Fan Fiction! ‘The Stranger I married’ di Sylvia Day – I° capitolo

Nuova Fan Fiction ambientata nella Londra del 1800!

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Nuova Fan Fiction di Tati J. ambientata nell’aristocrazia della Londra del 1800. Le vicende del giovane e dissoluto marchese di Grayson fino al matrimonio con la contessa di Pelham.
Ispirandosi al libro The Stranger I Married di Sylvia Day, Tati J. narra una personale e breve rappresentazione del rapporto di Richard e Isabel.

I° CAPITOLO

Londra – 1820. Inizio stagione.

Richard Faulkner, marchese di Grayson ancora non immaginava che quella sarebbe stata la sua ultima stagione londinese spensierata. Aveva già dovuto rinunciare a Emily, il suo grande amore nonché sua moglie ideale in quanto la sua fama di libertino gli aveva attirato le ire della madre della contessina di Rockwood. La contessa madre non aveva perso tempo a concedere la mano della sua splendida ed esile figlia ad un altro, di più basso lignaggio ma di sicuro un uomo più sicuro e soprattutto manovrabile.

Per fortuna il cuore di Emily gli apparteneva ancora tanto da indurla a incontrarlo nel suo castello durante le notti in cui il marito si tratteneva nei Club della città, grazie alla complicità della sua cameriera personale e del valletto del marchese. E anche con la tacita complicità del marito di Emily, il quale non disdegnava focose avventure con altre donne più procaci e molto più sessualmente disponibili di Emily.

Emy era nata per fare la moglie, non per fare l’amante, non era nella sua natura soddisfare le voglie degli uomini. Era perfetta per la società londinese, sempre impeccabile nelle sue toilette e sempre con il giusto sorriso di circostanza – la madre l’aveva ben preparata – e sin dal suo debutto tutta l’aristocrazia l’aveva corteggiata. Era anche molto bella, bionda, esile, aggraziata e sinuosa, la tipica bellezza inglese. Inoltre era colta, raffinata e aveva tutte le doti richieste ad una perfetta moglie.

Purtroppo la dote sessuale non le apparteneva, ma a Richard, VI° marchese Di Grayson non importava. Per lui era così bella e così perfetta che il solo ammirarla nuda e giacere con lei era sufficiente.

Ovviamente le reali distrazioni che appagavano la sua potentissima e dirompente virilità se le sceglieva altrove, e per questo si era guadagnato la fama di libertino. Il tornare con Emy era come ritornare all’antica purezza, come disintossicarsi da tutta la perversione che trovava tra le bracccia di giovani fanciulle disinibite senza freni morali.

Faceva l’amore con lei tutta la notte, fino allo spuntare dell’alba, quando con ancora un po’ di buio, Richard tornava a casa sua. Così continuò per buona parte della stagione, le voci mormoravano, ma nessuno aveva mai scoperto la coppia clandestina. Ma la tresca era destinata a finire.

Ti devo lasciare Richard.”
“Perché mai?”
“Edward vuole partire per Liverpool.”
“Perché?”
“Affari marittimi, dovremo trasferirci là e non so quando torneremo.”
“Verrò io da te, verrò a trovarti ogni volta che mi sarà possibile.”
“E’ troppo rischioso Richard, e poi temo che la decisione di mio marito sia dovuta anche a noi. Vuole separarci, se ti scoprirà là temo che possa sfidarti a duello. Morirei se ti facesse del male.”
“Morirei io se non potessi più farti mia.”
“Non succederà Richard, questa sarò solo una situazione momentanea.”
“Non farlo Emy, vieni via con me, stanotte.”
“Non posso Richard.”
“Puoi farlo e ti chiedo di farlo, scappa con me.”
“Mi dispiace, ma non abbandonerò mio marito.”

Quella fu l’ultima notte che Richard ed Emy passarono assieme.

Londra – 1824. Inizio stagione.

