Il nuovo capitolo della Fan Fiction dal punto di vista di Christian Grey di Eleonora.

Il racconto di questa autrice parte da “50 Sfumature di Nero.”  Potete trovare QUI il 10° capitolo. Fan Fiction (POV CG) di proprietà intellettuale di Eleonora in esclusiva per questo sito. Questo racconto pubblicato a puntate è opera di fantasia di una fan della trilogia ’50 Sfumature di Grigio’ alla quale si è ispirata ed è nato come prosieguo della stessa. Non è stato scritto da E L James.

Per non confondervi seguite l’immagine: ad ogni autrice viene abbinata un’immagine differente.

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11° CAPITOLO

 

Salgo fiducioso le scale che portano alla camera da letto di Anastasia ,con in una mano la scatolina di Cartier e nell’altra la speranza che le piaccia il mio regalo.A pochi metri dalla sua camera lancio un’occhiata alla porta della Stanza dei Giochi,mi avvicino cauto,quasi avessi paura di scottarmi toccando la maniglia.

L’istinto mi chiama,dicendomi di entrare là dentro,la ragione mi dice di passarci alla larga. Dubbioso mi avvicino alla porta e la spalanco con un gesto brusco.Faccio scattare l’interruttore e faccio un passo all’interno della Stanza.Chiudo gli occhi,aguzzando i sensi.Lascio che l’odore di cuoio,del legno antico e di agrumi penetrino nella mia mente,nelle mie ossa.Ripercorro con la mente la posizione dell’arredo,le catene,le fruste sulla rastrelliera a muro,il sofà rivolto verso il letto,il cassettone  vicino al muro.

Faccio un altro passo avanti. Silenziosamente. Quasi avendo il timore che il mostro,padrone di questa stanza ,possa impossessarsi di me.

Ma non è così.Il mostro è dentro di me.Nella mia mente.Nelle mie ossa.Nella mia anima.

Lascio la porta aperta.Una via di fuga della mia mente,per sfuggire a ciò che sono.O sono stato?Oppure sono?

Apro gli occhi e vedo ciò che sono stato.Non un uomo che sfoga le sue naturali funzioni corporee con un altra persona.Ma su altre persone.Quindici ragazze.Non ingenue,non fragili,non innamorate.Chi può amare un demone a cui piace fare del male alle donne che somigliano a sua madre?Nemmeno Anastasia,con la sua forza di volontà,la sua compassione e quello che pensa sia il vero amore potrebbe farlo.Non se conoscesse la verità.Scapperebbe via.Togliendomi quel poco di umanità che mi è rimasta e che si è rafforzata nelle ultime settimane,stando al suo fianco.

Il piacere dato dal potere ad ogni mio ingresso in questa stanza,ad oggi,è un ricordo sbiadito.Mentre il ricordo del dolore inferto alle donne che ho posseduto è più pesante di qualsiasi sofferenza vissuta in prima persona.

Sottomettere una persona.Come si può voler mettere una persona ai propri piedi,come una schiava,pronta ad eseguire ogni tuo ordine e soddisfare ogni desiderio. E’ successo davvero?Se ci fosse stata una donna capace di soddisfare ogni mio desiderio non starei ancora con lei adesso?Ho davvero bisogno di tutto questo?Ho bisogno di godere del dolore sul corpo e sul viso di una donna il cui solo desiderio è stare in mia compagnia,svegliarsi con me ogni mattina,permetterle di amarmi?

Rivedo gli occhi di Anastasia,solo una settimana fa,quando mi ha lasciato.La sua espressione disperata ma dignitosa quando è andata via.La sofferenza nel suo sguardo non per  il morso della cinghia,ma per l’ansia di non rivedermi più.

Una fitta al petto.Il colpo che mi ha inferto andando via ha fatto più effetto di mille cinghiate.

Il mio bisogno viscerale di possedere un’altra persona per poterne fare ciò che voglio si tramuta nella consapevolezza di essere un narcisista con un tale percezione di grandiosità di me stesso da pensare di poter schiacciare una persona sotto i miei tacchi ogni volta che volevo.Si volevo.

