Un nuovo racconto erotico a puntate.

Presentazione della sua autrice Victoria:  “Spero vi piaccia questo breve racconto, vorrei ringraziare anticipatamente tutte le precedenti autrici delle Fan Fiction che ci hanno illuminato le giornate con i loro racconti e spero che anche la mia abbia lo stesso successo e che vi accontenti!”

4° CAPITOLO

Vi conoscete?≥ esclamò perplessa Cleo davanti a noi.

Rispose Achille per entrambi:≤ Si, in realtà ci siamo conosciuti soltanto stamattina, ma già siamo molto amici. Piacere Achille!≥ tese la mano alla mia amica che la strinse con molto piacere e si presentò a sua volta.

Era sempre più perplessa e sempre più divertita dalla situazione che si trovava davanti, sapevo già a cosa stava pensando ed infatti mi guardò con sempre più orgoglio di me, mi sentii in obbligo di aggiungere: ≤.. si, ci siamo conosciuti perché Achille e sua sorella aiuteranno me e Lapo a fare la casa dei nostri sogni!≥.

Cleo non perse l’occasione di dare ad Achille l’incoraggiamento e la propria benedizione a provarci spudoratamente con me, facendo intendere che a lei Lapo proprio non piaceva:

Speriamo che tu l’aiuti a ragionare prima che si sposi con quel bamboccio viziato e se proprio non ci riesci, come me, falla diventare la casa degli orrori quella≥ gli fece l’occhiolino, fece una breve pausa e bevve un sorso del suo drink, mentre io la guardavo con uno sguardo assassino, continuò imperterrita e m’ignorò volontariamente, mentre era sempre più avvinghiata a Enrico che la guardava con adorazione. Si rivolse nuovamente ad Achille ≤ …Considerando tutto hai due mesi per farla innamorare pazzamente di te, poi la puoi anche lasciare, intanto avrai evitato che si sposasse e avrai tutta la mia riconoscenza a vita!≥.

Vedo che non ti piace quello?! Nemmeno a me. Ma come avrà mai fatto a far innamorare una dea come te? Vorrei sapere il suo segreto!≥ appoggiò il braccio sul tavolo, inclinò la testa e mi guardò intensamente. Distolsi lo sguardo, prima che non riuscissi più a controllare il mio corpo e guardai Cleo che mi guardava a sua volta con un sorriso soddisfatto stampato sulla faccia. Intervenne Enrico, che smorsò la tensione e corse in mio aiuto:

Al cuore non si comanda! Lasciate in pace la fanciulla, sciacalli!≥ lo guardai riconoscente e gli mimai con le labbra un “grazie” e lui mi fece un occhiolino. Questo non fermò Cleo. Ma sarà mai possibile che l’argomento dell’anno fossi sempre io in qualsiasi conversazione iniziasse?!

Si, hai ragione. Oltre a essere bello sei anche filosofo, ma prima di parlare dovresti conoscerlo, sennò perché saremo qui di lunedì sera se non per sfuggire a quello?≥.

Achille si girò di scatto verso di me, cogliendomi di sorpresa e spaventandomi. ≤ Perché che ti ha fatto?≥ mi sorprese che fosse realmente preoccupato per me. Non so perché, ma qualcosa mi diceva che era sincero, come oggi pomeriggio mi sentivo sicura del fatto che lui mi volesse quanto io volevo lui. Mi domandai se fosse così con tutte!

Prima  che potessi rispondere Cleo intervenne, stavo davvero iniziando ad incazzarmi. ≤ Ah, non lo so, non lo ha detto nemmeno a me, ma sono sicura che quando mi ha chiamato stesse per mettersi a piangere!≥. Adesso avevo la conferma che la voce sostenuta che avevo cercato di fare con tanto impegno non aveva davvero funzionato, continuò: ≤ Ci serve davvero un diversivo e tu sei davvero il diversivo perfetto!≥ forzò e scandì la parola “davvero” per rafforzare il concetto più volte, tanto da irritarmi fino a raggiungere livelli insopportabili. Se fossimo stati in un cartone animato, mi sarebbe uscito dal naso e dalle orecchie un fumo rosso.

