Nuovo racconto inedito – “Passione Fondente” – 13° Capitolo

Buongiorno a tutte, un’altra domenica mattina da trascorrere in compagnia di un nuovo capitolo di “Passione Fondente“, il racconto della nostra Pherenike, con cui parlavo proprio del fatto che ci attendono ancora un paio di puntate e poi anche questa storia si concluderà. Mamma mia, come passa in fretta il tempo con i nostri racconti, non trovate, soprattutto quando ti diverti.

Con l’appuntamento di oggi posso confermare che sono totalmente, e irrimediabilmente, sempre più innamorata della piccola Emma. Non che Lorena e Filippo siamo passati in secondo piano, per carità, ma che posso dire, è il mio cuore di mamma che parla. Quando leggerete capirete il perchè, impossibile non lasciarsi conquistare da questa piccola cucciolotta.

Ahhhhh, quasi dimenticavo, indovinate un pò chi è tornato alla carica?

Eh no che non ve lo dico, dovrete scoprirlo da sole, ma tanto credo che l’avrete già capito!

Non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

78282-bigthumbnail1

– PASSIONE FONDENTE – 

-TREDICESIMO CAPITOLO – 

Il galà di primavera-

Mancava una settimana al galà di primavera, come avevo pensato le idee di Amelia e Claudio, erano le migliori, quindi decisi di affidare a loro il compito, malgrado avessi preferito inserire anche Filippo, pensai che in quel momento non fosse una buona idea, quando ne parlai con lui, era d’accordo con me. Era domenica e come avevo promesso, avrei dovuto portare Emma in un posto che non aveva mai visitato, il cimitero dove stava sua madre, non era proprio l’idea che avevo in mente, ma se era quello che voleva la bambina avrei mantenuto la mia promessa.

Quando arrivammo Filippo era nervoso, mentre Emma era raggiante, nonostante la situazione. Filippo ci portò fin davanti al loculo di Diana e quando vidi la sua espressione, un po’ me ne pentii, ma lo stavamo facendo per Emma e andava fatto, non poteva cancellare l’amore che provava per sua moglie, e nemmeno io gli avrei chiesto una cosa del genere.

Gli presi la mano e lui strinse la sua intorno alla mia.

«Grazie papà» disse la piccola guardando Filippo. Lui non rispose, non ne aveva la forza.

«Ciao mamma, io sono Emma, ma tu lo sai perché mi vedi dal cielo, ho chiesto a papà di portarmi qui per salutarti, e volevo dirti che ora puoi stare tranquilla, papà ed io siamo felici e per questo devi ringraziare Lorena, anche se secondo me sei stata tu a mandarla da noi. Lorena è molto bella, gentile e buona, e profuma di cioccolato, lo sai che il cioccolato è buonissimo mamma? Spero che sarai contenta che noi siamo felici, e che non permetterai a nessuno di portarci via Lorena, come è successo con te. Io dovrò essere la bambina di Lorena perché lei non può fare bambini, questo mi dispiace perché avrei voluto un fratellino, però se Lorena non può va bene così. Ora dobbiamo andare, però sperò che papà mi porti qui presto, ciao ciao mamma» disse baciando la foto della mamma.

Filippo ed io rimanemmo colpiti dal suo saluto, lo aveva detto sì, che voleva dire alla mamma che ora loro erano felici, ma sentirla parlare così, mi aveva quasi stravolta, e lo stesso valeva per Filippo.

«Non dovete piangere, ho detto alla mamma che siamo felici, quindi non dovete piangere» disse lei facendo il muso.

«Hai ragione piccolina» le rispose Filippo prendendola in braccio e sorridendole.

Tornammo a casa e passammo l’intera giornata a giocare, cantare al karaoke, ancora giocare, ridere e scherzare, mi sembrava impossibile che fossi così felice. Mia madre molto probabilmente non l’avrei più rivista, rimaneva soltanto Matteo, se non fosse venuto lui a cercarmi sarei andata io da lui ma ci avrei scommesso, si sarebbe fatto vivo quanto prima.

La settimana corse veloce per la preparazione del galà, il ventuno Aprile era dietro l’angolo e noi c’eravamo completamente immersi nella progettazione e preparazione del menù. Filippo ci diede una mano, procurandoci l’occorrente o qualsiasi altra cosa ci servisse. Emma ogni tanto veniva a vedere quello che stavamo combinando e rimaneva sempre sorpresa da quello che si poteva fare con il cioccolato.