Eppure,ora cos’ho?Niente mi appartiene veramente.I soldi vanno,vengono,le aziende possono fallire e rinascere ,le case possono essere vendute,distrutte e ricostruite.Non mi rimane altro che il cadavere di me stesso.Un essere ripugnante che ha spezzato lo spirito di una ragazza al punto di  tentare il suicidio per ottenere la mia attenzione,annullando la volontà di altre,tutte coloro che mi hanno conosciuto,solo per un mio capriccio;nella vaga speranza che un giorno avrebbero rappresentato qualcosa di più che un giocattolo sessuale.Punite,umiliate,sodomizzate e picchiate.

Cado seduto sul bordo del sofà con la testa fra le mani.Distrutto da me stesso.Da quelle stesse mani che mezz’ora fa abbracciavano una ragazza pura,dolce e innocente che crede di amarmi.

Mani sporche di sangue.

Non ama il vero me.Ama la facciata gentile e premurosa dopo una violenza,come le altre.Prima o poi scapperà anche lei,anche se non le dirò la verità.E io sarò di nuovo solo.Solo come sono sempre stato.

Devo cercare di soffocare questo sentimento nuovo e travolgente che provo per lei.Prima di farci ancora più male,come un serpente che si morde la coda,infettandosi da solo.Lei deve restare pura,così come l’ho conosciuta,e mi pento,profondamente, di aver insozzato la sua anima con i miei desideri abbietti.Lei merita amore,perchè dà amore.E io lo avverto. Nell’aria,nella sua vicinanza,nel suo profumo,nelle sue carezze.

La volontà nel mio cambiamento sta precipitando inesorabilmente in un baratro oscuro,tirata a fondo da un pesante scheletro nell’armadio nella mia mente,il quale mi dice che ciò che faccio è giusto,perchè Lei se lo meritava.

Scuoto la testa.Lei è morta.Lei non esiste più da tanto tempo.Non posso fare del male a delle persone che non sono lei.

Nell’assurda ipotesi che ciò mi ha dato piacere per anni.No,non è vero.Era il potere esercitato su un’altra persona a darmi piacere.

I miei pensieri si scontrano,confusi e ingarbugliati mentre cerco un appiglio per risalire la china.

Mi alzo e percorro con lo sguardo le cinghie,le varie fruste e gli strumenti delle punizioni.

Dolore,solo dolore.Il mio sguardo si sposta sulla panca di legno e come un fulmine mi percorre la mente il pensiero di Anastasia chinata su di essa,che si prepara alle cinghiate,che urla a denti stretti enumerandole,coraggiosamente.Versando lacrime per il dolore del tradimento sulla sua pelle.

Ecco cosa sono.Solo un portatore malato di un infezione mentale.Che riduce gli altri come marionette nelle sue mani.Che non può dare niente ma deve e vuole prendere tutto ciò che può,senza remore.

Sono forse diverso dagli altri uomini violenti che picchiano e umiliano le loro donne,consolandole e ricompensandole con qualche tenerezza o regalo dopo la violenza?

Sono forse diverso da loro solo per il fatto di aver fatto firmare loro un contratto? Un contratto che le preparava a subire cose indicibili.

Stupri consenzienti?

Mi torna in mente un vecchio concetto del catechismo.La schiavitù è forse giustificata se lo schiavo l’accetta?

 Mi rendo conto che l’amore non richiede particolari forniture.Solo due cuori che battono all’unisono.La consapevolezza che ogni sorriso che la tua donna ti rivolge,solo per una parola gentile o per un tuo bacio,è un miracolo.

La tenerezza dopo aver fatto l’amore,il calore di due corpi che si scaldano,abbracciati per tutta la notte.La speranza che aumenta ad ogni carezza sul tuo viso e uno sguardo che rivela un sentimento puro e cristallino e non corrotto.

Le lacrime di felicità,perle stillate da un’anima innocente per una frase sfuggita dal cuore in un momento d’intimità.

