Jamie Dornan ospite di Eamonn Mallie

 

 

Come già anticipato nei brevi estratti che abbiamo pubblicato, il faccia a faccia di Jamie Dornan con il noto giornalista Eamonn Mallie ha prodotto un’intervista con argomenti inediti e di attualità nonchè di cultura generale e vasti interessi e scevra delle solite banalità che ogni intervista in tempo di promozione di film porta con se.

 

 

 

 

– Hai lasciato l’Università, il che non sempre è una cosa sbagliata. Magari volevi fare altro nella vita, magari era l’educazione di Belfast che non suscitava il tuo interesse. Ti sei mai pentito di aver lasciato l’Università?

JD: No. Assolutamente no. Non ero il secchione della classe, né il pupillo di nessuno, anzi. Avevo voti bassissimi e non ho passato nessun esame. Il problema è che non facevo nulla. Non ho fatto nessun tipo di lavoro, non so come mai. Mio padre, proprio come suo padre ha fatto con lui, ha cercato di dirmi quanto fosse importante la scuola, quanto fosse importante una qualifica e dei buoni voti, ma non me non attaccava. Non ha funzionato. Per niente.

– Tu dici di non essere mai stato uno studente attento e coscienzioso, allora come fai ora a mettere insieme delle battute in film completamente diversi l’uno dall’altro, e con accenti diversi? Hai una buona memoria?

JD: Non proprio. Ho una memoria terribile infatti, ma se voglio fare una cosa la farò a tutti i costi. La cosa che preferisco dell’essere attore è la ricerca. Mi piace sporcarmi le mani, imparare tutto quello che posso sulla persona che sto per interpretare. Mesi prima di girare, mi concentro sul periodo storico, ricerco le vite di queste persone poi, una volta sul set, dopo l’annuncio del fatidico ciak, me lo sbatto alle spalle così da potermi focalizzare sul momento, sulla storia, invece che su tutte quelle informazioni che mi riempiono la testa. A scuola non riuscivo a concentrarmi perché non avevo assolutamente nessun interesse in quello che stavano cercando di insegnarmi.

 

 

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