Un nuovo racconto erotico a puntate.

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Presentazione della sua autrice Victoria:  “Spero vi piaccia questo breve racconto, vorrei ringraziare anticipatamente tutte le precedenti autrici delle Fan Fiction che ci hanno illuminato le giornate con i loro racconti e spero che anche la mia abbia lo stesso successo e che vi accontenti!”

1° CAPITOLO

Drinnn!!!

Sentii suonare una volta, un suono così fastidioso da entrarmi dentro il cervello e rimbombarmi come il boato di una bomba, ma non aprii gli occhi: troppo stanca, troppo sonno, troppo tutto per poter solo pensare che è già lunedì mattina e che mi devo svegliare per andare a lavoro.

DRIIINN!!!!

Continuò la sveglia imperturbabile sul comodino di camera mia, fregandosene delle mie imprecazioni. L’alcool ancora in circolo nel mio corpo non aveva intenzione di farmi trascorrere una fantastica mattinata, anzi, la serata all’Otèl mi aveva proprio uccisa, “Sono troppo vecchia ormai per queste stronzate adolescenziali” pensai. Infatti tornare a casa alle 4.00 di mattina e continuare la serata assieme a Lapo con una maratona di sesso sfrenato, non fu una delle mie idee più brillanti.

DRRRRRIIIIIIIINNNN!!!

L’ultimo orrendo squillo mi fece reagire quel minimo da dare una spinta al corpo inerme al mio fianco:

Lapo, ti prego spegni quel maledetto affare che mi porti sempre in casa!≥.

Lapo in tutta risposta mi si fregò accanto e iniziò a baciarmi, lo scansai e mi diressi in bagno nuda, offrendogli un’ottima visuale del mio fondoschiena. Entrai nella doccia e mi gettai sotto il getto rovente dell’acqua. Lapo era il mio compagno da più di cinque anni e fidanzato da più di due mesi da quando s’inginocchio ai miei piedi e mi fece la proposta di matrimonio davanti alle nostre famiglie in una cena organizzata da mia madre. Risposi di “si” con tutto l’entusiasmo che trovai in me, ma dentro mi sono sentita morire, non perché non amassi pienamente l’uomo che mi ritrovai ai piedi con un anello firmato “Tiffany&Co”, ma perché qualcosa in me mi diceva che non era quello giusto per me. Era carino, gentile e di buona famiglia o come diceva mia madre “al mio livello”, a letto non era l’uomo più coinvolgente con cui avessi fatto sesso, ma se la cavava, ma non c’era molta sintonia fra noi.

Da quando gli dissi di si fu solo un crescendo d’impegni ed eventi per annunciare il matrimonio della ricca ereditiera Olimpia Medici, figlia del noto imprenditore Spartaco Medici, e del figlio di Leonardo Gilli, Lapo, famosi per essere i proprietari del famoso caffè fiorentino situato in piazza della Repubblica. E poi ancora e ancora sguardi pieni di commozione di mia madre per la scelta del vestito, estenuanti ricerche per la location perfetta e per la torta perfetta. Tutti si impegnavano e sudavano per questo matrimonio, si, tutti tranne io. L’unica persona che riuscì a capirlo, della mia famiglia, fu mia sorella minore Elena, la quale non sopportava Lapo, la sua famiglia e lo stile di vita a cui siamo state introdotte appena riuscimmo a dire “cocktail”.

Il flusso di pensieri fu interrotto da dei leggeri colpi alla porta:

Avanti! ≥

Scusami principessa, non ti volevo disturbare. Ti volevo dire che ho preparato la colazione e ti volevo ricordare che oggi abbiamo l’appuntamento per la casa, va bene cara? ≥

Certo, mi ricordo di tutto alle 17 al Poggio. No problem!≥

Allora io vado sennò faccio tardi a lavoro, ci vediamo più tardi, ok?≥ si soffermò un attimo sulla porta e capii che non attendeva una mia risposta, tanto non gliela avrei data. Odio quando ribadisce mille volte un concetto “Ci sento, sono qui, ti ho già risposto, no?!”. Mi scrutò un altro po’ e poi disse una cosa che mi lasciò un po’ perplessa: ≤Sai, stanotte è stata strepitosa, sembravi quasi indemoniata, eri insaziabile. Dopo sposati ti dovrai calmare, perché le donne rispettabili non si comportano così… Ah, eh non mi piace quando dici le parolacce cerca di crescere un po’, ok? A più tardi! ≥.

