Nuovo racconto inedito – “Lasciati Amare” – #2 Life Secrets Series By Samy – 15° Capitolo

 

 

Buongiorno a tutte!

Nella puntata di oggi, finalmente, un piccolo mistero, che ci ha tenuto con il fiato sospeso per settimane, viene svelato. Vedremo quante di voi ci hanno preso e hanno capito la vera identità della perfida Alexandra.

Però, però… con questa rivelazione arrivano anche i guai, tanti, troppi. Sarà difficile digerirli tutti. Poi, aihmè, capirete… prossimamente.

So che siete curiose come delle scimmie urlatrici, quindi, non mi rimane che augurarvi buona giornata seguito, come sempre, dall’immancabile….

Buona Lettura

 

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-PLAYLIST-

PROLOGO – The Passenger – Iggy Pop

Capitolo 1 – The Ground Beneath Her Feet – U2

Capitolo 2 – Ode to my family – Cranberries

Capitolo 3 – With or without you – U2

Capitolo 4 – Gli ostacoli del cuore – Elisa feat. Ligabue

Capitolo 5 – Under my skin – Frank Sinatra

Capitolo 6 – Don’t cry – Gun’s Roses

Capitolo 7 – Someone like you – Van Morrison

Capitolo 8 – Bailando (Español) – Enrique Iglesias feat. Descemer Bueno, Gente De Zona

Capitolo 9 – 7 seconds – Youssou N’Dour e Nina Cherry

Capitolo 10 – Tears in heaven – Eric Clapton

Capitolo 11 – Parlami d’amore – Giorgia

Capitolo 12 – Zombie – Cranberries

Capitolo 13 – Spaccacuore – Samuele Bersani

Capitolo 14 – No One – Alicia Keys

Capitolo 15 – Lampi nel silenzio – Anastasia ed Eros

Capitolo 16 – Venus in furs – Velvet Underground

Capitolo 17 – Tomorrow – U2

Capitolo 18 – Dedicato a te – Le vibrazioni

Capitolo 19 – Mysterious Ways – U2

EPILOGO – La flaca – Jarabe de Palo

 

-PERSONAGGI-

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MICHELLE BROWN – 32 anni, agente speciale dell’FBI

NICHOLAS WALSH – 42 anni, dipendente del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti

KRISTAL FOX – 40 anni, modella ed ex fidanzata di Nicholas

EMILY FISHER – 38 anni, assistente di Nicholas

AMY HOWARD – 27 anni, responsabile eventi di Nicholas

SALVATORE RIZZO -45 anni, capo di una cosca mafiosa

DAVE MORGAN – 45 anni, guardia del corpo di Nicholas

 

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-LASCIATI AMARE-

– #2 LIFE SECRETS SERIES – 

– 15° CAPITOLO – 

-NICK-

Mi getto sotto la doccia bollente, massaggiandomi i muscoli indolenziti, la notte sul divano ha lasciato il segno. Mi piacerebbe pensare che quella di ieri sera si stata la nostra prima litigata, ma dentro di me sa tanto di definitivo.

Mi friziono il corpo con il doccia schiuma e mi lavo i capelli, e non posso fare a meno di pensare a quando lo ha fatto lei per me, qui dentro. Poi siamo andati a letto ed abbiamo fatto l’amore, ed io le ho detto che l’amavo.

E ho rovinato tutto.

Chiudo l’acqua ed esco dalla doccia, mi avvolgo un asciugamano intorno alla vita e con un altro mi friziono il corpo. So che anche lei prova qualcosa per me, lo sento, ma forse ha ancora troppa paura, non è pronta. Ha paura di quello che potrei pensare di lei, ma non ha ancora capito che io la AMO, e qualsiasi cosa possa avere fatto in passato io sono e sarò sempre dalla sua parte.

Mi faccio la barba, mi applico un po’ di crema lenitiva, mi infilo una maglietta ed un paio di boxer ed esco dal bagno.

E lei è lì, davanti a me.

– Oh – mi sussurra sorpresa – Buongiorno.

– Buongiorno – le rispondo io oltrepassandola e dirigendomi in camera per prendere i vestiti.

Il mio cuore spera che lei venga qui, mi auguro di voltarmi e di trovarmela davanti, che mi fissa con quei suoi stupendi occhi azzurri… ma in lontananza sento la porta del bagno chiudersi, mi volto e la camera da letto è orrendamente vuota.

