Nuovo racconto inedito – “Bianco e Nero in Dissolvenza” – 5° Capitolo

Buongiorno a tutte, quella che segue è la quinta puntata di “Bianco & Nero in Dissolvenza” della nostra Laura.

Allora, avete fatto le presentazioni con Andrea?

Visto che razza di bastardo? Ehhhhhhh, ma non avete ancora visto niente, non c’è fine al peggio e, soprattutto, alla sua infinita arroganza!

Non voglio anticiparvi nulla, quindi, non mi resta che augurarvi buona giornata, ma soprattutto….

Buona Lettura

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-BIANCO E NERO IN DISSOLVENZA –

-5° CAPITOLO – 

Il mattino seguente alle nove in punto sono già alla villa, pronta a lavorare. In realtà non sono per niente pronta, ma fingerlo mi aiuta a sopravvivere a quella giornata. Ho dolori ovunque. Mi fanno male le spalle, i polsi, la faccia, senza parlare delle parti intime ancora in fiamme dopo la ginnastica di ieri sera. Cammino tra le varie stanze della grande villa, controllando che sia tutto a posto per le riprese, con il mio copione e i miei appunti sotto al braccio, ma la mia vera preoccupazione oggi è solo una: che farò quando lo vedrò?

“Claudia sai dov’è Andrea?” sussulto e mi volto.

Michele è davanti a me.

“No” dico con un sorriso poco convinto stampato sul volto. “Dovrei saperlo?” sono agitata e lui se ne accorge. Alza un sopracciglio e mi guarda attentamente.

“Sì. Sei la mia assistente…”

“Certo… a chi dovresti chiederlo se non a me…” rispondo nervosa, “che sciocca! Lo cerco, ok?”

“Ti senti bene?”

“Mai stata meglio!” e sfodero uno dei miei più ampi sorrisi di circostanza. Non ci è cascato, sono sicura.

Mi volto ed esco dal grande salone in stile barocco, mettendomi alla ricerca dell’uomo che ieri notte mi ha avuta per più di due ore.

Faccio la disinvolta, saluto ed elargisco sorrisi a chi incontro, ma è tutta una misera montatura. In realtà sto pregando tutti i santi del paradiso di non trovarlo, cosa assai difficile, perché lui lavora qui tanto quanto me.

Non mi sento pronta a vederlo, non dopo che mi ha vista nuda in tutte le posizioni possibili.

Esco in giardino e mi infilo nel vialetto che conduce al retro della villa. Forse è in ufficio. Busso alla porta in metallo del casottino e timidamente apro. Non c’è. Espiro sollevata e mi accorgo che mi tremano le mani. Cazzo, non posso stare così per un uomo!

Mi obbligo a darmi una calmata ed a razionalizzare la cosa. È stata una bella, stupenda, lunghissima, irripetibile, meravigliosa scopata, ma è finita e non ce ne saranno altre.

Di certo non con il re dei dominatori che sicuramente, non vorrà più saperne di me. Mi scosto i capelli dal viso ed esco all’esterno. Proseguo lungo il vialetto e mi ritrovo nel giardino sul retro.

Rientro nella villa passando dalla porta di servizio ed entro nelle sale dedicate alle cucine, ora non in funzione. C’è di tutto, attrezzature, luci, pezzi di scenografie, bancali di legno, sedie impilate, mobili di scena ed un via vai di operai che vanno e vengono per la sistemazione dei set. C’è tutto, tranne lui. Sbuffo.

Sta diventando una caccia all’uomo questa mattinata ed io sono troppo stanca, emotivamente instabile e poco paziente per portarla a termine con successo. Esco dalle cucine trascinandomi e percorro un corridoio sbucando nella sala da pranzo. La attraverso, scavalcando i cavi sul pavimento e facendo lo slalom tra il mobilio, quando vedo un tecnico delle luci in fondo alla sala, chino a terra, intento a districare un groviglio i cavi colorati.

“Hei, hai visto Andrea?” chiedo.

Quello mi guarda come se avessi due teste attaccate alle spalle.

“Perché lo chiedi a me?”