Non potevo credere che l’aveva detto ad alta voce, oddio mio! Mi coprii il viso con entrambe le mani e appoggiai i gomiti sul tavolo, al mio spostamento Dori si scompose un po’, ma continuò a dormire tranquilla, ignara delle figure di merda che la sua padrona mi stava facendo fare. “Quanto vorrei essere te” pensai, guardando il piccolo batuffoletto nero sulle mie cosce.

Che ti devo dire Cleo, ci proverò con molto piacere!≥ poteva andare peggio di così?

 

Fu Enrico il primo a cambiare argomento, dopo qualche altro minuto di tensione e qualche altro sguardo assassino nei confronti della mia amica, l’atmosfera si rilassò ed io mi sentii più tranquilla. Parlammo per molto e di qualsiasi argomento possibile sulla terra, scoprimmo che Enrico era un restauratore, non l’avrei mai detto con le mani giganti che si ritrovava. Aveva fatto il liceo artistico e poi l’Accademia, era passato con il massimo dei voti in tutto e da poco aveva iniziato a lavorare al restauro delle cappelle Medicee. Era un ragazzo davvero colto e dolce, come lo era Achille. Si erano conosciuti alle scuole medie e da lì furono subito amici.

Notai che Achille era riservato, riguardante la sua vita privata e i suoi interessi, era circondato da un alone di mistero che mi affascinava ancor di più e che mi stimolava a entrare dentro l’alone con lui e scoprire tutti i suoi segreti. Era silenzioso e quando parlava non diceva mai nulla di inappropriato. Il suo amico era più spigliato e solare, ci raccontò molto di sé e incredibilmente confessò di essere rimasto folgorato da Cleo. Mi aspettavo la reazione tipica della mia amica: disagio, panico e quella faccia da “segnale di allarme, evacuare assolutamente la nave”, invece lo guardò felice, gli gettò le braccia al collo e gli dette un bacio sonoro sulle labbra. Cavolo, facevano sul serio dopo un’ora e mezzo che si conoscevano, è un Guinness World Record!

I due parlarono per quasi tutto il tempo, scoprendo molta affinità tra loro, io e Achille ci limitammo ad ascoltare i due e a ridere notando che erano davvero buffi insieme, formavano un bella coppia, ero già triste del fatto che sapevo che non sarebbe durata tra loro, considerando le regole che si era imposta Cleo tanto tempo fa. Mi piaceva Enrico e la mia amica non avrebbe trovato persona migliore per sistemarsi definitivamente, se era furbo e sapeva giocare le sue carte, non sarebbe andato a letto con lei stasera.

Tra me e Achille c’era una tensione sessuale palpabile, anche Dori se ne accorse e si spostò sulla sedia libera tra me e Cleo. Io non riuscivo più a stare ferma sulla sedia e più mi muovevo, più mi avvicinavo a lui che a sua volta non faceva altro che stringermi di più a sé. Ci guardammo un paio di volte, ma era uno sguardo troppo intenso da sostenere, era come se mi bruciassero gli occhi e lui era come consapevole dalla reazione che stava suscitando in me, era quasi soddisfatto e sul suo volto si era stampato un fantastico sorrisetto molto provocante. Mi appoggiai con i gomiti sul tavolo per evitare il contatto con il suo petto, ma sbagliai: iniziò a toccarmi la schiena e a massaggiarmela su e in giù, aveva una mano calda che mi provocava tantissimi brividi lungo la schiena.

Non doveva smettere, non poteva smettere. Non potevamo smettere c’era un bisogno irrefrenabile di contatto tra noi di qualsiasi tipo: occhi, bocca, tatto. Se eravamo vicini, non potevamo farne a meno. Gesti innocenti all’apparenza, ma che scatenavano una miriade di emozioni in noi. Sentivo il suo respiro ogni volta che mi toccava: cambiava, si faceva più pesante, più intenso, più voglioso. Tutte le volte che stava per raggiungere il limite beveva un  sorso di birra. Avrei tanto voluto vederlo in faccia, ma so che non sarei riuscita a trattenermi alla vista delle sue labbra. Solo il pensiero mi faceva sussultare e lui lo sentiva.

Tutto intorno a noi era calmo, mentre dentro stavamo scoppiando. Se non ci fosse stato nessuno nel locale, mi avrebbe sbattuto sul tavolo e mi avrebbe scopato come mai nessuno aveva fatto in precedenza e la cosa più spaventosa è che l’idea mi piaceva troppo.