E’ questo l’amore.Forse è l’unico appiglio a cui posso aggrapparmi,sperando che la flebile fiamma della speranza non sia spenta dal soffio gelato di qualche demone. Passato. Futuro.Non importa.

 Stranamente l’impatto della verità non mi lascia arrabbiato o confuso,ma scatena in me una serena rassegnazione per l’evento.E improvvisamente tutto ciò che vedo intorno a me non rappresenta più una piacevole isola di distrazione per il mio ego.Ma solamente una stanza attrezzata per i giochi,si lo è sempre stata,ma ora la vedo in un modo diverso.Concependola nuovamente come un’aggiunta di peperoncino alla normale intimità.Fino ad ora era sempre stato il contrario.

 Mi guardo intorno.Tutto questo non può far sorgere solo sentimenti negativi o umilianti poichè contiene strumenti di piacere al di là dell’esplosione che ha dato via a tutto questo.

Mi viene un’idea.Mi dirigo verso il cassettone e getto un’occhiata a ciò che contiene,tralasciando giocattoli troppo spinti,vista l’inesperienza di Anastasia e cosciente della presenza dei miei genitori alla festa in maschera.Sondo le varie possibilità di gioco,quasi fossi un ragazzino che non sa quale videogiochi scegliere.

Opto per le sfere d’argento,le prendo in mano,assaporando il ricordo dell’ultima volta che le abbiamo usate,sorridendo al pensiero della sfida che le sto per proporre…

 Entro in camera di Anastasia e mi trovo nel bel mezzo di un infarto. E’ di spalle,coperta solo di un sottile strato di raffinata lingerie di pizzo nero e dalle autoreggenti di seta chiara.Ah!E io che pensavo di aver bisogno di giochetti strani per eccitarmi… In questo momento non so nemmeno se riuscirò a trattenermi per fare ciò che devo con le sfere… Si volta,con un’espressione corrucciata in viso,probabilmente per contrastare il rossore che si sta diffondendo dal viso a l seno con un’inquietante rapidità.

Temo che le mie pupille  siano schizzate fuori dalle orbite oculari come in quel vecchio film di Jim Carrey,The Mask.

Vederla  di fronte segna quasi un punto critico per i pantaloni della mia tuta. Il bustino di pizzo nero mette in risalto i suoi seni formosi,spingendoli all’insù con un delizioso balconcino. E’corto e le lascia scoperta la pancia,rimango affascinato dalla vista del suo ombelico scoperto,trovandolo,stranamente,la parte più erotica del suo corpo in questo momento.I miei polmoni prendono velocemente una boccata d’aria prima d’immergermi nella contemplazione delle sue mutandine.

<<Cosa vuoi Christian?Immagino che ci sia un motivo per la tua visita a parte fissarmi inebetito…>>Mi rimprovera con una nota divertita nella voce,ma ciò non riesce a distrarmi dal percorrere con lo sguardo le sue gambe.

Santo Dio!Vederla così segna una delle esperienze più erotiche della mia vita e in quel momento mi riprometto di bruciare ogni suo  paio di jeans,in favore di tacchi a spillo e gonne.

<<Mi piace abbastanza fissarti inebetito,grazie Miss Steele…>>

La voce non sembra la mia,distratto come sono dai miei pensieri.

<<Sono piuttosto distratto…>>Non riesco a riacciuffare la ragione.

<<Lo vedo,che cosa vuoi Christian?>>Sembra seria e in quel momento mi viene in mente il motivo per cui mi trovo lì,le sorrido e tiro fuori le sfere d’argento dalla tutta.

Sussulta,sorpresa e con un ‘espressione un pò preoccupata.<<Non è come pensi…>>MI affretto a rassicurarla.

Alza un sopracciglio,aspettandosi un’ulteriore spiegazione<<Pensavo che potresti metterle stasera…>>E vedo la sua espressione cambiare dalla sorpresa allo shock ,al vago interesse,tutto ciò mentre la sua bocca si spalanca stupefatta.

<<A questo evento?>>Sussurra incredula.