«Woooooow è bellissima» disse, guardando a occhi sgranati una statua di cioccolato che raffigurava due delfini «Ma lo posso mangiare?» chiese avvicinando le dita alla statua che stavo completando.

«Sì, ma non oggi, ti prometto che ne assaggerai un pezzo» risposi io.

«Grazie Lorena» mi disse lei sprizzando euforia da tutti i pori.«Papà, Lorena ha detto che posso mangiarla» urlò al padre mentre gli correva incontro.

In quel momento sentii qualcuno avvicinarsi, quando alzai lo sguardo Claudio era vicino a me, troppo vicino.

«E così … Filippo è sposato» affermò lui con aria vittoriosa.

«Sì, era sposato e ha una figlia dolcissima» risposi io scostandomi un poco.

«Sì beh certo. Quindi verrà Roberto lunedì al galà?» mi chiese curioso.

«Ancora non si è fatto sentire, ma molto probabilmente verrà, non mancherebbe mai» affermai io.

«Beh, se in caso non si facesse vivo ti ricor …»

«Se in caso non si facesse vivo, ho già chi mi accompagnerà al galà quella sera Claudio, comunque ti ringrazio per la tua offerta» dissi, non essendo affatto sincera sulla mia gratitudine verso la sua proposta di farmi da accompagnatore.

«Va bene, ma se cambiassi idea … sai dove trovarmi» affermò lui convinto di se.

Si allontanò lasciandomi finire la mia opera in santa pace, Filippo rimase a distanza, non voleva ancora far sapere alla classe che eravamo una coppia, e di certo non potevo essere contraria. Alle sei tornammo a casa, io ero stanchissima quindi, per il dispiacere di Emma, dovette cucinare Filippo.

«Per fortuna che ci sei tu Lorena, altrimenti avrei dovuto crescere con il cibo di papà» disse lei ridendo a suo padre.

«Piccola peste che non sei altro!» rispese Filippo scompigliandole i capelli.

«Non preoccuparti Emma, non appena terminerà questa settimana stressante, mi rimetterò io ai fornelli» le risposi.

«Per fortuna è una settimana sola» ribadì lei.

Finimmo la cena in un’aria di allegria che non mi parve di aver mai provato. Emma era stanchissima e andò a dormire prestissimo, dopo avermi incastrata per farle il bagnetto, ovviamente.

Stare con lei diventava ogni giorno più facile, era incredibile quanto allontanasse i miei problemi come niente fosse. La stavo guardando dalla porta dopo averla fatta addormentare, quando sentii Filippo avvolgermi da dietro.

«Mi stai rubando il lavoro» disse baciandomi i capelli «Lei ti adora» mi disse.

«Non posso che darti ragione, ma probabilmente adorerebbe qualsiasi persona che sappia cucinare meglio di te» dissi ridendo.

«Vi siete coalizzate contro di me» rispose voltandomi per baciarmi.

Era passata una vita, forse esageravo, qualche giorno dall’ultima volta che avevamo fatto l’amore, ma ero talmente stressata e stanca a causa del galà che la sera come toccavo il letto mi addormentavo, e quella sera non fui da meno.

Mi svegliai d’improvviso, accaldata, e quando aprii gli occhi, capii perché. Filippo mi teneva così stretta che non potevo muovermi. Dove pensava che potessi andare, nuda, di notte? Provai ad accarezzarlo sperando che si spostasse ma ottenni l’effetto contrario, mi strinse ancora di più, e mi sembrò che nel sonno mi disse «Non te ne andare» ma forse lo avevo solo immaginato. Per continuare a respirare dovetti svegliarlo.

«Filippo» una volta «Filippo» due «Filippo svegliati» alla terza aprì gli occhi.

«Cosa?» mi chiese confuso.

«Dato che non ho intenzione di andare da nessuna parte … mi potresti far respirare?» gli chiesi ironicamente.

Lui guardò il suo corpo praticamente incollato al mio, capì la situazione e subito si scostò, non molto però. Dopo qualche minuto tornai a una normale temperatura.

«Scusami, non sono ancora abituato ad avere di nuovo un’altra persona con me» affermò lui tranquillo.