“E’ ora che ti trovi una moglie figliolo.”
“Non ne ho assolutamente intenzione.”
“Non sei più un ragazzino di 19 anni e devi garantire la continuazione della dinastia, ci vuole l’erede per il titolo e i possedimenti.”
“Ho un fratello più giovane, ci penserà lui.”
“E tu? Continuerai con questa vita dissoluta? Tutte le notti nei Club? Per favore Richard, prendi moglie. Ci sono tre fanciulle ideali e avrei piacere di fartele conoscere.”
“Madre, non insistete..”
“Questa sera saranno al ballo dai Sinclair, te le presenterò, poi deciderai tu. Ti ricordo che come marchese di Grayson hai dei doveri e non solo dei privilegi come quelli di sperperare fortune nei Club e in donne. Ti sposerai e assicurerai la discendenza. Nessuno ti vieterà di divertirti dopo aver adempiuto ai tuoi doveri dinastici.”

Quella stessa sera a casa dei Sinclair, la madre di Richard gli presentò le giovani rampolle dell’aristocrazia. Il marchese era lo scapolo d’oro più appetibile degli ultimi anni e in più aveva la fame di libertino che attirava donne curiose di scoprire i piaceri del sesso; invece le madri erano ansiose di accasare le figliole con quel bel partito. Il suo titolo e il suo immenso patrimonio facevano a gola a tutte e sapevano che prima o poi doveva capitolare per il bene del suo titolo, tanto valeva trovarsi sulla sua strada  il giorno in cui avrebbe ceduto alla ragion di stato.

Ma Richard aveva piani diversi.. molto diversi..

“Lady Pelham, posso avere l’onore di invitarvi a ballare?”

Lady Isabel Pelham, la donna più bella e desiderata della società, la contessa vedova in giovane età causa un duello del marito per la propria amante era la prossima inconsapevole preda del marchese. Una preda assai ambita e molto particolare. Con una massa di capelli ramati infuocati, gli occhi come smeraldi, la pelle color avorio, il corpo eccezionale e la bocca peccaminosa era il sogno erotico di tutti, ma lei si guardava bene dal concedere le proprie grazie.
Sceglieva con cura i suoi amanti e non aveva nessuna intenzione di risposarsi nonostante la giovane età.
Il suo status di vedova le permetteva di divertirsi a proprio piacimento e non doveva prendere ordini da nessun uomo. Impossibile farla rinunciare a tale condizione favorevole. Ma proprio questo status e la sua voglia di divertirsi la rendevano la donna più scandalosa di quegli anni.

L’invito stupì Isabel e la buona creanza le imponeva di accettare un invito formale con tanto di inchino a un ballo. E poi perché non accettare?
Il perché le fu subito chiaro non appena si ritrovò tra le braccia del marchese: la sua virilità la colpì con la forza di un ciclone, le sue ampie spalle le fecero girare la testa e il suo viso angelico ma tentatore con lo sguardo lussurioso la stavano mettendo a dura prova. Cosa le stava capitando? Non era normale ritrovarsi così carnalmente attratta da un uomo.

“Ho una proposta da farvi Lady Isabel.”
“Una proposta? Mi stupite marchese.”
“Vorrei chiedervi in moglie.”

Matrimonio? Ancora? Ancora costretta alla volontà di un uomo in tutto e per tutto? Costretta ai doveri del talamo nuziale senza il minimo desiderio? Mai!

