Fan Fiction ambientata nella Londra del 1800!

Fan Fiction di Tati J. ambientata nell’aristocrazia della Londra del 1800. Le vicende del giovane e dissoluto marchese di Grayson fino al matrimonio con la contessa di Pelham. Ispirandosi al libro The Stranger I Married di Sylvia Day, Tati J. narra una personale e breve rappresentazione del rapporto di Richard e Isabel.

EPILOGO

Forse aveva esagerato con la moglie, voleva andarci piano, invece l’aveva presa con la delicatezza di un toro alla monta, ma non poteva farci nulla, lei gli faceva quell’effetto devastante, senza mezze misure.
Ed era solo all’inizio, aveva migliaia di fantasie che gli rimbombavano in testa da sperimentare con Isabel e non c’era niente di meglio che vedere la reazione positiva di lei a ogni sua iniziativa sessuale.
Aveva ragione suo fratello e sua madre, lei non era la classica moglie, ma la perfetta amante, da sistemare in una casa in città tutta sua, offrirle almeno una cameriera personale e un maggiordomo e passarle un vitalizio per tutte le necessità. Questo avrebbe dovuto fare al posto di sposarla, ma chissà perché lui la voleva al di sopra di ogni altra e voleva essere lui l’uomo al di sopra di tutti per lei. E anche il solo e l’unico.

Aveva fatto un errore? No, da come stava evolvendo finalmente il suo matrimonio: Isabel aveva confessato di amarlo e lui impazziva per lei e ora mancava solo l’erede che lei, per qualche misteriosa ragione, non voleva generare.
Aveva dovuto provare senza il suo permesso, venendo meno ai loro accordi prematrimoniali, ma se avesse generato un maschio tutta Londra, compresa sua madre e il suo fratellino, avrebbero definitivamente tappato la loro bocca.

Richard si diresse verso la sartoria di Bond Street con fratellino al seguito.

“Davvero Richard, non ho bisogno di abiti nuovi.”
“Tu forse no, ma io si dato che devo stabilmente riprendere il mio ruolo in società accanto a mia moglie.”
“Dio mio, ma ancora non ti sei stancato di lei? Non l’hai ancora consumata come si converrebbe?”
“Tu ti stancheresti di una donna così?”
“No Richard, mai. A letto mai, ma fuori? Sei al corrente dei pettegolezzi su di lei, non ha una buona fama.”
“Se per questo nemmeno io l’ho mai avuta.”
“Si, ma a un uomo e a un Lord tutto si perdona.”
“E perdoneranno tutto anche alla moglie del Lord.”
“Non ne sarei così sicuro Richard, a meno che…. a meno che facciate un figlio e subito.”

Dopo aver scelto tutte le stoffe e i completi più alla moda e i giusti cappelli tornarono a casa e trovarono una sorpresa. Una tavola bandita a festa per cinque persone.
Come mai? Non ricordava che ci fosse qualche ricorrenza particolare, nessun compleanno o anniversario, cosa significava quella tavola?

Lanciò il suo cappello tra le mani del maggiordomo e corse su verso la camera della moglie. Spalancò la porta sbattendosene della buona creanza e la trovò in sottoveste al centro della stanza, con i lunghi capelli sciolti che risplendevano contro il fuoco del camino. Il suo cuore mancò un battito, la bocca gli si seccò, era un angelo, no anzi, un diavolo tentatore con i suoi lucenti capelli rossi che sembrava prendessero fuoco.
Se ne stava lì, imbambolato sulla soglia della porta e fu lei e rompere il silenzio.

“Milord, posso fare qualcosa per te?”
“Emm si ecco… volevo sapere il perché di quella tavola così apparecchiata e di tutta la servitù tirata a lucido in alta livrea. Hai organizzato una cena con ospiti?”

Isabel fece cenno alla sua cameriera di lasciarli soli e lei colse la salvezza in quell’ordine, era ancora imbarazzata dato che al mattino aveva visto il suo padrone nudo a letto.