“Stai scherzando spero! Sei un tecnico delle luci!”

“E allora?”

“Mi stai prendendo in giro?” comincio a seccarmi.

“Che vuoi? Vallo a chiedere a qualcun altro!”

Ora gli spacco la faccia!

“Perfetto. Parlerò di te al regista. Buona giornata.” mi volto e faccio tre passi, quando sento il tipo che mi chiama.

“Aspetta… non so dov’è, davvero. Non vorrai andare da D’Agostino a…”

“No… non gli dirò nulla, ma la prossima volta rispondi!”

Lui annuisce, si china e ricomincia a lavorare sulla matassa, mentre io esco dalla sala. Maleducato!

Torno nell’atrio e comincio a salire la scala che porta ai piani superiori. Ogni gradino fa gemere le mie gambe doloranti e quando arrivo in cima sono stravolta. Devo assolutamente iscrivermi in palestra!

Entro nella stanza da letto padronale e naturalmente trovo tutti fuorché lui. Proseguo con l’ispezione di tutte le altre stanze, una per una, ma sembra davvero non esserci da nessuna parte. Quando comincio a credere che non sia ancora arrivato sul set, dietro la porta a scomparsa di uno sgabuzzino sento sghignazzare. Mi blocco e rimango in ascolto. C’è qualcuno là dentro e dalla voce che sento sembrerebbe Milena, una delle costumiste. Mi avvicino cauta, afferro il gancio per l’apertura e faccio scorrere la porta di botto. Ci metto un po’ a vedere chi c’è dentro, ma quando i miei occhi si abituano alla penombra dell’ambiente, vedo, tra scopettoni, scope e stracci, Milena appoggiata al muro con la camicetta aperta, tra le braccia di Andrea, intento toccarle i grandi seni. Loro si voltano all’unisono, lei rossa in viso e lui con la sua solita espressione arrogante da stronzo.

“Sei desiderato dal regista” comunico glaciale.

“Grazie Claudia, arrivo tra qualche minuto” risponde tranquillo.

Tra qualche minuto? Tra qualche minuto?? Mi volto a fatica, lottando contro me stessa per non prendere il primo secchio pieno d’acqua accantonato nell’angolo e rovesciarglielo addosso. Non riesco a credere mi abbia risposto così! Non è uno stronzo, è un grandissimo e stramaledetto cazzone! Lo odio, lo odio e ancora lo odio. L’ho già detto che lo odio? No, non abbastanza! Lo odio!

Mentre scendo le scale mi chiama Michele sul cellulare. Rispondo.

“L’hai trovato?” chiede nervoso.

“Sì, ha detto che arriverà tra qualche minuto. Era indaffarato a controllare due grosse lampade” dico sarcastica.

“Vieni qui subito, Claudia! Sto impazzendo con questi imbecilli!”, ed attacca.

Metto il telefono nella tasca sospirando. Mai una volta che non ci sia un problema! Mi affretto a scendere gli ultimi gradini quando mi sento tirare per un braccio. Per effetto di quella presa improvvisa, giro su me stessa come una trottola e manca poco non cada rovinosamente a terra. Vado a sbattere contro la balaustra in marmo con la schiena, ritrovandomi Andrea a pochi centimetri.

“Che vuoi?” ringhio massaggiandomi.

Sorride, il maledetto, guardandomi con quel suo sguardo glaciale.

“Hai pianto?”

“Cosa?”

Fa una smorfia.

“Ammettilo.”

“Non so di cosa stai parlando”. Ora lo prendo a calci!

Si avvicina ancora di più e mi schiaccia contro il marmo.

“Stasera, dopo cena, in camera tua. Sarà meglio tu sia pronta.”

“Non ci penso proprio” cerco di spingerlo via.

Lui stringe la presa e si accosta al mio orecchio. Sento il suo respiro addosso, è caldo e umido e mi fa venire i brividi.

“Fatti-trovare-pronta” dice scandendo ogni parola.

