LIBRI: Il primo capitolo di “One with You” di Sylvia Day (part V)

 

“One with You” #5 Estratto

Carissime,

ci lascia continuamente in sospeso Sylvia Day, sperando in una nuova parte del primo capitolo del romanzo “One with You“, l’ultimo libro dell’amatissima Serie Crossfire.

Ecco materializzarsi, nella notte degli innamorati, una nuova parte del capitolo , che non lo conclude ancora, disponibile sul sito dell’autrice.

 

 

 

 

 

 

“Te ne vai?”

Lo sguardo incredulo di Mark Garrity si sollevò dalla mia lettera di dimissioni per incontrare il mio.

Il mio stomaco si aggrovigliò quando vide l’espressione sul volto del mio capo.

“Si, mi dispiace ma non posso dare più preavviso di così.”

“Domani è il tuo ultimo giorno?” Si appoggiò allo schienale della sedia. I suoi occhi, di una calda sfumatura di cioccolato più leggera della sua pelle, esprimevano sorpresa e sgomento. “Perché, Eva?”

Sospirando, mi chinai in avanti appoggiando i gomiti sulle ginocchia. Ancora una volta volevo dire la verità. “So che è poco professionale andarmene così, ma… Ho riflettuto sulle mie priorità e in questo momento…  Non riesco a darti tutta la mia attenzione. Mi dispiace Mark.”

“Io..” Sospirò e si passò una mano sui riccioli scuri. “Dannazione… Cosa posso dire?”

“Che non ce l’avrai con me e che mi perdonerai?” Dissi con una risata senza allegria. “E’ chiedere molto, lo so.”

Mi fece un sorriso ironico. “Odio doverti perdere Eva, lo sai. Non sono certo di averti mai realmente detto quanto prezioso è stato il tuo contributo. Lavoro meglio con te.”

“Grazie Mark. Lo apprezzo.”
Dio, era più difficile di quanto pensassi, anche sapendo che è la decisione migliore e anche la sola.

Il mio sguardo vagò oltre il mio capo, alla vista dietro di lui. Era un Junior Account Manager, con un piccolo ufficio la cui vista era bloccata da un edificio sull’altro lato della strada, ma era tipicamente newyorkese, come l’ufficio di Gideon Cross che si estendeva all’ultimo piano sopra di noi.

Per alcuni versi, la divisione dei piani rispecchiava il modo in cui avevo cercato di definire il mio rapporto con Gideon. Sapevo chi era. Sapevo quello che era: un uomo che si era fatto da solo. Mi piaceva questo di lui e non volevo cambiarlo, volevo solo arrivare al suo livello per merito. Quello che non avevo considerato, che rifiutavo ostinatamente, era che con il nostro matrimonio lo stava portando in basso, al mio livello. Non mi avrebbero ricordato per la strada fatta fino al suo piano. Per qualcuno, il successo io lo avevo sposato. E dovevo convivere con questo.

“Allora, dove andrai via da qui?” mi chiese Mark.

“In tutta onestà… ci sto ancora pensando. So solo che non posso più rimanere.”

Il mio matrimonio aveva subito una forte pressione prima di incrinarsi, e per mettervi una certa distanza, io avevo permesso che scivolasse verso un pericoloso baratro. Cercavo di mettere me stessa davanti a tutto.

Gideon Cross era così vasto e profondo come l’oceano e dal primo momento in cui l’avevo visto avevo temuto di annegare in lui. Ora non ho più paura di questo. Non dopo aver realizzato che quello che temevo di più era perdere lui.

Cercando di restarne indifferente, mi ero spinta da un estremo all’altro. E, arrabbiata da quei tentativi, non avevo capito che se volevo io il controllo, dovevo prendermelo.

“A causa del cliente di LanCorp?” Chiese Mark.

“In parte.” Mi lisciai la gonna gessata, cercando mentalmente di spazzare via il persistente risentimento per l’assunzione di Mark da parte di Gideon. La LanCorp aveva chiesto alla Waters  Fields & Leaman di avere Mark – e quindi me – una manovra vista con sospetto da Gideon. Geoffry Cross aveva decimato il patrimonio della famiglia Landon, e mentre sia Gideon sia Ryan Landon avevano ricostruito ciò che i loro padri avevano perduto, Landon era ancora affamato di vendetta. “Ma principalmente per motivi personali.”

Si raddrizzò, mise i gomiti sulla scrivania e si chinò verso di me. “Non sono affari miei e non voglio farti pressioni, ma io, Steven e Shanna se hai bisogno siamo qui per te. Siamo preoccupati per te.”

La sua serietà mi fece venire le lacrime agli occhi. Il suo fidanzato, Steven Ellison, e la sorella di lui Shanna, erano diventati cari amici nei mesi che ero stata a New York, erano parte della nuova rete di amici che avevo costruito nella mia nuova vita. Non volevo perdere la connessione con le persone che avevo imparato ad amare.

“Lo so.” Sorrisi anche se soffrivo. “Se avessi bisogno di te ti chiamerei. Te lo prometto. Ma tutto andrà per il meglio. Per tutti noi.”

Mark si rilassò e sorrise di nuovo. “Steven non ne sarà felice. Forse dovrei farti parlare con lui.”

Immaginare il robusto e cordiale imprenditore, mi scacciò via la tristezza. Steven mi avrebbe fatto passare un brutto momento, ma lo avrebbe fatto a fin di bene.

“Oh andiamo” lo presi in giro. “Non mi farai questo, vero? E’ già abbastanza difficile così.”

“Non mi dispiace rendere il tutto più difficile.”

Risi. Mi sarebbe mancato Mark e il mio lavoro. Molto.

 

 

 

Per leggere i precedenti estratti del primo capitolo cliccate QUI.

 

Traduzione amatoriale.

Ci aggiorniamo al prossimo estratto di “One with You” di Sylvia Day!

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