Ma che cazzo..?!” pensai tra me e me, ma quando misi fuori la testa dalla doccia lui non c’era già più. “Ma cosa cazzo avrà voluto dire con quella frase del cazzo? Io dico tutte le parolacce del mondo non sarà certo lui ad impedirmelo”  borbottai tra me e me. Non era la prima volta che aveva questi comportamenti da uomo di casa perbenista, ma non ci facevo tanto caso prima dato che non era assolutamente nulla di mio, ma adesso che stavo per sposarmi con quest’uomo e se dopo sarebbe stato peggio?

 

Arrivai in salone, vestita di tutto punto pronta per uscire, nello stesso momento in cui Filomena, la governante, nonché amica fidata da una vita entrava dalla porta del mio appartamento. Quando decisi e venni a vivere da sola ho fatto il diavolo a quattro affinché mia madre concedesse a lei di venire a lavorare solo per me. Ero così felice quando accettò:

Buongiorno Filo bella, allora come va quest’oggi?≥ anche nel peggiore degli stati Filomena mi metteva sempre di buon umore con la sua faccina paffutella ornata da un caschetto nero di riccioli. Lei di rimando non le sfuggiva nulla ed esordì:

Olly, Olly, Olly… Seratona ieri sera vedo, m’immagino in che condizioni sarà la tua stanza≥. Nella frase c’era una nota sottile sottile di rimprovero, ma ormai aveva perso le speranze con me e mia sorella.

Una super serata, tra sesso selvaggio e alcool a volontà. Non ti spaventare se troverai preservativi ovunque!≥

Ma guarda cosa devo sentire alla mia età. Oddio mio!≥ alzò gli occhi al cielo e unì le mani come se stesse pregando.

Andai verso di lei e l’abbracciai come facevo abitualmente da quando avevo dieci anni, ma lei ancora non si era abituata a questa forma di saluto, era una donna seria e molto composta non si lasciava andare facilmente, ma con me faceva molti sforzi.

Via, via… Io vado a lavoro almeno per la mattinata, poi pranzo con Elena e alle 17 vado a vedere la casa con Lapo e l’architetta≥

Te e questo matrimonio, ma perché lo fai se tanto sai che non durerà. Lui non è l’uomo per te, piccirellina!≥

Dai, lasciami stare almeno per un giorno tanto poi ci si metterà anche Elena a rompermi i coglioni con questa storia e due persone contemporaneamente che mi danno contro non le posso gestire. Soprattutto se siete voi due che siete dure più di’ muro≥.

Mi si avvicinò e mi accarezzò la guancia in modo materno ≤Vogliamo solo vederti felice e con lui la luce che hai negli occhi si spegne e non se più tu.. La mia piccirellina!≥ mi chiamava sempre con questo soprannome che adoravo. La guardai e le diedi un bacio sulla fronte poi presi la borsa e mi avviai verso la porta e Filo verso la cucina.

Ehi, ma questa colazione sul tavolo?≥ urlò lei dalla cucina.

BUTTALA≥ urlai già sul pianerottolo di casa.

Non mi andava di mangiare il latte freddo e una galletta di riso, solo per tenermi in forma, secondo i pensieri contorti di Lapo che pensava dovessi tenermi in forma fino al matrimonio.

 

L’aria primaverile di Firenze mi colpì sul viso e mi sentii rinascere e quasi non sentii la leggera nausea della sera prima e l’alcool che mi ciottolava in corpo. Decisi di non prendere la macchina, ma di camminare fino al centro e prendere il tram. “Se mi vedesse mia madre o Lapo” pensai. Io adoravo ogni singolo angolo di questa città e andare a piedi mi faceva stare bene, adoravo ogni cestino e ogni boutique, ma la mia strada preferita era Via Tornabuoni, non ho mai capito perché. Adoravo venire qui e andare su e in giù o sedermi sui gradoni di palazzo Strozzi ad osservare le boutique, mi rilassava soprattutto quando ero turbata. Anche piena di cantieri per rifare l’asfalto questa strada era bellissima.