Io deglutisco a vuoto ed il mio basso ventre si contorce. Stringo le cosce, non posso eccitarmi proprio adesso…

“Hai il profumo di Milena addosso”. Sono nauseata e cerco di allontanare il mio viso dal suo.

“Non siamo fidanzati” sibila lui.

“Infatti. Stasera vai da lei allora” lo guardo negli occhi. Sostengo il suo sguardo tagliente non so nemmeno come, ma lo faccio e ne vado fiera.

“Stasera verrò da te e tu mi aprirai.”

“Se no che fai, mi tiri i capelli?”

Lui si rabbuia improvvisamente e serra la mascella. Ecco, adesso è più complicato guardarlo e per quanto mi sforzi, i miei occhi scivolano via dai suoi focalizzandosi, codardi, sulla sua bocca.

“Mi aprirai, perché farò in modo che ciò accada”. Mi lascia le braccia e si allontana con quella camminata da far girare la testa e non mi sento più le gambe. Sono un sacco vuoto, l’involucro di una me stessa che è scappata via urlando.

“Guarda! Guarda quegli idioti che hanno combinato! Dovrei licenziare tutti e mandare questa mandria di incapaci al diavolo! Cazzo!” Michele al centro del giardino grida come un ossesso rivolgendosi a me che lo sto raggiungendo.

“Che dovevamo girare stamattina, Claudia? Le scene in esterni giusto? Giusto?”

Io annuisco. È fuori di sé e fa avanti ed indietro gesticolando nervosamente.

“Chi cazzo vi ha detto allora di dare la precedenza alle scene in interna? Chi? Il set non è pronto, non posso crederci e sono già le dieci!” Prende fiato e si mette le mani nei capelli. “Abbiamo sì è no un’ora di luce buona…un’ora!!”

“Possiamo girarle domani” azzardo, tentando di calmarlo. Lui si volta di scatto e mi fissa.

“Domani? Dovevamo girarle oggi quelle dannate scene! Oggi! Domani il tempo sarà variabile e sarà un casino avere una luce uniforme!”

“Ce la facciamo Michele, tranquillo. Se muovono il culo nel giro di venti minuti il set sarà pronto” dice Andrea avvicinandosi. Poi mi guarda.

“Gli attori sono pronti?” mi chiede.

“Sì” rispondo.

“Sei sicura?”

“Che stai insinuando, Andrea? So che sono pronti perché so fare il mio lavoro.”

“Nessun problema ai costumi?” Dubita l’arrogante!

Lo fisso con livore. Che bastardo! Le mani mi formicolano, prima o poi gli darò una sberla, lo so. Andrea continua a guardarmi con quel sorriso sghembo che cancellerei molto volentieri dalla sua faccia, e gli rispondo fissandolo a mia volta.

“Nessun problema ai costumi. Tu piuttosto, con quelle grosse lampade hai risolto?”

“Che lampade?” chiede Michele, guardando prima Andrea e poi me.

“Quelle del reparto costumi” dico io senza smettere di guardare il re degli stronzi.

“Avanti ragazzi, non ho tempo per queste stronzate! Voglio chiudere questo dannato film! Possiamo lavorare? Dai, dai, dai!!!” incita Michele allontanandosi.

Lancio un’ultima occhiata ad Andrea, alzo un sopracciglio fiera del mio comportamento e mi volto, raggiungendo il tavolo della regia.

Dopo circa mezz’ora è tutto pronto. Mi siedo accanto al regista e comincio a prendere appunti. Sono stranamente tranquilla e concentrata. La vittoria verbale che ho avuto su Andrea mi ha dato una buona dose di adrenalina decisamente proficua. Non so dove sia, forse a scoparsi la truccatrice o l’arredatrice. Non mi importa. Sono impegnata ad osservare il time-code scorrere sul monitor e gli attori scambiarsi le battute, quando qualcosa mi tocca la gamba destra. Mi volto e trovo lui, lo stronzo arrogante, seduto accanto a me. Ha la mano sulla gamba e volutamente mi sfiora la pelle nuda con le dita. Fa finta di niente lui, e guarda la scena con assoluta tranquillità. Mi pento all’istante di aver indossato gli short, mentre mi sposto abbastanza per porre fine a quel contatto non richiesto, ma lui mi segue, avvicinandosi con la sedia. Le sue dita scivolano sul mio ginocchio e cominciano una lenta ed inesorabile salita verso l’alto. Provo a spostarmi ancora, ma lui mi afferra la gamba e stringe. Sussulto.

