Intervista a Laura Schiavini: “Il mio prossimo romanzo sarà un pò più serio”

 

 

C’è una famosa autrice italiana con un passato da autrice erotica – che forse non tutti sapevano – e con una vita precedente come autrice in una rivista del genere. Questa autrice di nome Laura Schiavini è oggi una scrittrice conosciuta in tutta Italia e la ringraziamo del tempo che ci ha dedicato.

 

– La nostra domanda di rito e i motivi sono ovvi: hai letto la serie Cinquanta Sfumature?

 

– Ahi! Cominciamo male. Quando ho acquistato il lettore Kobo, lo davano in omaggio. Avevo già iniziato a leggerlo, poi per qualche strano motivo che non ho ancora capito, è scomparso dal dispositivo. Nel frattempo se ne parlava talmente tanto che mi ha scatenato la reazione opposta, insomma non l’ho letto.

 

– Cosa ti ha spinta, quale è stato l’elemento scatenante che ti ha convinta ad esporti al pubblico auto pubblicandoti?

 

L’avvento dell’ebook e di un nuovo modo di leggere i libri mi aveva entusiasmato e ci credevo molto. Alle spalle avevo vent’anni di scrittura e una collaborazione con un’importante rivista femminile per la quale scrivevo romanzi e racconti. Tuttavia, pur avendo già pubblicato dei libri, arrivare al grande pubblico era ancora un sogno nel casetto. Quindi mi sono buttata…

 

Quando hai capito di aver sfondato?

 

“Sfondare” è una parola grossa, nel mio caso. Gli autori che sfondano veramente si contano sulla punta delle dita, specie in Italia. Diciamo che avevo ralizzato un sogno, un obiettivo che inseguivo da molto tempo. Comunque quando mi arrivavano, da tutte le parti d’Italia, le foto delle vetrine con A qualcuno piace dolce in bella mostra, per non parlare del totem, ero felice ma anche spaventata per tutto quel tam tam. La prima volta che l’ho visto, nella libreria Giunti di Trieste, sono uscita perché mi aveva intimidito. Sono una persona un po’ schiva, cui non piace mettersi in mostra.

 

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Puoi raccontarci come è stata l’emozione della “chiamata” della casa editrice Newton?

 

E’ acaduta una cosa strana. Alessandra Penna, la editor di Newton Compton, mi aveva mandato un messaggio su facebook in cui mi chiedeva il file word. Ma non essendo lei attiva su fb, il messaggio era finito in “altri” e non lo avevo visto. Nel frattempo mi aveva contattato Maria Cristina Guerra, dell’agenzia letteraria Thésis, alla quale avevo dato il mandato. Così è stata lei a darmi la bella notizia.

 

Hai dovuto accettare troppi compromessi? O sei riuscita a negoziare adeguate condizioni per un’emergente?

 

Come ho detto sopra se n’è occupata l’agente letteraria, negozionado un buon contratto standard.

 

Le fonti riferiscono che sei stata nella tua precedente vita un’autrice di erotico: come mai hai abbandonato il genere? Troppo di nicchia? Pensi di riprenderlo magari sotto uno pseudonimo?

 

Ho pubblicato undici romanzi erotici – firmandomi con uno pseudonimo – per l’Olympia Press, la casa editrice, che in Italia ha pubblicato Histoire d’O e che ora non esiste più. E’ stata un’esperienza che mi ha insegnato molto, in termini di scrittura, ma alla fine ero in overdose e ho avuto un rigetto. A qualcuno piace dolce è nato da questo rigetto.
Perciò ho scritto un romanzo dove le scene erotiche, invece di essere descritte minuziosamente, sono volutamente “sfumate” lasciando molto all’immaginazione del lettore. Secondo me, ultimamente, l’erotismo è preso troppo sul serio. Quindi perché non renderlo più leggero e divertente?

 

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Il tuo prossimo progetto? Puoi anticiparci qualcosa?

 

Un romanzo un po’ più serio, ma per scaramanzia preferisco non parlarne.

 

L’erotismo ai tempi di 50 sfumature? Così sdoganato e commercializzato è un bene o forse un male?

