Nuovo racconto inedito – “Passione Fondente” – 14° Capitolo

Buongiorno a tutte, scusate il ritardo, ma il leggero fuso mi ha un pò….fusa!

Quello che segue è l’ultimo capitolo di “Passione Fondente” della nostra Pherenike, le battute finali, quello in cui i nodi vengono al pettine, e speriamo di districarli, tutti. Ma non disperate, l’appuntamento è comunque rinnovato per la prossima settimana grazie all’epilogo di questa storia.

Con questa puntata troverete una piccola novità sulla narrazione, godetevela.

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

 

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– PASSIONE FONDENTE – 

-QUATTORDICESIMO CAPITOLO – 

La mia famiglia-

Tornata dal galà raccontai tutto a Roberto, lui rimase sconvolto dalla mia storia ma ora riusciva a capire perché cercavo di cambiare argomento quando mi chiedeva qualche cosa di personale. Con Filippo al mio fianco fu facile parlare, lui mi appoggiò in ogni momento, stringendomi le spalle ogni volta che le lacrime minacciavano di sopraffarmi, dandomi coraggio ogni volta che incespicavo in una parola, e completandone qualcuna che io non riuscivo a finire.

«Accidenti Lorena, perché diavolo non me ne hai mai parlato? Avrei potuto provare ad aiutarti, sai che lo avrei fatto» disse Roberto furioso.

«Non avresti potuto fare nulla. Se sono fortunata riuscirò a risolvere tutto grazie ad una disgrazia, e questo non fa che aumentare la rabbia che provo» ribattei io.

«Lorena che cosa succede perché urli?» chiese Emma sbucando nel salotto improvvisamente.

«Niente piccolina torna a dormire» le dissi dolcemente.

«Ci penso io» disse Filippo, portando la bambina di nuovo a letto.

Quando Filippo sparì in camera di Emma, mi recai in cucina e come mio solito, quando ero nervosa, preparai una buona cioccolata calda, avevo portato le mie miscele nella settimana di preparazione del galà, e Roberto mi seguì, sedendosi per osservarmi dal tavolo della cucina. Stava cercando le parole giuste ma probabilmente non le trovava.

«Quindi un vedovo con una bambina?» mi chiese a quel punto senza freni.

«Sì, un uomo con una bambina meravigliosa» risposi io sicura di me.

«Sei certa che sia la cosa giusta?» domandò preoccupato.

«Sono innamorata di lui, e di Emma, come loro amano me, e credo che il destino mi abbia voluto regalare un po’ di felicità dopo tutto quello che ho passato. Perché dovrei respingerla?»

«Giusta osservazione» disse guardando l’orologio.

«Devi andare? Dove alloggi ti accompagniamo noi» in fondo glielo dovevo.

«Stai scherzando vero? Dopo tutto quello che mi hai detto secondo te io me ne andrò così come niente fosse? Resterò qui fino a domani, una volta che capirò che non corri più rischi allora me ne andrò» ribatté lui.

«Allora dovrò preparare il divano» disse Filippo che era appena entrato in cucina.

 

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-POV FILIPPO-

 «Stai scherzando vero? Dopo tutto quello che mi hai detto secondo te io me ne andrò così come niente fosse? Resterò qui fino a domani, una volta che capirò che non corri più rischi allora me ne andrò» disse Roberto poco prima che io entrassi in cucina.

«Allora dovrò preparare il divano»esclamai.

«Sì, scusami Filippo, ovviamente se non disturbo» mi chiese Roberto.

«Non preoccuparti Roberto, sei l’unica persona che Lorena ritenga la sua famiglia, sei il benvenuto, e probabilmente nel caso le cose si mettessero male una persona in più …» .

«Non succederà nulla, lui vuole una famiglia, io non posso dargli questa possibilità, quindi non c’è futuro per noi» intervenne Lorena alterata, e mi chiesi se non stesse parlando anche di noi oltre che di Matteo e lei.

«Scusate, sono nervosa, vado a farmi una doccia» disse lei uscendo dalla cucina, lasciando la cioccolata sul fuoco, cosa che ovviamente non era da lei.

Spensi la cioccolata ritornando col pensiero a quello che aveva detto Lorena poco prima, come poteva pensare che io la lasciassi perché non poteva avere figli? Probabilmente mi sarebbe piaciuto sì, ma avevo Emma e andava bene così, forse dovevo spiegarmi bene con Lorena.