Scelgo una camicia bianca, il vestito blu scuro e la cravatta azzurra, metto tutto sul letto ed inizio a vestirmi, poi mi dirigo in salotto e mi siedo sul divano ad aspettare che lei esca dal bagno.

Sento la porta aprirsi, tendo l’orecchio e capisco che è in camera, si sta vestendo. Mi aspetto di vederla pronta per venire in ufficio con me, ma quando entra in salotto l’immagine che ho davanti mi fa sprofondare all’inferno.

Non viene. Anzi, non verrà più.

Ha indossato un paio di jeans azzurri ed un maglioncino di cotone nero e si è raccolta i capelli in una coda di cavallo. Le osservo i piedi, indossa un paio di scarpe da tennis nere.

– Non vieni con me, oggi? – le chiedo nel tono più neutro possibile.

– Verrò più tardi – mi dice – Prima devo andare in un posto.

– D’accordo – le dico alzandomi – Io devo andare, ho appuntamento con Amy, mi deve mostrare alcuni campioni di tessuto per il salone alla villa. Non appena arrivo in ufficio ti mando Dave e Tom, possono portarti loro ovunque tu voglia.

– Va bene, grazie… A più tardi, allora – commenta lei con uno sguardo strano. Sembra smarrita.

Una lieve speranza si fa strada dentro di me, quindi decido di azzardare, solo un po’.

– Ci vediamo per pranzo? – le chiedo.

– Non lo so – mi risponde lei – Ti chiamo più tardi.

– A dopo, allora… ciao – le dico facendo poi un sospiro.

– Ciao – mi risponde lei.

Mi avvio verso la porta, la apro e trovo in corridoio i due agenti addetti alla nostra scorta e Dave, che mi stava già aspettando.

– Buongiorno – dico a tutti.

Gli altri rispondono al mio saluto ed io e Dave ci avviamo verso l’ascensore.

– Non viene Michelle? – mi chiede.

– Forse più tardi.

– Che succede, amico? Brutta serata?

– Pessima – gli rispondo seccato – E non mi va di parlarne.

– Ricevuto.

Lo osservo con la coda dell’occhio, che cammina rigido al mio fianco.

– Senti Dave, non appena arriviamo in ufficio tu e Tom dovreste tornare qui per prelevare Michelle. Ha delle commissioni da fare, stamattina, accompagnatela pure dove vuole – gli dico – Tanto io, una volta al dipartimento, sarò al sicuro.

– Come vuoi – mi dice lui annuendo con la testa.

Il viaggio fino al Dipartimento mi sembra il più lungo della mia vita. Non posso fare a meno di domandarmi cosa debba fare lei questa mattina, spero non voglia chiedere al capitano di toglierle il caso.

Una volta giunto in ufficio incrocio come sempre il sorrido soddisfatto di Chloe – che non vede al mio fianco Michelle – e quello preoccupato di Emily.

Saluto cortesemente tutti e congedo Dave, poi mi avvio alla mia scrivania. Mi siedo pesantemente sulla poltrona, mi abbandono contro lo schienale e chiudo gli occhi.

Un bussare lieve alla porta me li fa riaprire subito.

– Avanti.

Vedo Emily che entra con un’espressione seria in viso.

– Hai un minuto? – mi chiede.

– Ma certo. Che succede?

– Che succede lo chiedo io a te, Nick – mi risponde lei – Scusami l’invadenza, ma ci conosciamo da tanti anni e sai che mi sei molto caro. Come vanno le cose?

Mi conosce bene Emily, ma con tutto questo trambusto non posso fare a meno di pensare che la donna misteriosa potrebbe anche essere lei.

Dio, no. Emily? Povero me.

– Sono un po’ teso ultimamente – le rispondo in tono sbrigativo.

– E si vede. Michelle come sta? – mi chiede impaziente.

– Perché me lo domandi?

– Perché ho come l’impressione che la causa del tuo nervosismo sia lei, e questo, Nick, non mi piace. Scusami, ma per la prima volta ti vedo preso da una persona e non vorrei che questa persona ti facesse soffrire.

– Oh, non preoccuparti. Michelle è una persona complicata e lo sono anch’io – le dico con un sorriso forzato – e ogni tanto ci scontriamo. Ma poi riusciamo sempre ad appianare le nostre “divergenze”.

– Lo spero – mi dice lei con un sorriso strano – Per lei.

Mi scappa un sorriso ironico, mentre mi viene spontaneo ringraziarla mentalmente.