Michele si volta e mi guarda irritato.

“Ti dispiace?!” indica con un cenno della mano la scena che si svolge davanti ai nostri occhi.

Non controbatto. Mi limito a guardare i miei appunti, che ho smesso di aggiornare da circa cinque minuti, tantissimo. Cerco di concentrarmi sul mio lavoro e torno a segnare il time-code sul copione, segnando i passaggi chiave, ma lui è ancora lì, con la mano piantata sul mio interno coscia e non si muove. Mi obbligo ad ignorarlo con pochissimi risultati e, per quanto fissi i monitor, tutti i miei sensi sono concentrati su quel lembo di pelle che sta toccando. Poi si muove e lo sento scivolare sotto i pantaloncini. Stringo le gambe per impedirgli di avanzare ancora, ma lui prosegue comunque, facendosi largo con forza. Mi manca il respiro e sto cominciando ad eccitarmi, dannazione! Mollo la penna e metto la mano sulla sua. Stringo e cerco di spingerlo via, ma sembra incollata alla mia carne. Lui mi guarda con quel maledetto sorriso e sento una morsa al basso ventre e, nel frattempo, con la punta del dito, mi sfiora proprio lì. Sussulto ancora. Sono fregata.

“Stop!” urla Michele.

Mi alzo di scatto facendo cadere la sedia dietro di me, ritrovando la capacità di respirare.

“Claudia, ma che cazzo ti prende?” gli occhi di Michele mi osservano sbalorditi.

“Già che hai?” fa eco Andrea. Mi guarda e sorride, ancora. Ma che ci sarà tanto da ridere!

“Nulla è che devo andare in bagno!”

“Beh allora vai!” mi incita Michele irritato.

Mi volto e fuggo via. Raggiungo i bagni e mi chiudo dentro. Sono un disastro, quell’uomo è un disastro e io una sciocca che non riesce a dargli un freno. Se Michele si fosse accorto di quello che stava accadendo mi avrebbe mandato a casa seduta stante. Mi bagno i polsi sotto l’acqua fredda, ma riesco solo a pensare alla sua mano che mi tocca. Mi appoggio al lavandino. È questo quello che vuole, farmi arrivare a sera con un unico pensiero nella mente: lui. Beh, se davvero questo è il piano, ha già vinto e sono appena le undici e mezza di mattina!

Mi asciugo le mani cercando di studiare un piano d’attacco, quando sento aprire la porta. Mi volto e trovo Andrea appoggiato al lavandino.

“È il bagno delle donne!” gracchio.

Lui fa spallucce, si scosta dal lavello e si avvicina.

“Sai” dice lentamente, “dovevo assicurarmi che tu non mi dimenticassi.”

“Come potrei?”

Fa una smorfia.

“Dimmi, come è stato?”

“Vaffanculo!”

“So fare di meglio.”

“Ah sì? Non sono interessata, grazie”. Faccio per voltarmi, ma lui mi prende per le spalle e mi spinge contro il muro.

“Lo sento come reagisci quando ti tocco, finiscila di fare la preziosa!” sibila sul mio viso ed è tremendamente serio.

Io non so cosa dire. È vero, mi turba al punto da annullare anche la mia capacità di pensare, come in quel momento.

“Stasera, da te” ordina.

“No.”

Mi guarda sorpreso.

“Benissimo” dice e mi bacia, ma non c’è nessuna gentilezza in quel gesto. Mi aggredisce con quel suo modo violento e possessivo, avido delle mie labbra, senza remore di farmi male, ed io… beh io, mi perdo. Lo lascio fare, perché le sue mani su di me sono più esaltanti di qualsiasi afrodisiaco. Mi allarga le gambe con le sue e tocca le mie intimità senza riserbo, mentre con l’altra mano mi tiene per la gola.