Quello che volevo era avere una possibilità di stare con lei, senza problemi, senza ex fuori di testa che pensavano di avere diritto su di lei solo perché lo diceva un contratto. Che poi non capivo come potevano ritenere valida un’idiozia del genere.

«E’ una situazione complicata lo so, ma lei è innamorata di te, e questo basta» disse Roberto destandomi dai miei pensieri.

«Sì beh … almeno lo spero, vado a prenderti le coperte» risposi io uscendo dalla cucina.

Andai a prendere una coperta per Roberto, sovrappensiero tornai in salotto e la misi sul divano, Roberto sentendomi mi aveva raggiunto.

«Mi dispiace di non poterti offrire un letto, sicuramente sarebbe più comodo» dissi imbarazzato.

«Non preoccuparti, ho dormito in posti ben peggiori di questi, ora vorrei riposare se non ti dispiace» mi chiese cortesemente.

«Certamente, buonanotte e qualsiasi cosa ti serva fai pure come fossi a casa tua.

«Ti ringrazio Filippo, e grazie anche per quello che hai fatto e che farai per Lorena, aveva proprio bisogno di un bravo ragazzo che si prendesse cura di lei» mi confessò.

«Beh, grazie» non sapevo cos’altro aggiungere e me ne andai.

Entrai in camera dopo essermi fatto una lunga doccia, Lorena era sdraiata su un fianco, girata verso la mia parte di letto quindi non potevo vedere se era sveglia. Quando mi sdraiai ripensai a tutte le volte che avevamo fatto l’amore, e ogni volta era stata unica.

Non avrei mai pensato che sarei stato in grado di amare ancora, non dopo Diana. Quel giorno in ospedale mi perseguitava in ogni momento che potevo stare da solo con i miei pensieri, non riuscii nemmeno a dirgli addio e probabilmente all’inizio ero incazzato con Emma. L’amore della mia vita era morta per darle la vita, ma non appena la vidi mi rubò il cuore.

Mi girai verso Lorena e mi avvicinai a lei, le accarezzai le labbra e le scostai i capelli dietro l’orecchio, era così bella. Lei aprì gli occhi.

«Ti stavo aspettando, ma credo di essermi addormentata» ammise avvicinandosi.

«Devo chiederti una cosa» dissi dubbioso.

«Cosa?» mi chiese con un po’ di panico negli occhi.

«Pensi che ti lascerò perché non puoi avere bambini?» dissi secco.

Lei per un attimo sgranò gli occhi, rimase a pensare, finché il respiro non le tornò a un ritmo regolare e mi rispose.

«Sì, ci ho pensato e ho paura, perché se un giorno tu volessi essere padre una seconda volta, io non potrò darti ciò che vuoi, e questo mi distrugge. Se Emma volesse un fratello, io non potrei darglielo, e questo mi devasta. Come donna mi sento inutile con l’impossibilità di diventare madre e questo … questo mi uccide dentro» concluse scoppiando in lacrime.

Io l’abbracciai, la strinsi più che potevo, nel tentativo di bloccare quel dolore che la torturava.

«Lorena non piangere, io non ti lascerò perché non puoi avere dei figli ed Emma non smetterà di amarti perché non puoi darle un fratello, ormai dovresti averlo capito, ma io te lo ripeto, noi vogliamo te per ciò che sei, non per quello che potresti essere, e tu sei una donna magnifica e sono certo che per Emma saresti una mamma stupenda, se lo vorrai. Se poi tu vorrai un bambino da crescere troveremo un modo, contatteremo i dottori più esperti nel settore e se anche a quel punto ti diranno no, ne adotteremo uno, un bambino piccolo, ce ne sono tanti che vengono abbandonati negli ospedali»finii prendendo fiato.

«Tu lo faresti? Affronteresti tutto questo per me?» mi chiese ancora tra le lacrime.

«Lorena, io ti amo, farei qualunque cosa pur di vederti felice. Adesso dormiamo, domani sarà una giornata stressante» le dissi baciandole la fronte.

«Sai, il fatto che non possa fare dei figli non vuol dire che non posso provarci» disse rotolando sopra di me e asciugandosi le lacrime.

«Io pensavo fossi stanca, ma se proprio insisti» dissi baciandola.

Improvvisamente il sangue mi ribollì nelle vene, Lorena mi afferrò il pene con decisione e quasi non riuscii a trattenere un grido di piacere, io penetrai in lei con un dito e vedere il suo volto in estasi non fece che aumentare la mia eccitazione. Non riuscii a trattenermi e la portai sotto di me, capovolgendo la situazione, agitava eccitata la testa a destra e sinistra, con la mano che ancora avvolgeva il mio membro.

