Nuova Fan Fiction ambientata nella Londra del 1800!

Nuova Fan Fiction di Tati J. ambientata nell’aristocrazia della Londra del 1800. Le vicende del giovane e dissoluto marchese di Grayson fino al matrimonio con la contessa di Pelham. Ispirandosi al libro The Stranger I Married di Sylvia Day, Tati J. narra una personale e breve rappresentazione del rapporto di Richard e Isabel.

II° CAPITOLO

La stretta vicinanza con il marchese nella carrozza era inevitabile. Lui era troppo corposo, lei nemmeno troppo minuta e l’abitacolo troppo stretto, per fortuna che aveva il cognato davanti o Isabel non avrebbe risposto delle sue azioni. Il profumo di Grayson faceva girare la testa, un misto di cuoio e sapone, e la sua pelle emanava un tale calore…

L’aveva subito notato appena scesa dalla scale. Il marchese per il suo rientro in società aveva scelto il look da dandy, non aveva sbagliato nulla nell’accostare gli abbinamenti e si chiese se nella sua permanenza in campagna avesse preso lezioni di stile e di look da Lord Brummel*. Aveva un completo blu scuro che si intonava alla perfezione all’abito di Isabel, con i pantaloni a tubo ma attillati e infilati negli alti e lucidissimi stivali neri, la giacca segnava le sue spalle larghe e la camicia immacolata faceva risaltare la sua carnagione olivastra. Completava il tutto la cravatta bianca, e nessun panciotto. Uno scandalo! Avrebbe fatto scandalo suo marito questa sera, ma il risultato finale era così mozzafiato che persino il diavolo in persona l’avrebbe perdonato.

Isabel non riusciva a guardarlo troppo, la sua forte mascella irradiava virilità e già il corpetto del suo abito da sera era troppo stretto e i suoi capezzoli troppo eccitati.

Arrivarono a destinazione e la marchesa si rese subito conto dell’inferno che avrebbe passato quella sera.

Suo marito, Lord Grayson, fin dal suo ingresso divenne l’uomo più ammirato e il più puntato. Le donne facevano a gare per farsi notare e invitare a ballare e lui non poteva certo sottrarsi alle regole della buona educazione, quindi le invitava tutte. O quasi. Si, le più racchie le evitava con disinvolta grazia. Che mostro di uomo!
Tutto ciò cominciava a infastidire parecchio Isabel.
E come se non bastasse anche sua suocera presenziava alla serata.
Un vero incubo, e lei che moriva dalla voglia di partecipare nuovamente a un ballo si ritrovò con la voglia di tornarsene subito a casa, nel letto con il marchese. Si perché più vedeva le nobildonne girargli attorno con fare civettuolo più desiderava giacere col marito e scoprire se era così focoso anche nell’intimità e quali attrattive aveva da offrire.

Al terzo calice di vino, pensieri impuri e tormenti interiori, uscì a prendere una boccata d’aria sulla terrazza e lì vi incontrò la suocera, Lady Catherine. Accidenti, la serata proseguiva sempre peggio e ora non poteva tirarsi indietro.

Lady Pelham..”
“Se mi permettete ora sono Lady Grayson.”
“Forse per la società, ma non per me, lo sapete bene che non lo sarete mai.”
“Posso sapere il motivo di tutto questo astio nei mie confronti?”

Isabel stava cominciando a tremare, ma non per paura o soggezione della suocera, era il nervoso che covava da tempo cominciava a scaturire oggi, in quel momento, che non era proprio il più indicato essendo ospiti a casa d’altri.

“Perché siete una volgare cacciatrice di dote. E siete vecchia e non riuscirete mai a dare un erede alla mia nobile casata. Vi bastano questi motivi? Lasciate in pace mio figlio e andatevene, fategli fare una sua famiglia come il suo titolo richiede.
Sentite, posso farvi sistemare in una comoda casa, garantirvi una rendita a vita e tutta la servitù che vi occorre, ma per l’amor di Dio abbandonate Richard!”
“Mi volete comprare?”

“Tu non sei in vendita Isabel. Per nessuno.”

La voce dura di Grayson risuonò da lontano, ma lui era lì, sulla terrazza e stava avanzando verso di loro, lo sguardo furioso, le mani strette a pugno.

Madre, ho sopportato abbastanza, da questo momento vi chiedo di non venire più nel nostro palazzo in città e vi ordino di confinarvi nella tenuta in campagna.”
“Ma non puoi Richard!”
“Si che posso madre, l’ho appena fatto. Ci rivedremo quando avrete imparato il rispetto per la mia legittima moglie.
Vieni Bel, rientriamo, comincia a fare freddo.”

