Nuovo racconto inedito – “Bianco e Nero in Dissolvenza” – 1° Capitolo

Buongiorno a tutte, a partire da oggi prende il via una nuova ed erotica avventura.

Diamo il nostro benvenuto a Laura, che ci terrà compagnia per le prossime dieci settimane con il suo racconto inedito dal titolo “Bianco e Nero In Dissolvenza.”

Lo so, con il mio commento ho incuriosito molte di voi la scorsa volta, ma dovrete pazientare ancora una settimana prima di conoscere il gran bastardo, e visto che vi voglio bene, e tengo alla vostra sanità mentale, non vi svelo neppure il suo nome. Rimandiamo le presentazioni ufficiali al prossimo mercoledì, quando lo stronzo per eccellenza calcherà le scene.

Quello che posso dirvi, e che l’affascinante canaglia manterrà fede al suo personaggio dalla prima, all’ultima riga. Non ci sarà spazio per smancerie e romantiche dichiarazioni, siete avvisate!

Quest’oggi, potrete conoscere Claudia, la protagonista femminile del nostro racconto, in viaggio verso il set di un nuovo film. Esatto, perchè teatro della nostra storia sarà proprio il set di un film, dove i nostri protagonisti lavorano dietro le quinte.

Mi sembra di avervi detto tutto, a grandi linee, il resto, dovrete scoprirlo da sole, settimana dopo settimana, quindi, non mi resta che augurarvi buona giornata e soprattutto…

Buona Lettura

 

 

 

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-BIANCO E NERO IN DISSOLVENZA –

-1° CAPITOLO – 

Forse, tra tutte le cose che sono costretta a fare nella mia vita, spostarmi con le valigie al seguito è la cosa che mi manda più ai matti. Nella vita corri, corri sempre. Corri per andare a lavoro, corri per andare a casa, corri per andare al supermercato e corri per andare dal medico. Quindi, tanto per cambiare, corro anche ora, sudata fradicia, con il trolley che sbanda appresso a me, perché ho il treno che parte tra cinque minuti ed io sono appena arrivata a Termini. Dopo uno scatto da far impallidire Usain Bolt, lancio la valigia sulla carrozza e stramazzo sulla poltrona della prima classe, abbassando lo schienale il più possibile. Sono sfinita! Sospiro e mi volto verso il finestrino. Ce l’ho fatta, mi dico sbadigliando, compiacendomi per la mia maratona nell’atrio della stazione, anche se piuttosto ridicola. Mi sono risparmiata le urla di Giancarlo almeno per oggi, e per fortuna, perché ieri sera me ne ha cantate di ogni e non a ragion veduta.

Giancarlo è il mio capo. È un uomo sulla cinquantina, dalla pelle scura e la pancia prominente. Fuma la pipa e quando la sua bocca non sputa fuori il fumo, è impegnata ad elargire sentenze ed ordini. È una specie di despota, ma mi vuole bene, a modo suo. Lavoriamo insieme da oltre sei anni. Mi ha trovata un giorno mentre svolgevo il più nobile e soddisfacente dei miei incarichi: portare caffè a tutti. Vagavo per Cinecittà con un vassoio sempre in mano, tanto da essere scambiata da chiunque per la cameriera del bar. Non capivo assolutamente nulla di quello che avrebbe dovuto essere il mio lavoro, ma conoscevo benissimo gli infiniti modi per fare un cappuccino. Giancarlo ha saputo vedere qualcosa in me e mi ha dato un’opportunità. Così, da quel giorno, lavoro per la Immago Production, una casa di produzione cinematografica tra le migliori a livello nazionale e faccio l’aiuto regia, ovvero la serva del regista. Lui, Giancarlo, dice che sono la migliore, io so solo che il mio lavoro mi piace, punto.

“Non rompere i coglioni Claudia, ci andrai, che tu lo voglia o no” mi ha detto con la sua voce rauca ieri sera al telefono.

“Vorrei farti notare che sono appena rientrata da un mese di riprese in quel cavolo di paesino sperduto sulle Dolomiti. Non prendeva nemmeno il telefono!”