Proprio in quel momento sentiamo bussare alla porta.

– Avanti – rispondo.

Ma tutti adesso?

Vedo Amy che entra dalla porta e ci osserva incuriosita.

– Oh, scusate… – ci dice imbarazzata – Disturbo?

– No, Amy – le dico alzandomi – Avevamo finito. Andiamo a vedere le campionature?

– Sì, certo – mi dice lei con il suo solito sorriso smagliante.

Usciamo tutti dal mio ufficio e mi dirigo con Amy verso il suo. Quando stiamo per entrare dalla porta lei prosegue.

– In verità avrei bisogno del tuo aiuto – mi dice – Mi hanno consegnato dei faldoni piuttosto pesanti, stamattina non sono riuscita a portarli di sopra. Li ho in macchina, vieni con me?

– Ma certo – le rispondo – Quanti sono?

– Sono quattro, se io ne porto uno e tu tre – mi dice strizzandomi l’occhio – Dovremmo farcela.

Mi metto a ridere di gusto.

– Certo, parti uguali, eh?

– Beh, io sono una donna, tu sei più forte, no?

– Ma non sei anche tu per l’emancipazione? – le chiedo divertito.

– No, decisamente no – mi dice lei seria – Per me ognuno deve avere il suo ruolo.

Aggrotto le sopracciglia. Che strana frase. Senza pensarci troppo entro con lei in ascensore.

-MICHELLE-

Quando sento bussare alla porta sto osservando il panorama di Washington fuori dalla finestra.

Non ho mai avuto così voglia di andarmene da qui come in questo momento.

Mi giro sui tacchi e vado ad aprire subito, e mi trovo davanti Dave che mi squadra da capo a piedi.

– Devi ancora cambiarti? – mi domanda incuriosito.

– No – gli rispondo – Non andiamo da Nick.

Esco in corridoio e mi avvio verso l’ascensore insieme a lui, immersa nei miei pensieri. Più passano i minuti più mi rendo conto che non posso fare a meno di pensare a Nick. Mi manca, da morire.

Quando l’ho visto uscire dal bagno stamattina avrei tanto voluto che lui mi prendesse fra le braccia, ma non l’ha fatto, perché io l’ho deluso. Sì, devo andare dal capitano, è la scelta migliore.

Faccio un lungo sospiro, mentre le porte dell’ascensore si aprono. Entro e Dave schiaccia il tasto del piano terra, in silenzio. Poi lo vedo con la coda dell’occhio che mi guarda.

– Michelle… – mi dice educatamente – Scusa se mi permetto, ma vorresti dirmi cosa sta succedendo?

– Oh, Dave… – rispondo mesta, mentre sento le lacrime pungermi gli occhi.

Dave scuote la testa e sospira profondamente.

– Sinceramente non riesco a capirvi, voi due…

– Perché? – gli chiedo.

– Siete innamorati, e non riesco veramente a comprendere perché tu sei qui e lui è là.

– E’ complicato, Dave…

– Oh, certo. L’amore è sempre complicato… ed anche terribilmente semplice. A volte per vedere con chiarezza dentro di noi basta davvero poco, sai? L’importante è concentrarsi sulle cose giuste.

– Per esempio? – gli chiedo, voltandomi verso di lui.

Lui si gira a guardarmi e mi fa un sorriso splendido.

– Per esempio che Nick ti ama, Michelle. Ti ama davvero. E questo supera tutte le difficoltà.

Le sue parole mi accendono dentro. Lui mi ama, lo so. Ed anch’io lo amo.

Sorrido lievemente, mentre le porte dell’ascensore si aprono.

Ci avviamo all’uscita e saliamo sulla Mercedes blu parcheggiata davanti all’ingresso.

– Buongiorno signorina Brown – mi dice Tom, splendido e solare come al solito.

– Buongiorno Tom.

– Ieri sera parlavo con la mia ragazza, sa? E… mi ha dato una canzone da farle ascoltare.

Sorrido, guardandolo nello specchietto. Noto che ha uno sguardo divertito, come Dave.

Questi due la sanno lunga…

– Sentiamo – gli rispondo assecondandolo.

Preme un tasto sull’autoradio e parte subito “Lampi nel silenzio” di Eros e Anastasia.

Ascolto con attenzione le parole, sembrano state scritte apposta per me. Ripenso a quanto mi ha detto Adam, al fatto che dovrei dare a Nick un po’ di fiducia, se mi ama. E SO che lui mi ama davvero. Ripenso anche al discorso appena fatto con Dave in ascensore.