Isabel tremava ancora come una foglia, ma si era sentita così protetta dalle parole di suo marito, così al sicuro.

“Tieni, bevi un po’ di sherry.”

Isabel trangugiò il bicchierino offertole da Richard tentando di mantenere un contegno pubblico, ma ancora non riusciva a parlare, le parole della suocera l’avevano shoccata risvegliando in lei vecchi demoni mai assopiti del tutto. Sapeva di essere più vecchia di ben due anni del marito e di non essere più così giovane da garantire una discendenza. Richard aveva detto che non voleva figli, chissà perché, ma secondo sua madre erano indispensabili per il suo titolo. E Isabel sapeva che era vero.

Avrebbe confinato anche lei, tra qualche anno, in una delle sue residenze spassandosela con la nuova amante e il figlio bastardo che questa gli avrebbe dato?
Basta pensieri negativi, basta sherry! Isabel scosse visibilmente la testa.

“Brutti pensieri mia cara?”

La voce calda di suo marito sulla sua pelle la fece rabbrividire.
Le cinse la vita e la spinse verso una stanza dove di certo non era frequentata a quell’ora: la biblioteca.

E lì Isabel perse la testa. Lui era troppo, soprattutto quella sera. Troppo bello, troppo affascinante, troppo sensuale. Doveva tenersi alla larga da tutti quei “troppo” ma cedette alla sua battaglia interiore.

Si aggrappò alle spalle di Grayson mentre le mani di lui la toccavano ovunque senza tregua.
E il loro primo bacio.
Richard le sollevò il mento con poca gentilezza e la guardò negli occhi studiandola in profondità, sembrava che volesse penetrarla anche da lì, poi si chinò dolcemente sulle sue labbra mentre il suo corpo la schiacciava contro la parete facendole sentire la sua erezione.
Un misto di dolcezza e turgore, passione sfrenata.
La bocca di Richard era così morbida, per tanto di quel tempo Isabel desiderava sentirla su di lei e le sue mani, così bramate, così forti ma delicate, la stavano facendo impazzire insinuandosi sotto le sue gonne sino alla giarrettiera che strappò tirandola senza troppa fatica.
Ma erano in una biblioteca in cui poteva entrare chiunque in qualsiasi momento.
Puntò i palmi contro il torace del marchese e tentò di spingerlo via, ma Grayson non si mosse di un millimetro, sembrava di spingere contro un muro.

“Grayson, potrebbe entrare chiunque.”
“E’ questo il bello Isabel, lo so che ti attira il proibito, il rischio, il gioco.”

Suo marito la conosceva fin troppo bene.
Le stava offrendo la tentazione di una lussuria perfetta: a una fioca luminosità di candela, in piedi in preda al delirio, in un posto dove potevano essere scoperti da un momento all’altro. Dio se era eccitante! E lei era proprio dissoluta come suo marito….
Ma era anche ubriaca quella sera e stava per fare qualcosa di cui poi si sarebbe pentita.
Quel pensiero la raggelò: il marchese era tornato per un breve periodo dalla campagna sicuramente perché la sua amante l’aveva stufato, voleva divertirsi un po’ con la moglie e intanto cercarsi, a uno dei prossimi balli, magari proprio in questo, la nuova amante da portare via con lui.
Domani mattina avrebbe trattato Isabel con la stessa freddezza di questi anni, cortese, educato, impeccabile, ma freddo e distante.

Isabel fece ricorso a tutta la sua volontà e lo spinse via mordendogli con forza il labbro.

“Ma che diamine!”

Il marchse si stacco subito da lei portandosi le dita sul labbro insanguinato. Dio Mio, aveva esagerato Isabel? Era arrabbiato ora Richard?
Sembrava furioso e lei si fece piccola, ma la rabbia esplose lo stesso.

Ho detto di no Grayson!”
“Ti devo ricordare i tuoi doveri coniugali moglie?”
“E pensi di ricordarmeli in una biblioteca a casa d’altri?”
“Non mi dire che non ti ha eccitato? Guardati, stai bollendo per me, lascia che ponga fine a questa tua sofferenza Isabel.”
“Non ne ho bisogno.”
“Deduco quindi tu abbia un nuovo amante di cui non conoscevo l’esistenza, che provvederà ai tuoi bisogni carnali stanotte vero? Del resto sono stato lontano da Londra e dai pettegolezzi per un bel po’.. avanti, chi è? Non ti preoccupare, non lo sfiderò a duello se temi per lui.”
“La mia vita privata non ti interessa, ti ricordo che sei stato tu a volere un matrimonio come il nostro, dove ognuno conduce la vita che più gli aggrada, ti prego di rispettare il nostro accordo, o anche la tua parola non ha onore?”

