Nuovo racconto inedito – “Bianco e Nero in Dissolvenza” – 6° Capitolo

Buongiorno a tutte, iniziamo la giornata accompagnando il nostro caffè mattutino con una nuova puntata di “Bianco & Nero in Dissolvenza“, il racconto della nostra Laura.

Ho notato che Andrea, l’affascinante bastardo protagonista della nostra storia, fa parecchio discutere, come giusto che sia per tutti i caratteri controversi, e dopo il capitolo che segue sono certa che avrete ancora molto da dire, quindi, aspetto i vostri commenti, che per la cronaca non manco mai di leggere 😉

In questo nuovo episodio Andrea non cambia il suo atteggiamento, ma scopre qualcosa di nuovo e inaspettato, un gesto romantico e fottutamente da donnicciole a suo dire.

Volete scoprire quale? Allora correte a leggere!

Non mi resta che augurarvi buona giornata, ma soprattutto….

Buona Lettura

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-BIANCO E NERO IN DISSOLVENZA –

-6° CAPITOLO – 

 

A cena è seduto qualche tavolo più giù in compagnia di Michele.

Parla e ride, ma i suoi occhi sono fissi su di me, costantemente.

Io mangio con Mirella. Cerco di distrarmi, commentando l’ottima cucina del ristorante con pochi risultati. Ogni volta che mi giro a guardarlo incontro il suo sguardo penetrante. Mi imbarazza e nello stesso tempo mi eccita e più di una volta mi ritrovo a stringere le gambe e a cambiare posizione sulla sedia.

So quello che sta pensando, me lo trasmette con quello sguardo che mi spoglia senza ritegno. Lui è senza ritegno ed ora si gode la sua vittoria. Il suo piano ben studiato mi ha portato a non riuscire a non pensare a lui ed ora, l’idea di lasciarlo fuori in corridoio mi sembra assurda. Lo voglio.

Poso la forchetta nel piatto, saluto e mi alzo.

Gli lancio un’occhiata ed esco fuori dalla sala ristorante. Ho il cuore in gola e tremo. Entro in ascensore e mi appoggio allo specchio con le spalle. Non avere più il suo sguardo puntato addosso mi fa tirare un sospiro di sollievo. Mi sembra di non aver mai respirato durante tutta la cena. Devo riprendere il controllo di me. Le porte si stanno per chiudere ma qualcosa improvvisamente interrompe la loro corsa. Qualcosa o meglio qualcuno, le blocca e poco dopo appare lui, con le mani infilate nelle tasche, che avanza nello spazio angusto.

“Ciao” dice e si piazza a pochi centimetri di distanza dal mio viso.

Mi sento avvampare, ma nonostante tutto mi fingo sicura.

“Ciao” rispondo.

“Vai in camera?” chiede.

“Sì.”

Mi osserva e mi sembra di precipitare in un blob bollente che mi ustiona la pelle. Ho i brividi. Ci guardiamo a lungo, occhi negli occhi e quasi perdo la ragione. Qualcuno mi spieghi perché questo tizio mi fa questo effetto!

L’ascensore si ferma. Le porte si aprono ma lui non scende. Rimane incollato a me senza toccarmi e comincio a chiedermi cosa abbia in mente.

“Non scendi?” azzardo.

“No.”

“Questo è il tuo piano.”

“Lo so, ma non vado in camera mia.” Ridacchia.

“E dove allora?’”

“Nella tua” dice. Intanto le porte si chiudono e l’ascensore riparte.

“Sei così sicuro?”

“Assolutamente.”

“Non lo sarei se fossi in te.”

Lui socchiude gli occhi.

“Mai stato più certo di qualcosa.”

“E se ti lasciassi in corridoio?” mi fingo spaccona.

“Ti avrò comunque, Claudia, poco importa dove. L’importante è solo il come”.

