Nuovo racconto inedito – “Bianco e Nero in Dissolvenza” – 3° Capitolo

Buongiorno a tutte, bentornate ad un nuovo appuntamento con lo stronzo perfetto!

Terzo capitolo di “Bianco e Nero in Dissolvenza” della nostra Laura, i due protagonisti continuano ad annusarsi e Andrea non perde occasione per partire all’attacco, sempre secondo le sue personali regole del galateo.

Non mi resta che augurarvi buona giornata, ma soprattutto….

Buona Lettura

Directors-Chair-with-Spotlight-psd51578

-BIANCO E NERO IN DISSOLVENZA –

-3° CAPITOLO – 

La mattina successiva passa in modo frenetico. Il reparto del trucco ha un problema con la star del film: le borse sotto gli occhi troppo marcate.

Sospiro entrando nel camper. Vorrei averli io i problemi di questi attori! Mi siedo sul puff, imbracciando gli appunti, che ho sistemato in una cartellina.

“Non esco da qui finché la situazione non è accettabile!” urla l’attrice quasi in lacrime.

“Stai tranquilla, vedrai che Mirella risolverà il problema” le dico, anche se vorrei dirle ben altro, ma la offenderei solamente. “Facciamo così, dirò al direttore della fotografia di alleggerire le luci sul tuo viso, ok?”

“L’ho già chiesto a Michele, mi ha detto che quell’Andrea non ha alcuna voglia di farlo!”

Odio le crisi di queste presunte attricette che si sentono delle dive di Hollywood!

“Lascia che ci provi, magari mi darà retta. Intanto tu finisci di prepararti. Torno tra poco” sorrido.

Che mi passa per la testa? Perché mai a me dovrebbe dare ascolto?

“Grazie Claudia” dice l’attrice.

Io la guardo e poi guardo me nello specchio. Ho i capelli spettinati dal vento. Cerco di sistemarli il più possibile. Sono lunghi, lisci e biondi, informi come dico sempre io. Non mi sono truccata, questa mattina non ho avuto tempo. Allungo una mano sulla mensola e prendo una cipria compatta.

“Che fai ti trucchi?” Mirella ride compiaciuta.

“Solo un po’ di cipria ti dispiace?”

“Per me puoi usare tutto quello che vuoi, tesoro. Ti truccherei io, ma sono un po’ impegnata in questo momento.”

Sorrido, questa volta davvero.

“Grazie Mirella, mi basta solo questo.”

Finisco di stendere la cipria e faccio per uscire, quando lei mi blocca.

“Vieni qui!” mi avvicina a sé sospirando.

Prende una matita nera e mi contorna gli occhi in modo delicato, sfumandola con le dita.

“Hai degli occhi così belli… verdi e grandi, li devi mettere in risalto.”

Finisce di truccarmi e mi guardo di nuovo allo specchio. Meglio, decisamente, tanto che pure l’attricetta mi guarda sbalordita.

“Dovresti fare il mio mestiere” sussurra.

Le accarezzo una spalla ed esco senza risponderle. L’avrei offesa un’altra volta se l’avessi fatto.

Entro nella villa e cerco Andrea. Lo trovo intento a dirigere la sistemazione delle luci di un set che useremo solo nel tardo pomeriggio.

“Andrea?” lo chiamo.

Lui si volta e mi guarda. Ha sempre quell’aria trasandata che lo rende così… così virile e sento lo stomaco stringersi. Mi fissa, mentre si sposta un ciuffo dal viso. Io mi avvicino rimanendo a distanza di sicurezza.

“Ragazzi” fa lui rivolgendosi ai tecnici, “la stronza è qui.”

I tipi appesi all’impalcatura salutano, qualcuno con un fischio, altri con un cenno della mano, ma io non li guardo. Fisso lui e sento di odiarlo con tutta me stessa.

“Sei sempre così gentile con le ragazze?” chiedo acida.

“Per te ho riservato un trattamento di favore” mi dice, poi si volta e torna a guardare le luci appese ai tralicci. “Che vuoi?” il tono della voce annoiato.

“L’attrice, sai è la protagonista, non si potrebbe fare uno strappo alla regola e sistemare le luci in modo tale che non le segnino le borse sotto gli occhi?”

Lui non risponde e sembra quasi non mi abbia sentito.

“Andrea?”