Detto questo girò velocemente sui tacchi ed uscì per correre alla toilette. Suo marito aveva ragione, stava bollendo per lui, lo voleva più di ogni altro, anche più del suo defunto marito che, seppur adorava, ma non aveva mai risvegliato in lei un simile istinto. Che la lussuria folle e scatenata tipica di Grayson fosse contagiosa?
Si rinfrescò il viso e tornò nel salone dove Richard e Rhys l’attendevano per tornare a casa. L’agonia stava finendo ma Isabel temeva che la vera tortura sarebbe iniziata ora, nel loro palazzo, a giudicare dallo sguardo malizioso del marito per niente arrabbiato nonostante il labbro gonfio.

 

Mia cara cognata, io mi ritiro nelle mie stanze, vi auguro una buonanotte e grazie della piacevolissima serata.”

Rhys lasciò l’atrio della casa appena vi fecero rientro lasciando Isabel sola con Richard.

“Anche io mi ritiro Richard, buonanotte.”

E corse su per le scale chiudendosi in camera e chiamando Lizzy.

“Si, vostra Signoria?”
“Mi aiuti a pettinarmi prima di andare a letto?”
“Ai vostri ordini Milady.”
“E ho bisogno di un bagno caldo per distendere i nervi, fammelo preparare per favore Lizzy.”

Solo quando si immerse nella vasca Isabel si rilassò, anche se il suo corpo bramava ancora le carezze di Grayson, quelle carezze appena accennate sulle sue cosce, l’avevano accesa e ora, come detto da lui, soffriva e aveva bisogno di porre fine a quella tortura. In un modo o nell’altro, con o senza il marchese.
Cominciò a toccarsi piano i capezzoli immaginando le dita lunghe e snelle di Grayson e gemette silenziosamente rovesciando la testa all’indietro, sul bordo della vasca, finchè una mano le prese un seno.
Lei aprì gli occhi di scatto e trovò suo marito vicino alla vasca, a torso nudo che ammirava il suo corpo, immerso nell’acqua, con occhi infuocati.

Sei la donna più bella e perfetta che io abbia mai visto.”
“Come osi entrare nella mia stanza senza bussare!”
“Oso e lo posso fare perché sono tuo marito.”
“Solo ora te ne ricordi? Sei stato via per un anno!”
“Lasciati toccare Isabel, toccarsi da sola non è la stessa cosa, lascia che ti soddisfi, lasciati amare.”

Isabel si coprì come potè, uscendo dalla vasca e prendendo la vestaglia lì a lato e con orrore vide il marito che cominciava a spogliarsi fino a rimanere nudo davanti ai suoi occhi.

Dio Mio aiutami tu!

Era splendido, il torace e l’addome scolpito, il suo membro terribilmente eccitato e gonfio la stava reclamando e lei lo voleva così tanto…

Erano nel bel mezzo della stanza, lui nudo, lei coperta con una vestaglia che l’acqua del suo corpo aveva reso trasparente, non potevano nascondersi. Lui si avvicinò e le mise le mani sui seni con riverenza, i suoi occhi sembravano quasi commossi.

Isabel non riusciva più a trattenersi, aveva desiderato quel tocco per tanto di quel tempo, lo sognava anche la notte.
Guardava rapita le sue mani sui suoi seni gemendo ad alta voce come una svergognata. Lui si inginocchiò davanti a lei e prese a soffiarle sulle sue parti intime fino ad avvicinare la bocca e cominciare a succhiarla in cima. Le gambe di Isabel cedettero e si accasciò sul pavimeto, lasciando a Grayson l’ingresso aperto ed esposto. Lui le divaricò ancora di più le gambe leccandola in tutta la lunghezza, succhiandola e mordendola. Le prese le natiche e le strinse contro la sua bocca, lei non aveva via di scampo e non voleva averne, stava soffrendo come non mai. Ma stava anche godendo come non mai. Si lasciò finalmente andare coricandosi per terra con la schiena a prendendo la testa di Richard con le mani spingendosela contro. Voleva di più, voleva tutta la sua forza, la sua potenza.