Cazzo… Deglutisco e cerco di prendere fiato. Le porte dell’ascensore si aprono e lui mi afferra un gomito e mi trascina fuori. Mi guida attraverso il corridoio strattonandomi e, una volta davanti alla porta della mia camera, allunga una mano verso di me.

“Chiavi”.

Io gliele porgo. Che altro avrei dovuto fare? Dire di no?

Lui apre e mi spinge dentro la stanza. Mi segue, chiude la porta con una spallata, e mi schiaccia contro il muro. Non ha nemmeno acceso le luci che affonda la lingua nella mia bocca tenendomi per i capelli. Perché deve essere sempre così violento?

“Che ci facevi con Milena?” riesco a dire.

Lui non si ferma. Prende a mordermi il collo ed io sono un brivido che cammina.

“Affari miei” risponde cupo. Mi prende entrambi i seni con le mani e nel frattempo si struscia contro di me. È già eccitato.

“Anche miei, visto che stai per scoparmi.”

Lui rallenta e poi mi guarda.

“Non devo darti spiegazioni per quello che faccio, non sei mia moglie.”

“Sei uno stronzo arrogante, lo sai?”

Lui si allontana ed accende la luce.

“Spogliati” mi ordina. Io rimango a guardarlo interdetta.

“Mi hai capito? Spogliati” comanda ancora, poi si stende sul letto ed incrocia le braccia dietro la testa. Io non mi muovo però.

“Non ho tutta la notte.”

“Perché, devi andare da qualcun’altra dopo di me?”

Lui sorride maligno.

“Spogliati e non farmi incazzare.”

“Se no?”

Lui non fa una piega.

“Non ti conviene scoprirlo, ragazzina”. E suona male, molto male quello che dice, tanto che comincio a sbottonarmi la camicetta, diligente ed obbediente, perché in quello sguardo ho visto tutto fuorché qualcuno con cui poter ragionare. Mi abbasso i pantaloncini e li lascio cadere a terra. Rimango in biancheria intima.

“Tutto” dice lui sdraiato sul letto. Si sta godendo la scena, lo stronzo.

Io proseguo nel mio spogliarello forzato e senza musica, e rimango nuda davanti a lui. Mi vergogno perché lui mi guarda, mi studia, mi fissa e poi mi fa voltare ed io mi sento inerme, senza la capacità di poter decidere. Ma è quello che voglio davvero?

“Vieni qui” mi impone ancora.

Lui non chiede, ordina ed io non parlo, eseguo. Così salgo sul letto e  mi prende per la gola avvicinandomi a lui. Rimango in ginocchio a cavalcioni sulle sue gambe, senza respiro perché lui stringe la mano intorno al mio collo.

“Non vuoi farmi incazzare, vero?”

Io scrollo la testa.

“Farai quello che ti dico?”

Annuisco ed ho paura. Comincio a credere che abbia qualcosa che non va, ma forse anche io perché stranamente mi piace e sento che basterebbe poco per farmi venire.

Lui, senza lasciare la mia gola, comincia a toccarmi tra le gambe. Mugugno e mi aggrappo con entrambe le mani alla sua che mi toglie il fiato. Prosegue senza fermarsi, stringendo e allentando la presa a fasi alterne e sento di non poter durare a lungo perché mi ha sconvolto i sensi e invaso la mente, facendomi arrivare già al limite prima ancora di sfiorarmi. È sconvolgente, e quando sto per abbandonarmi al piacere mollando tutte le mie difese, lui mi lancia all’indietro catapultandomi sul letto e sfilando via la mano. Porca vacca…

Lo vedo alzarsi ed allontanarsi verso il bagno. Io mi siedo e respiro finalmente. Sono confusa, stordita ed eccitata all’inverosimile. Mi sistemo i capelli scomposti, cercando di darmi un contegno, quando lui torna, è nudo. Rimango a guardarlo imbambolata. È bello, ma non perfetto e questo me lo fa apprezzare ancora di più. Ha un fisico atletico con i muscoli in evidenza, ma non esagerati. Si vedono guizzare sotto la pelle brunita ad ogni suo movimento. Ha le spalle larghe, la pancia piatta e le gambe tornite dalla corsa e dalla palestra. No, non è perfetto, ma per i suoi quarant’anni è decisamente in forma, senza alcun dubbio.