“Marchese, vi fate gioco di me!”
“Assolutamente, sono serissimo.”
“Perché dovrei accettare? Datemi una sola ragione per cui dovrei rinunciare al mio status ottimale e contrarre nuovamente matrimonio. Senza amore poi..”
“Isabel, sapete bene quanto me che il matrimonio tra nobili non è una questione di amore, ma solo un accordo.”
“Proprio per questo Milord, non vedo perché accettare, non ho bisogno di voi, posso badare a me stessa da sola.”
“Ma non per molto ancora. Conosco la vostra situazione, mi sono preventivamente informato. State ancora pagando i debiti di gioco e di puttane del vostro defunto marito e a breve le vostre casse potrebbero piangere. Io vi assicurerei una vita super agiata, tutta la protezione che meritate, e soprattutto la totale libertà di prendervi gli amanti che volete e nessuna costrizione a rispettare i vostri doveri di moglie se voi non lo desiderate.”
“Perché io? E gli eredi?”
“Penseremo a quello, ma non subito, non ho ancora voglia di rinunciare alla mia vita.”
“Ma io sono vecchia marchese, più vecchia anche di voi, non posso garantirvi un erede.”
“Ho sempre un fratello per perpetrare la dinastia. Io voglio voi come moglie Isabel.”

Furono i suoi occhi ardenti? Il viso troppo affascinante? Il calore dell’inferno che emanava? La consapevolezza che in fondo il marchese non aveva torto, Isabel sapeva di essere quasi a un passo dalla rovina…

Quella stessa notte fuggirono e si sposarono.

Isabel non aveva ancora chiaro il perché aveva accettato su due piedi di sposare il marchese, sapeva che lui voleva fare un dispetto all’odiata madre, ma perché prendere una donna vecchia come lei? Voleva forse rovinarsi tutta la vita al suo fianco? Isabel sapeva di godere di una pessima reputazione in società e sapeva che le porte del bel mondo per lei si sarebbero chiuse a breve se non avesse sposato il marchese di Grayson; ma ora la situazione era cambiata: come sua moglie godeva di privilegi assoluti, ma la reputazione, quella non si cambiava di certo. E c’era un altro fattore non chiaro a Isabel, il marito non l’aveva mai sfiorata dal giorno del matrimonio e questo la indispettiva: possibile che non gli faceva nessun effetto? Eppure aveva fama di grande ed eccelso amatore, e ancora adesso sapeva che la notte si prendeva le sue distrazioni. Perché non tentare con la legittima moglie?
L’accordo era chiaro: solo matrimonio di convenienza, una facciata insomma, e il marchese faceva di tutto per rispettare la sua parte di accordo.

La nuova marchesa di Grayson scese nel salone e trovò il marito davanti alla finestra. Un brivido la percorse tutta e si annidò nel basso ventre facendole male, male da morire. Le gambe cominciarono a tremarle e la bocca le si seccò.

Gray era splendido. Di spalle come di fronte. Altissimo, possente eppure magro ed elegante e perfettamente proporzionato. I suoi glutei erano eccezionali e se si voltava lo spettacolo migliorava ancora. Il suo viso era maschio ma con i lineamenti delicati, gli occhi neri come la pece e i capelli un po’ troppo lunghi e selvaggi erano anch’essi neri. Il volto del peccato, ecco cos’era, un diavolo tentatore, quale donna poteva resistere a quella visione celestiale? Esprimeva lussuria da tutti i pori e il suo odore era elettrizzante.

“Isabel, devo assentarmi per affari.”
“Devo accompagnarti?”
“No, rimani pure qui nel palazzo di città, la stagione è in corso, ti divertirai senza di me.”
“Quando rientrerai?”
“Non lo so, ma non sarò una cosa breve.”
“Capisco.”

Isabel sapeva che Richard si sarebbe rintanato nella casa di campagna con la sua amante di turno, lontano dalla mondanità ma non dalle malelingue. Questi erano i loro accordi. Ma lei non avrebbe aspettato con le mani in mano, se la sarebbe spassata in città e al diavolo il marito!

 

Londra – 1825. Inizio stagione.

Era passato un anno. Un anno durante il quale Isabel non aveva avuto notizie del marito. Lui non rispondeva alle sue missive e lei aveva rinunciato a scrivergli per orgoglio. Cosa facesse là in campagna rimaneva un mistero. Conosceva il marchese, era noto nel ton, gli piaceva la bella vita fatta di palazzi lussuosi, ottimo cibo e grandi liquori, come poteva vivere in campagna? Nell’uggiosa campagna londinese? C’era qualcosa sotto.

