Nuovo racconto inedito – “Bianco e Nero in Dissolvenza” – 2° Capitolo

Buongiorno a tutte, quella che vi attende di seguito è la seconda puntata di “Bianco & Nero in Dissolvenza“, il nuovo racconto di Laura che ci tiene compagnia nella giornata del mercoledì, che ha preso il via dalla scorsa settimana.

Siete pronte Signore?! Perchè il bastardo per eccellenza sta per fare il suo trionfale ingresso, completo di urla e strepiti, secondo copione.

Silenzio in sala! Ciak si gira!

Buona visione! Eeemmmm volevo dire….

Buona Lettura

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-BIANCO E NERO IN DISSOLVENZA –

-2° CAPITOLO – 

Primo giorno di riprese per me con questa squadra, ennesima scena da rigirare per loro. Il clima è teso, tesissimo, sono tutti stanchi.

“Claudia!”

Salto sulla sedia quando qualcuno grida il mio nome. Mi giro lentamente. Un uomo cammina verso di me seguito da uno stuolo di persone. È alto, sportivo, piacente a suo modo, anche se non è il mio tipo. Tiene una sigaretta in mano e fuma nervosamente. È Michele D’Agostino, il regista.

“Ti hanno dato il copione?” chiede sedendosi accanto a me.

“Sì.”

“Le convocazioni di oggi le ha comunicate Claudia”. Sfoglia un plico di fogli, mettendosi la sigaretta tra le labbra. “Domani facciamo il grosso, sei pronta?” mi guarda, anzi mi fissa.

“Certo.”

“Mi sembri spaventata.”

“Chi, io? Scherzi!”

Lui socchiude gli occhi.

“Tieni”, mi passa dei fogli scritti fitti ed evidenziati con almeno cinque colori differenti, “le convocazioni di domani”.

Annuisco e lui si alza di scatto.

“Anselmo, mi spieghi che cazzo ci fa quel cavallo lì? Portalo via e ripulisci tutto, dai! Giriamo l’incontro cazzo! L’incontro!” urla e poi si allontana, seguito dallo stuolo di persone come fosse lo strascico di un mantello.

Le convocazioni, certo. Do un’occhiata veloce alla lunga lista scritta sul foglio. È divisa per scene e per ognuna di queste sono elencati i vari settori da allertare: attori da convocare, trucco, costumi, luci, tutto suddiviso secondo orari ben precisi e numero di scene da girare per set. Il mio compito è quello di fare da trait d’union tra la regia e la squadra. In poche parole, sono la voce e gli occhi di Michele, nonché il suo braccio destro.

Ripiego i fogli e li metto in borsa. Fisso i monitor che ho davanti che mi rimandano la scena ripresa dalle cineprese. Cerco di concentrarmi nonostante il casino che ho intorno. C’è qualcosa che non va e non capisco cosa sia. Alzo gli occhi e cerco Donatella, la segretaria di edizione. È seduta poco più avanti e si lima le unghie annoiata, in attesa di cominciare a girare.

“Donatella” la chiamo. Lei si volta con aria interrogativa. Le faccio un cenno con una mano, si alza e mi raggiunge.

“Cosa c’è che non va?” chiedo indicandole uno dei monitor.

“Non saprei” risponde.

“Guarda bene. Io non c’ero quando avete girato la prima volta questa scena, ma giurerei che c’è qualcosa fuori posto”.

Questo è l’handicap dei rifacimenti. Tutto deve essere esattamente uguale alla scena principale, altrimenti si incorre in errori grossolani, tipo attori che vestono abiti sbagliati o suppellettili che appaiono e scompaiono… Cerco tra le mie carte il piano luci e lo confronto.

“C’è un ombra sul tavolo che non dovrebbe esserci, credo” dice lei grattandosi il mento.

“Già, l’ombra. Grazie” mi alzo. “Sai dov’è il direttore della fotografia?”

Lei mi guarda ed impallidisce.

“Credo sia… con Michele. Non avrai intenzione di…”

“Chi è?”

“Andrea, Andrea Barbieri” fa una pausa. “Non vorrai andargli a dire che ha sbagliato, vero?”