Si avvicina e noto che tiene in mano qualcosa. È un oggetto lungo, sottile e nero e sembra di plastica. Capisco di cosa si tratta solo quando mi gira di schiena e me lo mette ai polsi. È una fascetta da carpentiere. La stringe e la sento affondare nella mia carne, graffiandomi la pelle. Voglio ancora essere qui con lui? Non mi rispondo, non voglio farlo perché so qual è la risposta.

“Così non ti verrà in mente di allungare le mani” sentenzia roco.

Mi prende per le braccia e mi fa scendere dal letto.

“Bastava che me lo dicessi, non lo avrei fatto” sussurro.

“Devo anche imbavagliarti?”

Scuoto la testa. Tutto ciò è decisamente troppo in là rispetto ai miei gusti. Comincio a tremare e non per l’eccitazione, ma lui se ne frega. Mi guarda con quell’espressione gelida e capisco che finirà solo quando lo vorrà lui.

Sposta la sedia dello scrittoio e si siede, trascinandomi con sé. Mi fa sedere sopra di lui, ma voltata, così da dargli la schiena.

Mi allarga le gambe e torna a toccarmi ancora, questa volta con entrambe le mani e mi accorgo che, per quanto possa avere paura di quell’uomo, il mio corpo risponde fulmineo al suo tocco, sciogliendosi in una pozza di piacere.

Mi afflosciò su me stessa, è troppo bello quello che mi fa, ma lui mi prende per i capelli e mi tira indietro la testa. Grido. Piacere e dolore questa è la sua ricetta dell’eros perfetto ed, onestamente, non mi sento di contraddirlo anche se i modi, beh, forse sarebbero da rivedere. Torna a toccarmi come prima. Con due dita mi penetra mentre con l’altra mano mi sfiora appena e io singhiozzo, smanio e mi dimeno, perché oltre a questo lui mi parla e la sua voce è un afrodisiaco potentissimo.

“Non voglio che tu venga” mi sussurra in un orecchio ed io so che sono al limite e non resisterò a lungo.

“Non posso” gli dico affannata. “Non posso!” ripeto, ma lui non smette.

Continua come avesse appena iniziato, eppure lo sente che non ce la faccio a resistere. Ansimo più forte ed inarco la schiena, ma lui sfila le mani, mi solleva per la vita ed entra dentro di me. Grido e vorrei aggrapparmi a qualcosa, ma ho le braccia legate, così mi mordo il labbro inferiore e sento il sapore del sangue in bocca. Lui rimane immobile e l’orgasmo arretra quel tanto da darmi una piccola tregua, ma è lì, in agguato, pronto a riemergere quando lui deciderà di farmelo avere. È un sadico, ora l’ho capito.

Dopo poco mi prende per i fianchi e mi muove su di sé, prima piano, poi veloce, poi di nuovo piano. Mi respira sulla schiena e mi morde alla base della nuca, spostandomi i capelli da una parte, proseguendo senza sosta. Poi decelera fino a fermarsi ma non esce. Rimane dentro talmente a fondo che posso percepirlo nelle viscere. Sposta una mano davanti e la mette tra le mie gambe aperte. Mi sfiora di nuovo facendomi sussultare dal piacere.

“Muoviti” impone autoritario e mi afferra i capelli.

Tira, il bastardo e nel frattempo mi tocca con una tale capacità ed esperienza che se fossi in piedi cadrei a terra senza forze.

“Ti ho detto di muoverti” comanda ancora ed io comincio.