“Non farmi pentire di aver parlato di te al regista! Devi sostituire Marianna e poi è solo per una settimana. Devono fare dei rifacimenti.”

Rifacimenti? Sono già abbastanza nervosa per aver passato solo due giorni a casa, figuriamoci adesso, che sono venuta a sapere che dovrò andare a rimettere le mani sul lavoro di altri!

“Hai il treno alle nove di domani mattina. Non ti azzardare a tardare!”

“Tardare? Scherzi! Sono la regina della puntualità!”

“Claudia!”

“Va bene, va bene. Prenderò quel dannatissimo treno domani mattina alle nove. Dormi sereno” gli ho detto. L’ho sentito rilassarsi, mi ha salutata ed ha attaccato borbottando.

Il treno parte con uno strattone ed io chiudo gli occhi. Ieri sera Silvia e Cristiana mi hanno fatto fare davvero tardi. Non avrei dovuto, vista l’alzataccia, ma era il compleanno di Silvia e mi hanno trascinato tutta la notte in giro per i locali del centro di Roma. Di solito non bevo, ma ieri sera, beh, non potevo esimermi, tanto che, uscita dal secondo locale, ero già completamente sbronza. Non reggo molto l’alcol, così nell’ennesimo pub, mi sono ritrovata avvinghiata ad un tipo sconosciuto, scalza a parlare di UFO. Non è esattamente quello che si dice passare una bella serata! Ma mi sono divertita, per quello che riesco a ricordare…

Sono in viaggio da quasi venti minuti. Ho sonno e ho la nausea. Non avrei dovuto bere, no, avrei dovuto fare la brava bambina, ma l’idea mi sembrava decisamente noiosa.

Mi stringo le braccia al petto e mi accoccolo contro il sedile. Voglio dormire, solo dormire.

“Mi scusi signorina credo che si sia seduta al mio posto.”

Alzo un sopracciglio cercando a fatica di aprire gli occhi. Chi diavolo è che mi disturba? Un uomo incravattato mi guarda con aria scocciata.

“Il sul posto? Non credo proprio, vede?” tiro fuori dalla borsa il foglio di prenotazione. Glielo porgo, mentre un sorriso di pura soddisfazione si dipinge sul mio volto.

“Infatti qui c’è scritto 1B” dice lui ridandomi il foglio.

“Infatti” faccio eco io.

“Peccato che lei sia seduta all’1D.”

Raccolgo tutto il self control di cui dispongo, ultimamente pari a zero e gli sfodero un sorriso a trentadue denti.

“Forse c’è un errore, vede?” mi volto verso il numero attaccato in concomitanza la poltrona, “1…D” dico e poi mi blocco. Cavolo il genio in cravatta ha ragione!

“Se non le dispiace vorrei sedermi” gracchia lui appoggiando la ventiquattr’ore sul tavolo davanti a me.

“No, non mi dispiace, ma sarebbe stato carino se fosse stato più cortese”. Mi alzo, urtando volutamente contro la sua bella valigetta firmata. Lui rimane a fissarmi mentre tiro giù dalla rastrelliera il trolley, senza nemmeno preoccuparsi di darmi una mano. Maleducato! Odio gli uomini così. Più sono importanti più sono coglioni.

Sbuffo e mi trascino fino alla poltrona prenotata per me, che, naturalmente, non è lato finestrino. Mi siedo e lancio un’occhiataccia all’incravattato, che ha già aperto davanti a sé un giornale. Lo odio, con tutta me stessa!

Il treno arriva puntuale ed io mi precipito a prendere la coincidenza. Arrivo al binario trafelata, stanca più di prima ed arrabbiata perché in quell’ora e mezza di relax non ho chiuso occhio. Maledetta poltrona lato corridoio!

Dopo quasi un quarto d’ora sono dentro la carrozza del treno che mi porterà a destinazione: un paesino nell’entroterra della Toscana, altro buco in mezzo al nulla dove, sicuramente, il mio telefono non prenderà. Mi siedo e cerco di far passare i quaranta minuti di viaggio pensando alla mia vita, che non riesco ad avere.

