LIBRI: “Roman Crazy” di Alice Clayton e Nina Bocci

 

 

 

 

 

Non è una novità che gli stranieri siano incantati dal fascino dell’Italia, dalle sue città piene di arte, dal cibo e dalle persone che la abitano per la loro spontaneità e disponibilità. Difficile non rimanerne incantati e non voler ambientare una storia nel nostro bel paese, o sbaglio?

Alice Clayton, autrice della serie “Mr Sbatticuore”, e Nina Bocci ci regalano una emozionante e divertente storia ambientata a Roma, dove la nostra protagonista Avery si incontrerà con una sua vecchia fiamma Marcello; e chissà che dopo il suo matrimonio fallito riesca a ritrovare la felicità grazie all’uomo che le ha fatto passare dei mesi stupendi tanti anni prima… o semplicemente un po’ di divertimento 😉

Roman Crazy” è un esilarante comic romance uscito il 13 settembre 2016 negli USA ma speriamo che possa giungere anche da noi in italiano ben presto! Nel mentre vi regaliamo la traduzione in italiano della trama ma anche del primo capitolo e della sorpresa che farà decidere ad Avery di andarsene per schiarirsi le idee…

 

Cover romanzo

Cover romanzo

 

 

Cogliamo l’occasione per ringraziare Nina Bocci e la casa editrice Gallery per il permesso di tradurre questo capitolo e per le conturbanti immagini inviate 😉

 

 

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TRAMA:

Avery Bardot atterra a Roma alla ricerca di un nuovo inizio. Ha lasciato alle spalle un futuro ex marito a Boston e programma di passare l’estate con la sua migliore amica Daisy – lontana da casa e a leccarsi le ferite…. e forse un gelato o due. Ma quando Daisy, americana espatriata che adesso vive a Roma, le fa una bella festa di benvenuto la prima notte, Avery ha una bella sorpresa. Cade, quasi letteralmente, ai piedi di un uomo che non avrebbe mai pensato di rivedere di nuovo: l’architetto italiano Marcello Bianchi. Marcello un uomo del suo passato – l’uomo che è andato via. E ora il suo passato si scontra con il suo presente, un presente dove lei dovrebbe piangere la perdita del suo matrimonio e la vita che aveva prima e – hey, quelle fettuccine sono deliziose.

E così è Marcello….

Avery scivola facilmente nella bella vita dell’estate a Roma. Passa le sue giornate esplorando la città che fa svenire gli storici dell’arte, e le sue notti in un circolo di nuovo romanticismo. E’ impetuoso, è febbricitante, è sfrenato ed è pazzo. Ma potrebbe davvero essere la sua vita? O è una grazia momentanea prima di ritornare alla terra dei set in cardigan e dei sandwich senza crosta?

 

 

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CAPITOLO 1

Traduzione amatoriale a cura di Marianna.

Stavo fissando un pene. Stavo fissando un pene e non riuscivo davvero a capire quello che stavo vedendo. Il che è strano, perché tecnicamente quel pene in questione mi apparteneva. Non in senso anatomico, ma in quello coniugale. In ogni caso, quel pene mi era familiare, conoscevo quel pene, ero sposata con quel pene, tranne… questo pene stava proprio facendo quello che non avrebbe dovuto fare.
E cioè farsi la segretaria di mio marito. Mi correggo: assistente amministrativa. Mi ricordai lo scorso Natale quando inavvertitamente l’ho introdotta a mia suocera come “Questa è la segretaria di Daniel”. Lei prese tempo per dirmi per che preferiva questo titolo, cosa che ho apprezzato visto che ero molto ponderata quando andavo a far visita a mio marito al suo posto di lavoro. Il suo posto di lavoro dove al momento stava inserendo il suo pene nella sua assistente amministrativa. È strano come il cervello umano può alienarsi quando è in stato di shock. E parlando di essere sotto shock quello che stavano facendo non era una bella cosa per quella antica scrivania Chippendale per la quale ho passato settimane setacciando i più eleganti negozi e case d’asta intorno all’area di Boston per acquistarla, così che il mio marito procuratore potesse accogliere i suoi potenziali clienti in un ufficio ben arredato. Un ufficio che trasmetteva la giusta quantità di affidabilità, attenzione ai dettagli, e valori al di sopra di tutto, con solo un tocco di perizia contemporanea.
E mentre mi stavo alienando sul tappeto di Aubusson, il mio marito da otto anni stava fottendo la sua assistente amministrativa proprio su quella scrivania. Con un pene che mi apparteneva. E non solo fottendo, fottendo creativamente. Nel senso di piegata su quella scrivania. Nel senso di cavalcarla forte. Nel senso di trovare il suo clitoride e assicurarsi che lei venisse. Non riuscivo a ricordare l’ultima volta che sono stata creativamente fottuta da Daniel. Una domenica pomeriggio dopo il golf ‘forse’ una volta al mese è stato quello che ho avuto. ‘Niente’ di creativo. Adesso capisco perché. Chiusi silenziosamente la porta, attraversai la stanza con quanta più grazia potessi, presi il pipistrello capovolto in marmo commemorativo della World Series 2013 dei Red Sox e… “Yeeeeooowwww!”

 

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– Marianna

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