Mi muovo, ma sono goffa. Non posso usare le braccia e seduta su di lui non tocco terra con i piedi. Provo a fare quello che posso, ma lui si spazientisce.

“Che cazzo!”

“Scusa” mormoro mortificata.

“Scusa un cazzo! E poi chi ti ha detto che puoi parlare?”

Mi mordo la lingua e rimango in attesa di nuovi ordini. Cavolo mi sembra di essere al servizio militare!

Lui mi fa scendere imprecando. Mi volta e mi guarda furioso.

“Che devo fare con te?”

Io non rispondo. Lo guardo, ma non negli occhi. Fisso le sue labbra che vorrei baciare alla mia maniera. Mi permetto di lasciarmi andare a quel pensiero solo per qualche minuto, ma lui deve aver capito qualcosa perché cambia espressione.

“Che fai?” chiede insospettito.

Non parlo, non so quali sarebbero le conseguenze. Mi avvicino in compenso, poco a poco fino a sfiorargli le labbra. Lui arretra un po’, ma poi si ferma e io lo raggiungo, sollevandomi sulle punte dei piedi. Lo bacio prima a stampo poi con enfasi e vado in cerca della sua lingua. Lui rimane impassibile, rigido e lontano. Si lascia baciare da me, ma non ricambia. Quando lo capisco, smetto e torno al mio posto guardando a terra. Non mi aspetto che lui capisca il bisogno che avevo di farlo. Probabilmente mi punirà, ma chi se ne frega, mi andava e l’ho fatto.

“Cos’era?” chiede.

Alzo gli occhi e lo guardo. Scuoto la testa sperando lui capisca che sto aspettando il permesso di parlare. Il ragazzo è sveglio però, perché capisce al volo.

“Parla.”

“Hai una bocca così bella e volevo baciarla a modo mio.”

“Mi hai fatto infuriare poco fa.”

“Mi dispiace, non volevo. Non arrivavo al pavimento.”

Lui mi fissa e credo stia pensando a qualcosa.

“Non sono da baci smielati.”

“Io sì.”

Stringe gli occhi in due fessure di ghiaccio.

“Potresti scoprire qualcosa di nuovo, sai?” sorrido appena.

“Non ne ho bisogno.”

“Come credi.”

Lui continua a guardarmi senza battere ciglio per qualche minuto.

“Fallo ancora” dice poi.

“Cosa?”

“Quello che hai fatto prima.”

“Va bene, ma puoi slegarmi?”

“No.”

Sospiro. Non sarà la stessa cosa, ma mi accontento. Mi avvicino molto lentamente e vedo che mi scruta con insistenza. Chiudo gli occhi e contemporaneamente trovo le sue labbra. Sono morbide e belle ed è un peccato che lui le usi solo in quel modo così violento.

Dischiude la bocca ed io ne approfitto, cercando ancora una volta la sua lingua. La trovo. La accarezzo con la mia è dopo un po’ lui reagisce, seguendo i miei movimenti. È bello, bellissimo, ma l’idillio dura poco. Mi prende per le spalle e mi tira a sé brusco. Poi si scosta e si lecca le labbra.

“Sanguini” dice tenendomi stretta.

“Mi sono morsa prima.”

Un lampo gli attraversa gli occhi.

“Mi piace il sapore del tuo sangue.”

Il suo sguardo si incupisce e riesco quasi a leggere nella sua mente le mille cose che ancora mi farebbe. Non so se essere contenta o no. È la prima volta che qualcuno mi dice che ama il sapore del mio sangue! Non ho tempo di pensarci però. Mi volta brusco e mi spinge sul tavolo di nuovo con la faccia sulla superficie fredda.

“Non ti muovere” mi impone con voce cupa.

Si allontana e torna subito dopo. Sento qualcosa di freddo sul polso destro e poi una pressione verso l’alto. Improvvisamente la fascetta si rompe.

“Sai quello che non puoi fare vero?”