Mi ritrovo ad annuire automaticamente mentre il turbinio di pensieri non perde velocità nella mia mente.Quanto tempo riuscirà a tenerle?Come saremo ridotti a fine serata se riuscisse a tenerle fino al rientro a casa?Probabilmente non arriveremo alle dieci di stanotte…

<<Puoi sempre toglierle se ti sembra troppo…>>E al quel punto arriverà il mio momento di constatare nuovamente la funzionalità di questi piccoli aggeggi soddisfacenti… Soffoco un gemito.

L’idea sta lentamente prendendo forma nella sua testa mentre nei suoi occhi leggo il susseguirsi di pro e contro.

Mi guarda attentamente e sul suo viso compare il desiderio.Finalmente!

<<Okay…>>Sussurra.

Sorrido trionfante<<Brava ragazza!Te le infilo dopo che ti sei messa le scarpe>>

Mi avvicino,porgendole la mano con fare cavalleresco.Purtroppo i miei pensieri non sono altrettanto cortesi e in questo momento l’unica analogia con i cavalieri è il montare… Meglio tralasciare prima di dover fare una doccia gelida prima di uscire…

Infila i suoi eleganti e minuscoli piedi in delle splendide decoltèè argentate con dei tacchi vertiginosi.Mi fermo un attimo ad ammirare le sue gambe,rese ora lunghissime e nervose dall’altezza artificiale,ma terribilmente sexy di un paio di scarpe.

Le faccio cenno di seguirmi vicino al letto e lei obbedisce coscienziosa del desiderio e del divertimento di questa raffinata serata con sottofondo bollente.Metto la sedia davanti a lei <<Al mio cenno ti inchini..>>Annuisce prontamente <<Apri la bocca>>Le ordino rauco; La sua lingua accarezza velocemente le labbra vellutate,inumidendole e la sua bocca si apre,la testa s’inchina leggermente all’indietro,pronta a ricevere qualsiasi cosa voglia concederle,i suoi occhi si socchiudono,lanciandomi uno sguardo colmo di desiderio lascivo e seducente .I miei polmoni smettono di svolgere il loro compito per un lunghissimo attimo mentre inizia a succhiare dolcemente il mio indice e lo avvolge con la sua lingua lasciando una scia incandescente al contatto mentre il mio inguine strepita per interrompere quell’ingiusta attesa.

Mi infilo le sfere in bocca e inizio a lubrificarle immaginando di ripercorrere quei movimenti sul suo seno.Cerco di toglierle il dito dalla bocca ma lei lo afferra con i denti stringendolo delicatamente,la sua espressione maliziosa mi fa sorridere,scuoto la testa severo per ammonirla e le faccio cenno di voltarsi.

Si gira verso la sedia piega il busto,con le gambe spalancate e il sedere per aria.Pochi minuti in questa posizione e rovinerei il divertimento della serata.

Mi siedo sul letto rimanendo a fissare per un attimo la donna che ha sedotto ogni centimetro del mio corpo e del mio essere ,passando da ragazza inesperta e dalla bellezza semplice ma incredibile,ad essere una donna sensuale e devastante per i miei sensi.E sono felice  di esserne stato io lo scopritore.E ti darò di più e ancora di più e ti farò diventare una dea.

Infilando le dita sotto il pizzo sottile delle sue mutandine,trovo subito il punto giusto seguendo la scia di umori.Mi sfugge un sospiro quando le mie dita entrano,è bollente,vogliosa e spinge i fianchi contro la mia mano.Devo usare tutto il mio autocontrollo per non scaraventarla di nuovo sulle lenzuola.Mugola piano di piacere e quel suono arriva dritto alla mia erezione ,la quale ormai vive una vita indipendente dal resto del mio corpo.

Tolgo le dita e scosto le mutandine di lato,inserendo le sfere poco alla volta,delicatamente.Una volta finita l’operazione Faccio scorrere i palmi aperti delle mie mani,lentamente,sulle sue gambe magnifiche.Mi rialzo prendendola per i fianchi e la spingo contro la mia erezione,gonfia dura e tesa.