In questo lunedì mattina di aprile, però, l’aria era diversa dagli altri giorni quasi mi volesse dire che oggi sarebbe una giornata speciale. La strada non era ancora affollata, nonostante tutto erano ancora le 8.00 di mattina, c’erano solo i muratori che pian piano si stavano preparando per il lavoro. Ero avvolta nel mio Moncler nero e nonostante la temperatura ancora non riuscivo a separarmi dai miei UGG neri. Stavo camminando a capo basso quando una risata virile riecheggiò tra gli edifici che sovrastavano la strada. Nel gruppetto di muratori che erano appoggiati al camion un uomo ai margini del gruppetto catturo immediatamente la mia attenzione. Alto, muscoloso al punto giusto, con capelli biondicci e lunghi fino alle spalle, appoggiato di fianco al pick-up stava parlando animatamente con i suoi colleghi più anziani. Dall’aspetto che aveva gli avrei dato la mie età, quindi intorno ai 25/30 anni a differenza dei suoi colleghi. Mi accorsi che lo stavo squadrando in un modo davvero indecente e che avevo rallentato il mio passo per ammirare il suo perfetto fondoschiena. Mi guardai allarmata attorno e fortunatamente nessuno mi notò, continuai a camminare dal lato opposto della strada, spiando di volta in volta nella sua direzione. Arrivata al suo stesso livello, controvoglia, svoltai per viale Strozzi quando mi scontrai con qualcosa; non caddi a terra due mani mi presero al volo:

Ammore, ciao! Ma sai che stavo venendo verso casa tua!≥. Era Bruno, il mio migliore amico da praticamente tutta una vita, lo adoravo e lui adorava me. C’eravamo visti la sera prima ed eravamo in delle condizioni davvero orribili, lui però non sembrava manifestare sul volto le fatiche della nottata di eccessi di ieri, era sempre perfetto.

Incredibile!! Ma come fai a essere sempre così fico?≥

è l’ammore, stronzetta mia, stanotte Benny mi ha fatto passare una nottata incredibile≥ Bernardo era il suo compagno da tre anni ed erano la coppia più stabile che conoscessi in vita mia, non si mollavano mai nemmeno un secondo ed erano fantastici insieme.

Beh anch’io ho passato una notte di sesso sfrenato con Lapo, ma guardami?! Faccio schifo!≥

Mi prese sottobraccio e mi condusse di nuovo in Via Tornabuoni per proseguire verso la stazione e disse: ≤Perché non è quello giusto! Quando fai sesso con la persona che ti appartiene, poi sei una principessa e invece te sembri “la nonna brutta di dracula”≥ citando la frase del nostro cartone preferito “Le follie dell’imperatore” iniziai a ridere come una matta, ma evitai di rispondere alla sua affermazione.

Mi girai per vedere il gruppetto di muratori, ma non erano più nel punto in cui li avevo lasciati un secondo fa. “Peccato, avrei voluto tanto rivedere quel fico da paura” pensai. Passammo accanto ad un impalcatura e sentii urlare ≤Attenzione!!!!≥.

Nemmeno mi accorsi quando i calcinacci mi caddero in testa insudiciandomi completamente di bianco. D’istinto Bruno si sposto e iniziò a ridere come un matto, quasi si sdraiava a terra dal ridere, dal canto mio restai immobile, incapace di fare o dire qualcosa dalla rabbia che provavo in quel momento. In un balzo il ficone assurdo scese dall’impalcatura, era ancora più alto da vicino e aveva gli occhi di un castano intenso, così intenso che mi trafiggeva il cuore, aveva dei jeans strappati e logori, una maglia a maniche corte grigia con la scritta “Fiorentina” in mezzo e delle scarpe da muratore sudicie, orribili. Beh, come gusto nell’abbigliamento non rispecchiava decisamente  il mio gusto, ma per quegli occhi e quelle labbra carnose avrei fatto decisamente un’eccezione. Mi soffermai forse un po’ troppo a guardare quelle labbra e pensai a come sarebbe stato bello sentirle addosso. Stavolta notò tutto il mio comportamento e mi sembrò quasi come se lui avesse letto e scavato affondo nella mia anima e avesse capito tutti i miei bisogni. Sembrava divertito e decisamente interessato a farmi sentire le sue labbra addosso. Dopo qualche istante lui mi domandò:

Mi scusi signorina, che s’è fatta male? Mi dispiace per il suo abito≥ mi porse un fazzoletto sporco e per un attimo mi domandai che cosa ci dovevo fare, ma lo presi ugualmente e mi strofinai la polvere bianca di dosso come potevo.