Io annuisco. Parlare rientra tra quelle cose, come toccarlo. Mi fa alzare e mi volta. Mi prende per la vita e mi fa sedere sul tavolo. Si infila tra le mie gambe e prende il mio viso tra le mani. Io non lo tocco. Tengo le braccia rigide accanto al mio corpo, nervosamente, non so cosa aspettarmi. Si avvicina e mi bacia. Questa volta però non mi travolge. Mi assapora lentamente e va in cerca del piccolo taglio che ho sul labbro. Lo lecca a lungo meticolosamente, mentre mi tiene ferma con le mani grandi.

Per la prima volta non mi soffoca, non mi divora, non sento che mi vuole più di qualsiasi altra cosa e mi rilasso, lasciandomi baciare in quel modo che mi appartiene decisamente di più. Poi si stacca mi guarda, ma non dice niente ed io rimango imbambolata a fissarlo. Ha una luce strana negli occhi, qualcosa che non gli ho mai visto, ma faccio finta di niente, perché non lo conosco abbastanza.

“Voi donne… siete troppo sentimentali” dice con quella voce che mi fa venire i brividi e mi fa contrarre il basso ventre.

Non rispondo. Gli sorrido e lui mi stringe la mascella con una mano, di nuovo brutale.

Passa le dita sulla mia bocca senza alcuna gentilezza.

Poi con un braccio mi afferra per la vita e mi avvicina a sé. Incrocio le gambe attorno alla sua vita e ho già il respiro corto. Attendo che lui decida quando tornare dentro di me ed intanto fremo perché lo voglio, ma lui continua a guardarmi con quella strana espressione.

Mi lascia la bocca e affonda la mano tra i miei capelli. Sono pronta a sentire dolore. Socchiudo gli occhi, ma questa volta non tira, questa volta mi prende in un modo diverso, che mi scioglie completamente e mi ritrovo con le braccia intorno al suo collo ad accarezzargli la nuca mentre lo bacio. Adesso sono io che lo divoro, ma senza violenza né brutalità e lui non mi allontana. Mi lascia fare, così lo assaporo lentamente ed intanto sento il bisogno di averlo ancora tra le mie gambe e di dargli piacere. Faccio scivolare le mani sul suo petto mentre gli mordo il labbro inferiore. È la prima volta che riesco a toccarlo così ed è bellissimo. Lui è bellissimo. Poi mi solleva ed affonda dentro di me. Lo fa così lentamente da farmi quasi venire. Rovescio la testa indietro e chiudo gli occhi.

È una droga, il suo corpo è una droga, i suoi occhi, il suo sguardo che mi penetra ogni volta, il suo movimento ritmico e quella bocca, che ora mi morde il collo e alla quale mi abbandono ciecamente, è diventata il mio sogno proibito.

Lui mi riempie tutta ed ora che mi possiede sul tavolo della mia stanza, realizzo che non potrò più fare a meno di lui. Sono sua e nemmeno lo conosco, ed invece di esserne atterrita ne gioisco ingenuamente, credendo ricambiato quel sentimento. Vengo e lui appresso a me.

Si accascia sul mio petto e rimane lì qualche minuto. Io non mi muovo. Lo sento respirare e sincronizzo il mio respiro al suo. Alzo una mano e gli sfioro la testa delicatamente, ma lui si solleva di scatto, mi prende il polso e mi guarda feroce.

“Non avrei dovuto slegarti” ringhia.

Poi si sfila, va in bagno e sento che si riveste. Io mi metto seduta, cercando di capire cosa posso aver fatto di così tanto grave da meritare quella reazione. Fisso la porta del bagno socchiusa ed aspetto che esca da lì. Non ho intenzione di chiedere nulla, vorrei solo che questa volta, almeno, mi salutasse. Lui esce chiudendosi la patta dei pantaloni.

Nemmeno mi guarda.