Sospira, poi si gira, ma non dice una parola. In compenso si avvicina e io dico addio al mio piano di stargli a più di due metri, impreco tra me e me.

“Che ti sei messa?” chiede tutto ad un tratto.

“Scusa?” sto arrossendo, lo sento.

“Ti sei truccata?”

“No, perché?” mento.

“Non dire cazzate” dice.

Mi tocca il viso con una mano, sembra quasi voglia accarezzarmi, ma lo fa brutalmente.

“Questa è cipria” aggiunge, lasciando per qualche secondo di troppo la mano sulla mia guancia. Io non so cosa dire, non so nemmeno se sto respirando e tutto ciò non va affatto bene. Mi verrebbe da chiedergli se gli piaccio truccata così, ma mi mordo la lingua. Mi interessa davvero saperlo? Sì, ammetto, e mi sento sprofondare. Intanto i suoi occhi sondano il mio viso. Lo fa tranquillamente senza farsi troppi problemi e si avvicina, ancora.

“Dicevamo… l’attrice, Samantha, le occhiaie… le luci, puoi fare qualcosa?” balbetto porca vacca!

Lui mi guarda la bocca sfrontato. Siamo vicini.

“Ottieni sempre ciò che vuoi, Claudia?”

“Il più delle volte, sì” rispondo.

“Bene” si umetta le labbra, “fai venire l’attrice, vedrò quello che posso fare.”

“Grazie” dico in un sussurro. Non so nemmeno dove ho trovato la voce!

“Prego” risponde, e mentre sto per girarmi mi afferra il gomito, strattonandomi. “Niente trucco, ti invecchia e metti il burro cacao, hai le labbra screpolate.”

Rimango qualche secondo a fissarlo mentre mi mostra le spalle larghe e si allontana. Non so se essere contenta o mandarlo al diavolo.

La sua arroganza, la sfrontatezza e la presunzione, mi indispongono al punto che vorrei picchiarlo, ma so che c’è qualcosa, qualcosa che mi attrae in modo assurdo e che mi fa contorcere il basso ventre quando mi sta vicino e, nonostante non abbia mai sopportato gli uomini come lui, non smetto di fissarlo.

All’ora di pranzo prendo il mio lauto pasto e mi siedo sotto il gazebo in giardino. Fa un caldo terribile. Mi lego i capelli alla come viene e mi sventolo con un foglio. Per fortuna ho messo la gonna!

Stendo le gambe in avanti e cerco di rilassarmi per sudare il meno possibile. Chiudo gli occhi.

Sento una brezza leggera accarezzarmi.

Si infila sotto gli indumenti ed è così piacevole da farmi desiderare di non avere nemmeno quei veli addosso.

Non amo vestirmi troppo scollata sul lavoro. Non mi piace mettermi in mostra, soprattutto perché la maggior parte delle persone con cui lavoro sono uomini, ma oggi non ho resistito.

Ho messo una canottiera di seta bianca e sotto una mini gonna, sempre di seta, color ruggine con dei piccoli ricami sul fondo. Mi sto godendo la leggera frescura che viene dalla valle, quando sento sghignazzare.

Apro gli occhi.

Poco distante da me, tre operai parlano tra loro guardandomi insistentemente. Mi siedo composta e gli lancio un’occhiataccia. Una donna capisce sempre cosa c’è dietro lo sguardo di un uomo e quello non era di certo amichevole.

Loro continuano ed al gruppetto se ne aggiunge un altro. Che cavolo vogliono questi? Mi alzo e, per quanto la cosa mi irriti in modo inverosimile, decido di rientrare.

Sono arrivata quasi a metà del giardino, quelli ridacchiano ancora e mi guardano come un branco di lupi affamati.

Fischiano quando gli passo davanti. Mi fanno venire la nausea, quindi decido di ignorarli.

Tiro dritto, ma poco più in là vedo Andrea. È appoggiato al muro e si è goduto tutta la scena. Ride e fa il coglione con un tecnico delle luci, che mi lancia un bacio quando mi volto a guardarli.

Che uomini di merda, Andrea primo fra tutti.

Gli volto le spalle ed entro nell’atrio della villa. So che mi sta guardando, sento i suoi occhi addosso come due riflettori, ma voglio la prova.

Voglio coglierlo in flagrante.

Rallento il passo, mi sciolgo i capelli e li faccio ondeggiare a destra e a sinistra scuotendo la testa. Poi, raccogliendoli con le dita proprio sopra le orecchie, mi giro lentamente di tre quarti e gli lancio il migliore dei mie sguardi.