“Vedo che non hai contato i posti a tavola mio Signore.”

Come mai la moglie era così stranamente gentile e condiscendente? Cosa stava macchinando quella iena?

“Ammetto di non averci fatto caso.”
“Puoi accomodarti nella mia stanza Milord, mi sembri timoroso.”

Richard vedeva in controluce che la moglie era completamente nuda sotto quella sottile sottoveste e subito si eccitò, se fosse entrato in quella stanza non ne sarebbe più uscito per giorni interi.

“Mi dovrei lavare e cambiare per la cena.. e poi significa che la nostra serata al concerto è saltata?”
“E’ saltata Mio Signore, ma non per tutti, solo per noi due.”
“Non capisco.”
“Questa sera dobbiamo discutere di una questione urgente.”

Dio Mio, lo voleva lasciare!
Aveva esagerato a letto.
Le sue ultime acrobazie l’avevano spaventata troppo, era l’unica spiegazione possibile. Non aveva mai visto la moglie così disponibile per lui, anzi, scappava da lui come se avesse la peste. Ora voleva parlargli, dopo una buona cena gli avrebbe dato la mazzata finale: se ne sarebbe andata.

“Milord? Tutto bene? Siete impallidito.”

Così dicendo si avvicinò a lui, una visione, come una Venere che avanzava completamente nuda. Gli si parò davanti, prese la mano gelata del marito e se la portò sul seno, ma dai piani di sotto suo cognato cominciava a chiamare a gran voce il fratello. Non avevano molto tempo, molto bene, tutto stava procedendo alla perfezione.

“Cosa stai facendo Isabel, mio fratello potrebbe salire da un momento all’altro e tuo fratello sta girando per i piani alti e tua madre si è comprata tutta la nostra servitù.”

Allora è vero, sua madre aveva corrotto la servitù!

E suo marito che improvvisamente stava diventando pudico e lei sempre di più una svergoganata senza freni. Il mondo stava davvvero andando alla rovescia.

“Che intenzioni hai Isabel?”
“Nessuna in particolare mio adorato.”
“Sei troppo…gentile.”
“Ti lamenti?”
“No, assolutamente, ma è troppo bello e non vorrei abituarmici troppo.”
“Abituati pure.”

E dicendo così e lasciandolo a bocca aperta tornò a vestirsi per la cena in famiglia.

Tutti si erano vestiti in grande tiro per questa cena, che non rievocava nessuna ricorrenza particolare, eppure c’era una nota di eccitazione in quella casa.
Da quando Richard era partito per la campagna, e suo fratello non si presentava mai, quella casa era rimasta così vuota e fredda. Poi si erano aggiunti anche i parenti di Isabel: l’irriverente duchessa madre e il caro fratello a caccia di moglie. Un bel quadretto, e finalmente un po’ di allegria tra quelle mura, ah se ci fossero stati anche dei bambini.
Mentre pensava questo, il maggiorndono si sistemava il cravattino e il panciotto in tinta e si apprestava a dirigere le danze dei piatti.
La marchesa aveva organizzanto al meglio, i cibi migliori e  vino eccellente importato dalla Francia.
Cosa aveva in mente per quella sera?

L’occasione per festeggiare fu subito chiara, il fratello di Isabel aveva trovato moglie. Bene, uno in meno da piazzare e da ospitare e più intimità con la moglie in casa. Per quanto fosse enorme il suo palazzo di città, non era la casa in campagna che disponeva di più di 15 camere solo per gli ospiti, per cui passavano anche giorni senza imbattersi nei propri ospiti. In città invece, con lo spazio ristretto tutti i sacrosanti giorni, e ore, si trovava davanti il cognato, poi era il turno del fratello e ora anche la suocera. Non c’era più pace.

“Chi sarebbe la fortunata?”
“Lady Worlderh!”