No, no.. Non si preoccupi, può capitare, no?!≥ avevo la voce più stupida del mondo e m’immaginavo con lo sguardo languido che urlava “SCOPAMI QUI!”. Mi ricomposi e lui notò questo cambiamento perché si raddrizzo immediatamente anche lui. Mi voltai verso Bruno che stava osservando la scena come se stesse guardando un film porno e dissi:

Oh beh, ciò significa che oggi non andrò a lavoro, avvertirò mio padre, andrò a casa a cambiarmi!≥

Se vuole le pago il conto in tintoria o dal parrucchiere, se vuole≥ esordì ficone , ma nella sua affermazione c’era una nota sarcastica quasi volesse insinuare qualcosa. Mi irritai e risposi in tono risentito:

No, grazie faccio da sola. Arrivederci!≥ mi voltai per andarmene quando due mani callose, grandi e forti mi afferrarono per un braccio. Dalla forza che ci mise rimbalzai su di lui:

Mi dispiace davvero, la devo accompagnare a casa. Io mi chiamo Achille Ferri, piacere≥ non mi porse la mano, aveva degli atteggiamenti davvero grotteschi, grossolano. Eravamo così vicini che quasi riuscivo a sentire il suo odore, fresco e naturale, dava le vertigini anche il suo profumo era sexy.

Mi scostai da lui e gli porsi la mano ≤Olimpia, piacere!≥

Hai anche un cognome “Olimpia, piacere”≥ mi disse ammiccando prendendo la mano che gli porgevo. Al contatto con la sua mano mi sentii sciogliere dal suo calore e sentii una forte contrazione al basso ventre, mi bagnai e strinsi le gambe involontariamente, “Ma che potere ha? Toccami e bagnati” pensai, non mi ero mai sentita così tanto attratta da una persona come lo ero ora per lui. Avrei dovuto innervosirmi del fatto che era passato dal “lei” al “tu” senza neanche chiedermelo, ma ero troppo affascinata dalla reazione del mio corpo.

Olimpia Medici, piacere, ora devo andare. Grazie per avermi insudiciato!≥

Il tuo nome mi è familiare, sai? Vabbè, ripasserai di qui domani mattina?!≥

Per vedere se mi insudici ancora? No, grazie tante Achille≥

Beh, almeno vedo che ti ricordi il mio nome Stella!≥

Ma cos’è tutta questa confidenza? Comunque il tuo nome non mi è nuovo e nemmeno il tuo visino da schiaffi e il culetto da morsi≥ intervenne Bruno divertito che era stato zitto per tutta la scena a guardarci. Assunse un aria seria e scrutò affondo il viso di Achille e dopo un po’ esordì entusiasta ≤ODDDDDIOOO, ma tu sei lo sciupafemmine, strappa mutandine Lille-Slip… OODDDIOO, sei tu, sei proprio tu e io che pensavo che era una fantasia delle ragazzine≥ poi si girò verso di me e disse ≤Lui si è trombato mezza Firenze, forse anche tua nonna si è ritrovato a letto≥.

Lo guardai con un’espressione sconvolta, a quanto pareva l’alcool che aveva in corpo si manifestava, ma quando mi guardo capii che era davvero lui e che stava dicendo davvero quelle cose ≤Beh, molto interessante, andiamo. Arrivederci!≥. Presi Bruno per un braccio e ci avviammo verso casa mia. Durante il tragitto lui continuò con la leggenda dell’uomo che avevamo appena conosciuto ≤Tu sei pazzo!!≥ dissi io aprendo il portone di casa.

Non sono pazzo, sono solo sconvolto che te tu abbia attratto l’attenzione di un figone pazzesco e che ti abbia guardato come se ti volesse scopare sull’asfalto≥

Ma smettila!!!!!!!≥

Questa è l’inizio di una grande storia d’amore, sai dolcezza?≥

Alzai gli occhi al cielo ed entrammo in casa ridendo a crepa pelle, quando Filomena ci vide tutta indaffarata a sistemare la casa e fare il bucato fece un’aria sgomenta, perché sapeva che non l’avremmo fatta lavorare in pace come lei desiderava tanto. Bruno andò da lei e la baciò sulle guance e si addolci, ci fece  pancake come a noi piaceva tanto e ci mettemmo a guardare un film, dopo che mi fui fatta la doccia.