Cercai di concentrami sulla conversazione, ma più che cercavo di indirizzare il mio cervello in una direzione, più che il mio cuore tornava sul ragazzo al mio fianco contaminando anche la mia mente.

Fummo interrotti da Cleo che domandò ad Achille: ≤ Allora qui ci siamo confessati un po’ tutti, chi più chi meno, manchi te fustacchione!≥

Cosa dovrei dire?≥ mi appoggiai allo schienale della sedia che ormai era diventato il suo petto e lo guardai, ringraziai mentalmente la mia amica, ero davvero curiosa di sapere di più sull’uomo che mi stava portando in meno di dodici ore alla rovina, vediamo se ne valeva la pena.

Qualsiasi cosa!≥ insistette Cleo.

Achille ed Enrico si scambiarono una veloce occhiata che solo io notai, a quanto pare, Cleo era troppo impegnata per deconcentrarsi dall’attenzione dal suo “nuovo ragazzo”.

Ciao sono Achille…≥, iniziò lui.

Senza esitazione rispondemmo tutti in coro ≤ Ciao Achille!≥.

Dopo le varie risate, continuò ≤ Allora vediamo un po’: ho 28 anni ed ho sempre vissuto a Firenze…≥ (due anni in più di me, buono, come mai non l’ho mai conosciuto prima di oggi? Strano!) ≤ …Sono un ragazzo molto semplice e molto riservato, purtroppo fumo, anche se dalla mia dentatura perfetta non si direbbe. Sono un tifoso sfegatato della Fiorentina…≥ (sempre meglio) ≤ … Mio zio era un capo ultra ed io sono cresciuto con lui, è la persona che amo di più…≥ (che dolce!) ci fu una breve pausa questa volta tra una frase e l’altra, Enrico guardò nuovamente Achille come se fosse sorpreso e preoccupato al tempo stesso che stesse parlando così tanto, lo lasciò fare, ma era palese che non volesse che l’amico si esponesse così tanto a due perfette sconosciute. Lo capivo perfettamente, peccato che io avevo Cleo come amica.

Dopo una lunga pausa Achille continuò ≤ … ed ho un bambino di cinque anni che amo più della mia stessa vita che si chiama Alessandro!≥.

La sorpresa fu tanta che mi rivolsi direttamente a lui guardandolo direttamente negli occhi, errore madornale, iniziai a chiedergli, ma a metà frase mi ero già persa nei suoi occhi ≤ Hai un bambino? Che bello, m’immagino che sarà davvero bellissimo …!≥.

Notai che rimase un po’ perplesso dalla mia reazione, si rilassò e proseguii, ormai i nostri occhi erano incatenati, non riuscivamo a staccare lo sguardo l’uno dall’altra ≤ Si, è la cosa più bella al mondo. È biondo con una cesta di tantissimi riccioli in testa, ha gli occhi castani, come i miei, ed è davvero un bambino educato e solare!≥.

è bello vedere quanto tu sia orgoglioso di lui!≥

Lo sono, lui è la parte migliore di me!≥ mi disse con malinconia, avrei voluto fare altre domande, investigare sul perché di quell’aria così triste improvvisamente, ma cercai di evitare. Non volevo entrare in argomenti troppo pesanti d’affrontare, dopotutto io e lui non ci conoscevamo e quello che c’era tra noi non poteva funzionare da garanzia.

La madre?≥ rieccola quell’altra. Ma non era a sbavare su Enrico? La guardammo tutti come a dirle “Ma te i cazzi tua?”.

Ovviamente non stiamo insieme. È una storia lunga e triste!≥

Mi avvicinai a lui, senza nemmeno pensarci quasi per dargli il mio conforto per qualunque cosa gli fosse successa nella sua vita. Capii il mio gesto e a quel punto mi avvolse il braccio attorno alla vita, come per dirmi grazie. Dopo qualche altro minuto d’imbarazzo, Cleo cambiò argomento, ci rilassammo e ridemmo per tutto il resto del tempo.