Sorrido, con le labbra e con il cuore, ed è in quell’istante che capisco cosa devo fare per me stessa e per lui, e prendo la mia decisione.

Devo guardare avanti. Superare tutto, accettare tutto e soprattutto perdonare me stessa per i miei errori. Lasciarmi AMARE e, soprattutto, amare di nuovo.

Mi sporgo verso Tom, e gli metto una mano sulla spalla.

– Tom, potresti portarmi da Nick, per favore? – gli chiedo.

Dave si volta a guardarmi, con un sorriso aperto e sincero. Mi squadra da capo a piedi.

– Non vorresti andarti a cambiare, prima? – mi chiede con un sorriso sarcastico.

– Non me ne importa niente – gli rispondo – Ho troppa fretta.

Lui si mette a ridere, e in quell’istante sento il suono del mio cellulare. Forse è lui.

No. FBI, Capitano Mitchell.

– Pronto?

– Michelle, meno male che mi hai risposto subito… dove sei?

– In macchina, perché?

– Il signor Walsh è con te? – mi chiede trafelato.

– No, è al dipartimento, ma che succede? – gli domando. Sto iniziando a preoccuparmi.

– Merda! – esclama – Corri subito là, sappiamo chi è Alexandra Dalton, i nostri sospetti sono confermati. Lavora al dipartimento, sotto falso nome.

Un brivido gelido mi corre sulla schiena.

– E chi è? – gli chiedo, in attesa.

– Tu la conosci come Amy Howard.

Il brivido gelido diventa terrore puro.

– Cazzo! – esclamo. Dave si volta a guardarmi, allibito.

– Che c’è? – mi chiede il capitano dall’altra parte del ricevitore.

– Nick aveva appuntamento con lei, questa mattina… Tom! – grido – Corri da Nick, subito!!!

Tom preme sull’acceleratore, sorpassando diverse macchine. Mi aggrappo alla portiera, mentre vengo sobbalzata sopra il sedile.

– Non appena arrivi chiamami – mi ordina il capitano – Intanto io arrivo con i ragazzi.

– Sì – dico chiudendo subito la comunicazione.

E’ arrivato il momento di terminare la farsa, estraggo il mio distintivo dalla borsetta e guardo Nick.

– Hai una pistola? – gli chiedo.

– E’ Amy, vero? – mi dice inviperito.

– Sì, Dave. Hai una pistola?

– Sì, la mia. E ne ho una anche per te – mi dice mentre estrae una Beretta dal cassettino portaoggetti e me la porge. Controllo, è carica.

– Mi dite che succede? – ci chiede Tom con lo sguardo pieno di panico.

– Michelle è dell’FBI – gli risponde Dave – E abbiamo appena saputo chi è la donna che minacciava Nick, e che soprattutto ha ucciso William.

Non appena Tom accosta davanti al Dipartimento gli urlo di aspettarci lì ed io e Dave scendiamo al volo. Mostro il mio distintivo agli uomini della sicurezza, e due vengono con noi.

Arriviamo al piano, trafelati. Esco dall’ascensore e mi metto a correre verso l’ufficio di Nick.

Per poco non travolgo Emily, mentre spalanco la porta ed entro, ma lui… non c’è.

Emily mi guarda con gli occhi sbarrati, spaventata a morte. Osserva la pistola che ho infilato dentro i jeans e che non ho coperto bene con la felpa. Istintivamente la abbasso, celando l’arma al suo sguardo.

– Che succede, Michelle? – mi chiede.

– Dov’è Nick? – le domando terrorizzata.

– E’ andato con Amy.

– Merda, merda, merda! – grido mettendomi le mani nei capelli – Dave! L’ufficio di Amy!

Lui, che era rimasto più indietro, si precipita verso la porta, la spalanca, poi si gira verso di me e mi fa segno di no con la testa. Per poco non vado nel panico.

Chloe!

Vado velocemente verso Chloe, al banco della reception.

– Chloe, hai visto Nick ed Amy? – le chiedo, cercando di rimanere calma.

– Sì – mi risponde lei osservandomi disgustata da capo a piedi – Sono andati in garage, per prendere dei documenti che Amy aveva in macchina, ma… pensandoci bene… è successo più di un’ora fa.

– Cazzo! – urlo picchiando con forza un pugno sul bancone e facendo sobbalzare Chloe.