Raccoglie le scarpe dal pavimento e scalzo se ne va via, sbattendo la porta.

 

FINE 6° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

TROVATE QUI I CAPITOLI PRECEDENTI

 

 

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Laura Pellegrini. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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17 commenti

  1. Denny

    E’ sempre uno stronzo ad andarsene via così, ma qualcosa almeno è cambiato!
    Questa storia mi affascina sempre più! Vedremo come andrà finire!
    Laura continua a stupirci! 🙂

  2. Maria

    Però!!!! Finalmente Andrea ha assaggiato un pò di dolcezza…che ha fatto effetto per un pochino..dai, è stato tenero. Poi però come il suo solito, per rovinare tutto, fa lo st****o!!! Povera Claudia!!! resta sempre lì in attesa che lui la saluti, e lui niente…
    Direi, che gli avrei lanciato dietro una scarpa!!!
    Comunque, sembrava scosso dal modo in cui Claudia l’ha baciato…che questo possa portare ad un lento cambiamento?????
    Attendo la prossima puntata 😉

  3. Ronny

    Bello!!!pero’lei un po’ pirla lo è…io capisco che il tipo ci sappia fare e sia un gran figaccione,però a tutto c’è un limite!!!dov’e’ finito il rispetto per te stessa???
    Comunque complimenti e’super avvincente!!!

  4. Samy

    Oltre a bastardo ora ho un altro aggettivo. SPAVENTOSO. 😉 Bravissima, Laura. Il tuo racconto è veramente bellissimo, mi piace sempre di più. Ho una domanda, però… La nostra protagonista riuscirà prima o poi a ribellarsi (e quindi a scuoterlo) o no??? 🙂 aspetto con ansia gli sviluppi!!!! Un abbraccio.

  5. Claudia

    Vi prego non ditemi che Andrea ha subito abusi… Spero che sia una sua scelta quella di non farsi toccare.
    Vediamo un po’ come andrà a finire,la scena del bacio che gli da Claudia è molto dolce e ben descritta.
    Comunque se fossi stata in lei non lo avrei fatto entrare, i modi di lui mi avrebbero subito innervosita e parecchio!
    Laura è un piacere leggere la tua storia, a mercoledì prox. 😉
    Baci e buongiorno a tutte !!

  6. Renée

    Cara Laura, questo Racconto mi piace molto, è scritto benissimo e suscita in me una miriade di sensazioni,mi tiene incollata allo schermo,mentre impreco contro quell’uomo. Mette un po’ di inquietudine e sei brava a far emergere le paure di Claudia, complimenti!
    E poi c’è Claudia …che attende, prova a resistergli, ma inutilmente…ahhhh Laura hai catturato la mia attenzione!!!!!!! complimenti, davvero!!!!!!!
    Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!!!!! I primi cinque li ho divorati qualche giorno fa e adesso attendo con ansia!!!!! Grazie per questa storia….prevedo settimane di fuoco!!!!!! ♥

  7. Lorenza

    Ok, anche oggi mi sa che sarò la voce fuori dal coro….
    degradante, squallido e al limite dell’abuso. Ecco cosa penso del rapporto che c’è stato fra i due protagonisti. Lei che è l’esatto opposto di ciò che dovrebbe essere una donna. Mi spiego meglio. Desidera e brama tutto ciò che lui le fa ma poi ne ha paura e lo trova eccessivo. Perché? Insomma è veramente così debole da lasciare che il suo corpo accetti ciò che la sua mente le dice di rifuggire? Non condivido.
    Lui poi icona del dominatore sadico che fa? Cede quasi di schianto per un bacio di una con cui è stato due volte? Si riprende nel finale ma l’ho trovato poco coerente.
    Ok che per il bene della storia lui prima o poi dovrà cambiare però. ..
    trovo la tua ff scritta molto bene ma la trama mi sta lasciando decisamente perplessa.