Improvvisamente una mattina di nebbia la sua cameriera la svegliò con una novità: il marchese era tornato e l’attendeva al piano di sotto.

Isabel si vestì con particolare cura senza sapere il perché, indossando il suo vestito di mussolina verde che si intonava così bene al colore dei suoi capelli e, scoprendo i seni un po’ di più del dovuto per essere pieno pomeriggio, scese le scale.

Lo trovò ancora come l’ultima volta che l’aveva veduto: di spalle contro la finestra. Sembrava sempre uguale e sempre virile. Non aveva perso un etto e sembrava più in forma che mai. La campagna allora fa proprio bene…

Quando lui si voltò il cuore di Isabel mancò un battito. Richard non era più il bellissimo ragazzo scapestrato dell’anno prima, ora era un uomo. Era ancora più bello e nei suoi occhi una nuova, strana consapevolezza. Si avvicinò a Isabel e la puntò con i suoi occhi nerissimi. Nero contro lo smeraldo di quelli di Isabel.

“E’ un piacere rivederti. Sei bellissima.”
“Anche.. anche tu… ti trovo in forma.”
“L’aria di campagna. Sediamoci, ti devo parlare. Mio fratello sta prendendo una brutta strada, verrà a stabilirsi un po’ da noi qui in città, spero non ti dispiaccia.”
“La casa è tua.”
“E c’è una cosa, dovremo fingere un vero matrimonio di fronte a lui.”
“Come mai?”
“Potrebbe riferire a mia madre. Lo sai che ti odia e non vuole lasciarti il titolo di marchesa di Grayson. Se sospettasse un matrimonio di convenienza, non consumato, potrebbe intentarti causa.”
Oh per l’amor di Dio Richard, e con quale motivazione?”
“Tu che cerchi di attentare al mio patrimonio, ed essendo un matrimonio non consumato potrebbe avere alcuni pesi da mettere sulla bilancia.”
“Va bene Gray, come vuoi, fingeremo un vero matrimonio, lo facevamo anche prima della tua partenza del resto.”
“Questa volta sarà diverso Isabel.”
“E per quale motivo di grazia?”
“Dormirai nel mio letto. Ti voglio nel mio letto Isabel, ti ho sempre voluta, ma ora brucio per te.”

Mio Dio, dormire con lui? Tutte le notti?

‘Ti ho sempre voluta, ma ora brucio per te. questa frase continuava a rimbombare nella testa di Isabel.

Isabel sapeva che non avrebbe retto, già la sua sola vicinanza era dolorosa, molto dolorosa e sapere che lui ricambiava il suo desiderio era ancora più insopportabile. Ma ovviamente per lui la moglie era solo un’altra conquista, non provava niente per lei. Isabel sapeva che lui amava ancora Emily, lo sapevano tutti a Londra. No, non poteva dormire con lui, non voleva concedersi.

“No Gray, non consumeremo il matrimonio.”
“Cambierai idea, consentimi di lasciarti convincere da me.”

 

Il fratello di Richard era giunto quella stessa settimana, bello come un Dio anche lui e dannato come un demone anche lui. La sera stessa avrebbero preso parte al nuovo ballo e poi lei avrebbe dovuto far finta di dormire con Richard.
La sua pelle fremeva all’idea, lo voleva, voleva suo marito da morire, non riusciva più a resistere alla tentazione di vederlo nudo, di toccare il suo torace, le sue spalle e i suoi glutei. Ricordava come se fosse successo il giorno stesso, quella sera prima della sua partenza quando l’aveva visto – o spiato – spogliarsi nella sua camera da letto. Non si era persa un solo momento di quello spettacolo mozzafiato, non un solo movimento di quelle mani mentre si slacciava la camicia e se la sfilava dalla testa mostrando quel torace così scolpito. Non aveva idea che il marito fosse così aitante anche sotto ai vestiti. Ma la vera sorpresa arrivò quando lui si tolse i pantaloni. Isabel voleva, doveva distogliere lo sguardo, ma non riusciva, era ipnotizzata. Vederlo calare lentamente i pantaloni giù dalle cosce e mostrare il suo splendido sedere era stato il colpo di grazia.
Quella notte Isabel aveva dovuto procurarsi un orgasmo da sola, immaginando le mani di Richard su di lei non sospettando che nella stanza adiacente la sua, il marito si stava masturbando pensando a lei e nemmeno le urla di piacere del marito superarono e sfondarono la spessa porta di mogano riuscendo ad arrivare a lei.
Ma voleva rimanere ferma nella sua decisione sebbene Dio solo sapesse quanto le costava.