CONTINUA…

 

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18 commenti

  1. monica

    ma ke storia davvero carina… sn molto curiosa di sapere cm proseguirà

  2. giusi

    Interessante e ben scritto, brava e in bocca al lupo…. 🙂

  3. silvietta

    molto carina e interessante…non vedo l’ora di leggere il seguito

  4. Francesca

    scusate … ma mi sto’ un po’ “annodando con tutti i capitoli delle Fanfiction!! Prima riuscivo a stampare le puntate per leggerle con calma a casa, dove, mio malgrado, non ho internet! invece dopo le modifiche alla Pagina non posso più farlo. Avevate detto che riuscivate a modificare la cosa… ma per adesso non è così… come posso fare, prima che il Capo mi licenzi perchè le leggo dall’ufficio???????

    • silvietta

      ma che browser utilizzi? così ti dico dove andare per stampare.stampi tutta la pagina però non solo la ff

  5. Valentina

    Mi piace, scritta bene e trama accattivante…a lunedì prossimo!

  6. Danielle

    Se il buongiorno si vede dal mattino………….
    Mi piace spero di leggerti ancora la prox settimana, oramai inizio ad averne abbastanza di persone che si cimentano come scrittrici e poi dopo qualche settimana danno forfait.

  7. benedetta

    una storia molto molto carina e non vedo l ora di leggere il seguito si si mi piace tanto…. 🙂 in bocca a lupo per il tuo racconto 🙂

  8. Camilla

    Ooh! Finalmente una storia all’italiana! Mi cominciavo a stancare di tutte quelle americanate che si trovano ovunque 🙂 Mi piace proprio questa storia! Non vedo l’ora di leggere il seguito, l’ho trovata molto accattivante! Spero solo che tu sia una persona che una volta iniziata una storia e riscosso un discreto successo non abbandoni da una settimana all’altra! Alla prossima 🙂

  9. Irma

    Ma oggi non pubblicate il secondo capitolo di Due anime che si appartengono di Victoria? grazie ciao.

  10. ROSANERA

    No, non ci siamo.
    Abbandono, non riesco a leggerla.

    Buona lettura a tutte, comunque!!! 🙂

    • Victoria

      Perché qual’è il problema? Se me lo dici sono ancora in tempo a correggermi se è una cosa valida!

  11. ROSANERA

    BUONGIORNO VICTORIA!! 🙂

    Carissima, non c’è assolutamente nessun problema, devi seguire il tuo gusto e mantenere la tua tecnica di scrittura : è il tuo momento, la tua opera, non la mia… 🙂
    Il tuo lavoro non va cambiato, è così che lo hai concepito, è così che va presentato.

    Ciò che ora ti scrivo segue i MIEI gusti, dunque – come dico sempre – è una cosa SOGGETTIVA.
    Non mi piace la tecnica di approccio ai dialoghi, troppo “parlato”, troppe battute, mi piacciono i dialoghi più “puliti”, con più pause, più “respiro”.
    Amo molto la voce narrante in prima persona, ma preferisco il racconto al presente (come la James o Irene Cao), il tempo passato mi sembra più difficile da gestire e può dare luogo a pasticci con i verbi composti.

    Come vedi non è niente di che, sono opinioni personalissime, non ho scritto che lavori male, sono io che non riesco a leggerlo.

    Ti prego pero’ di accettare i miei auguri di buon lavoro e prosegui tranquilla, vedi che hai il tuo seguito di lettrici impazienti di avere nuovi capitoli e sviluppi della tua storia.

    • Victoria

      Va bene, grazie mille per la spiegazione. Apprezzo il tuo punto di vista e dopo tutto non si può piacere a tutti, ma apprezzo la tua sincertitá!

      • ROSANERA

        Beh, ti meriti sincerità ed educazione.
        Come ha commentato nel secondo capitolo una tua lettrice, hai avuto il coraggio di metterti in discussione e di proporre il tuo lavoro, e questo ha il suo valore.
        Non so se io avrò mai il coraggio di presentare i miei, di lavori……

        • Victoria

          tutte le volte che pubblico il racconto é come vi mostrassi una piccola parte di me e ci si sente esposti, è una sensazione orribile e bellissima al tempo stesso. ed ora che sono dall´altra parte, ti posso capire, ma boh, buttati !