<<Magari ti prenderò in questo modo quando torneremo a casa Anastasia,ora puoi rialzarti.>>

L’aiuto a riprendere l’equilibrio mentre si rialza e un lieve gemito le sfugge dalle labbra,mentre,ne sono sicuro,le sfere iniziano a fare il loro dovere,massaggiando e stuzzicando i tessuti sensibili.

L’ultima volta sono bastati pochi minuti per ottenere un’eccitazione incontenibile ed un finale decisamente esplosivo.Oggi dovranno passare delle ore prima di poter avere un pò d’intimità.Riuscirò a sopravvivere oppure le salterò addosso prima del dolce?Probabile…

 Sposto i suoi capelli profumati sopra l’altra spalla e l’avvolgo tra le mie braccia,ispirando il suo profumo sensuale.

<<Ti avevo preso questi… Per il galà di sabato scorso,ma poi mi hai lasciato e non ho avuto l’opportunità di darteli…>>Sospiro sul suo collo,con fare disinteressato;in realtà cerco di tenere a bada il nervosismo.

Mi guarda perplessa e prende la scatolina che le porgo,la apre lentamente e la sento trattenere il respiro mentre osserva sbalordita gli orecchini di diamanti che tiene nelle sue piccole mani tremanti.

L’ansia mi soffoca,il tempo sembra espandersi mentre aspetto una sua reazione.

<<Questa è la mia seconda chance…>>Sussurro con il cuore in mano.

Se un gioielliere riesce a scavare tanto a fondo da riuscire a trovare un pezzo prezioso nel cuore di una pietra,perchè lei non dovrebbe riuscire ad arrivare al mio cuore?

Alza il suo viso verso il mio,e la scintilla di felicità nei suoi occhi penetra in me con una profondità quasi dolorosa.

<<Sono bellissimi,Christian. Grazie…>>La sua voce sembra una nuvola di seta sui miei nervi tesi.

E sorride,illuminandosi ancora.Sbatte le palpebre commossa .Un battito d’ali di farfalla… E ora so… Guardando il suo viso dolce,mi perdo e mi ritrovo nella consapevolezza che non sono più un viandante,ricco di monete,privo di battiti del cuore.

Lei è la speranza.”Solo il tuo amore può salvarmi”.

 

Fine 11°capitolo

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49 commenti

  1. lolly74

    e veroooo quando arrivano altri capitoli???????????siamo fiduciosiiiii……

  2. lucy

    Perchè Eleonora…ci hai lasciate appese così??? Ti prego SCRIVI è da maggio che non arrivano nuovi capitoli…

  3. lolly74

    ELEONORAAAAAAAAAAA ti prego continua a scrivere nn ci lasciare appesiiiii……. 🙂

  4. Lucy_Lucy

    Eleonora, trovo scorrevole e accurato il tuo stile di scritura; condivido pienamente la tua interpretazione del pensiero di Christian Grey e lo rendi intrigante e mai volgare..continua a scrivere!!! Sei veramente bravissima..

  5. irma

    Ti prego Eleonora di’ qualcosa non riesci più a scrivere? ti prego rispondi! ciao

  6. Alessia

    Torna da noi ti prego !! L’ansia è insostenibile !
    Sei troppo brava complimenti !

  7. LUCIANA

    Eleonora…perchè?? hai iniziato e non capisco perchè non continui…come mai?? Anche perchè ci sono svariate fan Fiction..ma nessuna sul 2° libro…TI prego continua!!!!!

  8. Lu92

    Eleonora sei bravissima…ma ci hai abbandonato????come mai non scrivi più ti prego manda altri capitoli..nn vedo l’ora di leggerli

  9. Romina

    Io sono giunta solo ora a leggere il tuo racconto Eleonora, inutile dirti che è bellissimi e ben scritto, davvero complimenti, mi pare di capire che oltre qs capitolo non ci sia stato un seguito, giusto?
    Mi spiace molto, non so i motivi, ho visto che altre lo hanno chiesto ma non c’è una spiegazione e mi spiace sopratutto perchè il lavoro è incompiuto, spero che tu possa un giorno cambiare idea e continuare a deliziarci con i tuo capitoli di questa bellissima storia, grazie ancora!