Mi volto e guardo Dave, disperata. Sono tutti usciti dai loro uffici, attirati dal baccano, e ci osservano incuriositi e preoccupati. Più di un’ora… dove possono essere andati?

Guardo l’orologio.

Poi, mi viene in mente una cosa, ed una piccola fiamma di speranza si accende dentro di me.

L’orologio!

– Vieni, Dave, andiamo – gli dico dirigendomi verso l’ascensore.

Lui mi segue, senza parlare. Mentre scendiamo mi parla sottovoce.

– Hai in mente qualcosa?

– Di più – gli dico – Ho un piano.

Usciamo di corsa dall’edificio e saliamo in macchina.

– Parti! – grido a Tom, mentre con dita febbrili compongo il numero del capitano.

Mi risponde subito.

– Pronto!

– Capitano, Nick qui non c’è, e nemmeno Amy Howard – gli comunico.

– Oh mio Dio…

– No, capitano… il rilevatore GPS dell’orologio, ricorda?

– Cazzo, Michelle! – grida, mentre sento che si alza e corre fuori dall’ufficio – lo faccio attivare subito, ti richiamo tra poco.

Riattacca, ed io non posso fare altro che rodermi dentro, nell’attesa. Mi sto agitando, e questo non va bene. Devo essere fredda e professionale, e pensare a come salvarlo. Solo in questo modo lui ce la farà.

Dopo pochi minuti il capitano mi richiama e rispondo, mettendo in viva voce.

– Pronto, capitano. Sono in viva voce, in modo che anche il nostro autista la può sentire.

– Perfetto, Michelle, so dove sono – mi dice – Abbiamo controllato anche il cellulare, ma probabilmente lo hanno distrutto. Il rilevatore GPS dell’orologio funziona ancora e ci dice che si trovano a sud, vicino a Lake Ridge. Ci sono delle cave di sabbia, con diversi magazzini, sono lì.

– Benissimo, noi andiamo – dico decisa mentre Tom preme con forza sull’acceleratore.

– Michelle aspetta i rinforzi, non fare cazzate! – esclama il capitano.

– No, non posso permettermelo, capitano. Noi andiamo.

Riattacco il telefono, senza aspettare la sua replica.

– Quante miglia sono? – chiedo.

– Circa venti – mi risponde Dave – Ma so perfettamente dov’è quella cava, e Tom è un grande autista, arriveremo in tempo.

– Lo spero, Dave. Lo spero tanto.

-FINE 15° CAPITOLO – 

– ARRIVEDERCI A VENERDI’ PROSSIMO – 

– TROVATE QUI “FIDATI DI ME”, PRIMO CAPITOLO DELLA “LIFE SECRETS SERIES”-

– TROVATE QUI I CAPITOLI PRECEDENTI DI “LASCIATI AMARE”-

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Samy. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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9 commenti

  1. antonella

    Aaaah!…..finalmente sappiamo chi è la stronxxa!!!…….ma il suo amichetto?!….chi è???….Michelle salvalo!!

  2. Irina

    Aaaaahhhh! Lo sapevo!!! Forza Michelle, fai fuori quella stronza!
    Samy io adesso sono in ansia, a Nick non succede niente, vero? No perchè non so se riuscirei a sopportarlo! Passi per William, ma non fare scherzi!

    Un abbraccio, bravissima come sempre!

  3. gloria

    ciao a tutti!
    ma questa settimana non viene pubblicato il capitolo?

    • Alondra

      Io spero vivamente di sì, magari pubblicano in ritardo; anche settimana scorsa hanno pubblicato di sabato. Anche se io non vedo l’ora che pubblichino!

  4. Beth

    Fino ad ora siete state sempre puntuali…potreste almeno farci sapere se intendete pubblicare o no?

  5. Andy

    Mi sembra quantomeno una mancanza di serietà e di considerazione nei confronti delle lettrici averci lasciate così in sospeso senza conoscerne il motivo. Penso che ci meritiamo almeno di sapere quando leggeremo i capitoli finali di questa ff e dell’altra, se mai li leggeremo (a questo punto temo pure questo). Io non sono il tipo che fa polemiche, ma ritengo che dovreste dirci almeno perché i capitoli non sono stati più pubblicati.

    • Kami

      Semplicemente perché non ci sono stati inviati. Nulla possiamo di fronte alla poca serietà..

  6. gloria

    ma come mai neanche questa settimana è stato pubblicato il capitolo?
    sarebbe possibile farci almeno sapere se questa fan fiction finisce qui?