Strano, pensava che la passionalità fosse caratteristica di famiglia, data la madre e la figlia, invece il fratello di Isabel preferiva il matrimonio sicuro con una donna insignificante come la figlia di Worlderh. Che strano.
Ma a sciogliere i dubbi di Richard ci pensò subito la duchessa madre.

“Fortunata non tanto, virtuosa nemmeno, è un matrimonio riparatore, a meno che il mio adorato figlio non voglia essere sfidato in tenzone con il padre della dolce ma focosa Eleonor.”
“Prego duchessa?”
“Avete ben compreso Grayson, l’algida ragazza che sembra tanto virtuosa si è fatta disonorare da mio figlio e ora tocca il matrimonio.”
“Ma siete felice Lord?”

Gli occhi del cognato si illuminarono, non servivano ulteriori parole.

“Non potrei essere più felice.”
“Sono felicissima per te!”
“Grazie sorellina.”
“Anche io ovviamente.”
“Grazie cognato.”
“Se la ami anche io sono felice, quelli basati sull’amore sono sempre i matrimoni migliori a detta di tutti.”

Tutti colsero la frecciata della duchessa indirizzata al fratello del marchese, che, era risaputo, non era un estimatore dei matrimoni d’amore.
Avrebbe trovato la sua angelica moglie, nobilissima fino al midollo, senza opinioni, che avrebbe sfornato tanti begli eredi mentre lui si faceva allegramente il giro dei Club e dei bordelli della città.
Che pena, ma così succedeva sovente tra i nobili.
La duchessa ringraziava ancora mentalmente di aver avuto lei per prima un matrimonio d’amore e che i suoi due figli, seppur con parecchie traversie, avevano seguito la via del cuore. Isabel si era sposata per amore ben due volte, e il fratello avrebbe fatto lo stesso, godendo appieno delle gioie del matrimonio.
Convivere tutti i giorni con una persona che non ami si poteva rivelare un vero inferno, e come condanna a vita non era da auspicare al peggior nemico.
Ora doveva solo vedere realizzato il sogno segreto della figlia, dopo di che sarebbe potuta tornare in campagna a godersi… si, il suo fedele maggiordomo. Dispiace solo che il maggiordomo di Isabel sarebbe rimasto male, ma pazienza, così è la vita.

La serata procedeva leggera, fino a quando Richard sussurrò alla moglie…

“Aspettami nel mio studio.”
“Ora? E’ urgente mio signore?”
“Si.”
“Ma ci stiamo divertendo a tavola, non possiamo rimandare?”
“No.”
“Ho fatto qualcosa che ti ha contrariato? Mi sembra di essere stata una perfetta padrona di casa.”

Isabel non capiva perché il marito sembrava così contrariato. Si era comportata in modo impeccabile, aveva organizzato tutto al meglio, era una vera cena di famiglia che probabilmente non sarebbe stata replicata a breve e Richard voleva andare nel suo studio?
Sapeva che se il marito la convocava lì era per farle la ramanzina per qualcosa: i mariti convocano sempre le moglie nello studio quando sono arrabbiati.

“Aspettami nel mio studio. Ora. Non lo ripeterò più.”
“Ma….”
“Ubbidiscimi moglie.”
“Va bene.”

Qualunque cosa avesse combinato non era certo il tipo da titarsi indietro di fronte a un uomo arrabbiato. Non più almeno. Avrebbe affrontato il marito e gliene avrebbe dette quattro anche lei.

“E, Isabel?”
“Si?”
“Aspettami completamente nuda.”
“Come milord?”
“Non dovrai avere nulla addosso, assolutamente nulla.”
“Ma….”
“Ora vai.”

Nuda? Completamente? Mio Dio, ma non poteva aver capito bene! Una donna non si poteva spogliare completamente davanti al marito, doveva tenere una sottoveste addosso, come avrebbe potuto farsi trovare senza proprio nulla addosso? Anche nella vasca da bagno lei aveva addosso la leggerissima camiciola trasparente, come volevano le costumanze.