«Beh allora siamo in due» risposi io rassicurandolo.

«Sai … non pensavo che sarei riuscito a innamorarmi di nuovo, dopo Diana» disse triste.

«Penso che anche questa sia una cosa che abbiamo in comune, anche se per te probabilmente è molto più difficile» affermai tranquilla.

«Forse, ormai è passato del tempo ed è ora di pensare al futuro di Emma, lei ha bisogno di una figura materna, e tu saresti perfetta» disse guardandomi negli occhi.

«Sì certo, finché non si renderà conto che le sto rubando il papà e allora a q …» stavo per dire che a quel punto mi avrebbe odiata ma non ci riuscii perché Filippo mi baciò.

«Ora stai zitta e fai l’amore con me» mi sibilò all’orecchio.

«Molto galante» risposi ridendo.

«Sempre» fu la sua ultima parola.

Mi sovrastò in un attimo e iniziò a baciare ogni centimetro del mio corpo, come se gli fosse mancato e probabilmente era proprio così. Mi succhiò i capezzoli con avidità, mentre io gemevo sotto le sue mani esperte, improvvisamente mi penetrò con un dito ed io non potei trattenere la mia eccitazione.

«Aaah … sì, ti prego» esclamai.

Lui iniziò la sua danza dentro di me con fare esperto, penetrandomi con un altro dito, il piacere m’invase da ogni parte del mio corpo, io accarezzai ogni centimetro di lui godendomi il suo corpo scolpito sotto la pelle, cosa che aumentò l’estasi di quel momento.

In un attimo la sua erezione sostituì le sue dita, Filippo iniziò a spingersi senza tregua sempre più a fondo, provocandomi spasmi di piacere ovunque dentro di me, le sue labbra percorsero ogni centimetro del mio collo, del seno, del viso.

Ci muovemmo in una sintonia unica, mai provata prima, sentirlo dentro di me bastava a eccitarmi e infiammarmi dentro, le sue stoccate stavano diventando sempre più forti e veloci e questo mi portò a provare quel piacere estremo che dava l’orgasmo. Quando arrivò, la sua forza mi squassò la mente e mi fece dimenticare per un attimo, dove fossi, lui venne con me pronunciando il mio nome con un sibilo. I nostri respiri affannosi si placarono ed io mi ritrovai tra le sue braccia, stretta in una morsa dolce e al tempo stesso forte.

«Ti amo Lorena» mi disse lui.

«Ti amo» risposi semplicemente.

«E’ ora di dormire è una settimana molto stressante per te» convenne Filippo.

«Sì, e sinceramente non vedo l’ora che passi» risposi sbadigliando, il resto divenne confuso, probabilmente perché mi addormentai.

Quel fine settimana dovevo lavorare in vista del banchetto, questo m’impedì di passare del tempo con Filippo ed Emma, e mi dispiacque molto.

La domenica era tutto pronto e in ordine, il lunedì avremmo allestito il banchetto, e giuro, non vedevo l’ora che passasse tutto.

Filippo decise di venire, ovviamente rimanendo a debita distanza, perché non aveva intenzione di lasciarmi a portata di Claudio.

Credeva sul serio che un uomo del genere potesse abbindolarmi, ormai nella mia vita c’era un unico uomo e questo era lui senz’altro.

Lunedì ventuno aprile era arrivato, la sala banchetti dell’istituto era allestita in grande stile, ghirlande di fiori bianchi andavano da una colonna all’altra, le colonne erano disposte in modo circolare nella stanza creando un cerchio di cento mq creando un effetto mantovana floreale stupendo, io ero ancora in divisa, quella da “cerimonia”, casacca bianca con bottoni dorati, pantaloni e cappello in pandan con i bottoni.

I tavoli erano stati sistemati infondo alla sala per non ingombrare l’ingresso, partendo ovviamente da destra con quello degli antipasti, di seguito primi, secondi, contorni, e infine per ultimo a destra quello dei dessert.

La sala era illuminata da un grande lampadario centrale e quattro più piccoli sistemati a formare un cerchio intorno a quello principale.  Stavo sistemando la fontana di cioccolato quando qualcuno mi colse alla sprovvista.

«Devo ammettere che hai avuto un insegnante fantastico» disse una voce a me familiare.

