LIBRI: il primo capitolo di “One with You” di Sylvia Day (part II)

 

 

 

 

“One with You” #2 Estratto

 

Buongiorno a tutte,

ci aveva lasciate in sospeso Sylvia Day, promettendoci una nuova parte del primo capitolo del romanzo “One with You“, l’ultimo libro dell’amatissima Serie Crossfire

Ieri, la nuova parte del capitolo , che non lo conclude ancora, è disponibile sul sito dell’autrice.

 

Buona Lettura!

 

 

 

Avrei dovuto camminare in punta dei piedi e trattenere il respiro in casa del mio patrigno, considerato che rientrare di nascosto a quell’ora -poco dopo le sei del mattino- significava probabilmente essere beccata. Invece procedetti con fermezza, i miei pensieri occupati dai cambiamenti che avevo bisogno di fare.

 Avevo tempo per una doccia -a malapena- ma decisi di non farla. Era passato così tanto tempo dall’ultima volta che Gideon mi aveva toccata. Troppo tempo da quando le sue mani erano state su di me, il suo corpo dentro al mio. Non volevo lavare via il ricordo del suo tocco. Solamente quello mi dava la forza di fare quello che andava fatto.

Una lampada da tavolo si accese. “Eva”.

Sobbalzai. “Gesù”.

Voltandomi, trovai mia madre seduta su uno dei divani del salotto.

Mi hai fatto prendere un colpo!” L’accusai, massaggiandomi con la mano il mio cuore palpitante.

Lei si alzò, la sua veste avorio satinata e lunga fino al pavimento brillava sulle sue gambe toniche, snelle ed abbronzate. Ero la sua unica figlia, ma potevamo sembrare sorelle. Monica Trammell Barker Mitchell Stanton era ossessionata dal mantenersi in forma. Come donna-trofeo in carriera, la sua bellezza giovanile era il suo strumento del mestiere.

Prima che inizi” cominciai io “sì, dobbiamo parlare del matrimonio. Ma io ho davvero bisogno di prepararmi e di raggruppare le mie cose così posso tornare a casa stasera”.

Hai una tresca?”

La sua domanda brusca mi ha scioccata quanto colta di sorpresa. “Cosa? No!”

Lei sospirò, la tensione lasciava visibilmente le sue spalle. “Grazie a Dio. Mi dici che diavolo succede? Quant’è pesante la discussione che hai avuto con Gideon?”

Tanto. Per un momento, ho temuto che lui avrebbe messo fine alla nostra storia con la decisione che aveva preso. “Stiamo mettendo le cose a posto, mamma. È stato solo un ostacolo lungo il percorso”.

Un ostacolo per cui l’hai evitato per giorni? Questo non è il modo di gestire i problemi, Eva”.

È una lunga storia”.

Lei incrociò le braccia. “Non ho fretta”.

Beh, io sì. Devo prepararmi per andare al lavoro”.

Il dolore apparve sul suo volto e io ebbi subito i sensi di colpa.

Una volta, volevo crescere per essere come mia madre. Ho perso ore ed ore a mettermi i suoi vestiti, inciampare nei suoi tacchi, imbrattare la mia faccia con le sue costose creme e trucchi. Provavo ad imitare la sua voce sospirata e i suoi modi di fare seducenti, sicura che mia madre fosse la donna più fantastica e perfetta del mondo. E il suo modo con gli uomini, la maniera in cui loro la guardavano e la servivano … beh, avrei voluto anch’io quel suo tocco magico.

Alla fine, sono cresciuta sputata uguale a lei, a parte l’acconciatura di capelli e il colore dei miei occhi. Ma questo era solo all’esterno. Come donne, non potevamo essere più diverse e, tristemente, questo iniziò ad essere qualcosa a cui tenevo molto. Smisi di rivolgermi a lei per chiedere consiglio, eccezion fatta per i vestiti e accessori.

Questo sarebbe cambiato. Ora.

Ho provato diverse tattiche di mantenere la mia relazione con Gideon, ma non avevo chiesto aiuto all’unica persona che sapeva cosa volesse dire essere sposata con un uomo potente ed illustre.

Ho bisogno del tuo consiglio, mamma”.

Le mie parole rimasero sospese nell’aria, poi le vidi naufragare. Gli occhi di mia madre si allargarono con sorpresa. Un momento dopo lei stava sprofondando nel divano, come se le sue ginocchia l’avessero abbandonata. Il suo shock era un duro colpo, mi faceva capire che l’avevo ammutolita.

Mi faceva male dentro, quando mi sedetti sul sofà di fronte a lei. Avevo imparato a fare attenzione a ciò che condividevo con mia mamma, facendo del mio meglio per tenere riservate informazioni che avrebbero potuto far iniziare discussioni che mi avrebbero fatto diventare matta.

Non era sempre stato così. Il mio fratellastro Nathan aveva strappato da me la mia tiepida e semplice relazione con mia mamma proprio come si prese la mia innocenza. Dopo che mia madre seppe della violenza, cambiò e divenne iperprotettiva al punto di stalkerarmi e soffocarmi. Con me era invadente ed ansiosa, a volte al limite dell’isteria. Con gli anni, mi obbligai a velare la verità un po’ troppo spesso, tenendo nascosti segreti con tutte le persone che amavo solo per avere un po’ di pace.