Non l’avrebbe fatto avvicinare alla sua metà del letto. Non avrebbe ceduto a un uomo che dal giorno del matrimonio non l’aveva toccata con un dito e non aveva mostrato la minima tenerezza con lei. Certo, non le aveva fatto mancare nulla, dandole anche più del superfluo: abiti, gioielli e tutto ciò che una donna potesse desiderare, ma mai una carezza. Quelle le riservava alle sue amanti in campagna, luogo dal quale lei era bandita. Si, il caro marchese si vergognava di mostrare quella moglie dall’aspetto così poco aristocratico ai propri fittavoli, ma lei lo sapeva e aveva ingoiato il rospo, ma mai si sarebbe concessa a lui.
E cosa principale, non voleva perdere la testa per lui.

Per tutti i diamanti della corona inglese, doveva imporsi di smettere di pensare al corpo nudo del marito!

E poi non voleva che il marchese venisse a conoscenza del suo segreto: per tutto l’anno della sua assenza, Isabel non era stata con nessun uomo e lui si sarebbe subito accorto della sua longeva castità. Il perché in quell’anno nessuno era più riuscita ad attrarla era ancora un mistero per Isabel.

In ogni caso quella sera lei si sarebbe fatta bellissima, non poteva fare sfigurare il marito e il cognato. Corse su dalle scale come una bambina eccitata andando a sbattere contro il maggiordomo che rise sotto gli enormi baffi ed entrò come una furia in camera sua. Tirò il cordone del campanello e Lizzy arrivò subito.

Ha chiamato Vostra Signoria?”
“Si Lizzy, dobbiamo prepararci per il ballo di questa sera.”
“E’ molto presto Vostra Signoria.”
“Lo so, ma cominceremo da un bagno di latte e poi un impacco di rose e un altro impacco per i capelli. Coraggio, datti da fare!”
“Subito!”

Quella sera l’alta società di Londra sarebbe crollata ai piedi di Lady Grayson. E anche suo marito. Richard bruciava per lei? Quella sera avrebbe preso fuoco come una pira. Isabel aveva un piano diabolico in mente.

Scese le scale ed entrò nel salotto dove Richard e Rhys la stavano attendendo sorseggiando il migliore brandy. Richard si blocco impalato e il fratello lo seguì dopo pochi istanti. Nella saletta scese il gelo, ma era un gelo bollente e palpabile, Richard cominciò a sudare. Come aveva potuto stare un lungo anno lontano da quella creatura? Gli sembrava impossibile.

Isabel si portò una mano guantata sulla scollatura, forse aveva esagerato? Perché i due uomini la fissavano senza parlare e avevano perso il colore dalle gote?

“Isabel.. questa sera nessuna dama al ballo reggerà il tuo confronto. Sei crudele.”
“Perché dici così caro?”
“Sei una visione abbagliante. Prego, ti scorterò io al ballo, mio fratello si dovrà accontentare di una dama là.”

Per la soirée Isabel aveva scelto un abito di raso blu notte che faceva risaltare ancora di più il candore della sua pelle e aveva acconciato i capelli in modo che le ciocche le cadessero ai lati del suo perfetto incarnato. Sapeva che Lizzy aveva fatto un lavoro eccellente, lei stessa non ricordava di essersi mai vista così attraente e lo sguardo di Richard appena entrò nella stanza la ripagò delle ore passate a farsi torturare dalla sua cameriera.