Gli operai fischiano, ridono e si danno gomitate, ma lui no.

Andrea rimane fermo, mentre il compagno cerca invano di coinvolgerlo in quella pantomima.

Mi guarda e sembra incupito.

Poi si scosta dal muro e si allontana con le mani infilate nelle tasche dei jeans. Io lascio andare i capelli e a passi lunghi me ne vado, lasciando i cretini a sghignazzare.

Che accidenti mi è venuto in mente di fare? Nemmeno lo conosco e faccio la scema con lui? Santo cielo, potrebbe essere sposato o fidanzato, potrebbe avere dei figli e io mi comporto da idiota. Ora mi vergogno e vorrei scomparire.

 

FINE 3° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

TROVATE QUI IL PRIMO CAPITOLO

 

 

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Laura Pellegrini. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

Se vuoi inviarci la tua Fan Fiction a puntate o un tuo racconto inedito leggi il regolamento cliccando QUI. Tutti i lavori dovranno essere in esclusiva, non saranno accettati lavori scritti da minorenni.

 

7 commenti

  1. Claudia

    Lauraaaaaaaaaaaaaaa,il capitolo è troppo breve! 🙁
    Andrea sarebbe da sbattere al muro ….per picchiarlo,mica altro ~_~
    Claudia mi fa tanto ridere,voleva chiedergli come stava con il trucco…” ma mi mordo la lingua” ….ah ah 🙂 si,forse è il caso considerando che dalla bocca di Andrea non escono mai parole cortesi!
    Andrea è rimasto colpito da lei nel loro primo incontro,ha notato la naturale bellezza di Claudia e la forza d’animo,pensando che fosse diversa dalle altre che fanno le svenevoli con lui e forse vederla truccata e in un atteggiamento provocante l’ha confuso,questa è l’idea che mi sono fatta.
    Sorry Laura mi sto dilungando!
    La piega che sta prendendo il racconto mi piace,mi stuzzica molto!
    Aspetto mercoledì prossimo….

  2. Laura Pellegrini

    Claudia lo so, ma dal prossimo si allungheranno un pochino e poi, sempre dal prossimo, se ne vedranno di ogni 🙂
    L’analisi che hai fatto non è del tutto sbagliata, sai?
    Buona giornata e grazie di seguire il mio raccontino. 🙂

  3. Rosy ♥

    Troppo corto troppo corto troppo corto 😀
    Ah adoro Claudia 😀 è un tipetto davvero niente male… Adoro che non si faccia mettere i piedi in testa da Andrea…
    Lui è Wow 😀 sdraiabile in tutti i luoghi e in tutti i laghi 😀
    Bravissima Laura <3
    A mercoledì :-*

  4. Romina

    Claudia mi fa morire e’ troppo forte, mi piace illuso carattere, non ha paura di nulla e’ determinata e capisce sempre con chi ha a che fare…..infatti Andrea la attrae e la destabilizza da una parte ma nonostante tutto non si fa intimorire e nell’ambito lavorativo non si crea problemi o ha paura a farsi valere professionalmente e questo è un lato di lei che mi piace0, certo lui è terribile …..direi che è spaventoso e brutale con il suo atteggiamento, da farti scappare a fa,be levate! Mi è piaciuto alla fine quando in un certo senso lo ha provocato e nonostante lei se ne sia pentita credo che abbia raggiunto il suo scopo ora non ci resta che aspettare la prossima settimana e vedere la sua reazione! Peccato che è finito troppo presto il capitolo sigh……

  5. Alessia

    hahahahaahhaha il gesto di lei mi ha fatto crepare!!!! haahhahaha ben gli sta a quel demente e senza cervello di Andrea! !! cmq la storia mi piace tanto però non riesco ad aspettare la prossima settimanaaaaaaaaa 🙁

  6. Samy

    Grandissima Claudia!!! Sta diventando il mio MITO!!! Con un solo gesto è riuscita ad ammutolire quello stronzo patentato… Hihihi… 😉 brava Laura il tuo racconto è veramente bello ed i personaggi sono fantastici. A mercoledì prossimo!!!!!! 😀

  7. Lorenza

    Tutti qui?
    Troppo corto!
    Interessante come sempre comunque.
    Alla settimana prossima.