Appena succhiò mordendo più a fondo lei gridò spudoratamente, stava venendo ed era magnifico, lui si stava godendo il suo orgasmo nella bocca che aveva spalancato contro di lei quasi volesse inghiottirla e le sue pulsazioni gli avevavo fatto rilasciare parecchie gocce di sperma. Anche lui era al limite e nemmeno poteva nasconderlo.

Risalì verso la sua bocca di Isabel, impossendanosene e succhiandola con la lingua e finalmente, dopo anni di attesa, la penetrò con forza, se avesse fatto piano sarebbe crollato subito.

Si fermò immobile dentro di lei per un attimo, guardandola negli occhi con aria vittoriosa, ma resistette solo un secondo fermo. Lei era calda, stretta e stupefacente. Sarebbe di certo impazzito quella notte.

Richard sapeva per esperienza che non si poteva scopare la propria moglie come si scopavano le amanti, queste esitevano proprio per dare libero sfogo ai mariti frustrati. Invece con Isabel, che era la legittima moglie, doveva andarci piano, delicatamente e con venerazione, ma più pensava a come fare, più si accorgeva che la stava galoppando con forza, gemendo disperatamente accorgendosi che lei rispondeva a ogni spinta con uguale forza, dimenandosi senza freni sotto di lui.
Era troppo.
Si staccò dopo solo un minuto imprecando, pompandosi ferocemente contro il suo ventre e urlando il nome della moglie mentre veniva.

Perfetto, sua moglie, ah che bella parola e come suonava bene, era perfetta. Tutto quello che un uomo desiderava in una donna lui l’aveva trovato e l’aveva anche sposato. Cosa chiedere di più? Già nella sua mente frullavano migliaia di fantasie sessuali e cui sottoporre Isabel e che sicuramente lei avrebbe apprezzato. Era in paradiso. E aveva tutta la vita davanti per godere di lei.
Dopo mesi interminabili passati in campagna a lavorare con i suoi fittavoli, a cercare di guadagnarsi la loro fiducia, sporcandosi le mani e le braghe con loro, avere di nuovo a disposizione tutti i lussi della città e una donna così per goderne era proprio il paradiso sulla terra.

Ora doveva solo rivedere alcuni termini di quel vecchio, stupido, accordo stipulato con la moglie e generare un erede. Meglio se maschio, così tutta l’aristocrazia avrebbe taciuto di fronte a lei, la marchesa di Grayson che genera un erede maschio. Che schiaffo alla finta morale di tutti i nobili! Isabel troppo vecchia per procreare? Ebbene cari Lord e Ladies, Isabel Faulkner, marchesa di Grayson ha generato un maschio! Il primo erede della casata è nato maschio!
Ma anche femmina sarebbe andata bene, una piccola marchesina uguale alla mamma, bella e splendente come lei…

Stava ancora sognando quando sentì Isabel muoversi sotto di lui, forse la stava schiacciando. Quando alzò lo sguardo su di lei non vide proprio quello che si aspettava, sua moglie era arrabbiata, tremendamente arrabbiata. In cosa aveva sbagliato? Troppo esagerato?

“Togliti di dosso Grayson!”
“Pensavo di starti addosso tutta la notte.”
“No Richard, né questa notte né mai più.”
“Isabel, cosa stai dicendo?”
“Non voglio un vero matrimonio con te.”
“E per quale motivo? E non venirmi a dire la scusa del nostro vecchio accordo, la gente cambia, le cose si evolvono e io ora voglio avere una chance con te.”
“Non posso Richard, non posso darti quello che vuoi, mi dispiace.”

 

**********************

“Davvero Isabel, non capisco quale sia il problema con il marchese, mi hai detto che vuole una possibilità con te, perché non provare ad avere un vero matrimonio?”

James, il fratellino di Isabel era giunto in città la mattina seguente la sua notte con Richard e l’aveva trovata già sveglia all’alba in stato confusionale. Non aveva passato una notte tranquilla Isabel, non aveva chiuso occhio e aveva ringraziato il mattino di averle tolto il tormento di dover stare a letto per forza. In tutte le ore della notte aveva sognato il corpo nudo e splendido del marito e lo voleva nel suo letto. Voleva sentirlo urlare come la sera prima mentre tremava in preda agli spasmi dell’orgasmo. Voleva fargli tutto ciò che sapeva fare, ma proprio lei lo aveva allontanato.

“James, lascia stare..”
“Ti prego Isabel, sono sempre stato il tuo confidente, sin da ragazza che quando ti maritasti con il Conte, abbiamo parlato, scherzato e riso su tutto, non abbiamo mai avuto segreti, perché non ti apri a me?”