Mentre il marito l’aiutava a indossare la mantella le sussurrò all’orecchio:

Questa notte dormirai nel mio letto. Non vedo l’ora di vederti nuda.”
“Non dare troppo per scontato l’esito della serata marito mio.”
“Ti spoglierò lentamente e ti succhierò ogni centimetro di pelle.”

Isabel fece finta di scandalizzarsi da quel linguaggio crudo e volgare, ma era eccitatissima, i suoi capezzoli si erano subito induriti e le dolevano dentro lo stretto corsetto. Sapeva che il marito aveva avuto un’infinità di donne, sia quelle aristocratiche più disinibite, sia le puttane da bar, ma non pensava fosse così peccaminoso e sensuale con lei. Non è così che si corteggia una moglie accidenti! Stava giocando a un gioco sporco quel mostro del marito. E doveva passare un’intera serata in casa d’altri a un ballo con lui…

“Sei volgare.”
“Si, e ti piace questo. E stanotte potrei diventare peggio.”

Isabel si allontanò dirigendosi verso la carrozza che li attendeva ma non si dimenticò di sussurrargli in modo che il fratello non potesse sentire:

“Ma io non te lo permetterò. Non mi avrai Richard.”

E salì sulla carrozza.

 

 

 

CONTINUA….

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31 commenti

  1. Ana x

    Sono basita, ma questa FF rispecchia la realtà dell’epoca davvero?
    Non ho mai letto roba del genere..

    • Tati J.

      Si, più o meno è la realtà, molto romanzata, dell’epoca. Però non ti credere, nei libri d’amore è tutto bello, ma le donne all’epoca non se la godevano come gli uomini, anzi….

    • Sara

      Per quanto ne sappia io. per “stagione” si intendeva il periodo dell’anno in cui le fanciulle benestanti in età da marito venivano presentate in società, proprio per accaparrarsi (brutta parola) un buon partito. Di conseguenza, i nobili o ricchi giovanotti vi partecipavano a sua volta per scegliersi una moglie (anche se il più delle volte i matrimoni erano già stati combinati). Questo avveniva una volta l’anno. Credo che sia così, ma se c’è qualcuna che ne sa di più potrà illuminarti meglio.
      E, sì…più o meno rispecchia una parte della realtà dell’epoca, anche se il tutto, naturalmente, si teneva ben celato e (per quel che si poteva).

  2. Lalla

    Ah, e così torniamo alle origini è? Il tuo estro migliore a mio parere. Vediamo se lei ora cede alle avances..

    • Tati J.

      Anche nella letteratura inglese più famosa, non quella erotica, se ne parla molto di queste stagioni, erano l’evento clou dell’anno, che tutti i nobili aspettavano. E anche i ricchi borghesi, quelli che c’erano..

    • Tati J.

      Ohhhhh Miss Lalla!! Eccoti qui, finito il polpettone? 😀 😀
      Lo sai che i primi amori non si dimenticano mai, e nemmeno dimentico di leggere 😉

  3. Miriam

    Oddioooooooo!! Adoro le FF in costume e non solo quelle scritte!
    Che splendida idea proporla, è la prima volta che ne trovo una! Grazie Tati!
    Un bacio!

    • Tati J.

      grazie a te, anche io le adoro e anche quelle televisive

  4. Miriam

    E brucio di curiosità per sapere della loro notte 🙂 ma questo libro della Day, si trova anche in italiano?

    • Sara

      Miriam…l’ho cercato per te in italiano ma non sono riuscita trovarlo. Di Sylvia Day, nella nostra lingua , ho trovato solo “I piaceri della notte”., uscito ad Agosto. E un’altro uscirà il 6 novembre. Ma non questo. Magari l’autrice di questa FF potrà aiutarti più di me.