 

Leggere non è mai un male, e la commercializzazione serve anche a fidelizzare i lettori, che magari, incuriosti, vanno a leggere Anais Nin. Le 50 sfumature hanno aperto le porte all’erotico femminile, che si scriveva e si leggeva già, ma era un genere sotto stimato, quasi da “consumare” di nascosto. A parte certi casi eclatanti, come Erica Jong e i classici. Pur non avendo letto le 50 sfumature, so bene di che cosa parla e di come ne parla, quindi credo di poter affermare che ha saputo far leva su archetipi femminili tanto antichi quanto, credevo, superati. E che invece, a quanto pare, sono duri a morire. Le donne post femministe amano ancora il ruolo della sottomessa che si fa strapazzare dal maschio alfa, e vanno in brodo di giuggiole all’idea di redimerlo. Ripensandoci, nei miei erotici la protagonista era sempre una donna emancipata, consapevole del proprio desiderio e libera di sperimentarlo.

 

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Noi donne siamo attratte da questi maschi alfa ricchi sfondati e un po’ bastardi? Un’ipotesi del perchè?

 

Nella narrativa di intrattenimento, le lettrici cercano un’evasione dalla quotidianità e dalla realtà. E va benissimo, rientra nel genere. Il tizio che fatica ad arrivare a fine mese non è certo un personaggio glamour. Forse vado fuori tema, ma mi viene in mente Rhett Bultler, ricco sfondato e mascalzone, con una sua morale controcorrente. Quello sì che era un personaggio maschile affascinante…

 

Se avessi una tua casa editrice indipendenti che libri vorresti proporre?

 

Domanda difficilissima. Ci provo… libri di donne per le donne, non necessariamente rosa. La mia amica e collega Mara Roberti ha coniato il termine femminismorosa. Ecco, pubblicherei libri che parlano di donne vere, forti e fragili, emancipate e ribelli. Che si innamorano, fanno sesso, e lottano per le loro idee.

 

Grazie della tua squisita disponibilità, attendiamo il tuo prossimo romanzo.

 

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7 commenti

  1. Mara Roberti

    Grazie di cuore a Laura per avermi citato. Sono esattamente i personaggi che vorrei anch’io e a cui penso quando parlo di “femminismo rosa”, non poteva definirli meglio. A questo punto non mi resta che sperare che Laura apra davvero una sua casa editrice… 🙂 Ma senza smettere di scrivere, ovviamente!

  2. Silvana sanna

    Intervista molto interessante è bello conoscere meglio le autrici che ci piacciono. E a me Laura Schiavini piace molto, a parte gli erotici di “prima” ho letto tutto quello che ha pubblicato. Nelle sue storie apprezzo l’originalità del contenuto, l’ironia, la capacità di emozionare e di coinvolgere il lettore, e la scrittura personale e molto curata. Oltre alla scrittrice apprezzo la donna intelligente, moderna, schietta e un po’ anticonformista, nei suoi personaggi femminili credo che ci sia molto di lei.

  3. Francesca Baldacci

    Complimenti per l’intervista, interessante e particolarissima, dove emerge la personalità di Laura Schiavini che è, a mio avviso, una delle scrittrici italiane migliori in circolazione. Le sue idee combaciano con le mie, soprattutto per la necessità da parte della donna, di uscire dai soliti cliché letterari e non. La nostra generazione, in effetti, aveva insegnato qualcosa che sembra essersi perso. Meglio ricordarsene, invece…

  4. Laura Schiavini

    Un grande grazie anche da parte mia, a chi ha scritto l’articolo e a chi ha commentato!

  5. Desi

    Risposte iinteressanti. È bello vedere e leggere autrici di un certo calibro

  6. anna maria frascaroli

    Una bella intervista, riflette la personalità moderna e un po’ anticonformista di Laura Schiavini, un’autrice che apprezzo moltissimo. Condivido pienamente i commenti di Silvana Sanna e di Francesca Baldacci, come loro ho letto diversi suoi romanzi e leggerò con entusiasmo quelli che ancora scriverà.