 

Quando guardammo l’orologio erano già le 2.10, dovevamo andare, il giorno seguente tutti ci saremo svegliati presto per andare a lavoro e io dovevo completare tutto il carico di lavoro accumulato di oggi, nonché assorbirmi gli scleri di babbo Spartaco sulla mia forca da lavoro del giorno prima. Solitamente non mi capitava mai, ma quando capitava non me la faceva assolutamente passare liscia. Controllai per pura curiosità il cellulare, ma non c’erano punte chiamate da parte di Lapo, nemmeno un messaggio. Rimasi delusa: non si preoccupò minimamente di dove fossi e se era tutto apposto. Achille lo notò e si avvicinò al mio orecchio per farmi sentire solo a me: ≤ Il principino azzurro non ha chiamato, eh?≥.

Scossi la testa nella sua direzione e si avvicinò ancora un po’, si protese verso di me con il collo e io lo guardai, aveva un odore così buono che dava alla testa.

Non sa davvero che donna meravigliosa si sta lasciando pian piano sfuggire dalle mani, per mia grande fortuna!≥.

Si ritirò e ci trovammo le bocche a tre centimetri di distanza, il campanello d’allarme che mi doveva suonare in testa si ruppe, ma lui approfittò di quel momento di debolezza e disse.

Sarebbe troppo facile così!≥ mi sorrise e non so perché contraccambiai.

 

Ci alzammo ed Enrico e Achille ci offrirono i drink che avevamo preso durante la serata. Andammo fuori e Achille si accese velocemente una sigaretta:

Hai mai provato a smettere?≥ gli chiesi.

No, mai e credo che mai lo farò!≥ questa determinazione pensai subito fosse una cosa caratteristica del suo carattere. Ero al suo lato che lo stavo guardando, lui si girò verso di me, aspirò il fumo e poi lo rilascio pian piano dalla bocca nella mia direzione, la leggera brezza primaverile spazzò il fumo via, prima che arrivasse sulla mia faccia.

Non guardarmi così, non so cosa potrei farti in questo momento!≥ disse.

A quel punto Achille fece una cosa che mi sorprese più delle sue parole che contrariamente mi accesero: con la mano libera mi accarezzò una guancia con una delicatezza tale che non si addiceva alle dimensioni delle sue mani. Restammo sospesi, tra noi mille domande e solo una certezza.

Il momento fu interrotto dall’uscita dei due nuovi piccioncini che ero sicura non avevano affatto la voglia di salutarsi proprio in quel momento. Dori al guinzaglio guardava in alto ed aveva un’espressione come se volesse dire “Oh no, un altro no”. Erano avvinghiati come non mai.

Achille aveva la macchina vicina, il Wralenger della Jeep, e si offrì di riaccompagnarci a casa, facemmo il giro più lungo: prima ci fermammo a casa di Cleo, dove oltre che lei e il cane, scese come prevedibile anche Enrico che mi salutò con un sonoro bacio a schiocco sulla guancia come fece anche Cleo.

Ehi!≥ gridò Achille ≤ Non la toccate tanto!≥.

Poi proseguimmo sempre a diritto lungo l’Arno verso casa mia, dove non sapevo che tipo di rientro mi sarei dovuta aspettare.

Quando rimanemmo soli in macchina la tensione salì a livelli esagerati, quasi insopportabili per me. Arrivando a casa, Achille scese e venne ad aprirmi la portiera come aveva fatto quando ero salita. Scesi e mi accompagnò al portone di casa.

Uh, allora è qui che abiti per ora? È una delle case storiche fiorentine, bellissima!≥

Ehm si, i miei ce l’hanno da generazioni, l’ho ristrutturata e ci sono venuta ad abitare≥.

Ci fu un attimo di silenzio in cui nessuno dei due voleva dire nulla, per non salutarci. Infine Achille si avvicinò a me, così che fummo uno davanti all’altro, aderì il suo corpo al mio e mi avvicinò a se con un braccio. Con la mano libera prese qualcosa dalla tasca posteriore dei jeans, mi fece vedere un biglietto con quello che supponevo fosse il suo numero e me lo mise nella tasca posteriore dei pantaloni della tuta, così da toccarmi il fondoschiena. Mi venne da ridere.