Oddio che vergogna! Nuda senza nulla? Non poteva aver compreso bene la richiesta del marchese. Nessuna moglie avrebbe mai fatto questo col marito, solo le sgualdrine potevano osare una cosa del genere. Il suo defunto marito mai l’aveva vista completamente nuda, e nemmeno il suo amante successivo.

“Mio signore.. forse non ho compreso appieno la vostra richiesta.”
“Quale passaggio non hai compreso? Il fatto che devi subito andare nel mio studio? Non è complicato dolcezza, basta che tu esca da questa stanza inventando una scusa tipica femminile, e nel corridoio tu entri nella stanza a destra dopo questa. Quello è il mio studio.”

La stava prendendo per una stupida? Cominciava a innervosirsi e ad arrabbiarsi.

“Non mi prendere in giro, la parte dopo.”
“Ah, ma è semplicissima Isabel. Ti toglierai il vestito e la sottoveste, calze e scarpe e non indosserai nulla, Questo significa essere nuda.”
“Ma non è possibile, non ci si spoglia mai davanti ad altri.”
“Da questa sera lo farai Isabel, e lo farai subito. Non voglio trovarti un solo velo addosso quando ti raggiungerò nello studio. Ora vai.”

Probabilmente lei aveva perso tutto il colorito dalle gote, ma era innegabilmente, ineluttabilmente, incredibilmente eccitata all’idea di farsi vedere completamente nuda da Richard, si chiese solo dove avrebbe trovato il coraggio per fare una cosa così scandalosa.
Vino.
Prese il suo calice di vino e lo finì tutto, nessuno ci fece caso, erano tutti presi dai fumi dell’alcol, suo fratello stava facendo una pessima e imbarazzante imitazione della sua futura suocera e la servitù si era fermata ad applaudire. Poi sarebbe toccato a sua madre intrattenere la tavolata con un brano al pianoforte. Il tempo per assentarsi non le mancava, ma avrebbe dovuto fare in fretta o l’avrebbero scoperta.
Con gambe tremanti si alzò e sorridendo a tutti uscì dalla stanza, certamente avrebbero pensato che sarebbe andata alla toilette.
Si diresse subito nello studio del marito e cominciò a fare come lui le aveva  ordinato.
Era un pazzo, lei aveva sposato un pazzo. Ma quale marito avrebbe preteso una simile cosa dalla propria moglie? Solo un pazzo!

Trovò un caldissimo fuoco nello studio, forse Richard avesse organizzato la cosa? Si tolse con fatica l’abito e il corsetto, poi si sfilò le scarpe, si tolse le giarrettiere e si sfilò le lunghe calze.
Faceva caldissimo in quello studio, ma lei si sentiva gelata e tremava.
Doveva ancora togliersi l’ultimo indumento, ma non osava.
Spensa la luce, anche se il calore del fuoco la illuminava bene, e si tolse la sottoveste con un sospiro.
Era nuda, completamente.
Si sistemò in penombra dietro alla scrivania e di fronte alle tende scure che aveva chiuso per far filtrare meno luce.
La porta d’ingresso si aprì piano e il marchese entrò.

“Isabel, vieni al centro della stanza, fatti vedere.”

Ansimava Isabel, era eccitata e totalmente bagnata, ma le sue gambe erano di piombo. Si vergognava troppo a farsi vedere tutta nuda, si sentiva una prostituta attesa dal nobile e pretenzioso cliente.

“Isabel, non fare la timida e ubbidiscimi, non voglio essere costretto a venirti a prendere.”