Non so come essere il tipo di moglie di cui Gideon necessita” confessai.

Le sue spalle si ritrassero, la sua posizione era ora di sdegno. “Lui ha una tresca?”

No!” Una risata riluttante mi scoppiò. “Nessuno ha una tresca. Non ci faremmo mai questo. Non potremmo. Smetti di pensarlo”. Mi sono dovuta domandare se la recente infedeltà di mia madre verso mio padre fosse il vero basamento di questa sua convinzione. Le pesava in testa? Metteva in questione ciò che aveva con Stanton? Non sapevo come sentirmi a riguardo. Amavo così tanto mio papà, ma credevo anche che il mio patrigno fosse perfetto per mia mamma, proprio ciò di cui lei avesse bisogno.

Eva –“

Gideon ed io siamo scappati insieme qualche settimana fa” Dio, come mi faceva sentire bene averlo detto.

Sbattè le palpebre fissandomi. Una volta. Due volte. “Cosa?”

Non l’ho ancora detto a papà” proseguii “ma lo chiamerò oggi”.

I suoi occhi luccicavano di lacrime appena nate. “Perché? Dio, Eva… com’è che ci siamo allontanate così tanto?”

Non piangere.” Mi sono alzata e sono andata da lei, sedendomi accanto. Ho cercato le sue mani, ma lei mi ha dato un forte abbraccio. Ho inspirato il suo odore familiare e ho sentito quella pace che senti solo tra le braccia di una madre. Per pochi istanti, tuttavia. “Non era nei piani, mamma. Siamo andati via per il fine settimana, Gideon mi ha chiesto se lo volessi, così ha organizzato tutto… è stato spontaneo. Su due piedi”.

Lei si tirò indietro, rivelando una lacrima che le rigava il viso e fuoco negli occhi: “Ti ha sposato senza un accordo prematrimoniale?”

Risi, dovevo farlo. Di sicuro mia madre si sarebbe focalizzata sui dettagli finanziari. I soldi erano stati a lungo lo spirito guida della sua vita. “C’è un accordo prematrimoniale”.

Eva Lauren! L’hai guardato? O anche quello è stato spontaneo?”

Ho letto ogni parola”.

Non sei un avvocato! Oh, Eva… ti ho cresciuta per essere più furba di così!”

Anche un bambino di sei anni avrebbe capito termini e condizioni” replicai, irritata dal vero problema del mio matrimonio: Gideon ed io avevamo troppe persone immischiate nella nostra relazione, distraendoci dalle cose su cui realmente avevamo bisogno di lavorare. “Non preoccuparti dell’accordo prematrimoniale”.

Avresti dovuto chiedere a Richard di leggerlo. Non capisco perché non l’hai fatto. È così irresponsabile. Io non –“

L’ho visto, Monica”.

Entrambe ci voltammo al suono della voce del mio patrigno. Stanton entrò nella stanza pronto per la giornata, stava bene con quel completo blu e cravatta gialla. Ho immaginato Gideon molto simile a lui alla sua età: fisicamente in forma, che si distingue, più maschio alfa che mai.

L’hai visto?” chiesi stupita.

Cross me l’ha spedito qualche settimana fa”. Stenton passò dalla parte di mia madre, prendendole la mano nella sua. “Non avrei potuto lottare per condizioni migliori”.

Ci sono sempre termini migliori, Richard” disse mia mamma in modo aggressivo.

Ci sono ricompense per delle pietre miliari come anniversari, la nascita dei bambini, e nessuna penale nei confronti di Eva, eccetto consulenze matrimoniali. Un disfacimento avrebbe avuto un assetto più che ragionevole. Ero tentato di chiedere se Cross l’avesse fatto correggere al suo consulente matrimoniale di casa. Immagino abbiano discusso strenuamente a riguardo.”

Lei si calmò per un momento, prendendolo in considerazione. Poi puntò i piedi, irritata. “Ma tu sapevi che stavano scappando? Lo sapevi e non hai detto niente?”

Figurati, non lo sapevo di certo.” La tirò tra le sue braccia, parlando piano come avrebbe fatto con un bambino. “Presumo che lui stesse guardando al futuro. Sai che di solito queste cose richiedono lunghe negoziazioni. Benché, in questo caso, non ci fosse nient’altro che io avrei potuto chiedere”.

Mi alzai. Dovevo sbrigarmi, se volevo arrivare al lavoro in tempo. Oggi su tutti i giorni possibili, non volevo fare tardi.

Dove stai andando?” mia madre si stacco da Stanton. “Non abbiamo finito questa discussione. Non puoi lanciare una bomba così e poi andartene!”.

Guardandola di nuovo, camminai all’indietro: “Devo seriamente prepararmi. Perché non pranziamo insieme e ne parliamo ancora dopo?”

Non puoi essere –“

Tagliai corto. “Corinne Giroux”.

Gli occhi di mia madre si allargarono, poi si rimpicciolirono. Un nome. Non dovevo dire altro.

La ex di Gideon era un problema che non necessitava di ulteriori spiegazioni.

 

 

 

Ci aggiorniamo al prossimo estratto di “One with You” di Sylvia Day!

 

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