Non poteva dire a James la verità, e se avesse mentito lui se ne sarebbe accorto subito. Non poteva raccontargli dell’unico terribile segreto che non aveva mai osato rivelargli e di cui si vergognava da morire. Sperava di averlo riposto in un cassetto che mai più avrebbe aperto, ma ora stava tornando a tormentarla, ma parlarne con James? Oddio no, troppo doloroso.
Ripensava ancora alla vergogna provata in quegli anni del matrimonio con il Conte di Pelham, quanto ne era infatuata e tutte le sue menzogne fino ad arrivare a quella più mostruosa. Un mostro, il conte era un mostro e anche Richard sarebbe diventato così nel tempo, non appena la passione accecante che provava ora per Isabel si sarebbe spenta. Perché questo era, solo passione, non amore. Solo lussuria e desiderio per il corpo perfetto di Isabel, un corpo fatto apposta per dare e ricevere piacere, come il corpo di una volgare sgualdrina.

“Mi dispiace James, ma ora sono stanca e vorrei ritirarmi nella mia stanza.”
“Non ti lascerò andare via senza prima sapere la verità.”
“A proposito di verità, mi spieghi perché sei giunto in città così presto questa mattina e senza preavviso? Non ti sei nemmeno fatto annunciare da un biglietto in questi giorni e devi aver viaggiato tutta la notte. Cosa è successo? Qualcosa di grave a papà?”
“Papà sta benissimo, non ti preoccupare, e anche le terre sono ben amministrate per fortuna…”
“Mi accusi di non voler svelarmi ma anche tu James hai segreti per me vero?”
“Isabel niente di cui preoccuparsi, sono in città per il motivo più vecchio del mondo: trovare una moglie.”

E così ora doveva fare la balia a ben due giovani e focosi uomini in cerca di donne: suo fratello e suo cognato. E non dimentichiamo il più focoso da tenere a bada: suo marito Richard.

La testa ora le pulsava davvero e la stessa sera doveva presenziare a un breve concerto. Aveva bisogno di risposare.

Non ti senti bene Isabel?”
“Sono stanca James e stasera ho un concerto al quale spero vorrai accompagnarmi se devi mettere in atto la tua caccia, quindi se non ti dispiace mi ritiro per riposare. Il nostro maggiordomo ti indicherà la stanza degli ospiti.”

Appena entrò nel buio della sua stanza, illuminato solo da un debole fuoco Isabel ringraziò subito il cielo, si spogliò, si mise la camicia di raso rosso fuoco abbinata alla vestaglia e si infilò a letto.

“Benvenuta a letto, mia adorata. Ti stavo aspettando.”

E il marchese si appoggiò su un gomito sul morbido cuscino di piume guardandola con il suo sguardo infuocato, alzandosi appena e rivelando che sotto il lenzuolo di raso era completamente nudo. Nudo, eccitato e pronto per lei.

Una camicia di raso rosso fuoco per un riposino pomeridiano Isabel? Se pensavi di venirti a infilare nel mio letto ti ho preceduto come idea e iniziativa.”
“Cosa ci fai nel mio letto? Esci subito da qui!”

Era sconvolta, ma tutti i suoi sogni si stavano realizzando: Richard, nudo, eccitato, in un letto.
Ma doveva resistergli.

Cosa ci faccio qui? Vieni che ne parliamo. Spogliati, e infilati a letto. Fatti ammirare da me in tutto il tuo splendore, voglio vederti completamente nuda, lo voglio più di ogni altra cosa.”
“No!”

Si allontanò spaventata, il marchese si mise a sedere facendo scivolare il lenzuolo e lasciando intravedere il suo torace. Sembrava sul punto di perdere la pazienza, ma la libidine la si poteva leggere ancora nei suoi occhi.

“C’è qualche problema Isabel, sicuramente, ne vogliamo parlare civilmente da marito e moglie? Quanto tempo pensi di potermi ancora sfuggire dato che ho deciso di vivere con te per sempre?”

Per sempre… Tutta la vita con Richard… tutte le notti con Richard….

“Posso sempre lasciarti Richard, magari accettare l’offerta di tua madre.”
“Non oserai…”

Lo sguardo del marchese si fece inferocito.

“Sei mia moglie e tale resterai, che ti piaccia o no e se proprio ti ripugno, cosa che non mi sembrava proprio ieri notte, allora stai pur certa che non ti toccherò più.”

Le mani di Richard su di lei… non poterle più sentire..