“Certo, perché no, è il mio lavoro.”

“Pessima idea, Claudia. Ti consiglio di parlare con il tecnico delle luci invece.”

“Assolutamente no. È lui il responsabile, deve sapere.”

“Ok” dice titubante, “ma non venirmi a dire che non ti ho avvisata”.

La guardo andare via, chiedendomi il perché di quell’atteggiamento reverenziale. Chi se ne frega! Viene pagato oppure no per fare un ottimo lavoro? Sì, e allora perché non dovrei andargli a dire che ha sbagliato?

Trovo Michele chiuso nel casottino adiacente alla villa, che funge da ufficio improvvisato.

“Posso?” faccio capolino.

“Vieni.”

Entro, ma è solo. Poco male, lo dirò direttamente a lui e così faccio.

“Grazie Claudia” dice dopo che gli ho riassunto il problema, “me lo aveva detto Giancarlo che sei brava. Lo dirò io ad Andrea.”

Io annuisco ed esco fuori. Problema risolto.

 

“E così hai lavorato a ‘Tutto il mondo fuori’?” Luca è appoggiato con un fianco sul tavolo e mi guarda. In realtà fissa la mia scollatura, sporgendosi di tanto in tanto in avanti per avere una visuale migliore del mio seno.

“Già” rispondo senza guardarlo. Non mi piace e poi è piccolo. Avrà sì e no 23 anni, io ne ho 28 e non ho intenzione di fare da mamma proprio a lui.

“Quindi hai conosciuto Raimondi?”

“Luca” alzo gli occhi dal copione, che tento di leggere da circa dieci minuti,“sì, conosco Raimondi. Ho lavorato con lui a quel film per quasi tre mesi e, no, non ho intenzione di venire a letto con te, quindi se non ti dispiace ho da fare.”

Lui mi guarda interdetto. Io sorrido. Lui si gratta la testa. Io sorrido ancora, falsissima. Lui scende dalla mia scrivania e si allontana, senza dire una parola. Cavolo bastasse sempre così poco!

“Chi cazzo è?” sento gridare all’improvviso. “Voglio sapere chi cazzo è quella stronza!”

Alzo gli occhi e vedo un tipo, in piedi in mezzo al set, con le mani sui fianchi del tutto fuori di sé, e capisco. I miei occhi saettano su Donatella, che mi guarda scuotendo la testa.

“Sono io” dico alzandomi dalla sedia. Il silenzio grava improvvisamente. Anche le cicale hanno smesso di frinire. Devo preoccuparmi?

Lui mi intercetta ed a grandi falcate viene verso di me. Che vuole fare, picchiarmi? Rido tra me e me.

Mi si para davanti, il tavolo è l’unica barriera che mi divide da quell’uomo.

“Chi cazzo saresti tu?”

“Aiuto regia, Claudia per gli amici e… tu?” chiedo, pur sapendo che ho davanti Andrea Barbieri, il direttore della fotografia.

“Quello che ti farà sbattere fuori da questa produzione” ringhia, sporgendosi verso di me.

Lo guardo. Ha gli occhi azzurri stretti in due fessure di ghiaccio, lo sguardo tagliente ed un’espressione arrogante che mi infastidisce. I capelli castano scuro, lisci, sono spettinati e gli cadono davanti al viso. Li porta scomposti con la riga al centro e gli arrivano sotto le orecchie. Sarà alto più di un metro e ottanta e ha un aspetto trasandato, con la barba di almeno tre giorni, la camicia sgualcita arrotolata sugli avambracci, infilata nei jeans per metà. Ancora non lo conosco e già lo odio, cavolo se lo odio, ma mi cedono le ginocchia e devo sedermi, così lo faccio. Lui continua a fissarmi in cagnesco ed io gli sorrido, alla mia solita maniera, quella finta.

“Che cazzo hai da ridere?”

“Nulla, ragionavo su quello che mi hai appena detto.”

“E allora?”

“Non credo che tu abbia la capacità, ed uso le tue stesse parole, di sbattermi fuori da questa produzione. E poi l’errore non l’ho fatto io, l’hai fatto tu.”