Non frequento quasi nessuno a parte le mie amiche Cristiana e Silvia. Non vado in palestra, non vedo i miei genitori e mia sorella da più di un mese e, cosa ben peggiore, non ho un uomo da non ricordo quando. In compenso viaggio. Vedo attori bellissimi, attrici bellissime, posti bellissimi, ma la cosa sta cominciando a starmi sui nervi. Quando fai questo lavoro da anni, vivi tutto come anestetizzata e per la maggior parte delle volte, più nulla ti fa effetto.

Arrivo a destinazione, e la visione che mi rimanda il vetro davanti a me non fa presagire nulla di buono. Quando scendo, la stazione è praticamente deserta. Un cane randagio rovista in una busta buttata in un angolo ed il silenzio è rotto solo dal canto delle cicale. È estate e fa caldo. Sui miei sandali tacco sette, il massimo che riesco a portare sul lavoro, mi carico la valigia tenendola con due mani e comincio a scendere la scala del sottopassaggio per uscire dalla stazione. Traballo, inciampo e manca poco che cado appresso al trolley che non vuole affatto collaborare. Maledico il momento in cui ho risposto alla telefonata di Giancarlo ieri sera, e alla decisione di non aver mai fatto nessuno sport che potesse irrobustirmi i muscoli. Non sono molto forzuta, anzi per niente, ma almeno sono tonica di natura. Le mie amiche dicono che ho un bel fisico e soprattutto un bel sedere, piccolo e tondo. Non saprei, a me sembra di essere nella norma, ma loro continuano ad invidiarmi, in senso buono.

Esco sul piazzale antistante la stazione. Ho i capelli incollati al viso ed il fiatone. Non c’è nessuno e la strada, senza nemmeno una macchina che passa, sembra parte di un set abbandonato da tempo.

Ma non doveva venire a prendermi qualcuno? Guardo l’orologio. Sono puntuale, questa volta, quindi non capisco perché sono qui, sola, accaldata, sotto il sole di fine Giugno, a chiedermi se sono scesa alla stazione corretta. Prendo il telefono e faccio per chiamare Giancarlo, quando sento il rumore cupo di un motore. Attendo e strizzo gli occhi. Una macchina d’epoca sbuca sulla carreggiata e si ferma davanti a me con la marmitta scoppiettante.

“Sei Claudia?” mi chiede un ragazzo sporgendosi dal finestrino.

“Sì.”

“Perfetto, sali.”

“Qui sopra?”

“Certo. Dai, ti stanno aspettando.”

“Dovevo fare benzina, così sono venuto a prenderti con questa. Bel gioiellino vero?”. Il ragazzo alla guida, ingrana la prima e parte a singhiozzo lanciandomi un’occhiata.

“È una macchina di scena, sanno che sei venuto con questa?”

“Per chi mi hai preso!” sgrana gli occhi. “Comunque io sono Luca e lei” aggiunge, dando un colpetto al volante “è una Lancia Flaminia Augusta del ‘36.”

Sorride e gli brillano gli occhi, mentre io mi chiedo come si possa regredire ad uno stato così pateticamente adolescenziale per un’auto.

Uomini, valli a capire!

 

FINE 1° CAPITOLO

 

ARRIVEDERCI A MERCOLEDI’ PROSSIMO

 

 

Questo racconto inedito pubblicato a puntate è opera di fantasia in esclusiva per il sito 50 Sfumature Italia.

© Riproduzione riservata. Proprietà intellettuale dell’autrice Laura Pellegrini. Vietata la riproduzione di questi contenuti o parte di essi.

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14 commenti

  1. Lorenza

    Interessante e ben scritto.
    In poche parole. … molto promettente!
    A mercoledì prossimo!