    • Laura Pellegrini

      Lorenza, grazie per le tue critiche. Purtroppo in un racconto non si possono descrivere al meglio tutti gli aspetti psicologici che portano ad una scelta, a differenza dei romanzi. Claudia, hai ragione, ha paura di questo rapporto ma ne è talmente attratta da mettere in secondo piano ciò che la mente le detta. Ciò però, non significa sia senza midollo o senza dignità. Lo dimostra la volontà che ha nel fare comunque di testa sua, nonostante le imposizioni. Credo che a volte capiti nella vita che, nonostante si sappia che il fuoco bruci, si voglia toccarlo ugualmente ed è proprio quello che sta facendo Claudia. Non direi che lui ‘cede’, definirei più quel bacio come un incontro tra due mondi differenti, un trovarsi sincroni in una situazione sbilanciata. Spero di non averti offesa. Credimi, questo racconto non è stato scritto per sminuire la figura femminile, né per parlare di degrado o di violenza. Alla fine avrai modo di avere un quadro più completo. Un saluto

  8. Claudia

    Ciao Lorenza,io,non penso che tu sia una voce fuori dal coro… 🙂
    Perché forse tutte noi lo abbiamo scritto diversamente ma Andrea non sembra piacere proprio a nessuno e Claudia è un po’ una delusione…
    Personalmente penso che avendo queste storie vita breve ci saranno presto chissà dei risvolti positivi e forse si capirà meglio questo personaggio così controverso e odiato che è Andrea! Un semplice bacio che risveglia all’improvviso i buoni sentimenti di lui? …mi sono data come spiegazione che Laura forse deve racchiudere tutto in pochi capitoli. O_o”
    Comunque solo leggendo penso riusciremo a capirci di più,ih ih 😉

  9. Rosy ♥

    Arghhhhhhhhhhhhh!!!
    Sempre più bastardo lui!!!
    Porca miseria che caldo 😀
    Laura ma per caso qualche capitolo sarà pov Andrea???
    Sarebbe bello capire che cavolo ha in quella testa pazza 😀
    E Claudia soccombe, ancora, inesorabilmente, ma una piccola vittoria l’ha avuta 😉 quel “bacio dolce” che ha sorpreso tanto Andrea la dice lunga 😀
    Non vedo l’ora che arrivi già il prossimo mercoledì 😉
    Bravissima Laura <3

  10. Romina

    Sono perplessa!!!!!!! Il tuo stile di scrittura Laura mi piace ed anche la storia di per se ti prende nel senso che la leggi tutto d’un fiato e resti incollata fino all’ultima parola!
    Cosa mi lascia? Oddio tante sensazioni purtroppo non belle, lui non mi piace ma questo mi se,Bra forse scontato …..definirlo bastardo ritengo che sia riduttivo …..e’ un sadico, dispotico, violento e prepotente…….allora che lei ne sia completamente soggiogata, per quanto io personalmente non riesco a capirlo da donna con una certa dignità e non rispetto per me stessa, mi sembra un dato di fatto……che lei ne sia consapevole mi turba……cioè lo capisci ma nonostante tutto non riesci comunque a volerti talmente bene da dominare le tue voglie, il tuo desiderio? Poi di cosa? Di un orgasmo? A quale prezzo? Questo arriva per lo più ti usa violenza e ti tratta come un oggetto (per non dire una prostituta ma in questo caso almeno avrebbe un senso perché sarebbe un lavoro) ti porta allo stremo e ti nega anche il giri,entro che puoi raggiungere solo quando lo decide lui, ti lega, ti ordina ……tu ne hai pure paura! Unico momento di piccolo spiraglio di luce e’ quando questo ‘uomo’ assapora un ‘bacio’ (come se in vita sua non lo avesse mai ricevuto o dato (?????) …..che poi ti ed e anche a rovinare perché anche in questo caso riesce a percepirne solo il lato sadico legato al sangue …… Fa un po’ senso tutto ciò se non orrore!!!!!!! Poi ovviamente come da aspettative dopo aver fatto i suoi porci comodi ed averla redarguita per i suoi errori (non parlare, non toccarlo, non sapersi muovere) se ne va come se niente fosse! Suppongo che Andreaabbia avuto una vita molto strana è difficile perché non si diventa così dal nulla, questo non è neanche bondage e’ molto di più!
    Laura la tua storia a tratti (anzi direi quasi sempre) mi fa salire una rabbia perché odio la violenza in assoluto ……tu mi dirai Claudia comunque la accetta nessuno ia obbliga anzi alla fine ne resta anche appagata nonostante lei stessa sia combattuta però io non lo concepisco proprio! Ovviamente è una storia di fantasia ed io commento il contenuto, ciò non toglie che comunque apprezzo il tuo modo di scrivere, certo che se lei qualche volta riuscisse a rispettarsi un Luchino di più mi piacerebbe molto, ad ora Claudia rispetto all’inizio mi sta deludendo molto come personaggio! Spero davvero che possa ricredermi su di lei perché mi piaceva molto!