Lui serra la mascella e stringe i pugni. Credo di averlo fatto infuriare di brutto, ma gli sta bene. Fa il giro del tavolo e quando si ferma davanti a me e più niente ci divide, comincio a pentirmi di aver sproloquiato, sì, forse un pochino. Mi prende per un braccio e mi fa alzare.

“Ahia, mi fai male!” mi lamento.

“Sai chi sono io?” mi grida in faccia.

Io non rispondo.

“Sai chi sono io?” chiede ancora, stringendo più forte.

“Sì e allora? Hai sbagliato ed era giusto lo sapessi.”

Lui mi strattona e vado a sbattere contro il suo petto, sentendo il suo fiato sul viso.

“Io non sbaglio mai, ragazzina” dice a due centimetri da me.

Ringrazio il fatto che mi stia reggendo lui, altrimenti sarei già con il sedere per terra, perché le gambe non mi reggono più e da un pezzo. Quell’uomo mi fa uno strano effetto, ma non riesco a lasciargli l’ultima parola, così prendo fiato e dico la prima cosa che mi passa per la mente.

“C’è sempre una prima volta.”

Lui si rabbuia ancora di più, tanto che per un secondo comincio a credere di non arrivare viva al primo ciak. Invece mi fissa e basta. Sento il suo sguardo entrarmi dentro e perforarmi la pelle in modo tale da essere quasi doloroso. Non riesco più a guardarlo negli occhi, così i miei scivolano sulla sua bocca e… trattengo il fiato già scarso. Lo ammetto, ho fatto l’errore più grande della mia vita: soffermarmi a guardarlo. Quell’uomo mi piace e benché lo odi con tutta me stessa, sento di non poter fare a meno di guardarlo. Poi lui mi lascia il braccio improvvisamente ed io barcollo. Mi appoggio miseramente al tavolo, con la pelle che mi formicola. Chi diavolo è questo tipo? Lui si volta e se ne va senza aggiungere una parola.

Mi rimetto a leggere il copione per un tempo che non saprei definire. La mia concentrazione si è andata a far benedire.

“Gli attori sono pronti?”

“Sì, Michele, sono già in posizione” rispondo mentre si siede accanto a me.

“Perfetto. Possiamo partire?” chiede alzando la voce. Nessuno risponde, buon segno. “Andrea?”

“Qui è tutto ok” sento dire alle mie spalle. Cavolo è dietro di me…

“Bene” dice Michele. Inforca gli occhiali e sul set cala il silenzio più totale. “Motore!” Grida.

L’assistente operatore subito dopo risponde “Partito!”

Il ciacchista batte il ciak davanti all’obiettivo, chiamando il numero della scena.

“Azione!” grida Michele.

Gli attori prendono a muoversi ed a scambiare le battute come da copione. Entrano le comparse, escono le comparse; gli abiti in stile anni trenta brillano sotto le luci con le loro paillette colorate, tutto è perfetto, tranne me, che tremo all’idea di sapere quell’uomo alle mie spalle. Seguo lo svolgersi della scena dai monitor e prendo appunti, buttando un occhio al copione che tengo a sinistra, sotto la mano. Poi qualcosa mi sfiora il mignolo. Mi giro appena. Lui si è chinato su di me, appoggiandosi con le mani sul tavolo, una accanto alla mia. Sento il suo calore addosso ed un brivido mi corre lungo la schiena. Mi sfiora il viso con i capelli. Si avvicina al mio orecchio e sussurra qualcosa.

“Quel tuo bel visino la prossima volta non ti salverà.”

Boccheggio, porca miseria!