«Roberto» esclamai buttandomi tra le sue braccia «Non hai idea di quanto sia contenta di vederti» dissi facendomi sfuggire una lacrima.

«Anch’io sono contento Lorena ma … stai piangendo?» mi chiese disorientato.

«Sì scusami è … è che sono veramente felice» risposi sinceramente.

«Sì lo vedo, chi dobbiamo ringraziare per questo?» mi chiese lui.

Ovviamente a lui non era sfuggito nulla, io guardai nella direzione di Filippo che discuteva con Amelia, lui si sentì osservato, alzò lo sguardo e sorrise, salutò Amelia e ci venne incontro, e in quel momento mi trovai nel panico.

«Beh, devo dire che hai un ottimo motivo per esserlo» disse Roberto prima che Filippo fosse troppo vicino per poterlo sentire.

«Ciao Lorena, a quanto pare avete colto nel segno, non ce n’è uno che si lamenti» disse Filippo distraendomi dalla mia ansia.

«Emm … sì già, lui è Roberto» risposi presentando il mio insegnante.

«E’ un vero piacere» disse Roberto afferrando la mano di Filippo.

Io non sapevo come comportarmi, mi trovavo in imbarazzo e sapevo perché, Roberto si era comportato con me come un padre quando lo conobbi, e per me lui rappresentava una figura paterna vera e propria, dato che la mia mi aveva tradita. Per mia fortuna, ma forse sfortuna, Claudio ci interruppe perché doveva parlarmi di una cosa urgente.

Dissi a Filippo e Roberto che sarei tornata da loro il prima possibile, non sapendo io stessa se sarebbe stato possibile. Sapevo che in serate del genere c’era sempre molto da lavorare.  Quando mi portò vicino l’entrata della sala la cosa mi sembrò alquanto strana, due uomini in nero assicuravano l’ordine all’entrata ma, quello che attirò la mia attenzione fu un terzo uomo, ancora una volta la sua imponente figura mi risultò familiare e altrettanto disgustosa. Mi girai verso Claudio con aria accusatoria.

«Non prendertela con me, mi ha offerto una bella somma solo per portarti fin qui, non potevo certo rifiutare» rispose lui con aria innocente.

«Se prima avevo qualche dubbio, ora ne ho la certezza più assoluta, sei un uomo disgustoso e viscido, ritieniti fuori dal mio corso, e prima che tu ti permetta di replicare, ti assicuro che posso cacciare chi mi pare e piace senza nemmeno dover dare una spiegazione, sparisci dalla mia vista» sibilai a denti stretti.

«Fanculo puttana» disse lui dirigendosi all’uscita, forse non era finita ma dovevo occuparmi di un problema alla volta, e ora quello più grande era davanti ai miei occhi.

«Ciao Matteo, immagino non sia stato il galà ad averti portato fin qui, di nuovo» dissi fredda.

«Ciao Lorena, devo ammettere che nonostante la portata dell’evento sono qui per altri motivi» rispose incrociando le braccia al petto.

«Te l’ho già detto e te lo ripeto, non ho alcuna intenzione di tornare da te, e non puoi certo obbligarmi» ribadii.

«Se non verrai manderò in rovina la tua famiglia, è questo che vuoi?» mi chiese sfrontato.

«La mia famiglia? Parli della stessa famiglia che mi ha venduta come merce di scambio? Non m’interessa di cosa farai con loro, per quel che mi riguarda la mia famiglia è qui» risposi sicura di me e di quello che avevo detto.

«Ascoltami bene, tu verrai con me, mi sposerai e costruirai una famiglia con me, e un giorno quando i nostri figli saranno cresciuti alla fine mi amerai» affermò facendosi più vicino.

Io in quel momento restai basita, era incredibile quanto fosse convinto della mia resa, poi però un barlume si accese nella mia mente, ero scappata per cinque anni, nella speranza di non essere mai trovata, quando invece bastava semplicemente dire la verità per liberarmi di lui, presi la palla al balzo, avevo un occasione e non ero intenzionata a lasciarmela scappare.

«I nostri figli? Quindi tu vorrai dei figli un giorno?» chiesi speranzosa.

«Certo che voglio dei figli. Qualcuno dovrà portare avanti il nome dell’azienda e non ho certo intenzione di affidarla a qualcuno che non sia della famiglia» disse, come se stesse spiegando la cosa ad una bambina.

