Jamie Dornan: “Paul Spector potrebbe essere il tuo vicino di casa”

 

 

La BBC rilascia questa nuova intervista a Jamie Dornan in vista dell’imminente debutto della terza stagione della serie “The Fall”.

 

– Parlaci di Paul Spector

E’ un uomo orribile e un assassino seriale. Indaga sui suoi reati commessi a Belfast Stella Gibson. La cosa di Spector che più ha scioccato il pubblico è il fatto che è una persona relativamente normale al di fuori del suo lato omicida: ha una vita familiare piuttosto stabile, ha un lavoro, è ben educato, è di ceto medio e potrebbe essere il tuo vicino di casa.

– Ci sono caratteristiche notevoli nel suo personaggio?

E’ difficile credere che qualcuno capace di fare quello che lui fa abbia caratteristiche notevoli, però ha l’aspetto di un buon padre con la figlia Olivia, il rapporto più stretto che ha e quello più vicino all’amore di cui è capace. E’ anche abbastanza bravo nel suo lavoro. E’ difficile trovare cose positive su quell’uomo ma se proprio devo dirne, allora queste.

 

 

– Che impatto hai avuto interpretandolo?

E’ un personaggio complesso da cima a fondo e quelle complessità le rivela sempre di più nell’arco delle tre stagioni dove otteniamo una visione chiara della sua mente. Troveranno risposta le domande sul perché è così e sugli eventi della vita che l’hanno portato ad essere così. E’ piacevole interpretare qualcuno così a strati, ancora dopo quattro anni che lo interpreto scopro qualcosa di lui.

– Questa stagione raggiunge il culmine della storia tra Spector e Gibson. Bilanci del viaggio?

Professionalmente, è il miglior lavoro che mi sia capitato. Mi piace interpretarlo e la terza stagione è stato come tornare a casa. Anche perché sono di Belfast e ho vissuto lì 15 anni, quindi anche letteralmente è stato davvero come tornare a casa.

 

 

– Quanto conta il fatto che le riprese si sono svolte a Belfast?

E’ stato detto che Belfast è un personaggio all’interno della serie! Avevo detto allo sceneggiatore che era così edificante leggere qualcosa ambientato a Belfast. La città vuole emergere nonostante i problemi, dimostrando che è un luogo davvero ottimo. E io sono contento perché non devo fare un altro accento!

– Come è stato lavorare con Gillian Anderson?

Quattro anni insieme. Nella prima serie ho avuto pochi momenti con lei, probabilmente l’ho incontrata più spesso in sala stampa che sul set! Nella seconda serie ben 18 minuti con lei! E in questa terza stagione c’è stato più spazio con noi insieme. E’ strano, mi chiedono tutti come è stato lavorare con lei, ma se avessero visto la prima stagione saprebbero che l’ho incontrata ben poco! Solo qualche momento!
Ora posso dire, dopo aver lavorato più tempo con lei, che è grande. Gillian ama la serie e il suo personaggio e lo avrebbe interpretato per il resto della sua vita e questo è abbastanza eloquente per una come lei, con la sua carriera alle spalle!

– Come descriveresti The Fall a chi ancora non l’ha visto?

La serie è un rollercoaster tra due persone con due binari allineati che sono guidati da un altro. Avere una come Gibson che gli da la caccia spinge Spector, in un certo senso, a dare di più. Lui ama questo gioco con lei.
La cosa davvero interessante di The Fall e che la distingue da altre serie drammatiche è che si tratta di “Ho fatto” piuttosto che “Chi è stato”. Si arriva a esplorare la psicologia di gente come lui ma anche di gente come lei ed è raro in una serie.

 

 

 

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