Socchiudo gli occhi e piego la testa all’indietro. Lui mi respira sul volto e so che mi sta guardando e questo mi eccita ancora di più.

“Vorrei prenderti qui, addosso a questo muro” ansima sulla mia bocca. La sua voce mi fa formicolare la pelle. È ruvida e mascolina. “Ma non voglio essere interrotto” aggiunge. Si allontana di botto lasciandomi lì ad annaspare senza il suo respiro a lambirmi e senza la sua mano ad accarezzarmi.

“E adesso vai a lavorare, ragazzina” e si chiude la porta alle spalle.

 

FINE 5° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

TROVATE QUI I CAPITOLI PRECEDENTI

 

 

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Laura Pellegrini. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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23 commenti

  1. Claudia

    Il mercoledì mattina appena posso vengo a vedere se è uscito il racconto…ih ih 🙂
    Claudia oggi mi è piaciuta e spero che nel prossimo capitolo non lo faccia entrare in camera oppure una bella cintura di castità ed è fatta! 😉
    Mi chiedo più che altro cosa passi nella testolina di questo gentiluomo,voleva vedere se lei aveva pianto perchè in fondo non voleva ferirla ed era preoccupato oppure perchè voleva gonfiare un altro pò il suo ego già smisurato? Mmmmm…..la vicenda si fa sempre più interessante.
    Laura complimenti.

  2. ida

    Ormai Claudia è in balia di Andrea, incapace di reagire alla sua arroganza, incapace di respingerlo.
    Alla fine credo che Andrea ce la farà ad avere l’incontro serale con Claudia, che ancora una volta, dovrà pentirsi di non essere stata capace di ribellarsi. Andrea è un bastardo patentato.
    Brava Laura! il racconto è bello e appassionante. Non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo.

    • Claudia

      Ida,Claudia dovrebbe mettere un bel lucchetto alla porta 🙂 ah ah

  3. Minù

    Brutto stronzo egocentrico arrogante infinitamente meschino e approfittatore e anche scorretto. ..grrrrr che nervi stamsttina ….
    bel capitolo ragazza 😉 sai sicuramente come smuovere i nostri sentimenti, mi piace il tuo stile , anche se questo andrea lo prenderei un bel po a schiaffoni e poi un bel giro in giostra però ci vuole 😛 😛

  4. Lorenza

    Cara Laura, come sempre trovo il tuo capitolo scritto bene e accattivante, ma c’è una cosa che mi ha lasciata perlessa.
    Quando lei definisce il rapporto che ha avuto con Andrea “una bella, stupenda, lunghissima, irripetibile, meravigliosa scopata. ..” …
    Ma veramente? Perché a me invece ha dato la netta impressione che fosse qualcosa di degradante e abbastanza violento.
    Bho!
    Forse non ci ho capito nulla io!
    Aspetto di vedere cosa succede augurandomi do cuore che lei decida di tenere ben chiusa la porta della sua stanza.

    • Laura Pellegrini

      Cara Lorenza, la tua osservazione è corretta. Ciò che ho voluto trasparisse è proprio una sorta di degrado che nasce dai rapporti privi di sentimento (naturalmente non tutti). Ho voluto parlare del sesso fine a se stesso che spesso viene visto come cosa bella ed intrigante, ma non sempre dentro lascia appagati. Nonostante la nostra protagonista abbia percepito questo “disagio”, non può non commentare quel rapporto diversamente, visto che se lo è andato a cercare e le è pure piaciuto ;)Ho risposto alla tua domanda?

  5. Maria

    Ok….io gli avrei buttato prima un secchio di acqua addosso e dopo un bel calcio nelle palline….dio santo!!!! grrrrr!!!
    Mi è piaciuta Claudia e il comportamento di sfida, di tenergli testa…brava ragazza!!!!
    Comunque,non c’è che dire….lui sa come farsi ricordare bene 😉

  6. Luana

    … vada x il calcio e per il lucchetto!!! 😉 È veramente odioso!!