 

 

* anacronismo.

 CONTINUA..

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27 commenti

  1. silvietta

    stupendo, stupendo, stupendo…. non vedo l’ora di leggere il continuo!!! continua così 🙂
    p.s. ma i preservativi nel 1800?!? ne vogliamo parlare!?! 🙂 🙂 🙂

    • Tati J.

      Grazie cara 🙂
      Il preservativo non lo usano perché sono marito e moglie e perché comunque lui vuole l’erede 😉

  2. Krista

    Ciao Tati, amo da impazzire le storie in costume e amo la tua storia. Spero ci saranno tanti tanti capitoli e spero svelerai il segreto di Isabel.
    Bacioni!

    • Tati J.

      Ciao, di solito scrivo pochi capitoli, perché mi annoia scrivere troppo a lungo sempre degli stessi personaggi. Io le storie le faccio evolvere in circa 3/4 capitoli. Anche meno se posso 🙂
      Ma poi passerò a una storia diversa

  3. Krista

    Dimenticavo, mi spieghi la cosa dell’asterisco e dell’anacronismo? Cioè, capisco che è una nota, ma riguardo a cosa?

    • Miriam

      Credo riguardo al dandy per eccellenza che non era di quei tempi. Credo…

      • Tati J.

        Si vero, verissimo. Brummel risale a fine 800 se non ricordo male, ma l’ho anticipato di parecchi anni solo per citare quel mito e giustificare il look di Richard. Non sopportavo di vestirlo ancora alla francese. Odio quel look.

  4. Miriam

    Awwwwwwwwwwww splendido!
    Un ottimo risveglio questa mattina! Grazie e ti prego di continuare per molto tempo! Sei originale e ardimentosa a proporre una FF così quando tutte la fanno sui più rassicuranti Christian e Ana, i miei complimenti ancora per l’ottima scrittura. Ottima.

    • Tati J.

      Grazie. non potrei scrivere una FF su Christian e Ana, ce n’è una valanga!!!!!

  5. cate

    E’ una bella ff e sicuramente diversa da qll ke ho letto fino ad ora ma cmq mi piace molto sn ansiosa di sapere cm continuera’ 🙂

  6. Desi

    Uao, che amplesso! Questo marchese non ha nulla da invidiare a Grey, anzi! Complimenti il capitolo, aspetto con ansia il prox! Un bacione!

    • Tati J.

      e mi sono trattenuta o sconfinavo nel porno. Di solito scrivo peggio. Molto peggio.

  7. Lalla

    Ma come lo facciamo trattenere ‘sto Richard… ma poverino 🙁

    • Tati J.

      🙁 lo sapevo che saresti venuta a infierire sul mio cadavere 🙁

  8. cris

    La storia si sta facendo interessante. Sono curiosa di sapere quale sarebbe il terribile segreto di Isabel. Comunque sei bravissima.

    • Tati J.

      Grazie cara 🙂
      Una passione, niente più. Un divertimento. E tanti libri diversi da proporre.

      • ROSANERA

        Dopo avere letto “Orgoglio e pregiudizio”, misi per iscritto qualche appunto relativo alla vita matrimoniale di Elisabeth e Fitzwilliam D’Arcy; risultò un racconto “pepatino” e molto dolce, ma non ebbi mai il coraggio di proporlo….
        Come appunto andava anche bene, ma arrivare a compiere il miracolo e trasformarlo in una vera storia compiuta, eh… ce ne voleva!!
        Comunque….. Come è bello leggerti!!

  9. Elena

    Beeeello!! Brava,brava.. Solo ke una settimana è lunga,troooppa attesa!!!

  10. Jennifer

    Tu cara Tati sei una boccata d’ossigeno, lasciatelo dire. Il tuo argomento non piacerà alle masse, ma sei divina per come scrivi, quello che trasmetti è sensazionale.
    Continua per favore, mantieni alto il target che qui se no si tocca il fondo

    • ROSANERA

      Perchè pensi che questo argomento non piacerà alle “masse”??
      Scusa la curiosità…..

      • Tati J.

        Hai ragione Jennifer.
        ROSANERA, credo che lei intenda che tutte vanno pazze per la storia di Christian e Ana e una FF come questa, un po’ particolare e poco conosciuta potrebbe essere di nicchia 😉

        • ROSANERA

          @ TATI J.

          Ora ho capito.
          Personalmente mi piace tutto, ogni epoca e ogni situazione, basta che sia scritta con originalità.

          Oh: buon lavoro!!! 🙂