 

 

 

FINE 2° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

TROVATE QUI IL PRIMO CAPITOLO

 

 

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Laura Pellegrini. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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15 commenti

  1. Claudia

    Ma che figata! Ops! Scusa Laura non è molto appropriata come esclamazione ma ti giuro che è la prima cosa che mi é uscita dalla bocca 🙂 finito di leggere.
    Mooooooolto intrigante…..mmmmmm….prevedo intense scintille!
    Claudia mi piace proprio,schietta e sicura di sè ma con quella vena di ironia che mi ha conquistato.
    E questo Andrea…..un tipetto tranquillo,ah ah 🙂
    Continua così Laura.
    Ti auguro buona giornata 😉

  2. Romina

    Iniziamo bene?????? Cioè loro iniziano bene per meglio dire…..direi che come approccio iniziale e’ stato un disastro ma almeno c’è quel pizzico di suspance che aleggia nell’aria! Lui è decisamente uno tosto che tutti temono evidentemente Claudia non ne conosceva il carattere decisamente irascibile però lei mi sembra una bella tosta quindi pure lui avrà pan per i suoi denti e sono davvero curiosa di vederli interagire o accapigliarsi perché mi sa tanto che litigheranno spesso e lui se l’e legata al dito questo piccolo appunto che lei ha fatto notare al regista (che poi che permaloso se ha sbagliato ha sbagliato e che cavolo ……) però mi pare evidente che a lei lui faccia un certo effetto …..chissà se x lui è lo stesso anche se …..’il tuo bel visino’ già significa che almeno la reputa comunque attraente! sono davvero curiosa di leggere il prossimo capitolo……alla prossima settimana allora è grazie x questa nuova storia che mi piace decisamente!

  3. Minù

    Ah però! !! Hai capito il nostro Str**** 😉
    Iniziamo proprio bene 😀 🙂
    Brava !

  4. Laura Pellegrini

    Ragazze ne vedrete delle belle! Andrea è… come dire… un tantino rigido hihihihihi!
    Vorrei ringraziare Stella per la bellissima presentazione e tutte voi per i vostri complimenti!

  5. Giusy

    e’ il primo racconto ad appassionarmi tanto dopo un bel po’.complimenti sei davvero brava

  6. Rosy ♥

    Oh mi piace mi piace mi piace da morire 😀 Adoro queste donne forti e combattive che non si fanno calpestare dagli uomini e Andrea è una bestia, non un uomo 😀
    Sarà stupendo leggere l’evolversi della situazione 😀
    Davvero bravissima Laura <3
    Ma d'altronde Stella non sbaglia un colpo 😉

  7. Lorenza

    Bhe entriamo subito nel vivo. … moooolto interessante!
    E intrigante. …
    unico neo. .. capitolo corto!
    Ma si sa che noi siamo avide lettrici, soprattutto delle cose belle!

  8. Ida

    Il primo approccio è stato decisamente spiacevole tra i due. Evidentemente ha una fama per intimorire tanto i collaboratori. Chi mai sarà questo tipo? Tanto da essere così arrogante e prepotente. Sicuramente avrà dei poteri se si permettere di comportarsi in quel modo. La minaccia da ultimo sembra dire che vedremo fuochi e fiamme tra i due. Riuscirà la nostra amica a tenere testa allo stronzetto? Vedremo. Mi piace questo racconto. Brava Laura!

  9. Samy

    Bravissima Laura mi piace molto!!! Ho sorriso soddisfatta dalla prima all’ultima parola!!! Scrivi bene, scorrevole, ed i personaggi sono a dir poco esplosivi!!! Non vedo l’ora sia mercoledì prossimo ho idea che ci sarà da divertirsi parecchio!!! Un abbraccio

  10. rosig

    Wauuuuuuuuuuu capitolo intrigante e questo Andrea arrogante mi piace! Mi sa che ne vedremo delle belle ahahahah! !
    Laura complimenti ci avevo vvisto giusto questo racconto è bellissimo nn vedo l’ora di leggere un’altro capitolo a mercoledì ♡

  11. Alessia

    o mio diooooo o! !!! è entrato come una furia cavolo…e poi quella frase finale eeeeee. ..cavolo come mi intriga questa fan fiction 😀 bravissima aaaaaa !!!!

  12. Maria

    A però!!! Sono rimasta a bocca aperta alla fine del capitolo….voglio proprio vedere cosa farà Andrea e se Claudia riuscirà a riprendersi dopo quello che le ha detto alla fine…..ahahahah!!!
    Complimenti Laura!!!!!