      • Cinzia

        L’ho cercato anche io ora ma non lo trovo nella bibliografia della Day. Ma esiste o è fantasia totale di tati?

        • Tessa

          Grazie della segnalazione. L’ho cercato anche io ma non lo trovavo…non sapevo che titolo avesse nella versione in Italiano. Mi sono sempre piaciuti i romanzi di ambientazione storica. Infatti nell’arco della mia vita (ho iniziato a leggerli che avevo 15 anni) ne ho accumulati più di 800. Da quest’anno che ho iniziato a comprarli anche in formato e-book, ho perso il conto. Dopo 35 anni, ancora non mi stancano… 🙂

    • silvietta

      Ciao a tutte!! è la prima volta che scrivo…. il libro esiste e si chiama marito amante.
      Vi dico solo che l’ho sto leggendo in questo momento!!
      Questa ff è molto bella e volevo fare i complimenti all’autrice anche per quella su Crossfire!!!!
      P.s. io le leggo tutte le ff e le trovo tutte stupende e sopratutto diverse tra loro 🙂

      • Tati J.

        Grazie!!! Bello vero questo romanzo? Poi la Day non si smentisce mai anche dai tempi in cui scriveva “in costume”…Molto diretta e cruda e io l’adoro per questo.

            • silvietta

              sono a metà…. quando inizio un libro non riesco a staccarmi finchè non l’ho finito!! alle volte dimentico persino di dormire e il giorno dopo sembro una pazza con carenza di sonno :p
              ho tutta l’intenzione di procurarmi anche gli altri e di leggerli…non vedo l’ora!!

  5. Desi

    E’ semplicemente incredibile questa FF! Non mai letto niente di simile e nemmeno un romanzo in costume erotico! Ma non sapevo che esistessero cacchio….
    Poi scritta davvero benissimo, sembri un’autrice di altri tempi!! Brava Tati!!

    • Tati J.

      Grazie Desi, non ero sicura che piacesse, è così particolare come genere e per questo ci ho messo molto del mio rispetto al vero romanzo. Grazie ancora

  6. Cinzia

    Ciao Tati, i miei complimenti per la preparazione incredibile sull’argomento e sulle usanze e il linguaggio di quei tempi. Si direbbe che non è la prima che scrivi di questo genere vero?

    • Tati J.

      Grazie Cinzia, non è la prima volta che mi cimento nell’erotico d’epoca (chiamiamolo così), mi attrae molto; sono proprio affascinata dai costumi e abitudini sessuali di allora e la preparazione ovviamente deriva dalla lettura di questi romanzi.

  7. Anna

    Si, mi unisco al coro dei complimenti. Adoro i romanzi d’epoca, ed il mix erotico mi sta piacevolmente intrigando. Brava Tati. Scrivi davvero bene.

  8. Irma

    Anche a me piacciono i romanzi d’epoca, ne ho letti parecchi, non questo, pertanto sono curiosa di leggere il seguito. Mi piace molto come scrivi, molto scorrevole e intrigante. Ti seguirò con molto piacere. Baci.

    • Tati J.

      Grazie Irma, anche io adoro i romanzi in costumi, ma proprio perché sono romanzi, per la realtà non dovrebbe essere stato il top vivere in quell’epoca per una donna…

  9. Danielle

    Bello mi è piaciuto molto spero che continuerai a scrivere anche le prossime settimane.
    E la FF Cross Angel che fine ha fatto ?

    • Tati J.

      Grazie 🙂
      La FF su Cross era in due puntate ed è finita.
      Non mi piace scrivere per lunghi periodi della stessa cosa, quindi faccio mini FF su diversi libri/epoche/generi letterari 🙂
      La varietà è il sale della vita (cit.) 😉

  10. cris

    Bella ed originale. Sono curiosa di leggere il seguito. Presto comprerò il libro, non vedo l’ora di leggere la storia a cui ti sei ispirata per la tua ff. Brava