«Stasera tocca a me stare sopra» dissi mordicchiandole e baciandole il collo.

«Stai dove vuoi ma ti prego prendimi» mi supplicò con urgenza.

Avrei voluto avere più tempo per gustarmela ma, sapevo che in quel momento, Lorena voleva solo del sano sesso, voleva rudezza da me, e quella sera l’accontentai, sprofondai dentro di lei in un’unica mossa provando una sensazione inebriante. Iniziai a muovermi più veloce che potevo per darle ciò che mi chiedeva, me. Succhiai i suoi capezzoli turgidi mentre affondavo in lei, ancora e ancora, e quando non riuscì più a trattenersi venne con violenza, posando la sua bocca nell’incavo del mio collo per provare a non farsi sentire e sperai che ci riuscisse, io la seguii nell’orgasmo facendo cedere il peso del mio corpo su di lei, esausti per la serata e per lo stress provocato da Matteo, ci addormentammo.

La mattina dopo mi svegliò un odore di cioccolato, Lorena era tornata in sé, e sperai che i suoi dubbi fossero scomparsi. Non sapevo cosa aspettarmi dal futuro, ma qualsiasi cosa sarebbe successa io volevo Lorena al mio fianco e niente al mondo me lo avrebbe impedito.

 

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-POV  LORENA-

 Mi trovavo in cucina quando arrivò Filippo, ripensai a quello che mi aveva detto prima che facessimo l’amore, al fatto che avrebbe cercato un modo per rendermi felice, facendomi diventare mamma, e questo mi riempì di gioia, e se anche non ci saremmo riusciti, avevo Emma e come disse lei, io potevo essere la sua mamma e lei la mia bambina.

Roberto mi aiutò con il pranzo, che passò in un lampo, come se il tempo si fosse velocizzato per far passare in fretta quello che rimaneva a dividerci dalla verità.

Alle due e mezzo portammo Emma da Cinzia e poi andammo a casa mia.

Mancavano dieci minuti alle tre, cercai quello che mi serviva e aspettai con Roberto e Filippo, seduta sul divano. Lo squillo del campanello mi fece sobbalzare, non riuscii a muovermi quindi fu Filippo ad aprire la porta.

Matteo entrò senza nemmeno degnarlo di uno sguardo e si fermò solo quando mi fu davanti.

«Buongiorno Lorena» mi disse lui sorridendo.

Io non gli risposi, mi limitai a consegnarli la cartella clinica in cui era scritto che non potevo avere figli a causa di una gravidanza extrauterina. Vidi la sorpresa nei suoi occhi, poi la rabbia ne prese il posto infine la rassegnazione vinse.

«Eri incinta quando sei andata via» esclamò.

«Sì, ma come puoi ben leggere ha creato solo problemi» risposi acida.

«Sì, leggo. Mi dispiace di non averti creduta» disse.

«Non ci faccio nulla col tuo dispiacere. Ho passato cinque anni della mia vita a restare nascosta, quando invece potevo liberarmi di te così semplicemente, tu non vuoi il mio amore, ma solo la possibilità di non far crollare il tuo nome, come vedi io non posso darti questa possibilità e con tutta franchezza, spero che sparirai per sempre dalla mia vita» risposi io.

«Non mi avresti mai amato vero?» mi chiese tristemente.

«Non dopo quello che è successo, non avevate il diritto di decidere della mia vita e questo diritto vi è stato negato» conclusi.

«Me ne vado. Parlerò con Beatrice e le spiegherò la situazione, se è quello che vuoi non mi vedrai mai più» disse lui.

«Non voglio vederti mai più, nemmeno fosse per caso» risposi io sentendomi veramente libera per la prima volta dopo cinque anni.

«Addio Lorena».

Matteo uscì da casa, chiudendosi la porta alle spalle, Filippo corse da me e mi abbracciò, io non feci altro che piangere finché non tornammo a casa sua.

«Ora posso partire con tranquillità» esclamò Roberto.

«Non c’era bisogno che restassi però, ti ringrazio per averlo fatto» dissi ridendo e abbracciandolo.

«Non devi ringraziarmi. Se nel caso qualche altro ragazzo abbia cattive intenzioni chiamami, ci penserò io a rimetterlo in riga» disse ridendo a Filippo che stava alle mie spalle.

