddisfatta, signifiaca che dopo tutto quello che ho scritto non fa proprio pena… 😉 continuate a seguirmi, ne leggerete delle belle…. alla prossima settimana!

  10. Ida

    Ho cominciato a leggere questa mattina il racconto. Mi piace moltissimo. Questo inizio è molto, molto promettente. Chissà cosa nasconde il passato di Lorena. Vedremo. Brava Pherenike

  11. Lele

    Sono un femmina Lele è uno dei veri nomignoli cui mi chiamano per abbaccorciare, diciamo che Eleonora è un po’ lungo. Ad ogni modo voglio dirti che sei molto brava, continua così! 😉

    • Pherenike

      Beh Lele allora perdonami 😉 e ti ringrazio per il complimento!

  12. Romina

    Non so se dire povero o fortunato Filippo, certo che deve essere un po’ confuso dalla sua insegnante Lorena che devo dire ha davvero un bel caratterino! Passionale, diretta, intrigante, simpatica…..mi piace davvero….ed ora sono proprio curiosa di sapere da cosa scappa o da cosa si nasconde dopo aver letto il messaggio lasciatole dalla madre a fine capitolo! Mhhhh la storia si fa interressante davvero! brava bellissima storia già dal secondo capitolo …..