  2. Claudia

    Stamane sveglia all’alba,ed ecco che trovo una novità!
    Un nuovo racconto….. 🙂
    Moooolto scorrevole,la protagonista sembra simpatica e anche il suo capo,ah ah 🙂 un uomo che dice le cose” con tatto” 😉
    All’inizio ho pensato che forse lei sarebbe stata un attrice invece scoprire che il suo lavoro era come aiuto regista,mi é piaciuto!
    Laura in bocca al lupo allora.
    P.s I protagonisti saranno quelli della pellicola raffigurata oppure è una scelta casuale?
    Lui sembra Josh Hollowey….( non sò se ho scritto bene)
    Un bacio e buongiorno a tutte!!

  3. Laura Pellegrini

    Ciao ragazze! Innanzi tutto grazie per i complimenti graditissimi. Claudia, sì, il protagonista maschile è lui e quello femminile è Kirsten Dunst.
    Spero che il mio racconto vi piaccia! un saluto e buona lettura!
    Laura

  4. Ida

    Ciao Laura, lieta di leggere un nuovo racconto scritto da te. Sembra già intrigante dal primo capitolo. Mi auguro che il seguito ci possa appassionare sempre tantissimo. Buon lavoro!

  5. Romina

    Bello mi piacciono sempre le novità e sopratutto le nuove storie quindi benvenuta a Laura e alla tua nuova storia ! Anche se non abbiamo ancora conosciuto l’affascinante canaglia, che conosceremo la prossima settimana, abbiamo avuto il piacere di conoscete la protagonista femminile Claudia che già mi piace ed avremo modo di conoscere questo nuovo mondo, quello del cinema da dietro me quinte e sopratutto cosa combineranno questi due! Sono davvero curiosa! Alla prossima settimana allora!

  6. Chiara2607

    Promettente davvero questo racconto..non vedo l’ora di essere a mercoledì prossimo!! 😉
    Comunque il nome del Paesino si saprà più avanti? No perchè anche io sono Toscana, e non vorrei parlassi del mio di Paesino!!! 😉

    • Laura Pellegrini

      Chiara il paesino in questione non viene menzionato ma più avanti nella storia ce ne sarà uno a cui sono particolarmente legata, la mia famiglia proviene da lì.
      Un saluto e grazie a tutte per la fiducia 😉
      a presto

  7. Rosy ♥

    Bel tipino questa Claudia 😀
    Un bel paperino!!!
    Mi aspetto grandi cose da lei 😉
    Lo deve far sudare questo misterioso bastardo 😀
    Benvenuta Laura <3

  8. Samy

    Benvenuta tra noi Laura!!! 😉 bello il tuo racconto, bel ritmo e belle immagini… Mi sembrava di essere accanto alla protagonista! Aspetto mercoledì per i prossimi sviluppi… Un abbraccio e in bocca al lupo. Brava.

  9. Minù

    Ciao Laura ,Benvenuta 😉
    L’inizio mi piace , hai descritto bene la situazione sembrava di vedere realmente cio che accadeva 🙂
    Mi fido di Stella , percio sono certa che anche questo racconto mi e ci appassionerà 🙂 🙂
    Alla prossima puntata 😀

  10. Alessia

    ciao lauraaaa!!! benvenuta tra noiiii!! 🙂 per prima cosa appena mi è apparsa la home del sito mi sono subito fiondata a leggere il nuovo racconto, e devo dire che mi ha fatto una bella impressione. Lei sembra simpatica e “imbranata” in senso buono perchè mi fa anche ridere, anche dalla reazione che ha avuto con quello sconosciuto. Seconda cosa scrivi molto bene e dall’introduzione del capitolo ho capito che ne vedremo delle belle…chissà com’è stronzo questo qui. a presto 🙂

  11. rosig

    Ciao Laura e benvenuta! !come inizio nn c’è male,Claudia sembra simpatica e divertente e sono molto curiosa di scoprire questo gran Bastardo che ha parlato Stella e penso che ne vedremo delle belle! !nn vedo l’ora di leggerlo a mercoledì

  12. Laura

    Ragazze grazie per la calorosa accoglienza! Non potevo sperare di meglio! Spero che la storia vi piaccia, io mi emoziono ancora quando la leggo! Un saluto a tutte!