  7. Samy

    Che grandissimo pezzo di merda! Scusate ma ci sta proprio, stavolta. E Claudia, cavolo, un po’ di autostima, forza! Un bel ceffone a questo qui non glielo toglie nessuno, lo dico io. Grrrrrr….. Non vedo l’ora di leggere cosa ci riserverai per mercoledì prossimo. 😉 Brava Laura, bellissimo!!!! Un bacio.

  8. Alessia

    È proprio un arrogante davvero…se fossi stata in Claudia appena vista la scena con l’amica non lo avrei più accettato…ma come si permette di farle questo!!!! e lei come la scema ci sta che nervi iii! !! spero soli che si dia una svegliata e che lui cambi…e secondo me qualche cambiamento ci sarà in andrea…:)

  9. Laura Pellegrini

    Ragazze i vostri commenti mi rendono felice. Spero continui a piacervi… a mercoledì prossimo!

  10. Rosy ♥

    Ah che adorabile bastardo 😀
    Mi piacciono questi due pazzi, mi ricordano Bennett Ryan e Chloe Mills di Beautiful Bastard 😀
    Claudia poi con la battuta delle lampade è stata il top 😀
    Bravissima Laura <3

    • Romina

      Ti prego Rosy non mi paragonare Bennett ad Andrea!!!!!!!! Andrea e’ solo bastardo punto non ha nulla di adorabile almeno finora……poi se Laura a lo fa diventare adorabile buon per lui è per noi perché per ora io lo detesto quasi ….. Anzi no quasi !!!!!

  11. Danielle

    Laura solo una domanda.
    Vero che Claudia gli farà passare le pene dell’inferno e lo farà strisciare come un verme?
    In caso contrario non la leggo più questa storia perchè mi fa veramente incazzare.

  12. Romina

    Considerato che le premesse sono che lui è un bastardo direi che gli calza decisamente a pennello questo aggettivo! Personalmente mi piace tantissimo come scrivi, mi piaceva tantissimo Claudia, uso il passato (per ora e spero tanto di potermi ricredere molto presto) però l’ho persa un po’ già dallo scorso capitolo, sinceramente pensavo di ritrovarla e per poco l’ho pure ritrovata ma poi mi si è ripersa di nuovo anche in questo capitolo.
    Io lui lo trovo odioso, borioso, detestabile, prepotente…..ok potrà avere tutto il fascino di questo mondo e potrà sedurre una donna (anche su questo avrei da dire) però a parer mio ci sono dei limiti a tutto e lui li ha ampiamente superati tutti! Io personalmente lo avrei preso a calci nel didietro ma anche nel davanti …..forse gli sarebbe piaciuto per una volta provate a passare al di là della barricata!
    Non è una critica alla tua storia che ripeto è scritta bene ……sono un po’ basita a volte di leggere le storie di queste donne completamente dominate e succubi sessualmente degli uomini, da che mondo è mondo questo potere (se così lo vogliamo chiamare) lo detiene in un certo senso ma donna…..e purtroppo è un potere è una disgrazia ed infatti ad essere ‘violentate’ sono le donne proprio perché gli uomini non sanno controllare i propri istinti animaleschi (ho portato un esempio estremo ed ingiustificabile da condannare senza appello) …..questo per dire che, è non ripeto non parlo solo di questa storia, che manco uno di questi uomini Alfa tocca una donna e queste si sciolgono come neve al sole diventando come creta a compieta disposizione del macho di turno! Questo poi se ne va in giro a fare sesso con chi gli pare e gli da pure ordini! Ti prego Claudia torna in te e non ti far guidare solo dagli ormoni!

    La penso come Lorenza sul rapporto che hanno avuto il capitolo precedente ed anche a me a lasciato perplessa di come lo ha descritto lei è ne sia rimasta appagata ….tu giustamente Laura hai risposto che in fondo lei era consenziente perché poi fondamentalmente gli è piaciuto ed hai parlato di sesso fine a se stesso occasionale però non è tanto quello, perché ci può stare il sesso occasionale, di quello nessuno la può giuducare (sia se esso è reale o di fantasia come in questo caso) almeno x come che ho visto io e’ il COME, ha subito una sorta di pratiche molto forti…..nel senso che il loro non è stato propriamente sesso convenzionale…….un po estremo, lui è un dominatore come poi lei giustamente riflette in questo capitolo e avendolo lei quasi subito un po’ passivamente e con prepotenza anche a me è’ parso un po degradante e violento….forse sarà una sottomessa nata Claudia e ancora non lo sa!

