Jamie Dornan: “Dopo 50 Sfumature le cose fondamentali della mia vita non sono cambiate”

 

 

Una nuova intervista a Jamie Dornan per Independent con dichiarazioni inedite ed altre “già sentite”, quindi omesse.

 

 

– Come il successo di Cinquanta Sfumature ti ha cambiato la vita?

Molta più gente mi conosce ora. Si sono aperte molte porte. Devo essere onesto, se fai parte di un film che ha guadagnato più di 600 milioni di dollari al botteghino è possibile ottenere film come “La battaglia di Jadotville” e “Anthropoid”. Non avrei potuto nemmeno pensare a tali progetti se non avessi fatto parte di un film che ha incassato tutti quei soldi.

– Stai lasciando il segno con due ruoli: un ragazzo sadomaso e un serial killer. Quando i tuoi figli ti chiedono spiegazioni, cosa rispondi a riguardo?

I miei bambini devono per forza vedere alcune parti del mio lavoro (ride)? No. Per essere onesti, noi viviamo in campagna, nella campagna inglese, in mezzo al nulla, solo alcuni conoscono a fondo il mio lavoro.

 

 

– Come si fa a scrollarsi di dosso il suo ruolo di un serial killer in “The Fall”?

In risposta alla prima parte della sua domanda, ho interpretato Paul Spector per quattro anni e mezzo, ma adesso è finita. Per quanto strano ho amato ogni minuto che ho interpretato una persona così mostruosa. E’ amaro il fatto che sia finita perché sento di conoscerlo davvero a fondo questo personaggio. Ci sono anche aspetti di lui che mi hanno appassionato e che è difficile scrollarsi di dosso.
Sono stato fortunato a girare a Belfast perché potevo rientrare a casa dopo il set, dimenticare tutte le cose terribile che avrei dovuto fare il giorno dopo.
Mia moglie mi ha detto:” Ruoli complessi come questo arrivano una volta nella carriera, non capitano molto spesso.”
Sono stato fortunato per l’opportunità di interpretare un personaggio del genere.

– Cosa mi dici dell’attenzione dei fan?

Dopo Cinquanta Sfumature le cose fondamentali della mia vita non sono cambiati.
Ci sono anche situazioni isolate come quando mi trovo a Los Angeles e devo andare fuori a cena e ci sono una marea di paparazzi e sono così brutali. Quelle notti quando sono così esposto a tutto ciò mi sento una persona diversa. Ma parliamo di sole 10 notti all’anno. Il resto dell’anno conto le pecore!

– Cosa ne pensi invece di quelle persone che vedono “The Fall” e “La battaglia di Jadotville” da estremi moralisti?

Ogni personaggio deve essere considerato come un nuovo inizio. Non ho ancora però interpretato una donna (ride)! Io non sono (Eddie) Redmayne. Non ancora. Ma ci arriverò.

– Come sono andate le riprese di Cinquanta Sfumature in Francia?

Eravamo in sanguinosa Nizza quando sono avvenuti gli attacchi terroristici ed è stato orribile.
Ma è anche strano il fatto che ho alloggiato nella stessa camera d’albergo di quando giravo “Marie Antoinette”, il mio primo film in assoluto, 12 anni fa. Mi hanno portato in camera e mi sono detto, stessa stanza! Che cosa assurda!

– Si può parlare di come avere un nuovo regista, James Foley, abbia influenzato i prossimi due film, soprattutto come ha influenzato te e Dakota?

Io e Dakota siamo molto affezionati a Sam Taylor-Johnson.
E’ stato difficile per Jimmy prendere il timone di una nave già salpata, e il primo è stato un grande successo. Ma ha voluto mettere la sua impronta sui sequel, e ha funzionato molto bene.

 

 

 

 

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