Io non potei fare a meno di sorridere e tirare un respiro di sollievo, nella disgrazia avevo trovato la salvezza, a quale prezzo però.

«Mi dispiace deluderti, ma se vorrai vivere con me al mio fianco, non potrai anche avere dei figli, purtroppo ho avuto un problema qualche anno fa e per sfortuna non posso avere bambini» dissi esultando dentro di me.

«Questa è un’altra delle tue cazzate, tu verrai con me e mi sposerai …»

«Lei non andrà da nessuna parte, a meno che non sia lei a deciderlo … lasciala andare» disse Filippo vedendo che la mano di Matteo afferrava la mia con rabbia.

«Tu fatti i cazzi tuoi» disse Matteo squadrando Filippo.

«Lorena è un fatto mio, e tu non le dici quello che deve fare» rispose Filippo dando due manate al petto di Matteo per allontanarlo da me.

Probabilmente se non fossi intervenuta sarebbe scoppiata una rissa, e non era certo il luogo, mi frapposi tra i due, misi una mano sul torace di Matteo per tenerlo a distanza e provai a parlargli.

«Ascoltami bene Matteo ti sto dicendo la verità, non posso avere bambini, se non mi credi domani vieni nel mio appartamento alle tre e te lo dimostrerò» dissi guardando Matteo negli occhi.

Lui mi guardò per un attimo, si rilassò e mise le mani in tasca.

«Ci vediamo domani» guardò con disprezzo Filippo e poi sparì dalla festa.

In quel momento mi rilassai ulteriormente, Filippo mi prese la mano perché di più non poteva fare, e in quel momento odiai quella situazione più che mai, avevo assoluto bisogno di un abbraccio.

«Che diavolo succede?» esclamò Roberto sbucando da dietro una colonna.

Fu più forte di me, mi fiondai nelle sue braccia, e lui d’istinto mi strinse.

«Ti prometto che ti racconterò tutto, ma non ora» gli dissi.

«Va bene, ma probabilmente domani mattina partirò presto» mi disse grattandosi la nuca.

«Troverò un momento, dopo la festa, non preoccuparti» ribadii.

Con la coda dell’occhio vidi Filippo allontanarsi, alcune persone avevano sentito qualche parola di troppo e si erano avvicinate, quindi Filippo non si voleva trovare in mezzo, purtroppo i rapporti intimi alunno insegnante non erano ben visti nell’istituto. Io presi Roberto per mano e mi dileguai come se niente fosse.

Passai la serata a pensare che forse dal giorno dopo sarei stata finalmente del tutto libera da quello schifo di contratto, Roberto mi stette vicino ad ogni passo scrutando la sala per scoraggiare qualsiasi altro assalitore.

Matteo non si fece più vedere per tutta la serata, alla fine del galà salutai tutti e con Roberto mi diressi a casa di Filippo, lui non ne rimase sorpreso, probabilmente aveva capito già quanto fosse importante lui per me e non mi chiese nulla, almeno finché entrammo in casa, perché appena varcata la soglia, mi assalì di domande.

 

 

 

FINE 13° CAPITOLO

 

TROVATE QUI I CAPITOLI PRECEDENTI

ARRIVEDERCI A DOMENICA PROSSIMA

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è un’opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Pherenike. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate o un tuo racconto inedito leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

 

 

4 commenti

  1. Minù

    Pherenike, grazie per le emozioni. ….
    finalmente vedo uno spiraglio di salvezza per Lorena 🙂
    Filippoè meraviglioso e anche Roberto è una bella petsona e insieme a loro riuscirà a dare una nuova svuolta alla sua vita. ..peccato solo che stia finendo 🙁 ♡♡♡

  2. Rosy ♥

    Solo altre 2 puntate??? Che peccato…
    Emma è sempre fantastica come Matteo fa sempre vomitare…
    Finalmente Lorena ha la possibilità di liberarsi di quel fardello che è la sua famiglia e di Matteo 🙂
    Brava Pherenike <3
    Se tu volessi condividere altre ricette gustose come quella della pasta al cacao sappi che il mio palato e la mia pancia ti saranno riconoscenti a vita 🙂
    Buona domenica <3

  3. Loredana

    Adoro Emma piu’ di Filippo e Lorena ecco….. spero che si tutto vada per il meglio per loro 3…..