  13. Danielle

    Romina la penso esattamente come te.
    Qui non si tratta di un Dominatore come Christian (che comunque stabilisce tutto all’inizio), l’attegiamento di Andrea si avvicina pericolosamente alla violenza fisica.

  14. Laura Pellegrini

    Ragazze apprezzo molto i vostri commenti, mi state facendo riflettere. Ciò che ho voluto esprimere con Andrea, non è la violenza che io personalmente aborro, è piuttosto una scelta di campo dettata solo da esperienze vissute. È bastardo, vero, ma riserva delle piccole sorprese che si sveleranno più avanti. Claudia è una donna forte, ma non avvezza a determinate situazioni. Per questo ne rimane quasi sconvolta, travolta da una prepotenza sconosciuta, che rifiuta, ma contemporaneamente ne viene attratta per la natura innegabilmente controversa. Spero che nonostante tutto la storia vi piaccia…

    • Romina

      Laura scrivi bene e la storia mi piace, Claudia e’ un personaggio che adoro nei momenti in cui non è in balia ed ammaliata dal fascino perverso di Andrea, proprio perché e’ una storia che mi piace ho voluto esprime quello che a parer mio forse non è venuto fuori ed invece era nelle tue intenzioni. Cioè non si percepisce la Claudia sconvolta, infastidita dal l’arroganza si ……dagli atteggiamenti di Andrea, x esempio mi è piaciuto che quando lo ha scoperto con Milena comunque non ne è stata gelosa proprio perché lo considera una storia occasionale e fa bene in questo momento! Però non può cedere così facilmente appena lui schiocca le dita e farebbe bene a tenerla chiusa quella porta quando lui la va a trovare giusto x fargli abbassare un po’ la cresta! In questo momento passa l’immagine di una donna passiva (cosa che Claudia non è) che è alla mercé di questo uomo che si diverte come vuole con tutte le donne presenti ……che tra l’altro lo può pure fare (come lo può fare lei) però almeno usasse meno arroganza, prepotenza e violenza che finora purtroppo a mio avviso è alquanto evidente.

      • Laura Pellegrini

        Romina, i vostri pareri per me sono fondamentali, fanno crescere e mi insegnano a capire molte cose, soprattutto per i prossimi racconti e romanzi. Quindi hai fatto bene a scrivere le tue perplessità. Purtroppo Andrea è nato così, ha voluto essere scritto così. Spesso capita che i personaggi prendano il sopravvento durante la stesura, come se avessero vita propria. Tornando a noi, grazie per i complimenti di tutte. Io prendo in considerazione ogni parola che dite e ne faccio tesoro. un caro saluto.

  15. Ida

    Si, la storia mi piace. Sono sicura che Andrea, prima o poi si ravvederà e, forse, dovrà anche soffrire per amore.
    Non bisogna prendere troppo sul serio certi comportamenti di alcuni personaggi. Sono storie romanzate e si sa che certe cose devono prendere delle precise pieghe. Nei romanzi i bastardi si ravvedono e diventano degli agnellini per amore. Buona serata a tutti.

  16. L'amica

    A me piace. In fondo queste sono le parti introduttive del racconto, diciamo così, quelle in cui si delinea la personalità dei protagonisti. Lei è combattuta, ma non mi sembra succube. Lui è proprio stronzo e, si, anche abbastanza violento. Se dico no, è no porca la miseria. Vediamo però cosa scopriremo di Andrea nei prossimi capitoli. E anche di Claudia ovviamente.
    In ogni caso scrivi molto bene, i dialoghi scorrono via lisci e la lettura è veramente molto piacevole! Per fortuna un racconto scritto bene!! brava 🙂