  11. giovanna

    Scusate ma mi sembra di aver capito che in questo capitolo è stata lei a dominare e credo lo farà ancora .

  12. Danielle

    Cara Laura il tuo modo di scrivere mi piace moltissimo purtroppo devo dire che per me questa storia è arrivata alla fine. Mi dispiace molto ma non riesco ad andare avanti ed è la prima volta che mi succede perchè ho letto tutte le storie pubblicate sia su questo sito che su altri. Alcune mi sono piaciute di più altre meno ma non ho mai sentito la necessità di mollarle a metà. Adesso però non riesco più ad andare avanti qui si tratta di violenza pura e mi dispiace leggere che alcune pensano addirittura che in questo capitolo sia Claudia la dominatrice solo perchè lui ha risposto ad un bacio. Non accetto neanche il fatto che lui abbia avuto un’infanzia difficile (sarebbe troppo banale, solo una bruttissima copia di Grey).

    • Laura Pellegrini

      Danielle, sei liberissima di fare ciò che senti. Non voglio in alcun modo che il mio racconto possa turbarti. Onestamente non vedo tutta questa violenza, nemmeno sevizie o cinghiate, ma se senti di interrompere qui, non posso certo obbligarti ad andare avanti! Grazie per il tuo apprezzamento. Un saluto
      ps
      Grey è Grey e la sua storia si è svolta in 3 romanzi, questi sono solo dieci capitoli di un racconto ed Andrea, di lui, non ha proprio niente credimi 🙂

  13. giovanna

    Il bello di questa storia è che Andrea finalmente ha trovato pane per i suoi denti scusate ma la violenza dove sta quando la protagonista prova piacere e acconsente a giocare con lui!

  14. Minù

    Ciao Laura, indubbiamente questo capitolo è molto forte, ma dobbiamo pur senza ricordare che si tratta di un racconto di fantasia…bisogna anche aggiungere che le pratiche da te descritte (seppur crude) fanno parte di un “certo ambiente ” nel quale vige sempre e comunque la consensualita’ , non si tratta di abusi e lo dimostra il fatto che la protagonista ne sia in qualche modo attratta .
    Detto questo posso aggiungere che mi piace come scrivi , e consiglio di leggerlo con la consapevolezza che si tratti di un racconto creato dalla tua fantasia e in quanto tale va preso 😉

  15. Luana

    A me questo racconto intriga tantissimo!! … ricordiamoci che sono pochi capitoli e non è x niente facile scrivere una storia breve ma intensa. La violenza è solo nei modi bruschi…che certamente danno fastidio e lasciano quella sensazione di fastidio! A dirla tutta la stanza rossa di Grey x me è stata molto peggio … io sarei scappata a gambe levate!! Brava Laura!! Attendo con ansia il prossimo capitolo.