«Spero proprio di non essere quel ragazzo» rispose Filippo ridendo.

«Bene ragazzi, vi devo proprio salutare, abbiate cura di voi e soprattutto di Emma. Probabilmente passerò a trovarvi qualche volta» disse lui uscendo di casa.

Emma aveva fatto colpo anche su di lui, e questo mi fece pensare di dover affrontare un discorso con la piccola. Andai in camera sua e la trovai che giocava con Mimi.

«Posso giocare con te?» le chiesi.

«Certo. E’ andato via il signor Roberto?» mi domandò.

«Sì, proprio ora» risposi io «Emma ascoltami, devo dirti una cosa importante» le dissi, e lei puntò i suoi occhioni su di me «Sai che non sono la tua mamma, e non devi pensare mai che io voglia prendere il suo posto, o tenermi tuo papà tutto per me, se tu vorrai io farò del mio meglio per provare ad essere una mamma per te e tu sarai la mia bambina, è una tua scelta però, sarò immensamente felice di poter diventare la tua seconda mamma, perché tu sei la bambina che avrei voluto. So che ti sto dicendo cose che forse ancora non capisci però, vorrei sapere … vuoi che ti faccia da mamma?» le chiesi infine.

«Visto Mimi? Te l’avevo detto che prima o poi sarebbe diventata la mia mamma» disse parlando alla sua bambola «Lei pensava che non volevi essere la mia mamma. Se sarai la mia mamma, allora posso chiamarti così?» mi chiese speranzosa.

«Sì piccolina. Puoi chiamarmi mamma se lo vuoi» dissi io scoppiando a piangere.

A quel punto Emma mi saltò addosso e iniziò a piangere. Era la prima volta che lo faceva e quando la guardai in viso, capii che piangeva di gioia.

Filippo ci trovò abbracciate in lacrime e si avvicinò.

«E’ contagioso?» chiese lui scherzando.

«Papà … sei sempre il solito sciocco. Da oggi Lorena sarà la mia mamma, posso chiamarla così se voglio lo sai? Tu poi devi fare il gentile con lei, non voglio che vada via» disse lei guardando male il padre.

«Prometto che sarò gentilissimo sempre» rispose lui abbracciando la figlia.

«Bene, perché io voglio che Lorena stia sempre con noi» ribatté lei.

«Ed io prometto che starò sempre con voi» dissi abbracciandoli entrambi.

Non sapevo cos’avrei trovato lungo il mio cammino ma, ora sapevo che non sarei stata sola, avrei avuto un compagno, una figlia, e tutto l’amore che mi avrebbero dato, e loro da me non chiedevano altro, se non l’amore di una compagna e quello di una mamma. Staremo insieme, nel bene e nel male e nulla potrà mai rovinare questo piccolo mondo perfetto che mi è stato regalato.

 

FINE 14° CAPITOLO

 

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ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

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7 commenti

  1. Minù

    Finalmente. …anche questo capitolo lacrimoni a go go 🙂
    Brava pherenike, l unico rammarico è che sia gia finito..questa storia mi è piaciuta tantissimo, mi ha toccato proprio il cuore ♡♡♡
    Ancora tanti tanti complimenti 🙂

    Ci si legge la settimana prossima 😉

    Grazie ♡

  2. Lele

    Uffa è finito. Ho pianto come una scema. Mi sono sciolta. Che capitolo meraviglioso. Brava Pernice.

  3. Claudia

    Eccolo qui il lieto fine 😉 meno male!
    L’epilogo però é quello che mi incuriosisce sempre di più… A domenica prossima Pherenike e complimenti.
    P.s
    In tutte queste settimane ci hai fatto ingrassare solo leggendoti 🙂 🙂

  4. Rosy ♥

    <3 <3 <3
    Bravissima Pherenike 🙂
    Mi dispiace che sia già finita questa storia!
    Auguri di Buone Palme <3

  5. Alessia

    Be ora aspetto l’epilogo…chissa’ se lorena avra’ un bimbo…mi auguro di si…bella storia..spero ci terrai compagnia con altre storie:)

  6. rosig

    Complimenti Pherenike! !, per questo racconto mi spiace che siamo arrivati alla fine! ! A domenica x l’epilogo

  7. lolly74

    Mi hai fatto commuovere sei stata stupenda un lieto fine con i fiocchi,ora nn vedo l’ora di leggere l’epilogo a presto 😉