Lei avanzò sistemandosi davanti a Richard.
Lui voleva divertirsi un po’ con la moglie, voleva farla sentire in imbarazzo, ma non vi riuscì. Ammirò il suo coraggio di presentarsi a lui come una sgualdrina, ma quello che ammirava di più era la perfezione del suo corpo. Ora capiva perché era la donna più bramata della società. Era peccaminosa, carnale, con tutte le curve al posto giusto. Non sapeva come resisterle, anche lui aveva perso colore dalla guance, e il sangue le era sceso tutto nel pene che pulsava contro i pantaloni. Sarebbe venuto solo a guardarla, così, in penombra, illuminata dal fuoco. Una Dea.

“Sdraiata a terra.”

Si coricò sul pregiato tappeto sparpagliando i suoi capelli tutti intorno a lei. Richard era sempre in piedi di fronte a lei.

“Ora apri le gambe.”

E quando Isabel ubbidì lui come una furia scatenata e con una foga mai provata si slacciò i pantaloni. si sitemò tra le gambe aperte della moglie e la prese subito. Lei era già incredibilmente bagnata e lui non potè resistere. Era una sensazione meravigliosa avere una donna nuda sotto di sé, senza un minimo ingombro. Avrebbe potuto spogliarsi anche lui, ma non c’era tempo e il rischio era enorme lì nello studio, e poi aveva tutta la notte per farlo. Tutte le notti di tutta la vita.

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Era destino, e sua madre ancora una volta aveva avuto ragione, non era Isabel ad avere problemi, era il suo ex marito. Con Richard andò tutto alla perfezione e partorì l’atteso erede. Maschio. Colin.
La madre di Richard dovette tacere, ma tutto sommato era contenta di essere nonna, questo l’addolcì parecchio, ma senza esagerare.
Il fratello di Richard, come si poteva immaginare, sposò la figlia di un conte: un’algida bionda senza il minimo fuoco sotto la pelle, ma lui sapeva bene come divertirsi e lei nemmeno se ne accorgeva. Ah, beata ingenuità, forse si viveva meglio senza conoscere i mali del mondo, soprattutto se non si aveva la cura per essi.
Il fratello di Isabel si era felicemente sposato con Eleonor, che non era bellissima ma aveva una simpatia tale da intrattenere una stanza piena di persone, e riuscire a attirare l’attenzione generale su di sé solo grazie al suo carisma.
La duchessa madre tornò tutta soddisfatta a casa sua, ma una volta al mese tornava a casa della figlia, dato che era pazza del nipotino.
Il maggiordomo di città gradiva molto queste soventi visite della duchessa madre.

 

FINE

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11 commenti

  1. silvietta

    Stupendo!!!! Meraviglioso!!! Peccato solo che sia già finito…..non vedo l’ora di leggere la tua prossima ff. Non stò già più nella pelle dalla curiosità 🙂

    • Tati J.

      Grazie, ma mi piace scrivere breve per non annoiarmi 😛
      Un bacione e grazie per avermi letta

  2. cate

    Bellissima ff, peccato xo’ ke sia gia’ finita 🙂 kissa’ magari prima o poi leggeremo qlk altra tua storia :**

  3. Danielle

    Tutto è bene quel che finisce bene.
    Bellissimo.
    Ci vediamo la prossima domenica con una nuova ff ????
    Buona settimana

    • Tati J.

      Ciao, non so ancora se la prossima domenica o l’altra ancora, dato il periodo intenso natalizio, ma sarà una di quelle 🙂
      Grazie ancora per averla letta

  4. Desi

    Bel finale Tati 🙂
    Di solito i finali sono sempre deludenti, ma il tuo è simpatico, ironico e lieto. Grazie e spero ne pubblicherai una nuova 🙂

  5. lolly74

    io nn ho letto il libro originale ….. ma penso che li pomprero’ perche ho letto tutti i tuoi capitoli e mi sono piaciuti ,e mi piace come hai scritto complimente sei stata fantastica .grz spero di leggere ancora qualche f.f. delle tue o un libro tuo… ciao a presto…. 😉