Dobbiamo smetterla di incontrarci così casualmente, già che il destino ha deciso d’incrociare le nostre vite, aiutiamolo. Chiamami per qualsiasi cosa, anche se ti si è staccata un’unghia, mi raccomando≥. Mi lasciò andare, ma prima che me ne potessi accorgere mi aveva preso il volto con entrambe le mani e mi aveva premuto le labbra sulle mie, un bacio leggero sulle labbra. Il contatto però labbra-labbra, nel modo più ingenuo con cui era partita l’intenzione da parte di Achille, non fece altro che peggiorare la situazione tra noi che eravamo già super mega eccitati. Mi sottrassi immediatamente al contatto. Mi diede un bacio sulla guancia e si diresse verso la macchina.

Ehi, ma te non lo vuoi il mio numero?≥ chiesi prima che entrasse in macchina. Ma che domanda idiota, ma perché non pensavo mai prima di parlare?

Lui si girò verso di me e mi sorrise ≤ E secondo te non ce l’ho già?≥ e poi mi ricordai sua sorella. Sorrisi a mia volta e lo salutai con un cenno dalla mano.

Buonanotte Olimpia!≥

Buonanotte Achille!≥ dissi mentre stava mettendo in moto la macchina.

Lo vidi partire e non mi decisi ad entrare in casa finché la macchina non fu più visibile. Sospirai, appoggiai la testa contro il portone, guardai il cielo stellato e mi chiesi: “Perché a me?!”.

 

 

 

CONTINUA…

 

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17 commenti

  1. Irma

    Meno male che ci sei tu i lunedì con la tua ff altrimenti saremmo a digiuno! mi piace il tuo racconto e ora devo aspettare un’altra settimana! comunque brava, il racconto si fa interessante! Baci.

  2. alexia

    bellissimo! non vedo l’ora che sia la prossima settimana complimenti

  3. giusi

    Moltoooooooooo bello ci piace : ) continua così scrivi molto bene…. complimenti.. ah questa cleo mi piace un sacco mi è troppo simpatica…. Brava brava brava

  4. camilla

    Wow! Che bel capitolo! Mi è piaciuto molto il colpo di scena del bimbo di Achille! E la tensione tra achille e olimpia.. Aaah! Comunque, non so se tu lo noti, ma si sente la cadenza dialettale nella tua scrittura. Il che non è certo un problema 🙂 comunque.. Mi pena un sacco dover aspettare una settimana per il prossimo capitolo! Non vedo l’ora. A prestoooo 🙂

  5. Victoria

    GRAZIE A TUTTE DAL PROFONDO DEL MIO CUORE, non sapete quanto è terrificante per me ogni lunedì e quanta ansia ho. Vedere i vostri commenti positivi mi fanno tirare un sospiro di sollievo. Speriamo di continuare sempre così, SIETE TUTTE FANTASTICHE!

    • Luisa Armstrong

      Brava Victoria!!! 🙂 mi piace molto questa FF!! continua cosi! 😉

  6. silvietta

    Stupendo!! Non vedo l’ora che sia lunedì per leggere il seguito!!!
    Adoro Cleo, che chiede tutto quello che le passa per la testa 🙂
    Mi hai reso stra curiosa per la piega che prenderà la storia…. Continua così!!!

  7. Danielle

    Tra foto di piedi e di palazzi non se ne può più, meno male che ci sei tu Victoria.
    Attendo con impazienza il lunedi per sapere come evolve questa storia e mi piace anche molto la tua licenza fiorentina.
    Continua così

  8. monica

    brava Victoria davvero! la tua storia é molto carina e adesso ke entra nel vivo mi piace sempre di più! anke il colpo di scena del bambino mi piace. continua cs

  9. Prof

    Brava Victoria! Si vede che hai assorbito e fatto tuo il modello della james. Ottima capacità mimetica. Mi raccomando, non smettere di scrivere, anche quando sarai stanca, o ti farà fatica, o ti sembrerà di non avere più idee. Il blocco dello scrittore può capitare, ma si può superare! Mi hai piacevolmente stupita!

    • Victoria

      ECCOLAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!
      Ora si che sono contenta!

  10. ari

    Ma con tutti i nomi che ci sono perché Olimpia e Achilleeeeee????? Senza offesa mi raccomando:)
    Cmq la storia è bellissima:)

  11. Victoria

    Domanda semplice, perché mi piacevano. Un giorno se avrò dei figli li vorrei chiamare così!

  12. ari

    Ah ma daiii 🙂 OK allora hai fatto benissimo:)
    La storia è davvero bellissima… complimenti